Milano con il volto pulito per Expo 2015 Campagna di Assoedilizia contro i graffiti selvaggi –INCONTRO IN COMUNE – Lettera del presidente Achille Colombo Clerici all’Assessore ai LL.PP. del Comune di Milano, Carmela Rozza

aprile 11, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

Manca poco più di un anno ad Expo 2015, evento sul quale l’intero Paese ripone grandi speranze ritenendolo lo spartiacque tra recessione e ripresa. Ancora maggiore importanza esso riveste per Milano che si prepara in molti modi ad accoglierlo nella maniera migliore possibile.

Anche presentandosi pulita dai graffiti o dagli imbrattamenti di sorta?

L’intenzione c’è. Le iniziative dei privati pure e per il loro coordinamento e la loro propulsione si muove l’amministrazione pubblica.

L’assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza ha invitato le categorie maggiormente coinvolte (anche se, va detto, coinvolto in primis è il buon cittadino milanese), cioè proprietari di immobili, amministratori di condominio, commercianti, ad uno scambio di idee e di proposte le migliori delle quali verranno sviluppate nei prossimi mesi.

Assoedilizia ha riassunto la propria posizione in una lettera del presidente Achille Colombo Clerici inviata all’Assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza:  

Gentile Assessore, 

ringraziandoLa anzitutto per l’invito ad un primo scambio di idee e di proposte sulla questione graffiti alla vigilia di Expo 2015 assieme alle altre categorie interessate alla soluzione dell’annoso problema,  e rispondendo volentieri al Suo appello, ci permettiamo di proporre una campagna di sensibilizzazione rivolta ai milanesi congiuntamente dal Comune di Milano e da Assoedilizia.

L’idea di base è semplice, come spieghiamo in migliaia di manifestini (vedasi l’allegato). Provvedere alla ripulitura dei muri utilizzando una normativa in vigore: quella che consente ai condomini persone fisiche di usufruire, per le opere di ordinaria manutenzione riguardante le parti comuni (quali sono le ripuliture delle facciate dei palazzi) della detrazione del 50% dal reddito dei singoli condomini.

Il tetto massimo è di 96.000 euro per ogni detrazione relativa ad unità abitative o per uso diverso, commerciale, professionisti, artigianale etc.  

Questa agevolazione è stata prorogata fino alla fine del 2014: ma rimane pur sempre una misura non strutturale che potrebbe un domani non essere più prorogata.

Ma dalla pubblica amministrazione Assoedilizia si attende, ove possibile, anche forme di incentivazione collaborativa (ad esempio l’eliminazione della tassa ponteggi e di occupazione di suolo pubblico), la fornitura gratuita del materiale di ripulitura e quant’altro.  

Va tenuto presente che la battaglia contro i graffiti selvaggi non si risolve con una sola ricetta.

Lo sappiamo bene noi, quali protagonisti e testimoni da quasi un terzo di secolo del fenomeno.

Ciò che ci preoccupa è che si tentino di nuovo strade, senza considerare che storicamente esse hanno portato ad un vicolo cieco. 

Assoedilizia ha attivato la concessione di una cinquantina di muri ai graffitisti, l’approvazione di leggi restrittive, organizzato dibattiti e convegni a iosa, coinvolto Comune, Regione, ed altre istituzioni, dato il via a ripuliture pubbliche, ha fatto corsi all’Accademia di Brera (raccolti in un volume) e nelle scuole, nonché periodici monitoraggi sullo stato di imbrattamento. 

Alcune di queste iniziative sono state riproposte nel corso del nostro incontro: temiamo avrebbero lo stesso risultato. 

C’è stata, all’inizio, la sottovalutazione del fenomeno da parte della pubblica amministrazione: poche centinaia di ragazzotti, si diceva.
Quando la moda passerà spariranno anche i graffiti: erano più di venticinque anni fa e siamo ancora allo stesso punto.

In realtà il graffitismo è parte di una cultura autonoma giovanile, o di una sottocultura, se si vuole – l’ha documentato una tesi di laurea da noi propiziata –  che nella musica (rap) e nella danza (break dance) ha le altre fondamentali manifestazioni.  

A Milano i graffitisti sono migliaia, organizzati in crew (bande) collegati in una rete mondiale con giornali, radio, siti.

Fino a pochi anni or sono si riunivano annualmente in un grande albergo cittadino.

Non si elimina una “cultura-sottocultura” solo con le multe.

Poi c’è stata la discussione tra chi distingueva graffiti “buoni” da quelli “cattivi”,  e c’era chi auspicava il dialogo con i graffitisti: senza rendersi conto che gli autori delle tags o scarabocchi che più disturbano intendono aggredire la città di proposito oppure vivono situazioni di disagio.

A New York, con cui Assoedilizia si mise in contatto in teleconferenza attraverso i buoni uffici del Consolato Usa, il sindaco Giuliani non aveva dubbi: i graffiti non autorizzati sono tutti cattivi e si cancellano.

Questa la procedura.

“Graffiti Answers”, una società specializzata, offre alla municipalità apparecchiature (idropulitrici, miscelatori di colore eccetera) al modico costo di 2 milioni di dollari l’anno, pagati dal Governo federale nell’ambito di un programma nazionale antigraffiti: il Comune mette a disposizione camion e personale.

Così ogni giorno, per 8 ore al giorno, dieci di questi mezzi girano per la città – e intervengono su segnalazione dei cittadini a un numero verde – per ripulire in due maniere i muri imbrattati: o con getti di liquido decolorante che cancellano il graffito oppure ricoprendolo con uno strato di pittura uguale alla preesistente grazie alla miscelatura automatica del colore e della tonalità.

Vengono così ripuliti ogni giorno 6.000 metri quadrati di facciate (100 edifici calcolando per ciascun edificio un imbrattamento medio di 20 metri per 3).

Costo zero, quindi, per i privati, e servizio efficiente.
Anche a Milano si potrebbe fare la stessa cosa: ad esempio l’Amsa, assieme allo sgombero delle immondizie, potrebbe provvedere alla ripulitura dei muri.
Se si frappongono problemi giuridici impegnamoci congiuntamente a superarli.

“Da noi – ci aveva detto Bruce Pinkney, presidente di Graffiti Answers – ci sono multe e addirittura pene detentive per i graffitisti, ma questo tipo di repressione ha dato scarsi risultati: molto più efficace è cancellare il graffito dopo poche ore.
E se il graffitista torna a sporcare, nuova immediata ripulitura. In breve il graffitista si scoraggia, perché il suo obiettivo è di mostrare la propria opera alla gente per un lungo periodo di tempo. Senza contare che spende in bombolette un mucchio di soldi per niente”.

Milano deve presentarsi a Expo 2015 con il volto nitido e pulito di una capitale moderna, funzionale, attrattiva e non con il volto dipinto con i colori di Arlecchino o, peggio, imbrattato di sgorbi.

La ringrazio della Sua attenzione e Le porgo i migliori saluti. 

Foto:
– Volantino Assoedilizia
– Achille Colombo Clerici con Carmela Rozza

volantino graffiti0001

Achille Colombo Clerici con Carmela Rozza

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