Achille Colombo Clerici
Presidente Assoedilizia

E’ stato siglato in settimana, dopo 16 anni dal precedente accordo che datava 1999 e che aveva avuto uno scarso successo per l’antieconomicità dei contenuti, l’accordo sindacale per il rilancio del contratto di locazione agevolato a canoni concordati, intervenuto tra le associazioni maggiormente rappresentative dei proprietari di casa e dei sindacati inquilini.
Questo strumento normativo potrà permettere di stipulare contratti di locazione abitativa ad un canone inferiore di circa il 30 per cento rispetto al corso del mercato.
Il meccanismo compensativo del sacrificio economico sopportato dai proprietari, a seguito della riduzione dei canoni, sta in un alleggerimento del carico fiscale: realizzato attraverso la riduzione in egual misura della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi.
In alternativa il proprietario può optare per la tassazione separata del reddito locativo, attraverso l’imposta sostitutiva denominata cedolare secca, con l’aliquota del 10%.
E’ previsto altresì un alleggerimento dell’Imu mediante l’applicazione di una aliquota ridotta dallo 0,96 allo 0,65 e della Tasi con l’aliquota dello 0,80.
E’ introdotta anche una riduzione dell’imposta di registro.
In ogni caso, così concepito, tale meccanismo attualmente non risulta coprire in modo integrale il sacrificio economico conseguente alla riduzione del canone.
Dai calcoli effettuati da Assoedilizia risulta la permanenza di un differenziale negativo che oscilla attorno al 13-15% del canone locativo.
Ma le trattative sindacali non hanno permesso ulteriori margini di incremento dei livelli dei canoni. Possiamo dire però che, soprattutto in questo momento di crisi del mercato edilizio e di abbondanza di offerta di alloggi, conseguente in parte anche alla nuova produzione edilizia, l’ampliamento della platea dei possibili locatari interessati a canoni più contenuti può rappresentare un fattore interessante per i proprietari locatori ai fini della collocazione di una quota di sfitto.
Ma, in una prospettiva di miglioramento dell’economia generale e settoriale – come ci auguriamo avvenga – non possiamo immaginare quale potrà essere in futuro la sorte di questo schema economico destinato, come si è visto dall’esperienza storica, a durare nel tempo. Per la completezza del quadro, va aggiunto che per gli inquilini a basso reddito sono stabilite detrazioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi.
Sul piano dell’azione pubblica, in tema di risposta al fabbisogno abitativo, il nuovo accordo dovrebbe rendere maggiormente operativo tutto il sistema di provvidenze e di misure previste dalla legge in materia di fondo sostegno affitti, fondo morosità incolpevoli, detrazioni del 20% per l’ acquisto di abitazioni da destinare alla locazione. In questo sta anche l’importante valenza sociale di questo strumento.
Riteniamo dunque si tratti di un notevole passo, compiuto assieme ai sindacati inquilini nell’ambito della legislazione vigente, per andare incontro alle esigenze abitative dei ceti intermedi, con vantaggi per tutte le parti.

foto presidente 87

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Rassegna firma Accordo locale

 

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

Siglato a Palazzo Marino il nuovo accordo proprietari di casa-sindacati inquilini

A MILANO RINNOVATO DOPO 16 ANNI L’ACCORDO SINDACALE PER IL CONTRATTO DI LOCAZIONE A CANONE CONCORDATO

Colombo Clerici: “Un importante passo comune per far fronte al problema abitativo”

E’ stato siglato oggi a Palazzo Marino l’accordo sindacale per il contratto di locazione agevolato a canoni concordati tra le associazioni maggiormente rappresentative di proprietari di casa e di sindacati inquilini. Presenti alla firma Achille Colombo Clerici e Cesare Rosselli per Assoedilizia, in rappresentanza dei proprietari, Stefano Chiappelli del Sunia, Ferdinando Lioi di Uniat ed Egidio Rondelli del Conia per gli inquilini.

Ha assistito all’atto della sottoscrizione l’assessore alla Casa del Comune di Milano Daniela Benelli.

L’accordo, riservato ai comuni ad alta tensione abitativa ed al settore residenziale rinnova, adeguandolo alle mutate realtà del mercato della locazione, quello siglato nell’ormai lontano 1999, e prevede agevolazioni fiscali sia per i proprietari sia per gli inquilini.

I proprietari persone fisiche che vi aderiscono possono chiedere l’applicazione della cedolare secca al 10%. (anche per i contratti brevi).

La cedolare secca prevede che, anziché pagare le tasse in base all’ Irpef sul 730, si applichi l’imposta sostitutiva con l’aliquota unica ridotta dal 21% al 10%.

Riduzioni inoltre anche sull’imposta di registro.

In caso non si scelga la cedolare secca, l’imponibile ai fini Irpef – cioè il canone di locazione – è ridotto del 30% .    E’ possibile usufruire dell’opzione del contratto a canone concordato anche se è in corso un contratto a canone libero.

Per le persone giuridiche l’importo del canone di locazione imponibile è parimenti ridotto del 30% .

Il vantaggio per gli inquilini deriva dal fatto che il prezzo del canone concordato, calcolato nella fascia compresa tra i minimi e i massimi individuati , è  più contenuto rispetto a quello di mercato.

Inoltre per gli inquilini a basso reddito sono stabilite detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi.

Sul piano dell’azione pubblica, in tema di risposta al fabbisogno abitativo, il nuovo accordo dovrebbe rendere maggiormente  operativo tutto il sistema di provvidenze previsto dalla legge in materia di  fondo sostegno affitti; fondo morosità incolpevoli; detrazioni del 20%  per acquisto abitazioni da destinare alla locazione.

“Si tratta di un notevole passo compiuto assieme ai sindacati inquilini, nell’ambito della legislazione vigente, e con l’apprezzamento costruttivo della Amministrazione Comunale – commenta Colombo Clerici – per andare incontro alle esigenze abitative dei ceti intermedi con vantaggi per tutte le parti. L’augurio è che la consapevolezza dell’utilità dell’accordo, induca anche le componenti che finora si sono astenute ad aderirvi, nell’interesse della cittadinanza di Milano”.

Foto da dx.: Achille Colombo Clerici, Daniela Benelli assess. Casa Comune Milano, Cesare Rosselli di Assoedilizia

Cesare Rosselli, Daniela Benelli, Achille Colombo Clerici

A s s o e d i l i z i a

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“La sospensione dell’iter della revisione catastale rappresenta il vero segnale di inversione di tendenza da parte del legislatore fiscale, di cui ha bisogno il risparmiatore della casa.
La fiducia nel mercato potrà in tal modo cominciare a tornare.

Finalmente si comincia a capire in quale tunnel ci si stava infilando con una riforma catastale che non sarebbe giovata ad alcuno con il rischio che i più potessero esser schiacciati, sul piano fiscale, da un meccanismo incontrollabile, ad onta di tutte le dichiarazioni politiche e le “buone intenzioni” in senso contrario.”

Giorno QN 20 Giugno 2015 – Benvenuto plusvalore; Prime Valutazioni Expo

Achille Colombo Clerici

Secondo una ricerca di Assoedilizia, che ha elaborato propri dati confrontandoli con quelli di altre qualificate fonti – dal Comune a Confcommercio per citare –  Expo sta producendo effetti vantaggiosi a Milano: più 15% di shopping, più 20% negli alberghi. E nelle prossime settimane e mesi (la grande rassegna chiuderà a fine ottobre) gli stranieri si vedranno in misura più consistente: oltre un milione di biglietti venduti in Cina, quasi altrettanti negli Stati Uniti, viaggiatori di ceto medio-alto come gli arabi e gli svizzeri che spendono – i cinesi più degli americani – in abbigliamento, gioielli, vini e alimenti di qualità. Non così bene va per ristoranti e bar della città in quanto gli Expoturisti, se nell’Esposizione nulla o quasi possono comprare, trovano cibi e bevande. E trascurano i locali cittadini.  Anche la movida ha parzialmente modificato sede con l’apertura fino a mezzanotte durante i week-end.

Delusi anche i tassisti che si attendevano flussi da Salone del Mobile – la settimana di aprile da anni traino economico per la città – costituito da operatori impegnati a concludere affari nell’arco di pochi giorni. Impensabile però paragonare i due eventi. Inoltre i trasporti pubblici milanesi si sono bene attrezzati tanto da coprire quasi per intero le 24 ore di ogni giorno della settimana: e infatti la grande maggioranza giunge ad Expo in Metropolitana e in treno. Si aggiungono i servizi di bike sharing (oltre 3.600 velocipedi e mille a pedalata assistita), 1900 auto in condivisione (car sharing).

Bene invece le attività culturali e sociali in città. Palazzo Reale ha avuto 23 mila visitatori – nello stesso periodo del 2014 circa 17mila – per non parlare della Scala; le edizioni della Turandot hanno registrato il tutto esaurito. Stesso discorso vale per le iniziative sociali, molte delle quali hanno avuto un incremento del 20%.

Quale sarà, alla fine, la spinta economica di Expo per il Paese? Si prevede un positivo contributo di 0,2% al Pil nel 2015 – limitato se si confronta con il + 5% per la Cina di Shanghai 2010 e il + 1,5% per il Giappone nel 2005. Comunque sempre benvenuto. Senza considerare che negli anni precedenti, le attività di preparazione all’evento hanno contribuito a far sì che Milano risentisse della recessione meno di altre città e attivasse maggiormente la ripresa economica.

Altro plusvalore di Expo: questa estate la metropoli lombarda vedrà un minor numero di serrande abbassate.

Presidente  Venezia 2015

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L’ecologia globale al National Day della Santa Sede ad Expo

I VOLTI DELLA TERRA PARLANO DI SOLIDARIETA’

Benito Sicchiero

A Expo Milano 2015 si è tenuto il National Day della Santa Sede. La giornata si è svolta in due momenti: alla mattina presso l’Auditorium Expo con la conferenza “Non di solo pane”, al centro l’intervento del cardinale Angelo Scola; e al pomeriggio con l’incontro “I volti della terra”.

L’Istituto Europa Asia, presieduto da Achille Colombo Clerici ha seguito l’evento.

“I volti della terra” aveva lo stesso titolo scelto per la nuova Enciclica da Papa Francesco che verrà promulgata il 18 giugno. Il tema del dibattito è stato il contrasto tra l’immagine feconda e positiva della madre terra, della tradizione giudaico-cristiana, e la calamità peggiore che ancora ci affligge: l’insufficienza del cibo e dell’acqua per mantenere in vita tutti gli abitanti del Pianeta. A confrontarsi, nel dibattito moderato da Monica Maggioni, il cardinale Gianfranco Ravasi, commissario generale della Santa Sede; Nicholas Hulot, commissario generale della Conferenza mondiale 2015 sul clima che si terrà in dicembre a Parigi; il presidente della fondazione Cortile dei Gentili, Giuliano Amato.

Per millenni ci siamo riferiti alla Terra definendola madre, perché dipendiamo dai beni che ci offre. San Francesco, nel suo “Cantico delle Creature”, recitava: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra”. Se oggi, quando si verificano sempre più spesso catastrofi naturali accusiamo la terra di essere “assassina”, vuol dire che qualcosa si è rotto nel rapporto tra noi e il Pianeta.  E per colpa nostra. Per la nostra avidità che non si limita a utilizzare i suoi beni per una vita dignitosa ma vuole accumulare sempre di più, anche il superfluo, nell’ottica di un consumismo irresponsabile che è arrivato al punto in cui i governanti invitano a comprare per essere “buoni patrioti”. Qualche dato. Oggi consumiamo il 140% di quanto la Terra produce; l’utilizzo delle risorse idriche sta diventando il tema geopolitico più importante davanti al quale ci sono soltanto due alternative: collaborazione o guerra; l’inquinamento mette in pericolo non soltanto specie animali e vegetali, ma anche la vita dell’uomo; sono andati desertificati 4 milioni di ettari di terreno.

La sottocultura dello sfrutta l’ambiente – produci – consuma, doveva ovviamente provocare una reazione da parte della componente più sensibile dell’umanità. Si sono moltiplicati i gruppi organizzati di tutori dell’ambiente cui da tempo si è aggiunta la potente voce della Chiesa.

La grande opportunità di Expo è di raccogliere l’intera famiglia per riflettere su un problema comune. In gioco c’è tanto, come dimostra anche la partecipazione di ben 196 Paesi che saranno presenti alla Conferenza di Parigi; c’è l’interrogativo di base se la Terra sia uno spazio da occupare o da abitare insieme. Da 25 anni siamo in nuova éra geologica, l’antropocene, l’éra dell’umanità. Sta a noi capire se cedere alla distruzione.

Siamo tutti all’interno di una crisi profonda da affrontare soprattutto da un punto di vista filosofico. La prospettiva della Conferenza di Parigi sarà basata su questo. Le Chiese devono svolgere il loro compito, utilizzando un argomento umanista, che tutti possa coinvolgere. La crisi climatica aggiunge sofferenza a sofferenza. Dobbiamo essere consapevoli che questi temi non devono essere lasciati solo alla politica, alle multinazionali, agli economisti, ai tecnici, ma tutti devono partecipare.

E proprio da queste osservazioni giunge la riflessione conclusiva del cardinale Ravasi: “Pensiamo ai volti della terra che è una e ai nostri, a questa strana famiglia umana che anch’essa è unica, perché ci chiamiamo tutti Adamo, siamo tutti figli di uno stesso Dio, per chi crede, pur essendo ciascuno diverso”.

Foto archivio: Achille Colombo Clerici IEA con il cardinale Gianfranco Ravasi

Ambrosetti 2014 con il Card. Ravasi 2

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Visita del ministro dell’Economia Dana Reizniece-Ozola in occasione dei Latvian Days

LA LETTONIA PICCOLO PAESE DAI GRANDI RISULTATI

Benito Sicchiero

Un piccolo Paese affacciato sul Baltico – conta poco più di 2.200.000 abitanti – ma di grande interesse e dinamismo, capacità imprenditoriale, potenzialità di sviluppo, situato com’è tra l’Unione Europea di cui fa parte a pieno titolo – è presidente in questo semestre del Consiglio dell’Unione Europea –  e la Csi (Comunità degli Stati Indipendenti post Urss): è la Lettonia che con i Latvian Days, iniziati a Napoli e culminati a Milano, si è presentata in tutti i suoi molteplici aspetti: imprenditoriale,  culturale, sociale, gastronomico.

Organizzato dalla Liaa- Agenzia per l’Investimento e lo Sviluppo, l’evento ha avuto il supporto dell’ambasciatore lettone in Italia Artis Bertulis e del console onorario di Milano Patrizia Signorini in occasione della visita del Ministro dell’Economia della Repubblica di Lettonia Dana Reizniece-Ozola.

Taste Lavia-Assapora la Lettonia si è aperto ad Eataly di piazza XXV aprile. Il clou della giornata a Palazzo Cusani dove gli imprenditori baltici si sono incontrati con gli omologhi italiani, tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici. Dopo il saluto del padrone di casa generale comandante dell’Esercito Lombardia Antonio Pennino, la presentazione dell’ambasciatore Bertulis e le risposte del prefetto Francesco Paolo Tronca, dell’assessore del Comune di Milano Franco D’Alfonso e della Regione Lombardia Fabrizio Sala che ha annunciato una prossima missione di imprenditori lombardi in Lettonia.

Il ministro Reizniece-Ozola ha presentato la Lettonia: un pil che ha segnato più 2% lo scorso anno che, con i risultati di oltre il 4% nel 2012 e 2013, ne fanno il Paese con la più alta crescita dell’Unione Europea. L’interscambio con l’Italia, costante nel tempo, è di 600 milioni di euro – undicesimo partner commerciale – con un netto attivo per l’Italia, e nel Paese baltico operano oltre 800 imprese italiane dei più diversi settori: legno, tessile, metalmeccanica, alimentari, gioielleria, alta tecnologia. Anche il turismo è in rapido sviluppo, i connazionali che si sono recati in Lettonia hanno registrato nel 2014 un aumento del 16%. Il motivo principale è che la Lettonia è stata classificata come il secondo Paese più verde al mondo, il 50% della sua superficie è coperto da foreste ottimamente mantenute. Riga, la capitale, ha l’aeroporto europeo in più rapida espansione, alla città fa capo la mitica ferrovia Transiberiana e vi arriverà anche la nuova Via della Seta, l’imponente infrastruttura che la Cina sta realizzando per rafforzare i collegamenti con l’Europa.  Ha aggiunto Andris Ozols, direttore della Liaa: quattro Zone economiche a statuto speciale, la tassazione al 15%, la possibilità di aprire un’impresa in solo giorno rappresentano indubbiamente punti attrattivi per l’imprenditore italiano.

E’ toccato a Claudio Rotti di Promos-Camera di Commercio di Milano e ad Andrea Fioni di Assolombarda illustrare a loro volta la forza e la potenzialità dell’imprenditoria lombarda.  Sono seguiti incontri collettivi e individuali tra gli imprenditori dei due Paesi.
Un cenno infine alla conclusione della giornata: performance musicale dell’artista lettone Laima Jansone e rinfresco con assaggi lettoni preparati dagli chef Mārtiņš Sirmais ed Ēriks Dreibants e dai barman Andris e Inguss Reizenbergi.

Foto: da sin. Achille Colombo Clerici pres. Europasia, il console onorario in Milano Patrizia Signorini, il Ministro dell’Economia della Repubblica di Lettonia Dana Reizniece-Ozola, l’ambasciatore di Lettonia in Italia Artis Bertulis.

Colombo Clerici, Patrizia Signorini, Ministro Economia Lituania Dana Reizniece-Ozola, Ambasciatore Lettonia Artis Bertulis

 

 

A s s o e d i l i z i a

Property Owners Association Italy

Messaggio al tavolo Pd MilanoDomani che affronta il problema casa

COLOMBO CLERICI: RISPETTARE LE LOGICHE DELL’ECONOMIA

“L’emergenza casa (ma ha ancora senso parlare di emergenza da decenni?) è un problema sociale che si deve inquadrare in una logica economica. Non si può pensare di risolverlo al di fuori del quadro delle logiche dell’economia”. E’ il punto centrale del messaggio lanciato dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici al tavolo di lavoro sulla casa dell’incontro MilanoDomani organizzato dalla federazione milanese del Pd allo Spazio ex Ansaldo. Colombo Clerici ha così proseguito:

“Bisogna eliminare ogni discriminazione tra le diverse forme dell’investimento immobiliare, quindi eliminare i trattamenti fiscali differenziati – ad esempio tra investitori italiani e investitori stranieri che risultano privilegiati, tra persone fisiche e persone giuridiche le società immobiliari, tra le diverse forme contrattuali della locazione abitativa -. Le attuali discriminazioni sul piano normativo e fiscale stanno portando ad un gap tra alcune aree del Paese, tra le quali Milano, che potranno in qualche modo sopravvivere alla sfida della competitività internazionale, mantenendo una certa attrattività ed un certo trend economico, ed il resto d’Italia, condannato a languire”.

Sempre sul tema caldo della fiscalità, il presidente di Assoedilizia ha auspicato la defiscalizzazione per un certo numero di anni dei redditi derivanti da investimenti in immobili concessi in locazione, ove si tratti di nuove costruzioni oppure di recupero dell’esistente, in modo da ridare fiato alla ripresa edilizia, alla crescita dell’economia generale del Paese dalla quale deriveranno le risorse per far funzionare le componenti del welfare.

E’ scaturito un ampio dibattito, ovviamente diverse le posizioni e le opinioni, ma su alcuni punti grande convergenza: l’housing sociale, pur buona cosa, non è in grado di risolvere l’emergenza casa; esiste una fascia medio-bassa che non ha la possibilità di accedere al libero mercato ma è esclusa dalle case popolari, cui bisogna provvedere; è necessario che i fondi per la casa forniti dallo Stato alla Regione, siano gestiti dai Comuni con maggiore autonomia.

A conclusione, Daniela Benelli, assessore alla Casa del Comune di Milano, ha riassunto in cinque punti guida i macrotemi che verranno sviluppati ed elaborati. Riguardano: Risorse e investimenti, competenze ai Comuni, forme di partecipazione attiva degli inquilini, rigenerazione dei quartieri. Politiche abitative, casa come infrastruttura. Erp come welfare e defiscalizzazione. Politiche nazionali sul tema casa, sussidiarietà. Regia pubblica coinvolgimento settore pubblico e privato.

Tra i relatori Franco Mirabelli (senatore, relatore DDL Emergenza Abitativa per il Senato che ha aperto i lavori), Vincenzo Barbieri (Presidente Cooperativa Ecopolis), Stefano Chiappelli (Segretario Generale SUNIA Milano – Sindacato inquilini), Luca Beltrami Gadola, Claudio De Albertis (Presidente Assimpredil Ance), Alessandra Russo (Consigliera Cooperativa ABITARE e Direzione Legacoop Lombardia), Leo Spinelli (SICET Milano – Sindacato Inquilini), Franco Salvador (Consorzio), Lucia Castellano consiglio Regione Lombardia, altri esponenti delle istituzioni.

Foto: Il Tavolo Casa

Leopoldina tavolo

Leopoldina tavolo 2

ACHILLE COLOMBO CLERICI

Una conferma: l’economia di Milano e della Lombardia, in ripresa anche se lieve, rimane la locomotiva del Paese.
Non solo per la dimensione che pone la regione al primo posto in Italia, con il 22,5 % del Pil nazionale, 4000 società multinazionali localizzate prevalentemente a Milano, sulle 8000 presenti in Italia; ma anche per il dinamismo economico.

Secondo l’annuale rapporto della Banca d’Italia, nel primo trimestre 2015 c’è un recupero degli ordinativi (+0,4%)   e della produzione industriale (+0,2%) dopo che nel 2014, in controtendenza con i dati macroeconomici del Paese, fatturato e ordinativi avevano comunque registrato un incremento. Si aggiunge l’occupazione: il 46,8% delle imprese prevede di assumere nel 2015, e di queste il 23,5% con un aumento complessivo di dipendenti rispetto al 2014. E’ il cauto segnale dello stop ad una crisi che dura da sette anni. La ripresa resta fragile, ma con decisivi segnali positivi. All’aumento della domanda proveniente dall’estero si aggiunge, per la prima volta da tre anni, l’aumento degli ordini interni. La fiducia generale cresce, il QE di Draghi continua con ottimi effetti, si mantiene la spinta delle riforme interne.
Vi sono alcuni punti principali di forza che il rapporto sottolinea: gli scambi con l’estero continuano a crescere, gli ordini interni finalmente si rialzano (più 0,9% rispetto al 2013) e la domanda dall’estero sale fino al 3,1% con gli investimenti diretti che toccano, in Lombardia, il 54,3% del totale italiano dopo una stagnazione durata dal 2008 al 2013. Pure l’innovazione, fondamentale, si mantiene sostanzialmente in linea con la media europea.
Cosa fare perché la Lombardia, e con essa il paese, continui nella difficile risalita? Le imprese accrescano i livelli di digitalizzazione, le aziende familiari si affidino maggiormente ai managers, si dotino sempre di più di strumenti digitali, si allarghi la contrattazione aziendale volta a rilanciare merito e produttività. Si rafforzi il finanziamento da parte del sistema bancario, individuando forme adeguate e alternative per la valutazione delle garanzie e del rischio di credito per le piccole imprese.
Un cenno particolare al mercato immobiliare residenziale: il numero delle compravendite è cresciuto del 3,0 per cento rispetto al 2013, pur rimanendo a un livello inferiore alla metà rispetto al punto massimo del 2006.

Foto d’archivio: da sin. Giuseppe Sopranzetti dir. Bankitalia Milano, Achille Colombo Clerici, Alfio Noto

Achille Colombo Clerici tra il direttore della Banca d'Italia Milano Giuseppe Sopranzetti a sin. ed Alfio Noto, già Direttore della stessa sede Bankitalia

 

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L’imponente opera ferroviaria presentata dalla Consigliera federale Loris Leuthard

AL PADIGLIONE SVIZZERO DI EXPO E’ SCATTATO IL CRONOMETRO DEL GOTTARDO

Colombo Clerici: “La tratta ad alta capacità Genova-Rotterdam modificherà in Europa le rotte commerciali ed i rapporti con i mercati asiatici”

Uno speciale orologio per il conto alla rovescia è entrato in funzione nel padiglione svizzero di Expo: indica il tempo che manca all’apertura della galleria ferrovia del San Gottardo, fissata da tempo per il primo giugno 2016. Ad azionare il contatore la Consigliera federale Doris Leuthard che ha presentato questa grandiosa opera – 57 km di lunghezza, il tunnel ferroviario più lungo del mondo – di grande importanza per la Svizzera e per l’Europa, in particolare per l’Italia.  E’ la componente principale del progetto AlpTransit che, con un investimento di 20 miliardi di franchi svizzeri, renderà più agevole il transito tra il nord e il sud del Continente.

“Ma il futuro dei trasporti ferroviari europei – afferma Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia – è ancora più affascinante. Con la nuova tratta Milano-Genova le merci provenienti via mare dai grandi mercati asiatici raggiungeranno le aree industriali del nord senza transitare per Gibilterra, con grandi vantaggi per il contenimento dei costi e per lo sviluppo delle aree attraversate dalla ferrovia. Valido ovviamente anche il discorso inverso, aree del nord-mercati asiatici”.

La galleria di base del Gottardo – si chiama così perché non presenta particolari variazioni di altitudine rispetto alle due pianure che collega –  permette di potenziare il corridoio Reno-Alpi, uno dei collegamenti più importanti d’Europa con la possibilità di proseguire verso Genova, per quanto concerne il traffico merci. Grazie a tempi di percorrenza inferiori, le regioni della Svizzera, ma anche della Germania e dell’Italia, saranno più vicine tra loro.

La nuova ferrovia di pianura modernizzerà il traffico merci: i treni non dovranno più affrontare notevoli pendenze e il percorso si accorcerà di circa 30 km rispetto all’attuale tratta di montagna. La nuova galleria aumenterà in modo rilevante le capacità del traffico merci ferroviario. In futuro sulla tratta potranno viaggiare sino a 260 treni merci e 65 treni viaggiatori al giorno, spostando dalla strada alla rotaia l’equivalente di 600.000 tir all’anno.

“Più di centotrenta anni fa venne aperta la galleria ferroviaria del San Gottardo, grazie a un finanziamento congiunto di Svizzera, Germania e Italia, perché aveva un respiro internazionale”, ha affermato Doris Leuthard.

“Anche questa nuova galleria di base, che per noi rappresenta l’opera del secolo, ha una dimensione europea e favorirà una mobilità sostenibile e intelligente”. Ma il successo del nuovo San Gottardo per il trasporto intermodale dipenderà molto da quando e come gli stati confinanti adegueranno le loro connessioni ferroviarie. Leuthard si aspetta che i vicini italiani e tedeschi rispettino i tempi d’attuazione delle opere di connessione. La tratta dal confine svizzero a Milano, quella definita strategica, è a buon punto, mentre potrebbe avere ritardi quella che transita da Luino e raggiunge Novara.
Questa seconda tratta interessa più gli svizzeri che gli italiani, quindi Berna ha stanziato fondi anche per i lavori sul territorio italiano. Comunque, se la constatazione ci può consolare, anche i tedeschi sono in ritardo, mentre fondamentali restano gli interporti per trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia. Il più importante in Italia sarà Milano Smistamento, che verrà potenziato.

Foto d’archivio: da sin. Achille Colombo Clerici, Roberto Maroni, Massimo Baggi

Achille Colombo Clerici, Roberto Maroni, Massimo Baggi