Caidate, Incontro in casa Belgiojoso 2014, Castello Confalonieri – “La lettura ed i libri in Italia”:“Il Paese che non legge”

maggio 26, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

  

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IN ITALIA SI LEGGE POCO. E MALE

Al XXIII Incontro di Caidate organizzato dalla famiglia Barbiano di Belgiojoso, Ernesto Ferrero e Raffaele Simone trattano la crisi del libro con conclusioni scoraggianti.

Benito Sicchiero

Viviamo una crisi profonda: di civiltà, di cultura, di sistema, dalla quale è difficile uscire.

Vi si aggiunge una crisi economica dagli esiti quanto mai incerti: e, se non bastasse, stiamo vivendo il travaglio della rivoluzione digitale.

Impossibile che il libro stampato possa uscirne indenne. Infatti secondo una rilevazione Nielsen, in un anno le librerie hanno registrato un calo del 7% di clienti; ma i saloni del libro e le manifestazioni letterarie registrano afflussi in netta crescita.

Comunque in Italia si legge poco: meno di 4 milioni di italiani sono i “lettori fortil” che leggono almeno un libro al mese. In compenso si scrive moltissimo, in maniera forsennata, e c’e’ un proliferare di case editrici: di qui la battuta “ ci sono più scrittori che lettori” e le case editrici assecondano le velleita’ di chi vuol scrivere.

Per invertire la tendenza è indispensabile l’apporto della famiglia – i genitori devono leggere libri ai bambini fin dai primi anni – e della scuola che, del libro, deve fare non un tormento, ma una passione.

E’ uno dei risultati del dibattito del tradizionale ed esclusivo Incontro, il XXIII, organizzato dal conte Giuseppe Barbiano di Belgiojoso e dalla sua storica famiglia nel Castello di Caidate, nel Varesotto, che domina la valle dell’Arno lombardo.

Tema “Il Paese che non legge”, rivolto a centinaia di esponenti dell’economia, della cultura, della borghesia e del patriziato che qui convengono ogni anno.

Giuseppe Belgiojoso e l’editorialista Sergio Romano hanno presentato l’Incontro ricordando la scomparsa di Vittore Ceretti, ingegnere umanista, progettista di edifici, di fabbriche, di università, pioniere del restauro dell’architettura moderna, acquarellista raffinato e attento sia alla forma sia allo spirito del paesaggio, animatore degli Incontri culturali di Caidate, compreso l’ultimo.

Protagonisti Ernesto Ferrero e Raffaele Simone. Ferrero, scrittore e saggista (citiamo Cervo Bianco,  Lezioni Napoleoniche, Disegnare il vento) tradotto in diversi Paesi,  direttore dal 1998 del Salone del Libro di Torino, ha collaborato con noti intellettuali, ed è stato al vertice editoriale di Bollati Boringhieri, Arnoldo Mondadori Editore, Garzanti.
Si è occupato, anche con libri, di linguistica, di critica letteraria, di storia. Premio Viareggio, Premio Strega, critico (Gadda, Calvino, Primo Levi), traduttore, collaboratore di quotidiani nazionali e della Rai.

Simone è professore ordinario di Linguistica all’Università di Roma Tre dove ha percorso una gratificante carriera, membro della Società di Linguistica Italiana e della Società Italiana di Glottologia, ha condiretto un corso di lingua italiana all’Università di Siviglia. Ha fondato la rivista bimestrale “Italiano e oltre”, è, o è stato, nel comitato di redazione di numerose riviste, ha progettato e diretto numerose opere lessicografiche. Ha tenuto corsi, seminari dottorali, visiting professorship e conferenze in numerose università italiane e straniere.
Si occupa attualmente di teoria della grammatica, tipologia linguistica (specialmente romanza), e lavora a un modello denominato Grammatica di Costrutti e Categorie (Grammar of Constructions and Categories), che ha presentato in diversi incontri internazionali.   

Entrambi, Ferrero e Simone, si sono detti pessimisti sull’essere e sul divenire della lettura in Italia. Non è certo la concorrenza del libro digitale a mettere in crisi la lettura, quanto il progressivo abbassamento di livello, sia dell’offerta, sia della richiesta. La gente, la minoranza che legge naturalmente, vuole prodotti rilassanti, rifugge la fatica di pensare con opere più impegnative.
Dal libro si estraggono i dati che ci interessano, ignorando il contesto.
In televisione si presentano scrittori, ma solo quelli del proprio giro. E la forbice tra chi legge e chi non legge si allarga: nord-sud d’Italia, donne-uomini (con le donne maggiori lettrici), abbienti-meno abbienti. 

Caidate lancia, in conclusione, un allarmante messaggio . E’ un pericolo anche per la nostra democrazia, il fatto che ci siano elettori/lettori abituati a votare, e a leggere, “di pancia”.

Un fenomeno diffuso in ogni Paese (ma in Italia va peggio), quasi fosse in atto un piano globale per riportarci al Medioevo quando il sapere era in mano a pochi.
Adesso che le tecnologie ci subissano di informazioni, è il ragionare che è proprietà di pochi.
Una assoluta minoranza che, par di capire, ha due scelte: riunirsi in cenacoli e filosofare senza alcuna possibilità di influire sulla società, oppure mettersi al servizio di chi la società la gestisce. Non è un bel vivere.

Il Presidente Achille Colombo Clerici commenta:

“In questo campo, la vera crisi della nostra civiltà, messa in discussione dalla rivoluzione digitale che stiamo vivendo e che ci porta dalla rilevanza della realtà a quella della virtualità, si concretizza in una riduzione della varietà e della ricchezza lessicale ed in una progressiva perdita di memoria storica, quindi della nostra identità culturale.”  

Foto:
– Achille Colombo Clerici con l’amb. Sergio Romano
– la Sala principale foto d’archivio
– con Giuseppe Barbiano di Belgiojoso foto d’archivio
– con Alberico Barbiano di Belgiojoso
– con la moglie Giovanna foto d’ archivio

 

Colombo Clerici con l'Amb. Sergio Romano

 sala

Colombo Clerici con Giuseppe Barbiano di Belgioioso

Colombo Clerici con Alberico Barbiano di Belgiojoso 1

Colombo Clerici con la moglie Giovanna foto d' archivio

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