Oggi più della metà delle popolazione del mondo vive nelle città, nel 2050 sarà il 75%. Perché la città diventa sempre più attrattiva per sviluppo economico, possibilità di lavoro, scambio culturale, assistenza sanitaria, opportunità. Realtà che fanno aggio sull’altra faccia della medaglia: scarsa sicurezza, limitata qualità del vivere e dell’ambiente, tensioni sociali, emarginazione.

Innumerevoli sono gli indicatori che raffrontano le città in cui viviamo con quelle di altri Paesi. L’ Italia si colloca in una giusta via di mezzo senza le vette, ma anche senza gli abissi, di altre metropoli.

Se assumiamo a termine di paragone la più “mondiale” delle conurbazioni italiane, Milano, vediamo che essa è, secondo un rapporto di Deutsche Bank, tra le città con gli stipendi più alti del mondo, 28esima tra le metropoli: 1.597 euro medi mensili, più alto della media italiana ma in netto calo rispetto a soli tre anni fa quando era di 2.052 euro (prime nella classifica Zurigo con 5.403 euro, New York, 4.430 euro e San Francisco poco al di sotto).

Anche se Milano si pone allo stesso livello di Tokyo, Parigi e New York per qualità della vita, a sorpresa però, per chi ci vuole trascorrere un fine settimana, è la città più costosa al mondo, 2.092 euro (ovviamente hotel e ristoranti di lusso), seguita da Copenhagen, Zurigo, Londra, Stoccolma, Vienna e New York.

Prendendo in esame anche altri indici come il potere di acquisto e la criminalità, nella scelta dei migliori luoghi dove vivere, la capitale della Lombardia si pone al 29° posto, preceduta da Tokyo e New York ma seguita da Parigi, Londra, Shanghai e Mumbai.

Va sottolineato che queste classifiche vanno lette più come curiosità che come atto di fede: è sufficiente infatti aggiungere o togliere un parametro per modificarle profondamente. Infatti secondo la società statunitense Mercer, Milano è solo al 41° posto delle città in cui si vive meglio al mondo. Motivo? La classifica condotta dalla ricerca si basa principalmente sulla qualità dei servizi resi al cittadino.

Ma anche in questo caso, resta comunque la migliore in Italia. Roma, a causa di infrastrutture (tra tutte lo scarso smaltimento dei rifiuti) giudicate poco efficienti scivola al 57° posto (perdendo sei posizioni dal 2016).

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Festa dell’Unità di Milano
Visita di Matteo Renzi, Colombo Clerici invitato

 

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha partecipato alla visita del segretario del Pd Matteo Renzi alla Festa dell’Unità di Milano.

Renzi, in precedenza, aveva presentato il suo libro “Avanti” al teatro Franco Parenti, intervistato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.  Tra tanti riferimenti alle più o meno recenti vicende politiche e anche ad aspetti personali, uno dei capitoli più rilevanti è stato dedicato all’economia.

L’ex presidente del Consiglio, se dovesse tornare a Palazzo Chigi, ha promesso che condurrà una battaglia in Europa per consegnare al passato il Fiscal Compact, riportare il deficit entro i parametri del 3% nei prossimi 5 anni e investire le maggiori risorse liberate (in debito) per abbassare le tasse.

Foto:
Matteo Renzi e Achille Colombo Clerici

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Dibattito alla Festa dell’Unità di Milano con Giorgio Gori

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici è stato invitato a partecipare al dibattito che ha visto protagonista il sindaco di Bergamo e possibile candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra Giorgio Gori.

Nel corso del dibattito Gori ha ribadito che “la condizione è che ci sia un sostegno molto ampio, costruendo la più grande alleanza possibile con Campo progressista e altre forze di sinistra”. “Se ci sarà questo fronte – ha proseguito rispondendo al direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, e indicando i militanti in platea – la mia disponibilità è confermata. Però saranno loro a decidere se vado bene”.

Il sindaco di Milano Beppe Sala, che ha incontrato il potenziale candidato e il vertice del Pd milanese prima del dibattito, in tema di primarie ha dichiarato: “Se andassimo a votare presto, credo non sarebbe necessario. Se, come pare, si andrà a votare in primavera, probabilmente le primarie andranno fatte”.

Foto:
Giorgio Gori, Achille Colombo Clerici, Ada Lucia De Cesaris

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A Milano l’assemblea annuale ordinaria di Assoedilizia presieduta da Achille Colombo Clerici

CINQUE NUOVI NOMI NEL CONSIGLIO DIRETTIVO
LA COSTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO SMART CITY FORUM

Si è tenuta a Milano l’assemblea annuale ordinaria di Assoedilizia, la storica associazione che rappresenta i proprietari immobiliari presieduta da Achille Colombo Clerici. Nel corso dei lavori è stato eletto, all’unanimità, il nuovo Consiglio Direttivo che durerà in carica fino al 2019. Ingresso in Consiglio di cinque nuovi componenti:

– dott. Massimo De Angelis, commercialista;
– avv. Tiziano Barbetta, già presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano;
– dott. Luigi Perego di Cremnago, amministratore;
– ing. Eugenio Radice Fossati, presidente del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano CIAM;
– prof. Stefano Simontacchi, docente di diritto tributario internazionale nell’Università di Leiden.

Colombo Clerici ha inoltre comunicato la costituzione del primo nucleo promotore dello Smart City Forum, unitamente ad un Team di ricerca IEFE-Università Bocconi coordinato dai professori Giuseppe Franco Ferrari ed Edoardo Croci.

Partendo dall’analisi e dal monitoraggio della realtà urbana delle città italiane, l’iniziativa culturale è volta a costituire un osservatorio permanente della loro funzionalità, nell’ ottica di un auspicato futuro prossimo venturo di rigenerazione urbana; per approdare alla smart city, attraverso la riqualificazione urbano-edilizia (riuso/sostituzione) nonché la realizzazione della prestazionalità delle strutture e della biodiversità del tessuto urbano.

La relazione che ha concluso l’assemblea, ha esaustivamente analizzato lo stato di fatto del settore immobiliare, le criticità che ancora permangono, avanzando suggerimenti e proposte per la loro soluzione.

Foto d’archivio:
Alcuni esponenti del mondo della Proprietà Edilizia nella sede di Assoedilizia in Milano

 

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Workshop  sul welfare abitativo nella nostra Regione
12,6 milioni di euro per l’emergenza casa in Lombardia

La Direzione Casa, Housing sociale, Internazionalizzazione delle imprese e Expo 2015 hanno organizzato un workshop  per fare il punto sul welfare abitativo nella nostra regione, soprattutto approfondendo il ruolo che hanno i Piani di zona e che avranno ancora di più in futuro nella programmazione e gestione delle politiche abitative.

Vi hanno partecipato amministratori comunali,  dirigenti e funzionari degli uffici competenti, responsabili dei Piani di zona, rappresentanti del mondo della casa, tra cui Assoedilizia.

Regione Lombardia con uno stanziamento di 12,6 milioni di euro ha inteso promuovere iniziative che coinvolgono i Piani di Zona, i Comuni, le istituzioni e i soggetti territoriali diversi in chiave di integrazione delle politiche di welfare, a sostegno delle famiglie per il mantenimento dell’abitazione in locazione o per la ricerca di nuove soluzioni, abitative temporanee, volte al contenimento dell’emergenza abitativa.

Destinatari di questa importante misura sono 1523 Comuni lombardi e 98 piani di zona. Le azioni da attivare riguardano: il sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto, il sostegno temporaneo alle famiglie proprietarie di alloggio all’asta a seguito di pignoramento per mancato pagamento delle rate di mutuo ed infine il sostegno ai pensionati in difficoltà nel mantenimento dell’alloggio in locazione.

I fondi regionali consentono di sopperire alla carenza del Fondo Nazionale per il sostegno all’affitto non trasferito alle regioni da parte del Ministero delle Infrastrutture per l’anno in corso.

La misura “Emergenza abitativa 2017” rappresenta la prima di una serie di importanti provvedimenti sociali per la casa, che prevede ulteriori 21 milioni di euro per sanare la morosità incolpevole e 2,5 milioni di euro per le azioni di contrasto all’emergenza abitativa. Complessivamente si tratta di un pacchetto di misure per la casa, per un totale di oltre 36 milioni di euro, destinati ai cittadini, vittime della perdurante  crisi economica.

Ha aperto i lavori Fabrizio Sala, vicepresidente e assessore alla Casa, Housing Sociale, Expo 2015, e Internazionalizzazione delle Imprese;

Relazioni di:

Carmelo Di Mauro, direttore generale Casa, Housing Sociale, Expo 2015 e Internazionalizzazione delle Imprese;

Paolo Formigoni, Regione Lombardia, Unità Organizzativa Sviluppo Urbano, Housing Sociale, Promozione e relazioni internazionali sul tema: “Il quadro di contesto e le politiche regionali di welfare abitativo”;

Francesco Foti, Regione Lombardia, Unità Organizzativa Programmazione Politiche abitative su “Il nuovo regolamento dei Servizi abitativi pubblici: il ruolo della programmazione”;

Luigi Bernardi, IRS KCity “Le opportunità e i limiti delle misure regionali di welfare abitativo”;

Francesco di Ciò, IRS KCity “Le sfide della programmazione e gestione delle politiche abitative nei piani di zona”.

Conclusioni affidate a Paolo Formigoni.

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, incontrando Silvio Berlusconi illustra i temi della rigenerazione urbana, proponendo una zona franca fiscale (comprendente un’esenzione ventennale dalle imposte sui redditi per gli immobili interessati) nei relativi ambiti di intervento.

Il presidente Berlusconi concorda.

 

*   *   *

 

Dal quotidiano LIBERO del 14.7.2017. Tra gli invitati il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici
Berlusconi ha un piano per l’edilizia e rivendica il voto con i dem
Cav tra costruttori e vaccini: “Fi vota le cose giuste”

Una no tax area per i primi 12mila euro di reddito guadagnati. Estesa a tutti: partite iva, lavori dipendenti, autonomi. Se guadagni fino a 12mila euro, non pagherai tasse. E comunque fino a quella cifra non dovrai niente allo Stato. L`idea è di aiutare chi fa più fatica, ma anche di alleggerire in generale la pressione fiscale. “C`è troppa povertà, sofferenza, così il Paese non può ripartire”, riflette Silvio Berlusconi. La misura sarà nel programma di Fi, su cui da mesi sta lavorando insieme a un pool di professori. Ne ha parlato ancora ieri, nel corso del vertice a Palazzo Grazioli che ha convocato insieme coi capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, i loro vice ed un piccolo gruppo di dirigenti.

Non sarà l`unica proposta sulle tasse. Fisco e casa, infatti, sono i due pilastri del piano che il Cavaliere vuole lanciare per la campagna elettorale.

Proprio di case e di come sfruttare il settore dell`edilizia per far ripartire l`economia aveva parlato, invece, mercoledì sera, alla cena sociale della fondazione “Fiorentino Sullo”, presieduta dal suo ex ministro Gianfranco Rotondi. Una serata che aveva un parterre particolare, composto da imprenditori e professionisti del settore edilizio, come, per esempio, Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, Gianni Bastianelli e docenti delle facoltà di architettura. “Ho costruito e inventato il modello delle ‘seconde città’”, ha ricordato il Cavaliere, che fu nominato tale proprio per l`intuizione di Milano 2 e il suo lavoro di costruttore. Ai presenti confessa che il suo modello di “città ideale è quello dove i bambini possono andare a scuola a piedi, da soli…”, ma, soprattutto, promette di voler fare qualcosa. “Io ho in mente un new deal per l`edilizia”. Ovvero l`estensione del Piano casa, e, soprattutto, un piano per “abbattimenti e ricostruzioni”, per rinnovare insomma gli edifici vecchi, poco efficienti o sicuri col beneficio di sgravi fiscali. Il tema della semplificazione, e del “silenzio assenso” per le pratiche amministrative è, poi, ritornato anche ieri, al vertice di Palazzo Grazioli. Un piccolo giallo è stato l`annullamento all`ultimo minuto dell`annunciata partecipazione dell`ex premier alla trasmissione In Onda, su La7. In realtà, ha soltanto deciso di posticipare la sua presenza a mercoledì prossimo. Il Cavaliere ha scelto di rimandare non solo per evitare di dover rispondere alle indiscrezioni-provocazioni contenute nel libro di Matteo Renzi. Temeva di non riuscire a spiegare per bene la decisione di sostenere il disegno di legge del governo sui vaccini, che sta passando al Senato solo grazie ai voti azzurri. Una scelta parlamentare a cui ha dedicato una nota: “Abbiamo migliorato il testo, l`obbiettivo è garantire a tutti, e specialmente ai bambini e ai ragazzi, l`immunizzazione da malattie aggiornando il piano di vaccinazioni obbligatorie. Saranno tali anche per i migranti e questa è una garanzia per i nostri figli”. A chi ha accusato Fi di fare da “stampella”, l`ex premier risponde così: “Nessun significato politico, ma buon senso”. EL. CA.

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Il Rapporto 2017 della Banca d’Italia sull’economia della Lombardia

SI CONFERMA UNA CRESCITA MODERATA
MA SI ALLARGA IL GAP CON ALTRE REGIONI EUROPEE

La sede di Milano della Banca d’Italia ha presentato in Assolombarda il Rapporto 2017 sull’ economia della Lombardia. Folta la presenza degli operatori economici tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Nel 2016 l’economia della Lombardia ha proseguito nel percorso di moderata crescita già avviato nel biennio precedente. Il PIL della regione sarebbe aumentato dell’1,1 per cento secondo le stime di Prometeia. L’attività ha continuato a espandersi nell’industria e nei servizi, sostenuta dall’incremento delle esportazioni e dei consumi delle famiglie. Il miglioramento del mercato del lavoro e l’aumento dei redditi hanno favorito i consumi. Il calo del prodotto durante le due recessioni che si sono succedute tra il 2008 e il 2013 è stato però intenso e la ripresa, ancora debole, non ha permesso di recuperare i livelli pre-crisi. Negli ultimi quindici anni la Lombardia ha perso posizioni rispetto alle regioni europee ad essa simili per grado di sviluppo e struttura produttiva, in termini di reddito pro capite e di capacità innovativa delle imprese.

Le indicazioni per l’anno in corso sono favorevoli.

Il miglioramento dell’attività si è intensificato nel primo trimestre e, nei programmi delle imprese, l’accumulazione di capitale dovrebbe consolidarsi, grazie anche alle agevolazioni fiscali previste per gli investimenti nelle nuove tecnologie digitali. Le condizioni di accesso al credito, generalmente distese, sosterrebbero il recupero dell’attività e degli investimenti.

LE IMPRESE
L’espansione nella manifattura è proseguita nel 2016, in un contesto di incremento degli ordini, interni ed esteri. Il fatturato è aumentato in modo più accentuato per le imprese esportatrici e per quelle che negli ultimi anni hanno investito di più, intensificando anche l’attività di ricerca e sviluppo. Circa la metà delle imprese ha investito nelle nuove tecnologie digitali e la frequenza potrebbe aumentare in considerazione dei piani di accumulazione per il 2017. Nelle costruzioni il valore della produzione è ancora sceso nel comparto delle opere pubbliche, ma è rimasto stabile nell’edilizia privata, che è stata favorita dal consolidarsi del miglioramento nel mercato immobiliare. Nei servizi l’attività è cresciuta, sebbene a tassi inferiori a quelli del 2015. La domanda estera ha fornito un contributo positivo alla crescita. Nell’ultimo decennio, tuttavia, le esportazioni di beni sono aumentate meno della domanda potenziale, stimata considerando i paesi di destinazione delle merci. Il differenziale, particolarmente ampio nel 2009, si è ridotto negli anni successivi alla crisi grazie all’andamento sui mercati esterni all’area dell’euro. La redditività operativa è migliorata e, unitamente agli interventi di ricapitalizzazione, ha consentito alle imprese di raggiungere profili di maggiore solidità patrimoniale. La dinamica dei prestiti è tornata positiva, sebbene con andamenti ancora ampiamente eterogenei: sono aumentati i prestiti erogati alle imprese della manifattura e dei servizi, a quelle medio-grandi e alle aziende considerate finanziariamente più solide. Tra i finanziamenti non bancari, le risorse investite in regione da operatori di private equity hanno registrato una forte espansione.

CRESCITA, PRODUTTIVITA’ E INNOVAZIONE NEL CONFRONTO EUROPEO
Tra il 2001 e il 2016 il PIL della Lombardia è cresciuto a un tasso in media superiore a quello italiano, ma inferiore a quello di un gruppo di regioni europee che all’inizio degli anni Duemila risultavano a essa omogenee per PIL pro capite, tasso di occupazione e struttura produttiva. Il divario di crescita negativo rispetto a quello delle regioni europee ad essa comparabili è riconducibile in larga misura a un andamento meno favorevole in regione della produttività, misurata come PIL per addetto o PIL per ora lavorata. Rispetto alle aree di confronto, la Lombardia ha continuato a occupare più addetti in attività a più basso contenuto tecnologico, pur registrando incrementi nell’occupazione nei comparti manifatturieri a medio-alta tecnologia. Il ritardo nella spesa e negli addetti in R&S e nell’attività brevettuale si è ampliato, mentre il vantaggio nella registrazione di marchi e invenzioni di design è rimasto pressoché invariato. La regione si è caratterizzata anche per la minore presenza di laureati e per una più elevata quota di giovani non inseriti nel mondo del lavoro, né coinvolti in percorsi di studio o formazione; sono stati invece colmati i ritardi tecnologici nelle infrastrutture di connessione alla banda larga.

LE FAMIGLIE
Nel 2016 la crescita della produzione, pur moderata, ha consolidato il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. Il numero degli addetti ha superato il livello pre-crisi e le ore lavorate sono aumentate più del numero degli occupati. Il ricorso agli ammortizzatori sociali e il tasso di disoccupazione, incluso quello di lunga durata, sono diminuiti. Circa la metà dei lavoratori dipendenti che avevano perso il lavoro tra il 2009 e il 2012 lo ha ritrovato in regione entro tre anni, anche se all’aumentare del tempo passato dalla perdita del precedente lavoro aumentano le difficoltà nel trovare un nuovo impiego, specie se a tempo indeterminato; cresce anche l’eventualità che siano accettate mansioni meno qualificate e un salario d’ingresso più basso.
Nel 2016 è migliorata la percezione delle famiglie circa la propria situazione economica. I redditi e i consumi sono aumentati per il terzo anno consecutivo. La distribuzione del reddito nella regione è rimasta leggermente meno sperequata rispetto alla media nazionale, grazie alla minor presenza di persone appartenenti alle fasce più disagiate della popolazione. Le erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni sono cresciute in un contesto di condizioni distese di accesso ai finanziamenti, che hanno anche favorito operazioni di rinegoziazione dei prestiti in essere. La domanda di credito al consumo si è rafforzata, sospinta dall’aumento degli acquisti di beni durevoli. Sotto il profilo del risparmio finanziario, in presenza di tassi di interesse storicamente molto bassi, le famiglie si sono indirizzate verso forme d’investimento prontamente liquidabili, come i depositi in conto corrente, e verso i fondi comuni di investimento.

IL MERCATO DEL CREDITO
Le banche hanno proseguito il processo di ristrutturazione volto a recuperare efficienza, con il ridimensionamento della presenza sul territorio, la riduzione del personale e il maggior ricorso ai canali digitali.
La riorganizzazione ha coinvolto soprattutto gli intermediari di maggiori dimensioni, interessati da operazioni di fusione e acquisizione, la cui quota di mercato si è ridotta a favore delle altre banche. Il sistema sconta però l’eredità della lunga crisi, con un peso ancora elevato delle insolvenze, sebbene il flusso di nuove posizioni con difficoltà di rimborso si sia fortemente ridimensionato.
Negli anni più recenti si è registrata una ripresa nell’attività di dismissione dei crediti deteriorati presenti nei bilanci bancari.

LA FINANZA PUBBLICA
Nel triennio 2013-15 si è ancora lievemente ridotta la spesa corrente delle Amministrazioni locali lombarde ed è proseguito il calo degli investimenti, che si sarebbe però interrotto nel 2016.
I tagli ai trasferimenti erariali hanno inciso sulla diminuzione delle entrate correnti degli enti territoriali e sono stati solo in parte compensati dalla crescita dei tributi propri.
Nel 2016 il prelievo fiscale locale si è ampiamente ridotto, principalmente per effetto della diminuzione nei tributi connessi con l’abitazione principale. È proseguita la riduzione del debito delle Amministrazioni locali della Lombardia, la cui incidenza sul PIL rimane inferiore alla media italiana.

Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda, ha aperto i lavori.

Il Rapporto è stato illustrato da  Giuseppe Sopranzetti, Direttore della Sede di Milano della Banca d’Italia; Paola Rossi, Banca d’Italia Sede di Milano, Divisione Analisi e ricerca economica territoriale; Massimiliano Rigon, Banca d’Italia Sede di Milano, Divisione Analisi e ricerca economica territoriale. Su “Le tendenze del sistema produttivo e finanziario in Lombardia e in Italia”
sono intervenuti  Renato Carli,  Presidente del Comitato Tecnico Credito e Finanza di Assolombarda;  Andrea Sironi, Professore di Economia degli Intermediari Finanziari dell’Università Bocconi e Presidente di Borsa Italiana.

I lavori sono stati conclusi da L. Federico Signorini, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia.

Foto d’archivio: da sin. Roberto Mazzotta, Achille Colombo Clerici, Giuseppe Sopranzetti

Con lo stanziamento di 2,7 miliardi di euro in 152 progetti di trasporto continentali che sostengono la mobilità competitiva, pulita e connessa, la Commissione Europea fa un altro passo avanti verso una vera Unione dei trasporti, che soddisfi i bisogni dei cittadini, stimoli l’economia e crei posti di lavoro.

Lo stanziamento è parte del piano “Collegare l’Europa” per il quale sono a disposizione 23,2 miliardi di euro provenienti dal bilancio UE 2014-2020 per cofinanziare progetti TEN-T – reti di trasporto transeuropee, negli Stati comunitari. Uno di questi progetti è il Corridoio intermodale 24 che collega Genova con Anversa e Rotterdam attraversando le regioni europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale (Olanda, Belgio, Germania, Svizzera e Italia), del quale è componente fondamentale  il Terzo Valico dei Giovi.
Con il via ai lavori del quarto lotto del collegamento ferroviario veloce Genova-Milano, la porzione più rilevante – insieme al tunnel del Gottardo – si prevede la realizzazione della galleria di Valico, la più lunga d’Italia con i suoi 27 chilometri. Il costo complessivo del Terzo Valico è di 6,2 miliardi, di cui a oggi risultano finanziati 3,8 miliardi (oltre il 60% del totale). Ora la sfida è la messa in esercizio dell’intera linea, composta da sei lotti, entro il 2022, senza ritardare neppure di un anno, dopo i rallentamenti dovuti a questioni giudiziarie e alla scoperta di rocce amiantifere.
La nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità si sviluppa lungo 53 km, di cui 37 in galleria, ed è collegata alla linea esistente attraverso 4 interconnessioni, lunghe 14 km previste a Voltri, Genova Parco Campasso, Novi Ligure e Tortona. Partendo dal nodo di Genova, la nuova linea corre lungo la direttrice Genova-Milano, fino a Tortona, e lungo la direttrice Alessandria-Torino, fino a Novi Ligure, quindi si innesta sulle linee esistenti di collegamento con Milano e Torino.

Il progetto garantisce, in un quadro di crisi economica prolungata, circa 4mila posti di lavoro tra diretti e indiretti. Ma il Terzo Valico in sé non porterà da Milano a Genova in un’ora di treno: perché questo sia possibile è necessario che il quadruplicamento della linea ferroviaria tra Tortona e Voghera e della Pavia-Milano Rogoredo venga progettato subito e realizzato in tempo utile.

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Colombo Clerici: nel 2019 a Milano rischio di paralisi del mercato immobiliare per gran parte del vecchio edificato.

Conseguenza della norma regolamentare che impone l’obbligo del certificato di idoneità statica laddove non si sia in possesso del certificato di collaudo.

Milano 12 luglio 2017

Partecipando ad un dibattito sulla situazione del Comune di Milano e sulle criticità aperte, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha richiamato l’attenzione sul problema aperto dall’ art.11 del Regolamento edilizio del Comune di Milano che prevede l’obbligatorietà, per tutti gli immobili esistenti  ultracinquantenni per i quali non esista o non sia reperibile il certificato di collaudo statico (eventualità frequentissima anche a causa delle difficoltà di reperimento dei collaudi pur esistenti), di una verifica di idoneità statica da attuarsi entro il 2019, con la sanzione della inagibilità dell’ immobile o delle parti di questo non certificate, ove il relativo “certificato non venga rilasciato entro i termini previsti”.

“Dopo la scadenza del termine – ha ricordato – sarà necessario allegare il certificato alla documentazione notarile dei rogiti.

Preliminarmente dobbiamo dire che, a nostro avviso, trattasi di una norma illegittima poiché esorbita dalla potestà normativa di un regolamento edilizio.

Nel merito osserviamo che si dovrebbe intervenire in Milano su circa 30.000 edifici (attorno al 60% dell’esistente) con grandi difficoltà operative.

La soluzione proposta dal Comune è indicata in una Determinazione Dirigenziale del novembre 2016 la quale prevede un procedimento che ci sembra non perfettamente in linea con quanto prescritto dalla legge nei D.M. del 1985.

Sicché sussiste il rischio che si perfezionino degli atti che non diano garanzia di tenuta sul piano di una eventuale verifica di legittimità, e quindi presentino problemi in caso di vaglio giurisdizionale in qualsiasi sede.

Oltre tutto, al pari del collaudo statico, anche la verifica dell’idoneità statica con relativo certificato, è uno strumento concepito a misura di un unico soggetto agente. Mentre la verifica prevista dal Regolamento dovrebbe esser attuata il più delle volte da una molteplicità di soggetti.

Con la conseguenza che, in mancanza di accordo (ad esempio in caso di condominio) gli effetti si irrradierebbero su tutti i comproprietari/condomini.

Così stando le cose per tutti questi immobili, che rappresentano alcune centinaia di migliaia di unità edilizie, si profila, alla data di scadenza dell’obbligo indicato, il rischio di una paralisi della commerciabilità.

E’ proprio quel che ci vuole per il già sofferente settore immobiliare.”

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Nella redazione de IL GIORNO di Milano in data 11 luglio 2017 si è tenuto un Forum sul tema “Milano un anno dopo le comunali: bilancio della giunta Sala”.

Sono intervenuti:

Stefano PARISI
Consigliere Comunale e leader di “Energie per l’Italia”

Achille COLOMBO CLERICI
Presidente Assoedilizia

Marco ACCORNERO
Segretario Generale Unione Artigiani Milano

Marco BARBIERI
Segretario Generale Confcommercio Milano

Barbara BORSARI
Tassista associata Unione Artigiani Milano

Gregorio CACCIA DOMINIONI
Architetto rappresentante Comitato San Vittore M4

Alessandro GRASSI
Artista vetraio associato Unione Artigiani Milano

Augusto MAZZOLARI
Commerciante titolare omonima profumeria

Giampaolo Giorgio BERNI FERRETTI
Consigliere Municipio 1 Responsabile Politico Forza Italia

Fabrizio DE PASQUALE
Consigliere Comunale Gruppo Forza Italia

Ha moderato l’incontro il Direttore de Il Giorno Sandro NERI.

Foto: Stefano Parisi, Sandro Neri, Achille Colombo Clerici, Fabrizio De Pasquale, Marco Accornero, Marco Barbieri, Gregorio Caccia Dominioni, Giampaolo Berni Ferretti, Barbara Borsari