Sblocca Italia o blocca casa? – Pubblicato su Il GIORNO del 25 ottobre 2014 – Rubrica Assoedilizia Achille Colombo Clerici

ottobre 27, 2014

A s s o e d i l i z i a

Pubblicato su Il GIORNO del 25 ottobre 2014

Achille Colombo Clerici*

Con le oltre 150 mila leggi statali vigenti nel nostro Paese, che spesso si accavallano l’una all’altra, e con centinaia di migliaia di massime interpretative, è diventato difficile, non solo al cittadino esser ligio alle norme, ma anche alla pur attenta ed informata burocrazia statale aiutare il legislatore a produrre leggi senza incappare in effetti indiretti, magari non voluti.

Prendiamo il decreto “Sblocca Italia” recentemente varato dal Governo Renzi.

Nell’ intento di favorire un alleggerimento dello stock di case invendute in mano ai costruttori, ed al tempo stesso l’immissione nel mercato di abitazioni a canone di locazione contenuto, prevede un’agevolazione per l’acquisto della casa, consistente nella deduzione dell’imponibile Irpef del 20 % del prezzo pagato, non eccedente il limite di 300mila euro, a condizione che l’alloggio sia nuovo e venga locato per otto anni ad un canone non superiore a quello “concordato”.

Il contratto di locazione utilizzabile sembrerebbe quello libero, ma l’acquirente/locatore, si trova di fatto costretto a dover locare utilizzando proprio il modello dei contratti agevolati; ciò al fine di evitare la verifica di congruità (parametrata al 10 per cento del valore catastale) del canone stesso, che scatterebbe, in caso di contratto libero, in base alla Finanziaria del 2005.

Egli stipula dunque un contratto che dura per legge al massimo cinque anni, mentre l’obbligo posto dallo Sblocca Italia di mantenere in locazione deve durare almeno otto anni.

Vero è che, per non perdere retroattivamente i benefici di legge, il compratore/locatore ha un anno di tempo per riaffittare: ma non è cosa automatica.
Quindi si prefigura un percorso ad ostacoli.

Sempre nel medesimo decreto è poi previsto che la agevolazione non sia applicabile se sussiste un rapporto di parentela di primo grado tra acquirente/locatore e inquilino: il rapporto, per intendersi, tra genitori e figli.

Si applica invece se un nonno od uno zio acquistano per locare ai nipoti o viceversa.
Se si tratta di coniugi si può applicare se gli stessi non convivono, ma c’è qualche dubbio che possa applicarsi tra coniugi conviventi.
A meno che si tratti di mero matrimonio canonico il cui vincolo non sia trascritto nei registri civili.
Si applica nei casi di rapporti non matrimoniali.
La norma dello Sblocca Italia, quindi, ove i due “promessi” decidessero sposandosi di convivere, potrebbe avere una portata decisamente dissuasiva dal matrimonio civile o concordatario.
Come si vede siamo al limite della confusione babelica delle lingue.

foto presidente bn

il Giorno 25.10.2014

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