“Radiografia di una metropoli” QN Il Giorno, 22 luglio 2017 di Achille Colombo Clerici

luglio 24, 2017

Oggi più della metà delle popolazione del mondo vive nelle città, nel 2050 sarà il 75%. Perché la città diventa sempre più attrattiva per sviluppo economico, possibilità di lavoro, scambio culturale, assistenza sanitaria, opportunità. Realtà che fanno aggio sull’altra faccia della medaglia: scarsa sicurezza, limitata qualità del vivere e dell’ambiente, tensioni sociali, emarginazione.

Innumerevoli sono gli indicatori che raffrontano le città in cui viviamo con quelle di altri Paesi. L’ Italia si colloca in una giusta via di mezzo senza le vette, ma anche senza gli abissi, di altre metropoli.

Se assumiamo a termine di paragone la più “mondiale” delle conurbazioni italiane, Milano, vediamo che essa è, secondo un rapporto di Deutsche Bank, tra le città con gli stipendi più alti del mondo, 28esima tra le metropoli: 1.597 euro medi mensili, più alto della media italiana ma in netto calo rispetto a soli tre anni fa quando era di 2.052 euro (prime nella classifica Zurigo con 5.403 euro, New York, 4.430 euro e San Francisco poco al di sotto).

Anche se Milano si pone allo stesso livello di Tokyo, Parigi e New York per qualità della vita, a sorpresa però, per chi ci vuole trascorrere un fine settimana, è la città più costosa al mondo, 2.092 euro (ovviamente hotel e ristoranti di lusso), seguita da Copenhagen, Zurigo, Londra, Stoccolma, Vienna e New York.

Prendendo in esame anche altri indici come il potere di acquisto e la criminalità, nella scelta dei migliori luoghi dove vivere, la capitale della Lombardia si pone al 29° posto, preceduta da Tokyo e New York ma seguita da Parigi, Londra, Shanghai e Mumbai.

Va sottolineato che queste classifiche vanno lette più come curiosità che come atto di fede: è sufficiente infatti aggiungere o togliere un parametro per modificarle profondamente. Infatti secondo la società statunitense Mercer, Milano è solo al 41° posto delle città in cui si vive meglio al mondo. Motivo? La classifica condotta dalla ricerca si basa principalmente sulla qualità dei servizi resi al cittadino.

Ma anche in questo caso, resta comunque la migliore in Italia. Roma, a causa di infrastrutture (tra tutte lo scarso smaltimento dei rifiuti) giudicate poco efficienti scivola al 57° posto (perdendo sei posizioni dal 2016).

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