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Il presidente del Consiglio di Stato alla Università Statale di Milano dopo decenni.

LA MINISTRA MADIA: UNO STATO PIU’ MODERNO AL SERVIZIO DEI CITTADINI

Il ministro della Semplificazione e della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha partecipato in video collegamento a un seminario – moltissimi i partecipanti –  dedicato alla riforma della pubblica amministrazione e ai suoi decreti attuativi, organizzato dall’Università degli Studi di Milano.

Al convegno, svoltosi il 26 febbraio 2016, hanno tenuto relazioni il presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno, che ha coordinato i lavori, e qualificati docenti e studiosi di diritto amministrativo dell’ateneo tra i quali Marilisa D’Amico, Erminio Ferrari, Diana Urania Galetta, Guido Greco e Maria Alessandra Sandulli.

Lo workshop è stato patrocinato dall’Associazione Italiana Costituzionalisti e dall’Associazione italiana dei professori di diritto amministrativo, ed è stato aperto dai saluti istituzionali del rettore Gianluca Vago, della professoressa Nerina Boschiero e del direttore del dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale, Lorenza Violini.

Il dialogo aperto con il mondo della ricerca e dell’università, soprattutto in una fase in cui la riforma ha iniziato il proprio percorso attuativo, rappresenta uno strumento fondamentale di stimolo e miglioramento per il lavoro del governo.

La Ministra Madia in apertura ha sottolineato la centralità di questa riforma per il rinnovamento dello Stato, una riforma fatta per consegnare ai cittadini uno Stato più semplice, più trasparente e meno costoso.
Il Presidente del Consiglio di Stato Pajno ha inquadrato questa complessa e ampia riforma nel lungo percorso riformatore della amministrazione pubblica, iniziato circa venti anni fa con le riforme Bassanini. Il Presidente ha elogiato questa riforma e ha ricordato come tutti i cambiamenti importanti richiedano coraggio.

“Quello della riforma della pubblica amministrazione – ha detto – è nella nostra storia un problema risalente.

Solamente dal secondo Dopoguerra in poi si registrano numerose commissioni tecnico-parlamentari diverse che se ne sono occupate redigendo una serie di rapporti.

Si tratta di un riforma fondamentale per il nostro Paese poiché è volta a rendere l’Italia competitiva rispetto a paesi che hanno una diversa velocità rispetto alla nostra.”

Il Professori di Diritto amministrativo, Alessandra Sandulli, Guido Greco, Erminio Ferrari e Diana Galetta si sono concentrati su aspetti specifici, dal decreto attuativo della trasparenza, a quello sui servizi pubblici locali, sottolineando gli aspetti positivi e le criticità.

Ha concluso i lavori la Prof.ssa Marilisa D’amico che ha illustrato i contenuti molto ampi della riforma, sottolineando il legame molto stretto con la riforma costituzionale in via di approvazione, nella quale, in particolare, l’art. 97 della Costituzione verrà arricchito dell’inserimento del principio di trasparenza, essenziale per la nostra democrazia, a cui si ispira la riforma Madia.

Presenti, con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e Pierluigi Mantini, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, molti giuristi amministrativisti.

Foto: da sin. Alessandro Pajno, Marilisa D’Amico, Achille Colombo Clerici

da sin. Alessandro Pajno, Marilisa D'Amico, Achille Colombo Clerici

Il drammatico dato che registra il calo delle nascite nel nostro Paese – 488.000 nel 2015 – rappresenta il minimo storico dalla nascita dello Stato Italiano; il rapporto nascite-decessi vede gli ultimi prevalere sui primi sin dal 2002. Se i residenti in Italia sono comunque aumentati fino a sfiorare i 61 milioni, lo si deve alle immigrazioni. Ma nel 2015 si sono sommati quattro fattori negativi: crollo della natalità, aumento della mortalità (oltre 650.000 unità lo scorso anno, un record che ci riporta alle due guerre mondiali), drastico calo dell’immigrazione (20-30.000 nel 2015, un decimo degli anni precedenti) e fuga all’estero dei più qualificati.

Il dato più rilevante resta la denatalità. Meno figli e più tardi (l’età media delle donne al momento del parto è salita a 31,6 anni). Perché?

Una buona parte di responsabilità spetta all’assenza di una incisiva politica per la famiglia che, in particolare, aiuti le madri che lavorano con asili nido gratuiti, contributi economici per ogni figlio e quant’altro. E quale esempio viene portata la Francia, prima in Europa in assistenza alla natalità con una spesa pari al 5% del Pil e prima anche per natalità tra i Paesi avanzati. Ma questo non spiega perché la Germania, che in Europa è leader per economia e welfare, resti un nano a livello demografico.

La causa principale va cercata quindi nella defamilirizzazione. La famiglia sta gradatamente venendo meno al suo ruolo storico nella società e quindi nell’economia. Questa crisi è accompagnata parallelamente dall’ affermazione dell’individuo e della comunità che, sul piano sociale, fanno da contraltare alla famiglia.  Prova ne sia l’aumento del volontariato nei diversi campi, dalla cultura al tempo libero, alla solidarietà ed al welfare.

E’ un processo parallelo che va messo in correlazione con la tendenza dell’individuo a relazionarsi con la comunità, con la collettività invece che con il nucleo familiare. Inoltre, non si vive pensando alla famiglia o ai figli ma a se stessi, al successo nel lavoro. I figli vengono sostituiti dai viaggi, dalla vita di relazione, che si fa più edonistica. Si cerca di realizzare se stesso in quanto individuo, a prescindere dalla famiglia.  E, per concludere, domina l’incertezza tipica della società liquida. E i giovani non si sposano più.

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Celebrato il 70° Anniversario della fondazione di Caam-Fimaa, agenti d’affari in mediazione, con la partecipazione del mondo immobiliare

QUANDO, CORREVA IL 1945, IL CONTRATTO DI COMPRAVENDITA ERA UNA STRETTA DI MANO

CAAM/FIMAA Milano Monza & Brianza ha celebrato i suoi primi 70 anni di economia, storia, cultura, mercato e sviluppo nel moderno complesso che ha preso il posto dell’ex Polo Alfa Romeo di Arese. All’evento, ottimamente organizzato, era presente il mondo immobiliare milanese che rappresenta il mercato più consistente d’Italia. Con l’attuale presidente Vincenzo Albanese, presenti e invitati figure storiche quali Lossa, Poletti, Maggi, Storchi, Danielli, il presidente nazionale Santino Taverna, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e di Ance Claudio De Albertis, l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano Carmela Rozza, il presidente di Aspesi Federico Filippo Oriana. E’ la più antica e la più importante associazione degli Agenti d’ Affari in Mediazione delle Province di Milano e Monza Brianza. La sua storia comincia a Milano il 30 maggio 1945, la sede operativa era in Galleria, all’Ottagono, presso uno dei pochi telefoni pubblici in funzione, e la trattativa tra venditore e compratore era conclusa da una stretta di mano, il logo che accompagna Caam da allora ad oggi. La città era stata liberata da appena un mese e la gente aveva una gran voglia di ricominciare. Dimenticare gli orrori della guerra non era possibile, ma nell’animo di tutti c’era voglia e necessità di ricostruire. Per far ripartire la produzione e quindi i consumi era necessario dare lavoro e case alle migliaia di sfollati. E bisognava fare in fretta per offrire all’enorme richiesta operatori seri e professionali, garantendo in qualche modo di controllare e di calmierare il mercato. Erano i tempi della “borsa nera”, un mercato parallelo che speculava cinicamente sui bisogni primari della popolazione.

Da allora di strada il CAAM ne ha fatta tanta (la prima grande tappa risale al 1958, quando diede un forte contributo alla FIMAA, neonata Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari), come hanno ricordato filmati e fotografie e riproduzioni di storici documenti. Il mediatore si è specializzato: la distribuzione commerciale è profondamente mutata e gli agenti d’affari in mediazione hanno trovato una loro precisa collocazione in settori di specializzazione diversi, dando vita alla mediazione oltre che merceologica, anche aziendale, dei servizi vari e soprattutto a quella immobiliare e creditizia.

Rappresenta oltre 2000 imprese della mediazione immobiliare, creditizia, aziendale e merceologica, con più di 5000 operatori sul territorio. Aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia. È la più numerosa Associazione provinciale di FIMAA ITALIA.  Partecipa a tutti i tavoli istituzionali del settore: Commissioni Regionali, Provinciali, Comunali e Camerali, Piano Casa, Edilizia, Efficienza Energetica, Consulta Interprofessionale, USI, Regolazione Mercato, Formazione, Distretti Urbani del Commercio e altro.
Dal 2001 applica un Codice di Autodisciplina – primo esempio in Italia del mondo associativo – nato da un progetto della CCIAA di Milano, che regolamenta il comportamento degli associati (tra colleghi, con i consumatori e con i propri collaboratori e dipendenti): ha al proprio interno una Commissione Vertenze per dirimere le questioni sorte tra clienti ed associati, mentre il Collegio dei Probiviri gestisce il rapporto tra associati.

Come sottolineato dagli interventi che si sono succeduti (Albanese, Sangalli, De Albertis) il 2016 rappresenta un anno di sfida tra stagnazione e ripresa. I segnali degli ultimi mesi non inducono all’ottimismo, è urgente ridurre la spesa pubblica e la tassazione.

Ma se la figura professionale del mediatore si è evoluta nel tempo, lo spirito che portò alla nascita del Collegio è ancora lo stesso e non è mai stato tradito: tutelare la categoria e soprattutto i propri associati dando loro servizi e mezzi di crescita professionale. Che si traduce in un migliore servizio ai cittadini utenti.

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AMICI  DI  MILANO
Associazione

 

In ricordo di Umberto Eco, il presidente di Amici di Milano Achille Colombo Clerici

“Umberto Eco in Russia per la prima e ultima volta.”
di Antonio Armano

“La piazza Rossa di notte, un Suv da mafiosi e la gente che si accalcava appendendosi alla finestra… Eco nella Russia ribollente e selvaggia degli anni ’90”.

Traduco alla buona dal sito russo m24.ru dove ricordano lo scrittore con una intervista alla sua traduttrice storica, Elena Kostjukovič. Elena racconta la prima volta di Eco anzi Eko a Mosca e San Pietroburgo nel 1998.

“Conferenze affollate ma anche strani incontri e un vento che voleva staccargli la testa. Non sarebbe mai più tornato”.

Elena Kostjukovič
Traduzione dal russo di Antonio Armano

“Posso solo dire che è venuto qui nel 1998. Allora in Russia lo amavano molto, ho avvertito una simpatia e un interesse incredibile. Siamo atterrati a Mosca, ho cercato di ottenere il sostegno degli italiani, ma non volevano alzare un dito per la visita di Eco in Russia. E qui l’editore era molto povero, non aveva abbastanza soldi per far venire il professore. Dunque ho comprato i biglietti con i miei soldi, anche se erano cari. Ma non potevamo permettere che Eco pagasse di tasca sua.
Volavamo in seconda classe, in economica. Prima di salire sull’aereo è passato Luigi Colombo, capo della filiale dell’Aeroflot in Italia. Prima del volo, controlla sempre la sala e autorizza di persona ogni aereo. Ci ha guardati e ha detto: “Che cosa fa il professor Eco in economy? Abbiamo la business class vuota, vi chiediamo di cambiare posto”.

Abbiamo volato in quattro: Eco con la moglie, un’altra persona e io.
Così tutti e quattro siamo andati in prima classe.
Gli altri passeggeri hanno visto che volavano con Eco, e hanno cominciato ad applaudire. Sullo stesso volo c’era una compagnia molto colorita, apparentemente un gruppo mafioso meridionale da film comico, tipi loschi che giocavano a carte tra di loro. Non ho potuto resistere e ho detto a Eco: “Sa, tra banditi in Russia c’è questa tradizione – a volte scommettono sulla vita di qualcuno. E se perdono lo ammazzano, di solito il più grasso”.

Il professore ha chiesto se stavo scherzando, e ho dovuto rispondergli: “Li guardi, pensa che io stia scherzando?” (Ride).
Siamo venuti qui e la Fiat ci ha dato una Žiguli, sesta serie, senza autista. Ma poi ho trovato degli amici, che a quel tempo erano nel business, e ci hanno dato un Suv da banditi, con i vetri oscurati, sul quale scorrazzavamo. È stato fantastico!

Lui vedeva diverse cose e si spaventata. Il paese gli sembrava sorprendentemente contraddittorio. Gli spettacoli si sono svolti con un’affluenza insolitamente grande, la gente si appendeva alle finestre.

A San Pietroburgo, per arrivare al salone, è stata necessaria la polizia a cavallo. In quell’ occasione mi ha detto: “Posto molto strano, ho molta paura, terribile, soffocante, duro”. E ha chiesto ancora a Mosca quando saremmo andati sulla Piazza Rossa. Ma il programma era stretto e non lo prevedeva.
Alla fine ci siamo andati di notte. Poi per tutto il tempo lo ha ricordato, quanto è stato meraviglioso. E ancora quando eravamo sulla piazza Rossa in piena oscurità, con le stelle del Cremlino illuminate, il professore guardava con occhi sgranati, perché gli piaceva terribilmente.
Allora ha detto che la terra qui è davvero rotonda: “Lo sapevo, ma non ci potevo credere”.

Eco voleva passare qualche giorno in più a Mosca, ma dovevamo prendere il volo per San Pietroburgo, e quindi via al galoppo. A San Pietroburgo un vento selvaggio che staccava letteralmente la testa dal collo ha fatto volare via il cappello del professore. E anche questo lo ha messo a dura prova. Ecco l’impressione che ha avuto Eco della Russia. E non ha più voluto venire”.

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Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello pres. Camera Commercio Italo Russa e con Gian Galeazzo Biazzi Vergani del Giornale
Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello pres. Camera Commercio Italo Russa e con Gian Galeazzo Biazzi Vergani del Giornale

Colombo Clerici con il Console Generale di Russia Alexandre Nurizade e Stefano Simontacchi
Colombo Clerici con il Console Generale di Russia Alexandre Nurizade e Stefano Simontacchi

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
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In occasione della Giornata Internazionale della Donna

IL PREMIO FIDAPA BPW ITALIA A CINQUE DONNE LOMBARDE ESEMPI DI IMPEGNO CIVILE

FIDAPA BPW ITALY, associazione nata per fare emergere e valorizzare i ruoli di tante donne, che possono rappresentare una risorsa ancora pressoché inesplorata per il nostro Paese in tutti i settori, ha assegnato cinque riconoscimenti ad altrettante donne lombarde che hanno contribuito a rendere migliore la vita della comunità, elevando il prestigio di Milano. Donne che si sono distinte per il loro impegno nel sociale, nell’imprenditoria, nella cultura e nell’attività educativa, nella scienza e nella salute pubblica.

La cerimonia Premio Donna 2016, giunta alla quinta edizione, patrocinata dal Comune di Milano, si svolge mercoledì 24 febbraio in Sala Alessi di Palazzo Marino. Questo il programma:

Ore 10:30,
apertura di Alga Rossi Presidente sezione Milano – Distretto Nord Ovest FIDAPA – BPW ITALY;

saluti dei vertici associativi:
-Catherine Bossahart,  Segretaria Esecutiva della BPW International; -Luisa Monini,  Responsabile BPW International della Commissione Salute;
– Eufemia Ippolito, Rappresentante della BPW International presso il Consiglio d’Europa;
– Leda Mantovani, Presidente Distretto Nord Ovest.

Le premiate sono:
– Giovanna Burkardt per il lavoro svolto da anni in aiuto e difesa dei minori con l’Associazione C.A.M;
– Raffaella Cassola rappresenta, come genitore, il ruolo svolto dalla famiglia all’interno del progetto educativo in collaborazione con la scuola ed il territorio;
– Daniela Girardi Javarone per il suo incessante impegno alla diffusione della cultura sul territorio, in particolare con gli Amici della Lirica e per il suo impegno come madrina dei City Angels;
– Antonella Pari per l’impegno nel gestire,come Preside, con equilibrio e passione, un complesso scolastico quale l’Istituto professionale Amerigo Vespucci;
– Livia Samaestri Ricci, alla memoria, per la sua opera di divulgazione dei valori umani e sociali attraverso l’ Associazione FIDAPA-BPW Italy di cui è stata Presidente italiana ed unica italiana ad aver ricoperto il ruolo di Presidente Internazionale.

– Conclusioni di Catherine Bossahart.

Durante la manifestazione vi sarà l’esecuzione di un medley di canzoni dedicate alle donne dalle donne con il finale dedicato alla città di Milano eseguite a cura di Antonio Vacher, Marianna Cocola e Cristina Miculi del gruppo “Amici della musica”: “I TOSAN DE MILAN” di D’Anzi-Bracchi, “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, “Minuetto” di Mia Martini, “Rose Spezzate” di Anna Tatangelo e Sigla finale “MADONNINA” di G. D’Anzi.

FIDAPA nasce 85 anni fa dall’unione delle sezioni Milano, Roma e Napoli ed ha come prima Presidente Nazionale Angela Cozzi Bersani. La BPW International nasce nello stesso anno, la sua fondatrice è Lena Madesin Phillips e l’Italia è fra le nazioni fondatrici; si tratta di un’organizzazione dinamica e potente d’importanza mondale.

E’ articolata in circa 300 sezioni distribuite su tutto il territorio nazionale, raggruppate in 7 Distretti con circa 11.000 socie.

La FIDAPA-BPW International gode di Status Consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e presso l’UNESCO, l’UNICEF, l’Ufficio Internazionale del Lavoro, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Lavora in stretto contatto con la Commissione per i Diritti Umani e la Commissione per lo Statuto delle Donne, la FAO, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura, il Consiglio d’Europa ed altre agenzie specializzate.

Foto d’archivio:
– Achille Colombo Clerici Presidente di IEA con il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia

Achille Colombo Clerici con Giuliano Pisapia

 

Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute
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Coordinato presso l’Università degli Studi di Milano dalla Prof.ssa Marilisa D’Amico

CORSO DI PERFEZIONAMENTO SU MERITO E PARITA’ DI GENERE dedicato specificamente alle società partecipate dalla pubblica amministrazione

Sono aperte le iscrizioni al Corso di perfezionamento in “Merito e parità di genere nella corporate governance delle società partecipate dalla pubblica amministrazione”, coordinato presso l’Università degli Studi di Milano dalla Prof.ssa Marilisa D’Amico. Le iscrizioni sono aperte sino al 9 marzo.

Il percorso formativo proposto, della durata di 34 ore, si svolgerà dal 13 aprile al 27 maggio 2016, ed ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, dell’Ordine degli Avvocati di Milano, del Cpo del medesimo Ordine, nonché dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti contabili.

Il corso, già alla sua quarta edizione, ha preso le mosse dall’approvazione della legge n. 120 del 2011, che ha imposto il rispetto del riequilibrio di genere negli organi societari. L’obiettivo è però più ampio, volendo il corso contribuire alla formazione delle future figure professionali (donne, ma ovviamente anche uomini) che ambiscano ad entrare a far parte degli organi di governo delle società, ma più in generale di quanti, in possesso di laurea, siano interessati ad approfondire questa importante tematica.

Il Corso sarà specificamente dedicato alle società partecipate dalla pubblica amministrazione – ambito particolarmente importante e delicato, sovente al centro del dibattito pubblico e di aggiornamenti normativi -con un focus sulle regole che governano le nomine delle società e degli enti partecipati dal Comune di Milano, da Regione Lombardia, ma anche di livello nazionale.

Sia l’Ordine degli Avvocati di Milano sia l’Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili hanno riconosciuto crediti formativi per la frequenza al corso.

Tutte le informazioni sul programma delle lezioni, sulla quota di partecipazione e le modalità di iscrizione sono reperibili al sito

http://secureweb.cisco.com/1Ctka_u1DPcqQfR0wtDegizKBU0Ot7WE19-ISNMoCsP70pc0qNZ-3I-QMirFsHwtGKV5-5Cyst5GP4Z27b91xyP4fZ0xSX_4dpcQ7zjnvHKmD1tLvyDt7cLBv0EdkIrcJQEueygyfY8EYUBUryKsL2-8b2t2DkXqvkP04S9EDdiRI7lXwhA2mNPwHMe7JsxhpqkpaVdqtLTc8LwGMOMX45Q/http%3A%2F%2Fwww.corporategovernance.unimi.it.

Università degli Studi di Milano – Corsi di perfezionamento

Foto archivio: Marilisa D’Amico con Achille Colombo Clerici e Luciano Violante

con Luciano Violante e Marilisa D'Amico

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All’incontro, organizzato dal senatore Franco Mirabelli invitato il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

SALA AL MONDO DELLE COOPERATIVE, LE COSE DA FARE

Incontro del candidato Sindaco Beppe Sala con il mondo delle cooperative milanesi di costruzione – tra queste le più importanti d’Italia – organizzato dal senatore Pd Franco Mirabelli.

All’incontro, avvenuto presso il Teatro della Cooperativa nel quartiere di Niguarda, hanno partecipato numerosi operatori del settore e personalità della società civile e politica quali il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e l’assessore comunale all’Area Metropolitana Daniela Benelli.

E proprio la Grande Milano è stato uno dei temi trattati da Sala il quale ha rilevato come possa svolgere un ruolo competitivo con le altre grandi città europee una conurbazione di oltre 3 milioni di abitanti che produce un settimo del Pil nazionale, è il più grande centro culturale del Paese ed è all’avanguardia in molti settori, dalla moda alla finanza alla ricerca.

Giuseppe Sala ha colto l’occasione per comunicare l’incontro con il ministro alle Infrastrutture Graziano Del Rio per lo sblocco delle aree dei sette scali ferroviari milanesi e del recupero di importanti beni demaniali. All’inizio dell’intervento una breve biografia e un cenno alla sua avventura in Expo “incarico accettato quando altri ne rifuggivano” e la più che positiva conclusione dell’evento per Milano e per il Paese.

Ovviamente in primo piano il tema casa e l’indispensabile sostegno amministrativo alle cooperative, grande realtà milanese, impegnate da sempre ad offrire abitazioni dignitose ed a prezzi accessibili alle famiglie.

Intervenuti, come relatori, Silvio Ostoni, presidente di Abitare, le cui origini risalgono al 1894; Luciano Caffini, presidente di Legacoop Lombardia; Alessandro Maggioni, presidente nazionale di Federabitazione – Confcooperative.

Alle loro osservazioni e proposte Sala ha risposto assicurando un nuovo incontro, questa volta non di semplice presentazione, ma per stabilire in comune le cose da fare.

Foto: Giuseppe Sala con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Giuseppe Sala e Achille Colombo Clerici

 

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A Milano convegno di Logos alla sala del Grechetto, palazzo Biblioteca Sormani, con la partecipazione di Matteo Salvini

LE MOLTE PROPOSTE PER LA CAPITALE DEL SUD EUROPA

“Quello che mi preoccupa di più non sono i dati economici negativi, l’insicurezza, la mancanza del lavoro, ma la crisi demografica del Paese: più morti e meno nati italiani.
Tra poco le nostre città saranno occupate da persone che non hanno le nostre radici”. E per incentivare le famiglie alla nascita di bambini propone provocatoriamente, asili nido gratuiti da finanziare con le tasse – calcolate in 1.200 milioni di euro – provenienti dalla prostituzione legalizzata.

E’ l’esordio di Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, al convegno “Una Milano competitiva” organizzato nel capoluogo lombardo da Logos, la rivista diretta da Giuseppe Valditara, già senatore, ordinario di diritto romano a Torino e storico, con la finalità di contribuire al dibattito politico culturale per un nuovo modello di società: del comitato scientifico fanno parte  esponenti del mondo accademico e professionale tra cui una settantina di professori universitari, magistrati, imprenditori, avvocati, professionisti.

Critico nei confronti di governo, Unione Europea, amministrazione comunale milanese, Rai, Salvini ha esaltato il ruolo di Milano “città solidale, moderna, efficiente e accogliente nei limiti del possibile come afferma anche il catechismo” città del fare che merita una maggiore autonomia rispetto ai vincoli nazionali.

Con riferimento al progetto per la città universitaria nell’area dell’ex Expo sarebbero sufficienti le competenze operanti in città senza ricorrere ai tecnologi di Genova, Torino e Trento. Ed ha concluso: “Mi piacerebbe correre per il ruolo di sindaco di Milano, ma sono impegnato nella politica nazionale: farò il capolista della Lega. Domani chissà”.

Al convegno ha presenziato il presidente di Assoedilizia e di IEA Europasia Achille Colombo Clerici.

Secondo Valditara (tema Le prospettive milanesi) Milano, che anticipa il futuro, ha scelto da sempre il proprio destino: dal vescovo Ambrogio alla Lega dei Comuni, all’essere una delle principali città mitteleuropee. Oggi il suo destino è quello di capitale del Sud Europa. Giocano a suo favore l’essere un importante nodo ferroviario (ancora di più dopo l’entrata in funzione di AlpTransit, in previsione dell’asse ferroviario europeo Genova-Rotterdam), autostradale, telematico, universitario, della ricerca, della moda e design, della finanza: “Se il rapporto spesa pubblica-abitante di Milano e della Lombardia fosse applicato all’intero Paese, risparmieremo 83 miliardi”. Qui dovrebbero trasferirsi Consob e Banca d’Italia. E Giampio Bracchi, ex presidente della Fondazione Politecnico Milano intervenuto sul tema Scenari per la crescita di Milano, ha sostenuto che il ruolo degli amministratori dovrebbe essere quello di mettere in rete le eccellenze della città.

Il panel dei relatori: tra i “politici” Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera e Davide Boni, segretario provinciale. Tra i “tecnici” Claudio Fazzini, professore di Sistemi urbani al Politecnico di Milano (Il riassetto della nuova città); Roberto Brustia, partner Cba, studio legale e finanziario di Milano (Come finanziare lo sviluppo); Luca Antonini, professore di Diritto costituzionale, Università di Padova (Il Comune al servizio dello sviluppo); Stefano Cordero di Montezemolo, professore Business administration, Università di Firenze (La nuova città dei servizi); Costante Persiani, già Direttore generale di Confcommercio Milano (Il rilancio del commercio).

Foto:

– Matteo Salvini con il presidente Achille Colombo Clerici
– Giuseppe Valditara con Colombo Clerici

Matteo Salvini con Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Giuseppe Valditara (2)

A s s o c i a z i o n e
AMICI DI MILANO
1997
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Decisione di Diocesi e Comune di Milano in rappresentanza della città tutta

VIA ARCIVESCOVADO DIVENTA VIA CARLO MARIA MARTINI

La Diocesi e il Comune di Milano intitolano al Cardinale Carlo Maria Martini l’attuale via dell’Arcivescovado.

“Il Cardinale Carlo Maria Martini – lo ricorda il presidente di Assoedilizia e di AMICI DI MILANO Achille Colombo Clerici – è  già nella storia di Milano e la sua figura richiama quella di altri illustri predecessori, da Sant’Ambrogio a San Carlo Borromeo. In ventitré anni di guida morale e spirituale, e non solo, della più grande diocesi del mondo si è conquistato la stima profonda, la sincera ammirazione e il grande affetto di credenti e non credenti.

“Nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di poterlo incontrare in parecchie occasioni e di conoscerlo, credo in modo più autentico, al di là di una conoscenza superficiale e casuale. Conservo di lui un ricco epistolario. Mi ha nominato, nei primi anni ottanta, componente il Consiglio Pastorale della Diocesi di Milano.  Godeva di un seguito generale ed incondizionato: tali erano la sua autorevolezza ed il suo carisma. La sua figura austera e ieratica accentuava queste qualità. Come nel rapporto con Dio, altrettanto rigoroso era nel rapporto con l’uomo. Capacità ed inclinazione all’ascolto, alla comprensione, al dialogo. Anche di fronte alle istanze più impellenti presentate dalla vita moderna cercava di cogliere le ragioni di ciascuna posizione per tentare la via di possibili soluzioni.  Ha giganteggiato negli anni più difficili della storia di Milano: gli anni della traumatica trasformazione da capitale industriale a capitale del terziario; da capitale dell’integrazione e dell’accoglienza a capitale della paura e del terrorismo; da capitale morale a capitale della corruzione; rappresentando sempre un punto di riferimento, un approdo sicuro. Per questa sua dedizione Milano gli deve riconoscenza. L’evento di domenica ne è una riprova”.

Fu Martini a destinare “ai più sprovveduti” l’eredità di Angelo Abriani, a coinvolgere il Comune nella nascita della Fondazione Casa della carità e a nominare don Virginio Colmegna presidente: “La Casa della carità – afferma don Colmegna – deve tutto a Carlo Maria Martini. Per questo ogni giorno cerchiamo di far rivivere il suo messaggio nel lavoro e nel modo di essere della Fondazione: luogo di ospitalità, di gratuità, di sapienza e, come amava dire lui stesso, di eccedenza della carità”.

Foto:
– Colombo Clerici con cardinale Carlo Maria Martini

Colombo Clerici con Cardinale Martini

In Italia il credito alle imprese dipende, almeno per l’80%, dal sistema bancario in quanto storicamente i nostri imprenditori hanno fatto scarso ricorso alla Borsa e, soprattutto se medio piccoli, hanno mostrato poca attitudine a rivolgersi al mercato.
La lunghissima crisi, che soltanto ora sembra giunta alla fine con i primi cenni di una timida ripresa, ha caricato sulle banche crediti sconvenienti – i cosiddetti non performing loans.  Gravate da questo peso, esse stentano a concedere finanziamenti e conseguentemente non aiutano lo sviluppo e la ripresa. Il settore immobiliare è tra i più colpiti.
Ci si chiede perché a suo tempo, quando era ancora possibile, non sia stato chiesto il sostegno europeo, come è avvenuto in molti Paesi, e non sia stata istituita la bad bank. Finalità principale della stessa dovrebbe essere quella di mantenere (attraverso un deleveraging pilotato), in capo alla banca che cede i crediti deteriorati, il plusvalore o parte di esso derivante da un recupero ottimale dei crediti stessi. E al medesimo tempo liberare risorse finanziarie oggi non disponibili per l’attività istituzionale corrente.
L’istituzione della bad bank in Italia rappresenta un nuovo corso per l’attivitaà bancaria. In questa ottica, se la banca cattiva verrà realizzata secondo questi principi, dovrebbe esservi una maggiore possibilità per il sistema bancario di erogazione dei mutui fondiari che oggi sono molto ridotti.
Ciò andrebbe ovviamente a favore di una ripresa del mercato immobiliare.
In Italia la crescita è inferiore alla media europea con volumi in aumento, ma prezzi ancora in discesa, mentre le licenze per nuove costruzioni hanno toccato il livello del 1936.

Permangono ovviamente altri fattori limitanti. Tra questi l’eccessivo onere fiscale per gli immobili da mettere a reddito, che agli investitori nel residenziale non rendono al netto l’1,5%. Tanto che nessun investitore vi fa affidamento; anche perché in questi ultimi tempi il valore degli immobili è costantemente sceso fino a perdere oltre il 25%. Così gli italiani comprano all’estero, credendo di fare affari: nel 2015 circa 50.000 unità abitative.

Achille Colombo Clerici Panettone d'oro 2016