Lunedì 30 gennaio 2017, una giornata apparentemente come tante altre.

Mentre su tutti i media il tema principale è la legge elettorale, qualche notizia interessante vale la pena di essere riportata.

Mentre da noi si discute della legge elettorale, dopo aver parlato per mesi del referendum,  a Londra Pimco, uno dei principali gestori di fondi obbligazionari, lancia Pimco Gis Mortgage Opportunities Fund. Un fondo senza limiti di raccolta che investe in mortgage-backed securities (MBS). Come da Borsa Italiana: “E’ un titolo che deriva i flussi di cassa con i quali fare fronte alla remunerazione del capitale raccolto all’atto dell’emissione sulla base di un portafoglio di prestiti ipotecari sottostanti”. Pimco ha così presentato l’iniziativa: “Considerando il livello storicamente basso dei rendimenti delle obbligazioni core e la correlazione dei titoli corporate con le azioni, un’esposizione mirata agli attivi cartolarizzati può aiutare gli investitori a migliorare la diversificazione complessiva dei loro portafogli, ottimizzando potenzialmente i rendimenti”. Mentre in Italia non sappiamo dove mettere qualsiasi strumento legato ai mutui, in sofferenza o meno, a Londra i grandi del risparmio gestito puntano sui mutui erogati. Stranezze di casa nostra, tanto che, secondo i dati di Assoreti appena pubblicati, la raccolta del risparmio gestito in Italia ha registrato a dicembre 2016 un saldo netto positivo di 5 mld di euro. Quasi tutti i settori corrono: fondi obbligazionari esteri, fondi chiusi mobiliari, fondi bilanciati esteri. Tra i pochi che registrano un calo della raccolta, ancora una volta, i fondi immobiliari.

Ma come, liquidità immensa, i grandi gestori internazionali che scelgono i mutui perché assicurano rendimenti migliori delle obbligazioni, e in Italia la raccolta è ancora una volta negativa? C’è qualcosa che non funziona, dal legislatore in giù, se in Italia continuiamo a girare a vuoto mentre in tutto il resto del mondo il reale estate ha ripreso la sua velocità di crociera.

Forse dovremmo riflettere su talune rappresentanze di categoria ormai autoreferenziali e sulle attività svolte finora, che sono state francamente imbarazzanti. Perché il problema esiste e si riassume, credo, in una valutazione: con una crisi che dura da 10 anni e non accenna a terminare in Italia, annunciare sempre per il prossimo anno la legge risolutiva, gli incentivi fiscali che rilanciano un settore, o per un’azienda il miglioramento dei conti, non serve più. Non c’è la ripresa che beneficia tutti e riporta sotto il tappeto le magagne. Certo che anche le associazioni dovrebbero riflettere davvero, se non vogliono svanire.

Ore 16.00 su Sky News, va in onda un’intervista in studio presenti un esponente, credo di Fratelli d’Italia, e Alessandro Cattaneo. Il tema è il muro di Trump, meglio della nostra legge elettorale, ma comunque non esaltante. Ho visto con piacere Cattaneo in video, pensando alla sua presidenza di Federimmobiliare, che si occupa di promuovere la cultura immobiliare. Ho atteso con impazienza di ascoltare considerazioni sul settore, come fanno in tv Spaziani Testa di Confedilizia, Paolo Righi di Fiaip, Colombo Clerici di Assoedilizia, per citare i più presenti. Tutte persone che difficilmente vengono interpellate su argomenti che non siano l’immobiliare.

Ecco perché ho provato una forte delusione quando il sottopancia di Cattaneo riportava Forza Italia. L’intervento era politico, come rappresentante di un partito, su un tema che con l’immobiliare non aveva niente a che fare. La politica è davvero complessa e servono persone nuove e competenti, e Cattaneo sembra avere tutte le carte in regola. La critica non è nei suoi confronti ma verso chi l’ha eletto presidente di Federimmobliare. Sostituire in questo modo Marzia Morena, docente del Politecnico di Milano, che sempre di immobiliare ha parlato (e lavorato) lascia capire quale forza si vuole dare alla divulgazione. Se queste sono le intenzioni, non stupiamoci se avremo meno iscritti alle associazioni. A breve daremo conto anche delle uscite delle maggiori aziende dai contesti associativi di settore.

A concludere la giornata arriva Anas. Si è passati dal piano di recupero delle case cantoniere, che doveva portare risorse nelle casse pubbliche e generare attività per il real estate, a questa anticipazione del Messaggero: Governo studia pedaggio su strade  statali. Un bollino sul modello svizzero, che consentirà di percorrere le strade statali. I pedaggi sulle autostrade saranno a parte, come oggi. In pratica si starebbe studiando il modello svizzero, integrato con quello italiano. Ovvero si pagherebbe due volte: in autostrada e ora anche sulle statali. Basterebbe poco per lanciare segnali positivi, ma sembra che i decisori siano presi da altri impegni.

(articolo pubblicato su http://www.monitorimmobiliare.it )

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A s s o e d i l i z i a

 

Succede a Giuliano Molossi

Sandro Neri è il nuovo Direttore del Giorno

Cambio al vertice del quotidiano ‘Il Giorno’.

Dall’inizio di febbraio Sandro Neri assumerà la guida della testata milanese, dove lavora dal 1999, subentrando a Giuliano Molossi.

“Per Neri si tratta di una conferma del lavoro svolto in questi anni come vice direttore” ha comunicato Andrea Riffeser Monti, ad della Poligrafici Editoriale, in una nota nella quale ringrazia il direttore uscente Giuliano Molossi.

Tra i primi a congratularsi con Neri il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, enti con i quali da anni è in atto una proficua collaborazione.

“Neri – ha detto – è giornalista attento, preparato, scrupoloso. Conosce bene la città e la regione leaders in Italia e le molteplici realtà che vanno dalle periferie alla piccola e media impresa, dai centri decisori ai motori culturali, ai bisogni dei comuni cittadini.

Motore da tempo dello storico quotidiano lombardo per eccellenza, potrà esprimere al meglio il ruolo di una moderna informazione che deve non semplicemente limitarsi al sia pur fondamentale compito di registrare notizie in maniera corretta, ma anche intervenire – in collaborazione con enti e istituzioni pubbliche e private – per il progresso della società e del territorio. Una funzione che, sono certo, Sandro Neri esprimerà al meglio”.

Auguri sono giunti anche dal governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli e da numerose personalità.

Neri, 50 anni, originario di Città di Castello (Perugia) ma milanese di adozione da 32 anni, è nel Gruppo Poligrafici Editoriale da metà degli anni Novanta: ha lavorato alla Polipress, al Resto del Carlino, alla testata online Quotidiano.net e infine al Giorno dal luglio del 1999 dove ha svolto la funzione di vicecaposervizio in cronaca di Milano e si è occupato dell’on line, come redattore della testata http://secure-web.cisco.com/1MhhW-04JFYFeD9BlBIuBPulrXIwHtwarZtHqUXgQyA86IxpdZrk2mR3kNy3kAIaB-lhnP3SH6zzCG2qqX9Ul6ZbM8i7obNtVUZIt92YymjEOJgwrhwiLu9He8CiZ9AHTZl4w5ViuH1dm7w3FFnqZI_CYBa-qWYYJArk6ioAmJOhaILCNJOp39cPseVq_PV5LITEgbWGjN-bFkdZb2zU1NrzPGIdHLhZwBYVznT8kmB8/http%3A%2F%2Fwww.quotidiano.net e di sport.

Ha lavorato per oltre un anno alla redazione di Metropoli. Laureato in Filosofia, con indirizzo in Comunicazioni Sociali, alla Università Cattolica di Milano, ha maturato le prime esperienze giornalistiche a partire dal 1987 in Piemonte, quindi ha proseguito l’attività in Lombardia.

E’ autore di numerosi libri. Citiamo “Segreti di Stato” (2008), un’intervista a Amos Spiazzi, l’uomo della Rosa Dei Venti, una confessione che è anche uno strumento per conoscere il lavoro di un agente segreto e per capire alcune connessioni con l’Italia e molti misteri di oggi;

“Licio Gelli, parola di Venerabile” (2010), sessant’anni di storia italiana, di vicende pubbliche e private, di servizi segreti, di rapporti con i massimi esponenti politici e con gli ambienti dell’atlantismo, la più lunga e completa intervista mai realizzata con il Venerabile.  Ed anche “Pooh, la grande storia 1996-2006”, un mito della canzone italiana, 40 anni di carriera con numeri da record.  Temi profondamente diversi che testimoniano l’eclettismo di questo giornalista destinato a lasciare una impronta decisa nella vita di Milano e della Lombardia.

Foto:
Sandro Neri con Achille Colombo Clerici alla Società del Giardino di Milano

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Novità sotto certi aspetti sorprendente per l’economia italiana in un anno – il 2017 – che si annuncia nel mondo con caratteristiche di incertezza e instabilità. La previsione del pil 2017 (un non esaltante più 0,7%) fatta dal Fondo monetario internazionale potrebbe essere rivista al rialzo grazie al discreto andamento dell’export, degli investimenti, dei consumi, dell’occupazione, dell’agricoltura. Ma per alimentare la fiammella della timida ripresa occorre che il comparto immobiliare si rimetta in moto.  Devono riaprire i cantieri e il mercato immobiliare deve ripartire.

E’ questa la conclusione cui giunge il XXI Rapporto elaborato del Centro Einaudi con il contributo di UBI Banca sul tema dell’economia globale e italiana, presentato l’altro giorno a Milano, nella sede di Assolombarda.

Osserviamo che l’Italia è l’unico dei grandi Paesi europei in cui il mercato immobiliare è in crisi a causa di una pressione fiscale insostenibile che dura da 5 anni. Non è sufficiente il ritrovato recupero (peraltro fisiologico) che riguarda prevalentemente la compravendita delle prime abitazioni.

Sosteniamo da tempo essere assai grave l’assenza a livello istituzionale di un adeguato flusso di investimenti a favore dell’edilizia sociale. Non bastano le operazioni di nicchia legate all’housing sociale, che si rivolgono peraltro a soddisfare il fabbisogno abitativo della fascia intermedia di utenza. Occorrono dei veri e propri investimenti in conto capitale nell’edilizia popolare per andare incontro alla domanda espressa dai ceti più disagiati, che la casa non la possono pagare ne’ in tutto, ne’ in parte. Come d’altronde avveniva (fino agli ultimi anni ’90) con i piani-programma dell’edilizia residenziale pubblica nella forma della ‘sovvenzionata’.

In aggiunta il calo dei valori immobiliari che dura da quasi 10 anni ha causato una sentimento di disaffezione nell’investimento nel mattone quale fonte di un equo reddito ed ha impoverito l’80 per cento delle famiglie italiane: tanti sono i proprietari di casa. Un impoverimento che è la causa prima del mancato decollo dei consumi e degli investimenti, e quindi delle difficoltà della ripresa economica generale.

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Inaugurazione dell’Anno Giudiziario nel Distretto della Corte d’Appello di Milano 2017 –

MANCANO MAGISTRATI E PERSONALE, GIUSTIZIA AL COLLASSO

Non bastano efficienza e dedizione come dimostrano i buoni risultati dell’amministrazione della giustizia milanese puntigliosamente elencati dalla presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Anna Tavassi che ha aperto i lavori dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2017, avvenuta con la consueta solennità nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando, dei vertici della Corte di Appello, della Procura generale, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e delle massime autorità civili, religiose e militari.

Citiamo Angelo Scola Arcivescovo di Milano; Roberto Maroni Presidente Regione Lombardia; Giuseppe Sala Sindaco di Milano; Bruno Corda Prefetto di Como; Mario Monti; Emanuele Fiano; Michele Saponara; Riccardo Amato generale Carabinieri Comandante Interregionale Pastrengo; Teo Luzi generale Carabinieri Comandante Regionale; Giacomo Caliendo; Livia Pomodoro; Piercamillo Davigo Presidente della Associazione Nazionale Magistrati; Raffaele Cattaneo presidente Consiglio Regionale; Stefano Dambruoso Questore della Camera dei Deputati; Lucio Nardi; Giuseppe Sopranzetti Direttore Banca d’Italia di Milano; Marilisa D’Amico Zanon; Gabriele Albertini;  Remo Danovi Presidente Ordine Avvocati che ha letto la relazione a nome dell’Ordine; Antonio De Iesu Questore di Milano; Bruna Vanoli Gabardi; Ermanno Leo; Benito Perrone. Tra i presenti il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

La carenza di personale, ha detto Tavassi, raggiunge punte del 40 per cento: “La situazione è assai critica, meno 15% di scopertura tra i magistrati, meno 35% tra il personale amministrativo. Nonostante questo, si è riusciti a recuperare l’arretrato, il controllo delle giacenze, la riduzione dei tempi di durata, di tenuta nei gradi superiori di giudizio e per questo Milano è in linea con le sedi giudiziarie più virtuose in Europa”.

L’amministrazione della giustizia resta al collasso: mancano magistrati e personale. E se la giustizia funziona male “si instaura un rapporto anomalo tra Stato e cittadini” ha ribadito nella relazione il Procuratore generale di Milano Roberto Alfonso. “Invochiamo – scrive il Pg – un intervento urgente e serio del Governo affinché esso adotti tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della Giustizia”. Aggiungendo la richiesta al governo di riportare a 72 anni l’età pensionabile del magistrati (oggi ridotta a 70 anni) perché questa decisione avrebbe destabilizzato il sistema.

E’ ripresa così la querelle che oppone magistrati e governo la cui posizione è stata espressa dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, i cui sforzi comunque sono stati esplicitamente apprezzati: “Credo sia possibile riconoscere al governo una significativa inversione di marcia, rispetto al passato, c’è un’attenzione alle risorse umane che mancava da anni e che va oltre la buona volontà”; e cita alcune cifre: 1.820 nuove immissioni entro marzo, 1.600 già avvenute e altre 3.300 assunzioni che porta il numero a un totale di 5.100 unità”. Il ministro ha inoltre annunciato l’introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento.

Sul secondo punto Orlando ha ricordato che “in questi anni da parte del governo c’è stata un’ostinata ricerca del dialogo e del confronto, non sono vostro nemico”. Ma lo stesso Guardasigilli nel suo discorso, ha fatto un passaggio che non sembra essere piaciuto ai magistrati. “C’è il rischio che singoli soggetti della giurisdizione reagiscano alle difficoltà ripiegando in una dimensione corporativa, tentando sì di salvaguardare le proprie ragioni, ma attraverso la delegittimazione di quelle degli altri, con la finale delegittimazione di tutto il sistema”. La replica dura – e applaudita da molti magistrati presenti – è arrivata dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo, che nei giorni scorsi aveva disertato la cerimonia in Cassazione in polemica con il governo: “Io certamente non voglio essere ricordato come il presidente dell’Anm che ha abdicato sulla difesa dell’indipendenza della magistratura, signor ministro spero che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violarla”.

Tornando alla relazione del Procuratore generale che traccia il bilancio dell’anno appena finito e getta le basi dell’azione per il 2017, da registrare l’elogio ai pm di Lodi che lo scorso anno arrestarono il sindaco; e il riferimento  all’ inchiesta che sta scuotendo il mondo politico e imprenditoriale milanese, quella su Fiera spa: le  infiltrazioni di una organizzazione criminale, che avrebbe agito per agevolare l’associazione mafiosa denominata ‘Cosa Nostra’ “sono un fatto assai grave per la città di Milano”. E ancora ha ricordato che la Procura generale ha avocato le indagini sulla “Piastra” di Expo.

Ma restano le infiltrazioni mafiose e la corruzione il vero problema   in Lombardia: “Il metodo corruttivo – ha continuato Alfonso – non è una rinuncia al tradizionale metodo mafioso, ma è una modalità più raffinata “. Il richiamo, quindi, è all’intera società: “Per contrastare il fenomeno della corruzione non può bastare l’attività repressiva ma occorre agire diffusamente sul piano culturale, per inculcare alle giovani generazioni il senso del rispetto della res pubblica”.

Il Procuratore generale ha inoltre criticato i Concorsi miraggio per i giovani e per chi non è ricco: “Il sistema vigente esclude dalla magistratura quei giovani che provengono da famiglie non abbienti che non possono permettersi di attendere in media cinque anni per entrare in magistratura. Uno sbarramento di fatto che è servito soltanto ad allontanare dalla magistratura giovani brillanti che hanno preferito indirizzarsi verso altre professioni piuttosto che aspettare il concorso: una discriminazione dal punto di vista sociale ed economico”.

L’ inaugurazione dell’Anno giudiziario milanese è stato preceduta venerdì sera, come è tradizione, dal Concerto della Corale Polifonica Nazariana diretta dal dottor Lucio Nardi presidente di sezione del Tribunale di Milano, nella Chiesa di San Marco su invito del presidente della Corte d’Appello, del Procuratore generale, del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano.
Alla presenza del Parroco Mons. Luigi Testore.
In programma musiche di Bach, Mozart, Franck e Bizet.

La Corale Polifonica Nazariana, nata nel 1988, è l’elemento di spicco delle attività musicali promosse dal Centro Culturale Nazarianum con sede presso la Basilica dei SS. Apostoli e Nazaro Maggiore di Milano.
Costituita da oltre 60 elementi suddivisi nelle quattro classiche sezioni vocali, è composta da persone di età e professioni diverse, tutte accomunate dall’amore per la musica e per il bel canto e da un costante impegno che ha reso la Corale molto più di un semplice coro amatoriale.
Direttore del coro sin dalla sua costituzione, è Lucio Nardi.
Di professione magistrato, si è diplomato in teoria e solfeggio ed ha studiato pianoforte presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Fondatore e vera e propria “anima” della Corale, cui ha negli anni dedicato tempo ed un contagioso entusiasmo, si è specializzato nello studio e nella ricerca di musica corale sacra del periodo romantico e contemporaneo.
Proprio all’interno di questo vasto giacimento musicale la Corale Polifonica Nazariana ha costruito il suo repertorio riportando alla luce opere poco conosciute in Italia.
La Corale, oltre a tenere concerti e partecipare alle funzioni liturgiche nelle principali chiese milanesi e luoghi di cultura di Milano e di molte città italiane, ha tenuto concerti al Palazzo di Giustizia di Milano (luogo in cui si onora di aver per prima portato la musica, per un concerto in memoria dei magistrati Guido Galli ed Emilio Alessandrini.

Nel 2008, in occasione dei festeggiamenti per il 20° anniversario della propria fondazione, la Corale si è esibita a Parigi nella chiesa di Saint-Eustache.

Foto archivio:
– Remo Danovi e Achille Colombo Clerici

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– Piercamillo Davigo e Achille Colombo Clerici
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Il tradizionale incontro del cardinale Angelo Scola con i giornalisti

IL FATTO TRAVOLTO DALLE BUGIE DELLA RETE

Compito del giornalista è riferire correttamente il fatto. Il fatto è verità, dunque?  Non sempre. “Se io vedo un ragazzo e una ragazza inoltrarsi in un bosco – il fatto – posso pensare che non abbiano intenzione di recitare il rosario. Ma non è “verità” affermare che l’abbiano fatto per questo preciso scopo”.

Con questo esempio il cardinale Angelo Scola ha richiamato il dovere dei giornalisti alla prudenza nel descrivere il fatto. Soprattutto in un’epoca di post-verità – ma molto più semplice sarebbe dire di bugie – alimentata dal proliferare di disinformazione dei social network.
Scola ha parlato, in un affollatissimo incontro nella Sala Barozzi dell’Istituto dei Ciechi di Milano, ad oltre 400 operatori dell’informazione – presente anche il sindaco Giuseppe Sala – assieme a nomi noti del giornalismo:  Daria Bignardi, direttrice di Rai3 e Carlo Verdelli, già direttore dell’informazione Rai, moderatore Massimo Bernardini, autore e conduttore di TvTalk.
Occasione, il tradizionale incontro promosso dalla Diocesi di Milano e dall’Unione Cattolica Stampa Italiana, in occasione della Festa del Patrono degli operatori della comunicazione, san Francesco di Sales.
Sono stati comunicati i dati dell’ “Osservatorio Giovani” dell’Istituto Giuseppe Toniolo su “Diffusione, uso, insidie dei social network”.
Ricerca secondo la quale tre giovani italiani su quattro, tra i 20 e i 34 anni, si accorgono quando le notizie diffuse sui social media siano false. Nonostante ciò, l’11,2% condivide tutto in modo indiscriminato ritenendo che sia impossibile controllarne la veridicità.
Con 5 miliardi di smartphones che diventeranno prima della fine del decennio più numerosi degli abitanti della terra, dalla galassia Gutemberg siamo passati a quella di Zuckerberg (il fondatore di Facebook).
Nel circo mediatico dove non ci si ricorda più di ciò che è successo ieri, il non lasciare traccia lascia spazio ad altre cose destinate ad altrettanta corta vita dove quasi niente scende più in profondità.

Il modello è quello di una trasmissione “orizzontale”, senza profondità, appunto, rapidissima, nella quale lo spazio da occupare con interpretazioni enfatiche è immenso, tanto che la disinformazione ha la stessa possibilità, se non maggiore, di diventare virale quanto l’informazione.

Ripartire dai fatti è ancora possibile?
Il quotidiano inglese Guardian ha scritto “Esiste un indebolimento dell’importanza sociale della verità, per cui non siamo più capaci di metterci d’accordo”.

I fatti oggettivi stanno diventando meno influenti degli appelli alle emozioni e alle esperienze personali, si espandono per diventare veri o verosimili.  La rete li sceglie proprio perché sono più facili della semplice verità. Infatti, stiamo transitando dalla società della ragione a quella dell’emozione, continuamente stravolta da ondate di notizie senza base.  Non saranno leggi restrittive ad hoc o sussulti di coscienza dei padroni dei social media ad arginare questo trend, ma a dispetto dei profeti di sventura, i giornalisti continueranno ad avere la funzione semplice e vitale di raccontare la verità del tempo, sottraendosi alla montante dittatura del “mi piace” e del “così fan tutti”.

Brevettare l’algoritmo della credibilità è un dovere di tutti i giornalisti che, con umiltà, devono essere francescani della notizia.

Non deve accadere che la post-verità diventi anch’essa una moda, perché è un problema vero che viene al pettine, soprattutto in Italia, dove siamo meno portati a comprendere le differenze tra informazione autorevole e non.

Oggi, ribatte Scola agli interventi, alla parola decisiva “reale”, la grande sconosciuta della nostra epoca, si contrappone la diminuzione della verosimiglianza.

Il riferimento è san Francesco di Sales che, già nel 1600, definiva il buon metodo dell’agire interpretando i fatti sempre in favore del prossimo e nella maniera più benevola. “Al contrario il verosimile è, oggi, una grande tentazione massmediatica.   Il punto è capire bene cosa sia la verità, che viene sempre al nostro incontro come un avvenimento, attraverso la trama di circostanze e rapporti che accadono”.
Se Facebook è diventato lo strumento principale del pianeta, visto che gran parte degli utenti lo usa come fonte di notizia e addirittura i presidenti di Stati Uniti e Messico hanno dato l’annuncio dell’annullamento del loro incontro su twitter, saltando ogni intermediazione, i giornalisti servono più che mai. Anche se il giornale di carta vive la più grave crisi dalla sua creazione secoli or sono: basti pensare che negli ultimi vent’anni il numero delle copie di vendita è dimezzato ed oggi con 3 milioni siamo alla metà dei livelli d’anteguerra, quando gli italiani erano 40 milioni e in parte analfabeti.

Foto:
Il card. Angelo Scola con il pres. IEA Achille Colombo Clerici
foto pres e cardinale Scola

Incontro promosso a Milano da CROIL in collaborazioni con ACG, ALDAI, Comitato ITL

STOP, PER ORA, AL RADDOPPIO DELLA FERROVIA MONZA-CHIASSO SULL’ASSE DEL GOTTARDO

Non si farà, almeno per ora, il raddoppio della linea a due binari Monza-Chiasso in previsione, nel 2021, del completamento nella parte svizzera della nuova ferrovia del Gottardo (Sistema AlpTransit) con l’apertura del traforo del Monte Ceneri: troppo costoso. Verranno attuati invece importanti interventi per consentire la piena operatività di questo tratto del Corridoio 24 o dei Due Mari Genova-Rotterdam.

E’ quanto risulta dall’incontro presso l’ordine ingegneri di Milano con la presenza dell’ingegner Gianpaolo Strisciuglio, Direttore della Direzione commerciale RFI e dell’ingegner Aldo Colombo direttore generale della direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia. Tra il folto pubblico di ingegneri, che riempivano anche una seconda sala collegata video con quella principale, erano presenti anche diversi rappresentanti dei Comuni direttamente interessati alla linea ferroviaria oggetto dell’incontro.

Dopo i saluti istituzionali dell’ingegner Augusto Allegrini presidente della Consulta Regionale Ordini Ingegneri Lombardia (CROIL), Strisciuglio ha sintetizzato la notevole importanza che riveste il Corridoio ferroviario che è destinato ad avere per la sua collocazione un importante sviluppo, permettendo una forte inversione di tendenza per agevolare lo shift modale non solo in questa zona ma anche a livello nazionale a vantaggio del trasporto ferroviario.

Il dirigente di RFI ha elencato molti dati e ha ricordato che Rete ferroviaria italiana (RFI) ha un preciso contratto di programma con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Uno degli aspetti critici più evidenti è quello di fare importanti i lavori di ammodernamento alla rete ferroviaria mentre i treni transitano. Su questa direttrice si tratta infatti di realizzare sui percorsi principali adeguamenti di sagoma, intervenendo su alcune gallerie; sulla lunghezza treni intervenendo sulla lunghezza di alcuni binari di ricovero dei treni; sul peso intervenendo sulle caratteristiche delle rotaie. Ma non ci sono disallineamenti al 2021 con la Svizzera, quando oltre alla già funzionante galleria di base del Gottardo, verrà aperta anche la galleria di base del Monte Ceneri.

Nell’ Area Nord numerosi terminali sono una realtà e la programmazione degli interventi è ben strutturata a livello sovraregionale con oggettiva leadership della regione Lombardia.

Il nuovo sistema ERTMS – di gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario e relativo segnalamento a bordo, progettato per garantire l’interoperabilità dei treni soprattutto sulle nuove reti ferroviarie europee ad Alta velocità – permetterà di mantenere su direttrice un corretto equilibrio tra treni diversi e treni passeggeri, e tra treni passeggeri a lunga distanza e treni pendolari; oltretutto il servizio ferroviario regionale è tutelato anche con precisi accordi con la Regione Lombardia.

Nell’intervento di Colombo sono stati evidenziati gli ottimi rapporti con Strisciuglio e la sua struttura.

Lombardia, Piemonte e Liguria, hanno siglato un protocollo che prevede anche altre opere minori per permettere lo sviluppo complessivo della logistica, perché bisogna dare servizi e accesso alla rete infrastrutturale. In questa situazione ci sono delle merci che partono dal nostro territorio e si imbarcano a Rotterdam per poi entrare da Gibilterra nel Mediterraneo e passare dal Canale di Suez!!

Ha ricordato cosa è previsto per questa linea nel PRMT approvato il 20 settembre: il quadruplicamento della linea, cioè la costruzione di altri due binari in sotterraneo, è una soluzione che la Regione non abbandona, ma oggi l’intervento è previsto solo in sede con importanti interventi di adeguamento tecnologico  per migliorare l’interoperabilità.

Ha ricordato inoltre che nell’area dell’ex scalo smistamento di Milano Segrate è in progettazione un terminal a cura di RFI e Hupack, società svizzera che gestisce già l’importante terminal di Busto Arsizio-Gallarate. Oltre ai centri intermodali importanti di Novara, di Rivalta Scrivia, di Mortara sono in corso iniziative varie nell’area Bergamo Brescia.

La Pedemontana Ferroviaria, cioè la linea tra Seregno Bergamo, è una prospettiva futura, solo perché ci sono interventi più urgenti.

Numerose sono state le domande alle quali hanno risposto i relatori, anche a diversi rappresentanti dei Comuni, in particolare quelli di Monza, Desio, Lissone, Carimate, esponendo anche una serie di proposte.

Molto delicato è il tema dell’impatto ambientale e gli interventi antirumore oggi previsti su questa linea vanno necessariamente aggiornati traguardando il traffico a dopo il 2020, adeguando anche i relativi finanziamenti. Nonostante la linea ferroviaria sia presente dal 1865, per decenni si è costruito troppo vicino ai binari della ferrovia. Ora, invece che costruire altissime barriere antirumore, sarebbe più opportuno con costi minori e resa maggiore dotare gli edifici di doppi vetri.

Quando gli svizzeri decisero di realizzare il progetto AlpTransit, il loro referendum precisò che al termine dei lavori la Svizzera dovrà essere interessata dal transito massimo di 650.000 veicoli stradali all’anno. Considerando che oggi sono 1,5 milioni, a parità di tutto il resto, il traffico ferroviario è comunque destinato a svilupparsi in modo molto consistente.

Serve con urgenza il collegamento prevalentemente merci Seregno-Bergamo per evitare il transito sul nodo ferroviario di Milano dei treni merci a lunga percorrenza e quindi interferenze sempre maggiori con gli altri servizi ferroviari. Ma anche se gli interventi sui recettori sarebbero più promettenti, la legge dispone oggi che prima si deve realizzare tutto quello che è possibile fare fuori dal ricettore. Ci vuole consenso territoriale, ma che non generi un blocco di tutte le iniziative. Bisogna anche sapere che la Svizzera permetterà solo il transito di treni merci nuovi, che diminuiscono di 5 anche 10 dB il rumore prodotto rispetto a quelli attuali.

L’ingegner Salvatore Crapanzano – che come presidente della Commissione infrastrutture e trasporti dell’Ordine di Milano ha organizzato l’incontro attivando una ampia collaborazione anche con CROIL, ACG, ALDAI e che ha moderato l’incontro – ha evidenziato che serve un approccio sempre più integrato e complessivo all’argomento; e che diventa sempre più indispensabile il consenso del territorio. Con incontri di questo tipo i rapporti tra Regione Lombardia, RFI, Enti Locali potranno diventare ancora migliori.

L’incontro si è chiuso con l’obiettivo di individuare gli interventi più necessari, coordinarli anche per evitare che creino disfunzioni, diffondere notizie corrette in modo chiaro, riprendendo un lavoro analogo, molto positivo già in corso da tempo sulla linea di Luino, verso Gallarate e Novara.

Foto: Il pres. IEA Achille Colombo Clerici con l’editore Ulrico Carlo Hoepli

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Conferenza sabato prossimo di Comune e Ordine degli Architetti
COMO RICORDA ANTONIO SANT’ELIA ESPONENTE DEL FUTURISMO

Sabato 28 gennaio, alle ore 16 in Pinacoteca Civica di Como avrà luogo la conferenza “Sant’Elia, punto e a capo” promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Como.

L’iniziativa si inserisce nell’articolato programma culturale avviato nel 2016, nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario della morte di Antonio Sant’Elia, che prosegue anche per i mesi di gennaio e di febbraio con le due mostre dedicate all’illustre architetto comasco attualmente in corso in Pinacoteca e al Novocomum.

La conferenza intende fare il punto, dopo l’importante Convegno internazionale tenuto a Firenze all’inizio di dicembre, sugli ultimi studi condotti attorno all’opera di Sant’Elia, figura rilevante della cultura italiana del ‘900 che sta riscontrando un crescente interesse in tutto il mondo.

Alla illustrazione delle novità emerse dal convegno interverrà Ezio Godoli dell’Università degli Studi di Firenze, che è stato anima e organizzatore del convegno fiorentino: Saranno inoltre presenti Letizia Casati, conservatrice dei Musei Civici, Luciano Caramel, storico dell’arte e Alberto Longatti, giornalista e storico.

Introdurranno i relatori l’Assessore alla Cultura Luigi Cavadini e il Presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Como Michele Pierpaoli, impegnati in prima persona nell’organizzazione degli eventi e delle due mostre dedicate all’ opera di Sant’Elia proposte in città: “Antonio Sant’Elia. Visione e Regola” presso la Sede dell’Ordine degli architetti nel Novocomum fino al 25 febbraio e “Antonio Sant’Elia. All’origine del progetto” presso la Pinacoteca Civica fino al 26 febbraio.

Foto:
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il Prefetto di Como Bruno Corda

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LEGGI & SENTENZE
A CURA DI ASSOEDILIZIA

Seminterrati abitabili nei condomìni lombardi

di Bruna Vanoli Gabardi

E’ stato presentato in Regione Lombardia un progetto di legge di iniziativa consiliare relativo al “Recupero dei piani seminterrati esistenti”.
Si tratta di “piani la cui superficie laterale si presenta come parzialmente controterra, in misura comunque non superiore ai 2/3 della superficie laterale totale” e già realizzati in forza di un titolo concessorio legittimo.

Devono anche: far parte di edifici serviti da tutte le urbanizzazioni primarie; rispettare tutte le prescrizioni igieniche (tranne l’altezza che, in ogni caso, deve essere almeno m. 2,40 e comunque non sembra ammissibile eseguire uno scavo per aumentarla); essere dotati di parcheggi pertinenziali.

Infine devono essere provvisti di isolamento termico e avere realizzato l’abbattimento delle barriere architettoniche ai sensi di quanto disposto dalla legge regionale 6/1989.

Tale intervento di recupero non si configura esclusivamente come mutamento di destinazione dell’unità di seminterrato ma, quel che più conta, determina un incremento di volumetria abitabile, in ogni caso legittimata, che, diversamente da quanto prevede la disciplina di recupero dei sottotetti, può essere destinata non solo ad abitazione, ma anche a uso terziario e commerciale.

La legittimazione dell’intervento è determinata esclusivamente dal consenso del Comune, che dovrà certificare la rispondenza dell’opera alle prescrizioni tutte dettate dalla norma: e questo nell’ipotesi si tratti di un seminterrato di un edificio appartenente ad un unico proprietario.
Ma nell’ipotesi di seminterrato di proprietà di un singolo condòmino posto in un edificio condominiale l’interveniente, prima di dare corso al procedimento di consenso comunale, dovrà accertarsi della inesistenza di impedimenti alla trasformazione o di speciali obblighi determinati a suo carico in forza della disciplina condominiale.
Vediamo i principali: 1) eventuali prescrizioni di un regolamento contrattuale escludenti determinate destinazioni delle unità immobiliari (non superabili neppure con il sì del Comune); 2 l’opera non deve procurare un danno alle parti comuni e non deve neppure determinare un pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio; il condomino deve darne notizia all’amministratore, che riferirà poi all’ assemblea e il condominio potrà esercitare i suoi controlli; 3) i progetti che incidono sull’aspetto esteriore di luoghi ed edifici sono soggetti al preliminare benestare di compatibilità paesaggistica; 4) devono essere previste idonee opere di isolamento termico; 5) l’assemblea condominiale potrà rettificare la tabella, con la maggioranza degli intervenuti in assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio, se si sia verificata l’alterazione per più di 1/5 del valore proporzionale di una unità immobiliare.

Se invece il seminterrato è proprietà condominiale indivisa la trasformazione deve essere deliberata all’unanimità.
L’intervento, infatti, non si configura come un semplice mutamento di destinazione d’uso ma come creazione sull’edificio di una nuova volumetria, per la quale andranno corrisposti oneri di urbanizzazione e costo di costruzione.

Foto:
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia Gustavo Cioppa e il giornalista Gianfranco Fabi
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Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute
Informa

 

Venti immagini straordinarie eseguite dell’imprenditore Alberto Moro
OSAKA VISTA DA UN MILANESE

“Osaka vista da un milanese” è il titolo della mostra fotografica dell’imprenditore edile milanese Alberto Moro, presidente dell’associazione Mondo Japan, inaugurata ieri sera all’Urban Center di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele.

All’evento era presente Shinichi NAKATSUGAWA Console Generale del Giappone a Milano assieme a numerosi esponenti della comunità nipponica e a rappresentanti del mondo culturale e imprenditoriale, tra cui il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, i presidenti di Aspesi Federico Filippo Oriana e di Aspesi Lombardia Antonio Anzani.

L’ esposizione ha lo scopo di celebrare i 150 anni di relazioni tra Italia e Giappone e i 35 anni di gemellaggio tra Milano e Osaka.

La mostra, che è stata ospitata lo scorso 1° settembre (fino al 9 settembre) nell’Atrio d’Onore del Municipio del Comune di Osaka è un evento no profit in cui sono esposte 20 fotografie che parlano di tradizione e modernità, differenze e similitudini tra le due città: 10 sono dedicate a Milano e 10 a Osaka. Uno sguardo sinottico e parallelo sulle due città, d’altronde affratellate dall’ideale gemellaggio istituito nel lontano 1982.
La mostra resterà aperta al pubblico fino a venerdì 27 prossimo.

Foto:
Il pres. di IEA Achille Colombo Clerici con Shinichi NAKATSUGAWA Console Generale del Giappone e con Alberto Moro

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E’ stato presentato in Regione Lombardia un progetto di legge di iniziativa consiliare relativo al “Recupero dei piani seminterrati esistenti”.
Da tempo la materia è oggetto di interesse in quanto destinata essenzialmente a supportare l’indirizzo di riduzione del consumo di nuovo territorio così come lo era stata la legge di recupero dei sottotetti n. 15/1969 e s.m.i. recepita dalla legge di governo del territorio lombarda n. 12/2005.
Oltre alla riduzione del consumo del suolo la nuova normativa, come del resto quella dei sottotetti, si prefigge come obiettivo anche la riduzione dei consumi energetici “attraverso la messa in opera di interventi tecnologici di contenimento”.
I seminterrati legittimati all’applicazione della proposta disciplina vengono definiti come “piani la cui superficie laterale si presenta come parzialmente controterra, in misura comunque non superiore ai 2/3 della superficie laterale totale”; sono esclusivamente quelli già realizzati in forza di un titolo concessorio legittimo; devono far parte di edifici serviti da tutte le urbanizzazioni primarie; devono rispettare tutte le prescrizioni igieniche ad eccezione dell’altezza che, in ogni caso, deve essere almeno m. 2,40; devono essere dotati di parcheggi pertinenziali che possono essere sostituiti dalla monetizzazione solo nell’ipotesi di mancanza assoluta di spazi idonei.
Infine devono essere dotati di isolamento termico e avere realizzato l’abbattimento delle barriere architettoniche ai sensi di quanto disposto dalla L.R. 6/1989.
Tale intervento di recupero non si configura esclusivamente come mutamento di destinazione dell’unità di seminterrato ma, quel che più rileva, determina un incremento di volumetria abitabile, in ogni caso legittimata, che, diversamente da quanto prevede la disciplina di recupero dei sottotetti, può essere destinata non solo ad abitazione ma anche ad uso terziario e commerciale.
La legittimazione dell’intervento è determinata esclusivamente dal procedimento di assentibilità comunale che dovrà certificare la rispondenza dell’opera alle prescrizioni tutte dettate dalla norma: e questo nell’ipotesi si tratti di un seminterrato di un edificio appartenente ad un unico proprietario.
Ma nell’ipotesi di seminterrato di proprietà di un singolo condomino posto in un edificio condominiale l’interveniente, prima di dare corso al procedimento di assentibilità amministrativa, dovrà accertarsi della inesistenza di impedimenti alla trasformazione o di speciali obblighi determinati a suo carico in forza della disciplina condominiale.
Vediamo quali possono essere gli elementi da prendere in considerazione.
1 – Eventuali prescrizioni di un regolamento contrattuale escludenti determinate destinazioni delle unità immobiliari o, addirittura, specifiche prescrizioni di divieto di trasformazione delle unità di interrati e sottotetti con incremento di volumetria abitabile.
In questo caso anche se l’intervento di recupero fosse considerato assentibile da parte del Comune sarebbe impedito dall’obbligo di natura privatistica.
2 – In forza di quanto disposto dall’art. 1122 C.C. l’opera di recupero non deve procurare un danno alle parti comuni e non deve neppure determinare un pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio.
Per quanto riguarda un eventuale pregiudizio alla stabilità il rischio sembra essere limitato dal momento che la legge prende in considerazione esclusivamente i seminterrati già realizzati alla data della sua entrata in vigore e non solo: la realizzazione deve essere legittima.
Si parla quindi di opere iniziate e portate a termine in forza di un regolare e definitivo procedimento di assentibilità da parte del Comune.
Inoltre, elemento importantissimo, condizionando la fattibilità del recupero allo stato di fatto del seminterrato che deve risultare completamente realizzato non sembra proprio di poter ammettere la possibilità per l’operatore di eseguire uno scavo per aumentarne l’altezza.
Se ne deduce che il pericolo di minaccia alla stabilità potrebbe solo derivare da interventi inattuabili eseguiti sulle murature interne, pericolo che, d’altra parte, può riscontrarsi in ogni esecuzione di opera edilizia.
Dal momento che, in forza di quanto disposto dall’art. 1122 comma 2 C.C., il condomino che intende dare corso ad un intervento nell’unità immobiliare di sua proprietà deve darne notizia all’amministratore, che riferirà poi all’ assemblea, il Condominio potrà esercitare i suoi controlli richiedendo titolo di legittimazione comunale dell’intervento e progetto relativo e, nell’ipotesi di sospetto di opere pericolose dare corso alle opportune verifiche.
3 – Per quanto riguarda invece un eventuale pregiudizio al decoro va detto che la norma prevede che anche se l’immobile non è soggetto a vincolo paesaggistico i progetti di recupero dei seminterrati “che incidono sull’aspetto esteriore dei luoghi e degli edifici” sono soggetti al preliminare benestare di compatibilità paesaggistica della commissione per il paesaggio.
Anche se tecnicamente la compatibilità paesaggistica è cosa diversa dal decoro sembra proprio che l’intervento “indecoroso” non possa passare al vaglio previsto.
4 – Ai fini sopra indicati del contenimento dei consumi energetici la legge prevede che nell’intervento di recupero dei piani seminterrati debbano essere previste idonee opere di isolamento termico conformi, ovviamente, alla normativa vigente.
Prevede inoltre l’applicazione della disciplina dell’abbattimento delle barriere architettoniche.
Qui si tratta di opere che rientrano nella disponibilità del condomino che è libero di eseguirle, naturalmente a sue spese.
5 – Infine va evidenziato il problema, che si potrebbe presentare, della variazione della tabella millesimale dell’edificio (art. 69 Disposizioni di Attuazione del Codice Civile) in cui il piano seminterrato fosse oggetto di intervento di recupero.
Si ritiene applicabile alla fattispecie l’art. 69 comma 1 par. 2 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile che legittima l’assemblea condominiale a rettificare la tabella, con la maggioranza prevista dall’art. 1136, secondo comma, del codice civile (maggioranza degli intervenuti in assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio), nelle ipotesi in cui siano mutate le condizioni di una parte dell’edificio per effettuate sopraelevazioni, incremento di superfici, incremento o diminuzione delle unità immobiliari determinando l’alterazione per più di un quinto del valore proporzionale di una unità immobiliare.
Nella fattispecie considerata, infatti, dal momento che l’intervento di recupero realizza un incremento di volumetria abitabile dell’edificio, sembra proprio di poter riscontrare la condizione richiesta per la revisione.
Da ultimo resta da valutare la fattispecie di seminterrato di proprietà condominiale indivisa.
Qui l’intervento di trasformazione deve essere deliberato, si ritiene, all’unanimità in quanto non sembra potersi applicare l’art. 1117 ter C.C. che consente all’assemblea di modificare la destinazione d’uso delle parti comuni con una maggioranza che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell’edificio.
L’intervento contemplato, infatti, non si configura come un semplice mutamento di destinazione d’uso ma come creazione sull’edificio di una nuova volumetria non prevista dagli atti di fabbrica e per la quale andranno corrisposti oneri di urbanizzazione e costo di costruzione.

Bruna Vanoli Gabardi

Foto:
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale della Lombardia

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