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Federlombarda Proprietà Edilizia – Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia

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Omaggio della città di Como ad uno dei concittadini più illustri

EMILIO TERRAGNI, ARCHITETTO, AL LAVORO DAL 1955

Omaggio della città di Como ad uno dei suoi più illustri concittadini, l’architetto Emilio Terragni. E’ avvenuta nella sede dell’Ordine degli Architetti PPC di Como con la conferenza  ”Emilio Terragni al lavoro dal 1955” dedicata all’architetto nipote di Giuseppe Terragni. Un appuntamento con la storia dell’Architettura con la A maiuscola e un incontro pubblico di rilievo culturale, promosso dall’Ordine per la città di Como. L’architetto nei sessantadue anni di attività è stato ed è “testimone” di varie generazioni, come ama definirsi.

Infatti Emilio Terragni lavora dal 1955 nell’ambito dell’architettura pubblica e privata, dell’urbanistica e del design. Degna di nota nel suo percorso lavorativo è l’esperienza dei Quartieri IACP e INA Casa in cui la progettazione e l’esecuzione è stata realizzata coinvolgendo numerosi professionisti, ingegneri, sociologi e architetti. Inoltre è proprio con INA Casa che si assiste ad importanti innovazioni a livello tipologico delle unità abitative.

La conferenza è stata introdotta dall’architetto Lorenza Ceruti, Segretario del Consiglio dell’Ordine, che ha collaborato con l’architetto Emilio Terragni per diversi anni presso il suo studio.

Emilio Terragni, nato a Como nel 1929, si diploma alla Scuola Internazionale del CIAM a Venezia nel 1953 e si laurea alla Facoltà di Architettura di Milano nel 1955. Vince la Medaglia d’argento alla XI TRIENNALE del 1957. È membro del Comitato Organizzatore della Mostra “Architettura e Città”, a Como nel 1966. È assistente di Vittoriano Viganò nella cattedra di “Architettura degli interni, arredamento e decorazione” alla Facoltà di Architettura di Milano dal  1964 al1972  e di Marcello Grisotti nella  cattedra di “Architettura tecnica” alla Facoltà di Ingegneria di Milano dal 1983 al 1986. È membro di diverse commissioni tra cui quella per la revisione del P.R.G. della città di Como nel 1960, della Commissione Edilizia del Comune di Como dal 1966 al 1968 e dall’1981 al 1985. È presidente dell’Ordine degli Architetti di Como dal 1992 al 1997. Si occupa del restauro dell’Asilo Sant’ Elia a Como, tra 1980- 84 e nel 2001, che sarà al centro di articoli su riviste e pubblicazioni in tutto il mondo. Interviene nell’ambito di conferenze e dibattiti Internazionali sul restauro del moderno. Partecipa a numerosi concorsi e incarichi privati e pubblici. I suoi lavori sono stati pubblicati su Casabella,  Domus, L’architettura Cronaca e Storia, Costruire, Rivista Tecnica del Canton Ticino, Recuperare, Ville e Giardini, L’industria delle Costruzioni, Orientamenti Moderni nell’edilizia, Casa Vogue. È in corso di realizzazione una monografia sulla sua attività che verrà ultimata nel 2018.

Foto:
– Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il prefetto di Como Bruno Corda

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Presentato il XXI Rapporto Centro Einaudi-Ubi Banca sull’economia del mondo
SORPRESA: DAL RISCHIO STAGNAZIONE GLOBALE SEGNALI POSITIVI PER L’ITALIA

“Il futuro è sulle ginocchia di Giove” si diceva in antico, per ricordare che è impossibile prevedere quanto avverrà. L’uomo moderno, utilizzando tutta la tecnologia a disposizione, ha preteso il contrario. Fallendo. Come dimostrano, per citare, le sbagliate previsioni nei casi Trump e Brexit e soprattutto quelle in campo economico. Perché – è stato ammesso con una giusta dose di umiltà alla presentazione in Assolombarda del XXI Rapporto a cura del Centro Einaudi con il contributo di UBI Banca sull’economia globale e l’Italia – non abbiamo gli strumenti adatti.

Con la grande riserva rappresentata da tale premessa, resta comunque di indubbio interesse quanto illustrato dal curatore del Rapporto Mario Deaglio, professore emerito di Economia internazionale presso l’Università di Torino in collaborazione con altri esperti: Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Gabriele Guggiola, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giuseppe Russo, Giorgio Vernoni.

Nel magma dell’incertezza destinata a dominare il globo anche nel 2017 (per citare: uno dei consiglieri militari di Trump già cinque anni fa aveva auspicato una guerra con la Cina con la certezza della vittoria. Cosa succederà ora?) alcuni punti fermi: si assiste a una riduzione della classe media nei Paesi avanzati (in Usa si è ridotta in 10 anni dal 51% al 41%) scivolata per il 90% nella povertà. Nell’era del jobless, le nuove tecnologie continuano a erodere posti di lavoro (dalla produzione alle agenzie di viaggio ai negozi alle banche) perché si utilizza sempre più internet per acquisti e servizi e le fabbriche stanno utilizzando robot invece di operai. Dal 1999 ad oggi la produzione è aumentata del 16% ma i salari solo del 5%. La crisi demografica e il conseguente invecchiamento della popolazione in Europa si salda con la mancata crescita e con la crisi di identità che aggrava i diversi aspetti del quadro complessivo, una sorta di giro infernale.

Altro punto fermo, l’Africa. In 30 anni la popolazione passerà da uno a due miliardi e già si delinea la realizzazione di una classe media destinata ad acquistare beni e servizi: se il pil del Continente che già cresce più della media mondiale raggiungerà il 6% annuo – obiettivo realizzabile con i necessari investimenti non “di rapina” delle sole materie prime – cesserà il fenomeno emigrazione; e l’Africa può diventare un buon ricostituente per l’Europa e per l’Italia in particolare. Mentre il Giappone vede fallire la cosiddetta “Abenomics”, la Cina continua lo sviluppo nonostante le reiterate fosche previsioni occidentali. Mentre per Brasile, Turchia, Venezuela si profila l’ingovernabilità. Riassumendo, un rischio di stagnazione globale che potrebbe durare decenni.

E veniamo all’Italia. Con una sorprendente novità. La previsione del pil 2017 (più 0,7%) fatta dal Fondo monetario internazionale potrebbe essere rivista al rialzo. I segnali di ripresa sono più diffusi: l’agricoltura è diventata la prima in Europa (in parte anche grazie all’effetto-Expo) le esportazioni e la stessa occupazione sono in crescita, la vendita di auto è aumentata del 13-14%, il turismo segna più 12%, le start-up sono passate dalle 479 del 2013 alle 6097 di metà 2016. Ma non si vede ancora la ripresa degli investimenti immobiliari. Devono riaprire i cantieri.

I lavori si sono aperti con gli indirizzi di saluto di Gianfelice Rocca, Presidente Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e di 
Letizia Moratti, Presidente Consiglio di Gestione UBI Banca. Dopo l’ntroduzionedi Salvatore Carrubba, Presidente Centro Einaudi e la presentazione del Rapporto di Mario Deaglio, interventi conclusivi di
Victor Massiah, Consigliere Delegato,UBI Banca e del Presidente Rocca che ha annunciato l’istituzione, in collaborazione con il Comune di Milano, di un osservatorio che attraverso 220 parametri mette a confronto Milano con altre città europee competitors.

Foto d’ archivio:
– Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia, Gianfelice Rocca e Giorgio Squinzi
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– Achille Colombo Clerici con Letizia Moratti
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Sotto la pressione della crisi, della precarietà del lavoro, dell’incertezza del futuro, la società modifica il tradizionale concetto di uso esclusivo legato alla proprietà, in quello dell’utilizzo collettivo di un bene: bicicletta, automobile, acquisto di alimentari, fino alla casa. Secondo notizie di stampa, uno dei primi edifici in coabitazione solidale o cohousing di Milano nascerà tra un anno a Crescenzago, con vista sul Parco Lambro.

Il cohousing – che richiama in qualche modo la filosofia dell’abitare di certi villaggi tribali imposta da difficili condizioni ambientali e sociali –  è nato in Danimarca nel 1964 e si è diffuso dapprima nei Paesi del Nord per approdare negli anni ’80 negli Stati Uniti e in Australia. Si tratta comunque di percentuali minime rispetto al sistema di abitare tradizionale.

La grande casa milanese si svilupperà su cinque piani. Ogni nucleo familiare – dieci nuclei con 16 bambini sotto i 14 anni – avrà un appartamento di 100 metri quadrati e 200 metri quadri di spazi condivisi: un auditorium da quaranta posti, una sala polifunzionale (cinema-teatro), lo spazio bambini con grande sala giochi, una biblioteca con spazio per piccole attività hobbistiche e ancora lavanderia, giardino e terrazzo solarium. Previsti inoltre il magazzino per il gruppo di acquisto e un pulmino condiviso per la mobilità. Costi di costruzione contenuti, 2.100 euro al metro quadrato. La casa comune sarà realizzata parte in legno, niente gas e tutto elettrico grazie ai pannelli fotovoltaici.

Costi contenuti non solo, prosegue l’informazione, ma anche l’opportunità di non consumare territorio utilizzando invece le “porosità”, le piccole aree all’interno del tessuto edificato della città, rendendo così possibile una “densificazione intelligente”.

Una scommessa senz’altro interessante che porta con sé elementi positivi: la realizzazione di una comunità ideale multifamiliare; l’adozione di razionalità e delle tecnologie costruttive con l’utilizzo di materiali e di impianti virtuosi sul piano ecologico; l’abolizione del gas quale fonte energetica e l’utilizzo al suo posto di energia elettrica autoprodotta.

Resta la domanda di fondo: ma, mettendosi in comune, i problemi della vita familiare si riducono o si moltiplicano?

Se in questa era la coppia scoppia cosa farà una comunità di coppie costrette a convivere?

 

Foto:
Achille Colombo Clerici con la figlia Giulia (diritto canonico)

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Istituto Europa Asia IEA
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Presentato il XXI Rapporto Centro Einaudi-Ubi Banca sull’economia del mondo

SORPRESA: DAL RISCHIO STAGNAZIONE GLOBALE SEGNALI POSITIVI PER L’ITALIA

“Il futuro è sulle ginocchia di Giove” si diceva in antico, per ricordare che è impossibile prevedere quanto avverrà. L’uomo moderno, utilizzando tutta la tecnologia a disposizione, ha preteso il contrario. Fallendo. Come dimostrano, per citare, le sbagliate previsioni nei casi Trump e Brexit e soprattutto quelle in campo economico. Perché – è stato ammesso con una giusta dose di umiltà alla presentazione in Assolombarda del XXI Rapporto a cura del Centro Einaudi con il contributo di UBI Banca sull’economia globale e l’Italia – non abbiamo gli strumenti adatti.

Con la grande riserva rappresentata da tale premessa, resta comunque di indubbio interesse quanto illustrato dal curatore del Rapporto Mario Deaglio, professore emerito di Economia internazionale presso l’Università di Torino in collaborazione con altri esperti: Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Gabriele Guggiola, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giuseppe Russo, Giorgio Vernoni.

Nel magma dell’incertezza destinata a dominare il globo anche nel 2017 (per citare: uno dei consiglieri militari di Trump già cinque anni fa aveva auspicato una guerra con la Cina con la certezza della vittoria. Cosa succederà ora?) alcuni punti fermi: si assiste a una riduazione della classe media nei Paesi avanzati (in Usa si è ridotta in 10 anni dal 51% al 41%) scivolata per il 90% nella povertà. Nell’era del jobless, le nuove tecnologie continuano a erodere posti di lavoro (dalla produzione alle agenzie di viaggio ai negozi alle banche) perché si utilizza sempre più internet per acquisti e servizi e le fabbriche stanno utilizzando robot invece di operai. Dal 1999 ad oggi la produzione è aumentata del 16% ma i salari solo del 5%. La crisi demografica e il conseguente invecchiamento della popolazione in Europa si salda con la mancata crescita e con la crisi di identità che aggrava i diversi aspetti del quadro complessivo, una sorta di giro infernale.

Altro punto fermo, l’Africa. In 30 anni la popolazione passerà da uno a due miliardi e già si delinea la realizzazione di una classe media destinata ad acquistare beni e servizi: se il pil del Continente che già cresce più della media mondiale raggiungerà il 6% annuo – obiettivo realizzabile con i necessari investimenti non “di rapina” delle sole materie prime – cesserà il fenomeno emigrazione; e l’Africa può diventare un buon ricostituente per l’Europa e per l’Italia in particolare. Mentre il Giappone vede fallire la cosiddetta “Abenomics”, la Cina continua lo sviluppo nonostante le reiterate fosche previsioni occidentali. Mentre per Brasile, Turchia, Venezuela si profila l’ingovernabilità. Riassumendo, un rischio di stagnazione globale che potrebbe durare decenni.

E veniamo all’Italia. Con una sorprendente novità. La previsione del pil 2017 (più 0,7%) fatta dal Fondo monetario internazionale potrebbe essere rivista al rialzo. I segnali di ripresa sono più diffusi: l’agricoltura è diventata la prima in Europa (in parte anche grazie all’effetto-Expo) le esportazioni e la stessa occupazione sono in crescita, la vendita di auto è aumentata del 13-14%, il turismo segna più 12%, le start-up sono passate dalle 479 del 2013 alle 6097 di metà 2016. Ma non si vede ancora la ripresa degli investimenti immobiliari. Devono riaprire i cantieri.

I lavori si sono aperti con gli indirizzi di saluto di Gianfelice Rocca, Presidente Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e di Letizia Moratti, Presidente Consiglio di Gestione UBI Banca. Dopo l’ntroduzione di Salvatore Carrubba, Presidente Centro Einaudi e la presentazione del Rapporto di Mario Deaglio, interventi conclusivi di Victor Massiah, Consigliere Delegato,UBI Banca  e del Presidente Rocca che ha annunciato l’istituzione, in collaborazione con il Comune di Milano, di un osservatorio che attraverso 220 parametri mette a confronto Milano con altre città europee competitors.

Foto d’ archivio:
– Achille Colombo Clerici pres IEA, Gianfelice Rocca
– Achille Colombo Clerici con Letizia Moratti

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Achille Colombo Clerici con Letizia Moratti

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Federlombarda Edilizia
Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia

 

Creare nuovi alloggi e nuove unità immobiliari a usi diversi, recuperando i seminterrati esistenti realizzati in modo legittimo.

Non è una sanatoria.

*    *    *

 

È il progetto di legge con cui la Regione Lombardia cerca di dare una risposta alla tensione abitativa e al fabbisogno commerciale e terziario a consumo di suolo zero, che andrà al voto martedì 31 al Pirellone.

E’ il frutto di un lungo lavoro preparatorio e di promozione cui ha preso parte, tra gli altri, con un sostanziale apporto di competenze tecnico-giuridiche,  la nostra Associazione della Proprietà Edilizia di Como presieduta dall’avv. Claudio Bocchietti il quale ha dichiarato: “Vi sono numerose situazioni, soprattutto nei territori collinari, che potrebbero beneficiare di questa legge che ha il vantaggio di preservare i requisiti igienico-sanitari dei locali e nello stesso tempo di non consumare suolo, creando una boccata di ossigeno per i proprietari in un momento che è sempre di crisi.”

Su questo progetto la Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia ha espresso parere positivo intervenendo il 12 gennaio scorso all’audizione della V Commissione Regione Lombardia con tema “Il pdl  n. 0258 di iniziativa consiliare  sul Recupero dei piani seminterrati esistenti”.

“Va detto anzitutto – dichiara il presidente di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici – che non si tratta di una sanatoria, come il pdl viene erroneamente  presentato da alcuni organi di stampa, poiché la normativa suppone la doppia regolarità edilizia: tunc et nunc come usa definirsi in termini giuridici.
Si tratta della previsione di nuove possibilità di interventi edilizio-urbanistici.
Che poi sia “coprente” o meno gli abusi è altra questione, tutta da vedere.”

Riassumiamo.

Dal punto di vista tecnico, la legge classifica il recupero dei seminterrati tra gli interventi di ristrutturazione edilizia, precisando che non è necessaria la preventiva approvazione di piano attuativo.

Il riutilizzo sarà possibile rispettando una serie di vincoli. Innanzitutto i seminterrati dovranno risultare “legittimamente realizzati alla data di entrata in vigore della legge” e trovarsi in edifici già serviti da tutte le urbanizzazioni primarie.

Bisognerà rispettare tutte le prescrizioni igienico-sanitarie previste dai regolamenti vigenti.
Gli interventi dovranno inoltre rispettare le esigenze di sicurezza statica degli edifici.

L’unica eccezione possibile sarà la possibilità di derogare all’altezza dei singoli locali destinati alla permanenza di persone, che comunque non potrà essere inferiore a 2,40 metri.

Gli interventi dovranno prevedere misure per il contenimento dei consumi energetici, con l’obbligo di realizzazione di idonee opere di isolamento termico.

Contestualmente agli interventi di recupero, sarà obbligatorio reperire spazi per i parcheggi pertinenziali. Nel caso in cui si dimostri l’impossibilità di reperire gli spazi, sarà possibile, in alternativa, versare una somma pari al costo di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi da reperire.

Gli interventi dovranno infine rispettare le prescrizioni della LR 6/1989 sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

Foto:
Il presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici con il sottosegretario alla presidenza della Regione Gustavo Cioppa ed il giornalista Gianfranco Fabi

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Assoedilizia contesta la decisione: la Regione rispetti la legge dello Stato

REGIONE LOMBARDIA: NIENTE PROROGA PER I CONTABILIZZATORI DI CALORE E PER I TERMOREGOLATORI

La Regione Lombardia ha emesso un comunicato con il quale precisa che “la proroga disposta con l’art. 6, comma 10 D.L. 244/2016 (relativa all’obbligo di installazione dei contabilizzatori di calore e dei termoregolatori) non ha effetto in Regione Lombardia” in quanto proveniente da legge statale e non da legge regionale che modifichi la precedente in vigore.

Assoedilizia contesta fermamente tale interpretazione.

In effetti la proroga del termine è stata introdotta con norma dello Stato che modifica la sua precedente disciplina costituita dal decreto legislativo di attuazione della direttiva europea n. 2012/27/UE fonte dell’obbligo generale.

E’ ben vero che la potestà legislativa in materia spetta alle Regioni, ma la Costituzione prevede che le Regioni debbano rispettare i principi fondamentali la cui determinazione spetta allo Stato.

E sembra proprio che la modifica del termine stabilito nella legge di attuazione rientri nella previsione costituzionale.

In caso contrario, a livello nazionale, ci troveremmo di fronte ad una ingiustificata e irragionevole disparità di trattamento nei confronti dei titolari di diritti di proprietà e di una serie di diritti soggettivi.

foto:
Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia

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Istituto Europa Asia IEA
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Seminario domani mercoledì all’Università degli Studi di Milano-Dipartimento di Diritto pubblico

CONVERSAZIONE SU ASPETTI DELL’ ATTUALE DIBATTITO COSTITUZIONALE

Conversazione su aspetti centrali dell’attuale dibattito costituzionale è il tema del confronto tra esperti che si svolge domani mercoledì all’Università degli Studi di Milano-Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale, via Festa del Perdono 7, Milano, dalle ore 14,30 alle 18.

L’evento avviene nell’ambito dei Seminari di alta qualificazione del Dottorato di ricerca in Diritto pubblico, internazionale ed europeo.

Introduce Lorenza Violini, direttore del Dipartimento di Diritto pubblico e sovranazionale, professore ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano.

Tania Groppi, professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico, Università degli Studi di Siena, relaziona su “La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo nelle decisioni del giudice costituzionale”;

Andrea Pisaneschi, professore ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Siena “Costituzione ed economia: nuovi scenari”.

Conclude Marilisa D’Amico, coordinatrice della sezione di Diritto costituzionale, professore ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano.

Coordinamento scientifico: prof.ssa Diana-Urania Galetta.

Foto:
– Lorenza Violini con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

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Seminario organizzato da ULTRA all’Università Cattolica

LA CULTURA NELLA CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO

Che cos’è l’arte oggi, nella città? che cos’è la cultura, nella città? E come viene realizzata e vissuta, da cittadini e visitatori, la stessa città, quale opera d’arte?

Sembra legittimo porsi una simile domanda oggi, nella Città Metropolitana di Milano, e in quella che viene definita la Città-Lombardia, quando l’attenzione ai temi dell’arte, della cultura, dei beni culturali, sono sulla scena, e alcune università hanno creato nuove lauree e specializzazioni, e anche attese professionali, su questi argomenti.

Una risposta si può avere dal seminario interdisciplinare che l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Dipartimento di Sociologia – Urban Life and Territorial Research Agency (ULTRA), organizza il 20 gennaio 2016 , dalle ore 14.30 alle 18.00 in Milano, Aula G 001 Bontadini. Tema “Arte, beni culturali, istituzioni nella città Metropolitana di Milano”.

Introduce Enrico Maria Tacchi, Direttore di ULTRA Università Cattolica del Sacro Cuore.

Relatori

Tommaso Abbiati,  (Touring Club Italiano), Il museo e la sua  evoluzione nella società contemporanea
Alberico Barbiano di Belgiojoso, (Urbanista, Politecnico di Milano, Presidente Associazione ‘Architetti per Milano’),  Il townscape nella città. Letture e idee per Milano e l’area metropolitana
Paolo Biscottini, (Critico d’arte, Università Cattolica),  Museocity a Milano
Salvatore Carrubba, (Già Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Presidente del Piccolo Teatro), Recenti tendenze a Milano delle politiche per la cultura e la creatività
Marco Garzonio, (Giornalista e scrittore, Presidente di Ambrosianeum), I cattolici, la cultura e la città. Passato presente e futuro
Emilio Mazzoli, (Gallerista d’arte moderna e contemporanea), E’ il mercato il vero museo?
Giorgio Petroni, (Economista, Presidente della Società Scudo Investimenti), L’opera d’arte come bene economico e oggetto di investimento. Iniziative innovative in campo economico e finanziario
Italo Piccoli, (Sociologo, Università Cattolica), La domanda di arte, cultura, beni culturali

E’ intenzione degli organizzatori descrivere e interpretare la situazione della produzione artistica e culturale oggi, innanzitutto a Milano e in Lombardia; ricercare e descrivere gli attori di un simile progetto: i privati – singoli, associazioni e imprese variamente organizzate – e gli interlocutori pubblici. E, accanto al momento della produzione, non dimenticare quello del consumo. Insieme con la creazione e il consumo di prodotti artistici e culturali, realizzati come oggetti o prestazioni distinguibili, singolarmente fruibili e magari anche vendibili e acquistabili, è intendimento dei lavori osservare e analizzare l’arte della città, la cultura della città; la città come un’unica realtà artistica e culturale e la città come un insieme di comunità, delle loro espressioni artistiche e culturali, come un complesso enorme di beni artistici e culturali.

Con questo seminario perciò si intende non solo stimolare una riflessione su tutta la filiera artistica e culturale, ma anche sull’arte e cultura della città: quella che in parte è in grandissima evidenza sotto i riflettori dei media e sulla scena del grande mercato, ma in parte è nascosta e ignorata. E ritiene infine di dover anche cercare di individuare il ruolo dell’arte e della cultura per il “ben vivere” nella città, e la parte delle comunità, delle libere e volontarie associazioni – accanto o in luogo del grande mercato e delle istituzioni pubbliche – per stimolare alla creazione artistica, per aiutare alla scoperta, alla comprensione, al godimento delle espressioni artistiche come modo essenziale della condizione umana.

Foto: Salvatore Carruba con Achille Colombo Clerici pres. IEA

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Edizione 2017 del St. Moritz Gourmet Festival alla vigilia dei Campionati mondiali di sci

IL TOP DELLA CUCINA USA AI 1800 METRI DELLA CAPITALE DELL’ENGADINA

Mancano poche settimane e St. Moritz (Engadina, Svizzera) è in piena attività per l’edizione 2017 del “St. Moritz Gourmet Festival” che si svolgerà dal 30 gennaio al 3 febbraio 2017.
La prestigiosa kermesse che ogni anno, a 1800 metri con il magnifico sfondo delle montagne dell’alta Engadina, riunisce i migliori chef del mondo, giornalisti enogastronomici e tutti gli appassionati del buon cibo e del buon bere, nonché i professionisti dell’hotellerie e dell’accoglienza turistica, quest’anno ospiterà la cucina gourmet del Nord America, influenzata e caratterizzata dalle più svariate culture che garantirà piacevoli esperienze degustative per tutti i partecipanti.

USA. “Discover The Best da ovest”, è il motto della manifestazione. Secondo Reto Mathis, Presidente dell’organizzazione dell’evento, una cosa è già certa: “Sarà un affascinante mix culinario di altissimo livello, una grande opportunità per tutti i buongustai in alta Engadina”.

Come di consueto l’inaugurazione si terrà al Julius Baer presso il Kempinski GrandHotel seguita dai singoli eventi Dîners Gourmet, i Gourmet Safari, il leggendario Kitchen Party del Badrutt’s Palace Hotel; nonché degustazioni, eventi, vino e molti altri speciali appuntamenti che si svolgeranno presso gli hotels partner. Tutti i top chef saranno ospiti dell’executive chef resident dell’hotel di referenza. Grande finale con il BMW Gourmet Dinner al Kulm Hotel St. Moritz.

Quest’anno il Festival precede di pochi giorni i Campionati mondiali di sci alpino, svolgentisi dal 6 al 19 febbraio 2017, che St. Moritz ospita per la quinta volta dopo i successi del 1934, 1948, 1974 e 2003.

In totale 600 atleti da circa 70 paesi si affronteranno per aggiudicarsi le medaglie e il titolo di campione del mondo nelle sei discipline Discesa libera, Slalom gigante, Super-G, Slalom, Super Combinata e nella gara a squadre.

Nel periodo delle manifestazioni presenzierà in St. Moritz il presidente di Europasia e dell’Associazione Amici dei Grandi Alberghi il milanese Achille Colombo Clerici che parteciperà agli eventi salienti.

Foto
– Amici dell’Engadina, Emanuela e Antonio Soldati (Corriere del Ticino), con Giovanna e Achille Colombo Clerici

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A s s o e d i l i z i a

Aumenta la capacità di spesa degli italiani, ma parallelamente non crescono le spese per consumi e per l’acquisto di beni durevoli e si riducono gli investimenti diretti.

Lo conferma ancora l’Istat che traduce in cifre e dati netti e crudi il comportamento dei connazionali. Nel terzo trimestre del 2016 si è registrato un incremento del potere d`acquisto delle famiglie, ovvero del reddito reale (dell’1,8% su base annua) e il reddito disponibile è salito dell`1,9%. Ciononostante i consumi sono rimasti sostanzialmente stabili e, fatto forse ancora più emblematico, la stagnazione ha riguardato gli investimenti nel mattone.

Infatti il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (rapporto tra investimenti e reddito lordo) nel terzo trimestre 2016 è stato pari al 5,9%, risultando invariato rispetto, sia al trimestre precedente, sia al corrispondente trimestre del 2015.

Cosa vuol dire? Gli italiani sensibili alla grande incertezza economica – derivante anche da una certa sfiducia politica – che stiamo vivendo, diventano sempre più “risparmiatori di denaro”, rimandando al futuro gli acquisti. A conferma, la propensione al risparmio risulta in crescita dello 0,6% rispetto allo stesso trimestre del 2015, tanto che i depositi bancari delle famiglie sono in continuo aumento.

In confronto ad altri Paesi, le famiglie italiane sono in media piuttosto ricche rispetto al Pil prodotto, ma una larga parte delle attività, ovvero quasi i due terzi del totale (quota che aumenta sensibilmente ai livelli inferiori di reddito) è detenuto in forma di immobili. Ogni penalizzazione di questa ricchezza causata, come sta avvenendo, dalla crisi del mercato generata a sua volta da una tassazione abnorme, impoverisce le famiglie e quindi le spinge a risparmiare, a non spendere, a rimandare ad un futuro che appaia più affidabile. In conclusione, scarsità di spese e di investimenti e nessuna ripresa economica.

E’ un circolo vizioso dal quale dobbiamo assolutamente uscire.

Poiché l’investimento del risparmio in immobili ha avuto sempre storicamente un ruolo primario nella economia delle famiglie, è lì che bisogna intervenire ricostituendo quel clima di fiducia che è condizione imprescindibile per il rilancio del mercato e quindi, alla fine, delle spese delle famiglie.

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