A s s o e d i l i z i a

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

INQUINAMENTO DELL’ARIA, GLI IMPEGNI DEI PROPRIETARI IMMOBILIARI PER CONTENERLO

Inquinamento atmosferico. Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia che rappresenta i proprietari immobiliari dichiara:

“Da anni ed anni i proprietari immobiliari milanesi sono impegnati ad ottemperare a norme di leggi regionali e ad ordinanze comunali che hanno via via imposto:

– il cambio dei bruciatori delle caldaie pur perfettamente funzionanti, ma non rispondenti a parametri di efficienza fissati in modo apodittico con formule tecniche indecifrabili da parte del cittadino;

– lavori edilizi di adattamento dei locali caldaie conseguenti alle opere tecniche eseguite.

– l’installazione delle valvole di termoregolazione del riscaldamento, nonché di contabilizzazione del calore.

– la riduzione della temperatura a 19 gradi e dell’arco di riscaldamento giornaliera a 12 ore (misure straordinarie anti inquinamento)

Ora, si sentono dire che il maggior responsabile dell’inquinamento atmosferico continua ad essere il riscaldamento degli edifici, compresi quelli condominiali e corrono il rischio di dover ulteriormente abbassare la temperatura degli ambienti domestici  ‘colpevolizzati’ e di stare più al freddo.
Riteniamo che questa posizione, risulti frutto di un giudizio sommario e unilaterale e rappresenti una ‘via di comodo’ per la pubblica amministrazione.
C’è da fare molto ancora e di diverso, prima di colpevolizzare gli impianti condominiali: questi la loro parte l’hanno già fatta, ora si realizzi il resto.”

Possiamo ritenere che nelle aree metropolitane italiane, e Milano è tra queste, il principale responsabile dell’inquinamento da Pm10, sia altrove, non nell’uso degli impianti privati condominiali di riscaldamento: ma nella circolazione di veicoli inquinanti pubblici e privati, nel sollevamento delle polveri sottili in strade che non vengono lavate, negli impianti obsoleti pubblici.

Una buona parte dell’inquinamento prodotto dal traffico su gomma  è dovuto ad auto diesel di vecchio tipo, prive di filtro antiparticolato, la cui circolazione andrebbe vietata; e al fatto che le particelle prodotte dall’ usura dei freni e delle gomme si depositano sull’asfalto e vengono riportate nell’aria ad ogni passaggio di veicolo. Perciò, in assenza di pioggia, le strade andrebbero lavate.

Certo, il riscaldamento civile ha la sua parte di responsabilità nella produzione di smog: ma quasi la metà di questo è dovuta al riscaldamento a legna (camini, stufe, forni) che non sono certo utilizzati dai condomini.

I proprietari di casa nei condomini, hanno fatto sforzi economici considerevoli per ridurre l’inquinamento dell’aria.
Non la stessa cosa si può dire per molti edifici pubblici che utilizzano ancora oggi impianti di riscaldamento vetusti, addirittura caldaie ad olio combustibile.
E, mentre la gran parte delle famiglie ha obbedito all’ordinanza antismog del Comune che impone una temperatura massima di 19° e la riduzione a 12 ore del riscaldamento, in parecchi uffici, anche pubblici, si toccano i 23-24°.

Non ultima comunque, va sottolineata l’esigenza di un potenziamento generale del piano comunale di teleriscaldamento.

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V’è una parte degli economisti e degli operatori che, trattando il tema delle privatizzazioni delle imprese, cioè delle dismissioni degli asset rappresentati dalle aziende dello Stato e del parastato, si limita a darne un giudizio sul piano meramente economico, consistente nella valutazione dei termini commerciali in cui dette operazioni si sono risolte.

Ed il giudizio, ad eccezione di alcuni casi, è fondamentalmente e complessivamente positivo.
Queste aziende sono state alienate a condizioni sostanzialmente equilibrate tra ricavo e valore di mercato.

In poco più di vent’anni, la mano pubblica, per quanto concerne l’amministrazione centrale, ha proceduto a decine e decine di privatizzazioni; per un controvalore monetario di oltre 100 miliardi di euro, per le sole compiute dal 1992 al 2000.
Mentre in sede decentrata l’operazione, per motivi legati prevalentemente a interferenze del potere locale, non ha seguito lo stesso trend.

Si pone dunque la questione di un giudizio politico sulla validità di tale operazione nel suo complesso: alla fine di questo percorso il “pubblico” ne è uscito arricchito o impoverito?
La questione è socialmente rilevante visto che si trattava di beni della collettività costituititi prevalentemente a spese dei contribuenti.

Se vogliamo ricorrere ad un parallelismo possiamo considerare semplicisticamente che se una famiglia si induce a vendere l’argenteria lo fa sostanzialmente per tre ragioni: o per ridurre l’indebitamento complessivo, o per ridimensionare i costi correnti a carico dei singoli componenti, o per nuovi investimenti produttivi.

Per il pubblico questa ultima voce corrisponderebbe grosso modo alle nuove infrastrutture capaci di generare crescita economica.

Ebbene, se caliamo questa griglia di ragionamento sul caso che stiamo esaminando, possiamo osservare come negli ultimi 20 anni il debito pubblico sia cresciuto costantemente, la pressione fiscale, anche pro capite, sia aumentata in modo esponenziale, le nuove infrastrutture non abbiano inciso significativamente sulla nostra economia. Visto che da vent’ anni nel Paese non s’è vista una qualche particolare crescita economica, per usare un eufemismo.
D’altronde non riesco a vedere altri piani per la valutazione di un qualche beneficio.

Il giudizio a tal punto ognuno lo tragga da sé.

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Le analisi e le previsioni di Europasia e Cescat sulla stagione turistica in Italia

DOPO SETTE ANNI TORNA IL SEGNO PIU’, SOPRATTUTTO GRAZIE AD EXPO

Mentre si sta redigendo il bilancio della stagione turistica 2015, con un segno positivo più che buono dopo sette anni continui con segno negativo, Europasia e Cescat-Centro Studi casa ambiente e territorio di Assoedilizia elaborano i dati propri e quelli di altri ricercatori specializzati per prevedere l’andamento della stagione invernale 2015-2016.

Anche questa, contraddistinta dal segno più, sia pure non all’altezza dei risultati estivi.

La differenza è dovuta all’effetto Expo che nei mesi scorsi – oltre a fornire una vigorosa ripresa al turismo milanese –   ha contagiato le altre città d’Italia portando il turista a visitarle con l’occasione dell’Esposizione internazionale.

Nel 2015 l’Italia è risultata prima nella classifica dei Paesi europei con maggior incremento del numero delle camere occupate negli alberghi rispetto all’anno scorso (+ 6%) rispetto al +4% di Spagna, Olanda e Belgio. La Germania si è fermata a +2%, il Regno Unito a +1%. Stabili Grecia, Austria e Francia.

In Europa, Milano (+ 18 %) è davanti a Madrid (+6%), Lisbona, Barcellona e Berlino (+4%), superando Monaco, Vienna, Amsterdam, Londra e Roma (stabili)  e Parigi (in calo del 3%).

È stata Expo a trainare la crescita e i suoi effetti permangono anche dopo la chiusura.  Cresce l’immagine di Milano, cambia l’attrattività internazionale del turismo milanese.

Questi i principali fattori: la sua immagine rinnovata, le bellezze architettoniche vecchie e nuove, nonché le offerte culturali; ma anche il rito dell’happy hour, l’enogastronomia, lo shopping nel campo della moda e del lusso e la tradizione commerciale. I turisti hanno scoperto una città accessibile e ospitale, un luogo in cui tornare e da consigliare agli amici.

Raddoppia infatti l’attenzione su Milano per un viaggio nel periodo natalizio, era dell’1,3% lo scorso anno, di cui l’1,1% composto da turisti   italiani e l’1,6% da stranieri.

Effetto Expo in Lombardia.

L’occupazione delle camere d’albergo è cresciuta mediamente del 16%; a Monza +26%, a Varese +25%, Bergamo +6%, nell’area +11%. L’effetto-Expo si è positivamente riflesso anche su Torino, Bologna e Napoli (+8%), meno su Firenze e Venezia (+1%-2%). Effetti importanti se si considera che la Lombardia è all’avanguardia anche nel turismo: 55 mila imprese, 241 mila addetti, 10 miliardi di fatturato l’anno. A Milano 18 mila imprese, 117 mila addetti e un fatturato di 7 miliardi. Oltre 1.000 alberghi ed agenzie di viaggio e 16 mila ristoranti presenti sul territorio metropolitano con quasi 1 impresa del settore su 2 che ha sede a Milano città.

Il turismo italiano torna ad animare la stagione invernale. I settori più interessati   sono il turismo culturale e d’arte, seguito dal turismo fitness e benessere, dall’agriturismo e dal turismo montano.   In leggera ripresa anche il turismo d’affari e congressuale, dopo diverse stagioni improntate alla negatività, mentre si registra una stagnazione “fisiologica” per il turismo balneare e lacuale.

In leggera crescita anche il fatturato complessivo generato dal turismo nel nostro Paese, così come la propensione dei nostri connazionali a fare vacanza all’estero. Connazionali che sceglieranno mete vicine a casa, oppure coglieranno le offerte per destinazioni extraeuropee lontane dalle aree maggiormente a rischio, come Nord Africa e Medio Oriente.

Per quanto riguarda l’Italia, tra novembre 2015 e aprile 2016 gli arrivi e le presenze di turisti stranieri dovrebbero aumentare dell’1,9% rispetto alla passata stagione invernale. Nello stesso periodo, gli arrivi italiani dovrebbero crescere dell’1,5%, mentre le presenze dell’1,1% rispetto all’inverno scorso. Ripresa, seppur più contenuta, anche per il fatturato del turismo in Italia, intorno allo 0,7%.

La crescita economica risulta uno dei fattori motore di questa ripresa, in linea con quanto già evidenziatosi nell’estate scorsa. Aumentano infatti gli operatori che segnalano un miglioramento dell’economia reale, a livello sia internazionale sia italiano, e quindi una nuova voglia di fare vacanza, anche da parte di chi vi aveva rinunciato nella scorsa stagione invernale.

A ciò si associa, con riferimento ai turisti stranieri, la maggiore sicurezza dell’Italia rispetto ai potenziali concorrenti.
Riguardo ai turisti italiani si sottolinea un recupero della capacità di spesa dei nostri connazionali, anche se di tale spesa potrebbero beneficiare soprattutto le destinazioni estere, grazie ad aggressiva politiche promozionali e di prezzo.

Tra i principali paesi di origine dei turisti stranieri, saranno gli USA a far registrare il dinamismo più interessante, seguiti da Giappone, Germania, Regno Unito e Francia.

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Istituto Europa Asia IEA
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Informa

 

Alla Camera di Commercio convegno sul turismo in Italia ed a Milano dopo l’evento: un bilancio estremamente positivo

DAL SUCCESSO DI EXPO NUOVA STRATEGIA PER LO SVILUPPO DELLA CITTA’

Nel 2015 l’Italia risulta prima nella classifica dei Paesi europei con camere più occupate negli alberghi rispetto all’anno precedente (+ 6%). È stata la Milano di Expo a trainare la crescita (+18%), contagiando altre città d’Italia che il turista ha visitato con l’occasione di partecipare ad Expo.

Anche se i dati si basano esclusivamente sulle presenze alberghiere, emerge che si è finalmente chiuso il lungo periodo di crisi – durato sette anni – che ha visto sempre il segno negativo davanti al bilancio di questo settore fondamentale per l’economia nazionale.

Ora si tratta di non sperperare questa buona eredità.

Per questo si sono riuniti alla Camera di Commercio di Milano esperti, operatori, pubblici amministratori nel convegno “Turismo a Milano: quale futuro dopo Expo?” cui hanno partecipato, con il presidente Carlo Sangalli, Mauro Parolini, assessore regionale allo Sviluppo Economico; Franco D’Alfonso, assessore al Commercio e Turismo del Comune di Milano, Evelina Christillin, presidente Enit; Marco Malacrida, amministratore delegato Res Str Global; Manuela De Carlo, docente Iulm Milano; Giorgio Kirdinis, direttore Explora; Lorenzo Salvia, Corriere della Sera; Elena Vasco, segretario generale della Camera di Commercio di Milano.

Mentre la tavola rotonda, introdotta e moderata da Massimiliano Serati, docente alla Liuc Università Cattaneo di Legano, ha riunito Francesco Brunetti, presidente Gruppo Turismo Assolombarda, Francesco Conci chief executive officer Mico, Remo Eder imprenditore e consigliere turismo della Camera di Commercio di Milano, Andrea Jarach direttore e editore Where Milan, Vincenzo Mamoli segretario di Confartigianato Lombardia, Maurizio Naro, presidente Apam albergatori, Lino Stoppani, presidente Epam pubblici esercizi, Maurizio di Robilant, presidente della Fondazione Italia Patria della Bellezza.

Rafforzata l’immagine di Milano come meta turistica internazionale – i turisti stranieri le hanno assegnato un bell’8 in pagella – , ora bisogna puntare su cultura e grandi appuntamenti internazionali per l’estate 2016, passando dallo sport alla musica sino alle grandi mostre. Come la XXI Esposizione Internazionale dal titolo “’21st century. Design after Design’” che si estenderà oltre la sede storica della Triennale ad altre location, altrettanto prestigiose, che coinvolgeranno l’intera città e consentiranno un numero considerevole di partecipazioni e di declinazioni del tema a partire dalle più diverse radici culturali. Mentre è stato istituito, con la riconversione dalla precedente funzione di Explora, lo strumento che possa fare sistema e proporre iniziative comuni.

Naturalmente ci sono le ombre. Si va dalla iniziale diffusa convinzione, avallata da molti mezzi di comunicazione, che l’Esposizione internazionale si potesse trasformare in un mezzo fallimento, alla inadeguatezza della promozione in Italia e all’estero. E, quando le cose hanno cominciato a marciare, molti albergatori hanno alzato i prezzi invece di migliorare la qualità dell’offerta.
Restano comunque  i benefici del post Expo: cresce l’immagine di Milano, cambia l’attrattività internazionale del turismo milanese. Questi i principali fattori: la sua immagine rinnovata, le bellezze architettoniche e culturali ma anche il rito dell’aperitivo, lo shopping e il buon cibo. I turisti hanno scoperto una città accessibile e ospitale, un luogo in cui tornare e da consigliare agli amici. Raddoppia infatti l’attenzione su Milano per un viaggio nel periodo natalizio; lo scorso anno era nell’ordine dell’ 1,3% di cui l’1,1% di italiani e 1,6% di stranieri.

Effetto Expo in Lombardia. L’occupazione delle camere d’albergo è cresciuta del 16%, a Monza, del +26%, a  Varese, +25% a Bergamo +6%, nell’area del +11%. La Milano di Expo si è positivamente riflessa anche su Torino, Bologna e Napoli (+8%), meno a Firenze e Venezia (+1%-2%).

Effetti importanti se si considera che la regione è all’avanguardia anche nel turismo: 55 mila imprese, 241 mila addetti, 10 miliardi di fatturato l’anno. A Milano 18 mila imprese, con 117 mila addetti e un fatturato di 7 miliardi. Oltre 1.000 alberghi ed agenzie di viaggio e 16 mila ristoranti presenti sul territorio metropolitano con quasi una impresa del settore su due che ha sede a Milano città.

La crescita del turismo italiano in Europa: Più 6% l’occupazione delle camere, rispetto al +4% di Spagna, Olanda e Belgio. La Germania si ferma a +2%, il Regno Unito a +1%. Stabili Grecia, Austria e Francia.  Milano in Europa è davanti a Madrid (+6%), Lisbona, Barcellona e Berlino (+4%), superando Monaco, Vienna, Amsterdam, Londra e Roma (stabili)  e Parigi (in calo del 3%).

Foto: Achille Colombo Clerici presidente dell’Istituto Europa Asia

Citta del Vaticano 2

 

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L’umanità, con i suoi affanni, le sue ansie, le sue aspirazioni, le sue speranze ci fa sentire Dio presente ogni giorno dentro di noi.

Che Dio benedica il nostro Natale.

S. Natale 2015

Natale

Diversi studi, condotti sul tema dell’attrattività dei territori, hanno dimostrato come l’Italia risulti complessivamente meno attrattiva rispetto ad altre realtà mondiali ed europee, collocandosi all’ultimo posto tra le più importanti economie del Continente, dopo la Spagna. La causa di ciò è anche la non sempre elevata efficienza delle nostre Pubbliche Amministrazioni che, agli occhi degli investitori, appaiono essere la causa delle procedure burocratiche lente e complesse, dei lunghi tempi di attesa e della difficoltà per gli operatori economici nel reperire tutte le necessarie informazioni.

Ciò si riflette profondamente sulla capacità di un Paese di attrarre capitali di investimento. In particolare, riferendoci al settore delle costruzioni, acquisisce una grande importanza il tema dell’efficacia dei processi di ottenimento dei titoli abilitativi all’intervento edilizio, poiché fra i principali fattori di freno ad investire nel settore immobiliare italiano si possono annoverare l’incertezza nell’iter di approvazione degli strumenti concessori e la poca chiarezza riguardo alle conseguenze che potrebbero generarsi a seguito di eventuali imprevisti insorti durante il relativo procedimento amministrativo.

In compenso, l’Italia è territorio di caccia dei reclutatori di imprese di altri Paesi. Per citare, la Francia attrae ogni anno entro i propri confini una quarantina di imprenditori italiani e persino il Galles ha aperto a Milano un ufficio a tale scopo. Le offerte sono quelle classiche: aree infrastrutturate (strade, ferrovie e quant’altro), agevolazioni fiscali, rete informatica. Anche Regioni e Comuni italiani sono talvolta in grado di offrire gli stessi vantaggi ottenendo risultati positivi; come ad esempio la Provincia di Ferrara e il Comune di Treviso.
Da segnalare come virtuose operazioni urbane i casi milanesi di Museo Fondazione Prada e di Mercato Metropolitano.

In generale, possiamo dire che manchi una efficace informazione. E, pur essendo presenti, nelle aree più avanzate, tutte le professionalità utili a promuovere l’imprenditorialità, queste non sono raccordate e coordinate in maniera tale da offrire all’imprenditore “pacchetti” attrattivi.

I temi della promozione del territorio e delle aree dismesse, nell’ottica della valorizzazione, sono cruciali per attrarre capitali nazionali e internazionali. Ma la strada, da percorrere per raggiungere il massimo sviluppo delle enormi potenzialità presenti in tutto il territorio nazionale, è ancora lunga.

Presidente Roma dicembre 2015

Federlombarda Edilizia

MARIO D’ANGELO
Una figura preziosa per tutta la società

Caro Presidente Mario D’Angelo,

in occasione del conferimento dell’alta Onorificenza civile del Presidente della Repubblica Italiana, mediante la consegna della Commenda da parte del Prefetto di Lodi, desidero farTi pervenire, in uno con le più vive felicitazioni, í sensi della profonda gratitudine che dall’intera categoria dei risparmiatori immobiliari Ti è dovuta per l’incessante impegno, durato lunghi decenni, a tutela dei valori morali, economici, civili legati alla proprietà della casa ed in difesa delle ragioni etiche, politiche e di diritto che vi sono sottese.

Sul piano umano voglio aggiungere che figure come la Tua, che hanno saputo comunicare e trasfondere sempre, anche nei momenti più difficili, entusiasmo, speranza, fiducia nel futuro a chi avevano vicino, in una visione serena del mondo che ci circonda, sono preziose per i familiari, per gli amici, per la società tutta.

Achille Colombo Clerici
Presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Milano

cittadino

Auguri Natalizi 2015

dicembre 15, 2015

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Italy

Assoedilizia formula i migliori auguri per le prossime Festività Natalizie

Santo Natale 2015
Capodanno 2016

Assoedilizia stemma alta risoluzione colori vers. definitiva

Istituto Europa Asia IEA
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La redazione

Libro di Giulio Gallera, uomo politico prestato alla scrittura, atto d’amore verso la propria città

IDEE E PROGETTI PER UNA METROPOLI SICURA, INNOVATIVA, ACCOGLIENTE

“Milano è la mia città e la amo profondamente, direi visceralmente. Sono tra quelli che, rientrando dalle vacanze, provano una sensazione di inconsueto piacere nel ritrovare l’aria febbrile e metropolitana delle strade di Milano, quell’impronta inconfondibile che ogni suo cittadino – di origine o di adozione – si sente tatuata addosso”.

E’ la dichiarazione di Giulio Gallera, uomo politico liberale, attualmente assessore regionale, che ispira il suo libro “Milano merita di più. Idee e progetti per il futuro di Milano” presentato con gran successo di pubblico alla Società Umanitaria.

Gallera continua: “Chiunque può amare questa città e interpretare in modo del tutto individuale il suo animo pragmatico, onesto e ottimista, ben evidenziato nei nostri celebri detti.

L’ottimismo di “Chi volta el cuu a Milan lo volta al pan”, la concretezza laboriosa del “stemm schisc”, la solidarietà attiva del “Milan dal coeur en man”, l’orgoglio civico del “Milan e po pü”…,

Per loro natura le divisioni politiche ci spingono verso visioni contrapposte e (spesso solo apparentemente) inconciliabili della città.

Il compito di un amministratore pubblico è quello di superare queste distonie, interpretare l’animo del   territorio e di chi lo abita, senza stravolgerlo con ideologie politiche, spesso astratte, o capricci del tutto personali.

L’amministratore ha un incarico temporaneo che non deve (e non può) cancellare secoli di storia e di cultura in nome di un programma elettorale”.

Grande città Milano, quindi grandi i suoi problemi. Gallera li riassume in sei capitoli e per ogni tema propone soluzioni: Una città sicura; Milano capitale dell’innovazione; Una città che si muove veloce; Un modello innovativo di welfare ambrosiano; Semplificare la macchina comunale; Milano Città Metropolitana.

Ci soffermiamo su quest’ultimo capitolo perché tratta il futuro prossimo della città.

Con 134 comuni, più di tre milioni di abitanti, un territorio di 1.500 kmq a forte vocazione produttiva, agricola e turistica, sarà ancora più competitiva a livello internazionale.

Perciò è necessario rafforzare la leadership della Città Metropolitana Milano con l’obiettivo di collocarla stabilmente nella classifica delle global city; adeguare servizi e funzioni (trasporto pubblico, ciclo dei rifiuti e delle acque…) dalla scala comunale a quella della nuova area metropolitana; razionalizzare le 93 aziende municipalizzate di gestione dei servizi.

Foto: Giulio Gallera con il presidente di IEA Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Giulio Gallera

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Presentazione

Tra qualche secolo gli storici identificheranno la nostra epoca con la crisi dei valori europei conquistati a prezzo di spaventose stragi, di guerre e di genocidi nel corso di secoli.

Violenza, prevaricazione, egocentrismo, turpiloquio, disprezzo degli altri, deificazione del potere finanziario che annulla ogni altro valore, riproducono oggi – ovviamente in un contesto ben diverso – il periodo buio delle invasioni barbariche.

In tale desolante panorama etico si alza invero qualche forte voce che parla di valore come bellezza, linguaggi cognitivi, agilità, fiducia, cura, brand e reputazione; come fa Francesco Sansone nel suo libro “Leadership responsabile.” Le 10 regole per essere leader nell’economia della conoscenza (Franco Angeli editore, 144 pagg., 18 euro).

Certo, il campo è limitato all’azienda, all’impresa, ma i principi che ispirano il libro sono trasferibili in ogni ambito della società civile dove sia necessario far funzionare un’organizzazione: dalla famiglia, alla società, ai partiti, dalla gestione del Comune a quella del Paese, ai rapporti con l’Europa e con il mondo globalizzato.

Quattro le caratteristiche basilari di una “organizzazione umanizzante”: riconoscimento della persona nella sua dignità, nella sua unicità; rispetto per i suoi diritti umani; servizio verso le persone intorno a noi; guida che privilegi il bene comune rispetto agli interessi particolari.

E’, nell’economia della conoscenza, la missione del buon leader. Che, per diventare tale, deve saper rispondere al decalogo: Affabilità; Coraggio; Generosità; Lungimiranza; Ottimismo; Passione; Perseveranza; Trasparenza; Umiltà; Umorismo.

Forse non è solo coincidenza che “Leadership responsabile” trovi piena assonanza con il principio cristiano dell’approccio fraterno all’altro. Forse non è solo coincidenza che tale principio emerga con forza oggi come avvenne nei secoli scorsi, ai tempi bui delle invasioni barbariche.

Foto: Achille Colombo Clerici presidente di IEA

Presidente Roma dicembre 2015