QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 4 febbraio 2017 – “La voce dei popoli” Achille Colombo Clerici

febbraio 6, 2017

Il 2016 passerà alla storia come l’anno in cui i popoli hanno alzato la voce. Brexit, l’elezione di Donald Trump e il no al referendum italiano sono segnali che indicano la necessità di un cambio di passo nella gestione della cosa pubblica e delle diverse economie. In tale quadro si inserisce il profondo malessere dell’Europa che continua ad essere al centro dell’interesse degli economisti.

Riferiamo, a titolo accademico per l’autorevolezza della persona, il giudizio di Lord Mervyn King, ex governatore della Banca d’Inghilterra, di passaggio a Milano. L’ Eurozona – sostiene King – afflitta da gravi problemi dovrebbe essere smantellata per liberare i suoi membri più deboli da austerità incessante e livelli record di disoccupazione: se solo fosse possibile.  Nell’area dell’euro, i Paesi della periferia non possono fare assolutamente nulla per compensare l’austerità. E’ stato semplicemente chiesto loro di tagliare la spesa totale, senza alcuna forma di compensazione per i sacrifici che la richiesta comporta.

King ha affermato che non è la Gran Bretagna a lasciare l’Unione Europea, ma l’Unione Europea a lasciare la Gran Bretagna. Quando Margaret Thatcher si impegnò fortemente per l’adesione, la Comunità era completamente diversa da oggi. Il peccato originale sta nell’Euro il quale, invece di essere realizzato alla fine di un processo politico, economico e sociale di integrazione, è stato anticipato producendo danni enormi, primi fra tutti la disoccupazione e la depressione della domanda interna dei Paesi più deboli.
Questi non avrebbero altra scelta che tornare alle loro monete nazionali come l’unico modo per tracciare un percorso di ritorno alla crescita economica e alla piena occupazione. I benefici a lungo termine contano più dei costi a breve termine. E’ probabile che la disillusione popolare sulle politiche economiche dell’Ue porti alla disintegrazione della moneta unica, piuttosto che ad un altro passo per “completare” l’unione monetaria.
Al di fuori dell’Eurozona, Lord King ha messo in guardia contro l’eccessivo pessimismo sulle prospettive a lungo termine per l’economia mondiale, respingendo la tesi della “stagnazione secolare”. Bisogna usare questo tempo per muovere le economie dal loro attuale disequilibrio in un nuovo equilibrio in cui vi è un giusto bilanciamento tra spesa e risparmio, esportazioni e consumo. Solo allora si raggiungerebbero una rapida crescita e l’inflazione stabile.

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