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Property Owners’ Association

Informazione

Dibattito:

VENERDÌ 5 SETTEMBRE 2014 ore 19.30

Presso la FESTA DELL’UNITÀ Carroponte (Via Granelli 1, Sesto San Giovanni – Milano) piazza della Condivisione

Dibattito:

LOMBARDIA 2020, LA MOBILITÀ DEL DOMANI

Partecipano:

Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,
Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità e Trasporti del Comune di Milano
Franco Mirabelli, Senatore PD
moderatrice: Sara Monaci, giornalista Il Sole 24 Ore

Foto:

– Maurizio Lupi foto d’archivio
– Franco Mirabelli foto d’archivio

 

Achille Colombo Clerici, Livia Pomodoro, Maurizio Lupi, Luigi Casero

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Property Owners’ Association Italy

 

Pubblicato su Il Giorno edizione del 30 agosto 2014

In Milano (1.300.000 abitanti) abbiamo ogni anno 144 milioni di ingressi giornalieri di city users; i cosiddetti pendolari, senza contare turisti e visitatori del week-end. Venezia (centro storico escluse le isole), popolazione 58.000 anime, accoglie ogni anno oltre 21 milioni di turisti, di cui 15 milioni “mordi e fuggi”. Diversissime le due città, ma con un problema comune: il grande afflusso dall’esterno rispetto alla popolazione residente.
In questi giorni di Festival Venezia è ancora più affollata del solito.

A Milano, come nelle altre città italiane con un forte pendolarismo, ci si pone il problema di far pagare i city users che vi giungono (quasi esclusivamente per lavoro) perché i servizi comunali dei quali usufruiscono sono pagati quasi esclusivamente dai contribuenti residenti e dagli immobili della città. E siamo a discutere se è giusto o meno che paghino i turisti mordi e fuggi che spesso adottano comportamenti incivili, avvilendo l’immagine di una città che è giustamente considerata il più bel museo a cielo aperto del nostro Paese?
La misura, se non fosse per l’impossibilità di applicarla nelle altre città (Venezia ha ingressi più facilmente controllabili), potrebbe esser di utilità generale.

Scrive Monitor Immobiliare: secondo il sottosegretario al turismo Ilaria Borletti Buitoni, il ticket “dovrebbero pagarlo tutti i turisti, tranne quelli che soggiornano a Venezia e chi paga il ticket avrebbe diritto anche all’ingresso gratuito in uno dei musei cittadini, che oggi sono largamente sottovisitati in proporzione al numero di turisti”.

C’è chi non è d’accordo (come Assoturismo-Confesercenti, nella persona del presidente Francesco Mattiazzo) dicendo che a carico dei turisti ci sono già troppe tasse. C’è chi (il presidente del Veneto Luca Zaia) propugna la prenotazione – gratuita – delle visite e, di conseguenza, il numero chiuso di turisti ammissibili. L’idea di un ticket di ingresso, invece, ha trovato il favore di Federalberghi Venezia.

Le tasse non si giudicano dal numero: ma si giudicano dagli effetti che producono. Siamo convinti che con il ticket il bilancio del Comune di Venezia ne risentirebbe positivamente e quindi potrebbe alleggerire altre imposte locali dall’effetto pernicioso – a Venezia come in Italia – quali l’Imu e la Tasi.

In vent’anni il centro storico di Venezia ha perso un quarto degli abitanti. Bisogna salvare la città che vanta una cultura millenaria. Certo, le cause della fuga degli abitanti sono molte, ma l’eccessiva imposizione fiscale ha un forte peso.

Foto: Achille Colombo Clerici con Arturo Bellini e Consorte

Achille Colombo Clerici e Arturo Bellini

Il Giorno 30.8.2014

Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute

 

Concerto finale della Masterclass 2014 di Enrica Ciccarelli con gli studenti cinesi, cui ha partecipato anche Chen Guang in qualità di tutor.

Il concerto si terrà il 30 Agosto a Villa Medici Giulini in Briosco.

Chen Guang è un musicista dalle qualità sorprendenti, sia per interpretazione, sia per presenza sul palco e si sta imponendo a livello italiano ed europeo.

Per incrementare i rapporti culturali Italia-Cina, ha contribuito, in qualità di tutor, alla realizzazione di una Masterclass presso la Villa Medici-Giulini, organizzata da Francesca Bragagnolo di MusicAssoluta e dalla Signora Enrica Ciccarelli (direttore artistico della Società dei Concerti di Milano).

Il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, accompagnato dalla moglie Giovanna, presenzia al concerto, cui partecipa anche Fernanda Giulini.

Foto: Fernanda Giulini, Chen Guang e Achille Colombo Clerici nella sala Verdi del Conservatorio di Milano

Cheng Guang con Fernanda Giulini e Achille Colombo Clerici

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Property Owners’ Association Milan Italy

Agevolazioni casa e Ripresa economica

Esenzione ventennale dalle imposte sui redditi, per gli acquirenti di abitazioni nuove o completamente ristrutturate destinate stabilmente alla locazione.

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Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

«La politica della casa e dell’immobiliare continua ad esser miope e con poco slancio.

A margine del Decreto Sblocca Italia si discute di detrazioni fiscali del 20 oppure del 15 % (fino a 300/200 mila euro) per chi acquista abitazioni nuove o completamente ristrutturate da dare in locazione a canone concordato per 8 anni.

Come al solito emergono “braccino corto”, conti fatti senza l’oste e preconcetti. Si dice: la misura è stata già sperimentata in Francia. Beata Europa, nella quale ognuno è diverso dall’altro, ma tutti devono omologarsi nelle scelte, anzi si coprono le spalle col dire che la cosa è stata già fatta all’estero e quindi va bene anche per noi.

Abbiamo già detto di come l’idea abbia scarsi margini per stare in piedi e produrre benefici effetti economici generali.
Aumento del costo d’acquisto e dell’indebitamento/mutuo per l’acquirente (ciò in quanto se lo “sconto” sul prezzo non lo fa il venditore, ma lo Stato, significa che il prezzo è più alto, la quota di mutuo e le imposte sono maggiori), efficacia a livello di nicchia di mercato (per la limitazione ai contratti agevolati ed alla sola sfera delle persone fisiche) e riduzione degli introiti fiscali per lo Stato ne sono i difetti ed i limiti.

A pensarci bene e senza ridursi a seguire pedissequamente quel che si dice venga fatto all’estero (vediamo bene piuttosto “mutatis mutandis” quali effetti produrrebbe da noi) qualcosa si può pensare per ottenere un grande effetto di mobilitazione economica generale, a costo zero per l’erario, anzi con la prospettiva di incrementare sensibilmente il gettito della fiscalità locale.

A fianco dunque della detrazione di cui sopra, che forse potrebbe andar bene per le situazioni di comodo, si dovrebbe introdurre una esenzione ventennale dalle imposte sui redditi, per gli acquirenti di abitazioni nuove o completamente ristrutturate destinate stabilmente alla locazione.

Una misura che farebbe contenti tutti, perché non porrebbe problemi di copertura finanziaria, anzi assicurerebbe ai comuni un gettito sicuro di Imu, Tasi, Tasse di scopo, Tares (che sull’ invenduto non è addirittura dovuta), incentiverebbe gli investimenti dando slancio al mercato e permetterebbe ai costruttori di alleggerire sensibilmente lo stock di invenduto che hanno in portafoglio.

Una misura che farebbe dire del Governo Renzi: “finalmente un Governo che ha idee chiare, decise e di buon senso”.»

 

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Istituto Europa Asia IEA. Europe Asia Institute

Articolo su “Il Giornale” del 25 agosto 2014

Luciana Baldrighi

“L’Archivio di Stato punta su Leonardo. La mostra nelle sale restaurate.”

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Il comunicato IEA ripreso da “Il Giornale”

Tra i patrocinatori della mostra, che sarà allestita da Asmi-The Association for the Study of Modern Italy, Assoedilizia, Istitute Europa Asia, Amici di Milano, Istituto Europa Asia, Società Storica Lombarda, Asages, Dimore Storiche della Lombardia e un comitato di famiglie milanesi.

EXPO, MOSTRA SUL “TESTIMONIAL”  “IO, LIONARDO DA VINCI”

Il programma annunciato da Paola Caroli e Alba Osimo, direttore e direttore vicario dell’Archivio di Stato di Milano. Colombo Clerici: “E’ l’italiano, il “milanese” che più di altri nel mondo vuol dire Italia”

“Io, Lionardo da Vinci, in qualità di testimone, come sopra sottoscrivo” è l’unica firma al mondo di Leonardo – con la “i” al posto della “e” – redatta con questa formula (un’altra firma libera, “magistro fiorentino in Milano”, è conservata nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano) apposta in calce al contratto per la realizzazione della celebre Vergine delle Rocce il 25 aprile 1483, davanti al notaio assieme ai committenti, i fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio De Predis. Nel documento sono minuziosamente descritti tempi e modalità di esecuzione dell’opera, compresi i colori e le vesti dei personaggi. Il compenso fu di 800 lire, circa 136.000 euro di oggi.

Come annunciano Paola Caroli e Alba Osimo, direttore e direttore vicario dell’Archivio di Stato di Milano, organo istituzionale del Ministero per i Beni Culturali, è il gioiello della mostra su Leonardo da Vinci a Milano al tempo del duca Ludovico il Moro allestita da Asmi-Association for the Study of Modern Italy dal titolo “Io, Lionardo da Vinci …” con l’intento dare un contributo alle opportunità offerte agli ospiti visitatori che affluiranno a Milano per Expo.

Tra i patrocinatori dell’iniziativa Assoedilizia, Amici di Milano, Istituto Europa Asia, presidente Achille Colombo Clerici; la Società Storica Lombarda, presidente Luigi Orombelli; Asages-Associazione Archivi Gentilizi e Storici, presieduta da Manfredi Landi di Chiavenna, Dimore Storiche della Lombardia presidente Camillo Paveri Fontana e un comitato di famiglie milanesi.

La mostra, che sarà allestita nei mesi di maggio-ottobre, nelle sale restaurate e affrescate (una con opere del ‘600) della ex Sovrintendenza Archivistica per la Lombardia, in via Senato a Milano – ex Collegium Helveticum – prevede l’esposizione di 4 documenti:

1) contratto della Vergine delle Rocce in particolare con l’allegato recante la firma di Leonardo, 1483 aprile 25;
2) nota di ingegneri e architetti ducali tra i quali compaiono Bramante e Leonardo, s.d.? [1490-1500] Milano;
3) lettera di Ludovico il Moro a Marchesino Stanga con un ‘Memoriale delle cose che si hanno a fare’;  si parla nel 5° capoverso di Leonardo e del Cenacolo in  Santa Maria delle Grazie, 1497 luglio 30, Milano;
4) privilegio di Ludovico il Moro in favore di Santa Maria delle Grazie, 1497 dicembre 4, Milano.

L’intento è quello di offrire una visibilità della comunanza di luoghi di “lavoro e espressione”, della relazione tra Milano, i suoi duchi e due grandi protagonisti del Rinascimento – Bramante e Leonardo – ponendo il focus su:

– la famosa firma di Leonardo davanti al notaio, unica al mondo;
– la presenza a Milano di Leonardo e Bramante, che lavorano alle Grazie;
– i lavori al Cenacolo alle Grazie, una delle immagini di Expo;
– l’interesse dei duchi di Milano, Ludovico e la moglie Beatrice, per Santa Maria delle Grazie; tanto da far pensare di erigervi il loro mausoleo.

La rassegna è occasione irripetibile per presentare al pubblico italiano e internazionale (link sul sito dell’Archivio in arabo, cinese, giapponese, inglese, russo e spagnolo) i misconosciuti tesori conservati nei 40 chilometri di documenti dell’Archivio di Stato. I più belli visivamente, con molte e preziose miniature, sono: i peccati capitali (Accidia, Avarizia, Invidia);  il Codicetto di Lodi; il San Gerolamo: il Codice Persiano;  il libro delle Sete;  il sigillo della Colombina del periodo sforzesco; il sigillo in ceralacca di Caterina, zarina di Russia;  le iniziali miniate di Bianca Maria Visconti, di Francesco Sforza, di Ludovico il Moro; i contratti matrimoniali ebraici; la mappa del ghiaccio, bellissimo acquarello del 1570 ca; le maschere italiane di Mascagni: la scelta è ovviamente caduta sulla maschera di Milano.

É prevista inoltre la realizzazione di 2 calendari da tavolo per il 2016, con brevi presentazioni in italiano e inglese: il primo dedicato agli autografi (Leonardo,  Bramante,  Caterina di Russia,  Lorenzo de Medici,  Napoleone,  Piermarini, Canova,  Hayez,  George Sand,  Foscolo,  Dumas padre,  Puccini,  Verdi); il secondo dedicato alle miniature.

“Anche se nato in Toscana e deceduto in Francia – commenta Colombo Clerici – Leonardo può essere a giusta ragione definito milanese. Qui ha vissuto a lungo ed ha realizzato quasi tutte le sue opere più importanti. E’ l’italiano che all’estero, assieme a Giulio Cesare, più rappresenta il nostro Paese; come risulta da una ricerca dell’Istituto Europa Asia. Ed è l’immagine su cui puntare per promuovere l’Italia nel mondo”.

Luigi Orombelli dichiara:
«La Società Storica Lombarda appoggia con gioia questa iniziativa, perché vede in Leonardo il personaggio capace di mettere l’accento sulla storia di Milano e della Lombardia nella sua proiezione a livello mondiale»

Colombo Clerici aggiunge: «L’immagine più nota nel mondo del nostro Paese è legata a Leonardo da Vinci, figlio di Ser Pietro, seguita a distanza da quella di Julius Caesar: il genio batte il condottiero.

E’ il risultato della ricerca effettuata da IEA Istituto Europa Asia.»

Foto:

– da sin. Alba Osimo, Achille Colombo Clerici e Paola Caroli

Achille Colombo Clerici con Paola Caroli e Alba Osimo

Il Giorno 25.8.2014

 

La Padania 22.8.2014

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Property Owners’ Association Italy

Il ticket per i visitatori potrebbe permettere di alleggerire il carico fiscale sugli immobili.

 

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Milano conta ogni giorno 600.000 city users (i pendolari che risiedono in altre città, ma che giungono nel capoluogo utilizzandone i servizi cinque giorni alla settimana). La città registra all’anagrafe 1.300.000 persone e ne riceve ogni anno 156 milioni, senza contare turisti e visitatori del week-end.

Venezia (centro storico escluse le isole), popolazione 58.000 anime, accoglie ogni anno oltre 21 milioni di turisti, di cui 15 milioni “mordi e fuggi”.

Diversissime le due città, ma con un problema comune: il grande afflusso dall’esterno rispetto alla popolazione residente: una popolazione che consuma gratuitamente i servizi comunali, che sono pagati esclusivamente dai contribuenti e dagli immobili della città attraverso Imu, Tasi, Addizionali, Tasse di scopo e quant’altro.

A Milano, come nelle altre città italiane con un forte pendolarismo, ci si pone il problema di far pagare i city users che utilizzano la città quasi esclusivamente per lavoro e siamo a discutere se è giusto o meno che paghino i “turisti mordi e fuggi” che spesso adottano comportamenti incivili, avvilendo l’immagine di una città che è giustamente considerata il più bel museo a cielo aperto del nostro Paese.

Scrive Monitor Immobiliare: secondo il sottosegretario al turismo Ilaria Borletti Buitoni, “non si può adattare Venezia al turismo, ma è il turismo che deve adattarsi alla città rispettandone le dimensioni e l’integrità”. Il ticket, secondo il sottosegretario, “dovrebbero pagarlo tutti i turisti, tranne quelli che soggiornano a Venezia e chi paga il ticket avrebbe diritto anche all’ingresso gratuito in uno dei musei cittadini, che oggi sono largamente sottovisitati in proporzione al numero di visitatori che ogni giorno affluisce nel centro storico”.

C’è chi non è d’accordo (Assoturismo-Confesercenti, nella persona del presidente Francesco Mattiazzo) dicendo che a carico dei turisti ci sono già troppe tasse: di soggiorno, ztl per pullman e barche eccetera. C’è chi propugna invece un’idea forse di più difficile applicazione, la prenotazione – gratuita – delle visite a Venezia e, di conseguenza, il numero chiuso di turisti ammissibili volta per volta in città (governatore del Veneto Luca Zaia). L’idea di un ticket di ingresso, invece, ha trovato il favore di Federalberghi Venezia, che si è scagliata contro i turisti di un giorno solo, che intasano e sporcano la città senza portare alcun valore aggiunto.

Afferma il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Le tasse non si giudicano a numero: “ne abbiamo già cinque, piuttosto che dieci e quindi basta”. Ma si giudicano dagli effetti che producono. Siamo convinti che con il ticket il bilancio del Comune di Venezia ne risentirebbe positivamente e quindi potrebbe alleggerire altre imposte locali dall’effetto pernicioso – a Venezia come in Italia – quali l’Imu e la Tasi”.

In vent’anni il centro storico di Venezia ha perso un quarto degli abitanti. Bisogna salvare la città che vanta una cultura millenaria. Certo, le cause della fuga degli abitanti sono molteplici, ma l’eccessiva imposizione fiscale sugli immobili ha un forte peso negativo; anche ai fini della tutela ambientale.

foto presidente Venezia 7

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Gli italiani non si fidano degli immobili del mercato italiano.
Ogni anno comperano all’estero una città come Pisa.

«Ha piena ragione Draghi:  “l’incertezza scoraggia gli investimenti”.

E nell’assoluta incertezza ci sta precipitando la, tanto caldeggiata dall’Europa, revisione catastale in atto nel nostro Paese, che per anni terrà in sospeso ogni certezza sul carico fiscale che alla fine graverà sugli immobili.

Nei primi sei mesi del 2014 l’investimento dei privati nell’immobile d’impresa si è ridotto a zero.

A confermare le allarmate previsioni di Assoedilizia una fonte autorevole e al di sopra delle parti, Bnp Paribas Real Estate, nella sua recente ricerca sull’Italia, ricerca che pure registra il ritorno degli investitori stranieri, ma non sul residenziale.

Questo il trend dal 2009, quando era già in atto la crisi del settore: 2009, sul totale degli investimenti, 16% dei privati; 11% nel 2010; 14% nel 2011; 16% nel 2012; 6% nel 2013 e, appunto, il clamoroso 0% nel primo semestre di quest’anno.

Questa la percentuale degli investimenti, fatto 100 il totale, da parte di altri operatori: fondi immobiliari italiani, dal 26% del 2009 al 25% del 2014; fondi aperti stranieri dal 17% al 36%; società immobiliari quotate e reits dal 13% al 6%; società assicurative e fondi pensione inalterata (14%); corporate dall’1% al 17%; banche, settore pubblico, fondi sovrani dal 13% al 2%.

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Anche l’immobiliare residenziale, come è ampiamente noto, va male: rispetto al 2006 le compravendite si sono più che dimezzate (da 877.000 compravendite nel 2006 a 407.000 nel 2013) e attorno al 60% di calo denunciano i settori commerciale e terziario.

Alcuni segni di ripresa nel 2014 (più 4% nel residenziale delle grandi città), pur benvenuti perché potrebbero testimoniare un sintomo di miglioramento della recessione, non certamente la ripresa, sono comunque totalmente insufficienti a giustificare una positiva valutazione in termini di inversione di tendenza.

Al proposito non possiamo non rilevare che il dato relativo alle compravendite della prima casa, che non corrispondono ad acquisti per investimento, bensì rappresentano semplici acquisti per il consumo-utilizzo diretto, non è un indicatore significativo.

Maggior peso avrebbe, come indicatore, l’acquisto delle seconde case.

E qui in Italia si riscontra il totale blocco del mercato. Mentre gli italiani ormai comperano annualmente 45.000 seconde case all’estero: l’equivalente di una città come Pisa.
Ciò significa che gli italiani non si fidano del nostro mercato: delle prospettive fiscali e della possibile incidenza del fisco sulla tenuta dei valori immobiliari.»

Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

foto presidente Venezia 7

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e

Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute

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Leonardo testimonial della cultura lombarda

ITINERARIO LEONARDIANO PER EXPO 2015

L’ immagine più nota nel mondo del nostro Paese è legata a Leonardo da Vinci, figlio di Ser Pietro, seguita a distanza da quella di Julius Caesar: il genio batte il condottiero.

E’ il risultato della ricerca effettuata da IEA Istituto Europa Asia. Questi, esemplificativamente, alcuni indici di attrattività, relativi alle voci che sono emerse nella ricerca IEA.

I nomi di Paesi e personaggi vengono riportati secondo la dizione più diffusa nel mondo: France 11 – Leonardo da Vinci  9 – Spain  5,5 – Switzerland  5,5 – Napoleon  4,7 – Italy  4,6 – Mona Lisa  4,5

E’ su questa straordinaria figura che dovrà essere imperniato il rilancio dell’immagine dell’Italia nella prossima “vetrina” mondiale di Expo.  Con positive ricadute per quanto riguarda, sia i nostri prodotti nel mondo, sia l’”appeal turistico”.

Leonardo pittore, ingegnere, scienziato, architetto, scultore, disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, è l’Uomo Universale; perché in lui si integrano il mistero e il fascino dell’inventore e del progettista, nonché la fantasia dell’artista; elevati a  vette sublimi, uniche nella storia dell’umanità.

Nella promozione dell’Italia attraverso Leonardo, Milano è la città che può fare di più, perché è la città di Leonardo, dove il Genio dell’umanità ha vissuto e operato per ben 18 anni; molto più che nel luogo di nascita, Firenze, o nella stessa Francia dove è morto. Quindi proprio a Milano dovrebbe sorgere un centro per mettere in rete e promuovere tutte le iniziative che riguardano il tema Leonardo.

Assoedilizia ha riunito l’Associazione Amici di Milano, Asages-Associazione archivi gentilizi e storici, la Società Storica Lombarda e l’Associazione Dimore Storiche della Lombardia. Costituendo un “comitato di patronage” a sostegno di iniziative leonardesche: tra queste la rassegna dedicata a Leonardo che l’Archivio di Stato-Ministero per i Beni Culturali, direttrice e vicedirettrice vicaria Paola Caroli e Alba Osimo, organizzerà il prossimo anno, in occasione dei sei mesi di Expo. Gioiello della mostra il contratto per la realizzazione della celebre Vergine delle Rocce, che Leonardo firmò il 25 aprile 1483 davanti al notaio assieme ai committenti, i fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio De Predis. Nel documento sono minuziosamente descritti tempi e modalità di esecuzione dell’opera, compresi i colori e le vesti dei personaggi.

Ed è in questo eccezionale documento che emerge l’unicità: la firma Leonardo da Vinci, appunto, la sola al mondo – a quanto risulta – in cui l’autore della Gioconda (conosciuta all’estero come Monna Lisa) indica se stesso in modo ufficiale davanti alla legge. In un altro caso, anche questa unica testimonianza, la firma è “magistro fiorentino”, conservata nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano, assieme al Codice e ad altra eccezionale documentazione.

Proprio l’Ambrosiana, che del Genio da Vinci conserva il Codice ed altra eccezionale documentazione, ha arricchito Milano con un’opera straordinaria, segno del pensiero creativo di Daniel Libeskind, “Leonardo Icon”, in piazza Pio XI, recentemente pedonalizzata. Uno snodo fisico importante della storia di Milano, perché da un lato conserva la traccia della città romana, essendo posta proprio all’incrocio tra gli antichi cardo e decumano che attraversavano la Milano antica; e perché, costituisce l’accesso a quella che è una delle ‘case’ di Leonardo, insieme al Castello Sforzesco.

Ambrosiana e Archivio di Stato, assieme al Castello, ai Navigli, agli Orti di corso Magenta con il Cenacolo, sono punti obbligati milanesi dell’”Itinerario Leonardiano” che il comitato di patrocinatori coordinato da Assoedilizia propone per Expo.  E, in Lombardia, indica fra le altre mete le Limonaie di Gargnano, sul lago di Garda; la “Ghiacciaia” di Montorfano, borgo del Comasco sulle rive del lago omonimo. Ghiaccio e limoni, assieme all’acqua, ai tempi di Leonardo, erano fondamentali fattori per assicurare una certa qualità della vita permettendo un minimo di igiene, di prevenzione e di sollievo in caso di bisogno di cure; e Milano, già allora all’avanguardia in Europa quanto a scienza medica, ne era ricca.
In questo quadro, altra meta proposta da Assoedilizia, la “Cascina Fiamberta” alla Certosa di Pavia, che domina come uno degli ultimi esempi di campagna storica milanese sulle acque del Naviglio.

Un patrimonio pubblico e privato che è doveroso far conoscere ai milioni di turisti che giungeranno nella nostra Città per Expo e che rappresenterà uno stimolo ulteriore ad apprezzare Milano e la Lombardia che coniugano l’ineguagliabile civiltà con la modernità e la proiezione verso il futuro.

Achille Colombo Clerici
presidente di Assoedilizia e di IEA-Istituto Europa Asia.”

Foto: Achille Colombo Clerici con il vice prefetto della Biblioteca Ambrosiana Mons. Pierfrancesco Fumagalli. Alle loro spalle il monumento di Libeskind

Achille Colombo Clerici con il viceprefetto dell'Ambrosiana Mons. Pierfrancesco Fumagalli

 

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Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Per far crescere i consumi occorre far ripartire il motore dell’economia e non redistribuire le energie di un motore che si sta fermando per mancanza di carburante.

Economisti e sociologi, da Mario Draghi a Luca Ricolfi, stanno attestando quanto già percepivamo un anno fa semplicemente constatando lo stato d’ animo del mondo dell’economia immobiliare.

Quest’ultima è il pilastro cardine dell’economia generale: ma, come motore, le viene a mancare il carburante della fiducia da parte dell’”universo” degli investitori-famiglie.

La sfiducia è generata a sua volta, oltre che dal pesantissimo ed intollerabile carico fiscale gravante sul settore, dallo stato di incertezza circa la futura tassazione.

Come se non bastasse la revisione catastale in atto, che avanza sostenuta in modo sconsiderato da chi la considera la panacea di tutti i mali, ma che si traduce in sostanza in una spada di Damocle pendente per anni sulla testa dei contribuenti, si aggiungono le varie notizie  riguardanti la prospettazione di misure fiscali per nulla presenti all’attenzione del mondo istituzionale, ma sollecitate da studiosi che avanzano le ipotesi teoriche più disparate, dall’introduzione della patrimoniale all’ innalzamento delle aliquote dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni.

Nel quadro di bailamme generale di sollecitazioni emotive e reali, che fa perder la testa anche a chi è tetragono ad ogni scossa all’intorno, mantenere i nervi saldi e la fiducia è quanto mai arduo.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Non c’è più un privato che investa ex novo negli immobili. Chi può dismette questo tipo di investimento.
Parallelamente la corsa ad investire in immobili all’ estero è irrefrenabile: siamo arrivati ad “esportare” una città come Pisa all’anno; in dieci anni se ne va l’intera Torino.

Cosa stiamo aspettando? Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur.”

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