ISTITUTO EUROPA ASIA
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EUROPE ASIA INSTITUTE

  

Presentato a Sua Santità Papa Francesco 

“PIONIERI ITALIANI IN CINA – Giganti della fede e della scienza”. Un libro di Gilberto Perego e di Antonio Airò

Accanto alle grandi figure di Marco Polo e Matteo Ricci spicca il Senatore Vittorino Colombo tessitore di rapporti fondamentali tra Italia, Vaticano e Repubblica Popolare

Achille Colombo Clerici:
“L’Italia può diventare sempre più un interlocutore privilegiato, in campo culturale, sociale ed economico, con il mondo cinese ed un ponte naturale tra Cina, Europa e Mondo occidentale intero, seguendo la via tracciata dal Sen. Vittorino Colombo”  

 *    *    *

E’ in libreria l’ultimo volume di Gilberto Perego e Antonio Airò dal titolo “Pionieri Italiani in Cina-Giganti della fede e della scienza” edito da Il Portolano di Genova.

– Presentazione di Cesare Romiti presidente della Fondazione Italia Cina;
– Prefazione di Monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali;
– Postfazione del Sen. Franco Marini presidente del Senato Italiano e discorso del Ministro  Andrea Riccardi.

I due autori che già ebbero a pubblicare “Sulle orme di Matteo Ricci” nel 2007 con le edizioni  “Aracne”, hanno inteso con questo nuovo lavoro approfondire i rapporti tra Vaticano e Governo Cinese di questi ultimi decenni, mettendo in risalto il significato particolare del messaggio personale che Giovanni Paolo II  fece avere a Deng Xiaoping, per tramite del senatore Vittorino Colombo, fondatore e primo presidente dell’Istituto Italo-Cinese, già  presieduto dall’avvocato Achille Colombo Clerici che oggi è al vertice dell’Istituto Europa Asia.

L’intendimento di Airò e di Perego, nell’elaborare questo libro, dopo quello del febbraio 2007 che si concentrava maggiormente sulla figura del “politico” Vittorino Colombo, è stato quello di valorizzare il messaggio – cioè la lettera – di Giovanni Paolo II del 1983, al leader comunista Deng Xiaoping, affidando la missione ad un ambasciatore sui generis e per di più laico e per niente inserito nelle sfere del Vaticano: lo stesso Sen. Colombo.

Scrive tra l’altro Giovanni Paolo II al Presidente Deng Xiaoping: “…E’ con questo atteggiamento di fiducia che vorrei pregare Vostra Eccellenza di consentire al Senatore Vittorino Colombo nello spirito di amicizia che egli porta alla grande Nazione cinese e per la conoscenza che ha della Santa Sede e della Chiesa….di poter esporre a fondo tutte le considerazioni …Egli ne ha da me un espresso incarico”.

Un incarico straordinario che meritava un approfondimento. Ed è per questo che gli autori hanno inteso inserirlo nei principali rapporti tra Italia, Vaticano e Cina tessuti da uomini straordinari: dal coraggioso perugino Giovanni Pian del Carpine a Giovanni da Montecorvino che avviò la prima missione cattolica in Cina nel 1300 convertendo dal nestorianesimo al cattolicesimo il Principe Giorgio di Tenduc che divenne il primo Arcivescovo di Pechino e Patriarca di tutto l’Oriente, oggi considerato santo dai cattolici cinesi.

E poi Fra Giovanni Marignolli che portò in Cina ben 50 religiosi; Odorico da Pordenone che si spinse fino al regno dei Ciampa, l’attuale Vietnam; il bresciano Giulio Aleni, il trentino Martino Martini il milanese Giuseppe Castiglioni, il friulano Celso Costantini e tanti altri.

Un intero capitolo è dedicato alla meravigliosa avventura di Marco Polo, il più grande esploratore terrestre di tutti i tempi e di tutti i Paesi, che con “Il Milione” fece conoscere nel Medioevo la Cina e i confinanti territori dell’Asia a tutte le genti d’Europa; ed un capitolo è dedicato a Matteo Ricci, gigante della fede e della scienza che comprese il Confucianesimo non essere una religione bensì una filosofia di vita.

Nella prima parte del libro, Perego e Airò sostengono come l’Italia – almeno sino alla metà del XVII secolo – sia stata l’attore principale in Occidente dei rapporti con l’impero Cina.

Dopo la rivolta dei Boxer del 1899 che portò sette potenze mondiali, tra cui l’Italia, a mettere sotto tutela Pechino e ampie zone del Paese, la Chiesa cattolica cinese riprese con slancio la propria missione: nel 1920 i cattolici erano saliti a 2 milioni e i sacerdoti a quasi 1000, venne fondata l’università Aurora a Shanghai e pubblicato il primo quotidiano cattolico.
Le strutture sociali della Chiesa – scuole, ospedali, orfanotrofi, lebbrosari ecc. – erano quasi 4.000. Ma la grande, vera svolta avvenne nel 1922 con la nomina a Delegato apostolico di Mons. Celso Costantini che portò le diocesi da 57 a 121. 

Nel 1946 Pio XII sanciva la costituzione della gerarchia in tutta la Cina e assegnava la porpora cardinalizia per la diocesi di Pechino ad un cinese, Mons. Tommaso Tian Gengxin.

L’avvento della Repubblica Popolare di Mao Zedong con la proclamazione dello Stato ateo portò all’espulsione di tutti i vescovi e dei missionari, e talvolta a condanne a morte e lunghi periodi di detenzione.

La Rivoluzione Culturale sradicò in modo totale la presenza cristiana distruggendo le innumerevoli opere che ne avevano segnato il cammino.

In Italia e in Occidente si diceva “La Cina è vicina” e i giovani erano sempre più affascinati dai pensieri del Grande Timoniere contenuti nel famoso “libretto rosso” che veniva agitato nei cortei, prima che quella rivoluzione risultasse un gigantesco fallimento sotto il profilo politico, sociale, economico.

Successivamente, nel 1971, la Cina aderì all’Onu sostituendo Taiwan, un’apertura della politica occidentale caldeggiata dal Governo italiano di centrosinistra e, primo tra tutti nel nostro Paese, dal Ministro Vittorino Colombo che per l’occasione fondò l’Istituto Italo Cinese; che ha contribuito in modo assai rilevante a migliorare le relazioni ed i rapporti economico-sociali e culturali tra l’Italia, l’Europa e la Cina. 

Alla sua scomparsa, l’Istituto è stato presieduto da personalità quali Cesare Romiti e Achille Colombo Clerici, oggi a capo dell’Istituto Europa Asia.

Nella seconda parte del libro gli autori si soffermano sul lavoro di Vittorino Colombo in un quarto di secolo di incontri con il popolo cinese e i suoi massimi rappresentanti.

Egli fece riaprire la chiesa di Matteo Ricci a Pechino, discusse con il premier Zhouenlai di problemi universali compresa la pace mondiale, la fraternità tra i popoli e- probabilmente, dei rapporti con il Vaticano.

E sottolineano la missione, precedentemente citata, che Papa Giovanni Paolo II gli affidò nel 1983.

La parte finale del libro sintetizza i rapporti tra il Vaticano e Pechino degli ultimi venti anni e prefigura quali potranno essere gli scenari del futuro prossimo in un mondo globalizzato dove la Cina, come scandito ogni giorno, sta prendendo il sopravvento sugli altri Paesi soprattutto in termini di sviluppo economico.

Commento del presidente dell’Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute Achille Colombo Clerici :

“In questo momento storico agli amici cinesi dobbiamo confermare, con il nostro operato, che l’Italia può diventare sempre più un interlocutore, un partner privilegiato in campo culturale, sociale ed economico, con il mondo cinese, ed un ponte naturale tra la Cina e , non solo la vecchia Europa, ma il mondo occidentale tutto. 

Questo è il compito ideale che ci si prospetta.

E dovremo operare, avendo sempre presente e rispettando il pensiero e l’insegnamento morale (che possiamo sintetizzare nei principi dell’onestà degli intenti, della ricerca del bene comune, della fermezza d’animo), sociale, culturale e politico dell’Amico Vittorino, per raggiungere, se possibile, nuovi importanti risultati sulla via da Lui tracciata.”   

Foto:
– Achille Colombo Clerici presidente dell’Istituto Italo Cinese con il direttore Pang Kapang, e la celebre solista di erhu Jiang Kemei, durante la tournee del 2011 in Europa, con oltre 100 “elementi”, della China Broadcasting Chinese Orchestra (CBCO),
– nella stessa occasione con  il Consigliere culturale dell’Ambasciata Cinese in Italia Zhang Jianda

Colombo Clerici con Jian Kemei e Kapang

Colombo Clerici con Jian Kemei e direttore

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I MERCOLEDI’ DEL PRESIDENTE

Assoedilizia prosegue con l’iniziativa “I mercoledì del Presidente”: un appuntamento fisso mensile del Presidente avv. Achille Colombo Clerici e della Dirigenza con i proprietari immobiliari  per la verifica in tempo reale dell’andamento della situazione politica, economica e sociale italiana e per concertare opportune azioni volte a tutelare e difendere in tutte le sedi, da quella politica a quella amministrativa e a quella giurisdizionale nazionale e internazionale, i legittimi interessi della categoria.

Durante ciascun incontro saranno trattati argomenti sia dal punto di vista associativo illustrando le iniziative intraprese e le proposte avanzate dall’Associazione, sia dal punto di vista operativo commentando le varie normative e cercando di fornire le relative indicazioni pratiche.

Il prossimo incontro si tiene presso la sede associativa di Via Meravigli 3 mercoledì 29 gennaio sul tema:

– Delibere condominiali sul risparmio energetico Relatore avv. Cesare Rosselli 

– Gli interventi di termoregolazione e contabilizzazione del calore; Relatore ing. Ezio Rendina 

– La revisione del Regolamento Edilizio del Comune di Milano; Relatori avv.ti Bruna Gabardi Vanoli e Luca Stendardi

Seguiranno, per i mesi successivi, ulteriori appuntamenti.

Le comunicazioni avverranno anche sul sito www.assoedilizia.mi.it

 La partecipazione è libera e gratuita fino a capienza sala.

 Assoedilizia, Via Meravigli 3, Milano
Tel. 02.885591, email: info@assoedilizia.mi.it

 Achille Colombo Clerici

Cesare Rosselli
Avv. Cesare Rosselli 

Bruna Vanoli Gabardi
Avv. Bruna Vanoli Gabardi

 

 

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Riforma Catastale: Allarme Assoedilizia – Si distrugge il risparmio investito negli immobili e si sfascia l’economia del Paese

Pubblicato gennaio 29, 2014 di instat
Categorie: Assoedilizia informa

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association MilanItaly

L’allarme lanciato dal Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

CON LA RIFORMA DEL CATASTO SI DISTRUGGE IL RISPARMIO INVESTITO NELLE CASE E SI SFASCIA L’ECONOMIA DEL PAESE

“I nostri politici, parlando per bocca dell’ Europa, continuano a sostenere che, per risolvere i problemi della fiscalità immobiliare, occorra varare al più presto la riforma del Catasto portando i valori imponibili al livello del mercato.

Con il risultato che tali valori raddoppieranno o triplicheranno,  il sistema impositivo non muterà nemmeno nelle aliquote, e si completerà in tal modo il processo di distruzione, mediante la leva fiscale, del risparmio investito negli immobili, con effetti disastrosi per l’economia generale del Paese”.

E’ l’allarme lanciato dal Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici che così prosegue: “Quello della necessità di una riforma del catasto da reddituale a patrimoniale, attraverso la modifica dei criteri di determinazione dei valori imponibili, per eliminare le sperequazioni presenti nel settore, e’ semplicemente il pretesto per innalzare verticalmente i valori sui quali andranno ad incidere tutte le tasse sugli immobili: dall’Imu all’Irpef-Ire, dalla Iuc-Tasi-Tari alla imposta di registro, dall’imposta sulle successioni e sulle donazioni a quelle ipocatastali.

Bisogna sfatare questo luogo comune.

Per eliminare le sperequazioni catastali, non c’è bisogno di cambiare i criteri di determinazione dei valori imponibili: basterebbe che il Catasto, alias Agenzia del Territorio, alias Agenzia delle Entrate, funzionasse in tutte le parti d’Italia allo stesso modo e si facessero le revisioni dei classamenti che sono state fatte o si stanno facendo in alcune zone di Milano e di Roma ed in poche altre città.

Ed allora ci troveremmo di fronte a valori catastali omogenei in tutte le aree del territorio nazionale, realizzando quella perequazione tanto invocata e necessaria.

Ciò permetterebbe peraltro al legislatore fiscale di modulare le aliquote delle diverse imposte in modo tale da ottenere, in modo più equo ed equilibrato, il gettito tributario voluto; che anche oggi si ottiene, ma a costo di inique sperequazioni”.

Colombo Clerici invita il legislatore a procedere con grande cautela onde evitare errori fonte di incongruenze ed iniquità che pagano in prima battuta i risparmiatori della casa, ma in seconda battuta paga, come in effetti sta già pagando, tutto il Paese, per la concatenazione dell’economia del settore immobiliare con l’economia generale.

 Achille Colombo Clerici

 Cesare Rosselli
Avv. Cesare Rosselli 

Bruna Vanoli Gabardi
Avv. Bruna Vanoli Gabardi

 

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association MilanItaly

L’allarme lanciato dal Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

CON LA RIFORMA DEL CATASTO SI DISTRUGGE IL RISPARMIO INVESTITO NELLE CASE E SI SFASCIA L’ECONOMIA DEL PAESE

“I nostri politici, parlando per bocca dell’ Europa, continuano a sostenere che, per risolvere i problemi della fiscalità immobiliare, occorra varare al più presto la riforma del Catasto portando i valori imponibili al livello del mercato.

Con il risultato che tali valori raddoppieranno o triplicheranno,  il sistema impositivo non muterà nemmeno nelle aliquote, e si completerà in tal modo il processo di distruzione, mediante la leva fiscale, del risparmio investito negli immobili, con effetti disastrosi per l’economia generale del Paese”.

E’ l’allarme lanciato dal Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici che così prosegue: “Quello della necessità di una riforma del catasto da reddituale a patrimoniale, attraverso la modifica dei criteri di determinazione dei valori imponibili, per eliminare le sperequazioni presenti nel settore, e’ semplicemente il pretesto per innalzare verticalmente i valori sui quali andranno ad incidere tutte le tasse sugli immobili: dall’Imu all’Irpef-Ire, dalla Iuc-Tasi-Tari alla imposta di registro, dall’imposta sulle successioni e sulle donazioni a quelle ipocatastali.

Bisogna sfatare questo luogo comune.

Per eliminare le sperequazioni catastali, non c’è bisogno di cambiare i criteri di determinazione dei valori imponibili: basterebbe che il Catasto, alias Agenzia del Territorio, alias Agenzia delle Entrate, funzionasse in tutte le parti d’Italia allo stesso modo e si facessero le revisioni dei classamenti che sono state fatte o si stanno facendo in alcune zone di Milano e di Roma ed in poche altre città.

Ed allora ci troveremmo di fronte a valori catastali omogenei in tutte le aree del territorio nazionale, realizzando quella perequazione tanto invocata e necessaria.

Ciò permetterebbe peraltro al legislatore fiscale di modulare le aliquote delle diverse imposte in modo tale da ottenere, in modo più equo ed equilibrato, il gettito tributario voluto; che anche oggi si ottiene, ma a costo di inique sperequazioni”.

Colombo Clerici invita il legislatore a procedere con grande cautela onde evitare errori fonte di incongruenze ed iniquità che pagano in prima battuta i risparmiatori della casa, ma in seconda battuta paga, come in effetti sta già pagando, tutto il Paese, per la concatenazione dell’economia del settore immobiliare con l’economia generale.

 Achille Colombo Clerici

CORPORATE GOVERNANCE UNIMI LOCANDINA

Foto:
– Prof. Marilisa D’Amico con Achille Colombo Clerici e Luciano Violante
– Marilisa D’Amico, Anna Puccio, Enrico Letta e Achille Colombo Clerici

con Luciano Violante e Marilisa D'Amico

Colombo Clerici, Marilisa D'Amico, Anna Puccio, Enrico Letta

Istituto Europa Asia
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Europe Asia Institute

 

CORSO:  Corporate Governance, Regole e Meritocrazia.
Corso di Perfezionamento organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano.

Coordinatrice: Prof.ssa Marilisa D’Amico.  

Del coordinamento didattico fanno anche parte la Dott.ssa Anna Puccio, Dott.ssa Aliberti Amidani, Dott.ssa Stabilini.
Il bando è stato pubblicato e le domande di ammissione potranno essere presentate entro il 10 febbraio 2014 (http://www. corporategovernance.unimi.it/)

Il CNDCEC, l’Ordine degli Avvocati di Milano e la Fondazione italiana del Notariato hanno deliberato di attribuire rispettivamente 30, 24 e 20 crediti formativi per la frequenza del corso.
La quota di partecipazione è pari a 916,00 euro (comprensivi dell’imposta di bollo prevista dalla legge), da corrispondere solo in caso di ammissione.

Il Corso, che rappresenta un’evoluzione del Corso Donne e Corporate Governance organizzato lo scorso anno, è stato ampliato e ha l’obiettivo di contribuire, nella logica di una maggiore valorizzazione del merito, alla formazione di quanti saranno chiamati ad entrare a far parte degli organi di governo e controllo delle società quotate in borsa e delle società a controllo pubblico, sia attraverso una formazione di tipo teorico, sia attraverso una preparazione pratica, che verrà fornita grazie ad un esame diretto delle problematiche connesse alla governance, condotto attraverso il metodo delle testimonianze di operatori altamente specializzati e dotati di indiscussa esperienza professionale.
Il Corso si rivolge a laureati e professionisti che abbiano interesse a svolgere attività presso società o istituzioni e mira ad offrire una specializzazione per avvocati, praticanti avvocati, commercialisti, economisti, aziendalisti, manager che vogliano contribuire ad una corporate governance efficace, strutturata, monitorata, trasparente, etica e responsabile, tenendo presente anche l’ottica di genere. Il Corso è però naturalmente aperto a tutti quanti vogliano approfondire tematiche particolarmente attuali  nell’ambito della corporate governance. Il corso, che avrà una durata di 30 ore, si svolgerà  dall’1 marzo al 12 aprile 2014, (sabato mattina 1 e 15 marzo 5 e 12 aprile; venerdì pomeriggio 14, 21 e 28 marzo e 4 aprile) secondo il calendario indicato sul sito http://www. corporategovernance.unimi.it/

Per ogni informazione è possibile scrivere all’indirizzo infomaster.giurisprudenza@unimi.it .

Foto:
– Prof. Marilisa D’Amico con Achille Colombo Clerici e Luciano Violante
– Marilisa D’Amico, Anna Puccio, Enrico Letta e Achille Colombo Clerici

con Luciano Violante e Marilisa D'Amico

Colombo Clerici, Marilisa D'Amico, Anna Puccio, Enrico Letta

ASSOEDILIZIA
– Property Owners’ Association MilanItaly

 Proficuo incontro in Assoedilizia di oltre 300 operatori del settore immobiliare, proprietari, avvocati e amministratori.

LE NORME DEL CONDOMINIO INTERPRETATE NEI PUNTI NON RISOLTI
LE CRITICITA’ DELLA LEGGE 

I saluti dei presidenti Achille Colombo Clerici (Assoedilizia),Paolo Giuggioli (Ordine degli Avvocati),  Renato Laviani (Anai), dell’ Amministratore Delegato di Aspesi ( Associazione nazionale Promotori Immobiliari)  Federico Filippo Oriana.

I lavori sono stati moderati dal Giudice del Tribunale di Milano, sezione XIII, dott. Giacomo Rota.

Le relazioni svolte dagli avvocati Maurizio De Tilla, Cesare Rosselli, Augusto Cirla, Paola Di Patrizio, Marco Marchiani

 *     *     *

In Italia una riforma, da  quando viene  concepita a quando vede la luce, è oggetto di tanti di quegli interventi del blocco burocratico-corporativo-amministrativo-legislativo che può uscirne snaturata.
Soprattutto se viene approvata, come è avvenuto nel caso del condominio, sotto la spinta della preoccupazione della caduta del Governo.

Per di più, viene presentata con un linguaggio così ermetico da lasciare attoniti.

Intendiamoci, non è questo un fenomeno unico al Belpaese: succede in ogni democrazia, ma certamente da noi assume dimensioni inaccettabili.

E tocca alla fine alla magistratura fornire  interpretazioni, chiarire dubbi, tracciare il solco del diritto aiutata in ciò dalla dottrina e dalla avvocatura, nel corso degli anni e dei decenni.

E’ successo, in parte, anche con la riforma del Condominio. Per vararla ci sono voluti più di 70 anni, ed ha un nome e una data: Legge di Riforma del condominio (11.12.2012 n. 220): entrata in vigore il 18 giugno del 2013.

Qualche marchiano errore, qualche assurdità, qualche contraddizione sono stati risolti prima della stesura definitiva anche grazie all’intervento dell’associazione della proprietà edilizia (ricordiamo i numerosi convegni, la grande adesione – oltre mille associati in più riprese – la consulenza ai parlamentari, agli organismi tecnici impegnati nella stesura e agli organi  d’informazione).

Ma resta ancora molto da chiarire: e soprattutto bisogna essere in grado di sostenere, davanti al magistrato, la versione più corretta della normativa.

Ecco quindi l’incontro organizzato da ASSOEDILIZIA Property Owners’ Association e da ANAI – Associazione Nazionale Avvocati Italiani, tra operatori del settore immobiliare, proprietari di immobili, avvocati e amministratori immobiliari per approfondire e dibattere sugli argomenti non ancora risolti; incontro svoltosi nella sede dell’Associazione, affollata da oltre 300  partecipanti.
I lavori sono stati moderati dal Giudice del Tribunale di Milano, sezione XIII, dott. Giacomo Rota ed hanno ricevuto i saluti di avvio del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e dell’avv. Renato Laviani di Anai. Particolarmente significativa la partecipazione dell’avv. Paolo Giuggioli, Presidente dell’Ordine Avvocati di Milano.

L’avv. Maurizio De Tilla, Presidente Nazionale Anai (sul tema “Innovazioni e modificazioni d’uso”), ha affrontato temi quali la multiproprietà, le modificazioni d’uso, numerosi tipi di innovazione, le tabelle millesimali, il condominio, il supercondominio, la solidarietà passiva.

Ma il presidente della nuova associazione di legali (costituita da un anno conta 117 sezioni con 5000 iscritti) ritiene anche che su alcune questioni importanti la riforma abbia lasciato le cose al punto di prima.

Il coordinatore dei corsi di aggiornamento professionale amministratori Assoedilizia  avv. Cesare Rosselli è intervenuto con una breve relazione su “Oneri e responsabilità dell’amministratore” illustrando le principali novità in materia introdotte dalla legge n.220/2012 di riforma del condominio nonché dal recente Decreto legge 145 del 23/12/13

L’attenzione è stata posta, tra gli altri, sui temi più delicati e controversi riguardanti la nullità della nomina dell’amministratore per mancata indicazione analitica del compenso, la sospensione dell’efficacia della nomina in caso di richiesta assembleare di stipula di polizza assicurativa personale, la durata dell’incarico specialmente sotto il profilo del rinnovo tacito.

Sono stati esaminati infine i casi in cui è possibile procedere alla revoca, casi il cui studio fornisce anche utili indicazioni sui doveri dell’amministratore.

Si è pure posto in luce che a differenza del sistema previgente la nuova norma in tema di revoca prevede una serie di ipotesi tipiche in riferimento alle quali la valutazione del giudice appare vincolata e, comunque, estremamente limitata.

Secondo l’avv. Augusto Cirla (Supercondominio, condominio parziale e minimo) “con il nuovo art. 1117 bis il supercondominio viene espressamente riconosciuto dal legislatore della riforma nelle sue possibili configurazioni, vale a dire nel caso di più unità immobiliari autonome o più edifici con beni o servizi in comune, oppure di più gruppi di unità immobiliari autonome aventi ciascuna una organizzazione condominiale (definiti condominii di unità immobiliari) o infine di più gruppi di edifici condominiali (definiti condominii di edifici).

Il termine supercondominio individua dunque quei complessi immobiliari costituiti da singole unità immobiliari o da edifici, a cui corrispondono  altrettanti condominii, che hanno tra loro alcuni beni, impianti e servizi contestualmente legati dalla relazione di accessorio a principale.

Ogni acquirente del singolo appartamento si trova così automaticamente a far parte di due distinte organizzazioni condominiali: di quella riguardante il fabbricato dove è sita la sua singola proprietà e di quella comprendente le aree e i servizi comuni a tutti i partecipanti al più ampio complesso condominiale

Per la consulente di Assoedilizia avv.ssa Paola Di Patrizio (Morosità e solidarietà passiva) la legge di riforma ha aggravato in modo significativo le responsabilità dell’amministratore con riferimento alle morosità in condominio, stabilendo che l’avvio dell’azione giudiziale di recupero del credito debba avvenire, salvo deroga accordata dall’assemblea, entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio in cui il credito esigibile è compreso e stabilendo che l’azione giudiziale intrapresa debba essere curata diligentemente dall’amministratore in ogni sua fase, fino all’esecuzione coattiva, pena la revoca giudiziale dall’incarico.

Quanto ai creditori del condominio, le stringate disposizioni che affrontano l’argomento, peraltro senza pronunciarsi esplicitamente sulla dibattuta questione della natura parziaria o solidale della responsabilità dei condomini per le obbligazioni contratte dal Condominio, stabiliscono che il terzo insoddisfatto possa agire esecutivamente nei confronti del condomino in regola con pagamenti solo dopo l’escussione dei condomini morosi; solo dopo, cioè, che, mediante esperimento di azioni esecutive, sia stata accertata l’incapienza (totale o parziale) del patrimonio del moroso.

Trattasi di sistema particolarmente gravoso ed oneroso per il terzo, sia in termini economici, posto che potrebbe essere costretto a promuovere più azioni esecutive, sia per la tempistica di concreto realizzo del credito.

Per arginare il rischio del mancato soddisfacimento del credito del terzo molto potranno fare, sia la tempestiva attività di recupero dei contributi condominiali da parte dell’amministratore, senz’altro voluta dalla riforma, sia la prevista costituzione del fondo obbligatorio per le opere straordinarie e le innovazioni.

“Assemblea condominiale e impugnativa” è stato il tema dell’avv. Marco Marchiani, consulente di Assoedilizia.

La materia assembleare, ha detto, non presenta particolari difficoltà interpretative pur nell’ambito delle modificazioni introdotte dalla riforma che hanno riguardato principalmente, sia le modalità di convocazione dell’assemblea, che lo svolgimento della stessa e le maggioranze richieste.

Sulle modalità di convocazione, ora tipizzate in alcune ipotesi ben individuate, il dubbio che sorge è se per tramite del Regolamento di Condominio si possa allargare o meno la loro tipologia; l’interpretazione è a mio parere positiva solo nel senso che il Regolamento possa limitare le modalità di convocazione ad alcuni meccanismi soltanto, ma non ampliarne i generi.

Per quanto riguarda invece lo svolgimento vero e proprio dell’assemblea, oltre alla riduzione del numero dei condomini per la partecipazione e la validità delle deliberazioni, per le quali è sempre prevista ora la sola maggioranza dei presenti, (perciò con una certa riduzione dei numeri, ma non delle quote), v’è da precisare che il recente D.L. 145/13 ha attribuito alla competenza dell’assemblea l’applicazione delle sanzioni ai condomini per le violazioni al Regolamento di Condominio, nonché la facoltà di poter dilazionare i tempi di versamento del fondo obbligatorio per opere straordinarie (art.1135 c.c.), nel caso di pagamenti effettivamente dilazionati all’Impresa.

Resta da precisare che si deve ritenere tutt’ora esistente la figura del presidente dell’assemblea, la cui menzione è stata di fatto eliminata, anche in applicazione analogica dell’art. 1371 c.c. e seg.ti; ed al presidente va attribuito il compito di redigere il verbale, ora allargato al contenuto della riunione e non più alla sola deliberazione, nonché alla verifica della regolarità della convocazione ed all’eventuale riduzione delle deleghe in eccesso.

Numerosi i quesiti cui sono state date risposte. E l’accordo, tra Assoedilizia e Anai, di incontrarsi ancora per ulteriori interventi di chiarimento.

Foto: Il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici con: 
– Avv. Maurizio De Tilla
– Avv. Paolo Giuggioli
– Avv. Federico Filippo Oriana
– Tavolo del Convegno da sin. Dott. Giacomo Rota, avv. Colombo Clerici, avv. Paolo Giuggioli, avv. Maurizio De Tilla

 Achille Colombo Clerici e Maurizio De TillaAchille Colombo Clerici e Paolo Giuggioli

Tavolo del Convegno da sin. Dott. Giacomo Rota, avv.Colombo Clerici, avv. Paolo Giuggioli, avv. Maurizio De Tilla

Achille Colombo Clerici e Federico Filippo Oriana

Achille Colombo Clerici e Maurizio De Tilla 2

Achille Colombo Clerici e Maurizio De Tilla 3

Achille Colombo Clerici e Paola DI Patrizio

Tavolo dei relatori

Achille Colombo Clerici

Paolo Giuggioli e Maurizio De Tilla

Paolo Giuggioli

Renato Laviani

Tavolo dei relatori 2

Tavolo e sala

tavolo dei relatori 3

Relatori

tavolo dei relatori 4

sala collegata

sala collegata 2

Giacomo Rota

Paolo Giuggioli 2

Maurizio De Tilla

Maurizio De Tilla 2

Maurizio De Tilla 3

Federico Filippo Oriana

Rota, Colombo Clerici, Oriana

Maurizio De Tilla 4

tavolo dei relatori 5

Colombo Clerici e Oriana

Cesare Rosselli

Augusto Cirla

Tavolo dei relatori 6

Tavolo dei relatori 7

Augusto Cirla 2

Tavolo dei relatori 8

Tavolo dei relatori 9

Paola Di Patrizio

Marco Marchiani

Marchiani e RotaMarco Marchiani 2

Tavolo dei relatori 10

 

 

 

ASSOEDILIZIA
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Milano, inaugurato l’anno giudiziario della Corte d’Appello.
IL PRESIDENTE CANZIO RESPINGE L’ATTACCO MEDIATICO AI GIUDICI

Nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano si è  inaugurato l’Anno Giudiziario 2014 con la partecipazione delle massime autorità civili, religiose e militari. 

Presenti il Cardinale Arcivesvovo Angelo Scola, il Presidente della Regione Roberto Maroni, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ed il presidente della Provincia Guido Podestà, il presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro ed il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, il presidente del Tar Lombardia Francesco Mariuzzo.

Al completo i rappresentanti dell’ordine giudiziario e dell’avvocatura, con il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Paolo Giuggioli.

Invitato dal  Presidente della Corte d’Appello Giovanni Canzio e dal Procuratore Generale Manlio Minale, il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia-Europe Asia Institute Achille Colombo Clerici.

Durante la cerimonia è stata illustrata  l’attività degli organi giudiziari del Distretto che comprende i Tribunali di Milano, Busto Arsizio, Como, Lecco, Lodi, Monza, Pavia, Sondrio, Varese: reati, processi ma anche interessanti indicazioni sull’andamento economico-sociale del Distretto, quali ad esempio, numero e qualità di processi civili e penali l’ esecuzione di sfratti, i fallimenti, i protesti.

Il presidente della Corte d’Appello Canzio, nella sua relazione ha sostenuto i magistrati impegnati nei vari processi pendenti : “Agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora alla infamante gogna mediatica e alle minacce cui sono stati sottoposti, hanno saputo rispondere usando le armi dell’imparzialità, della sobrietà, dell’umiltà e della riservatezza”.

A proposito di Expo e del grande afflusso di persone previsto l’alto magistrato si è augurato un rafforzamento delle risorse umane e materiali da parte di Stato ed Enti locali.

Un richiamo alle prerogative di indipendenza e autonomia dei giudici è stato fatto dal procuratore generale Manlio Minale; che, sulla spinosa questione del sovraffollamento delle prigioni, ha aggiunto: ”Non si risolve con la riduzione degli ingressi in carcere che arrivano in maggioranza da arresti in flagranza”.

Foto: L’Avvocato Achille Colombo Clerici con il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Paolo Giuggioli

Achille Colombo Clerici e Paolo Giuggioli

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Il Museo del Jazz di Genova festeggia Dino Betti van der Noot

Il Museo del Jazz di Genova festeggia martedì 28 gennaio, ore 18, il vincitore del prestigioso referendum annuale indetto dal mensile Musica Jazz: Dino Betti van der Noot.

Il compositore e direttore d’orchestra ligure è stato il più votato del 2013 con il disco The Stuff Dreams Are Made On, una serie di composizioni inedite eseguite da un’orchestra di ventidue elementi che riescono a sintetizzare diversi momenti della storia del jazz, richiami classici, sapori di musiche etniche.

Dino Betti sarà intervistato sulla sua brillante carriera dal giornalista e critico Paolo Battifora.
Nell’occasione verrà anche presentato un filmato inedito sulle note di Betti.

Dopo The Humming Cloud (SAM 9008) nel 2007, God Save the Earth (SAM 9026) nel 2009 e September’s New Moon (SAM 9036) nel 2011, che gli sono valsi le vittorie nel Top Jazz del mensile Musica Jazz come Compositore dell’anno, Dino Betti van der Noot ha vinto anche il Top Jazz 2013 con The Stuff Dreams Are Made On, votato a grande maggioranza Disco dell’anno (Premio Arrigo Polillo). 

Sono cinque composizioni dove, in un impasto sonoro continuamente trascolorante, l’ascoltatore è preso per mano e guidato in percorsi emotivi sempre nuovi.

Ancora più che nei dischi precedenti si tratta di potenti affreschi collettivi, con tutti i membri dell’orchestra fortemente coinvolti dal punto di vista creativo.

Atmosfere continuamente mutevoli, dove tradizione e contemporaneità si mescolano e completano a vicenda, dove gli interventi di alcuni fra i più interessanti jazzisti italiani di volta in volta emergono da, o si fondono con l’architettura orchestrale.

Alberto Mandarini, Sandro Cerino, Giulio Visibelli, Luca Gusella, Emanuele Parrini, Alberto Tacchini, Niccolò Cattaneo, Vincenzo Zitello, Gianluca Alberti, Stefano Bertoli e Tiziano Tononi improvvisano stimolati da situazioni musicali fuori dagli schemi usuali.

Un album, insomma, che ribadisce ancora l’originalità e la capacità comunicativa di un  compositore che ha trovato un posto speciale nella storia del jazz, non solo italiano.

foto: Achille Colombo Clerici presidente IEA

foto presidente 97

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

D. Ho due appartamenti ed un magazzino dati in affitto.
Con le tasse che ci sono non mi rimangono in tasca che pochi euro e mi resta da pagare il commercialista e la assicurazione: senza contare gli enormi costi che in tutti questi anni ho dovuto affrontare per mettere a posto gli impianti elettrici, l’ impianto di riscaldamento, la sicurezza gas, le termovalvole sui radiatori, e per fare le manutenzioni.
Sento dire che in Italia le tasse sulla casa sono basse rispetto ad altri Paesi europei. Come è possibile ?

 R. “Infatti non è possibile.
I dati statistici ufficiali, stilati dagli enti  internazionali (Ocse, Eurostat), ai quali si fa riferimento,  non ‘fotografano’ il grado di incidenza del carico fiscale sull’immobile, bensì rappresentano solo il rapporto tra il gettito fiscale del settore ed il PIL.

E tale gettito in Italia era già in linea con la media europea quando alla fine del 2011 fu varata la stretta fiscale, che portò la tassazione sugli immobili dagli allora 23,8 MLD agli attuali 44 MLD.
Se poi si tien conto anche delle imposte derivanti dall’occupazione e dall’utilizzo delle case, come avviene all’estero, tale cifra sale a ben 51 miliardi.

Figuriamoci dunque a quale livello è giunta ora in Italia  la pressione fiscale sugli immobili rimasti a pagare le tasse, che son meno della metà: una percentuale ampiamente al di sotto della media europea.

Per le case ‘a reddito’ come le sue, la tassazione da noi è il doppio della media europea.

Poiché il fisco per tanti anni ha penalizzato l’investimento a reddito negli immobili, questi son passati gradualmente dal regime della tassazione a quello della esenzione (il 73% delle famiglie abita in casa di proprietà che è esente). 

Il carico fiscale esorbitante ha prodotto e produce enormi effetti depressivi sull’intera economia del settore immobiliare: dal dimezzamento del numero di compravendite e  mutui, negli ultimi cinque anni, al grave calo di valore dei beni immobili, che colpisce tutti, anche i possessori della prima casa esente dall’Imu,  alla riduzione al lumicino della locazione privata, che presenta conseguenze ulteriormente involutive: ci saranno ancor meno locazioni e molti immobili passeranno ancora dall’ area della tassazione a quella della esenzione fiscale.” 

foto presidente 103

Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute

 

Presentazione del libro di Riccardo Riccardi “Gli Spilli del Banchiere”

– La commedia umana del banchiere.
di Antonio Quaglio
Sole 24 Ore

“Una volta presidenti e direttori generali di una banca venivano nominati dalle segreterie di partito. Ora dal fato e talvolta anche dalle capacità”. Non è facile capire se un presidente di banca in carica come Riccardo Riccardi, nel 2013, sia davvero malinconicamente distaccato dal lavoro che gli ha sicuramente fatto incontrare più “imitatori e falsari” che “artisti della banca”, come desiderava Luigi Einaudi.

Di certo Riccardi – mezzo secolo passato fra Milano e Roma, fra sportelli tradizionali e finanza innovativa – ha nostalgia di un mondo in cui “per diventare banchieri bisognava prima essere bancari” e la manualità sviluppata fra carte carbone e calcolatrici meccaniche “era direttamente collegata al cervello”. Si sente che gli mancano sia i “banchieri che sapevano di latino” sia il “direttore di filiale arrivato al vertice”.

Di sé, il presidente della banca della Nuova Terra, conclude – con un pizzico di auto-ironia – di essere stato un “banchiere nel sogno”. Formula sottilmente utile a descrivere il pacifico disincanto di chi ha sognato di fare il banchiere, così come si coltiva il sogno di fare il medico o il calciatore; ma anche la disillusione più amarognola di chi – non unico e più da vicino – ha constatato che la finanza ultra-virtuale non è affatto sinonimo di “bel sogno”.

Comunque sia andata, Riccardi non s’è affatto annoiato nelle stanze dei bottoni “dov’è uso bisbigliare come in confessione”. La sua raccolta di “spilli” è anzi una sfida aperta a chi riduce – più o meno intenzionalmente – la finanza un gigantesco algoritmo. E forse il gigantesco pasticcio nel quale la finanza si è cacciata – e ha cacciato tutti noi – da qualche anno è legato proprio al fatto che i “bankers” hanno perso interesse e intuito per la vita reale che circonda banche e Borse. Hanno smesso di ridere dei banchieri inglesi che in Italia e “pranzano con spaghetti per primo, lasagne per secondo, cappuccino per dessert”. Hanno dimenticato in fretta tutte le lezioni lasciate dallo “zio comunista”, così simile al Migliore del Pci del dopoguerra: che forse non si sarebbe sorpreso o scandalizzato della caduta del Muro di Berlino, ma avrebbe detto che si era sollevata era “polvere di stelle”. La finanza odierna ha perso il gusto delle vedove ricche e dei tassisti saggi, della democrazia rituale delle assemblee, di accademici che, da che mondo è mondo, in banca si chiamano “tromboni”; di cavalieri del lavoro che sembrano macchiette come “travet” di Stato ma incarnano come tutti un ruolo preciso, ineliminabile. È una “commedia umana” che non perde mai sostanza drammatica: e Riccardi – si sente – ha vissuto gli anni di Mani Pulite. È l’unica “tranche de vie” che chiama per nome e cognome, mentre – da vero banchiere – lascia ai suoi lettori decrittare l’imperdibile storia di “sirenetto” che si nasconde nei panni di un giornalista scrittore “tra i più brillanti e colti”.

Di una sola cosa, alla fine, il banchiere “balzachiano” si mostra “deciso”: “Scelgo e sono cattolico. Dà il senso alla nostra civiltà occidentale”.

Riccardo Riccardi, Gli spilli del banchiere, Egea, Milano, pagg. 130, 

Foto: Achille Colombo Clerici presidente di IEA Europe Asia Institute con Riccardo Riccardi presidente Banca della Nuova Terra.

Achille Colombo Clerici con Riccardo Riccardi presidente Banca della Nuova Terra