ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association MilanItaly
                  e
 Associazione AMICI DI MILANO
                   e
    Istituto Europa Asia
                 IEA
    Europe Asia Institute

Colombo Clerici commenta i risultati del 15° rapporto sulle 110 province italiane

 MILANO PRIMA PER BENESSERE ULTIMA PER SICUREZZA
“I DUE PRIMATI VANNO SPESSO INSIEME”

“Milano prima in Italia per tenore di vita e per criminalità? Non mi meraviglia, i due primati vanno spesso assieme”. Così Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia Property Owners’ Association Milan Italy, di Amici di Milano e di Europe Asia Institute, commenta i risultati del quindicesimo rapporto sullo stato delle 110 province – province, si tenga presente, non città – italiane elaborato dal prof. Alessandro Polli dell’Università La Sapienza di Roma e dal quotidiano economico Italia Oggi.

Colombo Clerici prosegue: “E’ logico che la criminalità, piccola o grande, si concentri là dove circola maggior denaro, dove è maggiore il benessere economico.

Ed è probabile che il maggior numero di certi reati denunciati, quali le violenze sessuali possa essere ascritto, oltre che alla maggior densità della criminalità, anche alla maturità delle vittime che non si vergognano di denunciare quanto è loro capitato (in certe regioni, ancora adesso, spesso si preferisce tenere nascosta questa vergognosa realtà). 

Ma il ruolo leader di Milano nel Paese va considerato anche per il secondo posto in sanità, per i progressi notevoli nel numero di imprese, nella ricerca, tanto che nel complesso Milano ha migliorato di due posti la sua posizione”.

Più positive anche altre 5 delle restanti 10 province lombarde: in primis Lecco e Como, poi Brescia, Varese e Lodi. Sono peggiorate invece Mantova, Bergamo, Sondrio, Pavia. Monza, che si colloca al 24° posto subito dopo Varese, è alla sua prima classifica.

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ISTITUTO EUROPA ASIA
Europe Asia Institute
IEA

 

Achille Colombo Clerici (Presidente Istituto Europa Asia IEA): Un buon segnale in vista di Expo 2015

Mentre il 2013 ha visto il settore in Italia registrare il segno meno per il quinto anno consecutivo

ITALIA AL SESTO POSTO NELLE METE DEI TURISTI CINESI

 

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Nel 2013 l’Italia si è piazzata al sesto posto tra i top ten mondiali nella destinazione dei 90 milioni di turisti cinesi.
Nel 2012 era fuori classifica (fatto importante perché la Cina si è collocata nel 2012 alla testa del mercato turistico, con 102 miliardi di dollari, ed un aumento quest’anno del 23%).  

Le mete sono quelle tradizionali: città d’arte e dello shopping in testa, ma anche località turistiche meno scontate (come Napoli, Lago di Como, le Cinque Terre e Capri).

E’ preferita dalla classe medio-alta (e quindi con buone possibilità economiche) che abbina voglia di lusso, di benessere, di cultura, di enogastronomia.

“Un buon segnale – afferma Achille Colombo Clerici,  Presidente dell’Istituto Europa Asia – in previsione di Expo 2015, anno che vedrà 100 milioni di cinesi in giro per il mondo.
E’ dovere e necessità del nostro Paese assicurarsene una buona parte: oggi sbarcano in Italia di rimbalzo, all’interno di viaggi organizzati che cominciano centinaia di chilometri più a nord, da Francoforte o Parigi.
Il turismo cinese in Italia, in altre parole, è secondario: viene in Italia e di sfuggita, perché arriva principalmente in altri Paesi europei.

Occorre invertire questa impostazione.
Dipenderà dagli operatori turistici, in particolare dagli albergatori  che devono predisporre ambienti “amichevoli” (ad esempio, piatti cinesi, bollitore per il tè nelle stanze, collegamenti tv via satellite con emittenti cinesi, organizzazione di shopping tour, di visite ai monumenti cittadini e alle località enogastronomiche  dei dintorni ecc.).
Ma molto dipenderà anche dal sistema-Italia in campo turistico”.

La strada sembra ben tracciata: secondo l’Istituto Europa Asia, che elabora dati propri e dei maggiori organismi internazionali del settore, le presenze turistiche in Italia sono destinate ad aumentare almeno fino al 2016 in misura superiore agli altri Paesi europei (compresa la Francia, oggi meta preferita) eccezion fatta per la Spagna (che batteremmo comunque abbinando le presenze russe).  

Nel 2011 i turisti cinesi in Europa hanno superato i 4 milioni.

A differenza del turista europeo, e in particolare italiano, che all’estero dedica poco tempo e spesa allo shopping, il turista asiatico acquista parecchio.

Logiche le spiegazioni: in Europa, in primis in Italia, si producono le cose più belle del mondo, difficile trovarle in altri Paesi; in Asia i prodotti italiani rappresentano uno status symbol e sono molto più costosi che da noi.

Si calcola che la spesa dei turisti cinesi all’estero sia in media di  5.400 euro, il 47% di questo budget è speso direttamente in shopping.
E secondo la ricerca FT China Confidential, aumenterà del 34%. I marchi preferiti sono quelli di alta gamma – borse, scarpe, vestiti, gioielli – che in Italia si trovano autentici e non contraffatti.
A Milano comprano come i giapponesi 10 anni fa, escono con le borse piene. In particolare, i cinesi che passano per Milano consumano in città il 41% del loro budget italiano, il 24% solo nei negozi di via Montenapoleone, a ruota seguono gli store in Galleria e in Via Spiga.    

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I turisti cinesi assieme a quelli russi e arabi, si sono aggiunti ai nostri tradizionali ospiti europei e americani per contenere le perdite di un anno, il 2013, che a Natale e a Capodanno ha registrato l’ennesimo segno meno: 12 milioni gli italiani in viaggio, meno 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – già in profondo rosso – con una diminuzione del fatturato per le imprese del comparto ancora maggiore.

Un po’ meglio è andata per gli albergatori che hanno denunciato un calo del 3% sempre rispetto al 2012; ma si registra pure un incremento di italiani che sono andati all’estero  spinti probabilmente da tariffe più vantaggiose.  

Anche se il bilancio 2013 non è ancora definitivo, le anticipazioni del Cescat-Centro Studi Casa Ambiente Territorio di Assoedilizia Property Owners Association Italy, che elabora dati propri e dati dei principali operatori del settore e Istituto Europa Asia, confermano le anticipazioni dello scorso agosto: quinto anno consecutivo di recessione del settore che si trova a patire la grave situazione economica nella quale si dibattono ancora le famiglie italiane ed ormai sempre più le imprese ricettive.   

Solo il 32% degli italiani (19 milioni di cittadini) è partito per le vacanze di almeno una settimana, circa uno su tre.   

Quella del 2013 è stata ancora un’estate all’insegna del risparmio e delle vacanze “mordi e fuggi.

A fronte di questa crisi italiana, si registra un progresso complessivo nel resto del mondo: 5% di crescita del turismo (che complessivamente, a livello mondiale supera gli 850 milioni di unità) più 6% in Europa  centrale e meridionale.

Questo flusso in crescita ha lambito anche il Belpaese:  a non andare in vacanza qui da noi son stati e sono ancora gli italiani.   

Foto: Achille Colombo Clerici con il Console Generale di Cina Signora Liang Hui

Colombo Clerici con il Console generale di Cina signora Liang Hui

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Messaggio augurale di Achille Colombo Clerici ai concittadini

RIPRESA NEL 2014 CON CAUTA SPERANZA E RAGIONATO OTTIMISMO

E’ un messaggio di ragionato ottimismo e di cauta speranza quello che il presidente di Assoedilizia Property Owners’ Association Italy, nonché dell’ Associazione “Amici di Milano” e dell’Istituto Europa Asia,  Achille Colombo Clerici, invia ai cittadini con l’augurio che il Nuovo Anno porti con sé per tutti gli italiani una “ripresa di speranza e di fiducia nel futuro”, senza le quali non vi potrà essere progresso alcuno. 

“Speranza e fiducia che si esca da questo tunnel di crisi, speranza e fiducia per la ripresa economica del Paese, speranza e fiducia per la famiglia, speranza e fiducia perché tutti possano avere una casa decente e un sostegno economico con cui vivere dignitosamente, speranza e fiducia per un futuro migliore dei nostri giovani.”

“Se illudersi che i prossimi mesi possan diventare subito rosei vuol dire essere fuori dalla realtà – conclude Colombo Clerici – va ben tenuto presente che sembra consolidata la percezione che il peggio sia alle spalle, eccezion fatta per la sia pur fondamentale ripresa dell’occupazione.

Le vecchie dinamiche occupazione-produzione non sono più valide e la politica del lavoro andrà riscritta”.

Foto: Achille Colombo Clerici con Ippolito Calvi di Bergolo vice presidente di AMICI DI MILANO

Achille Colombo Clerici con Ippolito Calvi di Bergolo, vicepresidente di AMICI DI MILANO

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Nel Duomo di Milano
GLI AUGURI ALLA CITTA’ DELLA BANDA MUSICALE DELLA POLIZIA

La Banda Musicale della Polizia di Stato si esibisce nel Duomo di Milano alla presenza di cittadini,  ed Autorità.

Al termine il Questore di Milano, Luigi Savina,  porge gli auguri di buone feste natalizie ai presenti e alla città.

Il presidente di Assoedilizia Property Owners Association Italy, dell’Associazione AMICI DI MILANO e dell’Istituto Europa Asia,  Achille Colombo Clerici augura che il Nuovo Anno porti con sé per i cittadini italiani la “ripresa di speranza e di fiducia nel futuro”, senza la quale non vi potrà essere progresso alcuno. 

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L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato-Anps di Milano il cui presidente, Carmine Abagnale, durante il recente pranzo sociale ha illustrato i numerosi obiettivi raggiunti nell’anno 2013.

Foto: il Presidente Achille Colombo Clerici 

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Domenica 22 dicembre alle ore 16 nell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele di Milano

GLI AUGURI ALLA CITTA’ DELLA FANFARA DEI BERSAGLIERI NINO GARAVAGLIA

Domenica 22 dicembre con inizio alle ore 16.00, presso l’Ottagono di Galleria Vittorio Emanuele, Concerto di Natale della Fanfara dei Bersaglieri “Nino Garavaglia” di Magenta.

Nel suo repertorio ricorrono frequentemente:

Cuor di bersagliere; Canto “Bersagliere romano”, per Enrico Toti; per Porta Pia, “Alla fronte il cappello piumato”; Quindici mesi, di Leandro Bertuzzo; Inno del 1914 composto per l’Ottavo ciclisti “All’Armi”; Virtuosismi tratti dal Flic e Floc (prima esecuzione 1927 a Bolzano) “La variante”.
Non manca mai l’Inno Nazionale Italiano di Goffredo Mameli.

Al termine del concerto, Brindisi e scambio di Auguri per il Santo Natale ed il Nuovo Anno.

Il presidente di Assoedilizia Property Owners Association Italy, nonché dell’Associazione AMICI DI MILANO,  Achille Colombo Clerici augura che il Nuovo Anno porti con sé’ per i cittadini italiani la “ripresa di speranza e di fiducia nel futuro”, senza la quale non vi potrà essere progresso alcuno. 

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La Sezione bersaglieri di Magenta è stata costituita nel 1920 come Società di mutuo soccorso.

Nel 1984 è stata costituita la Fanfara intitolata al bersagliere Nino Garavaglia, formata da giovani magentini.

Ora la fanfara è composta da più di 30 suonatori ed ha partecipato – oltre che a manifestazioni in tutta Italia – a prestigiosi eventi in Francia, Germania,  Stati Uniti d’America e Ungheria, riscuotendo sempre maggiore successo.

Achille Colombo Clerici con Ippolito Calvi di Bergolo, vicepresidente di AMICI DI MILANO

 

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PRESENTAZIONE

Colombo Clerici: “Riconoscimento a chi ogni giorno, nell’anonimato, fa qualcosa di più del proprio dovere”

PARTE L’EDIZIONE 2014 DEL PREMIO VIRTU’ CIVICA-PANETTONE D’ORO

Miracolo a Milano: la città postindustriale che sembrava avere sacrificato molto sull’altare degli affari e del profitto comunque realizzato – finanza,  costruzioni, moda, movida – riscopre l’importanza dei valori.

Di onestà, di correttezza, di senso civico. “Non è, forse non è mai stata solo “la Milano da bere”, commenta il presidente di Assoedilizia e dell’ Associazione AMICI DI MILANO Achille Colombo Clerici con il tono dell’”avevo detto io”.

Perché Assoedilizia, l’antica associazione che riunisce i proprietari di case, da sempre diffonde un messaggio non autoreferenziale, ma di invito al senso civico, di amore per la città nella quale i suoi iscritti hanno investito soldi e fatica e speranza.
In questo solco, l’Associazione AMICI DI MILANO da quasi vent’anni assegna l’omonimo Premio Internazionale per i Giovani, Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica Italiana e del Presidente della Regione Lombardia.

Un segnale, non il solo, viene dal Premio alla Virtù Civica-Panettone d’Oro – organizzato da Associazione Amici di Milano, Associazione Sao Omicron, Assoedilizia, Ciessevi, City Angels, Comieco, Coordinamento dei Comitati Milanesi, Istituto Europa Asia, Legambiente, Re Panettone con la collaborazione de Il Giorno che di recente ha pubblicato un servizio – singolare riconoscimento che anche il prossimo anno, il 3 febbraio giorno di San Biagio dedicato al “recupero” dei panettoni non consumati durante le Feste, verrà assegnato ad alcuni “eroi di tutti i giorni”.

Sono cittadini che si impegnano più di quanto loro richiesto dalla complessa macchina che fa funzionare la metropoli.

Sono il portinaio che aiuta gli inquilini anziani, l’impiegato a fianco dell’utente contro la burocrazia, chi si prende cura di un fazzoletto d’erba pubblico, il parroco che fa il possibile per risolvere i problemi degli umili, l’associazione che organizza e dà voce a legittime richieste che provengono dai settori più indifesi della società civile oppure opera per l’integrazione tra cittadini di etnie diverse, il medico, l’infermiere della criticata sanità pubblica (in realtà una delle più avanzate del mondo) a fianco dei pazienti con competenza ma anche con umanità; ed altri ancora sui quali non si accendono mai i riflettori della notorietà.

Accanto a loro qualcuno che, magari con ruolo di maggiore visibilità, si è prodigato  anche lui più di quanto usuale.  

A tutti non è possibile dire grazie, ma ad una rappresentanza adeguata sì. “Per ricordare – prosegue Colombo Clerici – che la nostra città era nota in tutta Italia per avere el coeur in man.
Per accogliere a braccia aperte, proprio come la Madonnina dall’alto della Cattedrale-simbolo di Milano, tutti coloro che intendevano operare con impegno, senso del sacrificio, generosità per creare un mondo migliore per sé e i propri figli.

Il Premio, giunto alla 15^ edizione, ha finora assegnato riconoscimenti a 300 milanesi ed è ormai entrato nel costume e nella cultura della città: assieme all’Ambrogino d’Oro che, in un certo senso al polo opposto, ringrazia i milanesi più illustri.

I due riconoscimenti non sono antitetici, ma complementari.

Ci piace ricordare alcuni dei cittadini che hanno ricevuto il riconoscimento e alcune delle personalità che l’hanno supportato.

Tra i premiati Giuseppina Bruti Liberati che è anche ideatrice del Premio, il critico teatrale e scrittore Ugo Ronfani, Silvio Garattini, direttore della Fondazione “Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Ughetta Radice Fossati Orlando, fondatrice dell’associazione Progetto ltaca, Don Domenico Liu Enci ed Associazione Giulio Aleni, Jia Yaqin, Maria Grazia Dente.

Tra le personalità il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, Umberto Ambrosoli, il prefetto Bruno Ferrante, il presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, i questori di Milano Luigi Savina, Vincenzo Boncoraglio, Paolo Scarpis, i sindaci Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, l’editorialista del Corriere della Sera e scrittore Giangiacomo Schiavi, Mario Furlan, Andrea Poggio, la costituzionalista Marilisa D’Amico, il presidente dell’ACI Milano Ludovico Grandi, Milly Moratti, Carlo Montalbetti, Claudio Coassin, Pasquale Spinelli, Jole Garuti, Antonietta Scarpis, Elisabetta Falck, Ippolito Calvi di Bergolo,  Salvatore Crapanzano, Marco Pietripaoli. 

Foto: Achille Colombo Clerici con 

– Giangiacomo Schiavi
– Livia Pomodoro
– Milly Moratti, Marilisa d’Amico, Maria Grazia Dente
– Letizia Moratti
– Ippolito Calvi di Bergolo, vice presidente di “Amici di Milano”
– Ughetta e Barbara Radice Fossati Orlando
– Giuliano Pisapia

 Achille Colombo Clerici con Giangiacomo Schiavi

Achille Colombo Clerici con Livia Pomodoro 3

Achille Colombo Clerici con Milly Moratti, Marilisa d'Amico, Maria Grazia Dente

Achille Colombo Clerici con Letizia Moratti

Achille Colombo Clerici con Ippolito Calvi di Bergolo

Colombo Clerici con Ughetta Radice Fossati

Colombo Clerici con Pisapia 1

 

Auguri 2013

dicembre 19, 2013

 

 

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Inaugurato a Sospiro (Cremona) dalla Fondazione diretta da Bianca Tosatti e con il supporto di Progetto Itaca

SI CHIAMA “MAI MUSEO” IL CENTRO DI ARTE IRREGOLARE

Progetto Itaca crede che niente sia impossibile, anche un museo che si chiama MAI.

Con queste parole la benemerita istituzione, nata nel 1999 ad opera di Ughetta Radice Fossati e di un gruppo di volontari con l’intento di attivare iniziative e progetti di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale e di sostegno alle loro famiglie, ha salutato il nuovo museo dell’Arte Irregolare nato dall’incontro con la pratica medica, voluto dall’Istituto Ospedaliero di Sospiro Onlus, nato nel 1897 per fornire assistenza ai malati cronici poveri e successivamente aperto alle persone affette da demenza. 

La creazione di un museo all’interno della struttura è stata concepita anni orsono e oggi, dopo molto tempo e grandi sforzi, ha aperto le sue porte al pubblico.

La mostra, presentata il 13 dicembre 2013 (resterà aperta fino al 31 gennaio 2014) da Bianca Tosatti, direttore del Museo e curatrice della mostra, è dedicata ad Armand Schulthess, artista svizzero che all’età di cinquant’anni decise di abbandonare il suo posto di funzionario federale presso il Dipartimento dell’economia pubblica per iniziare una nuova vita autarchica nella sua proprietà ticinese di Auressio. 

Nell’occasione la neoclassica Villa Cattaneo, nella quale hanno sede la Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro Onlus e il museo,  ha ospitato anche un convegno moderato da Bianca Tosatti  a cui hanno preso parte Riccardo Carazzetti, direttore del Museo Civico Archeologico di Locarno, Mara Folini, direttrice del Museo Comunale di Ascona, Lucienne Peiry, direttrice della ricerca e delle relazioni internazionali alla Collection de l’Art Brut, Irene Bignardi, critica di cinema, giornalista e scrittrice, Thomas Roeske, direttore della Collezione Prinzhorn, Ingeborg Luescher, artista e studiosa dell’opera di Armand Schulthess, Johann Feilacher, direttore e curatore del Museum Gugging e Alain Bouillet, filosofo e collezionista.
 
Progetto Itaca ha condiviso con Bianca Tosatti, storica dell’arte e più importante studiosa italiana di Arte Irregolare, molti progetti culturali di valorizzazione dell’arte prodotta nei luoghi di cura (2003 l’Asta-Mostra Outsider art in Italia, arte irregolare nei luoghi della cura, progetto vincitore del Premio Telecom: contagiare bellezza; 2006 la mostra Oltre la Ragione;Le figure, i maestri, le storie dell’arte irregolare Palazzo della Ragione, Bergamo e Montecarlo (Cataloghi Skira).  

Foto: Achille Colombo Clerici Presidente di Assoedilizia Property Owners’ Association Milan Italy con Ughetta Radice Fossati

Colombo Clerici con Ughetta Radice Fossati

ASSOEDILIZIA
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Domani martedì 17 dicembre, nella Biblioteca Comunale, con un libro scritto da Vincenzo Guarracino, editore Giampiero Casagrande

LA CITTA’ DI COMO RENDE OMAGGIO AD ANTONIO SPALLINO

Domani Como rende omaggio ad uno dei suoi cittadini più illustri e stimati e tuttora ben attivo, l’avvocato Antonio Spallino, per vent’anni al servizio della città prima come assessore poi come sindaco.
Alle ore 17 nella Biblioteca Comunale viene presentato il libro “Antonio Spallino-Uomo, amministratore, sportivo, intellettuale” scritto da Vincenzo Guarracino, Giampiero Casagrande editore in Milano e Lugano.

Interviene l’attuale sindaco di Como, Mario Lucini, mentre Federico Roncoroni dialoga con lo scrittore Guarracino.

Spallino è stato molte cose: amministratore, politico, sportivo, dirigente, pubblicista, bibliofilo. E’ stato assessore all’Urbanistica per il Comune di Como dal 1965 al 1970 e poi sindaco dal 1970 al 1985.
Tra il 1977 e il 1979 è stato commissario straordinario della Regione Lombardia nell’emergenza per il disastro dell’Icmesa di Seveso.

Eccezionale, tra scherma e alpinismo, la sua carriera di sportivo: nella scherma, più volte campione del mondo squadre, campione italiano, tre medaglie olimpiche.

Nell’alpinismo, autore di famose scalate direttissime.

Già presidente del Panathlon di Como e quindi del Panathlon International.

Foto: Achille Colombo Clerici presidente Assoedilizia Property Owners’ Association Milan Italy

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Come dare senso alle Nuove trasversali alpine

Tutti gli attori al di qua e al di là dei confine devono trovare un nuovo modus vivendi

di Remigio Ratti (versione italiana dell’articolo pubblicato nella Neue Zuercher Zeitung[1] del 4.12.13, al vigilia del dibattito al Consiglio nazionale su nuovi investimenti)

Tra Italia e Svizzera tanti sono i temi aperti. Concentrandoci sul caso delle gallerie ferrovie di base, i vicini italiani sembrano addirittura ignorarci:  negligenza, opportunismo o tattica? Le tre interpretazioni sembrano verosimili: un brutto segnale per le prospettive d’efficienza del nostro investimento in Alptransit. Se tra Berna e Roma  tutto appare regolato da accordi, dichiarazioni d’intenti e tavoli di monitoraggio, dietro le quinte i discorsi sono ben diversi; significativo è il titolo “Alptransit – la ferrovia che divede le Alpi”,  dato dalla rinomata rivista di geopolitica LIMES (5/2013) a un nostro contributo.

Interessi divergenti

La Svizzera, nel segno della sua vocazione al transito, sta cancellando l’ostacolo delle Alpi e inserendo autonomamente le linee del Sempione e del San Gottardo nelle tanto sbandierate reti europee (TEN). L’Italia ne prende atto, ma fa anche notare  il  carattere interno  di questi investimenti. Per chi ha puntato sull’alta velocità e  vede nel corridoio del Brennero la soluzione per le merci, Alptransit appare un compromesso tutto svizzero, composto di due tronconi – la galleria, a binario unico, del Loetschberg e quella sotto il San Gottardo (e il Ceneri), ma senza nuovi accessi; così, mancando la tratta Lugano-Chiasso non varrebbe la pena di investire in grandi opere a nord di Milano, mentre è apparso persino invasivo che gli “svizzeri” presentino  proprie proposte per il superamento delle insufficienze strutturali della rete ferroviaria  e delle infrastrutture intermodali lombarde. 

E’ finito il tempo in cui i grandi progetti ferroviari transalpini – dal Fréjus al Brennero – potevano apparire in tutto il loro valore simbolico e gratificante per gli stati. I processi di liberalizzazione  della politica europea dei trasporti e la crisi delle finanze pubbliche hanno determinato interessi divergenti. L’Unione Europea si preoccupa di liberalizzare le regole d’accesso al mercato e di perseguire la piena copertura dei costi della mobilità.  Per il nostro paese, passati i tempi d’oro delle rendite sul traffico transalpino, l’obiettivo è, in questo ambito, soprattutto coperto da motivazioni ambientali Nel contempo, diminuisce la forza degli enti ferroviari, oramai scissi nelle due dimensioni dell’infrastruttura e dell’esercizio e ridimensionati  al ruolo di noleggiatori di tracce per imprese concorrenti e di locomotori di vagoni spesso appartenenti a terzi; al contrario, diventano sempre più determinanti per un sistema di trasporto integrato, il comportamento dei grandi gruppi continentali e mondiali della logistica, dei gestori delle piattaforme intermodali e degli operatori della logistica di distribuzione.

Tre scenari

Vale la pena di ragionare in termini di scenari. Il primo si situa nel quadro delle direttive europee sulla liberalizzazione e l’integrazione dei trasporti – incluso l’ upgrading dall’obiettivo settoriale a quello pianificatorio e  ambientale.. La Svizzera, a lungo, ha fatto da lepre (nell’era Leuenberger) in questa direzione. Nell’abbrivio dovrà  però dare per scontati investimenti aggiuntivi (profilo a 4 m. del corridoio ferroviario e investimenti  in Italia per le linee d’accesso e nuovi terminali per un totale che supera il miliardo di franchi).

Il secondo scenario, regressivo,  è quello opposto, del “rien ne va plus”. Non è azzardato pensare che il parlamento (ed eventualmente il popolo) possa privilegiare  gli investimenti interni, necessari ad una Svizzera diventata anch’essa spazio metropolitano. Le conseguenze sarebbero assai subdole: (i) la Svizzera  può solo illudersi che la situazione sulle sue strade non peggiori oltre misura essendo il transito limitato dalle due sole corsie della galleria stradale del San Gottardo, dalla “politica del contagocce” e del divieto notturno; (ii)  in Italia, le ferrovie e gli operatori potrebbero in un primo tempo  approfittare della messa in esercizio delle gallerie di Alptransit ma, in prospettiva, la  congestione generalizzata del traffico e le inefficienze strutturali sarebbero tali da penalizzare l’economia di tutta l’Italia settentrionale..

Il problema è che, da soli, né le regole del gioco europee, né i mercati riescono a determinare un vero equilibrio da sviluppo sostenibile. Per non essere tutti perdenti vediamo così un terzo scenario consistente nel giocare un round aggiuntivo,  integrando al tavolo delle discussioni due nuovi tipi di attori: quelli delle grandi aree macro regionali (da Rotterdam a Genova, coinvolgendo le istanze regionali e  metropolitane a nord e sud delle Alpi) e quelli  di una logistica diventata ormai globalizzata.  Senza rinnegare le negoziazioni del passato occorre una diversa e innovativa  governanza pubblico privata a più livelli  – europeo, nazionale e soprattutto macro-regionale – da calibrare tenendo conto contemporaneamente del breve, medio e lungo termine

 La creazione di valore attraverso la catena logistica

Cosa significa in pratica? La localizzazione e le modalità di finanziamento dei terminali e piattaforme intermodali nel nord Italia, ancora da decidere (ma già si è promesso un finanziamento), non vanno lasciati al caso e  sono  il banco di prova della disponibilità e della capacità degli attori rilevanti a cooperare. La Svizzera si deve impegnare di più anche all’estero in  un partenariato strategico per la creazione di  una catena logistica forte, diversificata e efficiente.

Questo avviene attualmente attraverso gli operatori del traffico combinato, come la Hupac, forse un giorno anche attraverso delle FFS liberate dalle logiche nazionali. Ma occorre rafforzare la diplomazia dei trasporti. Mancano  il personale e le competenze per un perseguimento attivo dei nostri interessi anche a Milano, Torino e Genova, come pure tra gli attori privati e semiprivati nei porti, porti dell’entroterra, operatori logistici o nelle camere di commercio.

 

 

 


[1] Remigio Ratti è professore di economia e già consigliere nazionale (ppd).