QN, Il Giorno ed. 18 marzo 2017 – Cedolare secca per i negozi – Rubrica Assoedilizia – A.Colombo Clerici

marzo 20, 2017

di Achille Colombo Clerici

Secondo Confesercenti, 650.000 negozi, uno su quattro, hanno cessato l’attività. Ce lo segnala un’imprenditrice milanese, la dottoressa Carla Limido, che rivolge ad Assoedilizia un appello ad intervenire per quanto di competenza. Lo raccogliamo.

Sempre più si sta facendo largo l’idea che il reticolo commerciale di base, costituito dai punti di vendita al minuto, abbia una rilevante funzione sociale, come fattore sia di aggregazione della comunità, sia di presidio del territorio: non solo sul piano dell’ambiente fisico (degrado della città, sporcizia, inquinamento, decadimento degli edifici), ma anche di quello socio-morale, fino al contrasto alla microcriminalità.

Sensibile a queste problematiche che coinvolgono il tema più generale della rigenerazione urbana, il Comune di Milano nel documento di indirizzi per la revisione del Piano di governo del territorio parla dell’esigenza di “favorire il ruolo del commercio come opportunità per incentivare l’attrattività urbana e rivitalizzare ambiti carenti di servizi”. Mentre la Regione Lombardia – assessorato allo Sviluppo economico – ha avviato con il contributo di fondi comunitari il recupero di attività commerciali dismesse in decine di comuni.

Ma occorrono, anche, modifiche alle leggi statali. Maggiore flessibilità della legge regolatrice del rapporto di locazione commerciale che risale al 1978 (equo canone) e che contiene una serie di prescrizioni inderogabili, che riguardano il contenuto sia normativo, sia economico del contratto.

Per quanto riguarda la posizione fiscale delle parti c’è un forte sbilanciamento: perché la normativa, mentre favorisce le nuove intraprese imprenditoriali (quali le start-up), nulla prevede per il proprietario dell’immobile, il quale, locando al nuovo imprenditore, indirettamente assolve ad una funzione sociale nel “finanziarne” l’attività: paga le imposte sul reddito immobiliare senza sconti, anzi addirittura quando non percepisce alcun reddito perché l’inquilino è moroso.

Se anche ai proprietari dei locali venisse estesa la possibilità di usufruire della “cedolare secca”, così come avviene per gli alloggi dati in locazione, si avvierebbe un circolo virtuoso capace di portare a una diminuzione dei canoni, favorendo quindi i molti giovani che intendono avviare un’attività commerciale.

Foto: Achille Colombo Clerici – alle spalle l’opera “La casa in cima ai pensieri” dono del filosofo Ivan Rizzi

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