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Corso intensivo sul paesaggio a Cesano Maderno organizzato da Fein, Università dell’Insubria e Politecnico di Milano

VERSO EXPO 2015: LA CITTA’ E’ VERDE

L’XI edizione dell’Université d’Eté, da sempre sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica,  si terrà a Cesano Maderno – Palazzo Arese Borromeo – il 28 agosto 2014 sul tema Verso EXPO 2015: la città è verde.

Il Corso intensivo sul paesaggio è organizzato dall’Università dell’Insubria in collaborazione con il Politecnico Milano-Bovisa.

Dopo il saluto di benvenuto, si svolgeranno le relazioni introduttive con dibattiti sui temi:

L’uomo e la città verde;
La città verde, la città del futuro;
La città verde nella valorizzazione del paesaggio.

Université d’Eté nasce da una costola della FEIN-Fondazione Europea Antonio Bana – Il Nibbio – presso il Consiglio d’Europa per la ricerca ornitologica sulle migrazioni e per la tutela dell’ambiente,  fondata nel 1988 allo scopo di studiare e di promuovere tutte le iniziative atte a contribuire alla conservazione della fauna e degli ambienti naturali in conformità alle proprie finalità istitutive.

Durante questo pluriennale percorso si è anche realizzata la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra i 23 Comuni dell’Alta Brianza al fine di fare sistema per recepire la Convenzione Europea sul Paesaggio mediante iniziative finalizzate alla valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale, storico, artistico, culturale e turistico del territorio in oggetto.

Foto: Il presidente dell’ Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici con la Principessa Bona Borromeo Arese

Achille Colombo Clerici con Bona Borromeo Arese

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Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici:

“Gira l’ idea che per le case nuove o ristrutturate messe in vendita potrebbero introdursi detrazioni fiscali nella misura del 20% del prezzo, a condizione che l’acquirente destini per 8 anni la casa alla locazione abitativa a canoni concordati.

Una specie di legge Tupini del 1949 (l’esenzione venticinquennale dall’imposta fabbricati per le case affittate, insieme al piano Fanfani per le case popolari, permise di risolvere i problemi della ricostruzione postbellica e delle grandi migrazioni del secondo Dopoguerra ) che, per invogliare gli investimenti, invece di agire sulla tassazione del reddito, agisce sulla riduzione del costo d’acquisto.

Chissà, si pensa, che non si riesca a collocare  qualcuna delle oltre 200 mila abitazioni che oggi costituiscono l’invenduto edilizio in mano ai costruttori.

Il meccanismo certamente permette a questi ultimi di vendere l’immobile al prezzo più alto, ma, al tempo stesso espone l’acquirente ad un maggiore indebitamento per mutuo bancario ed alla necessità di far fronte ad un maggior esborso di contante per la quota eccedente la copertura del mutuo stesso.

Maggior costo dunque nell’immediato e semplice eventualità della detrazione, ove possibile.

L’ ancoraggio continuo al mito dei contratti agevolati, poi, è una palla al piede che il legislatore non riesce a scrollarsi di dosso, ad onta di qualsiasi ragione di buon senso: chi oggi investe ex novo in un immobile soggetto ad un regime che riproduce nella sostanza economica le logiche dell’equo canone, sia pure con il contentino dell’agevolazione fiscale?

Immaginiamo dunque “pacchetti” di case in vendita con inquilino incorporato, magari “di comodo”.

Se poi non si riesce a locare o se nel corso del contratto agevolato, la cui durata comunque è di 5 anni (mentre l’impegno resta per 8), si perde l’inquilino, se ne va anche la “riduzione” del prezzo d’acquisto.

Resta inoltre da capire se questa agevolazione si applicherà solo alle persone fisiche, come avviene per le opere di ristrutturazione edilizia, o anche alle società, visto che queste ultime  rimangono ormai come gli unici e scarsi investitori negli immobili.”

foto presidente cernobbio 5

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Convegno all’Università Statale in concomitanza con il primo anniversario di VOX-Osservatorio Italiano sui Diritti

LA RIFORMA DELLA SECONDA PARTE DELLA COSTITUZIONE

Marilisa D’Amico: “Un parere certamente positivo sull’impianto del progetto di legge anche se permangono alcuni interrogativi”

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Da oltre vent’anni, la Costituzione italiana è al centro di disegni di legge e progetti di modifica che mirano a modificarne la seconda parte, ovvero quella che disciplina i ruoli e i rapporti delle istituzioni come il Parlamento, il Governo e il Presidente della Repubblica. Il tema, di scottante attualità, è stato oggetto del convegno, organizzato dalla costituzionalista Marilisa D’Amico,   “L’impianto della riforma della seconda parte della Costituzione”, che si è tenuto all’Università degli Studi di Milano. E’ seguito il festeggiamento del primo compleanno di Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti, l’associazione di cui la stessa D’Amico è cofondatrice.

Al convegno hanno preso parte i Professori Vittorio Angiolini (Università degli Studi di Milano), Enzo Balboni (Università cattolica del Sacro Cuore), Francesco Clementi (Università degli Studi di Perugia), Marilisa D’Amico (Università degli Studi di Milano, Vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa), Lorenza Violini (Università degli Studi di Milano). I lavori si sono aperti coi saluti dell’Assessore del Comune di Milano Filippo Del Corno e si sono conclusi con un intervento del Prof. Valerio Onida (Presidente emerito della Corte costituzionale).

Oggetto di riflessione è stato il progetto di legge di revisione costituzionale attualmente all’esame del Parlamento, il cui principale obiettivo è riformare il Senato rendendolo camera delle autonomie territoriali sganciata dal rapporto di fiducia col Governo, nonché ridefinire la ripartizione delle competenze statali e regionali.

Pur nella differenza delle letture e nonostante siano state evidenziate talune problematiche presenti nel testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato il 10 luglio, i relatori intervenuti al convegno hanno nel complesso espresso un sostanziale apprezzamento per il lavoro che il Parlamento sta svolgendo.

Secondo D’Amico, che riassume i punti forti del dibattito, “occorre interrogarsi a fondo sulle ragioni e sulle finalità di questa riforma. Da una parte, essa si propone un miglioramento del regionalismo italiano, dall’altra un “dimagrimento” dei luoghi di potere. Si tratta però di capire se i due obiettivi siano tra loro compatibili e se la riforma vada nel senso del solo “dimagrimento” delle istituzioni o di una vera e propria trasformazione.

Entrando più specificamente nel merito della disciplina proposta, certamente positive le modifiche da ultimo apportate al testo sulla composizione del Senato, che risulterà rappresentativo delle autonomie territoriali, soprattutto delle Regioni.

Ci si chiede invece se, alla luce della nuova configurazione del Senato, il sistema della conferenza Stato-Regioni non rischi di indebolirlo, e se non sia quindi opportuno, in questo ambito, un ripensamento o un intervento di raccordo che renda il sistema più funzionale. Inoltre, come messo in luce anche da altri relatori, la nuova formulazione dell’art. 117 Cost., che mira a una riduzione delle competenze legislative regionali, presenta qualche ambiguità, che rischia di creare problemi sul piano interpretativo. Anche su questo aspetto, dunque, occorrerà un’ulteriore riflessione.

Nel complesso, però, si può esprimere un parere certamente positivo sull’impianto della riforma, e un apprezzamento per i miglioramenti che sono stati apportati al testo originario grazie alle modifiche intervenute al termine dell’esame svolto dalla Commissione Affari costituzionali del Senato.

Su altro versante rispetto agli obiettivi principali della riforma, condivisibile anche la scelta di delimitare il ricorso alla decretazione d’urgenza, soprattutto prevedendo in Costituzione il requisito della omogeneità del contenuto normativo del decreto legge, così come positiva è la novità consistente nella possibilità di richiedere alla Corte costituzionale di espletare uno scrutinio preventivo sui disegni di legge elettorale, in modo da individuare eventualmente subito profili di illegittimità di una disciplina così importante e delicata.

Ad ogni modo, va chiarito come nonostante la buona disciplina alla quale si sta lavorando, né questa modifica costituzionale, né l’elaborazione di una nuova legge elettorale, saranno di per sé sole in grado di risolvere tutte le criticità del nostro sistema e, in particolare, le problematiche proprie del sistema dei partiti italiani. Ciò non toglie che si tratti di un intervento importante e condivisibile, che potrà peraltro costituire un punto di partenza per eventuali ulteriori riforme”.

Onida, nelle sue conclusioni, si è espresso in termini favorevoli anche sul “metodo” della riforma. In particolare, apprezzabile è la scelta di essersi limitati ad un’opera di manutenzione della Costituzione. In un contesto politico-economico come quello in cui ci si muove, sarebbe stato invece inopportuno spingere per un intervento di riforma più ampio ma non politicamente condiviso, e quindi inevitabilmente ” di rottura”.

Condivisibile, poi, con riferimento ai procedimenti di produzione delle fonti del diritto, la scelta di aver modificato in senso più restrittivo la disciplina sul decreto legge e di aver previsto che il governo possa chiedere una corsia di accelerazione per l’esame in Parlamento dei disegni di legge considerati essenziali per il proprio programma politico.

Come altri relatori, invece, Onida ha constatato come il nuovo articolo art. 117 Cost. rischi di rendere poco chiara la stessa logica della modifica.

Al termine del convegno numerosi esponenti della cultura, della politica, della società organizzata si sono ritrovati  al ReFosco Bar per festeggiare il primo anniversario di Vox, il primo Osservatorio sui Diritti in Italia. Un’associazione no profit, nata per fare “cultura dei diritti”, nella consapevolezza che senza la conoscenza dei propri diritti non si ha coscienza dei propri doveri e delle proprie responsabilità di cittadino. Un luogo per confrontarsi, uno spazio di dibattito e riflessione per contribuire a creare nuove idee, lavorare sulla formazione, ascoltare e offrire supporto, dare risposte sul piano legislativo.

Foto: Marilisa d’Amico, Valerio Onida con il pres. dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Onida e D'Amico

Il 14 luglio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto 14.05.2014, predisposto dal Ministro delle Infrastrutture di concerto con quello dell’Economia, sulla morosità incolpevole.

Il Decreto introduce novità che fanno chiarezza sulla portata del D.L. n. 102/13 e relativa legge di conversione con modifiche n. 124/13, consentendo di superare le non poche questioni poste da tale testo legislativo.

Dopo avere stabilito che per quest’anno il Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, da ripartirsi tra regioni e province autonome, è pari a venti milioni di euro, il D.M. dà la definizione di “morosità incolpevole” come  situazione “sopravvenuta” di impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a causa della perdita o della consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare e ne indica in modo specifico le possibili cause: perdita di lavoro per licenziamento, accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro, cassa integrazione che limiti notevolmente la capacità reddituale, mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici, la cessazione di attività libero professionali o di imprese registrate derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente, la malattia grave o infortunio o decesso  di un componente del nucleo familiare che ha comportato o la riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità di impiego di parte notevole del reddito per rilevanti spese mediche o assistenziali.

Il contributo, che può essere concesso nella misura massima di euro ottomila, deve essere destinato a sanare la morosità incolpevole “accertata”. Esso spetta ai soli richiedenti che abbiano i seguenti requisiti, da accertarsi da parte del Comune:  reddito I.S.E. non superiore ad euro trentacinquemila o reddito da regolare attività lavorativa con un valore I.S.E.E. non superiore ad euro ventiseimila, che siano destinatari di atti di intimazione di sfratto, che siano titolari di contratti di locazione ad uso abitativo regolarmente registrati e ivi risiedano da almeno un anno (sono escluse le categorie catastali A1, A8 e A9), che abbiano cittadinanza italiana o in un Paese europeo o siano in possesso di titolo di soggiorno.

Inoltre i richiedenti (o un componente del nucleo familiare) non devono essere titolari di diritti reali su immobili ubicati nella provincia di residenza fruibili e idonei alle esigenze del nucleo familiare.

La presenza di un ultrasettantenne, un minore, un invalido accertato almeno al settantaquattro per cento o persona in carico ai servizi sociali o alle ASL costituisce titolo preferenziale ai fini della concessione del contributo.

Il D.M. coinvolge in modo inequivoco la Proprietà nell’erogazione del contributo: esso infatti viene concesso dal Comune agli inquilini destinatari di provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole che o sottoscrivano con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto di locazione a canone concordato o che, a causa della ridotta capacità economica, non siano in grado di versare il deposito cauzionale in sede di stipula di un nuovo contratto di locazione (in tal caso è previsto l’obbligo per i Comuni di stabilire le modalità affinché il contributo venga erogato contestualmente alla consegna dell’alloggio) o, infine, agli inquilini per il ristoro, anche parziale, dei proprietari degli alloggi i quali siano disponibili a consentire il rinvio dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio.

I Comuni devono adottare misure atte a comunicare alle Prefetture – Uffici territoriali del Governo l’elenco dei richiedenti che abbiano i requisiti per accedere al contributo “per le valutazioni funzionali all’adozione delle misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto”.

La comunicazione riguarda dunque i soli richiedenti cui il contributo sia assegnato, ai fini della programmazione della disponibilità della forza pubblica e senza facoltà di esame di singoli casi.

Non vi è dunque alcuna attribuzione ai Prefetti del potere di graduazione sfratti, nemmeno attraverso la graduazione dell’intervento della forza pubblica, che deve essere programmata in linea generale in funzione della disponibilità con riferimento a un dato periodo.

 

foto presidente 125

Istituto Europa Asia
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“Solo una penna brillante come quella di Antonio Armano poteva rendere avvincente, e persino divertente, una storia come quella della censura letteraria in Italia nel secondo dopoguerra”. Il filosofo Corrado Ocone recensisce sul “Messaggero” di oggi “Maledizioni. Processi, sequestri e censure a scrittori e editori in Italia dal dopoguerra a oggi anzi domani (Bur, 575 pagine, 20 euro)”. Ovviamente, commenta Ocone, il riso che ci sovviene di fronte a molti degli episodi narrati dall’autore (42 come i capitoli del libro) è dovuto al fatto che, “rivissute col senno di una o due generazioni dopo, quelle avventure che erano state dolorose per i protagonisti ci sembrano ridicole nei capi di imputazione”. Oscenità, diffamazione, i due reati principali. Soprattutto il primo. Moltissimi gli autori illustri finiti nel mirino della magistratura: Moravia, Bianciardi, Pasolini, Sartre, Joyce, Ginsberg, Miller. E più di recente Tondelli e Busi, nonché Loriano Macchiavelli. L’impulso moralistico è sempre lo stesso, conclude Ocone: “Così come la volontà di correggere quei comportamenti privati rispetto ai quali una società liberale dovrebbe essere del tutto indifferente”.

Antonio Armano, autore vicino all’Istituto Europa Asia, nato a Pavia, vive a Milano. E’ giornalista e ha collaborato con diverse testate tra cui Il Sole-24 Ore, Il Giornale e Repubblica. Attualmente scrive di cultura per il Fatto e il sito della Treccani.

Foto: Antonio Armano con il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

Antonio Armano con il presidente dell'Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

Confedilizia Cinguettio 25 luglio 2014:

“Sblocca Italia”, ma solo per le locazioni delle grosse società. I piccoli, paghino e basta (anche se gli immobili sono vuoti). C’è qualcuno che ce la spiega, questa cosa?

Assoedilizia

Tentiamo una risposta: l’immobile in mano alle grosse società  è un investimento. Se non rende che investimento è?
In mano ai piccoli proprietari è  risparmio e come tale nelle loro tasche cresce. E quindi è bene tosarlo e basta…
Se non c’è ideologia c’è trascurataggine o, peggio, malafede.

ASSOEDILIZIA
Cescat – Centro Studi Casa Ambiente Territorio

 

Le previsioni dell’andamento del turismo estivo 2014, anno di possibile fine della crisi. Dichiarazione del Presidente Cescat Achille Colombo Clerici: “Lo sviluppo del settore penalizzato dalle carenze del pubblico e del privato”

PRIMO ESODO, dal 25 al 27 LUGLIO IN VIAGGIO OLTRE 8 MILIONI

In partenza da Roma 550-600.000, da Milano 300-350.000, da Torino 180-200.000, da Genova e da Bologna 100-120.000.

Roma, Milano – Il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia prevede che nel prossimo week-end “lungo” del 25-26-27 luglio si metteranno in viaggio per le località turistiche oltre 8 milioni di italiani (5/milioni per uno-due giorni, oltre 3 milioni per le vacanze vere e proprie). Non ci dovrebbero essere grandi problemi sulle autostrade, anche se code e rallentamenti saranno inevitabili in taluni tratti: l’unico “bollino nero” è previsto il 3 agosto.

In partenza da Roma 550-600.000, da Milano 300-350.000, da Torino 180-200.000, da Genova e da Bologna 100-120.000.

Cescat indica una “forbice” in quanto i dati di fonte propria e di altre fonti sui quali sono state fatte le elaborazioni presentano forti elementi di aleatorietà. Uno per tutti, l’andamento meteorologico, che inciderà senza dubbio sul numero delle partenze.

Comunque, per il turismo estivo 2014 valgono due importanti considerazioni: il calo che da sei anni inanellava consistenti segni meno rispetto all’anno precedente sembra modificarsi in lieve aumento grazie soprattutto al turismo straniero, anche se, nel complesso, l’Italia continua a perdere quote di mercato. Mantiene comunque la quinta posizione nel mondo.

Sono in totale 32-33 milioni (22 milioni in agosto) i turisti estivi italiani 2014, una cifra che non si discosta molto da quella del 2013. Alle vacanze si rinuncia solo in casi estremi, si riducono semmai durata, distanze dal luogo di residenza e si tagliano i divertimenti. Le vacanze dureranno: da 1 a 7 giorni per il 64%; da 8 a 14 per il 32%; da 15 a 21 per il 3%; da 22 ed oltre 1%. Spenderanno mediamente quasi 800 euro pro-capite.

Le mete. Il 48% sceglierà il mare, il 14% la montagna (stagione non positiva) e le città d’arte, l’11% i laghi. Il restante 13% si divide tra campagna (agriturismo), crociere, fitness, ecc.

La classifica delle mete. La Puglia conquista la testa della classifica seguita da Sicilia, Emilia Romagna, Toscana e Liguria.

Dove si alloggia. Alloggi privati 42%, albergo 36%; case di proprietà 13%; altro (agriturismo, spa/terme/centri benessere, campeggio) 9%.

Stranieri. Le città italiane vengono viste, all’estero, come il miglior connubio al mondo di arte, di paesaggi e di buona cucina. Il Belpaese viene indicato quale prima meta da parte dei turisti stranieri anche se, per motivi vari, si posiziona al quinto posto dopo Francia, Usa, Spagna e Cina nelle presenze effettive. La presenza dei turisti stranieri è in lieve aumento: principalmente tedeschi (saldamente al primo posto con oltre il 22% del totale), seguiti da nordamericani, francesi, britannici, spagnoli. Anche se, in assoluto, si tratta di piccole cifre, consistente incremento percentuale di russi, cinesi, latinoamericani e indiani. Potrebbero essere di più se venissero concessi più visti, pare che soltanto una parte della richiesta venga soddisfatta. Una curiosità. La Cina è diventata il primo Paese per spesa turistica, oltre 100 mld di dollari (totale del business del turismo mondiale nel 2013, quasi 1.100 mld di dollari). Le mete: aumenta costantemente l’interesse per le città d’arte “minori”, la costiera Amalfitana, le Cinque Terre, il Lago di Garda, il Mezzogiorno e le isole, soprattutto tra i turisti definiti “repeater”, ovvero coloro che sono già stati in Italia, ma ci ritornano per altre vacanze.  Ancora un dato: nel 2013 i turisti italiani e stranieri hanno speso direttamente in Italia oltre 72 mld di euro, pari al 4,5% del pil che sale ad oltre il 10% con l’indotto: per l’intero 2014, 163 miliardi.

Secondo Cescat, pure il prossimo week-end conferma alcune tendenze  in atto da tempo:

– la dilatazione del periodo di vacanze estive che va da metà giugno a fine settembre. Oggi, a fine luglio, alcuni milioni hanno effettuato un periodo importante di ferie;
– la suddivisione delle vacanze in più periodi (2 milioni fanno gite frequenti di 2-4 giorni);
– la permanenza nelle grandi città, perché più vivibili, proprio nel mese di agosto;
– l’utilizzo, per scegliere le proprie mete, di internet (circa il 60%);
– la riduzione della durata media della vacanza.

Commenta Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia-Cescat: “Quello del turismo è l’unico settore che può progredire anche in tempi di crisi economica, in cui la produttività stenta a crescere; ciò in quanto il suo sviluppo non è in alcun modo legato ai limiti di capacità di assorbimento da parte del mercato, come avviene per i beni durevoli, poiché risponde alla insopprimibile naturale tendenza ad un continuo miglioramento ed accrescimento culturale e di benessere.

Sicché il turismo sta dimostrando di rappresentare, in questa congiuntura economica, la via di uscita per controbilanciare la stasi di altri settori.

Purtroppo, nel nostro Paese assistiamo ad un insufficiente utilizzo delle potenzialità di questo comparto economico.

Scontiamo l’incapacità pubblica, in sede locale e nazionale, di ridurre a sistema il ricchissimo asset del patrimonio turistico, nonché gli effetti di una miope politica centrale di promozione nell’ambito internazionale. E l’insipienza dei privati: prezzi alti, servizio spesso non adeguato, assenza di una cultura dell’ospitalità, frammentazione dell’industria turistica (su 35.000 hotel solo poche centinaia appartengono a catene alberghiere di qualche peso).

Se l’Italia vuole mantenere e migliorare la propria posizione internazionale in campo turistico, scesa ad iniziare dal 1970 dal primo al quinto posto nella classifica mondiale, occorre un deciso cambiamento di strategia, a cominciare da incentivi pubblici, come hanno già fatto i governi di Francia, Spagna, Grecia, Croazia e di altri Paesi.

Seguono l’integrazione della politica per il turismo con quelle dei trasporti, dei beni culturali e dell’ambiente: nonché un coordinamento unico che superi la frammentazione di competenze tra Regioni e la miriade di strutture di promozione locale.”

Foto: Achille Colombo Clerici con Bernardo Negri da Oleggio vice presidente Assoedilizia

Achille Colombo Clerici con Bernardo Negri da Oleggio 2

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Carla Venosta  partecipa ad Abbey Contemporary Art 2014 – Nei luoghi della Memoria.

Carla Venosta Designer partecipa alla mostra Abbey Contemporary Art 2014 – Nei luoghi della Memoria 1944/2014 – 4°Edizione, con un suo progetto: “crocifisso da tavolo” – 1992 primo premio ex equo al NavarreConcorso Nazionale di Artigianato Religioso e Design (concorso indetto dal Pontificio Santuario di Pompei, dalla Camera di Commercio IRVAT Napoli  e dall’ADI).

All’esposizione  sono presenti opere di diversi artisti internazionali  tra i quali: Nanni Balestrini, Piergiorgio Colombara, Piero Gilardi, Giò Ponti, il tedesco Hans Hermann, l’americano Kim Jones, il francese Daniel Van De Velde e la giapponese Setsuko.

“Noi siamo fatti di memoria, alimento principale della nostra anima e del nostro essere.

La memoria è la coscienza di noi” queste parole bene esprimono il concetto della rassegna internazionale  curata dall’Architetto Michele Dellaria, che si tiene nell’ex Abbazia di San Remigio a Parodi Ligure (AL), fino alla prossima domenica 27.

Abbey Contemporary Art è realizzata in collaborazione con Proloco di Parodi Ligure, Associazione Memoria della Benedicta, ANPI del territorio, circolo Progetto Ambiente e Legambiente; con il patrocinio del Comune di Parodi e Provincia, Consolato del Giappone a Milano, Ordine degli architetti di Alessandria, Istituti Storici ISRAL e ILSREC. ISRAL e ILSREC.

I prossimi eventi: venerdì 25, ore 21, presentazione libro e video “Aria di libertà. Storia di un Partigiano bambino” On. Senatore F. Fornaro, segue video “Le Pietre della Benedicta” di Gianni Repetto; sabato 26, Concerto, musica classica, Ivana Bordonaro al pianoforte; domenica 27, ore 18, conferenza “La memoria preservata e la memoria cancellata” di Ernesto Gozzi.

Foto: Achille e Giovanna Colombo Clerici foto d’archivio

Achille e Giovanna Colombo Clerici foto d'archivio

 

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Una serie di eventi dal 2 al 27 agosto 2014

L’ENTE VILLE VERSILIESI CELEBRA IL CENTENARIO DI FORTE DEI MARMI

Secondo Achille Colombo Clerici (Assoedilizia e Istituto Europa Asia) è fondamentale la protezione e la promozione del patrimonio ambientale e culturale per la competitività del nostro Paese.

Il 19 agosto ricorre il 22° anniversario della costituzione dell’Ente per la Tutela delle Ville della Versilia Storica ad opera di 18 fondatori – versiliesi e di altre città – per difendere la cultura, le tradizioni ed il patrimonio storico e ambientale del luogo.

Quest’anno l’Ente, presieduto da Fernanda Giulini, si è impegnato per celebrare degnamente il Centenario di Forte dei Marmi (1914-2014) con un programma di eventi che toccherà l’apice l’11 agosto: alle ore 11,30 verrà inaugurato, alla presenza delle autorità, il percorso culturale “Il Fiumetto di Carrà”.

Il percorso si svolge lungo i ponti del Fiumetto dove Carlo Carrà ha dipinto moltissimi quadri.

Per il centenario del Comune verranno posizionati sui ponti le riproduzioni dei quadri.

La cerimonia si svolgerà in corrispondenza del ponte di Via Leonardo da Vinci.

Tutto il percorso è stato sottoposto a tutela dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; nel pomeriggio alle ore 17,30, assemblea dei soci presso Villa Giulini; alle 19 la presentazione del libro Il Fiumetto di Carrà che vede la sua seconda edizione in collaborazione con il Comune di Forte dei Marmi.

Seguiranno il concerto di musica lirica “Musica del Novecento in Versilia” e una cena.

Altri eventi.

Sabato 2 Agosto, alle 18,30 alla Galleria d’Arte Open One, concerto “Variazioni per flauto e marimba”, ospite Diego Bovecchi;

mercoledì 6, alle ore 12, si svolgerà al Bagno America la parata di vele storiche che riunirà le barche a vela della Classe A e U. La parata si svolgerà in collaborazione con A.I.V.E. Si deve all’Associazione Italiana Vele d’Epoca la riscoperta della Classe A alla quale è dedicato il libro Classe A – I Sei Metri Serie Nazionale e la Versilia.

La sera, alle ore 18, sempre al Bagno America, presentazione del libro Classe A che vede la sua seconda edizione in collaborazione con il Comune di Forte dei Marmi. Seguiranno la premiazione, il concerto di musica jazz, ospiti Paolo e Marcella Gai;

mercoledì 13, alle 18,30 al Villa Roma Imperiale concerto di chitarra “Tema e variazioni per chitarra”, ospiti Elena Maestrelli e Beatrice Grassi;

mercoledì 27, alle ore 19, a Villa Bruguier concerto per pianoforte “Colonne sonore del primo Novecento”, ospite Tea Bruguier.

L’Ente per la Tutela delle Ville della Versilia Storica ha per fini la tutela e la valorizzazione delle ville di interesse storico, architettonico ed ambientale, e dei loro parchi, giardini ed adiacenze ambientali, siti nella Versilia storica ; degli altri edifici e zone di interesse, architettonico ed ambientale della Versilia storica; di ogni altra realtà storica, culturale, architettonica, paesistica e naturalistica che rende irripetibile la Versilia storica ed il suo territorio, quali beni culturali e paesistici. Il mare, i monti e la pineta sono alcune delle bellezze naturali che rendono irripetibile la Versilia storica. Associarsi all’Ente per le Ville versiliesi significa voler mantenere intatta questa realtà.

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, apprezza vivamente le attività dell’Ente: “Ogni struttura che opera per proteggere e promuovere i beni paesaggistici e culturali del Paese – ha detto – diviene benemerita agli occhi dei cittadini di oggi e di domani perché ne rafforza le radici culturali.

Senza contare che un patrimonio il più possibile intatto rappresenta una sicura attrattiva per il turismo di qualità, italiano e internazionale, leva per far tornare l’Italia alla prima posizione tra i Paesi più visitati del mondo, primato che ha detenuto per molti anni”.

Foto:

– da sin. Achille Colombo Clerici, Fernanda Giulini, Claude Richard, Stefano Alberti de Mazzeri, Eugenio Bergamasco

– Achille Colombo Clerici e Benito Benedini tra gli AA.VV. di “Forte dei Marmi amore mio” Libro di Maria Adriana Giusti;  Edit. Maria Pacini Fazzi 2002

Achille Colombo Clerici, Fernanda Giulini, Claude Richard, Stefano Alberti de Mazzeri, Eugenio Bergamasco

Achille Colombo Clerici e Benito Benedini