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Presentato dagli assessori Bisconti e Balducci anche un nuovo servizio per la cittadinanza: il “Giardiniere Condotto”

CASCINA NASCOSTA SI RIVELA E SI ATTIVA PER IL VERDE DI MILANO

Colombo Clerici (Assoedilizia): Sempre più stretta la collaborazione tra pubblico e privato per una migliore qualità della vita

Cascina Nascosta. Nome quanto mai appropriato perché la piccola fattoria, con tanto di stalla (senza animali) si cela, seminascosta dalla vegetazione, nel cuore del centralissimo parco Sempione, a pochi metri dalla Triennale e dalla Torre Branca.
Di proprietà del Settore Parchi e Giardini ospita, dal dopoguerra, gli uffici dei tecnici del parco oltre ad alcuni magazzini.

Per decenni è stata utilizzata come “deposito”. Oggi, grazie a un bando pubblico del Consiglio di Zona 1 condiviso con l’assessora al Verde, Benessere e Qualità della Vita Chiara Bisconti e con l’assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata e agricoltura Alessandro Balducci, si trasforma in uno spazio aperto a tutti, dedicato ai temi del verde urbano e della sostenibilità.

Un edificio che copre un’area di oltre 3.500 metri quadri, di cui 1.200 coperti e 2.300 scoperti. Si chiamerà “Cascina Nascosta – Casa del Verde”.
La gestione è stata assegnata a una cordata di associazioni: Legambiente, Arci Pareidolia, CIA- Confederazione Italiana Agricoltori vincono il bando del Comune di Milano per la gestione di una struttura nel Parco.

Ma le buone notizie per il verde cittadino non finiscono qui, perché insieme al nuovo spazio è stato presentato anche il progetto “Giardiniere Condotto”. Ovvero, mettere a disposizione dei milanesi un professionista del verde per tutti coloro che vogliano realizzare un giardino o curare un’area verde pubblica. Un servizio reso possibile grazie alla collaborazione con gli operatori di Italia Nostra -Bosco in Città e che viene da lontano, dall’idea dell’industriale Gigi Lazzaroni di Saronno di far sponsorizzare da aziende private le aiuole pubbliche di Milano e di altre città.

La “Casa del Verde” sarà gestita dalle associazioni che si sono aggiudicate il bando per 23 anni, grazie ad un progetto che intende portare i temi della sostenibilità e della cultura ambientale al centro di una grande parco metropolitano. Ciascuno metterà a disposizione le proprie abilità ed esperienze nella costruzione di uno spazio partecipato. A dare una mano ci sarà anche una fitta rete di sostenitori, associazioni, oltre che il mondo delle università e della cultura. Ma anche architetti, apicoltori e agricoltori, mentre Assoedilizia, presente con il presidente Achille Colombo Clerici, apprezza l’iniziativa nell’ottica di un rapporto di sempre più stretta integrazione città-verde.

Il “Giardiniere Condotto”, un operatore professionista del verde a disposizione di tutti, è stato messo a punto insieme al CFU – Centro per la Forestazione Urbana (struttura operativa di Italia Nostra – Boscoincittà) con la partecipazione della Fondazione PerilParco. Un servizio stabile e flessibile che andrà incontro alle esigenze dei gruppi di cittadini impegnati nella realizzazione e nella cura a verde di spazi pubblici. Il “Giardiniere Condotto” sarà dotato di un furgoncino messo a disposizione dal Centro di Italia Nostra con attrezzatura motorizzata per la cura del verde e attrezzatura manuale da prestare ai volontari. Parte sono attrezzi funzionanti a batterie ricaricabili, quindi sicure silenziose e a zero emissioni messe a disposizione gratuitamente da una azienda di attrezzature per parchi e giardini. Per richiedere l’intervento del “Giardiniere Condotto” contattare il CFU presso il Boscoincittà di Italia Nostra, telefono 024522401

L’idea di questo servizio nasce dalla quotidiana pratica di lavoro del gruppo CFU impegnato in primo luogo nella cura e gestione del Boscoincittà ma attento alle realtà cittadine e dell’area metropolitana. Solo nel 2014 i gruppi che hanno ricevuto un aiuto di varia natura dalla struttura CFU sono stati: Associazione Parco Segantini, Comune di Cusago, Associazione Genitori Scuola Primaria Martin Luther King, Giardino Nascosto, Giardini in transito, Athala Onlus, Scuola Primaria di Via Paravia.

Foto: Alessandro Balducci e Achille Colombo Clerici

Alessandro Balducci e Achille Colombo Clerici

Il tunnel di 57 chilometri costato 11 miliardi di euro

L’inaugurazione è prevista per domani: si parla di questa imponente opera dal lontano 1991. Ora è tutto pronto.

Colombo Clerici: Già nel 1991 fondammo l’associazione Cattaneo: fu la prima iniziativa ad avviare un nuovo corso nei rapporti culturali tra i due Paesi

Così cambiano le relazioni commerciali

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di Nicoletta Pisanu

LA GALLERIA ferroviaria più lunga del mondo viene inaugurata domani, primo giugno, in Svizzera.

La realizzazione del tunnel del Gottardo, che misura 57 chilometri ed è costata 12,2 miliardi di franchi elvetici (circa 11 miliardi di euro), ha richiesto diciassette anni di lavori, iniziati negli anni Novanta anche sulla spinta di una cordata lombarda che all’epoca ha abbracciato il progetto, intuendone il potenziale positivo anche per l’economia italiana.

Parte del gruppo, il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: “Nel 1991 abbiamo fondato l’associazione culturale italo-svizzera Carlo Cattaneo di Lugano, di cui erano parte l’ambasciatore Salvatore Zotta, Franco Masoni Fontana, Paolo Grandi, Alberto Falck, Eugenio Radice Fossati, Gaetano Barbiano di Belgioioso, Bernardo Negri da Oleggio e Angelo Caloia ha raccontato. L’associazione è stata la prima iniziativa ad aprire un nuovo corso nei rapporti culturali tra i due Paesi confinanti. Con l’associazione, portammo all’attenzione dell’opinione pubblica italiana la questione del Gottardo, organizzando una serie di dibattiti e di incontri ministeriali anche con il nostro Governo, prendendo posizione a favore della realizzazione del tunnel”.

La cordata lombarda fece in modo di dare “l’idea agli svizzeri dell’interesse che in Italia sussisteva circa la linea ferroviaria del Gottardo, permettendo di ottenere il voto positivo della Camera Bassa elvetica che, in un primo momento, aveva invece privilegiato i lavori della linea transalpina del Lotschberg invece di quella del Gottardo”.

Fu una presa di posizione che si basò anche sull’appoggio dell’associazione Amici di Milano, che riuniva intellettuali e personaggi del capoluogo lombardo:
“L’intento era mostrare l’interesse dell’Italia per l’opera, che permette di accorciare i tempi di percorrenza tra Zurigo e Lugano e, un domani con l’eventuale aggancio alla rete italiana, anche con Milano ha sottolineato Colombo Clerici -. La galleria è pensata sia per il transito di persone che di merci”.

E aggiunge: “Con lungimiranza, quest’opera, sebbene realizzata in suolo svizzero, potrà cambiare le prospettive dei trasporti commerciali in Italia. A cominciare dal rilancio del porto di Genova, più facilmente raggiungibile dall’Europa centrale e dal porto di Rotterdam”.

La galleria del Gottardo è di 57 chilometri L’inaugurazione è prevista per domani: si parla questa imponente opera dal lontano 1991. Ora è tutto pronto.

Foto: Colombo Clerici con il Console Generale di Svizzera Felix Baumann

Achille Colombo Clerici con Fèlix Baumann

AMICI DI MILANO

 

Il presidente della Associazione Amici di Milano, Achille Colombo Clerici, ricorda la figura di Giorgio Albertazzi, il grande attore classico scomparso oggi.

“L’ho incontrato qualche mese fa all’Hotel de Milan, dove aleggia lo spirito di Giuseppe Verdi. Era ancora il vecchio leone di sempre. Di quando teneva le sue recite nella nostra città’, negli anni ’60,’70, ’80,’90 del Novecento, di quando a Genova, recitando Edoardo Sanguineti, proruppe di getto esclamando alla presenza del poeta  ‘guarda cosa sei riuscito a scrivere’. Era l’ammirazione resa ad un poeta da un amante della poesia. Aveva l’aspetto socratico degli antichi personaggi che interpretava sulla scena.
Milano l’ha sempre avuto nel cuore ed era un amore pienamente ricambiato.“

Gli Amici di Milano lo ricordano con uno scritto di Antonio Armano.

“Recitavo Puccini a Castellammare di Stabia. Una scena di gelosia. Mi lancio verso la ragazza e inciampo fra i tendaggi. Giù, a faccia avanti. Che botta! Fermo un quarto d’ ora. Il sangue, lo stordimento, il dolore. Il medico voleva che facessi immediatamente la tac. Decido di riprendere. Poi l’ovazione e il teatro che sembrava dovesse crollare”.
Ormai novantenne Giorgio Albertazzi ricordava quella volta che ha rischiato quasi di morire in scena. Non gli sarebbe dispiaciuto ma con ironia ricordava Molière che se n’era andato poco dopo avere recitato Il malato immaginario. Eppure il pubblico non l’aveva considerata la sua migliore interpretazione, ironizzava Albertazzi.
Se Vittorio Gassman ha conosciuto periodi di depressione e malinconie nichiliste, Albertazzi ha attraversato tutta la seconda metà del ‘900 come un leone. Non era di quegli attori che sentono la crisi del decadimento fisico perché non possono più recitare Amleto e devono fare Re Lear.
L’interpretazione che ha caratterizzato l’ultima parte della sua vita e della carriera è stata Memorie di Adriano, dal libro di Marguerite Yourcenair. Un ruolo che si può fare solo alla fine del percorso attoriale, quando, per dirla con John Donne, il tempo ha reso neve i capelli. In migliaia di repliche, Albertazzi ha portato sul palcoscenico l’imperatore che guarda dietro di sé gli anni trascorsi, a partire dalla première di Villa Adriana, a Tivoli, nell’89.
Come Adriano raccontava la bellezza del giovane Antinoo proprio nel momento culminante in cui lo splendore diventava decadenza, così Albertazzi era affascinato dalla caducità della vita, dal carattere effimero dell’esistenza. Citava spesso un racconto dello scrittore argentino Borges, L’immortale, il cui protagonista si disperava perché l’eternità gli aveva tolto il gusto della vita: “Gli dèi ci invidiano perché siamo mortali”. Tra gli autori che amava c’era Proust, soprattutto per il sentimento del tempo.
Nato nel 1923 a Fiesole, veniva da una famiglia di modeste condizioni economiche. Era orgoglioso della strada fatta anche se muovendo i primi passi sul palcoscenico diceva – non senza ironia beffarda – di essere figlio di un aviatore e che la madre era nata a Londra. In realtà il padre faceva il deviatore non l’aviatore, lavorava ai binari delle ferrovie, e la madre era nata in un paesino che si chiama Londa, in provincia di Firenze, non a Londra.
Per spirito fiumano e dannunziano, più che per convinzione politica, si era arruolato nella Repubblica di Salò, come tenente nella legione Tagliamento, un periodo che non rinnegava e durante il quale era stato in buona compagnia. Anche Dario Fo, che è sempre stato agli antipodi di Albertazzi, aveva indossato la camicia nera. Tra le sue ultime interpretazioni una pièce su D’Annunzio: “Io ho quel che ho donato”.
Aveva debuttato con un Troilo e Clessidra di Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti, nel ’49, al Maggio musicale fiorentino, avvalendosi del magnetismo che ne caratterizzava gli occhi e il volto. Era meno fisico, meno mattatore e atletico di Gassman, ma aveva un magnetismo forse superiore. Le strade dei due, la Callas e la Tebaldi del teatro italiano del dopoguerra, si erano divise quando Gassman aveva lasciato il teatro per il cinema. Tra i trionfi di cui andava più fiero c’era un Amleto all’Old Vic di Londra, per la regia di Franco Zeffirelli, in occasione del 400esimo anniversario della nascita di Shakespeare, nel ‘64. Pur avendo interpretato le poesie di Karol Wojtyla – Le meditazioni del trittico romano – per un editore polacco, Albertazzi non aveva la fede e considerava la morte come una soglia da varcare a occhi aperti e oltre la quali probabilmente c’è il nulla: “Un nulla che è il solo assoluto che abbiamo”.
Grande seduttore, in senso lato e in senso letterale, Albertazzi concedeva di avere ipotizzato l’esistenza di Dio ammirando la bellezza femminile. Tutto ha origine da una battuta di Eduardo de Filippo su Anna Proclemer, forse il più grande amore di Albertazzi: “Chilla tiene ‘e belle cosce”. Le cosce delle donne erano per Albertazzi una tentazione di fede.
Una donna era anche all’origine della decisione di diventare attore. Del tutto causale. Si trovava su un autobus ai tempi del liceo quando una ragazza più grande di lui – frequentava l’università – lo ha invitato a recitare.
Sposato con Pia de’ Tolomei, nome toscano che richiama il personaggio dantesco della moglie uccisa dal marito per convolare in seconde nozze (“Siena mi fé, disfecemi Maremma”), Albertazzi non ha avuto figli. E’ l’ultima grande figura di un teatro classico che se ne va con lui senza lasciare eredi. Anche se diceva di averci messo una vita a disimparare a recitare – si riferiva alla vecchia maniera – , è sempre rimasto un interprete classico.
Era diventato molto famoso al grande pubblico con gli sceneggiati Rai dei grandi classici. Aveva debuttato sul piccolo schermo con Delitto e castigo e poi aveva lasciato il segno soprattutto con L’idiota di Dostoevskij e Lo strano caso del Dottor Jeckyll e Mr Hide di Stevenson. Del personaggio doestoevskiano, il principe Myškin, ricordava sempre la celebre frase: “La bellezza salverà il mondo”. Albertazzi stesso era molto devoto alla bellezza. In particolare a quella femminile.
Nel corso di una incontro dedicato alla poesia, presso i saloni della Borsa di Genova, nel 2004, ha recitato La ballata delle donne, di Edoardo Sanguineti, presente insieme a Mario Luzi, Adonis e alla traduttrice Fernanda Pivano.
La ballata si conclude così: “Perché la donna non è cielo, è terra/carne di terra che non vuole guerra:/ è questa terra, che io fui seminato,/ vita ho vissuto che dentro ho piantato,/ qui cerco il caldo che il cuore ci sente,/ la lunga notte che divento niente”.

 

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La competitività italiana è in ripresa; ma permane ed anzi si allarga la forbice con la media dei Paesi dell’Unione Europea. Sono i dati, apparentemente contraddittori, forniti da attendibili fonti internazionali.

Secondo il World Economic Forum nel 2015 il Paese è risalito dal 49° al 43° posto sui 140 presi in esame con punte di eccellenza rappresentate dalle dimensioni del mercato (12esimo posto), dalla salute e dall’educazione primaria (26), dalle infrastrutture (26), dalla migliore capacità di innovazione, ricerca e sviluppo e dall’alta specializzazione soprattutto nel vasto comparto delle piccole e medie imprese. Si contrappongono deficienze come quella della burocrazia che fanno precipitare l’Italia al penultimo posto in classifica, e dell’alto debito pubblico.

La valutazione cambia se ci confrontiamo con i Paesi del nostro Continente. Secondo un rapporto della Commissione Europea nel 2015 il PIL reale dell’Italia è tornato ai livelli dei primi anni 2000, mentre il PIL della zona euro era superiore a quei livelli di oltre il 10%. Gli investimenti hanno registrato una drastica flessione, in media più accentuata che nel resto della zona euro. La disoccupazione resta alta, mentre la produttività totale ha continuato a scendere e il tasso di partecipazione è rimasto tra i più bassi dell’UE. Si è di conseguenza allargato il divario che separa la crescita potenziale dell’Italia dal resto della zona euro.

Per sottrarre il Paese al declino o, nella migliore delle ipotesi, alla stagnazione, non dobbiamo illuderci che sia sufficiente qualche riforma e qualche incentivo per accrescere la domanda interna, magari attraverso un’attenuazione del regime di austerità come quella che ci è stata in questi giorni concessa. Occorre un deciso cambio culturale che nessun decreto legge potrà attuare.

Occorre che si completi al più presto la formazione di una nuova classe dirigente e politica; quest’ultima dovrebbe esprimersi al meglio nelle sedi comunitarie che invece sono spesso considerate il parcheggio di politici trombati nelle elezioni italiane.

Occorre inoltre che le aree più attive del Paese – e citiamo quale esempio la Lombardia e Milano – ricevano dallo Stato i maggiori aiuti. In particolare Milano, con il suo nuovo ruolo di Città Metropolitana, deve godere di uno statuto speciale con l’obiettivo, non già di rimediare a difficoltà di gestione, ma di potenziarne le capacità di traino dell’intero Paese.

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CONVEGNO – L’ALLARME DI ASSOEDILIZIA

“Il Pgt non deve dimenticare l’area della Città metropolitana”

-Milano, meno dirigismo e burocrazia

Più attenzione alle periferie e alla realtà metropolitana Per una revisione del Piano di governo del territorio (Pgt) e del Regolamento Edilizio del Comune di Milano.
Sono alcune delle priorità emerse dal seminario di Assoedilizia e di Architetti per Milano tenutosi ieri nella sede di via Meravigli.
Tema lo sviluppo urbanistico, sociale ed economico dell’area metropolitana milanese: 3 milioni di abitanti e una produzione pari al 15% del Pil nazionale.

Ha aperto i lavori il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: “Ho seguito molti dibattiti sulla Città Metropolitana, ma ben poco è stato detto sulla sua trasformazione in ente amministrativo ha affermato né sui suoi contenuti. Dubbi sorgono sulla possibilità di armonizzare le differenti normative, a cominciare da quelle fiscali, di 133 amministrazioni locali.
L’area metropolitana è la scala alla quale realizzare la pianificazione urbanistica, l’esercizio della potestà tributaria, la gestione dell’apparato e del sistema culturale, la programmazione economica.

Nello specifico dell’attività edilizia, il denominatore comune che dovrebbe ispirare tale armonizzazione non deve essere un principio dirigistico quanto la creazione di precondizioni entro le quali i privati possano liberamente operare, innescando un processo virtuoso di recupero edilizio ed urbano”.

Il presidente di Architetti per Milano, Alberico Barbiano di Belgiojoso, che ha sottolineato alcune criticità della città, dalla burocrazia insostenibile all’Edilizia residenziale pubblica, ha osservato come sia “necessario che le periferie diventino cerniera tra il centro di Milano e la grande area della Città Metropolitana”.
Pierluigi Roccatagliata, già direttore del Centro Pim, ha spiegato che la revisione del Pgt deve costituire  “una priorità per la prossima amministrazione”. Per “porre rimedio al mancato confronto con la dimensione metropolitana degli effetti del Piano”.

 Convegno Pgt 25.5.2016

Associazione
AMICI di MILANO

Scrivevamo: L’ Associazione Amici di Milano, in collegamento con l’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano ed Assoedilizia di Milano, diede vita negli anni ’90 in Italia alla ideale constituency per sostenere le ragioni del Gottardo quando tutto sembrava perduto, dopo il voto della Camera Bassa elvetica che aveva optato per un decollo del progetto in tempi differenziati, anteponendo al Gottardo il Loetshberg.

L’arch. Giorgio Giudici risponde:

“Caro Avvocato,

Grazie per questa preziosa testimonianza. Come già Sindaco sono stato fiero ed onorato di aver potuto contare sul vostro sostegno. Oggi come sempre sono tutti padri senza conoscere realmente l’impegno vero profuso. Ma la storia si costruisce sugli atti e non sul protagonismo momentaneo. Buon wk Giorgio Giudici”

Foto d’ archivio: Achille Colombo Clerici con l’ allora Sindaco di Lugano Giorgio Giudici

Achille Colombo Clerici con Giorgio Giudici

Associazione
AMICI di MILANO

 

L’ Associazione Amici di Milano che, in collegamento con l’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano ed Assoedilizia di Milano, diede vita negli anni  ’90 in Italia alla ideale constituency per sostenere le ragioni del Gottardo quando tutto sembrava perduto, dopo il voto della Camera Bassa elvetica che aveva optato per un decollo del progetto in tempi differenziati, anteponendo al Gottardo il Loetshberg, vuole, nell’occasione della inaugurazione della Galleria di base che avverrà il primo di giugno 2016,  ricordare  quegli italiani illuminati che credettero nel progetto, tanto da dedicarvisi in una azione di sostegno che allora risultò determinante per le sorti dell’ iniziativa.

Il presidente Achille Colombo Clerici, onorato di ricordare questi nomi, fieramente li consegna alla memoria imperitura legata a questa opera, frutto del sacrificio, della volontà, dell’ingegno, del lavoro umani.

– Gabriele Albertini
– Luigi Arborio Mella
– Alberto Ardia
– Tiziano ed Edgardo Barbetta
– Giuseppe e Gaetano Barbiano di Belgiojoso
– Piero Bassetti
– Mirella Bersani Calleri
– Giorgio Bologna
– Giuseppina Bruti Liberati
– Vittore Ceretti
– Michele D’Amico
– Alberto Falck
– Paolo Ferretti di Castelferretto
– Roberto Formigoni
– Marco Formentini
– Ombretta Fumagalli Carulli
– Gianfranco Gaffuri
– Antonio Maccanico
– Carlangelo Menni di Vignale
– Domingo Merry del Val
– Franco Nava
– Bernardo Negri da Oleggio
– Piero Ostellino
– Giorgio Pozzi
– Eugenio Radice Fossati
– Fabrizio Rindi
– Roby Ronza
– Giorgio Rumi
– Carlo Sangalli
– Lanfranco Senn
– Benito Sicchiero
– Roberto Sorge
– Giovanni Spadolini
– Armano Vagliati
– Giuseppe Visconti
– Salvatore Zotta

L’ex Consigliere di Stato della Confederazione Elvetica Renzo Respini ricorda con queste parole l’intervento di Assoedilizia e dell’Associazione Amici di Milano: “Caro Presidente, Grazie per queste sue belle parole.
Alp Transit è anche opera Sua e di Assoedilizia! Grazie anche per questo.
La rivedrò volentieri e con piacere il giorno dell’inaugurazione Un saluto cordiale Renzo Respini“ .

Foto:
– Achille Colombo Clerici con Piero Bassetti e con il Console generale di Svizzera a Milano Felix Baumann

Achille Colombo Clerici con Piero Bassetti

Fèlix Baumann, Piero Bassetti, Achille Colombo Clerici

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Associazione della Proprietà Edilizia Milano

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Seminario di Assoedilizia e  di Architetti per Milano su due strumenti normativi destinati a incidere sul ruolo della città in Europa

PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO E REGOLAMENTO EDILIZIO
RIFLESSIONI CRITICHE E PROPOSTE

Se “semplificazione burocratica” significa portare la richiesta di una Dia-denuncia di inizio attività in edilizia da 11 a 31 pagine; se i “bonus volumetrici” corrono il rischio di diventare monopolio di pochi imprenditori – anziché confluire in una Borsa dei diritti volumetrici aperta al mercato – appare evidente che il Piano di Governo del Territorio e il Regolamento Edilizio del Comune Milano vanno modificati.

Se ne è parlato, con dovizia di casi, al seminario di Assoedilizia e di Architetti per Milano.

Riflessioni e critiche costruttive su due normative che indirizzeranno lo sviluppo urbanistico e quindi sociale ed economico di Milano nella scelta chiave della Città Metropolitana capace di assicurare la competitività a livello europeo – come avviene per Londra, Parigi, Berlino – di un’area di oltre 3 milioni di abitanti e con una produzione pari al 15% del Pil nazionale.

Ha aperto i lavori il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Ho seguito molti dibattiti sulla Città Metropolitana, ma ben poco è stato detto sulla sua trasformazione in ente amministrativo, né sui suoi contenuti. Dubbi sorgono sulla possibilità di armonizzare le differenti normative, a cominciare da quelle fiscali, di 133 amministrazioni locali.

L’area metropolitana non è dunque solo il livello per la migliore organizzazione dei servizi (per i trasporti, la sicurezza della vita nella città, la sanità, l’accoglienza e la solidarietà,  lo smaltimento dei rifiuti, la lotta all’inquinamento ambientale, atmosferico, acustico, da congestionamento urbano) ma è la scala – l’ambito unitario ed autonomo – alla quale realizzare la pianificazione urbanistica, l’ esercizio della potestà tributaria, la gestione dell’apparato e del sistema culturale, la programmazione  economica.

Queste sono le condizioni per le quali Milano potrà’ svolgere il suo ruolo di motore di progresso e di  crescita dell’intero Paese.

Comunque, nello specifico dell’attività edilizia, il denominatore comune che dovrebbe ispirare tale armonizzazione non deve essere un principio dirigistico – come quello, per citare, dell’art. 12 del Regolamento Edilizio sulla destinazione degli edifici in disuso – quanto la creazione di precondizioni istituzionali e giuridiche, socio-culturali ed economiche entro le quali i privati possano liberamente operare, innescando un processo virtuoso di recupero edilizio ed urbano”.

Il presidente di Architetti per Milano Alberico Barbiano di Belgiojoso, dopo aver sottolineato alcune criticità della città che vanno dalla burocrazia insostenibile all’Edilizia residenziale pubblica, dalla sovrapproduzione di edifici per uffici al cambiamento di destinazione d’uso, ha detto: “E’ necessario stabilire cosa di Milano va conservato e quanto innovato. E’ necessario che possa mantenere e sviluppare le caratteristiche di città d’arte e di città turistica. E’ necessario che le periferie diventino cerniera tra il centro di Milano e la grande area della Città Metropolitana. In sintesi, un grande lavoro di gestione urbana”.

Sono seguiti gli interventi di Gianni Zenoni, vicepresidente di ArchxMi e dei consiglieri Gerardo Ghioni, Susanna Rosellini, Laura Pertusi, e dei consiglieri di Assoedilizia Luca Stendardi e Bruna Vanoli Gabardi, particolarmente critica nei confronti del Regolamento Edilizio.

Tutto da rifare quindi?

Non proprio. Alcune lance sono state spezzate a favore di quanto l’amministrazione ha fatto finora, a cominciare da Milly Moratti, la quale ha ricordato quali erano le carenze prima dei due provvedimenti.  Tra i molti interventi da citare quelli del presidente di Aspesi Milano Arch. Antonio Anzani, dell’ing. Parola, degli avv. Marco Di Tolle ed Antonio Belvedere, del prof. Andrea Villani, del giornalista Luigi Amicone, del dott. Franco de Angelis.

Il dibattito continuerà, al di sopra delle contrapposizioni ideologiche, su serie basi tecniche per contribuire allo sviluppo della Grande Milano.

L’arch. Pierluigi Roccatagliata, già direttore del PIM, ha conclusivamente osservato che “la revisione del PGT deve costituire una priorità per la prossima amministrazione comunale non foss’altro che per porre rimedio al mancato confronto con la dimensione metropolitana degli effetti del piano, per gli aspetti irrisolti dei meccanismi perequativi che vi sono indicati e per la mancanza di veri momenti di confronto su obiettivi e strumentazione del piano con associazioni e categorie di cittadini.”

Il dibattito apertosi con questo seminario prelude alla formazione di una constituency di studiosi, operatori, associazioni che, muovendo dall’esperienza milanese, sia in grado di supportare le scelte, non solo della prossima amministrazione della città, ma anche del legislatore nazionale in questa importante fase di riforma del sistema istituzionale urbanistico/edilizio.

Foto:
– da sin. Alberico Barbiano di Belgiojoso e Achille Colombo Clerici
– Tavolo dei relatori: da sin Gianni Zenoni,  Gerardo Ghioni, Luca Stendardi, Barbiano di Belgiojoso, Colombo Clerici, Bruna Vanoli Gabardi, Susanna Rosellini, Laura Pertusi

Alberico Barbiano di Belgiojoso e Achille Colombo Clerici

Zenoni, Gioni, Stendardi, Barbiano, Colombo, Vanoli, Rosellini, Pertusi

– Achille Colombo Clerici con Walter Patscheider
– con Milly Moratti
– con Pierluigi Roccatagliata
– con ing. Pirola

Achille Colombo Clerici con Walter Patscheider

Achille Colombo Clerici con Milly Moratti

Achille Colombo Clerici con Pierluigi Roccatragliata

Achille Colombo Clerici con Ing. Pirola

“Italia Oggi”  del 24 maggio 2016

“Zero tasse per chi decide di investire nelle piccole imprese”
Cristina Bartelli

Morando (Mineconomia) punta alla riqualificazione energetica dei condomini popolari
Famiglie investitori delle pmi – Aliquota zero sul rendimento se aspettano tre anni

DI CRISTINA BARTELLI

Alle famiglie “pazienti” che investono nelle pmi, cioè che sanno aspettare che quell’investimento renda e comunque almeno tre anni, lo Stato garantirà un’aliquota a zero sulla tassazione del rendimento stesso.

E non solo. In arrivo anche un meccanismo per l’ammodernamento energetico di condomini popolari creando delle figure di benefattori energetici che, al posto dei condomini, effettuino i lavori e che siano in qualche modo ristorati dallo stato.

Sono queste alcune delle linee di intervento allo studio del governo nel prossimo provvedimento di rilancio dell’economia tratteggiate dal viceministro Enrico Morando in due incontri: durante il convegno della Cna e durante un incontro con professionisti a Milano

Famiglie pazienti, aliquota zero nei rendimenti. Il Governo tenterà di rendere appetibile l’investimento nelle pmi attualmente ad appannaggio degli istituti di credito.

“Le banche sono uno strumento fondamentale per il credito delle imprese» ha dichiarato Morando, «ma noi dobbiamo riuscire a spostare una parte crescente del risparmio delle famiglie verso il finanziamento diretto delle imprese; quindi abbiamo bisogno di favorire anche fiscalmente gli investimenti delle famiglie direttamente sul capitale di rischio delle imprese, in particolare artigiane e Pmi”.
Il meccanismo, come ha spiegato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, presente all’incontro di Milano, prevede una detassazione dei redditi prodotti dai nuovi investimenti che esemplificativamente siano stati tenuti bloccati per almeno tre anni.

Riqualificazione energetica dei condomini a basso reddito. La seconda misura allo studio punta a favorire gli interventi edilizio-impiantistici volti all’efficientamento energetico di molti edifici condominiali.

L’intervento di edilizia popolare è di un fondo di capitali esterni specializzato in interventi di risparmio energetico che si sostituisca al condominio nel sostenere le spese. La fonte di finanziamento dovrebbe arrivare non sul reddito dei condomini ma sul risparmio energetico che nel corso degli anni si va a realizzare. In questi casi, spesso, pur in presenza del bonus fiscale, non c’è interesse da parte dei condomini a compiere gli interventi, perché il reddito delle singole famiglie è incapiente in rapporto alla entità della prevista detrazione fiscale del 65% della spesa, pur diluita in 10 anni.

L’idea dunque allo studio prevede la formazione di operatori che siano in grado, a seguito dell’intervento di efficientamento (attraverso un meccanismo finanziario analogo alla cartolarizzazione) di sostituirsi al singolo condomino nel pagamento della spesa per il riscaldamento, per un determinato arco temporale.

“Insomma”, prova ad esemplificare Colombo Clerici, “la detraibilità avverrebbe, non sul piano fiscale, bensì sul piano dei costi di funzionamento dell’impianto, dai quali il condomino verrebbe sollevato”.

Foto: il Viceministro dell’economia Enrico Morando con Achille Colombo Clerici

Enrico Morando con Achille Colombo Clerici

 

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia
Milano

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Incontro tra il Console generale di Svizzera a Milano Fèlix Baumann e il Presidente di  Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia.

COLOMBO CLERICI: IL NOSTRO CONTRIBUTO PER AVVIARE IL PROGETTO

“Alla soddisfazione della Svizzera e dell’Italia aggiungo la felicità di Assoedilizia e mia personale per il completamento della galleria ferroviaria del Gottardo” ha detto il presidente Achille Colombo Clerici incontrando il Console generale di Svizzera a Milano Fèlix Baumann in occasione della rassegna cinematografica “Gottardo, un mito per il futuro”.

Aggiungendo: “La mia attenzione ai rapporti con il confinante paese Elvetico data da lungo tempo. Nel 1991 fondavamo, con gli amici Ambasciatore Salvatore Zotta, Franco Masoni Fontana, Paolo Grandi, ed un gruppo di cofondatori svizzeri ed italiani, l’Associazione italo-svizzera Carlo Cattaneo di Lugano e nel 1995/96 fummo tra i primi,  con Assoedilizia, a portare la questione di AlpTransit all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, organizzando una serie di dibattiti e di incontri ministeriali con il nostro Governo.
“La nostra azione contribuì a dare l’idea agli svizzeri dell’interesse che in Italia sussisteva circa la linea ferroviaria del Gottardo.
Ciò permise agli Svizzeri Ticinesi di riuscire a superare il voto della Camera Bassa che, in un primo momento, aveva privilegiato la linea del Loetschberg a scapito proprio del Gottardo”.

Analogo messaggio è stato inviato da Colombo Clerici all’Ambasciatore d’ Italia a Berna Marco Del Pianta Ridolfi dopo l’invito a presenziare nella capitale elvetica alla celebrazione della Festa della Repubblica Italiana.

Con una lunghezza record di 57,1 km, la galleria di base del San Gottardo, la più lunga al mondo, che viene inaugurata il prossimo primo giugno è l’elemento centrale della Nuova Ferrovia Transalpina (NFTA) ed è il cuore del corridoio Rotterdam-Genova che unisce il Mare del Nord al Mediterraneo.

Con quest’opera di eccezionale portata, simbolo di valori svizzeri quali l’innovazione, la precisione e l’affidabilità, la Svizzera fornisce un contributo essenziale all’infrastruttura dei trasporti europea. La messa in servizio commerciale della galleria di base da parte delle Ferrovie federali svizzere è prevista per l’11 dicembre 2016.

Per festeggiare l’evento sono in programma, in Svizzera e a Milano, numerosi eventi. La rassegna cinematografica è uno di questi: perché treno e cinema vivono in felice comunione dal matrimonio del 1895, con il famoso cortometraggio dei fratelli Lumière che documenta  l’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat.  Quindi, con felice anche se logica intuizione, Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con il Consolato generale di Svizzera a Milano, ha deciso di realizzare una rassegna dedicata al tema dei treni nel cinema e una mostra-installazione nel foyer di Spazio Oberdan a Milano.

Alla presentazione della rassegna, che durerà fino al 6 giugno, aperta dalla proiezione de “Il vetturale del San Gottardo”, copia restaurata del film del 1942 di Ivo Illuminati e Hans Hinrich, erano  presenti, oltre a Baumann e Colombo Clerici,  la vice Console generale  Canton, il Direttore della Fondazione Cineteca Italia Matteo Pavesi e, tra le personalità invitate, Piero Bassetti già presidente della Regione Lombardia e Fabrizio Rindi, per anni presidente della Camera di Commercio Svizzera a Milano ed attuale presidente di Kairos Julius Baer.

Foto:
– Achille Colombo Clerici con il Console Fèlix Baumann
– da sin. Fèlix Baumann, Piero Bassetti, Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici con Fèlix Baumann

Fèlix Baumann, Piero Bassetti, Achille Colombo Clerici

– Achille Colombo Clerici con Piero Bassetti
Achille Colombo Clerici con Piero Bassetti