Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

L’attrattività delle città italiane è legata anche alla varietà ed alla ricchezza dell’offerta artigianale.

            *      *      *

Salvaguardia negozi, artigianato, tradizioni

Le piccole e piccolissime imprese – negozi, laboratori, botteghe di artigianato – rappresentano non solo il più importante settore di produzione e occupazione della Lombardia e del Paese, ma anche il mezzo di mantenimento di una tradizione di mestieri trasmessi da padre a figlio, da anziano a giovane,  e quindi di cultura, fonte di attrattività per gli stranieri. 

Non crediamo che i milioni di visitatori attesi per Expo esauriranno il loro interesse con la visita agli orti e facendo il giro in barca sulla, ridotta, via d’acqua.

Intenderanno soprattutto ammirare l’enorme patrimonio artistico-museale-monumentale e accorrere nei punti vendita della produzione artigianale, dalla moda agli alimenti,  disseminati nei cento e cento negozi delle nostre città, che ancora resistono alla macchina stritolatrice dei super e degli ipermercati.

E’ quindi nell’interesse generale opporsi a un sistema burocratico e ottuso che penalizza le piccole attività e non favorisce l’attività artigianal-commerciale legata alla logica dell’economia della famiglia.

Dalle miriadi di permessi necessari per aprire un’attività commerciale alle penalizzazioni degli operatori tributari dei quali, se pure è accettabile ed anzi auspicabile un sempre maggior impegno contro l’evasione, diventa difficile capire certe logiche.

Ma non solo.

Si registra una crisi in particolare per i settori ristorazione, moda e turismo.

Nel 2013 si è avuto un saldo negativo di 30.000 esercizi, con la perdita di almeno 90mila posti di lavoro.

Per crearsi un posto di lavoro i giovani diventano imprenditori.   

Però durano poco: dopo 3 anni si è chiuso il 30% delle imprese del commercio, il 40% nel turismo.

Secondo l’Istat, nel 2013 la riduzione delle vendite a valore è stata la più grave da quando è disponibile l’indice.

Considerando i dati al netto dell’inflazione, per quanto riguarda i consumi commercializzabili, il 2013 appare negativo almeno quanto il 2012, che fu l’anno del record storico del crollo dei consumi nel Paese.

E’ la combinazione di questi due dati consecutivi che fa del passato biennio lo spartiacque tra la grande crisi, che speriamo stia finendo, e un periodo di faticosa risalita che può essere messa da subito in discussione dall’assenza di provvedimenti incisivi sul fronte fiscale .

E’ assolutamente prioritario intraprendere un’azione di riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese utilizzando una frazione rilevante delle risorse derivanti, tanto dalla lotta all’evasione, quanto dalla riduzione dei costi e degli sprechi nella pubblica amministrazione, per il taglio delle aliquote dell’Irpef. 

Foto: Achille Colombo Clerici pres. Istituto Europa Asia
foto presidente 111

 

Annunci

28 febbraio 2014

Delega Fiscale, le novità della legge

Dalla riforma del catasto alla compensazione dei debiti-crediti P.a.

 Arriva il via libera definitivo alla Delega Fiscale, che incassa il voto favorevole dell’Aula di Montecitorio. Dopo l’approvazione del 26 febbraio della Commissione Finanze della Camera, che ha infatti messo fine al tortuoso iter parlamentare del provvedimento, ora è legge. Adesso si passa alla “fase 2″, ossia all’elaborazione e all’emanazione dei decreti attuativi che permetteranno alla delega di diventare concretamente operativa. Il governo ha un anno di tempo.

 Dalla riforma del catasto al contrasto al gioco d’azzardo patologico, dalla revisione degli sconti fiscali alla compensazione tra debiti e crediti ecco una mappa delle principali misure:

Riforma del catasto – E’ uno dei punti centrali del provvedimento, anche se ne sono gettate solo le fondamenta. Per arrivare a una vera e propria rivalutazione degli immobili, più vicina alla realtà, ci vorranno infatti circa 5 anni. La revisione proposta nella delega prevede che il valore e la categoria non si basi più sul numero delle stanze, ma sui metri quadrati. La rendita finale sarà poi determinata da una formula matematica che metterà in relazione tutte le caratteristiche, dal valore di mercato alla posizione.

Stop alla pubblicità di giochi con vincite – Viene stabilito il divieto degli spot pubblicitari nelle trasmissioni radio e tv per i giochi che prevedono vincite in denaro che inducono comportamenti compulsivi. L’obiettivo è contrastare il gioco d’azzardo patologico.

Riforma dell’8 per mille dell’Irpef – Viene indicata la strada, ma le modalità sono rimandate ai decreti delegati.

Riordino degli sconti fiscali – L’obiettivo è la revisione di più di 700 voci che riguardano sia le famiglie sia le imprese.

Lotta all’evasione – Viene rafforzata grazie ai limiti al pagamento in contante, a vantaggio dei metodi di pagamento tracciabili, nonché alla fatturazione elettronica, a cui si aggiunge il confronto tra le informazioni di contabilità nazionale e quelle acquisiti tramite l’anagrafe tributaria. Le maggiori entrate “al netto di quelle necessarie al mantenimento dell’equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il pil” devono essere trasferite al Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale.

Compensazione debiti-crediti – Il meccanismo, già introdotto con il decreto sui Debiti P.a. e con il Destinazione Italia, viene generalizzato per quanto riguarda i crediti di imposta spettanti al contribuente e i debiti di imposta a suo carico.

Razionalizzazione delle spese fiscali – Annualmente il governo dovrà stilare un rapporto, da allegare alla Legge di Stabilità, relativo alla razionalizzazione delle spese fiscali, al fine di riformare o eliminare le esenzioni, nonché i regimi fiscali di favore, considerati inadeguati al contesto socioeconomico di riferimento.

Pacchetto imprese – Per le aziende è prevista l’istituzione di sistemi di controlli e prevenzione del rischio fiscale. Le piccole imprese potranno ricevere una riduzione degli adempimenti fiscali, aderendo a programmi di tutoraggio. Saranno previste maggiori possibilità di rateazione per i debiti tributari e nuove forme di tassazione per i redditi di impresa.

Bonus ristrutturazioni – Previsti sgravi sugli immobili per messa a punto di opere di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.

 

ItaliaOggi
Numero 050  pag. 30 del 28/2/2014

La delega fiscale diventa legge

IMPOSTE E TASSE
Di Beatrice Migliorini

Le reazioni degli addetti ai lavori dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera

Entro quattro mesi il primo decreto. Priorità al catasto
Dopo quasi due anni di lavoro la delega fiscale è legge. Ieri, infatti, la Camera ha dato il via libera definitivo al testo senza apportare modifiche rispetto all’impianto uscito, poco più di due settimane fa, dal senato. Una terza lettura, quella avvenuta a Montecitorio, che ha rispettato i pronostici fatti quando ancora il testo era all’attenzione di palazzo Madama. Nessuna modifica, respinti tutti gli emendamenti in Commissione finanze prima e, in Aula, dopo. Ora sarà il governo a dovere prestare fede all’impegno preso circa l’emanazione dei decreti legislativi.

Soddisfazione per il lavoro svolto su tutti i fronti. Occhi puntati, però, sulla riforma del catasto e sull’abuso di diritto. Questo il sentimento che ha accomunato tutti i parlamentari che, in questi mesi, hanno contribuito alla stesura del testo. E mentre per il presidente della Commissione finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone (Fi), quello sul testo «è stato un lavoro svolto con molta attenzione e con l’obiettivo di instaurare un sistema fiscale che sia quanto più possibile a favore dei contribuenti», per Mauro Maria Marino (Pd), presidente della VI Commissione del Senato, «è un traguardo raggiunto grazie a un lavoro meticoloso svolto con una buona dose di collaborazione anche tra camera e senato». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della Commissione finanze della camera, Enrico Zanetti (Sc) e Salvatore Sciascia (Fi) relatore alla delega fiscale al senato. Per il primo, infatti, «la delega prevede una manutenzione straordinaria del sistema, nella speranza di migliorare i rapporti tra contribuenti e fisco», per il secondo, invece, l’approvazione del testo «è la conclusione di un lavoro portato avanti per più di due anni, grazie al quale troveranno spazio delle norme per disciplinare l’abuso di diritto e contro il gioco d’azzardo». Parere positivo sul lavoro svolto anche da parte di Marco Causi (Pd) e Daniele Pesco (M5s), membri della Commissione finanze della Camera, secondo cui «l’approvazione delle delega è l’ultimo atto di un lavoro improntato sulla collaborazione reciproca e la comunione di intenti». Ad accomunare, infine, tutti i soggetti coinvolti, anche l’idea in base alla quale la priorità deve essere data alla riforma del catasto. Parere, quest’ultimo, che però, non trova l’unanimità da parte delle associazioni di categoria. Infatti, mentre per il presidente della Confedilizia (Confederazione dei grandi proprietari immobiliari), Corrado Sforza Fogliani, «l’impianto della riforma è valido e porterà a dei miglioramenti a meno che i decreti attuativi non vanifichino i buoni propositi», per il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, «il nuovo catasto porterà a un aumento della base imponibile grazie alla quale i proprietari immobiliari dovranno pagare ancora di più». Concentrato, invece, sulla riduzione della pressione fiscale sulle imprese, Marco Venturi, presidente di turno di Rete Imprese Italia, secondo cui «alla riforma del catasto dovrà necessariamente far seguito, una volta per tutte, la riduzione della tassazione sulle imprese e sugli immobili produttivi». Ad oggi, però, l’unico punto fermo è che il primo decreto legislativo dovrà essere emanato, al massimo, entro quattro mesi dalla pubblicazione in G.U. della delega. A vigilare affinché questo accada, però, ci saranno le Commissioni finanze di Camera e Senato. Nel corso delle votazioni finali, infatti, è stato approvato un ordine del giorno che ha trovato l’appoggio di tutti gli schieramenti politici, in base al quale il governo si impegna a consultare, nel corso della stesura dei decreti, le commissioni che, in questi mesi, si sono occupate dei contenuti del testo. Infine, a trovare accoglimento, anche l’ordine del giorno proposto da Mario Sberna (Gruppo per l’Italia) che impegna il governo, nell’emanazione dei decreti, a prestare particolare attenzione alla pressione fiscale gravante sulle famiglie numerose.

 

Metro quadrato come unità di consistenza in luogo del numero dei vani. Regime fiscale agevolato per sicurezza e riqualificazione energetica degli immobili

Giovedì 27 Febbraio 2014

 Dopo un lungo iter durato 2 anni, l’Aula della Camera con una larghissima maggioranza ha dato il via libera definitivo alla proposta (C. 282-950-1122-1339-B) di legge delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita.

Al Governo sono concessi 12 mesi di tempo per adottare i decreti delegati, ma almeno il primo dovrà essere adottato entro 4 mesi. Ogni 4 mesi, e in prima battuta dopo 2 mesi, l’Esecutivo è tenuto a riferire alle Commissioni parlamentari competenti sullo stato di attuazione della delega fiscale.

Riforma del catasto

Uno dei capitoli più importanti contenuti nella delega fiscale riguarda la riforma del catasto (articolo 2), che ha l’obiettivo di correggere le sperequazioni delle attuali rendite, accentuate a seguito dell’introduzione di un nuovo moltiplicatore per il calcolo dell’imposta municipale sperimentale (Imu).

Per la determinazione del valore patrimoniale dovrà essere utilizzato il metro quadrato come unità di consistenza in luogo del numero dei vani. Valori e rendite non possono comunque andare al di sopra del valore di mercato.

Nel corso dell’esame al Senato è stato introdotto un regime fiscale agevolato per la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.

Anche per assoggettare a tassazione gli immobili ancora non censiti, viene assicurato il coinvolgimento dei comuni nel processo di revisione delle rendite. La riforma deve avvenire a invarianza di gettito, tenendo conto delle condizioni socio-economiche e dell’ampiezza e composizione del nucleo familiare, così come riflesse nell’Isee, da rilevare anche attraverso le informazioni fornite dal contribuente, per il quale sono previste particolari misure di tutela anticipata in relazione all’attribuzione delle nuove rendite, anche nella forma dell’autotutela amministrativa. E’ previsto un monitoraggio semestrale (con relazione del Governo al Parlamento) sugli effetti della revisione, articolati a livello comunale, al fine di verificare l’invarianza di gettito.

Viene previsto l’aggiornamento dei trasferimenti perequativi ai comuni e la ridefinizione delle competenze delle commissioni censuarie, che avranno il compito di validare le funzioni statistiche (pubblicate per garantire la trasparenza del processo estimativo) utilizzate per determinare i valori patrimoniali e le rendite. Le funzioni statistiche dovranno fare riferimento alle più aggiornate metodologie statistiche utilizzate a livello scientifico internazionale. Per garantire un adeguato contraddittorio, nelle Commissioni censuarie chiamate a validare le funzioni statistiche dovrà esservi la partecipazione di esperti indicati dalle associazioni di categoria del settore immobiliare. Prevista anche l’introduzione di procedure deflattive del contenzioso.

Per garantire i saldi di bilancio, una clausola stabilisce che dalla riforma non debbano derivare nuovi o maggiori oneri: pertanto, dovranno essere utilizzate prioritariamente le strutture e le professionalità già esistenti nell’ambito delle amministrazioni pubbliche. Con la legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 286) è stata autorizzata la spesa di 5 milioni per il 2014 e di 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019 al fine di consentire la realizzazione della riforma del catasto.

Confedilizia: possibilità per i cittadini di impugnare valori e rendite

Se i principi della legge delega non saranno traditi dai decreti di attuazione, avremo un Catasto nella cui costruzione l’iniziativa dei cittadini potrà dispiegarsi in diversi modi di controllo e di proposta a cominciare dalla possibilità, finora inesistente, di impugnare nel merito valori patrimoniali e rendite”, osserva in una nota Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia.

Colombo Clerici (Assoedilizia): danno immediato e nessun beneficio per il settore

È invece critico il commento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Danno immediato perché, pendendo, come spada di Damocle sulla testa degli investitori del risparmio nei beni immobili, l’idea di questa riforma, che darà luogo ad un innalzamento repentino delle basi impositive delle diverse imposte accompagnato da misure correttive di dubbia e difficoltosa attuazione, ne mina la fiducia, producendo da subito un disastroso effetto deterrente e dissuasivo.

Benefici futuri per il settore, nessuno. Per l’economia generale non preventivabili, anzi incerti e dubbi.

Perché gli immobili che già pagano le tasse, fra qualche anno le pagheranno ancor maggiormente; ma l’economia generale del Paese ne uscirà molto probabilmente con le ossa rotte; e cosi di conseguenza anche il fisco italiano risulterà perdente.

C’è infatti il rischio che questa riforma, modificando radicalmente e repentinamente i criteri di determinazione dei valori catastali imponibili, inneschi a livello nazionale un incontrollabile ed ingovernabile processo di lievitazione dell’imposizione tributaria sugli immobili, tale da generare il tracollo definitivo del settore”, conclude il presidente di Assoedilizia.

LE ALTRE NOVITÀ DELLA LEGGE DELEGA

Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione a larghissima maggioranza di una delega fiscale alla quale ho e abbiamo lavorato per mesi. Dopo la storica riforma di Equitalia (impignorabilità della 1a casa; impignorabilità della 2a casa, se non oltre un debito di 120 mila euro; impignorabilità dei beni dell’azienda, se non entro il limite di 1/5; possibilità di allungare la rateizzazione fino a 120 mesi), è un secondo importante successo del lavoro della Commissione Finanze i pochi mesi di legislatura”, ha commentato il presidente della commissione Finanze della Camera e relatore del provvedimento, Daniele Capezzone, che in una nota sintetizza gli altri punti – oltre alla riforma del catasto – della legge di delega fiscale approvata in via definitiva.

No all’aumento della pressione fiscale. Al contrario l’obiettivo è quello della riduzione. Dai decreti delegati non deve derivare un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti. La revisione del sistema fiscale deve perseguire l’obiettivo della riduzione della pressione tributaria sui contribuenti, anche attraverso la crescita economica, nel rispetto del principio di equità, compatibilmente con il rispetto dell’art.81 della Costituzione, nonché degli obiettivi di equilibrio di bilancio e di riduzione del rapporto tra debito e prodotto interno lordo stabiliti a livello europeo.

Responsabilizzazione fiscale. Deve essere individuabile, per ciascun tributo, il livello di governo che beneficia delle relative entrate. In base a un principio di chiarezza e responsabilizzazione, va dunque suddiviso per soggetti istituzionali (Stato, Regioni, enti locali), il quadro dei beneficiari e/o cobeneficiari delle singole imposizioni. Stop alla giungla delle addizionali.

Processo tributario. Recepimento dei principi indicati dal Cnel per la riforma dei procedimenti e del processo in materia tributaria. Coordinamento e semplificazione delle norme sugli obblighi dei contribuenti; potenziamento delle forme di contraddittorio tra amministrazione e contribuenti; leale e reciproca collaborazione tra amministrazione e cittadini; rafforzamento della conciliazione nel processo tributario.

Contrasto all’evasione. Le maggiori entrate derivanti dal contrasto all’evasione e all’erosione fiscale devono essere esclusivamente attribuite al Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Occorre inoltre favorire l’emersione di base imponibile anche attraverso misure finalizzate al contrasto di interessi. Potenziamento della fatturazione elettronica a fronte di una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti.

Incentivi e contributi alle imprese: se ridotti, allora meno tasse alle imprese. I risparmi di spesa derivanti da riduzione di contributi o incentivi alle imprese devono essere destinati alla riduzione dell’imposizione fiscale gravante sulle imprese.

Profili penali. Mantenimento del regime penale per i comportamenti più gravi; revisione del regime della dichiarazione infedele e del sistema sanzionatorio amministrativo al fine di correlare le sanzioni all’effettiva gravità dei comportamenti, con possibilità per le fattispecie meno gravi di applicare sanzioni amministrative anziché penali.

Giochi. Partecipazione dei Comuni alla pianificazione della dislocazione di sale da gioco e punti vendita; maggiori controlli anti-riciclaggio; rafforzamento delle norme sulla trasparenza e sui requisiti soggettivi.

Compensazione crediti-debiti. Tendenziale generalizzazione del meccanismo della compensazione tra crediti d’imposta vantati dal contribuente e debiti tributari a suo carico.

Dichiarazione precompilata e semplificazione. Nel quadro di un ampliamento del sistema di tutoraggio e di una migliore assistenza ai contribuenti per l’assolvimento degli adempimenti, per la predisposizione delle dichiarazioni e per il calcolo delle imposte, va prevista la possibilità di invio ai contribuenti e di restituzione da parte di questi ultimi di modelli precompilati.

Statuto del contribuente e irretroattività norme di sfavore. I decreti devono rispettare i principi dell’ordinamento dell’Ue e quelli dello Statuto del contribuente, con particolare riferimento al vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore.

 

A s s o e d i l i z i a
Property Ownwers’ Association Milan Italy

 

Approvata definitivamente la delega per la riforma catastale

Riforma Catasto – Danno Immediato – Benefici futuri? Per il settore nessuno. Per l’economia generale non preventivabili, anzi incerti e dubbi.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Danno immediato perché, pendendo, come spada di Damocle sulla testa degli investitori del risparmio nei beni immobili, l’idea di questa riforma, che darà luogo ad un innalzamento repentino delle basi impositive delle diverse imposte accompagnato da misure correttive di dubbia e difficoltosa attuazione, ne mina la fiducia, producendo da subito un disastroso effetto deterrente e dissuasivo.

Benefici futuri per il settore, nessuno. Per l’economia generale non preventivabili, anzi incerti e dubbi.

Perché gli immobili che già pagano le tasse, fra qualche anno le pagheranno ancor maggiormente; ma l’economia generale del Paese ne uscirà molto probabilmente con le ossa rotte; e cosi di conseguenza anche il fisco italiano risulterà perdente.

C’è infatti il rischio che questa riforma, modificando radicalmente e repentinamente i criteri di determinazione dei valori catastali imponibili, inneschi a livello nazionale un incontrollabile ed ingovernabile processo di lievitazione dell’imposizione tributaria sugli immobili, tale da generare il tracollo definitivo del settore.”

foto presidente 103

ISTITUTO EUROPA ASIA

La classifica dell’attrattività all’estero dell’immagine  delle città, stilata dall’Istituto Europa Asia.

Le città che destano maggior interesse all’estero.

LE STELLE DELL’ORSA MAGGIORE PARTENOPEA – AI VERTICI DEL NOSTRO PAESE Indice 1,644

Prevalgono sul Blocco della Costa Azzurra (Montecarlo, Nizza, Cannes) che raggiunge l’indice 1,545

Colombo Clerici: “I dati confermano la possibilità di trarre dal turismo molte risorse per lo sviluppo: ma tradizioni popolari, artigianato, bellezze naturali, paesaggistico-archeologico-monumentali e cultura fatta di storia e di arte sono beni non negoziabili con le esigenze della modernizzazione. ”

 L’Orsa Maggiore delle cinque stelle (Napoli con Capri, Sorrento, Pompei, Amalfi) costituisce il “Blocco partenopeo”  che totalizza 1,644 punti nella classifica stilata dall’Istituto Europa Asia sull’interesse del mondo a conoscere una città in termini di patrimonio architettonico-archeologico-monumentale, di bellezze paesaggistiche, di cultura, di arte, di storia, di tradizioni popolari, di offerta turistica.  

In Italia, dove domina incontrastata Roma (2,00) che quasi doppia Milano (1,20), si colloca al secondo posto a pari merito con Venezia che lo precede di soli 0,006 punti.

Per quanto riguarda il rapporto con le principali città del Continente, Londra (3,50) e Parigi (3,20) mantengono saldamente lo scettro delle città più attrattive d’Europa.

Commenta Achille Colombo Clerici presidente dell’Istituto Europa Asia: “I dati del Blocco partenopeo confermano quanto necessario sia un grande sforzo da parte della politica, delle istituzioni culturali, delle organizzazioni turistiche per richiamare maggiormente l’ interesse mondiale su quell’area che dal turismo può trarre molte risorse per il proprio sviluppo.

Una considerazione d’altronde valida per il nostro Paese e per le nostre città.

Ma, dev’esser chiaro che  tradizioni popolari, artigianato, bellezze naturali, paesaggistico-archeologico-monumentali e cultura fatta di storia e di arte sono beni non negoziabili con le esigenze della modernizzazione. ”

Indice febbraio 2014

Ecco la classifica di alcune città europee…

– Londra            3,50
– Parigi               3,20
– Amsterdam   1,90
– Berlino            1,70
– Barcellona     1,68
– Vienna            1,40
– Madrid            1.15
– Atene              1,14
– Bruxelles       0,98
– Nizza               0,74
– Montecarlo   0,57
– Berna              0,40
– St. Moritz      0,30
– Cannes          0,235

…e di alcune città italiane.

– Roma           2,00
– Venezia       1,65
– Milano         1,20
– Firenze        1,00
– Napoli          0,80
– Torino          0,60
– Bologna       0,51
– Genova        0,50
– Verona         0,40
– Capri             0,36
– Palermo       0,35
– Trieste          0,31
– Pisa                0,29
– Bolzano        0,27
– Siena             0,25
– Bari                0,24
– Cagliari         0,21
– Padova         0,19
– Perugia         0,19
– Pompei         0,18
– Parma            0,16
– Portofino     0,157
– Sorrento      0,157
– Vicenza        0,15
– Amalfi           0,147
– Modena        0,145
– Bergamo       0,14
– Assisi             0,14
– Brescia          0,135
– Mantova       0,12
– Trento           0,12
– Rimini          0,106

foto presidente 92

Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

 Informa

 

L’inaugurazione il prossimo 8 marzo a Chiavari 

LABORATORIO IMPRESA PER SUPPORTARE GIOVANI IMPRENDITORI

 Fare impresa in Italia è difficile per molte ragioni, prima fra tutte perché l’idea di impresa non ha una rappresentazione positiva nella coscienza collettiva.

Resta forte nella nostra cultura la nozione per cui nello Stato risiede la tutela dell’interesse generale, mentre ciò che nasce dall’iniziativa dei singoli va controllato e regolato in funzione dell’interesse collettivo.

È vero il contrario: il progresso è segnato dal successo di imprese e imprenditori che hanno saputo rischiare perseguendo obiettivi ambiziosi con tenacia e passione.

Nel 2008 su iniziativa del compianto Piero Micossi, Stefano Messina ed alcuni amici imprenditori hanno deciso di  fare “qualcosa di buono” per i giovani e per il lavoro: hanno così deciso di creare l’Associazione San Michele Valore Impresa, ASMVI (www.asmvi.org).
“Il nostro scopo –  dice Messina – è quello di dare valore all’impegno e al ruolo dell’imprenditore, che con coraggio, intelligenza e tenacia trasforma in realtà di successo le sue idee innovative”.

E’ stato così deciso di dare vita al progetto Laboratorio Impresa,  che sosterrà giovani imprenditori con  buone idee, accompagnandoli nella fase di analisi del progetto, nella stesura del business plan ed eventualmente nella fase iniziale di ricerca della finanza necessaria.

Nel progetto saranno coinvolti in prima persona come tutor i soci di ASMVI, convinti che, oggi più che mai, occorra dare fiducia e sostegno tangibile ai giovani che desiderano conquistare il proprio ruolo nella società avviando una attività d’impresa.

L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Chiavari (Genova) e dalle Banche che hanno voluto fornire il loro supporto al progetto. 

L’inaugurazione  di Laboratorio Impresa ha luogo in Corso Garibaldi, 30 a Chiavari (GE) il prossimo 8 marzo alle ore 10:45.

Intervengono:

– Stefano Messina, Presidente di Associazione San  Michele Valore Impresa;
– Roberto Levaggi, Sindaco di Chiavari;
– Don Mimmo Borzini, Parroco di S. Michele di Pagana;
– Antonio Gozzi, Amministratore Delegato di Duferco e Presidente di Federacciai; 
– Giuseppe Zampini, Presidente di Confindustria Genova.

foto presidente Chiavari

ASSOEDILIZIA
e
ISTITUTO EUROPA ASIA
Europe Asia Institute

 

Presidenza del Consiglio dei Ministri: le felicitazioni di Colombo Clerici per la assunzione della carica da parte di Matteo Renzi e l’augurio all’Italia di una decisa ripresa morale ed economica in spirito di costruttiva concordia  

Matteo Renzi è il nuovo Presidente del Consiglio.

Il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici, nell’esprimere al Presidente Renzi le felicitazioni personali e delle Organizzazioni che rappresenta, formula l’augurio di ogni successo nell’operare per il bene dell’Italia intera in un momento, come l’attuale, particolarmente difficile della sua storia.

Augurio in uno con l’auspicio che segua subito l’attività del nuovo Governo per l’adozione delle urgenti misure necessarie per la ripresa morale ed economica del Paese, in spirito di costruttiva concordia.

foto presidente cam com

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association MilanItaly

PTCP Milano

Il tema delle grandi realtà urbane alla presentazione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Milano

MILANO E NAPOLI LE VERE CITTA’ METROPOLITANE D’ITALIA

Colombo Clerici: “Il lavoro dell’assessore De Angelis è la premessa di uno sviluppo equilibrato e sostenibile”

 Benito Sicchiero

La competizione economica internazionale si misura sempre più sulla capacità dei grandi centri urbani di essere motori di sviluppo; e da tempo i sistemi territoriali cresciuti attorno alle grandi realtà urbane hanno guadagnato terreno come attori economici globali.

Diversi studi, da quelli della Banca Mondiale a quelli dell’Ocse tendono ad evidenziare come oggi una quarantina di città-regione (17 in Europa) rappresentino circa il 40% dell’economia mondiale.

Sul piano dell’innovazione e della produzione, la competitività degli Stati, e quindi delle aree continentali, dipenderà sempre più dalle reti – formali e informali – delle grandi aree metropolitane e dalla loro tendenza a superare addirittura i confini statuali.

In Italia sono dieci le aree metropolitane che si apprestano ad essere riformate dal disegno di legge Delrio, anche se secondo l’on.  Guido Podestà,  presidente della Provincia di Milano, soltanto due meriterebbero la definizione: Milano, appunto, e Napoli.

L‘ha detto in occasione della presentazione del Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Milano che si pone, in sintesi, come il primo significativo passo verso l’istituzione della Città metropolitana.

Il Piano contiene infatti numerosi elementi innovativi: tra questi il vincolo, finora mai adottato, che blocca un nuovo consumo del suolo alla realizzazione dell’80% dell’urbanizzazione prevista.

L’Ocse ha attestato che la provincia di Milano è la terza area metropolitana più popolata d’Europa dopo Parigi e Londra, ma è anche quella che ha subito un’urbanizzazione meno controllata, caratterizzata da un centro a fortissima intensità e da un territorio periferico disgregato e dispersivo, con conseguenze che tutti conosciamo per mobilità e traffico.

Ogni giorno sono circa 800.000 i veicoli che entrano in Milano portando al collasso le strade.

Con il nuovo documento di indirizzo si sostituisce la visione “milanocentrica” con un sistema reticolare basato su una città centrale, Milano, di quasi 2 milioni di abitanti, insieme ai 24 comuni limitrofi e i 9 poli attrattori (Abbiategrasso, Binasco, Castano Primo, Melzo-Gorgonzola, Legnano, Magenta, Melegnano, Paullo, Rho).

Motore del Piano l’assessorato alla Pianificazione del Territorio retto da Franco De Angelis, un noto esperto milanese (Piano regionale dei trasporti, Passante Ferroviario, Piano regionale della Mobilità, Trasporti ferroviari e interscambi per citare) che così ha definito il lavoro suo e dei collaboratori: “Recepisce le tendenze più avanzate in materia di pianificazione territoriale e introduce diverse novità. Prende atto di un diverso modo di considerare tematiche come la salvaguardia paesistica e il consumo di suolo, tutela in chiave innovativa un’attività come l’agricoltura,  che nel territorio milanese rischia un’immeritata marginalizzazione pur essendo in Italia la seconda per produzione agroalimentare, rilancia con forza il concetto di policentrismo riportandolo a scala di città metropolitana”.

Sintetizza il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Il lavoro svolto è la premessa di uno sviluppo equilibrato e sostenibile”. 

Emilio De vita, direttore del Settore Pianificazione Territoriale ha illustrato dettagliatamente il Piano dopo il saluto introduttivo del presidente del Consiglio provinciale Bruno Dapei.

E’ seguita una tavola rotonda coordinata dal vicedirettore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi con la partecipazione di Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance, di Carlo Alberto Panigo, vicepresidente di Confcommercio e di Rosario Bifulco, consigliere di Assolombarda.

La provincia di Milano è popolata da 3,1 milioni di abitanti, di cui poco meno di 1,3 milioni vivono nel capoluogo.
Aggregando i territori delle province della Lombardia occidentale e delle province, che gravitano su Milano, di Piacenza e Novara, si raggiungono 8,5 milioni di abitanti su un territorio di 17.500 kmq entrando nella fascia in cui si collocano le “world cities” più performanti del globo (Londra, New York, Parigi).  

Achille Colombo Clerici con Giangiacomo Schiavi
Foto : Achille Colombo Clerici con Giangiacomo Schiavi

 

RIFORMA CATASTO

Intervista al Presidente Achille Colombo Clerici

Sintesi:

Rischiosità di una riforma catastale che, modificando radicalmente e repentinamente i criteri di determinazione dei valori catastali imponibili, inneschi a livello nazionale un incontrollabile ed ingovernabile processo di lievitazione dell’imposizione tributaria sugli immobili, tale da dare il colpo di grazia al settore.

Infatti la invarianza prevista dal progetto di legge  delega fiscale non è invarianza del prelievo a carico del contribuente, ma semplice invarianza di gettito.

Non sembra peraltro che la legge delega in itinere stabilisca il principio dell’invarianza del gettito a livello comunale poiché manca una norma immediatamente precettiva nei confronti dei comuni in ipotesi di violazione di tale principio.

Sicché occorrerebbe quanto meno prevedere, per la verifica con monitoraggio a livello comunale, una norma cogente nei confronti dei comuni.

*     *     *

D. Presidente, perché Lei è così critico nei confronti della riforma del catasto?

R. L’Europa continua ad insistere perché l’Italia vari una volta per tutte la riforma catastale: passando da un catasto reddituale ad un catasto patrimoniale, i cui valori non sian più parametrati alla redditività dell’immobile, ma al suo prezzo di mercato.

Ma c’è innanzitutto un errore di fondo da evidenziare: in Europa tutte le rilevazioni statistiche non prendono in esame il grado di incidenza della imposizione fiscale sulle diverse categorie di immobili, ma si limitano a registrare il rapporto tra il gettito complessivo del settore ed il Pil.

Da qui nasce l’equivoco sulla pressione fiscale: non si ragiona mai su quanto e come le varie categorie di contribuenti concorrono a formare quel gettito: con la conseguenza che siccome il mercato immobiliare e tutta l’economia del settore sono determinati dall’andamento della fiscalità riguardante gli immobili a reddito, l’altissimo livello della pressione fiscale sugli stessi ha determinato il crollo del mercato e di tutta l’industria settoriale.

Quanto alle prime case, se hanno risparmiato qualcosa di Imu, sono state coinvolte nel crollo dei prezzi di mercato ed hanno subito un danno rilevantissimo.

Il discorso, della riforma catastale e della conseguente rivalutazione di tutte le basi imponibili delle diverse imposte immobiliari, nacque quando si continuava a dire che in Italia si pagavan poche tasse sugli immobili.

Poi arrivò la stretta fiscale della fine del 2011, che raddoppiò la patrimoniale Imu ed inasprì tutte le imposte immobiliari, portando l’Italia al vertice europeo della tassazione degli immobili a reddito.

Ed oggi si continua imperterriti a portare avanti una riforma catastale che raddoppierà o triplicherà ulteriormente  i valori imponibili, senza rendersi pienamente conto di dove si andrà a finire.

D. Ma scusi, avvocato, lei stesso riconosce che gli attuali valori catastali imponibili son più bassi di quelli di mercato, e allora?

R. Vede, bisogna uscire dall’equivoco di fondo che ha condizionato tutto il ragionamento sulla questione catastale.

Il fatto che le basi imponibili son più basse non significa che il gettito delle imposte sia inferiore a quanto il fisco si attende.

Il legislatore sa, come ha sempre saputo, di intervenire su basi imponibili basse e conseguentemente, come d’altronde ha fatto finora, modula le aliquote in modo tale da ottenere il gettito voluto; cioè le tiene più elevate.

C’è semmai da dire cha nel sistema catastale attuale possono presentarsi situazioni di squilibrio di valori, a seconda delle epoche dell’ accatastamento, delle revisioni intervenute, del diverso funzionamento degli uffici erariali e dei comuni.

Ma per ovviare a queste sperequazioni non c’è bisogno di cambiare i criteri di determinazione dei valori imponibili.

Basta fare le revisioni generali con il metodo con cui son state già fatte e si stanno facendo quelle per microzone.

Sovvertendo il sistema si rischia di mandare all’aria tutta l’economia del settore immobiliare.

Così, con buona pace di coloro che non hanno capito o non han voluto capire, l’Italia verrà fatta fuori una volta per tutte.

D. In che senso?

R. Perché, tra il momento in cui, in mezzo a monitoraggi e relazioni semestrali o annuali, ci si renderà conto di cosa sta succedendo ed il momento in cui Governo e Parlamento potranno forse introdurre adeguati “correttivi”,  trascorrerà un tempo tale da far sì che la situazione possa precipitare.

E questa prospettiva ha un effetto deflagrante nel minare la credibilità del sistema economico italiano, non solo per quanto riguarda il settore immobiliare: altro che ricreare la fiducia negli investitori del risparmio.

D. Ma i correttivi previsti, a suo giudizio,  sono almeno efficaci.

R. Il testo della Legge Delega, a questo proposito, è estremamente generico e lacunoso.

E poi non si capisce se questi “correttivi” dovranno raddrizzare la situazione nazionale o le differenti situazioni locali.

Ma vorrei procedere con ordine.

Si parla tanto di invarianza: e mi sembra proprio che si tratti di cosa incerta nei suoi contorni e comunque, se non si introdurrà una norma cogente a livello comunale, l’invarianza così com’è lascia il tempo che trova.

Intanto va detto che la prevista invarianza del gettito non significa invarianza del prelievo a carico del contribuente: il gettito potrebbe anche non cambiare ed il carico fiscale sul singolo contribuente raddoppiare.
E’ la solita questione della media del pollo trilussiano: chi ne mangia uno e chi nessuno.

La legge si propone di “garantire l’invarianza del gettito delle singole imposte il cui presupposto e la cui base imponibile sono influenzati dalle stime di valori patrimoniali e rendite”, prevedendo “la modifica delle relative aliquote impositive, delle eventuali deduzioni, detrazioni o franchigie” (in particolare l’Imu, dice la delega). Successivamente , poi, questa garanzia è rafforzata da un “meccanismo di monitoraggio, attraverso una relazione del Governo da trasmettere alle Camere entro sei mesi dall’attribuzione dei nuovi valori catastali, nonché attraverso successive relazioni, in merito agli effetti, articolati a livello comunale, del processo di revisione di cui al presente articolo, al fine di verificare l`invarianza del gettito e la necessaria gradualità, anche mediante successivi interventi correttivi”.

Non c’è nella legge alcuna previsione di norma immediatamente precettiva nei confronti dei comuni in ipotesi di violazione del principio.

La formula scelta, dunque, nonostante l’evidente buona volontà del legislatore, non sembra possa tener conto della complessità del meccanismo impositivo immobiliare.

Ma poi quand’anche si andasse a verificare l’invarianza a livello comunale ci si imbatterebbe in una serie di difficoltà ed ostacoli che non permetterebbero di visualizzare l’esatta realtà.

Innanzitutto per la verifica, con monitoraggio a livello comunale, occorrerebbe partire da una piattaforma di uniformità di valori  e non da una situazione di squilibrio, da comune a comune, qual e’ l’attuale.

Perché è chiaro che, se in una realtà comunale si parte da valori sperequati al ribasso, in quanto ad esempio il sistema catastale è stato meno attivo, ci sarà un “terreno” da recuperare per cominciare a pareggiare la situazione con gli altri comuni “a regime”.

In tutti questi casi il gettito ed i prelievi dovran lievitare e basta: altro che invarianza.

E questo già complica di molto l’osservazione generale del processo di applicazione della riforma.

Ma anche per la verifica dell’invarianza nei comuni più virtuosi ci sono variabili che complicheranno le valutazioni sugli  incrementi di gettito: si tratta della massa della base impositiva che lieviterà in conseguenza dei processi continuamente in atto di incremento e di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

D. E allora?

R. Allora calma. Se l’Europa ed i politici italiani che parlano per bocca dell’Europa vogliono un maggior gettito dagli immobili, lo potranno ottenere lo stesso, come già si sta facendo ora.

A tal fine, non c’è bisogno di precipitarci in una avventura della quale oggi non siamo in grado di immaginare nemmeno la portata.

Cominciamo a far funzionare bene il catasto con le regole che ci sono, in tutto il territorio e non solo in alcune microzone, e vedremo i risultati.

Ed i “correttivi”, se necessari, saranno più facili da introdursi.

In questo campo fare salti nel buio è una vera follia.

C’è il rischio che, modificando radicalmente e repentinamente i criteri di determinazione dei valori catastali imponibili, si possa innescare a livello nazionale un incontrollabile e ingovernabile processo di lievitazione dell’imposizione tributaria sugli immobili, tale da dare il colpo di grazia al settore.

foto presidente 101

Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

e

A s s o c i a z i o n e
AMICI DI MILANO

  

DANIELE POLLINI A FIANCO DEL PADRE QUESTA SERA ALLA SCALA

Nel 2001 aveva ottenuto il riconoscimento Premio Internazionale “Amici di Milano” – Targa d’argento del Presidente della Repubblica, presieduto da Achille Colombo Clerici

*     *     *

Questa sera, lunedì 24, alla Scala di Milano Maurizio Pollini suona quattro Preludi di Debussy  nell’ambito del Progetto Pollini – di cui il concerto rappresenta la seconda tappa (le altre  a marzo e maggio) – che intende unire nei programmi musicali pezzi di autori contemporanei a brani del repertorio classico.

Obiettivo, raccogliere nella medesima occasione musicale e nella stessa sala cultori della musica classica ed amanti di musica contemporanea.

A rappresentare i “giovani” Daniele Pollini, il figlio del grande maestro, anch’egli pianista, oltreché direttore e compositore; il quale presenterà gli ultimi tre brani del Carneval di Salvatore Sciarrino.

Daniele Pollini nel 2001 è stato insignito, proprio alla Scala, dal Presidente dell’Associazione Achille Colombo Clerici del Premio Internazionale Amici di Milano-Targa d’Argento del Presidente della Repubblica, che intende rendere merito ai giovani che  abbiano acquisito nei confronti della città di Milano e della Lombardia particolari titoli di benemerenza.

Finalità del Premio è la scoperta, la valorizzazione, la presentazione alla città di chi ha bene lavorato producendo opere meritevoli, ma non adeguatamente riconosciute ed apprezzate, in modo da favorire, nelle nuove generazioni, l’attaccamento alla città.

Colombo Clerici  si complimenta vivamente dei successi ottenuti da Daniele Pollini, al quale augura ulteriori e sempre più prestigiosi riconoscimenti in una fulgida carriera musicale.

Si associano nel plauso gli esponenti della Associazione:
Giuseppina  Bruti Liberati
Bernardo  Negri da Oleggio
Ippolito  Calvi di Bergolo
Elisabetta  Falck

Foto: Achille Colombo Clerici con Giuseppe Faina presidente Fondazione Scala

con Beppe Faina