“La ripresa al rallenty” QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno del 27 maggio 2017 – Rubrica Assoedilizia di Achille Colombo Clerici

maggio 29, 2017

L’Italia cresce, ma troppo lentamente: poco più della metà dell’euromedia.  E tra le ragioni, una è evidente su tutte: sconta un deficit infrastrutturale che “costa” al Paese 34 miliardi l’anno, il 2% del Pil. Lo ha rilevato Confcommercio, che a Cernobbio, in occasione del secondo Forum Internazionale di Conftrasporto, ha presentato i risultati di una ricerca su “Il costo dei deficit logistici”. I numeri parlano chiaro: la mancanza di infrastrutture adeguate (porti, autostrade, ferrovie), unite all’inefficace allocazione delle risorse, insufficiente crescita dell’occupazione, permeabilità alle lobby e alla corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, produce conseguenze molto negative sull’economia nazionale.

Il valore strategico delle infrastrutture per l’economia è stato ben compreso dalla Cina che ha avviato il progetto “la nuova via della seta” – una rotta terrestre e marittima che collega il gigante asiatico all’Europa – il quale prevede investimenti per 5.000 miliardi di dollari.

Restando a casa nostra, la Lombardia, quale vertice gerarchico del sistema istituzionale, culturale, sociale, economico e urbano italiano, nei rapporti internazionali può svolgere a pieno il ruolo di locomotiva del Paese (avendo il compito e la responsabilità di guidarlo nella competizione internazionale), ma ha bisogno di rafforzare il proprio apparato infrastrutturale, oggi deficitario e sottodotato.

Infatti con una popolazione di 10 mln di abitanti, 4,3 mln di occupati, un PIL di 294 mld (22% del PIL nazionale), 815.000 imprese, il 27% dei brevetti, la Lombardia, di gran lunga leader in Italia, in Europa si colloca soltanto al 143° posto per competitività.  Il deficit infrastrutturale è bene fotografato dal rapporto a livello nazionale tra peso insediativo/demografico 17 %, peso economico 22 % da un lato e infrastrutture 12-13 %, dall’altro.

Si riscontrano in particolare carenze nelle reti di comunicazione ferroviaria che circondano Milano. Tra questi il Corridoio Europeo 5 (collegamento con AlpTransit), con il quadruplicamento della Monza-Como-Chiasso ed il Terzo Valico, sulla direttrice tra il porto di Genova e quello di Rotterdam, diventato ormai una favoletta storica. La linea ferroviaria per Venezia (Corridoio 24) rimasta quel che era trent’anni fa.

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