RIFORMA CATASTO 
Convegno Assoedilizia 29.4.2014
MONITORIMMOBILIARE intervista l’Avv. Bruna Vanoli Gabardi

link: http://www.youtube.com/watch?v=t7oqni71m9I&list=UUiZt0SC_jHYZZsKXZW1SOSA

Colombo Clerici intervistato da Monitor Immobiliare
Colombo Clerici intervistato da Monitor Immobiliare

Colombo Clerici intervistato da Monitor Immobiliare 2

Colombo Clerici intervistato da Monitor Immobiliare 3

Colombo Clerici intervistato da Monitor Immobiliare 4

Ugo Friedmann, Achille Colombo Clerici, Antonio Iovine
Ugo Friedmann, Achille Colombo Clerici, Antonio Iovine

Ugo Friedmann, Bruna Vanoli Gabardi, Achille Colombo Clerici
Ugo Friedmann, Bruna Vanoli Gabardi, Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici, Saverio Fossati
Achille Colombo Clerici, Saverio Fossati

Tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori

Tavolo dei relatori 2

Pubblico

Paolo Radice, Federico Filippo Oriana, Antonio Piccolo
Paolo Radice, Federico Filippo Oriana, Antonio Piccolo

pubblico 2

Tavolo dei relatori 3

Achille Colombo Clerici intervento
Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici intervento 3

Tavolo relatori 4

relatori
Alcuni dei relatori

Bruna Vanoli Gabardi, Achille Colombo Clerici, Saverio Fossati
Bruna Vanoli Gabardi, Achille Colombo Clerici, Saverio Fossati

Saverio Fossati
Saverio Fossati

Antonio Iovine
Antonio Iovine

Ugo Friedmann
Ugo Friedmann

Tavolo relatori 5

Tavolo relatori 6

Tavolo relatori 7

Tavolo relatori 8

Paolo Radice
Paolo Radice

Antonio Iovine 2
Antonio Iovine

Tavolo relatori 10

Tavolo relatori 11

Massimo De Angelis
Massimo De Angelis

Massimo De Angelis 2

Antonio Piccolo
Antonio Piccolo

Antonio Piccolo 2

Tavolo relatori 12

Bruna Vanoli Gabardi
Bruna Vanoli Gabardi

Ugo Friedmann 2
Ugo Friedmann

Tavolo relatori 13

Federico Filippo Oriana
Federico Filippo Oriana

Tavolo relatori 14

Relatori saluti

Relatori saluti 2
Antonio Iovine, Achille Colombo Clerici
Antonio Iovine, Achille Colombo Clerici

Flavio Tresoldi
Flavio Tresoldi

Tavolo relatori 15

Tavolo relatori 16

Tavolo relatori 17

Enrico Viganò
Enrico Viganò

Federico Dotti
Federico Dotti

Tavolo relatori 18

Mirco Mion
Mirco Mion

Mirco Mion 2

Relatori 2

Tavolo relatori 19

Antonio Piccolo 3
Antonio Piccolo

Saluti

saluti 2

saluti 3

Achille Colombo Clerici, Federico Filippo Oriana
Achille Colombo Clerici, Federico Filippo Oriana

saluti 4

 

Achille Colombo Clerici, Federico Filippo Oriana 2
Achille Colombo Clerici, Federico Filippo Oriana

saluti 5

 

 

 

 

Relazione Ing. Antonio Iovine:
Relazione Ing. Iovine

Relazione Dott. Antonio Piccolo:
Relazione Dott. Antonio Piccolo

RIFORMA CATASTO
Convegno Assoedilizia Milano  29.4.2014

MONITORIMMOBILIARE intervista il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici nel corso del convegno

Link: http://www.youtube.com/watch?v=t7oqni71m9I

 

A s s o e d i l i z i a
Property Owners Association Milan Italy

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici :

“E’ l’incertezza fiscale che genera sfiducia negli investitori del mercato immobiliare.

Prendiamo ad esempio i fondi.

Se devono programmare un investimento, non si preoccupano tanto di godere o meno di un regime fiscale privilegiato (nella tassazione dei redditi).
Quanto viceversa che il mercato presenti una prospettiva, se non di incremento, almeno di tenuta dei valori.

Se gli investimenti immobiliari del risparmio diffuso sono discriminati e penalizzati il valore immobiliare cala; ma cala per tutti, anche per i fondi.

E’ questa una regola semplice di economia che in Italia non si è ancora capita.

Ecco perché c’è resistenza ad investire nel nostro Paese.

E la revisione del Catasto in corso non contribuirà certamente a generare certezza nella tassazione degli immobili : per anni staremo con il fiato sospeso per vedere come andrà a finire.

Senza, dunque, una clausola di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma inefficaci propositi dell’invarianza di gettito (con tutti i suoi monitoraggi e correttivi), garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale a suo carico, questa riforma catastale in itinere produrrà immediatamente danni all’economia immobilare, per l’incertezza che genera.”

foto presidente 119

A s s o e d i l i z i a
Property Owners Association Milan Italy

 *     *    *

Qualche considerazione generale sul tema di attualità del contratto di locazione a canoni concordati e sulla sua funzione sociale ed economica.

Il testo del Piano-casa del Governo Renzi, per quanto concerne questo aspetto, per ora va bene: ma si tratta di una misura emergenziale.

Per le future decisioni credo si debba tener conto di queste considerazioni.

 *     *     *

Nel nostro ordinamento sono presenti tre canali operativi dell’edilizia, in relazione alle diverse esigenze abitative e socio-economiche ed alle dinamiche espresse dal Paese.

Il canale sovvenzionato (ERP-Edilizia popolare), l’agevolato-convenzionato (cooperative – imprese), ed il canale libero (investimenti privati liberamente gestiti): ciascuno con una sua logica, sue finalità e sue funzioni.

Confondere i differenti campi può essere fuorviante e controproducente.

Dal 1999 il nostro Stato non finanzia più l’edilizia residenziale pubblica (nel canale sovvenzionato-case popolari, c’erano i cosiddetti contributi Gescal); sul fronte del canale convenzionato-agevolato concentra l’attenzione sull’housing sociale, che rappresenta un settore di nicchia con pochi episodi significativi, assai sbandierati ; e sterilizza l’edilizia libera.
Solo il piano Renzi, sia pure timidamente, ha cominciato a rifinanziare interventi di edilizia popolare ( ERP).

Quando noi chiediamo di alleggerire la pressione fiscale sulla locazione libera, come unico modo per rilanciare il mercato, ci sentiamo rispondere che già si sta facendo nei confronti dei contratti agevolati ai sensi della legge 431, che costituiscono un “segmento intermedio tra l’edilizia residenziale pubblica ed il mercato libero”.

Tuttavia, quella di usare il patrimonio edilizio abitativo di proprietà privata, come via maestra per tentare di risolvere i problemi del settore, è un’idea fuorviante.

Anche se si tratta di trovar casa alle “famiglie che presentano una bassa capacità di reddito”, può esser solo una misura d’emergenza: ricordiamo gli effetti nefasti dell’equo canone.

Non certo perché sia errato concedere incentivi fiscali a chi tiene bassi gli affitti (come potrebbe sostenersi una tesi del genere?), ma perché questa logica porta a tenere alta la pressione fiscale su chi non li abbassa.

Ciò al fine di creare quel differenziale di condizioni economico-fiscali, senza il quale non scatta nel proprietario l’interesse a ricorrere a forme di locazione “concordate”.

Cosa che peraltro è sistematicamente avvenuta, ed in modo esponenziale, dalla fine del 2011 in poi: quando il Governo , in un sol colpo, ha moltiplicato i coefficienti catastali, ha raddoppiato l’aliquota dell’Imu ed ha ridotto al lumicino le deduzioni forfetarie dai canoni locativi, per spese di produzione del reddito.

Parallelamente si è introdotta una riduzione progressiva dell’aliquota per la cedolare secca, ma solo per i contratti agevolati.

La misura della defiscalizzazione del contratto agevolato non può esser dunque strutturale, ai fini della soluzione dei problemi abitativi dei meno abbienti e non si correla all’esigenza di rivitalizzare il mercato e l’investimento privato immobiliare.

Essa crea, all’interno del mercato stesso, un’area “depressionaria”: non genera investimenti e non produce gettito fiscale, come viceversa il mercato libero.

Ed inoltre non riguarda neppure tutte le locazioni, ma solo quelle stipulate tra persone fisiche e non per usi commerciali.

Le locazioni commerciali, peraltro, subiscono una pressione fiscale spropositata: e pensare che esse rappresentano una forma indiretta di finanziamento delle attività commerciali (pensiamo alle Start-up).

Ecco il motivo per cui andiamo ripetendo che la cedolare secca dovrebbe estendersi a tutte le locazioni indistintamente ad a tutti i soggetti e che l’aliquota Imu dovrebbe esser dimezzata indistintamente per tutti gli immobili in locazione: com’era d’altronde stabilito nella legge istitutiva del federalismo fiscale municipale.

Si innescherebbe un meccanismo economico-fiscale virtuoso che alla fine, con riferimento a tutti i comparti dell’immobiliare (principali ed indotto), produrrebbe persino un gettito tributario maggiore dell’attuale.

foto presidente 115 

A s s o e d i l i z i a
e
Federlombarda Edilizia

Con il patrocinio di
Gruppo Sole 24 Ore

CONVEGNO
La Riforma del Catasto

Martedì 29 aprile 2014
Ore 15

Assoedilizia
Via Meravigli 3, Milano – Primo piano

 

Saluto introduttivo
Avv. Achille COLOMBO CLERICI, Presidente Assoedilizia e Federlombarda Edilizia

Moderatore
Dott. Saverio FOSSATI, Il Sole 24 Ore

Coordinatore
Avv. Bruna VANOLI GABARDI

Presenzierà il Direttore dell’Ufficio provinciale di Milano-Territorio Agenzia delle Entrate

Relatori

Ing. Antonio IOVINE, esperto in materia catastale ed estimo “Attuazione della delega governativa alla revisione del catasto fabbricati”
 Notaio Dott. Ugo FRIEDMANN, Collegio Notarile Milano “Rapporti tra valori catastali e transazioni immobiliari”
Geom. Cristiano CREMOLI,  Presidente Collegio Geometri provincia di Milano “Metodi di definizione delle rendite catastali”
Dott. Massimo DE ANGELIS, Assoedilizia “Effetti fiscali della revisione del Catasto”
Dott. Antonio PICCOLO, Assoedilizia “Revisione del catasto e dimore storiche”

Tavola Rotonda 

Avv. Bruna VANOLI GABARDI, Assoedilizia
Avv. Federico Filippo ORIANA,  Amministratore delegato Aspesi
Ing. Flavio TRESOLDI, Ordine degli Ingegneri di Milano
Arch. Enrico VIGANO’, Ordine degli Architetti di Milano
Perito Industriale Edile Federico DOTTI, Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati delle province di Milano e Lodi

 * * *

La Legge 11 marzo 2014 n. 23 art. 2 ha conferito al Governo la delega ad attuare la revisione del Catasto dei Fabbricati.

L’odierno workshop ha la finalità di promuovere e concretizzare un approfondimento ed una riflessione valutativa sul tema.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti  

Segreteria organizzativa: Assoedilizia, Dott.ssa Nicoletta Enrico tel. 02.885591
email: segreteria@assoedilizia.mi.it

foto presidente 118

 

Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute
e
Cescat-Centro studi casa e territorio

* * *

IL LUNGO PONTE DI PASQUA E DEL 25 APRILE: 11 MILIONI, CONTRO LA CRISI MA IL TURISMO STA CAMBIANDO

Il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio – prevede un movimento turistico di circa 11 milioni di persone in Italia: riposo e svago, ma anche cultura, sport e spiritualità per le mete di stranieri e italiani.

Partono da Milano 410.000 (2,5milioni dalla Lombardia), da Torino 240.000, da Genova 170.000, da Bologna 130.000, da Firenze 90.000, da Roma oltre 530.000. In leggero aumento rispetto al 2013. Resta breve la durata dei soggiorni e diminuisce lievemente la spesa pro capite.

Buoni risultati anche per i ristoratori: molti nelle campagne e nelle località turistiche registrano il “tutto esaurito” nelle prenotazioni.

Roma-Milano, 19 aprile 2014

– La crisi sembra ormai alle spalle, almeno per gli 11 milioni di turisti che si apprestano a passare le proprie vacanze nel periodo pasquale; ma comunque non senza l’effetto di un graduale mutamento dei costumi dei nostri concittadini, anche nel fare le ferie.

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’ Istituto Europa Asia riferendosi alla sottoesposta analisi del CESCAT, dichiara:

“Si va gradatamente affermando un nuovo modo di fare turismo teso, più che a procurare riposo e svago, a soddisfare interessi forti legati alla cultura, ad hobbies o a pratiche sportive ovvero ad aspirazioni di partecipazione e di presenza: un turismo senz’altro più dinamico di quello tradizionale.

Conoscere, vivere emozioni, partecipare sono dunque le grandi spinte che alimentano l’interesse turistico di questa epoca, soprattutto nei giovani”.

 *     *     *

Nel turismo domestico – turisti italiani in Italia (nel periodo l’87 % degli italiani ed il 75% del totale-turismo) – saranno prevalenti i brevi spostamenti (in giornata od uno o due pernottamenti) nell’82% dei casi.
Nel restante 18% i viaggiatori effettueranno più pernottamenti prolungando il week end festivo.

Situazione opposta per gli oltre 2 milioni di stranieri per i quali nell’80% dei casi prevarrà un soggiorno di almeno tre notti.

Fra gli stranieri in crescita il turismo asiatico (oltre 200.000 presenze), e quello dell’Est Europa (stessa cifra) e soprattutto i russi. Ancora stabile e preponderante il turismo europeo (svizzero, francese , tedesco, inglese). In leggero calo il turismo statunitense.

Il Cescat, al fine di favorire una valutazione, in termini maggiormente selettivi, dell’orientamento del turismo, indica le seguenti categorie di destinazioni o mete turistiche: il 26% sceglierà la montagna-campagna e i laghi (rispettivamente il 19,5 ed il 6,5%) (in testa il Trentino Alto Adige, seguito dalla Valle d’Aosta e, fra i Laghi, Benaco,Verbano, Lario, Orta, Iseo; ma anche i laghi laziali, Trasimeno, Bolsena, Nemi ) in gran parte per un relax sportivo.

Il 21% sceglierà città d’arte o luoghi sedi di eventi e manifestazioni culturali, con una crescita rispetto al 2013 (10%).

Sorprende il 7% di un turismo ecologico legato agli oltre 18.000 agriturismi del nostro Paese, e a luoghi dove vivere a contatto con la natura.
In questa fascia turistica prevalgono i giovani, le comitive giovanili e gli escursionisti.

Come pure l’oltre 4% del turismo religioso indirizzato prevalentemente su Roma, Assisi, Padova, o con destinazione i Santuari, fra i maggiori d’Europa, quali quelli di Pompei, Loreto, Oropa, San Giovanni Rotondo, Santa Rita Cascia.

Fra le mete in crescita quelle legate al turismo termale, spa e benessere con oltre il 3%.

Il restante 39% si indirizzerà verso le tradizionali mete marine: le più richieste saranno in Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Campania (Costiera Amalfitana, Capri ed Ischia), Puglia, Calabria e Sardegna.

 Il 37% si reca presso amici e parenti, in casa di proprietà o in affitto: quest’ultimo in decisa crescita, rispetto al 2013, del 16% .

Per gli spostamenti, classiche le scampagnate,le gite fuori porta di Pasquetta.
Storiche quelle ai Castelli romani.

*     *     *

Commento:

Nel 1950 un turista straniero su 5 sceglieva l’Italia, oggi lo fa solo  uno su 23; eravamo al primo posto tra le mete mondiali, ora siamo al quinto, e stiamo perdendo anche questa posizione. Nonostante in 60 anni si sia passati da 25 milioni a quasi un miliardo e 100 milioni di viaggiatori internazionali; nonostante abbiamo il maggior numero di siti Unesco; nonostante l’Italia sia la meta più ambita per il patrimonio culturale, la cucina, i paesaggi, è come la sora Camilla dell’aforisma di Aldo Bozzi: tutti la vogliono, ma nessuno la piglia.

I dati, non le considerazioni, sono del  Ministero dei Beni Culturali e si riferiscono al 2013.
L’apporto del turismo all’economia è stato di 63,9 miliardi di euro, il 4% del Pil nazionale. Una quota bassissima. Che calcolando il valore aggiunto dell’intera economia turistica (dai negozi di souvenir alla moda agli alberghi) sale fino a 161 miliardi che corrispondono a poco più del 10% del Pil. L’obiettivo proclamato è di portarlo al 20%. Dovrebbe essere un tema dominante nel dibattito sull’economia italiana, ma è assolutamente trascurato, se non per il velleitario obiettivo di cui sopra. Mancano una visione programmatoria generale, una qualsivoglia politica turistica, un qualsivoglia progetto di organico impiego degli asset cultural-artistico-monumental-paesistici di cui siamo ricchi.
Ma tant’è: questo è rimasto il campo del “fai da te” in cui ciascuno si coltiva il proprio orticello, fin che può, contando sul grande volano della storia, della bellezza, della cultura che abbiamo alle spalle e tutt’intorno a noi.

Altri Paesi europei, anche se meno dotati del nostro quanto a ricchezze di beni culturali, sono riusciti ad occupare i gangli vitali della politica turistica europea egemonizzando il settore.

Da noi i grandi flussi turistici che giungono in Europa, provenienti dai Paesi emergenti, gestiti come sono prevalentemente da Francia e Germania, arrivano marginalmente. Rimane il turismo domestico che oggi risente pesantemente della generale crisi economica. Gli italiani, soprattutto i giovani, con sempre maggiore frequenza si danno ai viaggi all’estero.

Occorre, dunque, rafforzare la capacità attrattiva, in questo campo, del nostro Paese, soprattutto agli occhi degli italiani i quali costituiscono ben  oltre il 60 % del bilancio nazionale del settore.

Ma anche la promozione dell’immagine-Italia all’estero, da quando si è introdotta la competenza regionale in materia turistica, si è frammentata ed in definitiva risulta grandemente ridimensionata.  Non c’è nemmeno un grande tour operator in grado di concludere con l’estero opportuni accordi di collaborazione reciproca.

Che ne sarà degli oltre cento milioni di nuovi turisti che nei prossimi due o tre anni si affacceranno sul mercato turistico internazionale?
Quanti ed in che modo riusciremo a “catturarne”? Chi se ne sta occupando? Almeno c’è Expo 2015, con il suo appeal: ben venga e facciamone tesoro, a livello nazionale.

C’è inoltre la speranza che le già iniziate vacanze pasquali possano portare in “nero” le cifre del turismo in “rosso” da sei anni. Secondo il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia per le festività in corso è previsto un discreto aumento di turisti – sia internazionali, sia domestici – rispetto allo scorso anno. Alle mete tradizionali, città d’arte, laghi, e località balneari si aggiunge la montagna che, grazie alle eccezionali nevicate dello scorso inverno, vedrà in funzione fino ai primi di maggio gli impianti sciistici. Resta consistente la quota di italiani che si reca all’estero – uno su quattro – preferendo Spagna, Francia, Gran Bretagna e Grecia, favorita dalla coincidenza delle Pasque cattolica e ortodossa, che assume un rilievo particolare con feste e riti di notevole interesse. 

Foto: Colombo Clerici al premio Excellent per il Turismo

foto presidente 117

Assoedilizia

Nel 1950 un turista straniero su 5 sceglieva l’Italia, oggi lo fa solo  uno su 23; eravamo al primo posto tra le mete mondiali, ora siamo al quinto, e stiamo perdendo anche questa posizione. Nonostante in 60 anni si sia passati da 25 milioni a quasi un miliardo e 100 milioni di viaggiatori internazionali; nonostante abbiamo il maggior numero di siti Unesco; nonostante l’Italia sia la meta più ambita per il patrimonio culturale, la cucina, i paesaggi, è come la sora Camilla dell’aforisma di Aldo Bozzi: tutti la vogliono, ma nessuno la piglia.

I dati, non le considerazioni, sono del  Ministero dei Beni Culturali e si riferiscono al 2013.
L’apporto del turismo all’economia è stato di 63,9 miliardi di euro, il 4% del Pil nazionale. Una quota bassissima. Che calcolando il valore aggiunto dell’intera economia turistica (dai negozi di souvenir alla moda agli alberghi) sale fino a 161 miliardi che corrispondono a poco più del 10% del Pil. L’obiettivo proclamato è di portarlo al 20%. 
Dovrebbe essere un tema dominante nel dibattito sull’economia italiana, ma è assolutamente trascurato, se non per il velleitario obiettivo di cui sopra. Mancano una visione programmatoria generale, una qualsivoglia politica turistica, un qualsivoglia progetto di organico impiego degli asset cultural-artistico-monumental-paesistici di cui siamo ricchi.
 Ma tant’è: questo è rimasto il campo del “fai da te” in cui ciascuno si coltiva il proprio orticello, fin che può, contando sul grande volano della storia, della bellezza, della cultura che abbiamo alle spalle e tutt’intorno a noi.

Altri Paesi europei, anche se meno dotati del nostro quanto a ricchezze di beni culturali, sono riusciti ad occupare i gangli vitali della politica turistica europea egemonizzando il settore.

Da noi i grandi flussi turistici che giungono in Europa, provenienti dai Paesi emergenti, gestiti come sono prevalentemente da Francia e Germania, arrivano marginalmente. Rimane il turismo domestico che oggi risente pesantemente della generale crisi economica. Gli italiani, soprattutto i giovani, con sempre maggiore frequenza si danno ai viaggi all’estero.

Occorre, dunque, rafforzare la capacità attrattiva, in questo campo, del nostro Paese, soprattutto agli occhi degli italiani i quali costituiscono ben  oltre il 60% del bilancio nazionale del settore.

Ma anche la promozione dell’immagine-Italia all’estero, da quando si è introdotta la competenza regionale in materia turistica, si è frammentata ed in definitiva risulta grandemente ridimensionata.  Non c’è nemmeno un grande tour operator in grado di concludere con l’estero opportuni accordi di collaborazione reciproca.

Che ne sarà degli oltre cento milioni di nuovi turisti che nei prossimi due o tre anni si affacceranno sul mercato turistico internazionale?
Quanti ed in che modo riusciremo a “catturarne”? Chi se ne sta occupando? Almeno c’è Expo 2015, con il suo appeal: ben venga e facciamone tesoro, a livello nazionale.

C’è inoltre la speranza che le già iniziate vacanze pasquali possano portare in “nero” le cifre del turismo in “rosso” da sei anni. Secondo il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia per le festività in corso è previsto un discreto aumento di turisti – sia internazionali, sia domestici –  rispetto allo scorso anno. Alle mete tradizionali, città d’arte, laghi, e località balneari si aggiunge la montagna che, grazie alle eccezionali nevicate dello scorso inverno, vedrà in funzione fino ai primi di maggio gli impianti sciistici. Resta consistente la quota di italiani che si reca all’estero – uno su quattro – preferendo Spagna, Francia, Gran Bretagna e Grecia, favorita dalla coincidenza delle Pasque cattolica e ortodossa, che assume un rilievo particolare con feste e riti di notevole interesse. 

LINK:

http://www.ecostampa.net/servizi/imm2pdf/Image.aspx?imgatt=2KK19K&imganno=2014&isjpeg=S&tiffout=S&imgkey=B1SFCU3Y0YIXX&video=&small=&idart=&pr2k=&rsdoc=0&navimg=1&ricercaparola=ASSOEDILIZIA%20%22ACHILLE%20LINEO%20COLOMBO%20CLERICI%22&ref=www.ecostampa.net

foto presidente 117

Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute

 

Il Gran Consiglio del Canton Ticino, con un voto positivo di PLR, PPD, PS ed altri, ma sofferto, per l’opposizione di Lega, UDC e di alcuni Verdi, ha approvato la concessione di un credito di 3,5 milioni di F.Sv. per la partecipazione del Cantone a EXPO2015.

Commenta l’Editore Luganese-milanese Giampiero Casagrande:

“Il vero impegno inizia ora sulla scelta dei progetti. Si tratta di una valutazione ardua perché necessita anche e non solo di un’approfondita conoscenza del pubblico e delle aree che si vogliono interessare; ma anche per le ovvie difficoltà di fissare obiettivi per trasmettere messaggi che possano veramente portare beneficio alla immagine e alla economia ticinesi.
Seguo costantemente i media italiani, in particolare la stampa. Interpretare fra le righe le problematiche che logicamente sorgono attorno a questa ciclopica impresa, condizionata anche dal ritardo accumulato, non è facile.
Un esempio: il rischio della caotica circolazione che in quei 6 mesi a Milano (da maggio ad ottobre 2015 n.d.r.) e in tutta la Lombardia coinvolgerà anche noi sulla tratta che dal Ticino porta nell’area Rho-Metropoli lombarda. Significativo l’articolo di ieri di Andrea Kerbaker sul Corriere della Sera che, prendendo lo spunto dal fiume di persone che ha invaso Milano durante il recente ‘salone del mobile’, anticipa l’idea del probabile ‘gigantesco’ ingorgo.
Un particolare impegno lo dovrà assumere il settore del trasporto ferroviario (cioè le FFS, il TiLo in collaborazione con le FS e TreNord) che dovrà peraltro organizzare un adeguato servizio di informazione del pubblico.”

Foto: Il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici con il Console Generale di Svizzera Massimo Baggi

Achille Colombo Clerici presidente dell'Istituto Europa Asia con il Console Generale di Svizzera Massimo Baggi