Libero Quotidiano del 25 febbraio 2015

In fumo il 20% del valore
Altro che ripresa del mattone
Prezzi in caduta fino al 2016
L’agenzia americana Fitch smentisce l’ottimismo di governo e banche: le quotazioni reali non smettono di scendere.
Ininfluente il recente rimbalzo nelle compravendite

Attilio Barbieri

La gelata sul mercato immobiliare prosegue. L’agenzia di rating internazionale Fitch ha pubblicato ieri un corposo report sul mattone italiano che smonta la tesi della ripresa.
Le compravendite sono sì tornate a salire, anche se soltanto dell’1,2% ma il ritorno della domanda non è riuscito a invertire la tendenza al ribasso dei prezzi.

Così, dopo il calo del l’1,6% nelle quotazioni fatto registrare nel 2014, anche per l’anno in corso è prevista una ulteriore riduzione.
E pure per il 2016 l’agenzia newyorkese vede nero: ben difficilmente la tendenza si invertirà, portando il calo complessivo al 20% rispetto alle quotazioni di picco raggiunte nel 2008.

L’aggiornamento contenuto nel Mortgage market index Italy fa piazza pulita dell’ottimismo ostentato nei mesi scorsi da governo e banche: a guidare il rimbalzo nella concessione di nuovi mutui sono le surroghe, i rifinanziamenti.
Fitch vede nero soprattutto per le nostre regioni meridionali. Al Sud le quotazioni sono già scese del 27%, ben più di quanto dica la media nazionale, e il trend si confermerà sia per l’anno in corso sia per il prossimo.
La forbice dei prezzi fra regioni del Nord e Mezzogiorno è destinata dunque ad ampliarsi.

A deprimere i corsi sul mercato immobiliare contribuisce fra l’altro lo stock di

IL NOSTRO MERCATO IMMOBILIARE SECONDO FITCH

5% La percentuale di mutui immobiliari in default a settembre 2014.
Dodici mesi prima era al 4,7% -1,6%

La flessione nei prezzi delle case registrata nel 2014 sull’anno precedente -16%

Il calo delle quotazioni immobiliari rispetto al picco registrato nel 2008 -27%

La flessione dei prezzi al Sud
-20%

Il calo previsto al 2016 a livello nazionale
+7,3% P&G/L

L’erogazione di nuovi mutui, in massima parte destinati però a rifinanziare i vecchi case escusse da banche ed enti finanziatori ai mutuatari insolventi.

Dodici mesi or sono ce n’erano oltre 500mila pronte a finire all’asta. Ma sono rimaste in orbita di parcheggio vista la posta in gioco: l’arrivo simultaneo sul mercato di una tale massa di abitazioni in vendita avrebbe fatto letteralmente precipitare i prezzi.

Riletti alla luce dei dati diffusi ieri dalla Fitch le preoccupazioni tedesche per l’esplosione di una bolla immobiliare, almeno in Italia, fanno ridere. La realtà è un’altra: mentre nelle prime sette città della Germania i prezzi degli appartamenti sono saliti del 38% da 2010 in poi, da noi hanno continuato a scendere.

E al di fuori dei centri urbani, il calo ha superato addirittura il 50%. In molte zone dello Stivale un immobile che fino al 2008 si vendeva a 200mila euro, ora riceve offerte d’acquisto a meno di 100mila.

Il quadro a tinte fosche tratteggiato da Fitch trova conferma per altro nei dati diffusi in questi giorni da Bankitalia: le compravendite tornano a salire ma lo sconto concesso resta nell’ordine del 16%.
E gli operatori immobiliari che segnalano una diminuzione dei prezzi, sale dal 66% del terzo trimestre 2014 al 67,6 del quarto.
Se queste sono le premesse le previsioni negative dell’agenzia di rating trovano una conferma nelle dinamiche del mercato. “Tuttora orientate in negativo”, conferma a Libero il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici. Che aggiunge: “Per parlare di ripresa i tre fattori critici, vale a dire il numero delle compravendite, il valore delle transazioni e il tempo impiegato per chiuderle, dovrebbero girarsi in positivo. E per ora non sta accadendo”.

Ma c’è un altro elemento che secondo gli economisti dell’agenzia di New York frena l’erogazione di nuovi mutui immobiliari: i prestiti a basso rischio tra istituti di credito che potenzialmente sono in grado di assorbire la liquidità destinabile all’acquisto di nuove case. Un fenomeno che ha di fatto vanificato per tutto il 2014 le iniezioni di liquidità della Banca centrale europea a vantaggio dell’economia e che rischia di segnare pure quest’anno e il prossimo.

foto presidente 122

A s s o e d i l i z i a
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Organizzato dal Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale.

Coordinamento della Prof.ssa Maria Elisa D’Amico, Università degli Studi di Milano

MERITO E PARITA’ DI GENERE NELLA CORPORATE GOVERNANCE

Con il patrocinio di: Comune di Milano, Ordine degli Avvocati di Milano, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Milano, Comitato Pari Opportunità Ordine degli Avvocati di Milano

Il Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale organizza un Corso di perfezionamento dal titolo: “Merito e parità di genere nella corporate governance delle società e degli enti partecipati dalla pubblica amministrazione: principi generali e realtà territoriale milanese” coordinato dalla Prof.ssa Maria Elisa D’Amico.

Coordinamento didattico: Dott.ssa Stefania Leone.

Comitato Scientifico:
Prof.ssa Maria Elisa D’Amico (ordinario di Diritto costituzionale – Università degli Studi Milano); Prof.ssa Stefania Bariatti (ordinario di Diritto internazionale – Università degli Studi Milano); Prof. Francesco Denozza (ordinario di Diritto commerciale – Università degli Studi Milano); Dott.ssa Alessandra Stabilini – (ricercatrice confermata in Diritto commerciale – Università degli Studi Milano); Dott. ssa Stefania Leone (ricercatrice in Diritto costituzionale – Università degli Studi di Milano).

Il corso di perfezionamento, ponendosi nel solco della legge n. 120 del 2011 – che ha introdotto uno specifico obbligo di incremento della componente femminile negli organi societari -,vuole contribuire,  proprio nell’ottica  di favorire un riequilibrio tra i sessi e di valorizzare merito e competenze, alla formazione delle future figure professionali (donne, ma ovviamente anche uomini) che saranno chiamate ad entrare a far parte degli organi di governo delle società, in particolare di quelle partecipate dalla pubblica amministrazione. Il corso prevede, inoltre, una parte di lezioni con focus specifico sul sistema di società ed enti partecipati dal Comune di Milano.

Non essendo la formazione cui si intende contribuire solo di tipo teorico, ed essendo proposito del corso consentire agli iscritti anche un esame diretto delle problematiche connesse alla governance, particolare attenzione sarà dedicata alla dimensione “pratica”. Per questa ragione, alcune delle docenze saranno tenute da funzionari comunali che, ad alto livello e con competenze acquisite mediante lunga esperienza, saranno in grado di fornire elementi utili per far comprende come le regole astratte operino concretamente.

Inoltre, sempre in quest’ottica, interverranno ad alcune delle lezioni operatori, altamente specializzati e dotati di indiscussa esperienza professionale, nominati in società od enti partecipati dal Comune di Milano. Il corso si rivolge a professionisti (avvocati, commercialisti, economisti, aziendalisti), ma aperto a tutte le laureate e i laureati che abbiano interesse a svolgere attività presso società o enti partecipati dalla pubblica amministrazione o che siano comunque interessati ad approfondire tematiche particolarmente attuali nell’ambito della corporate governance.
Le domande di ammissione devono essere presentate entro il 9 marzo 2015 nei termini e con le modalità indicate nel bando.
Per informazioni: Facoltà di Giurisprudenza – Segreteria Didattica; Via Festa del Perdono n. 7, Milano tel. 02.503.12694/12087 – fax: 02.5031.2475; e-mail:infomaster.giurisprudenza@unimi.it; Sito:www.corporategovernance.uni

Foto: Marilisa D’Amico con Valerio Onida e Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Onida e D'Amico

ADNKRONOS 24 febbraio 2015

“L’impressione è che il processo di revisione (del catasto ndr) dei classamenti e dei valori immobiliari, disciplinato dalla riforma contenuta nella legge delega fiscale, si stia delineando come un vero procedimento kafkiano. Uno sgomento soprattutto per i piccoli proprietari di casa che vedono allontanarsi sempre più la possibilità di difendersi davanti a una burocrazia tributaria protetta da un sistema normativo più adatto a far giustizia sommaria. Rischiano infatti di essere travolti i piccoli contribuenti che faticosamente cercano di salvaguardare il proprio risparmio”.
Lo scrive su ‘Libero, il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici.

Rileviamo che è sovvertito il sistema per portare a conoscenza degli interessati la variazione delle rendite ed i nuovi valori.
Aspetto rilevantissimo, poiché dal momento della piena conoscenza scattano i termini per l’impugnazione innanzi alle commissioni tributarie.
Prima il contribuente era garantito dal sistema della notificazione: aspettava al suo domicilio che gli “consegnassero nelle mani” l’atto tributario che lo riguardava, cioè l’accertamento della nuova rendita.
Ora questo atto se lo deve andare a cercare.  All’albo pretorio, attualmente on line in molti comuni, dove certamente l’affissione non è una notificazione, nonostante la legge la definisca tale.
Ad abundantiam si prevede che la comunicazione gli arrivi in ufficio mediante la pec (posta elettronica certificata): beato colui che ha l’uno e l’altra.
Ma il sistema, stiamone certi, non è sicuro nemmeno per le grandi immobiliari, i fondi, le Siiq e le Siinq: cioè per i professionisti del settore.

Il legislatore si affanna a mascherare il fatto che pur anche una miriade di mezzi di comunicazione, anche collettiva, non può equivalere e quindi sostituire la semplice consegna dell’atto “nelle mani” del destinatario.

Sorge il pensiero che il proprietario immobiliare, per essere veramente sicuro, debba monitorare permanentemente il Catasto, per controllare se i dati della rendita siano cambiati.

C’è da chiedersi quanto ciò soddisfi l’esigenza del rispetto della nostra Costituzione e dei principi fondamentali del nostro ordinamento.

Colombo Clerici intervento

“Libero Quotidiano” edizione  del 24 febbraio 2015

Achille Colombo Clerici

L’impressione è che il processo di revisione dei classamenti e dei valori immobiliari, disciplinato dalla riforma contenuta nella legge delega fiscale, si stia delineando come un vero procedimento kafkiano.

Uno sgomento soprattutto per i piccoli proprietari di casa che vedono allontanarsi sempre più la possibilità di difendersi davanti ad una burocrazia tributaria agguerrita, assistita dallo schieratissimo apparato delle amministrazioni comunali e protetta da un sistema normativo più adatto a far giustizia sommaria che giustizia fiscale .

Se il problema fosse semplicemente quello di far emergere l’evasione fiscale del settore e stanare gli immobili fantasma, mettendoli a regime, potremmo concordare.

Ma qui rischiano di essere travolti i piccoli contribuenti, i più deboli ed indifesi, che faticosamente cercano di salvaguardare giorno dopo giorno il proprio risparmio investito nella casa, che son sempre stati ligi al fisco, che sperano di lasciare ai propri figli il frutto del proprio lavoro.

Tralasciamo pure di parlare delle complicatissime, possiamo dire oscure ai più, formule tecniche (algoritmi, funzioni statistiche etc.) nelle quali si racchiude tutto il meccanismo di determinazione dei valori sulla base dei quali si concretizzerà il debito tributario.

Tralasciamo di dire che la comprensione di tale meccanismo, sia pure attraverso la presenza dei rappresentanti di categoria nelle commissioni censuarie, è difficile.

La legge delega in materia fiscale del marzo 2014 parlava di “esperti” «anche indicati dalle associazioni di categoria del settore immobiliare».

Il decreto legislativo del dicembre 2014, entrato in vigore il 28 gennaio scorso, parla invece di “indicazione delle associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare”.
Come dev’esser intesa questa apertura al possibilismo normativo?

Tralasciamo pure di dire dell’invarianza del gettito che è già assai difficoltoso, se non impossibile, verificare a livello comunale.
Perché occorrerebbe tener conto di alcune variabili conosciute solo dal comune, come il gettito delle nuove costruzioni, della riqualificazione immobiliare con la conseguente rivalutazione automatica dei valori catastali, del recupero dell’evasione, nonché l’entità della portata delle esenzioni.
Se si arrivasse poi ad ipotizzare che questo controllo debba avvenire a livello statale, sarebbe come vanificarne ogni effetto.

Ma rileviamo che è addirittura sovvertito il sistema per portare a conoscenza degli interessati la variazione delle rendite ed i nuovi valori.
Aspetto rilevantissimo, poiché dal momento della piena conoscenza scattano i termini per l’impugnazione innanzi alle commissioni tributarie.
Prima il contribuente era garantito dal sistema della notificazione: aspettava al suo domicilio che gli “consegnassero nelle mani” l’atto tributario che lo riguardava, cioè l’accertamento della nuova rendita.
Ora questo atto se lo deve andare a cercare.  All’albo pretorio, attualmente on line in molti comuni, dove certamente l’affissione non è una notificazione, nonostante la legge la definisca tale.
Ad abundantiam si prevede che la comunicazione gli arrivi in ufficio mediante la pec (posta elettronica certificata): beato colui che ha l’uno e l’altra.
Ma il sistema, stiamone certi, non è sicuro nemmeno per le grandi immobiliari, i fondi, le Siiq e le Siinq: cioe per i professionisti del settore.

Il legislatore non sa più cosa fare e cosa dire per mascherare il fatto che pur anche una miriade di mezzi di comunicazione, anche collettiva, non può equivalere e quindi sostituire la semplice consegna dell’atto “nelle mani” del destinatario.

Sorge il pensiero che il proprietario immobiliare, per essere veramente sicuro, debba monitorare permanentemente il Catasto, richiedendo almeno ogni mese la scheda relativa al proprio immobile, per controllare se i dati della rendita siano cambiati.

C’è da chiedersi quanto ciò soddisfi l’esigenza del rispetto della nostra Costituzione e dei principi fondamentali del nostro ordinamento.

Non sarà per caso che il fisco, nello spirito del “non disturbare il manovratore”, voglia aumentare i valori catastali cercando di tenerne il più possibile all’oscuro il contribuente?

foto presidente 131

Achille Colombo Clerici

Il GIORNO QN Rubrica Assoedilizia “Quel valore da difendere”- edizione del 21 febbraio 2015

La crisi immobiliare colpisce non solo i valori della casa (circa 2.000 miliardi di diminuzione di valore dell’intero patrimonio immobiliare italiano), le compravendite, ridotte alla metà in pochi anni, le nuove costruzioni,ormai al lumicino; ma anche il vasto settore dell’indotto della più importante attività economica del Paese.
Delle 94.000 imprese artigiane che hanno chiuso i battenti dal 2009 al 2014 passando da 1.446.000 a 1.375.5000 unità (dati del centro studi Cgia di Mestre) oltre il 54 per cento   riguarda attività legate al comparto immobiliare: edili, lattonieri, posatori, elettricisti, idraulici, manutentori caldaie, falegnami, mobilieri, stuccatori, marmisti etc.

La Lombardia sta pagando il prezzo più alto: quasi 12.000 imprese in meno, seguita da Emilia Romagna e Veneto (circa 10.000). Calcolando una media di 2-3 addetti per impresa, sono centinaia di migliaia le famiglie in gravi difficoltà.

Ma c’è anche una perdita che non è possibile tradurre in cifre.

Le piccole e piccolissime imprese rappresentano non solo il più importante settore di produzione e di occupazione della Lombardia e del Paese, ma anche un fattore di mantenimento di una tradizione di mestieri trasmessi da padre a figlio, da anziano a giovane, e quindi di cultura; fonte di fascino e di attrattività per il turismo, soprattutto per gli stranieri.
Tema questo quanto mai attuale alla vigilia di EXPO.

E’ quindi interesse generale opporsi a un sistema normativo-burocratico miope e controproducente che penalizza le piccole imprese e non favorisce l’attività artigianal-commerciale legata alla logica dell’economia della famiglia.

Miriadi di permessi necessari per aprire un’attività commerciale, innumerevoli norme e scadenze da rispettare, interventi assurdamente penalizzanti del sistema tributario del quale, se pure è accettabile ed anzi auspicabile un sempre maggior impegno contro l’evasione, diventa difficile capire certe logiche.

E’ assolutamente prioritario intraprendere un’azione di riduzione del carico burocratico e fiscale sulle piccole imprese, utilizzando una frazione rilevante delle risorse derivanti tanto dalla lotta all’evasione, quanto dalla riduzione dei costi e degli sprechi nella amministrazione della cosa pubblica. E avviare con l’intervento dello Stato una attività di sostegno forte delle attività artigianali esistenti. Non basta l’intervento di promozione e di incentivazione delle start up. E’ regola aurea: primo non disperdere la ricchezza esistente e secondariamente crearne di nuova.

In un mondo globalizzato che mette in vendita gli stessi prodotti da Hong Kong a New York, l’opera “fatta a mano” godrà di un favore sempre maggiore nella preferenza dei consumatori: difendiamolo.

foto presidente 131

Istituto Europa Asia IEA – Europe Asia Institute
Informazione

A cura di Benito Sicchiero

Concorso promosso dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia nell’ambito del programma di scambi binazionali «Viavai – Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia»

LE APP MIGLIORI SUI TEMI DI EXPO

I vincitori italiani studenti di Parma, Bracciano, Viterbo, Agrigento

Il programma di scambi binazionali “Viavai –Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia”, promosso dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e realizzato in partenariato con i cantoni Ticino e Vallese, la città di Zurigo, la Fondazione Ernst Göhner e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura della Regione Lombardia e del Comune di Milano, annuncia i vincitori del concorso “Italia-Svizzera verso l’Expo 2015-Imparare, sviluppare, diffondere”.

Si tratta di tre italiani e di tre svizzeri i quali hanno progettato e creato un’APP attinente ai temi di Expo.

Vincitori nominati dalla Giuria Nazionale, composta da membri esperti appositamente selezionati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dall’Ambasciata di Svizzera in Italia,  per ognuna delle tre aree tematiche proposte nelle schede didattiche.

Spreco ed educazione alimentare Italia – SharingFood – Liceo Classico Europeo Convitto Nazionale Maria Luigia, Parma (Emilia-Romagna). Docente referente: Rosaria Napolitano.
Autori: Beatrice Contini, Anita Faelli, Julien Franc.
Svizzera – 7to9 – Schule für Gestaltung Aargau,  Aarau (Aargau).  Docente referente: Danilo Silvestri. Autori: Nadine Laube, Dominique Huwyler.
Sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile Italia – L’abeille écolo –  Liceo scientifico “Ignazio Vian”, Bracciano (Lazio). Docente referente: Françoise Altamura.  Autori: Valeria Guidi, Sonia Matrone, Francesca Mazzù, Nicole Zampino.
Svizzera –  Agrico –   Kantonsschule Ausserschwyz,  Pfäffikon (Schwyz).  Docente referente: Claire Duteil.  Autori: Lukas Bühler, Malin Hohl, Svenja Nydegger, Lara Stuppia.
Il patrimonio agro-alimentare Italia – Back to the Earth –  Liceo scientifico e linguistico statale “Leonardo”, Agrigento (Sicilia).  Docente referente: Mary R. Lo Re. Autori: Claudia Cacicia, Francesco Ciraolo, Giorgio Maida. Svizzera – EatSwiss –   Lycée Denis-de-Rougemont , Neuchâtel. Docente referente: Mauro Picci . Autori: Eve Magnanelli, Justine Kusch, Emmanuelle Laure Schaller. Tra questi sei gruppi vincitori è stato assegnato un premio speciale al concept  di APP SharingFood (Parma) che ha ottenuto il punteggio più alto.

Il premio speciale consiste nel reale sviluppo dell’APP da parte di un programmatore.

Essa verrà poi resa disponibile gratuitamente per un anno su uno o più dei principali store di APP.

La Giuria Popolare, composta dagli utenti del sito www.expoitaliasvizzera.it, ha nominato tre vincitori svizzeri e tre vincitori italiani, ossia un gruppo vincitore svizzero e uno italiano per ognuna delle tre aree tematiche.

Spreco ed educazione alimentare Italia – Gaspillage: non merci!- Istituto Tecnico Commerciale ‘Paolo Savi’,  Viterbo (Lazio). Docente referente: Bruna Modica Ragusa.  Autori: Emanuele Mene, Emanuele Morgani, Fabio Porchianello, Giacomo Tarantino.
Svizzera – 7to9 – Schule für Gestaltung Aargau,  Aarau (Aargau).  Docente referente: Danilo Silvestri.  Autori: Nadine Laube, Dominique Huwyler .
Sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile Italia – Abeille vagabonde-  Liceo scientifico “Ignazio Vian”, Bracciano (Lazio). Docente referente: Françoise Altamura.  Autori: Elisa Albarello, Giulia Canino, Andrea Cecchini, Maria Saulino.

Svizzera – Agrico –  Kantonsschule Ausserschwyz,  Pfäffikon (Schwyz).  Docente referente: Claire Duteil.  Autori: Lukas Bühler, Malin Hohl, Svenja Nydegger, Lara Stuppia.
Il patrimonio agro-alimentare Italia – Le plus sain-  Istituto Tecnico Commerciale ‘Paolo Savi’, Viterbo (Lazio). Docente referente: Bruna Modica Ragusa.  Autori: Chiara Bosco, Elisa Capoccetti, Carlotta Mecozzi, Aurora Proietti. Svizzera – Earth Quiz- Fachmittelschule Glarus. Docente referente: Urs Hauser.
Autori: Svenja Marocchini.

foto presidente 116

Istituto Europa Asia IEA – Europe Asia Institute
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L’ Award promosso da Communication Agency in occasione della BIT

IL PREMIO EXCELLENT PER IL TURISMO FESTEGGIA I 20 ANNI

Colombo Clerici: “Ci auguriamo che Expo 2015 Milano aiuti il nostro Paese a raggiungere, in campo turistico, il posto che gli spetta; nonostante l’insufficienza da parte dello Stato e degli Enti locali nell’ utilizzare appieno tutte le potenzialità del settore”

La manifestazione, che quest’anno festeggia i vent’anni, viene considerata il più autorevole riconoscimento per l’industria turistico alberghiera italiana.

Sede storica dell’evento l’Hotel Principe di Savoia di Milano che, anche quest’anno, ha ospitato un parterre di ospiti di alto livello. La manifestazione che, come da tradizione, si è tenuta in contemporanea con la BIT (Borsa internazionale del Turismo), è  promossa da Communication Agency e intende riconoscere i meriti di quegli imprenditori e manager che, con la loro attività, hanno contribuito allo sviluppo e al miglioramento dell’ economia turistica che rappresenta un importante asset strategico per la crescita del Paese.

Secondo Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia IEA Europe Asie Institute “quello del turismo è l’unico settore che può progredire anche in tempi in cui crolla la produttività, perché il suo sviluppo non è in alcun modo legato ai limiti di capacità di assorbimento da parte del mercato, come avviene ad esempio per i beni durevoli. Sicché il turismo sta dimostrando di rappresentare, in questa congiuntura economica, una fondamentale via di uscita per controbilanciare la stasi di altri settori. Purtroppo anche nella nostra città e nella nostra regione assistiamo ad un insufficiente utilizzo delle potenzialità di questo comparto economico.  Scontiamo l’incapacità in sede locale di ridurre a sistema il ricchissimo asset del patrimonio turistico, nonché gli effetti di una miope politica centrale di promozione nell’ambito internazionale.

Ci auguriamo che Expo, con la sferzata di immagine e l’impulso produttivo che comporterà, riesca a collocare il turismo nel ruolo che gli spetta”.

E una conferma viene dalle rilevazioni statistiche elaborate da Trademark Italia.

Sono, infatti, 7 milioni e ottocentomila i posti letto suddivisi in strutture alberghiere, per un giro d’affari pari a circa 99 miliardi di euro, che diventano 160 miliardi (pari a circa l’11% del PIL) se si considera anche l’indotto dell’intero comparto Viaggi e Turismo, con 2 milioni 600 mila addetti (pari al 12% circa della forza lavoro italiana), di cui il 70% circa impiegato nelle aziende ricettive.

Anche quest’anno è stata una qualificata Giuria a redigere l’elenco dei premiati scelti fra le personalità del settore turistico alberghiero; ma, nel corso della serata di gala, sono stati consegnati riconoscimenti anche ad alcuni ambasciatori dell’eccellenza nazionale. Personalità che hanno contribuito ad affermare il brand Italia nel mondo.

Quest’anno sono stati premiati:
– Giuseppe Sala, Commissario Expo 2015;
– Ernesto Pellegrini, Pellegrini Spa, Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus;
– il Gen. Giorgio Battisti Corpo degli Alpini;
– Nerio Alessandri fondatore e presidente Technogym;
– Enrico Pazzali Amministratore Delegato Fiera di Milano.

Un riconoscimento speciale, come importante istituzione straniera, è andato all’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Università degli Studi di Milano. Riconoscimenti per il settore turistico alberghiero a Giuseppe Fontana, Robert Koren, Milena Mineo, Giuseppe Rossi, Vincenzo Finizzola, Roberto Franchi, Consorzio Turistico Marca Treviso.

A presentare la serata è stata come sempre la conduttrice televisiva Tessa Gelisio.

Foto:

– Il gen. Giorgio Battisti con Achille Colombo Clerici
–  La premiazione di Expo 2015 –  Piero Galli, Direttore Generale Divisione Event & Entertainment di Expo 2015 S.p.A.
– Achille, Giovanna e Giulia Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici con Gen. Giorgio Battisti

 Excellent premiazione Expo 2015

Achille, Giovanna e Giulia Colombo Clerici

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IL Giorno QN “La virtù civica ci salverà”

Achille Colombo Clerici

Una settimana fa, in questa stessa rubrica, denunciavamo che le nostre città stanno diventando arene di maleducazione, di prepotenze, di prevaricazioni, di violenza piccola e grande.

Le nostre città soffrono, ma per fortuna sono in grado di sviluppare gli anticorpi.  Migliaia di nuclei di volontariato, milioni di singoli cittadini che affermano ogni giorno i valori del vivere civile. Questi i dati, rilevati per la prima volta dall’Istat lo scorso anno, che fotografano l’esercito del bene.

Sono 6,63 milioni gli italiani che svolgono un lavoro volontario, definito come “attività prestata gratuitamente e senza alcun obbligo”, per almeno una volta al mese. La maggior parte di loro – oltre 4 milioni – lo fa all’interno di organizzazioni (associazioni, comitati, movimenti, gruppi informali); i restanti direttamente a favore di altre persone, della comunità o dell’ambiente. Il tasso di volontariato è pari al 12,6 per cento della popolazione: un italiano su 8. Era il 6,9 per cento nel 1993, e il 10 per cento nel 2011. La regione più ampiamente in testa alla classifica, per tasso di volontariato totale, è il Trentino, mentre Lombardia, Emilia Romagna e Veneto si collocano sul podio per numeri assoluti.

A Milano – ma analoghe iniziative vengono messe in atto in centinaia di altri nuclei urbani, grandi e piccoli – fin dalla metà degli anni ’90 il Coordinamento dei Comitati Milanesi con Assoedilizia, Amici di Milano e Comieco, diede vita al Premio alla Virtù Civica Panettone d’Oro, che rappresentava il riconoscimento dei cittadini milanesi verso quelle persone che si distinguono per il loro senso civico e l’aiuto al prossimo. Nel corso degli anni diverse altre importanti associazioni cittadine e nazionali, nonche’ questo quotidiano, si sono affiancati nella promozione dell’iniziativa condividendone lo spirito.

Il premio è giunto alla XVI edizione e sono oltre 300 i premiati tra cittadini e associazioni.

Si tratta di un’iniziativa tra le più genuine e di maggior valore fra quante, a carattere non pubblico, ci siano a Milano.
Una realtà importante e seria, nello spirito della milanesità.

Riconosce il merito di persone semplici e non di personalità che non hanno bisogno di riconoscimenti di sorta, ma semmai procurano un ritorno di immagine agli organizzatori stessi.

Premia chi lavora nell’anonimato, quasi sempre con grande sacrificio, chi è utile agli altri ed alla città.

In questo momento di crisi ha anche una valenza collettiva importante perché testimonia che l’impegno civile è un grande fattore di fiducia e di speranza nel futuro per la società tutta.

Solidarietà, attenzione al territorio e all’ambiente, rispetto reciproco fra cittadini, tutela dei più deboli e degli emarginati, rispetto della cultura e della tradizione civica e difesa dei diritti dei cittadini sono i campi nei quali più spesso si esplica la benemerita azione dei premiati.
Essi sono le persone che potremmo chiamare “gli eroi di tutti i giorni”.

foto presidente 130

Il Giorno

Assoedilizia
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 “Il Fisco”, nell’edizione di febbraio 2015, sulla medesima posizione critica di Assoedilizia al riguardo della “invarianza del gettito” contenuta nella legge delega fiscale in materia di Riforma del Catasto.

Riportiamo, tratto da un articolo di Giuseppe Rebecca dal titolo “Le nuove rendite catastali e l’impossibile invarianza di gettito”:
“ …Trattiamo un aspetto non ancora completamente analizzato e cioè delle possibili conseguenze che deriveranno dalla revisione dei valori ai fini delle imposte, dirette e indirette.

Il problema era ben presente al legislatore, e non poteva essere altrimenti; si è pertanto provveduto con una delega specifica. Solo che, come vedremo, si tratta di parole del tutto inapplicabili, sotto l’aspetto pratico operativo.

Stupisce peraltro osservare come ancora poche voci si siano alzate contro quello che si preannuncia come il cataclisma fiscale prossimo venturo.

La delega per la riforma fiscale, oltre ad una generale previsione di riduzione dell’imposizione fiscale (art. 16), così intanto si rassicurano tutti, prevede una cosa molto importante, come si è già detto: l’invarianza di gettito complessivo relativamente agli immobili.

La riforma catastale, modificando radicalmente i criteri di determinazione dei valori catastali imponibili, e portando i valori fiscali più vicini ai reali, rispetto a quelli attuali, rischia di innescare un processo di lievitazione dell’imposizione tributaria sugli immobili, tale da dare il colpo di grazia al settore, già così fortemente colpito da una parossistica frenesia degli introiti facili e immediati…

…La invarianza prevista dalla legge delega fiscale non è, infatti, invarianza del prelievo a carico del contribuente, né invarianza di una specifica imposta, ma semplice invarianza teorica di gettito totale per lo Stato.

La legge delega non stabilisce nemmeno il principio dell’invarianza del gettito a livello locale, in quanto manca una specifica norma in tal senso….

…Come ha riferito il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in una conferenza stampa del 24 febbraio 2014: “Il fatto che le basi imponibili son più basse (oggi, n.d.A.) non significa che il gettito delle imposte sia inferiore a quanto il fisco si attende”.

Il legislatore sa, come ha sempre saputo, di intervenire su basi imponibili basse e conseguentemente, come d’altronde ha fatto finora, modula le aliquote in modo tale da ottenere il gettito voluto; cioè le tiene più elevate.

C’è semmai da dire che nel sistema catastale attuale possono presentarsi situazioni di squilibrio di valori, a seconda delle epoche dell’accatastamento, delle revisioni intervenute, del diverso funzionamento degli uffici erariali e dei comuni.

Ma per ovviare a queste sperequazioni non c’è bisogno di cambiare i criteri di determinazione dei valori imponibili.
Basta fare le revisioni generali con il metodo con cui son state già fatte e si stanno facendo quelle per microzone.

Sovvertendo il sistema si rischia di mandare all’aria tutta l’economia del settore immobiliare.

Chissà come e quando sarà gestita, l’invarianza.
Noi siamo assolutamente scettici.

Certo è che, ove le aliquote, tutte, sia per le imposte dirette che per quelle indirette, non subissero la stessa riduzione proporzionale corrispondente al relativo aumento di valore degli immobili, ne conseguirebbe una situazione del tutto insostenibile, da parte dei contribuenti.

Ma già qui c’è qualcosa che non va, sotto l’aspetto logico.

I valori degli immobili si prevedono in aumento, come già detto, ma l’aumento sarà molto diversificato, sul territorio, sia per area, che per zona, che per tipologia di immobili.

Sarà dato maggior peso al posizionamento dell’area (città o periferia), alle zone (più o meno degradate), agli interventi di recupero e all’età dell’immobile.
Le aliquote, invece, si presume siano le stesse, come oggi, su tutto il territorio nazionale.
Ma per garantirsi l’equivalenza rispetto ad oggi, vorrà dire che per il futuro avremo aliquote per ogni Comune, o meglio aliquote per ogni immobile, oppure una sola aliquota media, che possa tenere conto di tutte le variazioni?

E questo sia per le imposte dirette che per le imposte indirette. Chiaramente non potrà essere così!

Ma ci domandiamo, che senso ha tutto ciò?
Si vuole aumentare il gettito, facendo finta di nulla?

Si anticipa una rassicurazione; la riforma fiscale ha l’obiettivo di ridurre le imposte, si dà poi la bonaria rassicurazione che il gettito totale sugli immobili non aumenterà, e si abbandonano i contribuenti al loro triste segnato destino.

Se poi i proprietari dovessero protestare, si vedrà, piano piano, cosa fare.
La politica dei piccoli passi, appunto.

A noi pare difficile, per non dire impossibile, l’applicazione pratica della clausola di salvaguardia…

…Cosa dobbiamo attenderci?
Non possiamo attenderci niente di positivo, per i contribuenti, né a riforma completata, né nel frattempo.

Queste le recenti affermazioni dell’attuale direttore delle Agenzie delle Entrate, Rossella Orlandi, “qualcuno pagherà di meno, qualcuno di più”.”

Una affermazione che la dice lunga su quel che potrà accadere e che noi intuiamo.
Per questo fa rabbrividire.

Foto: Achille Colombo Clerici

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Articolo: Il Fisco