Immobiliare, Adesso Aiuti – IL GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Casa Città Società – Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici – Pubblicato il 5 aprile 2014

aprile 7, 2014

Mi riferisco all’incontro di qualche giorno addietro in Milano, a Palazzo Cusani, con i presidenti della Confindustria e dell’Abi, Associazione Bancaria Italiana.

In quell’occasione, i ripetuti richiami, da parte di Patuelli e Squinzi, all’esigenza di rilanciare l’edilizia, che è il motore più diretto ed immediato per il traino dell’economia, ci hanno indotto a riflettere sul fatto che non e’ sufficiente potenziare l’edilizia e gli appalti pubblici, trascurando il sostegno al mercato immobiliare, per invertire la tendenza negativa della nostra economia.

Giorgio Squinzi ha citato, come indicatore della profonda crisi del settore, il calo della produzione del cemento da 47 milioni di tonnellate annue agli attuali 20 milioni: con la previsione di un’ulteriore riduzione del 9%.

Vorrei aggiungere che, secondo i dati internazionali in possesso dell’Istituto Europa Asia, in Italia si e’ avuta, negli ultimi 5 anni, una contrazione degli investimenti fissi (rispetto al dato tendenziale registratosi fino al 2007) che ci ha portati a ben 60 miliardi annui in meno, dei quali 55 per il settore privato e solo 5 per il settore pubblico.

Tale contrazione ha interessato per lo 0,6% del PIL il settore delle costruzioni e del real estate e del 0,5% il settore produttivo industriale.
E questo testimonia della fondatezza della analisi fatta sia da Squinzi, sia da Patuelli.

Il sostegno del mercato è dunque la condizione imprescindibile per rilanciare gli investimenti fissi nel campo edilizio e la riduzione del carico fiscale sugli investimenti a reddito dei risparmi privati è il passaggio obbligato.

Soprattutto considerando che nel nostro Paese ci troviamo in condizioni di totale assenza di investimenti pilotati “strategici” a sostegno del mercato immobiliare: le uniche situazioni protette sono episodiche e di nicchia essendo legate alla gestione dei fondi immobiliari e delle Sgr che beneficia di un regime fiscale privilegiato.

Occorre, dunque, oltre che una moratoria reale anche una moratoria psicologica, come tra l’altro evidenziato da Patuelli; ma nei confronti del risparmio diffuso e non solo di quello amministrato, come è avvenuto fino ad ora.

In particolare la riforma catastale in atto, pur senza produrre attualmente effettivi introiti fiscali, non sapendosi dove ci condurrà, terrà per anni costantemente sotto pressione psicologica negativa i risparmiatori che hanno investito o intendono investire nel mattone.
E’ veramente un bell’affare.

Patuelli ha parlato, più in generale, di masochismo italiano; io parlerei di dabbenaggine e di sciocco e populistico conformismo.

Allegato:

DATI – Istituto Europa Asia

Calo 2012. (percentuali di PIL.) di investimenti fissi nei diversi settori:

Costruzioni e Real Estate       -0,6 %
Produzione industriale            -0,5
Servizi Locali             -0,5 %  
Trasporti                                     -0,4 %
Utilities                                        -0,3 %
professioni,  finanza,
servizi privati                             -0,3 %
salute, educazione,
pubblica amministrazione,
difesa                                    -0,2 %
risorse primarie                      -0,2 %

foto presidente 115

Il Giorno

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...