A s s o e d i l i z i a
Property Ownwers Association Milan Italy

In un suo interessante intervento a Radio 24 in data 30 maggio 2014, l’ex ministro prof. Giuseppe Guarino ha sostenuto la tesi, già riferita da Assoedilizia alla fine di novembre del 2013, secondo la quale le norme europee del fiscal compact non sono vincolanti per l’Italia nei termini oggi imposti dall’ U.E., in quanto i vincoli discendono dal Trattato entrato in vigore il 1 gennaio del 1999, (che è stato ratificato dal nostro Paese), e non dall’art. 104 lett. C alinea n.2 del Regolamento del 1997, approvato successivamente e surrettiziamente dopo lo scrutinio della votazione del Trattato.

In particolare, per quanto concerne il vincolo europeo al limite di indebitamento del 60% del PIL ed all’aumento del deficit a non oltre il 3% del PIL, sulla base del Trattato l’Italia sarebbe tenuta al rispetto non in termini assoluti, ma solo se non incompatibile con esigenze eccezionali e temporanee di crescita economica che potrebbero giustificare la deroga.

Le esigenze eccezionali sussistono in ragione del fatto che sinora non c’è stato rispetto della norma del Regolamento.

A causa di questo vincolo inteso in senso assoluto, che appunto impedisce la crescita, l’Italia, costretta ad aumentare in modo spropositato i carichi fiscali, sta precipitando in una spirale depressionistica.

Dichiarazione di Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia Property Owners’ Association Milan Italy :

“La lettura che il prof. Guarino propone della normativa europea relativa al vincolo di indebitamento e di bilancio, mi sembra, sul piano della correttezza politica, quanto mai equilibrata e ragionevole, anche perché sul piano sostanziale il superamento del vincolo non implica immediati effetti negativi proporzionalmente raffrontabili al danno causato dal suo rispetto rigido ed assoluto.”

foto presidente 95

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Federlombarda Edilizia
Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia
e
ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

Convegno organizzato per il 5 giugno da ALPE-Associazione della Proprietà Edilizia di Lodi – In collaborazione con Assoedilizia

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RIFORMA DEL CATASTO: QUANTO INCIDERA’ SUL PATRIMONIO DEI PROPRIETARI DI CASA

A.L.P.E.-Associazione Lodigiana Proprietà Edilizia organizza il Convegno “La Riforma del Catasto-Incidenza sul patrimonio dei proprietari di casa” giovedì 5 giugno 2014, ore 10-13 nella Sala Comunale Antonella Granata in via Fanfulla, Lodi.

La partecipazione è libera e gratuita previa registrazione presso la Segreteria del Convegno, Lodi c.so Vittorio Emanuele II, 12 tel. 0371.425939, email alpeconfedilizialodi@alice.it.

Al saluto introduttivo del cav. Mario D’Angelo, Presidente onorario Alpe di Lodi seguono le relazioni:
– dell’avv. Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia;
– dell’avv. Alessandro Balti, Dottorando presso l’Università La Sapienza di Roma;
– dell’avv. Bruna Vanoli Gabardi, consulente di Assoedilizia.
Moderatore Fabio Vitali, Consigliere Alpe.

Foto:
– Achille Colombo Clerici con Bruna Vanoli Gabardi, Ugo Friedmann e con Antonio Iovine (foto di archivio)

Ugo Friedmann, Bruna Vanoli Gabardi, Achille Colombo Clerici

Ugo Friedmann, Achille Colombo Clerici, Antonio Iovine

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
                e
Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute

 

L’opera di Daniel Libeskind davanti alla Biblioteca Ambrosiana

“LEONARDO ICON” NEL CENTRO DELL’ANTICA MEDIOLANUM

Colombo Clerici: “Milano possiede le due, probabilmente uniche al mondo, firme del genio umanista”

Milano si è arricchita di un’opera straordinaria, segno del pensiero creativo di Daniel Libeskind, “Leonardo Icon”, che va ad abitare piazza Pio XI, recentemente pedonalizzata,  che è uno snodo fisico importante della storia e dello sviluppo urbano di Milano; perché da un lato conserva la traccia della città romana, essendo posta proprio all’incrocio tra gli antichi cardo e decumano che attraversavano la Milano antica; e perché, ospitando la Pinacoteca Ambrosiana, costituisce l’accesso a quella che è la casa di Leonardo, insieme al Castello Sforzesco.

All’inaugurazione erano presenti, oltre all’autore, l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, il prefetto dell’Ambrosiana mons. Franco Buzzi, il prof. Giorgio Ricchebuono, presidente della Fondazione Cardinale Federico Borromeo.

L’installazione, è parere unanime, terrà aperto costantemente il dialogo della città con la genialità di Leonardo, “eroe” e testimonial di Expo 2015.

L’opera di Libeskind è doppiamente importante, perché racconta la Biblioteca-Pinacoteca e Leonardo ai milanesi in un nuovo contesto pedonale ancora tutto da scoprire.

La Pinacoteca, che sorge al centro dell’antica Mediolanum, riprende il suo giusto ruolo in città.

Libeskind ha detto: “La Biblioteca Ambrosiana è un posto unico al mondo ed è per me un grande onore contribuire alla sua eredità.

Leonardo Icon nasce dall’idea di dare vita alla complessità della mente e delle idee di Leonardo: l’unione tra natura e cultura, arte, scienza e innovazione, una sorta di macchina per l’immaginazione”.

Per Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Leonardo rappresenta l’Italia nel mondo.

Ed è sulla figura dello scienziato umanista che il Paese dovrebbe concentrare la promozione anche ai fini turistici.

Colombo Clerici ricorda infine che a Milano, come dichiarato dal prefetto Buzzi e dalla dottoressa Alba Osimo, vicedirettore dell’Archivio di Stato, esistono probabilmente le uniche due firme di Leonardo ( Maestro Leonardo Fiorentino in Milano – Biblioteca Ambrosiana).

L’ Archivio di Stato ha in programma nel periodo maggio-ottobre 2015  una mostra della firma apposta sul contratto della Vergine delle Rocce.

La pianta della città di Milano, come disegnata da Leonardo e ripresa da Libeskind nella sua opera, si sovrappone perfettamente alla linea delle mura della città coincidendo con gli attuali cosiddetti bastioni.

Già questa mappa collocava il centro della città nell’esatta posizione dell’Ambrosiana dando ulteriore conferma a quanto recenti scavi archeologici hanno dimostrato: la Biblioteca Ambrosiana sorge sul Foro della Milano romana, ovvero all’incrocio del cardo e del decumano, le due arterie principali attorno a cui si allargava l’antica Mediolanum.

L’opera di Libeskind ha preso vita attraverso la professionalità di Savino Corsari che ha lavorato alla sua produzione: sorge su un basamento che riproduce la mappa di Leonardo precedentemente descritta, e vuole essere un tributo agli studi di Leonardo da Vinci, con riferimento particolare agli studi sulla curvità della terra e la teoria delle ombre.

I numerosi e significativi richiami dell’opera alla realtà di Milano e ad un suo prestigioso cittadino acquisito quale è Leonardo da Vinci, rendono la sua installazione nel centro di Milano un segno di grande attenzione per la città e costituisce uno spunto di arricchimento in vista soprattutto delle prossime iniziative legate ad Expo 2015.

Foto:

Achille Colombo Clerici con il Viceprefetto dell’Ambrosiana Mons. Pier Francesco Fumagalli e con il Prefetto Mons. Franco Buzzi  

Achille Colombo Clerici con il Viceprefetto dell'Ambrosiana Mons. Pier Francesco Fumagalli

Colombo Clerici con Mons. Franco Buzzi 2

IL PIANO CASA COME APPROVATO DAL PARLAMENTO

Di seguito si illustrano le disposizioni di maggiore interesse del decreto-legge n. 47/’14, contenente il cosiddetto Piano Casa, nel testo divenuto definitivo.

Cedolare secca al 10% per i contratti agevolati

  • Viene ridotta dal 15% al 10% – per il quadriennio 2014-2017 – l’aliquota della cedolare secca per i contratti di locazione agevolati (3 anni + 2) stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa (elenco sul sito Internet della Confedilizia). Comuni il cui elenco si prevede che sia aggiornato dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame.

Cedolare secca al 10% anche nei comuni colpiti da calamità

  • L’aliquota del 10% della cedolare secca può essere applicata anche per i contratti stipulati nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di calamità naturali.

Cedolare secca anche per abitazioni locate a cooperative edilizie ed enti no profit

  • L’opzione per la cedolare secca può essere esercitata anche per le unità immobiliari abitative locate “nei confronti” di cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei Comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Detrazione mobili indipendente da importo detrazione ristrutturazioni

  • Per il periodo dal 6.6.’13 al 31.12.’14 le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici sono computate, ai fini della fruizione della detrazione Irpef, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione.

Tassazione della casa in Italia dei pensionati residenti all’estero

  • Ai fini Imu, a partire dal 2015, è considerata direttamente adibita ad abitazione principale “una ed una sola” unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.
  • Sull’unità immobiliare in questione, la Tasi e la Tari sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi.

Contrasto all’occupazione abusiva degli immobili

  • Chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.
  • A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame, gli atti riguardanti l’allacciamento dei servizi di energia elettrica, di gas, di servizi idrici e della telefonia fissa, nelle forme della stipulazione, della volturazione, del rinnovo, sono nulli, e pertanto non possono essere stipulati o comunque adottati, qualora non riportino i dati identificativi del richiedente e il titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell’unità immobiliare in favore della quale si richiede l’allacciamento. Al fine di consentire agli enti che forniscono i servizi la verifica dei dati dell’utente e il loro inserimento negli atti sopra indicati, i richiedenti sono tenuti a consegnare a tali enti “idonea documentazione” relativa al titolo che attesti “la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione” dell’unità immobiliare, in originale o copia autentica, o a rilasciare dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
  • I soggetti che occupano abusivamente alloggi di edilizia residenziale pubblica non possono partecipare alle procedure di assegnazione di alloggi della medesima natura per i cinque anni successivi alla data di accertamento dell’occupazione abusiva.

Salvezza degli effetti delle sanzioni “civilistiche”

  • Vengono fatti salvi, fino al 31.12.’15, gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei contratti di locazione registrati ai sensi di disposizioni – i commi 8 e 9 dell’art. 3 del d.lgs. n. 23/’11 – non più in vigore in quanto dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale con una sentenza di appena due mesi addietro (la n. 50 del 14.3.’14). Disposizioni attraverso le quali veniva previsto – come riassumeva la stessa Consulta nella citata sentenza – un meccanismo di sostituzione sanzionatoria della durata del contratto di locazione per uso abitativo e di commisurazione del relativo canone in caso di mancata registrazione del contratto entro il termine di legge nonché l’estensione di tale disciplina, e di quella relativa alla nullità dei contratti di locazione non registrati, anche alle ipotesi di contratti di locazione registrati nei quali sia stato indicato un importo inferiore a quello effettivo e di contratti di comodato fittizio registrati.

Maggiori tutele per acquirenti di immobili da costruire

  • Viene disposto che l’acquirente di un immobile da costruire non possa rinunciare alle tutele previste dal d.lgs. n. 122/’05 (contenente, per l’appunto, disposizioni per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire) e che ogni clausola contraria sia nulla e debba intendersi come non apposta.
  • Vengono estese al coniuge dell’acquirente di un immobile da costruire alcune previsioni contenute nella relativa normativa (in tema di diritto di prelazione e di esenzione e limiti alla esperibilità dell’azione revocatoria).

 Modifica a una fattispecie di “nuova costruzione”

  • Viene modificata una delle fattispecie di “interventi di nuova costruzione” indicate nel Testo unico dell’edilizia, quella riguardante l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee “e salvo che” (dice ora la norma sostituendo la parola “ancorché”) siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità   alla   normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.

 Finanziamento Fondo locazioni e Fondo “morosi incolpevoli”

Vengono previsti maggiori finanziamenti per il Fondo per il sostegno alle abitazioni in locazione di cui alla legge n. 431/’98 e per il Fondo destinato agli inquilini “morosi incolpevoli” di cui all’articolo 6, comma 5, del d.l. n. 102/’13, come convertito.

 Erogazione contributi “morosi incolpevoli” attraverso le associazioni

Viene previsto che i contributi relativi al Fondo destinato agli inquilini “morosi incolpevoli” vengano erogati dai Comuni in forme tali da assicurare la sanatoria della morosità, anche utilizzando la modalità di cui al terzo periodo del comma 3 dell’articolo 11 della legge n. 431/’98, e quindi erogando i contributi al locatore tramite l’associazione della proprietà edilizia dallo stesso locatore per iscritto designata, che attesta l’avvenuta sanatoria con dichiarazione sottoscritta anche dal locatore.

 Riscatto a termine degli “alloggi sociali”

Viene previsto che le convenzioni che disciplinano le modalità di locazione degli “alloggi sociali” – sulla cui definizione il decreto alimenta una confusione esistente già sulla base della pregressa normativa – possano contenere la clausola di riscatto dell’unità immobiliare e le relative condizioni economiche. La clausola comunque non può consentire il riscatto prima di sette anni dall’inizio della locazione. Il diritto al riscatto può essere esercitato solo dai conduttori privi di altra abitazione di proprietà adeguata alle esigenze del nucleo familiare. Chi esercita il riscatto non può rivendere l’immobile prima dello scadere dei cinque anni. Fino alla data del riscatto, il conduttore può imputare parte dei corrispettivi pagati al locatore in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio e per altra parte in conto affitto; ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, i corrispettivi si considerano canoni di locazione, anche se imputati in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio e ad essi si applicano le disposizioni di cui al paragrafo successivo (imposizione sui redditi dell’investitore per “alloggi sociali”) ove ne ricorrano le condizioni. Ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, i corrispettivi delle cessioni degli alloggi di edilizia sociale si considerano conseguiti alla data dell’eventuale esercizio del diritto di riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore e le imposte correlate alle somme percepite in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio nel periodo di durata del contratto di locazione costituiscono un credito d’imposta. Un successivo decreto ministeriale disciplinerà le “clausole standard” dei contratti di locazione e di futuro riscatto, le tempistiche e gli altri aspetti ritenuti rilevanti nel rapporto nonché le modalità di determinazione e di fruizione del credito d’imposta.

 Imposizione sui redditi dell’investitore per “alloggi sociali”

Viene previsto che, fino all’eventuale riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore e, comunque, per un periodo non superiore a dieci anni dalla data di ultimazione dei lavori di nuova costruzione o di realizzazione mediante interventi di manutenzione straordinaria o di recupero su un fabbricato preesistente di un “alloggio sociale”, i redditi derivanti dalla locazione dell’alloggio in questione non concorrano alla formazione del reddito d’impresa ai fini delle imposte sui redditi e alla formazione del valore della produzione netta ai fini dell’Irap, nella misura del 40 per cento.

Altre disposizioni

Ulteriori disposizioni del decreto-legge come convertito concernono: modifiche alla disciplina del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione; misure per l’alienazione del patrimonio residenziale pubblico; programma di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica; “detrazioni Irpef per il conduttore di alloggi sociali”; edilizia residenziale sociale.

Fonte: Confedilizia

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

Colombo Clerici al Rotary Club Milano Porta Vercellina

L’EUROPA TENGA IN CONTO L’ECONOMIA IMMOBILIARE ITALIANA

 “L’ Europa deve fare i conti con l’economia immobiliare italiana, che non può essere misconosciuta al punto di innestare un processo di depauperamento dell’economia generale del nostro Paese”. E’ stata la premessa della relazione del presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ai soci del Rotary Club Milano Vercellina riuniti alla Società del Giardino di Milano.

Un intervento che ha ribadito quanto il rappresentante dei proprietari immobiliari  ha ricordato ai capilista dei principali partiti presentatisi alle elezioni europee che ha incontrato durante una intensa attività di contatti svolta nei giorni scorsi.

“Le principali disfunzioni e gli squilibri che si registrano nel quadro della economia immobiliare italiana possono sinteticamente così riassumersi:
– la più bassa percentuale europea di immobili che per legge concorrano a formare il gettito delle imposte immobiliari ed a finanziare i servizi comunali.
Il 50% degli immobili ed 1/3 delle abitazioni.
I restanti 2/3 (Tasi permettendo) non pagano anche se appartengono a Rockfeller.

 – una quota di immobili di edilizia residenziale pubblica tra le più basse d’Europa – 4% del totale

 – la più bassa quota in Europa di abitazioni in locazione.
In Italia le abitazioni principali in proprietà sono circa il 73% ; quelle in locazione il 18% (come la Turchia, il Portogallo, la Grecia); le restanti (per circa l’8-9%) sono abitate a diverso titolo.

– il che significa che da noi non funziona il sistema abitativo e non funziona il sistema degli investimenti immobiliari.

Eppure l’attività immobiliare, con tutto l’indotto, rappresenta il 20% del Pil e gli immobili costituiscono i 2/3 della ricchezza delle famiglie.
E se si vuole la crescita economica non si può prescindere dall’apporto del comparto immobiliare.”

Presentato dal presidente del Club Andrea Gottardo e da Roberto Calimani, Colombo Clerici ha proseguito: “L’economia immobiliare sostenuta dal risparmio nell’immobile,  è qualcosa di complesso e in Italia presenta una tipologia tutta propria, molto diversa da quella degli altri principali Paesi europei.

L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda, così suddivisi: 29 milioni sono i proprietari di fabbricati ; 8 milioni proprietari solo di terreni e 9 di terreni e di fabbricati.
Il 96% è costituito da cittadini italiani. Il valore medio dell’investimenti per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Le abitazioni principali in proprietà sono circa il 73% ; quelle in locazione il 18% (come la Turchia, il Portogallo, la Grecia); le restanti (per circa l’8-9%) sono abitate a diverso titolo. Complessivamente il patrimonio immobiliare italiano è un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili.

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato”, non solo dei grandi operatori magari istituzionali, ma anche dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa, si stanno affacciando sul mercato italiano: trovandosi di fronte a una grande incertezza della stabilità fiscale dovuta alla riforma del catasto in corso, che durerà anni ed alla fine non si sa dove ci porterà.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato; che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole. Conta piuttosto, se non la valorizzazione, quanto meno la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento.

E quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso si mette a rischio la tenuta stessa dei valori di mercato. Con questa prospettiva i fondi stranieri rimangono alla finestra. E le famiglie italiane cosa dovranno fare con i propri risparmi?

Senza dunque una norma di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma inefficaci propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale, la riforma catastale in itinere, richiestaci a gran voce dall’Europa con la giustificazione formale di introdurre meccanismi di perequazione nella tassazione degli immobili, produrrà immediatamente danni all’economia immobiliare, per l’incertezza che crea negli investitori diffusi e nel mercato”.

Numerose le domande dei rotariani.

Ad esse Colombo Clerici ha risposto rilevando, in particolare, come a Milano la proliferazione di iniziative di produzione edilizia – programmata quando non c’era alcuna avvisaglia della recessione – ha portato ad una offerta che potrà essere assorbita dal mercato solo nel corso di diversi anni.

L’Expo potrà comunque accelerare positivamente quel dinamismo economico della Città necessario alla ripresa di tutta l’economia in generale e del settore immobiliare in particolare.

 (foto cortesemente offerte dal pp del Club Mario Massone)

Presidente Rotary

tavolo Rotary

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
                   e
ISTITUTO EUROPA ASIA – IEA – EUROPE ASIA INSTITUTE

 

Convegno organizzato a Roma dalla Rete per la Parità

L’EQUILIBRIO DI GENERE NELLE GIUNTE E NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE

Con l’adesione del Presidente della Repubblica il convegno “L’equilibrio di genere nelle giunte e nei consigli di amministrazione” , organizzato dalla Rete per la Parità, si terrà giovedì 29 maggio, ore 15-19, presso il Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari, Via della Dogana Vecchia, 29 – Roma.

Questo il programma:

Saluto della Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli,
Introduce Rosa Oliva, presidente della Rete per la Parità 

Ne parlano:
Roberta Agostini, parlamentare
Antonella Anselmo, avvocata
Maria Paola Azzario, presidente Centro UNESCO di Torino, Forum Internazionale delle Donne del Mediterraneo, Vice Presidente Federazione Europea dei Club e Centri UNESCO
Anna Rita Calabrò, professore di Sociologia e Direttrice del Centro interdipartimentale Studi di genere – Università degli Studi di Pavia
Maria Antonietta Confalonieri, professore di Organizzazione politica europea – Università degli Studi di Pavia
Marilisa D’Amico, professore di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Milano, Vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa
Andrea Deffenu, professore di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Cagliari
Piero Fassino, sindaco di Torino, presidente ANCI
Lella Golfo, promotrice della legge sulla presenza delle donne nei CdA
Anna Maria Isastia, presidente nazionale Soroptimist International d’Italia
Stefania Leone, ricercatrice di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Milano
Aniello Nappi, componente del Consiglio Superiore della Magistratura
Monica Parrella, direttore generale Ufficio per gli interventi in materia di parità e pari opportunità del Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri
Linda Laura Sabbadini, direttore del Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali ISTAT

Modera: Agnese Canevari, Associazione Aspettare stanca
Conclusioni di Teresa Gualtieri, presidente del Comitato Scientifico della Rete per la Parità

Foto: da sin. Maria Grazia Dente, Marilisa d’Amico, Achille Colombo Clerici, Milly Moratti

 Achille Colombo Clerici con Milly Moratti, Marilisa d'Amico, Maria Grazia Dente

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

  

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IN ITALIA SI LEGGE POCO. E MALE

Al XXIII Incontro di Caidate organizzato dalla famiglia Barbiano di Belgiojoso, Ernesto Ferrero e Raffaele Simone trattano la crisi del libro con conclusioni scoraggianti.

Benito Sicchiero

Viviamo una crisi profonda: di civiltà, di cultura, di sistema, dalla quale è difficile uscire.

Vi si aggiunge una crisi economica dagli esiti quanto mai incerti: e, se non bastasse, stiamo vivendo il travaglio della rivoluzione digitale.

Impossibile che il libro stampato possa uscirne indenne. Infatti secondo una rilevazione Nielsen, in un anno le librerie hanno registrato un calo del 7% di clienti; ma i saloni del libro e le manifestazioni letterarie registrano afflussi in netta crescita.

Comunque in Italia si legge poco: meno di 4 milioni di italiani sono i “lettori fortil” che leggono almeno un libro al mese. In compenso si scrive moltissimo, in maniera forsennata, e c’e’ un proliferare di case editrici: di qui la battuta “ ci sono più scrittori che lettori” e le case editrici assecondano le velleita’ di chi vuol scrivere.

Per invertire la tendenza è indispensabile l’apporto della famiglia – i genitori devono leggere libri ai bambini fin dai primi anni – e della scuola che, del libro, deve fare non un tormento, ma una passione.

E’ uno dei risultati del dibattito del tradizionale ed esclusivo Incontro, il XXIII, organizzato dal conte Giuseppe Barbiano di Belgiojoso e dalla sua storica famiglia nel Castello di Caidate, nel Varesotto, che domina la valle dell’Arno lombardo.

Tema “Il Paese che non legge”, rivolto a centinaia di esponenti dell’economia, della cultura, della borghesia e del patriziato che qui convengono ogni anno.

Giuseppe Belgiojoso e l’editorialista Sergio Romano hanno presentato l’Incontro ricordando la scomparsa di Vittore Ceretti, ingegnere umanista, progettista di edifici, di fabbriche, di università, pioniere del restauro dell’architettura moderna, acquarellista raffinato e attento sia alla forma sia allo spirito del paesaggio, animatore degli Incontri culturali di Caidate, compreso l’ultimo.

Protagonisti Ernesto Ferrero e Raffaele Simone. Ferrero, scrittore e saggista (citiamo Cervo Bianco,  Lezioni Napoleoniche, Disegnare il vento) tradotto in diversi Paesi,  direttore dal 1998 del Salone del Libro di Torino, ha collaborato con noti intellettuali, ed è stato al vertice editoriale di Bollati Boringhieri, Arnoldo Mondadori Editore, Garzanti.
Si è occupato, anche con libri, di linguistica, di critica letteraria, di storia. Premio Viareggio, Premio Strega, critico (Gadda, Calvino, Primo Levi), traduttore, collaboratore di quotidiani nazionali e della Rai.

Simone è professore ordinario di Linguistica all’Università di Roma Tre dove ha percorso una gratificante carriera, membro della Società di Linguistica Italiana e della Società Italiana di Glottologia, ha condiretto un corso di lingua italiana all’Università di Siviglia. Ha fondato la rivista bimestrale “Italiano e oltre”, è, o è stato, nel comitato di redazione di numerose riviste, ha progettato e diretto numerose opere lessicografiche. Ha tenuto corsi, seminari dottorali, visiting professorship e conferenze in numerose università italiane e straniere.
Si occupa attualmente di teoria della grammatica, tipologia linguistica (specialmente romanza), e lavora a un modello denominato Grammatica di Costrutti e Categorie (Grammar of Constructions and Categories), che ha presentato in diversi incontri internazionali.   

Entrambi, Ferrero e Simone, si sono detti pessimisti sull’essere e sul divenire della lettura in Italia. Non è certo la concorrenza del libro digitale a mettere in crisi la lettura, quanto il progressivo abbassamento di livello, sia dell’offerta, sia della richiesta. La gente, la minoranza che legge naturalmente, vuole prodotti rilassanti, rifugge la fatica di pensare con opere più impegnative.
Dal libro si estraggono i dati che ci interessano, ignorando il contesto.
In televisione si presentano scrittori, ma solo quelli del proprio giro. E la forbice tra chi legge e chi non legge si allarga: nord-sud d’Italia, donne-uomini (con le donne maggiori lettrici), abbienti-meno abbienti. 

Caidate lancia, in conclusione, un allarmante messaggio . E’ un pericolo anche per la nostra democrazia, il fatto che ci siano elettori/lettori abituati a votare, e a leggere, “di pancia”.

Un fenomeno diffuso in ogni Paese (ma in Italia va peggio), quasi fosse in atto un piano globale per riportarci al Medioevo quando il sapere era in mano a pochi.
Adesso che le tecnologie ci subissano di informazioni, è il ragionare che è proprietà di pochi.
Una assoluta minoranza che, par di capire, ha due scelte: riunirsi in cenacoli e filosofare senza alcuna possibilità di influire sulla società, oppure mettersi al servizio di chi la società la gestisce. Non è un bel vivere.

Il Presidente Achille Colombo Clerici commenta:

“In questo campo, la vera crisi della nostra civiltà, messa in discussione dalla rivoluzione digitale che stiamo vivendo e che ci porta dalla rilevanza della realtà a quella della virtualità, si concretizza in una riduzione della varietà e della ricchezza lessicale ed in una progressiva perdita di memoria storica, quindi della nostra identità culturale.”  

Foto:
– Achille Colombo Clerici con l’amb. Sergio Romano
– la Sala principale foto d’archivio
– con Giuseppe Barbiano di Belgiojoso foto d’archivio
– con Alberico Barbiano di Belgiojoso
– con la moglie Giovanna foto d’ archivio

 

Colombo Clerici con l'Amb. Sergio Romano

 sala

Colombo Clerici con Giuseppe Barbiano di Belgioioso

Colombo Clerici con Alberico Barbiano di Belgiojoso 1

Colombo Clerici con la moglie Giovanna foto d' archivio

A s s o e d i l i z i a

“L’ Europa deve fare i conti con l’economia immobiliare italiana, che non può essere misconosciuta al punto di innestare un processo di depauperamento dell’economia generale italiana.

Il nostro Paese presenta:

– La più bassa percentuale europea di immobili che per legge concorrano a formare il gettito delle imposte immobiliari ed a finanziare i servizi locali: il 50% degli immobili ed 1/3 delle abitazioni. I restanti 2/3 delle case non pagano sostanzialmente i servizi comunali (Tasi permettendo) anche se il proprietario è Rockfeller. Tanto che chi è rimasto a pagare paga enormemente.

– Una quota di immobili di edilizia residenziale pubblica tra le più basse d’Europa, il 4% del totale. Dal 1998 si sono bloccati i finanziamenti alle case popolari. Sicché oggi da noi i meno abbienti non trovano più casa.

– La più bassa quota in Europa di abitazioni in locazione: il 18% contro una media europea che è grosso modo  del doppio. Con grave pregiudizio di quella mobilità abitativa che le trasformazioni socio-economiche in atto richiederebbero per le diverse esigenze di lavoro, di studio, di famiglia.

Tutto questo significa che non funziona il sistema abitativo e non funziona il sistema degli investimenti immobiliari. Conseguenza ne e’ stata la grave crisi del settore immobiliare che ha travolto l’intera economia nazionale.

L’economia immobiliare, sostenuta dal risparmio nell’immobile,  è qualcosa di complesso e in Italia presenta una tipologia tutta propria, molto diversa da quella degli altri principali Paesi europei.

L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti.   Il valore medio dell’investimenti per ognuno è di circa 170/200.000 euro.

Complessivamente il patrimonio immobiliare italiano è un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili. L’attività immobiliare rappresenta il 20% del PIL ed oltre i 2/3 della ricchezza delle famiglie. 

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato”, non solo dei grandi operatori magari istituzionali, ma anche dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

Ma il nostro Stato penalizza questi risparmiatori privilegiando, in una ottica distorta, che si riduce a puntare su interventi di nicchia per cercare di risolvere i problemi generali, i gestori intermediari del risparmio privato.
Pensiamo ai  500 milioni (Commissione Ceriani) per agevolazioni SIIQ, SIINQ, Fondi immobiliari bancari.

In tutti questi anni mai che l’Europa si sia mossa per richiamare l’Italia all’esigenza di avere più case popolari, più case in affitto, una fiscalità più equilibrata nel settore immobiliare.

Si è limitata a chiedere a gran voce un incremento della crescita del Pil (come può crescere il Pil se rimane depresso un comparto che rappresenta il 20%  dell’economia?), il rispetto del fiscal compact, un maggior gettito fiscale complessivo dagli immobili, la riforma del catasto.
Cosa capisse poi l’ Europa del nostro catasto, quando in Italia ne sanno a malapena solo pochi adepti, è tutto da vedere.

Poiché dalla revisione catastale in atto, che durerà anni, dipende la fiducia o meno del mercato e poiché alla fiducia è strettamente legata la ripresa del settore, dall’incertezza nella tassazione deriverà non certo un aiuto, bensì una difficoltà per la ripresa del settore immobiliare.

Viene il sospetto che l’Europa monetaria porti avanti un disegno che non è tra i più sensibili ai problemi dell’immobiliare italiano.   

foto presidente 122

Il Giorno 24.5.2014

 

Istituto Europa Asia
e
Europe Asia Institute

Pubblicata da Beauty Business la Ricerca dell’Istituto Europa Asia sulla attrattività delle città italiane.

 *     *     *

Una ricerca condotta dall’Istituto Europa Asia tra le città più attrattive d’Europa in termini di immagine all’estero

ROMA BATTE BERLINO, MA ANCHE VENEZIA, E QUASI DOPPIA MILANO

Achille Colombo Clerici presidente dell’Istituto Europa Asia: “Non c’è da stupirsi che Roma e Venezia svettino a livello nazionale. Nel far immagine per le città entrano in gioco, non solo l’efficienza e la funzionalità, la capacità di accogliere e l’offerta sociale in generale, ma anche la storia, il patrimonio di beni culturali, materiali ed immateriali, le bellezze paesaggistiche e l’offerta turistica.

Per questo le città italiane, nel complesso, meriterebbero, nel confronto internazionale, una migliore classifica. E’ necessario quindi un grande sforzo da parte della politica, delle istituzioni culturali, delle organizzazioni turistiche per richiamare maggiormente l’ interesse mondiale sul nostro Paese e sulle nostre città”.

 *     *     *

Nelle città vive la metà della popolazione. Le città sono i luoghi dove si concentrano  arte e cultura,scienza,imprenditoria, creatività, commerci, finanza. Ma sono anche luoghi meta di turismo abbiente, colto e sempre più popolare. Ecco perché, in un mondo globalizzato, si fa a gara per rendere sempre più attrattive le città.

Quale il grado di interesse suscitato nel mondo dalle nostre, rispetto ad alcuni capoluoghi continentali? E tra le città italiane quale di esse lo straniero preferirebbe visitare? E per quali motivi?

Come risulta dalla classifica stilata dall’ Istituto Europa Asia, l’interesse a conoscere una città nasce da quanto essa può offrire in termini di patrimonio architettonico, di bellezze naturali, di cultura, di storia, di offerta turistica, ma dipende anche da come questi beni sono valorizzati e presentati al mondo.

Se Londra e Parigi mantengono saldamente lo scettro delle città più attrattive d’Europa, non può sembrare singolare  a noi italiani che la caotica Roma (indice 2,00) superi l’efficiente Berlino (1,70) ed anche Venezia (1,65)  e quasi doppi Milano (1,20); puo’ stupire viceversa che Barcellona (1,68) “batta” la capitale rivale Madrid (1,15), ricca di storia e di beni culturali.

Nel complesso però la distanza che separa le città italiane da quelle continentali è superiore alle nostre potenzialità.

Ulteriori conferme di quanto contino nel far immagine i valori storico-cultural-paesistici vengono proprio dall’Italia: Venezia al secondo posto (1,65) Napoli (0,80) prevale su Torino (0,60) e Genova (0,50), che potrebbe far molto di piu! Come pure Palermo che gia’ gode di una notevole vis actractiva (0,35).  Sorprendente la posizione di Capri (0,36). Bergamo (0,14) eguaglia Assisi ed è seguita da Brescia a 0,135. 

Indice

Il grado di interesse suscitato nel mondo da …

…alcune città europee

– Londra.          3,50
– Parigi.            3,20
– Amsterdam.   1,90
– Berlino.          1,70
– Barcellona.    1,68
– Vienna.          1,40
– Madrid.          1.15
– Bruxelles.      0,98
– Marsiglia.       0,65
– Berna.            0,40
 

… alcune città italiane
– Roma.           2,00
– Venezia.       1,65
– Milano.         1,20
– Firenze.        1,00
– Napoli.          0,80
– Torino.          0,60
– Bologna.       0,51
– Genova.        0,50
– Verona.         0,40
– Capri.            0,36
– Palermo.       0,35
– Trieste.          0,31
– Pisa.              0,29
– Bolzano.        0,27
– Siena.            0,25
– Bari.              0,24
– Cagliari.        0,21
– Padova.         0,19
– Perugia.        0,19
– Pompei.         0,18
– Parma.          0,16
– Sorrento.     0,157
– Vicenza.        0,15
– Amalfi.         0,147
– Modena.       0,145
– Bergamo       0,14
– Assisi.           0,14
– Brescia.        0,135
– Mantova.       0,12
– Trento.          0,12
– Rimini.         0,106

 foto presidente Venezia 6

Beauty Business

Beauty Business 2

Beauty Business 3

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

A Milano il Ministro Maurizio Lupi e il Presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini (Nuovo Centro Destra)

COLOMBO CLERICI: NON FACILI I RAPPORTI TRA UNIONE EUROPEA ED ECONOMIA IMMOBILIARE ITALIANA

Il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi, capolista alle elezioni europee di domenica per il Nuovo Centro Destra e il candidato nella stessa competizione Massimiliano Salini, Presidente della Provincia di Cremona, si sono ritrovati all’Auditorium Cà Granda di Milano per un incontro pubblico cui hanno partecipato esponenti dell’economia milanese.
A Massimiliano Salini il Presidente di Assoedilizia e Vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha riassunto  i non facili rapporti tra l’Unione Europea e il comparto immobiliare italiano.

“L’ Europa – ha detto – deve fare i conti con l’economia immobiliare italiana, che non può essere misconosciuta al punto di innestare un processo di depauperamento dell’economia generale italiana.

Il nostro Paese presenta:

– La più bassa percentuale europea di immobili che per legge concorrano a formare il gettito delle imposte immobiliari ed a finanziare i servizi locali: il 50% degli immobili ed 1/3 delle abitazioni. I restanti 2/3 delle case (Tasi permettendo) non pagano i servizi comunali, anche se il proprietario è Rockfeller.Tanto che chi è rimasto a pagare paga enormemente.

– Una quota di immobili di edilizia residenziale pubblica tra le più basse d’Europa, il 4% del totale. Dal 1998 si sono bloccati i finanziamenti alle case popolari. Sicché oggi da noi i meno abbienti non trovano più casa.

– La più bassa quota in Europa di abitazioni in locazione: il 18% contro una media europea che è grosso modo  del doppio. Con grave pregiudizio di quella mobilità abitativa che le trasformazioni socio-economiche in atto richiederebbero per le diverse esigenze di lavoro, di studio, di famiglia.

Tutto questo significa che non funziona il sistema abitativo e non funziona il sistema degli investimenti immobiliari. Conseguenza ne è stata la grave crisi del settore immobiliare che ha travolto l’intera economia nazionale.

L’economia immobiliare, sostenuta dal risparmio nell’immobile,  è qualcosa di complesso e in Italia presenta una tipologia tutta propria, molto diversa da quella degli altri principali Paesi europei.

L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda.  Il valore medio dell’investimenti per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Complessivamente il patrimonio immobiliare italiano è un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili. L’attività immobiliare rappresenta il 20% del PIL ed oltre i 2/3 della ricchezza delle famiglie. 

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato”, non solo dei grandi operatori magari istituzionali, ma anche dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

Ma il nostro Stato penalizza questi risparmiatori privilegiando, in una ottica distorta, che si riduce a puntare su interventi di nicchia per cercare di risolvere i problemi generali, i gestori intermediari del risparmio privato. Pensiamo ai  500 milioni (Commissione Ceriani) per agevolazioni SIIQ, SIINQ, Fondi immobiliari bancari.

In tutti questi anni mai che l’Europa si sia mossa per richiamare l’Italia all’esigenza di avere più case popolari, più case in affitto, una fiscalità più equilibrata nel settore immobiliare.

Si è limitata a chiedere a gran voce un incremento della crescita del Pil (come può crescere il Pil se rimane depresso un comparto che rappresenta il 20%  dell’economia?), il rispetto del fiscal compact, un maggior gettito fiscale complessivo dagli immobili, la riforma del catasto.
Cosa capisse poi l’Europa del nostro catasto, quando in Italia ne sanno a malapena solo pochi adepti, è tutto da vedere.

Poiché dalla revisione catastale in atto, che durerà anni, dipende la fiducia o meno del mercato e poiché alla fiducia è strettamente legata la ripresa del settore, dall’incertezza nella tassazione deriverà non certo un aiuto, bensì una difficoltà per la ripresa del settore immobiliare.

Viene il sospetto che l’Europa porti avanti un disegno che non è tra i più sensibili ai problemi dell’immobiliare italiano.   

Foto:
– Achille Colombo Clerici con Massimiliano Salini e Giuseppe Zola
– con Maurizio Lupi

Achille Colombo Clerici con Massimiliano Salini e Giuseppe Zola 

Colombo Clerici con Maurizio Lupi