“Il Fisco” edizione del 16 febbraio 2015 – Assoedilizia – Riforma Catasto – “Le nuove rendite catastali e l’impossibile invarianza di gettito” di Giuseppe Rebecca

febbraio 16, 2015

Assoedilizia
Informa

 “Il Fisco”, nell’edizione di febbraio 2015, sulla medesima posizione critica di Assoedilizia al riguardo della “invarianza del gettito” contenuta nella legge delega fiscale in materia di Riforma del Catasto.

Riportiamo, tratto da un articolo di Giuseppe Rebecca dal titolo “Le nuove rendite catastali e l’impossibile invarianza di gettito”:
“ …Trattiamo un aspetto non ancora completamente analizzato e cioè delle possibili conseguenze che deriveranno dalla revisione dei valori ai fini delle imposte, dirette e indirette.

Il problema era ben presente al legislatore, e non poteva essere altrimenti; si è pertanto provveduto con una delega specifica. Solo che, come vedremo, si tratta di parole del tutto inapplicabili, sotto l’aspetto pratico operativo.

Stupisce peraltro osservare come ancora poche voci si siano alzate contro quello che si preannuncia come il cataclisma fiscale prossimo venturo.

La delega per la riforma fiscale, oltre ad una generale previsione di riduzione dell’imposizione fiscale (art. 16), così intanto si rassicurano tutti, prevede una cosa molto importante, come si è già detto: l’invarianza di gettito complessivo relativamente agli immobili.

La riforma catastale, modificando radicalmente i criteri di determinazione dei valori catastali imponibili, e portando i valori fiscali più vicini ai reali, rispetto a quelli attuali, rischia di innescare un processo di lievitazione dell’imposizione tributaria sugli immobili, tale da dare il colpo di grazia al settore, già così fortemente colpito da una parossistica frenesia degli introiti facili e immediati…

…La invarianza prevista dalla legge delega fiscale non è, infatti, invarianza del prelievo a carico del contribuente, né invarianza di una specifica imposta, ma semplice invarianza teorica di gettito totale per lo Stato.

La legge delega non stabilisce nemmeno il principio dell’invarianza del gettito a livello locale, in quanto manca una specifica norma in tal senso….

…Come ha riferito il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in una conferenza stampa del 24 febbraio 2014: “Il fatto che le basi imponibili son più basse (oggi, n.d.A.) non significa che il gettito delle imposte sia inferiore a quanto il fisco si attende”.

Il legislatore sa, come ha sempre saputo, di intervenire su basi imponibili basse e conseguentemente, come d’altronde ha fatto finora, modula le aliquote in modo tale da ottenere il gettito voluto; cioè le tiene più elevate.

C’è semmai da dire che nel sistema catastale attuale possono presentarsi situazioni di squilibrio di valori, a seconda delle epoche dell’accatastamento, delle revisioni intervenute, del diverso funzionamento degli uffici erariali e dei comuni.

Ma per ovviare a queste sperequazioni non c’è bisogno di cambiare i criteri di determinazione dei valori imponibili.
Basta fare le revisioni generali con il metodo con cui son state già fatte e si stanno facendo quelle per microzone.

Sovvertendo il sistema si rischia di mandare all’aria tutta l’economia del settore immobiliare.

Chissà come e quando sarà gestita, l’invarianza.
Noi siamo assolutamente scettici.

Certo è che, ove le aliquote, tutte, sia per le imposte dirette che per quelle indirette, non subissero la stessa riduzione proporzionale corrispondente al relativo aumento di valore degli immobili, ne conseguirebbe una situazione del tutto insostenibile, da parte dei contribuenti.

Ma già qui c’è qualcosa che non va, sotto l’aspetto logico.

I valori degli immobili si prevedono in aumento, come già detto, ma l’aumento sarà molto diversificato, sul territorio, sia per area, che per zona, che per tipologia di immobili.

Sarà dato maggior peso al posizionamento dell’area (città o periferia), alle zone (più o meno degradate), agli interventi di recupero e all’età dell’immobile.
Le aliquote, invece, si presume siano le stesse, come oggi, su tutto il territorio nazionale.
Ma per garantirsi l’equivalenza rispetto ad oggi, vorrà dire che per il futuro avremo aliquote per ogni Comune, o meglio aliquote per ogni immobile, oppure una sola aliquota media, che possa tenere conto di tutte le variazioni?

E questo sia per le imposte dirette che per le imposte indirette. Chiaramente non potrà essere così!

Ma ci domandiamo, che senso ha tutto ciò?
Si vuole aumentare il gettito, facendo finta di nulla?

Si anticipa una rassicurazione; la riforma fiscale ha l’obiettivo di ridurre le imposte, si dà poi la bonaria rassicurazione che il gettito totale sugli immobili non aumenterà, e si abbandonano i contribuenti al loro triste segnato destino.

Se poi i proprietari dovessero protestare, si vedrà, piano piano, cosa fare.
La politica dei piccoli passi, appunto.

A noi pare difficile, per non dire impossibile, l’applicazione pratica della clausola di salvaguardia…

…Cosa dobbiamo attenderci?
Non possiamo attenderci niente di positivo, per i contribuenti, né a riforma completata, né nel frattempo.

Queste le recenti affermazioni dell’attuale direttore delle Agenzie delle Entrate, Rossella Orlandi, “qualcuno pagherà di meno, qualcuno di più”.”

Una affermazione che la dice lunga su quel che potrà accadere e che noi intuiamo.
Per questo fa rabbrividire.

Foto: Achille Colombo Clerici

foto presidente 130

 

Articolo: Il Fisco

 

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