UN PUNTO FERMO DELLA NOSTRA BATTAGLIA PER LO SVILUPPO – LA PRIMA RIFORMA ECONOMICA PASSA DAL TAGLIO DELLE TASSE SUGLI IMMOBILI

 

Mariarosaria Rossi, Achille Colombo Clerici, Giovanni Toti

Foto: da sin. Mariarosaria Rossi, Achille Colombo Clerici, Giovanni Toti

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
IEA Istituto Europa Asia – Europe Asia Institute

 

Affollatissima “lectio magistralis” al Politecnico di Milano

LA RIVOLUZIONE DELLE INNOVAZIONI DIGITALI SECONDO UMBERTO BERTELE’

Pesanti le conseguenze per occupazione, distribuzione del reddito, produzione

Benito Sicchiero

E’ il motore del capitalismo, distruggere per rinnovare. Come nel caso della innovazione digitale degli ultimi anni. Con formidabili conseguenze per la società, l’occupazione, le imprese. Prendiamo il caso dello smartphone: non è solo un telefono mobile avanzato, ma è anche orologio, navigatore, tv, cinema, libro e quotidiano su carta, macchina fotografica e quant’altro. Produzioni e settori più o meno pesantemente colpiti.

Umberto Bertelè, veronese di origine e milanese di adozione, ordinario di Strategia e sistemi di pianificazione al Politecnico di Milano, ove si è laureato in Ingegneria nel 1967 e ove è stato più di vent’anni fa tra i fondatori della Laurea in Ingegneria Gestionale, ex presidente della School of Management del Politecnico stesso, ne ha parlato in una affollatissima “lectio magistralis” dal titolo “Disruptive Innovation”. Luogo, il Politecnico, ovviamente. L’occasione, i 70 anni di età (del relatore) magnificamente portati.

Il tema, molto sentito a livello internazionale, ma entrato da poco nel dibattito del nostro Paese, affronta la rivoluzione che l’ultima ondata di innovazioni digitali sta provocando nel sistema delle imprese con la crescita vorticosa di alcuni soggetti e la caduta precipitosa di altri, i cambiamenti che essa induce nei nostri modi di vita, le sue pesanti ricadute sull’occupazione e sulla distribuzione del reddito, che rimettono potenzialmente in discussione gli stessi assetti socio-politici.

La riduzione dei consumi causata dalla recessione, ha accentuato le conseguenze della rivoluzione. I lettori dei quotidiani italiani di carta, ad esempio, sono scesi in pochi decenni da 6 milioni a 4 milioni, ha chiuso un terzo delle edicole milanesi; regge il libro stampato dopo un calo consistente dovuto all’ebook, ma problemi avanzano – con le app – ad esempio per i tassisti (caso Uber). Saltando da un settore all’altro, impossibile soffermarsi su tutti, vediamo che anche le banche soffrono per la concorrenza dei pagamenti on line, così come i centri commerciali e i negozi a causa delle vendite su internet. Il 40% del prezzo delle auto sarà costituito dalla componente elettronica. Qualche azienda riscopre il vintage per acquirenti selezionati (e danarosi): la famosa Leica ha messo sul mercato un modello digitale di macchina fotografica uguale ad un modello del 1954, costo 15.000 euro.

A fronte i colossi di internet – Apple, Google, la new entry cinese Alibaba ed altri– moltiplicano i guadagni in pochi anni, centinaia di miliardi di dollari.

Bertelè – che il Rettore del Politecnico Giovanni Azzone ha ringraziato per l’apporto scientifico e per la capacità divulgativa – per l’occasione ha ricevuto un gradito regalo: i suoi colleghi, a cominciare dal rettore, Giuseppe Catalano, Vittorio Chiesa, Cristina Masella, Marco Giorgino, Giuliano Noci, Stefano Preda, Andrea Rangone gli hanno donato “Scritti in onore di Umberto Bertelè”, un libro (Brioschi editore) che riassume le sue lezioni, i suoi articoli, le tappe della sua brillante carriera.

Foto d’archivio: Umberto Bertelè con il presidente di IEA Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici con Umberto Bertele'

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Federazione della Proprietà Edilizia-Lombardia Federlombarda Edilizia

Convegno a Brescia in occasione dei 100 anni dell’Associazione Provinciale della Proprietà Edilizia

MOROSITA’ INCOLPEVOLE DELL’AFFITTO. ACCORDO REGIONE, COMUNE, SINDACATI

Spaziani Testa, Confedilizia e Colombo Clerici, Assoedilizia: indispensabili politiche innovative per l’abitazione e per la famiglia. Amendolagine: il progetto Affitto Sicuro

Benito Sicchiero

“La crisi ha aggravato notevolmente il problema della locazioni colpendo sia gli inquilini, sia i proprietari.  A fronte di un’assenza di politiche innovative per la casa i proprietari hanno subito una progressione fiscale senza precedenti: dal 2011 al 2014 aumenti di 15 miliardi ogni anno che hanno colpito in particolare coloro i quali, in mancanza di una adeguata rete di alloggi pubblici e sociali, assicurano un tetto a milioni di famiglie che la casa non la possono, o la vogliono, comprare”.

Lo ha detto il neo presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa a Brescia intervenendo al convegno organizzato dal presidente dell’Associazione della Proprietà Edilizia Ivo Amendolagine – che ha celebrato così i 100 anni della fondazione – dal titolo “Morosità Incolpevole, misura straordinarie per la locazione, novità legislative”.

Gli ha fatto eco il presidente di Assoedilizia e della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia Achille Colombo Clerici: “Sono indispensabili da parte del Governo provvedimenti per la casa e per la famiglia, centrale nella società e nell’economia.  La famiglia infatti ha storicamente avuto nella piccola impresa i perni della propria economia ed è stata a sua volta fulcro e sostegno dell’economia generale.
Oggi però consuma di meno e non investe più, né nell’azienda familiare, né nel mattone; come evidenzia anche un recente studio BNL-Paribas.

Tra l’altro, il risparmio non è più gestito quasi esclusivamente direttamente dalle famiglie ma sempre più attraverso intermediari finanziari”. Ivo Amendolagine, presidente di Ape Brescia, denunciando la piaga degli sfratti per morosità incolpevole che colpisce Brescia, in proporzione, più di tutte le altre città della Lombardia (790 sfratti nel 2014, più 10% rispetto al 2013 e 2.000 in provincia), ha illustrato il progetto Affitto Sicuro grazie all’accordo Regione, Comune e associazioni di proprietari e inquilini: un fondo che garantisce al proprietario il canone per un anno con l’opportunità per l’inquilino, superato il periodo di emergenza, di restituire il prestito in 54 rate.

Lo strumento Affitto Sicuro diventerà operativo probabilmente dopo l’estate.

*   *   *

Cos’è la morosità incolpevole? E’ la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare”, e cioè: perdita di lavoro per licenziamento, cassa integrazione, cessazione di attività libero professionali o di impresa, malattie gravi, infortunio o decesso (omissione di rilievo lo scioglimento del nucleo familiare). “Eventi imprevedibili e temporanei” ha spiegato l’avv. Sergio Di Gangi nella sua relazione. Il decreto legge prevede un contributo (massimo 8.000 euro) a favore degli inquilini sfrattati per sanare la posizione debitoria.

Sono quindi intervenuti Mauro Fenaroli, assessore al Commercio, Turismo e Terziario del Comune di Brescia che ha illustrato i diversi provvedimenti messi in atto dall’amministrazione; e R. Marano dell’assessorato Casa della Regione Lombardia la quale ha anticipato l’idea di non consentire più l’uso “a vita” delle case popolari, ma, con un sistema a rotazione, la loro destinazione ai diversi aventi diritto.

Foto: da sin.Giorgio Spaziani Testa e Achille Colombo Clerici

Giorgio Spaziani Testa e Achille Colombo Clerici

Relazione Dott. Cicala:
Catasto alcune questioni aperte_CICALA

IEA Istituto Europa Asia – Europe Asia Institute

Le ferrovie elvetiche ampliano l’offerta di trasporto
EXPO, PREVISTI DA 300.000 A 1 MILIONE DI VISITATORI SVIZZERI

Il primo maggio 2015 prende avvio Expo 2015 a Milano. Le Ferrovie Svizzere hanno ampliato l’offerta di trasporto Internazionale e regionale TILO per far fronte all’aumento dell’utenza.

Il «Gruppo di lavoro comunicazione per la stazione FFS di Lugano» ha presentato le misure previste.

Obiettivo: illustrare lo stato dei lavori e l’insieme delle misure previste per l’utenza durante l’evento internazionale di Milano.

Da inizio maggio alla chiusura della manifestazione internazionale sono infatti attesi dalla Svizzera da 300mila a un milione di visitatori.

Per far fonte all’aumento della domanda le Ferrovie Svizzere offrono treni supplementari sia nel traffico internazionale che in quello regionale TILO, oltre che titoli di trasporto a prezzi attrattivi per i viaggi in direzione dell’Expo e la possibilità di acquistare il biglietto d’entrata alla manifestazione nelle stazioni o nel sito www.ffs.ch/expo2015.

Le FFS intendono infine riattivare uno stand informativo per l’utenza in arrivo e partenza dalla stazione nel periodo estivo.

L’ETL ha programmato offerte speciali dedicate a Expo 2015. Ad esempio un flyer intitolato «Lugano, il Giardino di Expo»; mentre per il flusso di turisti da nord verso sud sono previsti vantaggiosi pacchetti di pernottamento e visita dell’evento, prenotabili direttamente nel sito dell’Ente.

Anche per i flussi provenienti da sud vi saranno offerte mirate.

Maggiori informazioni: www.luganoturismo/expo2015.

Foto: Achille Colombo Clerici presidente IEA con il Console Generale di Svizzera Massimo Baggi

Colombo Clerici con Massimo Baggi

 

A s s o e d i l i z i a

Anche se si registrano segnali in controtendenza rispetto ai valori negativi che il settore immobiliare inanella da anni (aumento del numero dei mutui e delle compravendite mentre continua, sia pure più lievemente, il calo dei prezzi), per avere certezze sulla ripresa occorrono alcune condizioni. Si chiamano consumi e fiducia. Lo sostengo da sempre ed anche ultimamente durante la trasmissione televisiva di Class Cnbc  “5 giorni sui mercati”, rispondendo alla domanda di Marina Valerio “C’è la ripresa del mercato immobiliare?”.

In altri Paesi quali ad esempio Usa e Spagna la crisi immobiliare è stata la principale causa della recessione.

Ma in Italia il settore è stato l’ultimo a risentire della crisi economica e sarà anche l’ultimo a riprendersi.

Il leggero aumento del numero delle compravendite è legato al soddisfacimento del fabbisogno di utilizzo diretto dell’alloggio, mentre latitano gli investimenti in immobili da mettere a reddito che collochino il risparmio diffuso delle famiglie; le quali preferiscono – quelle ovviamente che sono in grado di farlo – tenere i soldi in banca oppure investirli in altre forme (borsa, fondi mobiliari e immobiliari, gestioni finanziarie, liquidità bancaria); il “picco” dei mutui è dovuto in gran parte alla ricontrattazione degli stessi; infine, la relativa tenuta dei valori – dopo il crollo – è dovuta più alla resistenza dei risparmiatori che non alla capacità di assorbimento del mercato.

Qualcuno afferma che è cambiata la propensione dell’italiano ad investire nel mattone, confondendo la conseguenza della crisi con la causa, dovuta principalmente alla tassazione eccessiva e incerta nel futuro, anche in relazione alla revisione catastale in atto.

Tanto che gli italiani vanno a comprare casa all’estero: 45.000 abitazioni nel solo 2014, equivalenti a una città di media grandezza.

Condizione essenziale e preventiva è la ripresa dei consumi; che significa rilancio del dinamismo economico. Recuperato il dinamismo economico potrà rigenerarsi la fiducia dei risparmiatori negli immobili. E su quella fiducia si costruirà la ripresa del settore. Revisione catastale permettendo: perché resto convinto che essa peserà, per l’incertezza che genera, come una cappa di piombo sulla fiducia dei risparmiatori immobiliari almeno fino al suo esito.

foto presidente 125

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
Istituto Europa Asia  – IEA – Europe Asia Institute

Serata, ad inviti, organizzata da Società del Giardino e da Associazione Architetti per Milano

MILANO, COME SI TRASFORMA E COME SI RINNOVA

La Società del Giardino in unione con l’Associazione “Architetti per Milano” ha organizzato, ad inviti, una serata sul tema: “Milano, come si trasforma, e come si rinnova. Expo, prima e dopo, PGT, Regolamento Edilizio”, martedì 24 marzo 2015 ore 18,15

Parleranno: Arch. Prof. Alberico Barbiano di Belgiojoso, Presidente dell’Associazione “Architetti per Milano”: Per quale tipo di città, di cosa è fatta, gli aspetti “che contano”, come controllare le trasformazioni indotte dai Piani; Arch. Gianni Zenoni, Vice Presidente dell’Associazione “Architetti per Milano: Continuità e contestualizzazione come criterio guida per i Piani e le trasformazioni; Arch. Susanna Rosellini, Socio Fondatore dell’Associazione “Architetti per Milano”: Le indicazioni e le norme del PGT, Piano di Governo del Territorio, quali effetti sul sistema urbano; Arch. Prof.ssa Lidia Diappi, Politecnico di Milano, Esperta di dinamiche urbane: La città metropolitana, prospettive e problemi, la nuova dimensione.

Saranno presenti: Amici della Scala, Museo Poldi Pezzoli, Amici di Brera, AIM Associazione Interessi Metropolitani, FAI Fondo Ambiente Italiano.

Foto: Achille Colombo Clerici con Alberico Barbiano di Belgiojoso

Colombo Clerici con Alberico Barbiano di Belgiojoso 2

Istituto Europa Asia IEA – Europe Asia Institute

Incontro con il sottosegretario Pier Paolo Baretta promosso da Franco Mirabelli

GIOCHI D’AZZARDO, TRA DUE MESI UNA LEGGE RESTRITTIVA

Benito Sicchiero

“Il decreto attuativo della Delega Fiscale in materia di giochi si ispira ai principi della tutela della salute pubblica e alla lotta all’illegalità. Spero che entro due mesi si possa arrivare al testo finale”. Lo ha dichiarato il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta intervenendo all’incontro organizzato a Milano (presso la sala Cavallerizza di Palazzo e Teatro Litta) dal Partito democratico “Verso il decreto sul gioco d’azzardo” su iniziativa del senatore Franco Mirabelli.

L’esplosione del gioco d’azzardo che pone il Paese al terzo posto in Europa (in Usa, in queste forme, sarebbe inconcepibile) è dovuta ad una “liberalizzazione” dell’allora ministro Giulio Tremonti nell’intento di racimolare risorse per lo Stato (circa 4 miliardi in più).

Fino al 2003 il gioco d’azzardo era rimasto confinato in pochi e precisi luoghi. Oggi il “giro” legale delle giocate è di circa 80 miliardi, cui si aggiungono l’importo non quantificabile del gioco gestito dalla criminalità organizzata (almeno 2-2500 luoghi di gioco “grigi”); e i danni sociali, altrettanto non quantificabili.

La tutela del giocatore-dipendente passa indubbiamente attraverso la riduzione dell’offerta di gioco, soprattutto nei bar e nelle tabaccherie,  ha detto Baretta, che ha elencato alcune misure:  almeno 7 mq per ogni macchinetta mangiasoldi; limitazioni del numero delle stesse che  non potranno superare il numero di sei; divieto di gioco per i  minori; numero di abitanti in rapporto alle macchinette (proposta dei 5 Stelle); controllo centralizzato con bassa giocata, bassa vincita; divieto di pubblicità; limitazione degli orari; stanziamento di 200 milioni aggiuntivi ai 50 milioni per il fondo antiludopatie.  Tutti questi provvedimenti, con la collaborazione dei Comuni, dovrebbero portare nel giro di alcuni anni ad una sensibile riduzione delle macchinette, nell’ordine di 80-100.000 unità.

Concorda il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

“Abbiamo chiesto al sottosegretario di confrontarsi a Milano con i vari soggetti che sono intervenuti sulla materia”, ha motivato l’incontro Franco Mirabelli. “Rendere più stringente la normativa delle sale giochi e arrivare a una riduzione delle macchine nei locali pubblici sono sicuramente due principi a cui fare riferimento. Mi auguro che si arrivi a una legislazione chiara e non interpretabile sul gioco, che valga per tutto il territorio nazionale, garantisca la tutela dei minori e dei più deboli e riduca il numero di apparecchi da gioco con vincita in denaro, accessibili nei locali pubblici. Una normativa che, nell’autorizzare l’apertura delle sale, faccia comunque riferimento a una legislazione che garantisca l’antiriciclaggio, la tutela della legalità, lasciando alle questure e ai ministeri competenti il ‘comando’”.

L’intervento di Ada Lucia De Cesaris, Vicesindaco di Milano, che insieme ai Comuni di altre città lombarde ha scritto pochi giorni fa una lettera al Governo esprimendo intenti di collaborazione. “Con orgoglio rivendico il lavoro che Milano e altri Comuni hanno fatto in assenza di norme. La gestione di competenze tra Stato ed enti locali va affrontata, ci deve essere garantita la possibilità di un maggiore controllo, ad ogni livello”. Oltre al Vicesindaco di Milano hanno preso la parola Maurizio Carbonera, coordinatore della campagna “Mettiamoci in gioco” (“i giocatori più accaniti appartengono per il 41% a famiglie in difficoltà economiche e i giocatori anziani sono 4 volte più della media”), Angela Fioroni, Segretaria Legautonomie Lombardia, Maggi, Confindustria Lecco e Paolo Petracca, Presidente Acli Milano.

Emilia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato ha sottolineato la sua soddisfazione per il fatto che nel disegno di legge in discussione non si parla per la prima volta solo di entrate fiscali, ma anche e soprattutto di salute delle persone e di legalità. «Il punto fondamentale è quello della protezione dei cittadini, ed in particolare dei minori, rispetto al mercato online che non è facilmente controllabile. Secondo punto importante è la pubblicità e la cultura in cui il gioco deve essere mostrato in modo responsabile e per fare ciò c’è bisogno della collaborazione di tutti: enti locali, governo, scuola e famiglie». La senatrice ha più volte ribadito che non bisogna più parlare di ludopatia, ma di dipendenza patologica da gioco. «Occorrono servizi territoriali chiari, accessibili e trasparenti per controllare questa vera e propria dipendenza».

Foto: ‎da sin Franco Mirabelli, Pier Paolo Baretta, Achille Colombo Clerici.

da sin Franco Mirabelli Pier Paolo Baretta achille Colombo Clerici

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

Confedilizia ha organizzato un convegno a Piacenza il 20 marzo per spiegarne i molti aspetti ancora poco noti

IL NUOVO CATASTO, COME SARA’ E COME FUNZIONERA’

Colombo Clerici: “Il procedimento di revisione presenta aspetti a dir poco kafkiani”

La riforma del Catasto coinvolge decine di milioni di famiglie italiane. Ovvio quindi che il tema sia seguito con attenzione ed anche con apprensione, in quanto molti temono che – nonostante le reiterate assicurazioni governative in senso contrario – si possa tradurre in una ennesima stangata sulla casa e sui risparmi in essa investiti.

Già, come anche di recente ha rilevato il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, l’impressione è che l’operazione di revisione dei classamenti e dei valori immobiliari si stia delineando come un vero procedimento kafkiano: complicatissime, possiamo dire oscure ai più, formule tecniche (algoritmi, funzioni statistiche etc.); è stata abolita la notificazione, cioè la consegna a domicilio del contribuente dell’accertamento della nuova rendita.

Aiuta a capire meglio le cose il convegno “Il nuovo Catasto. Come sarà e come funzionerà – Rendita, valori, algoritmi. Le Commissioni censuarie” organizzato da Confedilizia a Piacenza venerdì 20 marzo 2015, ore 15,30, Sala Convegni Banca di Piacenza, via I° Maggio 37 (Veggioletta). Info 06-6793489.

Saluto di apertura del viceministro della Giustizia Enrico Costa;

intervento del presidente Sezione tributaria della Corte di Cassazione dott. Mario Cicala;

relazioni del prof. ing. Antonio de Santis e dell’ing. Vincenzo Mele.

 

 

A s s o e d i l i z i a

Fisco Immobili – Il Giorno QN del 14 marzo 2015 – Quella Fiscalità a tre velocità – Achille Colombo Clerici

Quando si parlava di federalismo, all’evidenza si poneva la “questione settentrionale” imperniata in buona sostanza sul riscontro del residuo fiscale pro capite: equivalente al saldo per abitante, fra quanto lo Stato centrale preleva a titolo di imposte erariali, al lordo della fiscalità locale, e quanto lo Stato stesso “spende” per ogni cittadino in termini di spese correnti, trasferimenti agli enti locali ed investimenti.

Stando ai dati ufficiali, le Regioni del Nord danno oltre 100 miliardi di euro all’anno sul piano della solidarietà al resto del Paese, versando quindi allo Stato molto di più di quanto ricevano. Il risultato fotografa una realtà nota da tempo.

La Lombardia, ad esempio, registra un residuo fiscale annuo positivo pari a 53,9 miliardi di euro, 5.511 euro a persona, neonati compresi.  Seguono il Veneto (18,2 mld il saldo positivo, 3.733 euro pro capite), terza l’Emilia Romagna (17,8 mld, si piazza però al secondo posto con 4.076 euro pro-capite), il   Piemonte (10,5 mld, per abitante 2.418 euro), la Liguria (1 mld pari a 701 euro pro capite).

Nonostante sia più contenuto rispetto al dato riferito alle realtà del profondo Nord, anche il residuo fiscale di tutte le Regioni del Centro è sostanzialmente positivo. La Toscana ha un saldo di 8,3 miliardi di euro, il Lazio di 7,3, le Marche di 2,5 e l’Umbria di 1,1 miliardi. Le Regioni meridionali, presentano tutte un residuo fiscale negativo: vale a dire, ricevono di più di quanto versano. La Sicilia, ad esempio, ha il peggior saldo tra tutte le 20 Regioni d’Italia in termini assoluti: -8,9 miliardi di euro, che si traduce in un dato pro capite pari a -1.782 euro. Calabria, -4,7 mld (-2.408 euro pro-capite). Sardegna a -4,2 miliardi (- 2.566 euro ogni residente). Campania a -4,1 miliardi (-714 euro per ciascun abitante). Puglia a -3,4 miliardi di euro (- 861 euro pro-capite).

E’ senz’altro giusto che i più ricchi aiutino i più poveri. Principio di solidarietà adottato ovunque, si tratti di persone, Regioni o Stati.  A cominciare dagli Usa, anche se nell’Unione Europea, patria del welfare, il principio dell’aiuto tra Stati zoppica.

Ma non è giusto che la politica dei tagli lineari colpisca in eguale misura Regioni virtuose e Regioni meno virtuose che spesso registrano le più consistenti evasioni fiscali.

In ogni caso, penalizzare le Regioni dove si pagano le tasse più alte facendo mancare risorse per i servizi pubblici – trasporti, scuole, sanità, servizi sociali – significa innescare tensioni sociali e, in fin dei conti, penalizzare l’intero Paese che subisce complessivamante un calo di competitività.

E comunque la gestione amministrativa della fiscalità a due o tre velocità, a seconda delle diverse aree del Paese, non si giustifica più.

Colombo Clerici intervento