Assoedilizia Il Giorno QN pag. 26 28.02.2015 “Stime catastali caso kafkiano” Achille Colombo Clerici

marzo 2, 2015

Assoedilizia

 

Il Giorno pag. 26  28.02.2015
Stime catastali caso kafkiano

Achille Colombo Clerici

L’impressione è che il processo di revisione dei classamenti e dei valori immobiliari disciplinato dalla riforma contenuta nella legge delega fiscale, si stia delineando come un vero procedimento kafkiano.

Rischiano di essere travolti i piccoli contribuenti, i più deboli ed indifesi, che faticosamente cercano di salvaguardare giorno dopo giorno il proprio risparmio investito nella casa, che son sempre stati ligi al fisco, che sperano di lasciare ai propri figli il frutto del proprio lavoro.

Tralasciamo pure di parlare delle complicatissime, possiamo dire oscure ai più, formule tecniche (algoritmi, funzioni statistiche etc.) Presenti nel procedimento.

Tralasciamo di dire che la comprensione di tale meccanismo, sia pure attraverso la presenza dei rappresentanti di categoria nelle commissioni censuarie, è sempre più difficile.

Tralasciamo pure di dire dell’invarianza del gettito che è già assai difficoltoso, se non impossibile, verificare a livello comunale.

Perché occorrerebbe tener conto di alcune variabili conosciute solo dal comune, come il gettito delle nuove costruzioni, della riqualificazione immobiliare con la conseguente rivalutazione automatica dei valori catastali, del recupero dell’evasione, nonché l’entità della portata delle esenzioni.

Ma addirittura è sovvertito il sistema per portare a conoscenza degli interessati la variazione delle rendite ed i nuovi valori.
Aspetto rilevantissimo, poiché dal momento della piena conoscenza scattano i termini per l’impugnazione davanti alle commissioni tributarie.
Prima il contribuente era garantito dal sistema della notificazione: aspettava al suo domicilio che gli “consegnassero nelle mani” l’atto tributario che lo riguardava, cioè l’accertamento della nuova rendita.
Ora questo atto se lo deve andare a cercare.  All’albo pretorio, attualmente on line in molti comuni, dove certamente l’affissione non è una notificazione, nonostante la legge la definisca tale.
Ad abundantiam si prevede che la comunicazione gli arrivi in ufficio mediante la pec (posta elettronica certificata): beato colui che ha l’uno e l’altra.

Il legislatore si affanna nel mascherare il fatto che pur anche una miriade di mezzi di comunicazione, anche collettiva, non può equivalere e quindi sostituire la semplice consegna dell’atto “nelle mani” del destinatario.
C’è dunque da dubitare della costituzionalità di questa normativa.

Ambrosetti 2014 foto presidente

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