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Codice di Camaldoli dal 1943 al 2017

Nella sala Landino del Monastero di Camaldoli, nel 1943 gli intellettuali laici e cattolici prepararono un manifesto di valori etici e di politica sociale ed economica (codice di Camaldoli) che affidarono ad Alcide De Gasperi, il quale lo realizzò, per la ricostruzione dell’Italia, attraverso l’azione condotta nel partito della Democrazia Cristiana.

Nella stessa sala il 17 e 18 giugno 2017, un gruppo di laici cattolici, convenuti da tutt’ Italia, dalla Sicilia al Veneto, da Milano e da Roma, appartenenti a movimenti, associazioni e piccoli partiti, che si rifanno alla Dottrina sociale della Chiesa verso un nuovo umanesimo, si è riunito a convegno per mettere a disposizione l’esperienza maturata, le conquiste e gli errori, un rinnovato coinvolgimento di giovani generazioni, al fine di esprimere un impegno morale e civile nella politica, in funzione della propria appartenenza, dei valori condivisi e degli ideali propugnati.

Osservato come il compito dei cristiani che vogliano fare politica non sia solo quello di testimoniare i valori in cui credono , militando nei diversi partiti, quanto soprattutto quello di elaborare e realizzare una linea di pensiero politico cristiano, cioè di fare una politica cristianamente ispirata; si è rilevato come nel nostro Paese manchi un pensiero politico cristiano diffuso e condiviso, manchi una visione storica, nel confronto con il laicismo, di dove stiamo andando e per quali cause e ragioni, manchino scuole di formazione a questo impegno, manchino dei leaders, soprattutto in campo giovanile, manchi insomma un corpo politico cristiano.

Fra le cause della crisi in Italia della posizione dei cristiani in politica possiamo annoverare, in breve sintesi, l’affievolimento della percezione dei valori cristiani da propugnare, ed il conseguente vuoto di valori ideali politici da realizzare. In questo vuoto trovano spazio le posizioni populistiche e le ideologie laicistiche.

Ma, al fondo, c’è bisogno di una seria riflessione sul laicismo in Italia e soprattutto nel confronto con l’Europa, di un percorso strutturato di formazione alla politica dei cattolici, e di una mobilitazione giovanile in grado di costituire corpo e classe dirigente politici.

Sono previsti a breve nuovi incontri nazionali operativi.

Foto:
Achille Colombo Clerici pres. IEA

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Convegno “Industria 4.0” a Palazzo Isimbardi di Milano

PER LA CITTA’ METROPOLITANA OPPORTUNITA’ E PROBLEMI

Il processo di Industry 4.0 è entrato anche in Italia nel vivo con i provvedimenti emessi a carattere nazionale. L’Area metropolitana di Milano presenta evidenti elementi di interesse per:

  1. a) monitorare la traduzione in pratica delle misure legislative;
  2. b) sulla base degli effetti reali proporre eventuali modifiche, aggiornamenti, sviluppi coerenti con le esigenze delle imprese di questo avanzato territorio;
  3. c) confrontarsi su eventuali strumenti a carattere territoriale in grado di stimolare e favorire a tutti i livelli il complesso fenomeno della modernizzazione del sistema produttivo e dell’ecosistema a supporto.

In questo quadro, le analisi a carattere settoriale e territoriale provenienti dalle associazioni di rappresentanza d’impresa e del lavoro, possono essere il più utile strumento per comprendere criticamente gli esiti di questo primo stadio del processo in una logica di collaborazione – invocata prima di tutto dalle stesse imprese – tra enti locali e attori economici e sociali del territorio.

Allo stesso tempo, l’individuazione e la presentazione di singoli casi possono contribuire in modo paradigmatico alla descrizione dei fenomeni in corso e alla reale percezione delle opportunità da cogliere e dei rischi da superare che essi comportano.

Se ne discute al convegno “INDUSTRIA 4.0. Molte opportunità e qualche minaccia per Milano metropolitana” che si svolge martedì 21 giugno prossimo alle ore 10.00 a Palazzo Isimbardi, Sala Affreschi, Via Vivaio 1, Milano.

Introduzione: Franco D’Alfonso

Paolo Guazzotti, Responsabile Area Industria e Innovazione Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza
Michele Gismondi, New Business Development Director – Artemide S.p.A
Ivan Basso, ICT Manager – Fluid-o-tech S.r.l
Alessandra Pilia, Responsabile Servizio Comunicazione A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie
Italo Moriggi, Fondatore di Skorpion Engineering S.r.l.
Luciana Ciceri, Amministratore Unico di Ciceri de Mondel S.r.l. Unipersonale

A seguire, Tavola rotonda con MISE, Ministro o suo RappresentanteCommissione Attività Produttive Camera Deputati, Presidente o suo Rappresentante, Vittorio Bosone, Imprenditore già consulente del Tribunale Massimo Bonini, Segretario Generale Camera del Lavoro metropolitana Elena Buscemi, Consigliere Delegato Città metropolitana di Milano Franco D’Alfonso, Consigliere Delegato Città metropolitana di Milano Michele Angelo Verna, Direttore Generale Assolombarda Stefano Valvason, Direttore Generale A.P.I – Associazione Piccole e Medie Industrie

Modera: Mattia Granata, Università degli Studi Milano.

Foto: Il presidente di IEA Achille Colombo Clerici

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Conversazioni estere, ciclo pubblico di incontri organizzato dal Corriere della Sera
E’ TORNATA DI MODA L’EUROPA?

Con il titolo “Conversazioni estere” il Corriere della sera – in collaborazione con Microsoft, Il Foglio, Radio Popolare, Oasis, Studio – organizza un ciclo pubblico di incontri sul presente e il divenire di Paesi e Continenti, partendo dal Vecchio Continente per antonomasia. Il primo di questi “E’ tornata di moda l’Europa?” vede, quale prima tappa, Londra e Parigi.

Giovedì 22 giugno prossimo, alle ore 18,30, nella sede di Microsoft House in viale Pasubio 21, Milano, si confrontano Raphael Glucksmann (saggista), Caterina Avanza (En Marche), Alastair Campbell (spin dctor, da Londra), Matthew Kaminski (direttore Politico Europe, da Bruxelles). Moderano Marilisa Palumbo (Corriere della Sera) e Paola Peduzzi (Il Foglio).

Così Barbara Stefanelli, Vice direttore vicaria di Corriere della Sera, presenta l’iniziativa:

Parliamo di esteri. Di guerre e pace. Di ingiustizie e speranza. Di leader a sorpresa e sorprendenti; di leader mancati e mancanti. Di big e little data. Parliamo di tutto, del mondo che cambia o non cambia, di mondi possibili futuri. Una cosa resterà comune ai nostri appuntamenti: per una volta, la moderazione è affidata soltanto a donne. Giornaliste che nel tempo hanno costruito la propria professionalità in questo spazio: gli Esteri. Studiando e viaggiando, nelle redazioni di testate diverse. Incontri mensili – aperti alle storie, alle idee, al confronto con il pubblico – che ci avvicineranno al Premio Cutuli. Perché Maria Grazia, molti anni dopo l’agguato in Afghanistan, l’abbiamo tenuta tra noi: con la sua voglia di andare, di far sentire la sua voce dalle frontiere, di raccontare le persone. Siete tutti invitati, sono Conversazioni Estere. Partiamo dall’Europa, andremo ovunque.

Foto:
Achille Colombo Clerici pres. IEA

 

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“Isola Madre. Da Insuleta Sancti Victoris a Isola Renata, un millennio di storia”, Lago Maggiore – Libro di Adele Buratti Mazzotta scritto per Bona Borromeo Arese – Presentazione all’ Archivio di Stato di Milano – 12 giugno 2017

Lo splendido volume di Adele Buratti Mazzotta viene presentato lunedì prossimo all’Archivio di Stato di Milano

ISOLA MADRE, IL LUOGO PIU’ VOLUTTUOSO DEL MONDO

“Il luogo più voluttuoso che abbia mai visto nel mondo.” Così G. Flaubert, nel 1845, descriveva l’Isola Madre, la più grande isola del Verbano, universalmente conosciuta per le sue raffinatissime collezioni botaniche.

La professoressa architetto Adele Buratti Mazzotta ne ha fatto il soggetto di una nuova opera, uno splendido volume dal titolo “Isola Madre. Da Insuleta Sancti Victoris a Isola Renata, un millennio di storia” che viene presentato lunedì 12 giugno, ore 17,30, nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Milano, via Senato 10, a cura dell’Archivio di Stato e di Archeion-Amici dell’Archivio di Stato di Milano. Intervengono, oltre all’autrice, Benedetto Luigi Compagnoni, Direttore dell’Archivio; Andrea Terreni, Archeion;  Marco Carminati,  Il Sole 24 ore. Spiega Buratti Mazzotta: “Da tempo desideravo compiere una ricerca sull’Isola Madre, un luogo riservato e affascinante, da secoli sovrastato dalla grandiosa bellezza della vicina Isola Bella, ma non ero mai riuscita a realizzarla. Ora, per festeggiare il compleanno della principessa Bona Borromeo e insieme ricordare il suo impegno nella più recente sistemazione dell’isola, mi sono finalmente decisa.”
E’ stato un lavoro certosino tra pergamene, carteggi ufficiali, inventari, rendiconti di spese, disegni e progetti conservati nell’Archivio Borromeo dell’Isola Bella, e proseguito nella Biblioteca Ambrosiana (fondo Fossati Bellani) che ha riservato affascinanti sorprese: dalle notizie dai primi passaggi cinquecenteschi fino alle proposte di inizio Novecento per la sua riconversione in un grande albergo “con sale di concerto e di ritrovo”.

La soddisfazione del risultato è stata quella di riuscire, attraverso le diverse fonti, a ricostruire il divenire degli avvenimenti: da quelli edilizi a quelli riferiti all’ambiente circostante. Infatti, mentre il palazzo si è lentamente modificato e ampliato nel tempo, la vegetazione dell’isola ha avuto particolari mutamenti nei differenti periodi: dalla prima vocazione a ulivi dell’età medievale a quella con i vigneti del primo Cinquecento per poi passare, verso la fine del secolo, alle spalliere di agrumi che si conservano fino all’Ottocento quando il giardino diventa romantico, “all’inglese”.

E, se le sue vicende nel tempo sono state varie e movimentate, ora l’isola ha assunto un equilibrio e una bellezza che ne fanno una delle “meraviglie” del lago Maggiore.

La storia dell’Isola Madre è articolata e complessa. Documentata fin dall’846, dal 1441 è compresa nel feudo concesso dai Visconti alla famiglia Borromeo che poco dopo, nel 1501, l’acquista per averne la completa disponibilità e creare qui un luogo di svago e di villeggiatura. Entro la fine del secolo viene eretto un palazzo e tutt’intorno si creano giardini con spalliere di agrumi che la caratterizzeranno fino alla fine del Settecento.

Nell’Ottocento anche qui il gusto romantico, all’inglese, modifica la vegetazione che sempre più lascia l’impostazione del verde a terrazze per definire percorsi sinuosi, ricchi di visuali prospettiche da offrire ai suoi ospiti. Nuove specie di piante, provenienti da luoghi e da climi lontani, si adattano al particolare microclima dell’isola che anche oggi propone ai visitatori elementi di originale curiosità.

L’autrice. Adele Buratti Mazzotta, già professore ordinario di Disegno e Rilievo dell’architettura nel corso di laurea di Ingegnerie edile/ Architettura del Politecnico di Milano, svolge le sue ricerche nel campo del rilievo e della rappresentazione con particolare riferimento ai temi del contesto milanese tardo cinquecentesco. In questo ambito ha pubblicato la prima edizione del trattato di architettura di Pellegrino Pellegrini, attivo in quegli anni nella progettazione dell’Isola Madre. Ha svolto approfonditi studi sulla cartografia storica tra Cinque e Ottocento, intesa come strumento di conoscenza per la lettura della moderna realtà territoriale. Infine, ha dedicato un particolare ambito di indagine alla cultura del progetto e della sua definizione grafica tra Otto e Novecento.

Foto d’archivio:

– Adele Buratti Mazzotta con il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni e Giovanna Colombo Clerici

– Adele e Roberto Mazzotta, Il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni, il Prefetto di Como Bruno Corda e Consorte, il Gen. Vincenzo Coppola e Consorte, il gen. Settimo Caputo, Giuseppe Sopranzetti e Consorte, Cesare Castelbarco Albani e Patrizia Signorini, Domingo ed Elena Merry del Val, invitati da Achille e Giovanna Colombo Clerici ad una cena a Villa d’Este durante il Forum Ambrosetti European House di Cernobbio 2016



– Bona Borromeo Arese e Achille Colombo Clerici

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Assegnato in Milano il Premio Socrate ideato e organizzato da Cesare Lanza

VALORIZZARE IL MERITO PER MIGLIORARE IL PAESE
A URBANO CAIRO e LETIZIA MORATTI IL PREMIO SOCRATE

Cos’è il merito?  Così lo definiscono alcuni personaggi celebri. “Il mondo si divide tra persone che realizzano le cose e persone che ne prendono il merito.” (Dwight Morrow, uomo d’affari americano, diplomatico e politico); “C’è un successo che si fonda sul merito e uno sulla fortuna. Il primo dura di più; il secondo costa di meno.” (Roberto Gervaso); “Viviamo in un sistema che sposa il merito, l’uguaglianza e la parità di condizioni, ma esalta quelli con la ricchezza, il potere, e la celebrità, in qualunque modo l’abbiano guadagnato.” (Derrick A. Bell, il primo professore di diritto afro- americano presso la Harvard Law School); “Esiste merito senza successo, ma non esiste successo senza qualche merito.” (Francois de La Rochefoucauld).

In un periodo di blocco dell’ “ascensore sociale” nel quale, per citare, si vedono molti giovani fare lo stesso mestiere dei padri non per vocazione, ma perché da questi agevolati, meritoria appare quindi l’iniziativa dello scrittore,  giornalista e regista Cesare Lanza che così la spiega: “Da sempre mi batto per il merito: è il valore fondamentale, che consente a qualsiasi società di progredire e migliorarsi. Qualche anno fa ho fondato un movimento di opinione, senza fine di lucro, senza tessere o burocrazie: aperto a tutti, senza sbarramenti di nessun tipo, religione o razza, censo o istruzione, e via dicendo. Chi aderisce deve solo condividere l’indispensabilità di restituire al merito il suo valore. È una debolezza umana, come si è visto nei millenni, quella di favorire i propri parenti, amici, cortigiani – senza tener conto di meriti e qualità. Ma in Italia si è passato ogni confine di decenza! In prevalenza assistiamo a favoritismi, spinte, privilegi, raccomandazioni… Basta! E ho dedicato il movimento al nome di Socrate perché il filosofo greco, non solo a mio giudizio, è il simbolo assoluto e immortale del merito.”

Il movimento ha avuto grande visibilità con l’assegnazione a Milano del Premio Socrate a personaggi della cultura e dell’imprenditoria che si sono distinte per il merito: Letizia Moratti, Urbano Cairo, Maria Bianca Farina, Ernesto Pellegrini, Lella Golfo, Ernesto Mauri, Carlo Clavarino, Andrea Cornelli, cui sono andate artistiche penne stilografiche prodotte da Gianfranco Aquila. La cerimonia è stata preceduta da un intervento di Ferruccio De Bortoli sul rapporto tra merito e giornalismo e conclusa da Maurizio Beretta il quale ha ricordato il massimo storico di uno share – 92%, semifinale europea di calcio – quando dirigeva in Rai.

Foto:
– Cesare Lanza con il presidente IEA Achille Colombo Clerici

– Letizia Moratti con Colombo Clerici

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A Tremezzina (Como) mostra di strumenti musicali della collezione Giulini

“ALLA RICERCA DEI SUONI PERDUTI”

Dai clavicembali alle spinette, passando per i fortepiani e le arpe. Ma anche mandolini, chitarre.

La ricca collezione di Fernanda Giulini, che da decenni si dedica al recupero di strumenti musicali d’epoca, si presenta venerdì 9 giugno al Museo di Villa Carlotta di Tremezzina (Como) con la mostra dal titolo “Alla ricerca dei suoni perduti” patrocinata dal Mibact-Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la collaborazione di Villa Medici Giulini, Ied-Como, Accademia di Belle Arti Galli.
Presente ill Sottosegretario al Mibact on. Ilaria Borletti Buitoni.

Viene poi presentato il restauro della culla del Duca Giorgio II, a cura dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli e dello IED-Como, nonché della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio.

La collezione di Giulini  è assolutamente unica in Italia ed in Europa ed è stata realizzata con passione e competenza. Tutti gli strumenti sono perfettamente accordati e suonabili. Ritrovare il suono di Mozart, e dei grandi compositori che hanno eseguito le loro musiche, è un viaggio musicale assolutamente appassionante.

La collezione di strumenti a tastiera d’epoca appartenente a Fernanda Giulini è ospitata usualmente nel palazzo cinquecentesco di Briosco ed in altre sedi: spinette, clavicembali, fortepiani, pianoforti.

Achille Colombo Clerici ne ricorda alcuni:

“Due fortepiani di Anton Walter, datati 1789 e 1786; simili a quello sul quale componeva Wolfang Amadeus Mozart, ora conservato nella casa natale del musicista a Salisburgo.

Frederic Chopin componeva su pianoforti costruiti da Ignace Pleyel. Il più famoso è quello conservato a Parigi al Musée de la Musique ed a Briosco ci sono due pianoforti di Ignace Pleyel, datati 1839 e 1852. L’esemplare del 1839 reca nel numero solo due unita’ di differenza rispetto a quello esposto in quel museo. Ludwig Van Beethoven componeva su strumenti di diversi costruttori. Nella casa natale di Bonn si trova un fortepiano di Conrad Graf appartenuto al compositore tedesco; ed a Villa Medici Giulini sono ospitati due fortepiani di Conrad Graf, datati entrambi 1834.
Sempre Conrad Graf donò a Robert Schumann un fortepiano per il suo matrimonio con Clara Wieck. Molta musica di Schumann è stata quindi composta su Graf.
Oltre ai due Graf nella collezione di Fernanda Giulini c’e’ un fortepiano di Johann Baptist Streicher, datato 1837. Si tratta dello stesso costruttore del fortepiano appartenuto a Clara Schumann e suonato da lei in concerto dopo la morte del marito, reso celebre proprio dalle esecuzioni della moglie.

Johannes Brahms suonava un pianoforte Bösendorfer nella vacanza a Bad Ischl.  Nella collezione è presente un  Bösendorfer del 1850.
Giuseppe Verdi, Franz Listz e Richard Wagner componevano tutti su pianoforti Erard. I due appartenuti a Verdi sono a Sant’Agata in Busseto e a Casa Verdi, a Milano; quello di Liszt è a Parigi al Musée de la Musique e quello appartenuto a Wagner si trova a Lucerna, a Villa Tribschen dove il compositore ha  abitato dal 1866 al 1872 con la moglie Cosima Listz ed i figli, per poi trasferirsi nuovamente in Baviera per realizzzare il progetto di Bayreuth.
In questa casa di Briosco ci sono tre pianoforti Erard a doppio scappamento datati 1853, 1888 e 1892.

Claude Debussy componeva su un pianoforte Bluthner, ora al museo di Brive.
A Briosco c’è un Bluthner, datato 1902, coevo a quello appartenuto al compositore francese.”

Foto: Fernanda Giulini, il pianista Chen Guang e Achille Colombo Clerici

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Presentato all’ISPI di Milano il corso “Verso un mondo senza politica?”

LA DEMOCRAZIA E’ IN PERICOLO, FORMARE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE PER IL FUTURO DELLA NOSTRA SOCIETA’

Nel mondo, le democrazie sono in affanno: nonostante il tentativo “neocolonialista” di esportarle a suon di bombe, in pochi anni ne sono morte una decina, sostituite da regimi autoritari.

In molte di quelle che restano avanzano gli “uomini forti”, democraticamente scelti da un elettorato impoverito dalla crisi, insicuro e timoroso che dice no alla politica come è stata sin qui intesa, rivelatasi incapace di offrire valide risposte alle sue istanze.

Dopo i limiti rivelati dai “governi tecnici”, è il momento che uomini di buona volontà, formati ad un solido impegno di politica vissuta e non improvvisata, si attivino per formare una nuova classe dirigente.

E’ l’obiettivo di un corso promosso – sull’onda della sollecitazione e dell’invito di Papa Francesco ai giovani affinché si impegnino in una politica elevata dai valori morali – da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore; ISPI  – Istituto per gli studi di politica internazionale; Iustitia – Rivista dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, presentato a Milano in un incontro pubblico dal titolo  “Verso un mondo senza politica?”

Dopo il saluto di Paolo Magri, vicepresidente esecutivo e direttore ISPI, sono intervenuti:
– Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei deputati; -Mariapia Garavaglia, presidente dell’Istituto Superiore di Studi Sanitari;
– mons. Luca Bressan, Vicario Episcopale della Diocesi di Milano per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale.

Hanno presentato il corso: Francesco Botturi, prorettore vicario e ordinario di Filosofia morale nell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Giancarlo Rovati, direttore del Dipartimento di sociologia e ordinario di sociologia dello stesso Ateneo.

Moderatore dei lavori Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera.

Coorganizzazione IUSTITIA – Giuristi Cattolici, Avv. Benito Perrone

Tra i presenti Don Walter Magnoni, mons. Pierfrancesco Fumagalli, padre Luca Gallizia L.C., Sandro Neri, Roberto Mazzotta, Guido Merzoni, Salvatore Messina, Remo Danovi, Gianfranco Gaffuri, Andrea Perrone, Giuseppe Romeo, Ezio Siniscalchi, Piero Martello, Romano Manfredi, Alfredo de Francesco, Nicolo’ Sella di Monteluce, Carlo Bianchi, Federico Filippo Oriana, Gianni Verga, Luca Stendardi, Francesco de Bicke’ van der Noot, Niccolo’ e Alessandro Bertolini Clerici, Bruna Gabardi Vanoli, Marco Barbiano di Belgiojoso, Elisa Rota, Matteo Bianchi, Sabino Illuzzi, Achille Colombo Clerici.

Gli interventi hanno illustrato i temi dei quattro incontri di tipo residenziale che da ottobre a febbraio 2018 – due giorni ciascuno – si terranno a Milano, Gazzada (Varese), Brescia: È possibile una società senza politica?  Perché è in crisi la politica tradizionale?
In cosa consiste il bene comune di una società plurale?

Le istituzioni: perché?

Se è impossibile per una società moderna, ma per l’umanità in generale, fare a meno della politica, è altrettanto vero che essa deve saper rispondere agli interessi della collettività sulla base di principi di convivenza e compartecipazione, e non a tatticismi, personalismi e interessi di parte.

Soprattutto in un’epoca quale la nostra, nella quale si registrano due dati fondamentali – l’affacciarsi del pensante umano a fianco del  pensante non umano, che elabora concetti, sulla base della intelligenza artificiale, e, d’altro lato, le grandi migrazioni che, rapportate ad altre epoche, possono far pensare  ciò che rappresentavano le invasioni barbariche – la politica, in quanto portatrice di pietas, di umanità (cioè di valori morali) deve essere il fattore cardine sul quale basare, al di là degli asettici tecnicismi privi di ogni moto dello spirito, il governo della cosa pubblica.

La crisi della politica tradizionale è nata, da noi, negli anni 1992-93 con il progressivo allontanarsi dei governanti dalla società, l’incapacità di collegarsi alle nuove generazioni, la scelta di evitare verità sgradevoli sostituendole con favolistiche promesse per non perdere il consenso.

Un benessere artificioso ha sostenuto tale politica fino alla recessione, momento dell’amara verità e della nascita del cosiddetto populismo del quale le élites contestate e messe in crisi hanno recentemente adottato la stessa cultura – espressa dall’imperativo del “tutto e subito” –  proponendo soluzioni inapplicabili.

I governi tecnici si sono dimostrati autoreferenziali, e non poteva essere altrimenti perché non rappresentativi.

In un periodo di rapidi e talvolta imprevedibili cambiamenti sono la politica, umanista per definizione, e le istituzioni, le uniche in grado di operare il tentativo  di governarli.

Non sono mancati i riferimenti all’attualità: una legge elettorale proporzionale garantirà soltanto l’instabilità del futuro governo; sono tramontati i tempi di un partito cattolico, oggi si impone il dialogo con tutti per arrivare ad accettabili mediazioni; illuminante la scelta di papa Francesco a guida della CEI del cardinale Gualtiero Bassetti che si ispira a due figure del cattolicesimo sociale, don Primo Mazzolari e Giorgio La Pira.

Foto:
– Mons. Luca Bressan e Don Walter Magnoni con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

– Venanzio Postiglione con Colombo Clerici


– Colombo Clerici con Benito Perrone, Mariapia Garavaglia, Andrea Perrone

http://www.mastermeeting.it/Upload/magazine/database/riviste_pdf/1169/Premio%20-%20Intro_04_2017.pdf

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Giuristi Cattolici e Iustitia, Ispi, Arcidiocesi Milano, Università Cattolica – Dibattito: “Mondo senza politica?” – maggio 2017

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Un corso promosso da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore, ISPI, Iustitia

VERSO UN MONDO SENZA POLITICA?

“Verso un mondo senza politica?” è il titolo di un corso di introduzione alla politica che viene presentato lunedì 29 maggio 2017, ore 17.30 nella sede dell’Ispi – Palazzo Clerici, Via Clerici 5, Milano.

Il corso è promosso da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con: Università Cattolica del Sacro Cuore; ISPI – Istituto per gli studi di politica internazionale; Iustitia – Rivista dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.

Dopo il saluto di Paolo Magri, Vicepresidente esecutivo e Direttore Ispi, intervengono:
– Luciano Violante, Presidente emerito della Camera dei deputati;
– Mariapia Garavaglia, Presidente dell’Istituto Superiore di Studi Sanitari;
– Mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale

Moderati da Venanzio Postiglione,Vicedirettore del Corriere della Sera, presentano il corso:
– Francesco Botturi, Prorettore vicario e Ordinario di Filosofia morale, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
e Giancarlo Rovati, Direttore del Dipartimento di sociologia e Ordinario di sociologia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ecco il programma dei 4 incontri:
–  20-21 ottobre 2017 È possibile una società senza politica?
–  10-11 novembre 2017 Perché è in crisi la politica tradizionale? presso Villa Cagnola-Gazzada (Va)
–  19-20 gennaio 2018 Che cosa è il bene comune di una società plurale?
–  23-24 febbraio 2018 Le istituzioni: perché? presso l’Istituto Paolo VI- Brescia

Foto d’archivio:
– Achille Colombo Clerici, Giuristi Cattolici (pres. IEA) con Luciano Violante

– Colombo Clerici con il card. Francesco Coccopalmerio ad un convegno dei Giuristi Cattolici nel 2014