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Assegnato in Milano il Premio Socrate ideato e organizzato da Cesare Lanza

VALORIZZARE IL MERITO PER MIGLIORARE IL PAESE
A URBANO CAIRO e LETIZIA MORATTI IL PREMIO SOCRATE

Cos’è il merito?  Così lo definiscono alcuni personaggi celebri. “Il mondo si divide tra persone che realizzano le cose e persone che ne prendono il merito.” (Dwight Morrow, uomo d’affari americano, diplomatico e politico); “C’è un successo che si fonda sul merito e uno sulla fortuna. Il primo dura di più; il secondo costa di meno.” (Roberto Gervaso); “Viviamo in un sistema che sposa il merito, l’uguaglianza e la parità di condizioni, ma esalta quelli con la ricchezza, il potere, e la celebrità, in qualunque modo l’abbiano guadagnato.” (Derrick A. Bell, il primo professore di diritto afro- americano presso la Harvard Law School); “Esiste merito senza successo, ma non esiste successo senza qualche merito.” (Francois de La Rochefoucauld).

In un periodo di blocco dell’ “ascensore sociale” nel quale, per citare, si vedono molti giovani fare lo stesso mestiere dei padri non per vocazione, ma perché da questi agevolati, meritoria appare quindi l’iniziativa dello scrittore,  giornalista e regista Cesare Lanza che così la spiega: “Da sempre mi batto per il merito: è il valore fondamentale, che consente a qualsiasi società di progredire e migliorarsi. Qualche anno fa ho fondato un movimento di opinione, senza fine di lucro, senza tessere o burocrazie: aperto a tutti, senza sbarramenti di nessun tipo, religione o razza, censo o istruzione, e via dicendo. Chi aderisce deve solo condividere l’indispensabilità di restituire al merito il suo valore. È una debolezza umana, come si è visto nei millenni, quella di favorire i propri parenti, amici, cortigiani – senza tener conto di meriti e qualità. Ma in Italia si è passato ogni confine di decenza! In prevalenza assistiamo a favoritismi, spinte, privilegi, raccomandazioni… Basta! E ho dedicato il movimento al nome di Socrate perché il filosofo greco, non solo a mio giudizio, è il simbolo assoluto e immortale del merito.”

Il movimento ha avuto grande visibilità con l’assegnazione a Milano del Premio Socrate a personaggi della cultura e dell’imprenditoria che si sono distinte per il merito: Letizia Moratti, Urbano Cairo, Maria Bianca Farina, Ernesto Pellegrini, Lella Golfo, Ernesto Mauri, Carlo Clavarino, Andrea Cornelli, cui sono andate artistiche penne stilografiche prodotte da Gianfranco Aquila. La cerimonia è stata preceduta da un intervento di Ferruccio De Bortoli sul rapporto tra merito e giornalismo e conclusa da Maurizio Beretta il quale ha ricordato il massimo storico di uno share – 92%, semifinale europea di calcio – quando dirigeva in Rai.

Foto:
– Cesare Lanza con il presidente IEA Achille Colombo Clerici

– Letizia Moratti con Colombo Clerici

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A Tremezzina (Como) mostra di strumenti musicali della collezione Giulini

“ALLA RICERCA DEI SUONI PERDUTI”

Dai clavicembali alle spinette, passando per i fortepiani e le arpe. Ma anche mandolini, chitarre.

La ricca collezione di Fernanda Giulini, che da decenni si dedica al recupero di strumenti musicali d’epoca, si presenta venerdì 9 giugno al Museo di Villa Carlotta di Tremezzina (Como) con la mostra dal titolo “Alla ricerca dei suoni perduti” patrocinata dal Mibact-Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la collaborazione di Villa Medici Giulini, Ied-Como, Accademia di Belle Arti Galli.
Presente ill Sottosegretario al Mibact on. Ilaria Borletti Buitoni.

Viene poi presentato il restauro della culla del Duca Giorgio II, a cura dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli e dello IED-Como, nonché della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio.

La collezione di Giulini  è assolutamente unica in Italia ed in Europa ed è stata realizzata con passione e competenza. Tutti gli strumenti sono perfettamente accordati e suonabili. Ritrovare il suono di Mozart, e dei grandi compositori che hanno eseguito le loro musiche, è un viaggio musicale assolutamente appassionante.

La collezione di strumenti a tastiera d’epoca appartenente a Fernanda Giulini è ospitata usualmente nel palazzo cinquecentesco di Briosco ed in altre sedi: spinette, clavicembali, fortepiani, pianoforti.

Achille Colombo Clerici ne ricorda alcuni:

“Due fortepiani di Anton Walter, datati 1789 e 1786; simili a quello sul quale componeva Wolfang Amadeus Mozart, ora conservato nella casa natale del musicista a Salisburgo.

Frederic Chopin componeva su pianoforti costruiti da Ignace Pleyel. Il più famoso è quello conservato a Parigi al Musée de la Musique ed a Briosco ci sono due pianoforti di Ignace Pleyel, datati 1839 e 1852. L’esemplare del 1839 reca nel numero solo due unita’ di differenza rispetto a quello esposto in quel museo. Ludwig Van Beethoven componeva su strumenti di diversi costruttori. Nella casa natale di Bonn si trova un fortepiano di Conrad Graf appartenuto al compositore tedesco; ed a Villa Medici Giulini sono ospitati due fortepiani di Conrad Graf, datati entrambi 1834.
Sempre Conrad Graf donò a Robert Schumann un fortepiano per il suo matrimonio con Clara Wieck. Molta musica di Schumann è stata quindi composta su Graf.
Oltre ai due Graf nella collezione di Fernanda Giulini c’e’ un fortepiano di Johann Baptist Streicher, datato 1837. Si tratta dello stesso costruttore del fortepiano appartenuto a Clara Schumann e suonato da lei in concerto dopo la morte del marito, reso celebre proprio dalle esecuzioni della moglie.

Johannes Brahms suonava un pianoforte Bösendorfer nella vacanza a Bad Ischl.  Nella collezione è presente un  Bösendorfer del 1850.
Giuseppe Verdi, Franz Listz e Richard Wagner componevano tutti su pianoforti Erard. I due appartenuti a Verdi sono a Sant’Agata in Busseto e a Casa Verdi, a Milano; quello di Liszt è a Parigi al Musée de la Musique e quello appartenuto a Wagner si trova a Lucerna, a Villa Tribschen dove il compositore ha  abitato dal 1866 al 1872 con la moglie Cosima Listz ed i figli, per poi trasferirsi nuovamente in Baviera per realizzzare il progetto di Bayreuth.
In questa casa di Briosco ci sono tre pianoforti Erard a doppio scappamento datati 1853, 1888 e 1892.

Claude Debussy componeva su un pianoforte Bluthner, ora al museo di Brive.
A Briosco c’è un Bluthner, datato 1902, coevo a quello appartenuto al compositore francese.”

Foto: Fernanda Giulini, il pianista Chen Guang e Achille Colombo Clerici

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Celebrazione del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana

A MILANO UN WEEKEND LUNGO DI FESTEGGIAMENTI

Con l’alzabandiera in Piazza del Duomo alla presenza di autorità civili, religiose e militari si sono aperti a Milano i festeggiamenti del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana.
E’ seguito in Prefettura, nel giardino di Palazzo Diotti, un brindisi celebrativo,  preceduto dalla lettura del messaggio di saluto  del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dall’esecuzione, da parte della banda musicale dei Carabinieri, dell’Inno Nazionale.

Il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese ha pronunciato un indirizzo di saluto e di augurio ai partecipanti ed alla cittadinanza.

Folla di invitati, fra i quali il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Questore Marcello Cardona, Sindaci, ed alti esponenti delle istituzioni, della politica, del mondo militare, della cultura, della scienza, dell’economia.

Achille Colombo Clerici rappresentava  Assoedilizia e l’Istituto Europa Asia.

Le celebrazioni della Festa della fondazione della Repubblica erano iniziate ieri l’ altro con il Concerto delle Fanfare Militari ( tra cui la Fanfara dell’Aeronautica Militare Prima Regione Aerea  e quella del Terzo Reggimento dei Carabinieri )  promosso dalla Prefettura e finalizzato alla raccolta di fondi per la realizzazione di presidi scolastici nelle zone terremotate e tenutosi al Teatro Dal Verme di Milano.

Grande il successo della manifestazione, che ha prodotto un contributo per l’iniziativa umanitaria di 32.000 euro.

Il 2 giugno Palazzo Marino e l’ufficio del Sindaco sono rimasti aperti al pubblico fino alle ore 20.00. Nel pomeriggio due momenti musicali: con la Banda della Polizia locale di Milano Cordialis Rigoris e con la Civica Orchestra di Fiati.

Sabato 3 giugno Milano e Napoli insieme per l’Europa, nel segno di un concerto che unisce due importanti identità culturali italiane nella loro ricchezza. All’interno del Duomo, alle 21, la Veneranda Fabbrica offrirà alla città una serata gratuita aperta a tutti: l’Orchestra e il coro del Teatro di San Carlo di Napoli, diretti dal Maestro Zubin Mehta, presenteranno uno dei lavori più conosciuti del repertorio sinfonico di Ludwig Van Beethoven. Per chi ama il calcio, invece, sarà il Parco Experience il protagonista del sabato sera grazie al maxi schermo che permetterà di vedere la finale di Champions League (alle 20:45).

Domenica 4 giugno, alle 11, in Sala Alessi si terrà il secondo appuntamento di “Palazzo Marino in musica” con un concerto dedicato a Claudio Monteverdi (ingresso gratuito).

Torna anche “Domenica al Museo”, l’iniziativa del Comune di Milano e del Mibact che prevede l’apertura gratuita dei musei ogni prima domenica del mese. Sarà quindi possibile visitare gratuitamente, oltre alla Pinacoteca di Brera, i Musei del Castello Sforzesco, il Museo del Risorgimento, la GAM|Galleria d’Arte Moderna, il Museo Archeologico, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario, il Museo della Pietà Rondanini, la Casa Museo Boschi Di Stefano e lo Studio Museo Francesco Messina. L’ingresso al Museo del Novecento è ridotto (5 euro) e il biglietto consente di visitare, oltre alla collezione, anche la mostra “New York New York. The Art of Shoes”.

Al Castello Sforzesco, inoltre, si terrà l’iniziativa “Bimbi al Castello” con un ricco programma di attività per adulti e bambini, alla scoperta delle merlate e dei camminamenti, del Museo degli Strumenti Musicali e di quello delle Arti Decorative. Tra le attività gratuite si segnalano i laboratori didattici ‘C’era una volta il Castello’ a Sforzinda (alle 14 e alle 16, per bambini dai 6 ai 13 anni) e il laboratorio di canto corale e teatro proposto dall’Associazione Solo Canto (dalle 14 alle 18, per bambini dagli 8 ai 13 anni), che si uniranno la sera nel coro dell’opera per voci bianche Chip and his dog di Gian Carlo Menotti.

Per tutte le attività è obbligatoria la prenotazione: milanocastello.it

L’appuntamento per gli sportivi sarà invece in piazza del Cannone. In occasione della Giornata Nazionale dello Sport, dalle ore 11 alle ore 18, il Coni Milano ha organizzato una grande manifestazione durante la quale si potranno provare diverse discipline sportive e scoprire le realtà che animano Milano.

Venerdì, sabato e domenica saranno aperte, in via straordinaria, le piscine dei centri balneari Argelati, Lido, Romano e Scarioni.

Tante anche le iniziative che, per tutti e tre i giorni, animeranno il Parco Experience, dai nuovi e inediti spettacoli dell’Albero della Vita, realizzati da Balich Worldwide Shows  (dalle 14.30 ogni ora), al “Festival del Volo” (15 mongolfiere a volo libero e frenato insieme a droni, aquiloni giganti, simulatori di volo, mostre e laboratori) e all’evento “Experience Motorshow” (manifestazione di auto e moto d’epoca organizzata da Scuderia del Portello Alfa Romeo).

Foto:

– il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese con Achille Colombo Clerici

– Achille Colombo Clerici e Alfio Noto

– Alfio Noto, Gabriele Albertini e Achille Colombo Clerici

– Colombo Clerici con Gabriele Albertini e Giacomo Caliendo

– Colombo Clerici con Gabriele Albertini

 

“COSA PUBBLICA, SERVE UN GOVERNO” – Dibattito e corsi, Arcidiocesi Milano – QN Il Giorno del 3 giugno 2017 – Rubrica Assoedilizia –

di Achille Colombo Clerici
“Un mondo senza politica?”

Una domanda che ha una duplice declinazione.

Se si tratta in generale di una assenza di politica dalla vita dell’umanità, la risposta è senz’altro no. Se si tratta di un rifiuto dell’attuale “piccolo cabotaggio politico” che mira principalmente alla sopravvivenza della propria parte, come sta avvenendo da noi, la risposta potrebbe essere sì.

E’ indubbio comunque che la politica debba tendere alla democrazia, peraltro in affanno in tutto il mondo. In pochi anni e’ scomparsa in una decina di paesi, sostituita da regimi autoritari.

In molte di quelle che restano avanzano gli “uomini forti”, scelti da un elettorato impoverito dalla crisi, insicuro e timoroso, che dice no alla politica come è stata sin qui intesa, rivelatasi incapace di offrire valide risposte alle sue istanze.

Dopo i limiti rivelati dai “governi tecnici”, autoreferenziali, è il momento che uomini di buona volontà, formati ad un solido impegno di politica vissuta e non improvvisata, si attivino per formare una nuova classe dirigente.

E’ l’obiettivo di un corso promosso – sull’onda della sollecitazione e dell’invito di Papa Francesco ai giovani affinche’ si impegnino in una politica elevata dai valori morali – da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con Università Cattolica, ISPI e Iustitia, la Rivista dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.

Se è impossibile per una società moderna, ma per l’umanità in generale, fare a meno della politica, è altrettanto vero che essa deve saper rispondere agli interessi della collettività sulla base di principi di convivenza e compartecipazione, e non a tatticismi, personalismi e interessi di parte.

Soprattutto in un’epoca quale la nostra, in cui si registrano due dati fondamentali: l’affiancarsi al pensante umano del  pensante non umano, che elabora concetti, sulla base della cosiddetta intelligenza artificiale; e, d’altro lato, le grandi migrazioni che possono far pensare a ciò che rappresentavano, in altre epoche storiche, le invasioni barbariche. Come ha osservato nel dibattito Luciano Violante.

La politica, in quanto portatrice di pietas, di umanità, cioè di valori morali, deve essere il fattore cardine sul quale basare – al di là degli asettici tecnicismi privi di ogni moto dello spirito – il governo della cosa pubblica.
Foto:
– Achille Colombo Clerici con mons. Luca Bressan vicario dell’Arcivescovo e don Walter Magnoni, Responsabile della Pastorale del lavoro della Diocesi di Milano

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La Festa della Repubblica Italiana a Lugano
120.000 ITALO TICINESI SUGGELLANO UNA TRADIZIONALE AMICIZIA

Invitato dal Console generale d’Italia a Lugano, ministro plenipotenziario

Marcello Fondi,  il presidente  di Assoedilizia  Achille Colombo Clerici ha partecipato alla celebrazione del 71° anniversario della Repubblica italiana, tenutasi all’ Hotel Splendide.
Numerosi gli esponenti dell’imprenditoria, della cultura, dell’ informazione della forte comunità italiana presente in Canton Ticino: “120.000 sono i residenti ( cifra comprensiva delle doppie residenze), cui si aggiungono 60.000 lavoratori pendolari su una popolazione totale di 360.000 unità, ai quali la Confederazione Elvetica offre possibilità di lavoro e di affermazione, ricambiata da operosità e dedizione” ha detto Fondi, nel suo discorso di saluto.

Tra le autorità, il presidente del Consiglio di Stato ticinese Manuele Bertoli il quale ha ricordato come i profondi legami di cultura, di interscambio, di interessi comuni siano destinati a superare sempre gli inevitabili dissapori che talvolta  si manifestano tra i due vicini. Presente anche il prefetto di Como Bruno Corda e la sindaca di Campione d’Italia Maria Paola Rita Mangili, il presidente della Regio Insubrica, il Direttore e l’Amministratore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia e Marcello Foa, Marco Cameroni, Lino Terlizzi, Paolo Grandi presidente emerito della Associazione Carlo Cattaneo di Lugano, Giampiero Casagrande.
Colombo Clerici ha commentato: “La
celebrazione della ricorrenza  della Festa della Repubblica in una terra che vede una forte ed operosa presenza di nostri connazionali significa rinnovare e rinsaldare i rapporti
della comunità italiana con la madrepatria; e, nel contempo, rinvigorire le relazioni di amicizia, istituzionali, culturali, economiche tra i due Paesi. E’ l’occasione anche per ricordare l’importante ruolo svolto dalla Svizzera in favore di chi, negli anni bui della guerra, si batteva per la riconquista dei valori universali di libertà e
di democrazia che tanto ci premevano e ci premono”.
Colombo Clerici è stato inoltre invitato, all’ analoga cerimonia svoltasi a Berna, dall’Ambasciatore d’Italia Marco del Panta Ridolfi.
Foto:

– Il Console Marcello Fondi con Colombo Clerici

– il Prefetto Bruno Corda
Con Colombo Clerici

– Colombo Clerici con Marco Cameroni e Lino Terlizzi

– Colombo Clerici con Marcello Foa

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Presentato all’ISPI di Milano il corso “Verso un mondo senza politica?”

LA DEMOCRAZIA E’ IN PERICOLO, FORMARE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE PER IL FUTURO DELLA NOSTRA SOCIETA’

Nel mondo, le democrazie sono in affanno: nonostante il tentativo “neocolonialista” di esportarle a suon di bombe, in pochi anni ne sono morte una decina, sostituite da regimi autoritari.

In molte di quelle che restano avanzano gli “uomini forti”, democraticamente scelti da un elettorato impoverito dalla crisi, insicuro e timoroso che dice no alla politica come è stata sin qui intesa, rivelatasi incapace di offrire valide risposte alle sue istanze.

Dopo i limiti rivelati dai “governi tecnici”, è il momento che uomini di buona volontà, formati ad un solido impegno di politica vissuta e non improvvisata, si attivino per formare una nuova classe dirigente.

E’ l’obiettivo di un corso promosso – sull’onda della sollecitazione e dell’invito di Papa Francesco ai giovani affinché si impegnino in una politica elevata dai valori morali – da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore; ISPI  – Istituto per gli studi di politica internazionale; Iustitia – Rivista dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, presentato a Milano in un incontro pubblico dal titolo  “Verso un mondo senza politica?”

Dopo il saluto di Paolo Magri, vicepresidente esecutivo e direttore ISPI, sono intervenuti:
– Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei deputati; -Mariapia Garavaglia, presidente dell’Istituto Superiore di Studi Sanitari;
– mons. Luca Bressan, Vicario Episcopale della Diocesi di Milano per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale.

Hanno presentato il corso: Francesco Botturi, prorettore vicario e ordinario di Filosofia morale nell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Giancarlo Rovati, direttore del Dipartimento di sociologia e ordinario di sociologia dello stesso Ateneo.

Moderatore dei lavori Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera.

Coorganizzazione IUSTITIA – Giuristi Cattolici, Avv. Benito Perrone

Tra i presenti Don Walter Magnoni, mons. Pierfrancesco Fumagalli, padre Luca Gallizia L.C., Sandro Neri, Roberto Mazzotta, Guido Merzoni, Salvatore Messina, Remo Danovi, Gianfranco Gaffuri, Andrea Perrone, Giuseppe Romeo, Ezio Siniscalchi, Piero Martello, Romano Manfredi, Alfredo de Francesco, Nicolo’ Sella di Monteluce, Carlo Bianchi, Federico Filippo Oriana, Gianni Verga, Luca Stendardi, Francesco de Bicke’ van der Noot, Niccolo’ e Alessandro Bertolini Clerici, Bruna Gabardi Vanoli, Marco Barbiano di Belgiojoso, Elisa Rota, Matteo Bianchi, Sabino Illuzzi, Achille Colombo Clerici.

Gli interventi hanno illustrato i temi dei quattro incontri di tipo residenziale che da ottobre a febbraio 2018 – due giorni ciascuno – si terranno a Milano, Gazzada (Varese), Brescia: È possibile una società senza politica?  Perché è in crisi la politica tradizionale?
In cosa consiste il bene comune di una società plurale?

Le istituzioni: perché?

Se è impossibile per una società moderna, ma per l’umanità in generale, fare a meno della politica, è altrettanto vero che essa deve saper rispondere agli interessi della collettività sulla base di principi di convivenza e compartecipazione, e non a tatticismi, personalismi e interessi di parte.

Soprattutto in un’epoca quale la nostra, nella quale si registrano due dati fondamentali – l’affacciarsi del pensante umano a fianco del  pensante non umano, che elabora concetti, sulla base della intelligenza artificiale, e, d’altro lato, le grandi migrazioni che, rapportate ad altre epoche, possono far pensare  ciò che rappresentavano le invasioni barbariche – la politica, in quanto portatrice di pietas, di umanità (cioè di valori morali) deve essere il fattore cardine sul quale basare, al di là degli asettici tecnicismi privi di ogni moto dello spirito, il governo della cosa pubblica.

La crisi della politica tradizionale è nata, da noi, negli anni 1992-93 con il progressivo allontanarsi dei governanti dalla società, l’incapacità di collegarsi alle nuove generazioni, la scelta di evitare verità sgradevoli sostituendole con favolistiche promesse per non perdere il consenso.

Un benessere artificioso ha sostenuto tale politica fino alla recessione, momento dell’amara verità e della nascita del cosiddetto populismo del quale le élites contestate e messe in crisi hanno recentemente adottato la stessa cultura – espressa dall’imperativo del “tutto e subito” –  proponendo soluzioni inapplicabili.

I governi tecnici si sono dimostrati autoreferenziali, e non poteva essere altrimenti perché non rappresentativi.

In un periodo di rapidi e talvolta imprevedibili cambiamenti sono la politica, umanista per definizione, e le istituzioni, le uniche in grado di operare il tentativo  di governarli.

Non sono mancati i riferimenti all’attualità: una legge elettorale proporzionale garantirà soltanto l’instabilità del futuro governo; sono tramontati i tempi di un partito cattolico, oggi si impone il dialogo con tutti per arrivare ad accettabili mediazioni; illuminante la scelta di papa Francesco a guida della CEI del cardinale Gualtiero Bassetti che si ispira a due figure del cattolicesimo sociale, don Primo Mazzolari e Giorgio La Pira.

Foto:
– Mons. Luca Bressan e Don Walter Magnoni con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

– Venanzio Postiglione con Colombo Clerici


– Colombo Clerici con Benito Perrone, Mariapia Garavaglia, Andrea Perrone

http://www.mastermeeting.it/Upload/magazine/database/riviste_pdf/1169/Premio%20-%20Intro_04_2017.pdf

L’Italia cresce, ma troppo lentamente: poco più della metà dell’euromedia.  E tra le ragioni, una è evidente su tutte: sconta un deficit infrastrutturale che “costa” al Paese 34 miliardi l’anno, il 2% del Pil. Lo ha rilevato Confcommercio, che a Cernobbio, in occasione del secondo Forum Internazionale di Conftrasporto, ha presentato i risultati di una ricerca su “Il costo dei deficit logistici”. I numeri parlano chiaro: la mancanza di infrastrutture adeguate (porti, autostrade, ferrovie), unite all’inefficace allocazione delle risorse, insufficiente crescita dell’occupazione, permeabilità alle lobby e alla corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, produce conseguenze molto negative sull’economia nazionale.

Il valore strategico delle infrastrutture per l’economia è stato ben compreso dalla Cina che ha avviato il progetto “la nuova via della seta” – una rotta terrestre e marittima che collega il gigante asiatico all’Europa – il quale prevede investimenti per 5.000 miliardi di dollari.

Restando a casa nostra, la Lombardia, quale vertice gerarchico del sistema istituzionale, culturale, sociale, economico e urbano italiano, nei rapporti internazionali può svolgere a pieno il ruolo di locomotiva del Paese (avendo il compito e la responsabilità di guidarlo nella competizione internazionale), ma ha bisogno di rafforzare il proprio apparato infrastrutturale, oggi deficitario e sottodotato.

Infatti con una popolazione di 10 mln di abitanti, 4,3 mln di occupati, un PIL di 294 mld (22% del PIL nazionale), 815.000 imprese, il 27% dei brevetti, la Lombardia, di gran lunga leader in Italia, in Europa si colloca soltanto al 143° posto per competitività.  Il deficit infrastrutturale è bene fotografato dal rapporto a livello nazionale tra peso insediativo/demografico 17 %, peso economico 22 % da un lato e infrastrutture 12-13 %, dall’altro.

Si riscontrano in particolare carenze nelle reti di comunicazione ferroviaria che circondano Milano. Tra questi il Corridoio Europeo 5 (collegamento con AlpTransit), con il quadruplicamento della Monza-Como-Chiasso ed il Terzo Valico, sulla direttrice tra il porto di Genova e quello di Rotterdam, diventato ormai una favoletta storica. La linea ferroviaria per Venezia (Corridoio 24) rimasta quel che era trent’anni fa.

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Giuristi Cattolici e Iustitia, Ispi, Arcidiocesi Milano, Università Cattolica – Dibattito: “Mondo senza politica?” – maggio 2017

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Un corso promosso da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore, ISPI, Iustitia

VERSO UN MONDO SENZA POLITICA?

“Verso un mondo senza politica?” è il titolo di un corso di introduzione alla politica che viene presentato lunedì 29 maggio 2017, ore 17.30 nella sede dell’Ispi – Palazzo Clerici, Via Clerici 5, Milano.

Il corso è promosso da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con: Università Cattolica del Sacro Cuore; ISPI – Istituto per gli studi di politica internazionale; Iustitia – Rivista dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.

Dopo il saluto di Paolo Magri, Vicepresidente esecutivo e Direttore Ispi, intervengono:
– Luciano Violante, Presidente emerito della Camera dei deputati;
– Mariapia Garavaglia, Presidente dell’Istituto Superiore di Studi Sanitari;
– Mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale

Moderati da Venanzio Postiglione,Vicedirettore del Corriere della Sera, presentano il corso:
– Francesco Botturi, Prorettore vicario e Ordinario di Filosofia morale, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
e Giancarlo Rovati, Direttore del Dipartimento di sociologia e Ordinario di sociologia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ecco il programma dei 4 incontri:
–  20-21 ottobre 2017 È possibile una società senza politica?
–  10-11 novembre 2017 Perché è in crisi la politica tradizionale? presso Villa Cagnola-Gazzada (Va)
–  19-20 gennaio 2018 Che cosa è il bene comune di una società plurale?
–  23-24 febbraio 2018 Le istituzioni: perché? presso l’Istituto Paolo VI- Brescia

Foto d’archivio:
– Achille Colombo Clerici, Giuristi Cattolici (pres. IEA) con Luciano Violante

– Colombo Clerici con il card. Francesco Coccopalmerio ad un convegno dei Giuristi Cattolici nel 2014