Immigrazione. Tutto quello che dovremmo sapere – Libro di Giuseppe Valditara, Gian Carlo Blangiardo, Gianandrea Gaiani; Presentazione all’Hotel Cavalieri di Milano

febbraio 13, 2017

Istituto Europa Asia IEA
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Libro controcorrente di Valditara, Blangiardo, Gaiani
IMMIGRAZIONE. TUTTO QUELLO CHE DOVREMMO SAPERE

Non è facile andare controcorrente, specialmente in Italia. Interessante perciò il libro “Immigrazione. Tutto quello che dovremmo sapere” (88 pagg., 10 euro, Aracne Editrice) scritto a sei mani da Giuseppe Valditara, Gian Carlo Blangiardo e Gianandrea Gaiani, presentato a Milano da Matteo Salvini, leader della Lega, Norman Gobbi, consigliere di Stato del Canton Ticino, Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Lombardia, moderatore Marcello Foa, giornalista e scrittore.

L’immigrazione è una delle questioni cruciali nel mondo sviluppato che sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea per i forti contrasti che suscita nell’opinione pubblica divisa tra accoglienza e respingimento. Guerre e miseria in Africa e Medio Oriente causate da interventi militari di grandi e medie potenze hanno generato un fenomeno che non sembra possibile controllare. Certo dal caos qualche Paese extraeuropeo, qualche potere forte, ci guadagna.

Quali sono i rischi e quali sono i vantaggi, quali i problemi che suscita e quali i falsi miti collegati all’immigrazione? La risposta viene sulla base di dati e cifre (“Non è un libro da tifosi” ha precisato Salvini) elaborati da studiosi ed esperti quali Valditara, professore ordinario di Diritto privato romano all’Università degli Studi di Torino; Blangiardo, professore ordinario di Demografia all’Università degli Studi di Milano Bicocca; Gaiani, giornalista, direttore responsabile di “Analisi Difesa”.

Esiste un’immigrazione positiva e una negativa e sul modello dell’antica Roma viene proposta una distinzione fra un’immigrazione utile, che va incoraggiata, e una che rischia di disintegrare le nostre società, che pertanto va contrastata.

Alcune tesi del libro. Si dice che l’immigrazione serve a rimpiazzare, con nuove nascite il declino demografico nel Vecchio Continente. Non è vero. In Italia nel 2006 le famiglie di immigrati registravano un tasso di natalità di 2,5 (ottimale è 2 per pareggiare nascite e decessi), sceso però nel 2015 a 1,9. Si dice che i contributi versati dagli immigrati regolari servono a pagare in parte le pensioni degli italiani; ma si tratta solo di un prestito, l’Inps dovrà comunque corrispondere le pensioni a chi ha versato. Si dice dall’Africa giungono soltanto i disperati; è parzialmente vero, partono anche rappresentanti del ceto medio, laureati e diplomati, tanto che i vescovi cattolici locali denunciano allarmati l’impoverimento culturale e gestionale che colpisce i rispettivi Paesi. E’ piuttosto l’immagine – falsa, come ben sappiamo –  dell’Europa ricca e felice che attrae tanti giovani africani e mediorientali con gioia delle multinazionali che vedono accrescere il numero di consumatori. E sull’integrazione, dati allarmanti: in Francia il 50% degli immigrati la rifiuta,

E ancora. La Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati afferma che non vanno accolti quelli che arrivano utilizzando canali criminali, come le bande di scafisti.

Il volume, in sostanza, affronta il problema con uno sguardo alla storia, un’attenzione alla demografia e una prospettiva strategica. Non si occupa solo di dati spesso allarmanti, ma anche di fornire soluzioni per governare un fenomeno che sarà sempre più decisivo per il destino delle generazioni presenti e future.

Foto archivio:
Giuseppe Valditara con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Giuseppe Valditara (2)

 

 

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