La scomparsa di Vittore Ceretti:

Il CORDOGLIO DI ASSOEDILIZIA

ASSOEDILIZIA esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa dell’ ing.Vittore Ceretti, ingegnere umanista, progettista di edifici, di fabbriche, di università, considerato un pioniere del restauro dell’architettura moderna, consulente di importanti gruppi finanziari, studioso del tema dei trasporti Nord-Sud d’Europa, anima del progetto Alta Capacità Milano-Vicenza nonché autore di importanti progetti in Francia, Giappone Brasile, Canada.

Era stato presidente dello storico Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano, presidente, su indicazione di Assoedilizia di ACG-Alta Capacità Gottardo, Presidente del Rotary Club.

Notevoli i suoi studi sulla storia delle trasmigrazioni delle popolazioni Valser e sulle grandi  opere ferroviarie compiute in Svizzera alla fine dell’Ottocento: i trafori del Sempione, del San Gottardo, la ricostruzione storica delle vicende legate al Ponte del Diavolo, erano stati oggetto di pregevoli pubblicazioni.

Vittore Ceretti era un grande amico della Svizzera: dove egli, originario di Domodossola ove era nato nel 1924, si recava sempre per le vacanze estive, a Celerina in Engadina.

Quell’Engadina che gli era entrata nel cuore, che aveva studiato negli aspetti storici e sociologici e che dipingeva, nei suoi scorci più suggestivi, con la maestria dell’ acquarellista raffinato ed attento tanto alla forma, quanto allo spirito del paesaggio.

Amante della musica, di cui seguiva con instancabile vigoria gli eventi in giro per l’Europa (i festival di Salisburgo e di Luzern, di Parigi ); dei viaggi culturali alla scoperta delle meraviglie delle città; dei fiori primaverili, un’antica passione che in primavera lo induceva ad invitare gli amici più cari per festeggiare la sua casa fiorita di Morosolo, affacciata sul lago di Varese.  

Animatore degli incontri culturali di Caidate, nel Castello Confalonieri in casa Barbiano di Belgiojoso: una encomiabile iniziativa di incontri annuali sui temi di maggiore attualità culturale, scientifica, economica, artistico-letteraria, spirituale, dalla tradizione ormai ultradecennale, che Vittore Ceretti curava con Giuseppe Barbiano di Belgiojoso e Sergio Romano.

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Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ne ricorda con commozione le preclari doti di umanità, di saggezza, di alto senso di professionalità.

Ceretti 

Amici Vittore Ceretti
Gli amici di Vittore Ceretti

Amici Vittore Ceretti 2

Amici Ceretti 3

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Convegno martedì 5 novembre al Consolato generale di Svizzera a Milano

INFRASTRUTTURE PER SUPERARE IL TUTTOSTRADA E RILANCIARE LA CRESCITA

L’importanza e l’attualità del potenziamento delle infrastrutture ferroviarie relative al Corridoio Europeo 24 Genova Rotterdam, in particolare quelle che – partendo dalle zone industriali del Nord-Ovest – raggiungono la Svizzera per interconnettersi alla nuova galleria ferroviaria del San Gottardo (2016), vengono sottolineate nel convegno “Trasporti- Infrastrutture per superare il tuttostrada e rilanciare la crescita”  organizzato per martedì 5 novembre 2013, al Consolato generale di Svizzera a Milano, via Palestro 2, dall’Ambasciata e dal Consolato generale di  Svizzera in Italia.

Saluto di Massimo Baggi, Console generale di Svizzera a Milano, cui seguono gli interventi istituzionali di Maurizio Del Tenno, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia; Peter Fueglistaler, Direttore Ufficio federale dei Trasporti, Paolo Emilio Signorini, Capo Dipartimento, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Quindi tavola rotonda con Bernhard Kunz, Direttore Hupac Chiasso Antonello Fontanili, Direttore Uniontrasporti di Milano; Paolo Balisteri Segretario generale Confindustria Piemonte; Vittorio Biondi, Assolombarda, Direttore Settore Territorio Ambiente Energia;  Mario Chiotasso, Amministratore Delegato Centro Intermodale di Novara. 

Moderatore Lanfranco Senn, Professore ordinario di economia, Università Bocconi Milano.

Conclusioni, Filippo Lombardi, Presidente del Consiglio degli Stati (Camera dei Cantoni) e membro della Commissione  Trasporti.

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Il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici dichiara:

“Un’occasione per riaffermare, davanti alla distratta opinione pubblica italiana, la strategicità, ai fini del progresso europeo, del progetto “Corridoio 24″ per il collegamento Rotterdam-Genova: con la realizzazione in Svizzera del ramo Gottardo del Progetto AlpTransit ed in Italia del Terzo Valico e con il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso.”  

Colombo Clerici con Console Massimo Baggi

Nella giornata dedicata alla memoria di Giovanni Bognetti

COSTITUZIONALISTI ALLA STATALE DI MILANO: “IL NOSTRO IMPEGNO PER LA STABILITA’”

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Benito Sicchiero

Ci vollero  112 anni e cinque Papi per stabilire se la cioccolata importata dal Nuovo Mondo fosse solida o liquida, e quindi se potesse essere consumata o no nei Paesi cattolici durante la quaresima: quando il quesito venne risolto i Paesi protestanti si erano impadroniti del mercato.

Oggi corriamo analogo rischio con le riforme: che l’Europa avanzata riesce a realizzare, mentre noi italiani, con governi che durano in media 18 mesi,  non siamo in grado di portare a termine.

Occorre stabilità politica.

E un indirizzo per raggiungere tale obiettivo – libero poi il Parlamento di scegliere l’uno o l’altro suggerimento – è venuto dal lavoro della cosiddetta “commissione dei saggi” voluta dal Capo dello Stato, come è stato spiegato al Convegno “Le riforme costituzionali. Giornata dedicata alla memoria del Prof. Giovanni Bognetti” all’Università degli Studi di Milano.

Individuati i meccanismi per procedere alla modifica della Costituzione, i risultati più interessanti sono: taglio di deputati e senatori, governo parlamentare del Primo ministro, legge elettorale coerente; esecutivo parlamentare del Primo ministro, che tuttavia non potrà fare a meno di una riforma del sistema elettorale.
Una via di mezzo, quindi, tra semipresidenzialismo e forma di governo parlamentare: il Presidente della Repubblica nomina il premier sulla base dei risultati delle elezioni per la Camera, per le quali occorre indicare il candidato alla presidenza del Consiglio.

Il Primo ministro, ottenuta la fiducia, può proporre nomina e revoca dei ministri; può chiedere il voto a data fissa sui disegni di legge del governo; può essere sostituito solo dopo l’approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva.

Al Premier, inoltre, è riconosciuto il potere di chiedere lo scioglimento della Camera.

Se la Commissione ha impiegato molto meno tempo dei colleghi medievali-rinascimentali della cioccolata (2 mesi invece di 112 anni) è auspicabile che anche il Parlamento sia altrettanto celere, la crisi economica che pretende le rapide riforme di cui si è detto, non aspetta.

Ma le sensibilità sono vivissime.

Un esempio?
Applausi scroscianti nell’Aula Magna della Statale quando la Commissione è stata rimproverata di non avere preso alcuna decisione in tema di legge  comunitaria sulla tortura che l’Italia si ostina a non sottoscrivere.

Ma c’è ben altro da risolvere, cioè le crisi dei partiti e delle istituzioni che si alimentano a vicenda. Anche stavolta un esempio: ai tempi dei partiti consolidati (1948-1953) in 1114 sedute vennero chiesti 173 voti segreti; negli anni ’83-’87, quando i partiti mostravano segni di sgretolamento culminati con la stagione di Mani Pulite, in 634 sedute le richieste di voto segreto furono 2485.  

E ancora. Attenti a non confondere i costi della politica con quelli della democrazia; a non ripetere il pasticcio di attribuzioni Stato-Regioni sorto con la modifica del titolo quinto.

Per evitare ciò, per la prima volta si è consentito agli esperti, i costituzionalisti, di raccogliere elementi di valutazione da sottoporre ai decisori, il Parlamento, nei confronti del quale non esiste intento di depotenziamento.

Particolarmente interessante, tra molto altro, una considerazione sulla delegittimazione dei partiti che mette in crisi la democrazia rappresentativa; e il tentativo di una parte crescente dell’elettorato di trovare forme dirette (rete) di partecipazione ai destini del Paese.

Ai lavori, coordinati da Marilisa D’Amico, Ordinario di Diritto costituzionale, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, avrebbe dovuto partecipare il Sen. Prof. Gaetano Quagliarello che è stato trattenuto a Roma per impegni istituzionali.

Francesco Denozza, Ordinario di Diritto commerciale e Presidente del Comitato di Direzione della Facoltà di Giurisprudenza e Nerina Boschiero, Ordinario di Diritto internazionale e Direttrice del Dipartimento di Diritto italiano pubblico e sovranazionale hanno portato i saluti.

Sono intervenuti, oltre alla citata Marilisa D’Amico: Luciano Violante, già Presidente della Camera dei Deputati e componente della Commissione per le riforme costituzionali; Lorenza Violini, Ordinario di Diritto costituzionale e componente della Commissione per le riforme costituzionali; Vittorio Angiolini, Ordinario di Diritto costituzionale; Nicolò Zanon, Ordinario di Diritto costituzionale, membro del Consiglio superiore della Magistratura e componente della Commissione per le riforme costituzionali.

Ha concluso i lavori Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale ed anch’egli componente della Commissione per le riforme costituzionali.

Invitato il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici. 

Foto: Colombo Clerici con Luciano  Violante, Valerio Onida, Marilisa d’Amico e Nicolo’ Zanon 

Colombo Clerici con Luciano Violante

Colombo Clerici con Valerio Onida

Colombo Clerici con Onida e D'Amico

Colombo Clerici con Nicolo' Zanon

Per scaricare l’articolo:
Espresso

 

Stefano Simontacchi

Incontri permanenti con i proprietari di casa

Iniziativa Assoedilizia

Lettera:

“In qualità di socia milanese di Assoedilizia ed operatrice nel settore immobiliare, desidero segnalare come grave e pericoloso il nuovo istituto della “morosità incolpevole”.
Tale provvedimento (DL 102/2013, art.6,comma 5), con l’intento di coprire le numerose morosità, che si sono venute a creare per il perdurare della crisi, con un esiguo fondo di 20 milioni, che si esaurirà in breve tempo, rischia in realtà di scardinare istituti di diritto secolare e di minare il diritto stesso alla proprietà privata, sancito dalla Costituzione.
Pare madornale ed inverosimile che nel varare tale provvedimento non si sia valutato l’effetto a ricaduta sulla proprietà privata, anche diffusa, che si vedrebbe caricata sulle proprie spalle di  ruoli di sostegno delle fasce più disagiate, ruoli di pertinenza dello Stato e degli Enti locali.
Di fatto l’ineseguibilità degli sfratti degli inquilini morosi porterà a breve ad una requisizione “de facto”, ma ancora più grave dell’esproprio vero e proprio, in cui il proprietario viene indennizzato e privato, con il passaggio coatto del titolo di proprietà, anche degli oneri, delle tasse e dei doveri.
In questa fattispecie manterrebbe tutti i doveri in ordine al pagamento delle imposte, oneri manutentivi, patrimoniali, tasse locali, etc., senza il diritto al pagamento del regolare rateo contrattuale.
Ciò sovverte ogni più elementare diritto e fondamento democratico e delineerebbe soggetti con differenti diritti/doveri.
Di fatto lo Stato starebbe per scaricare sui privati, su una platea di proprietari, anche piccolissimi, la propria insufficienza a gestire l’emergenza abitativa.
In pratica tale istituto si configurerebbe  come “default” dello Stato, riversato su una categoria di italiani e risparmiatori, tra i più vessati di ogni tempo.
Dopo i ritardati pagamenti alle imprese delle spettanze dovute dallo Stato, che hanno avuto eco tragica e conseguenze economiche di desertificazione delle imprese, di aumento della disoccupazione, primo default avvenuto recentemente, ora ciò si ripeterà per i proprietari di immobili, con conseguenze economiche gravissime, aumento della violenza, svalutazione degli assets, fallimenti dei condomini e conseguenze sul sistema bancario di tenuta.
E’ doveroso che i soggetti politici e con essi le Associazioni come la Confedilizia e l’Assoedilizia blocchino e modifichino tali provvedimenti e indichino al Paese e al Parlamento le irresponsabili conseguenze di una visione miope, che non tiene conto dell’effetto domino in senso economico, giuridico e sociale. 

Distinti saluti.”

Risponde il presidente Achille Colombo Clerici: 

La Sua analisi, cara consocia, è impeccabile. 

Stiamo assistendo, in questa fase della vita nazionale, ad un annaspare dello Stato, oberato da uno smisurato carico di spese superflue ed eccessive, di fronte a compiti e funzioni istituzionali non più in grado di esser svolti in modo sufficientemente efficace ed economicamente sostenibile, e che talvolta, come nel caso di specie, sono scaricati sulle spalle dei cittadini.

D’altra parte, nell’incapacità degli enti pubblici (stato ed enti pubblici territoriali e non) di ridurre quelle spese e quei costi, assistiamo al ricorso ad un progressivo innalzamento del prelievo fiscale a carico dei contribuenti a regime; gli unici chiamati a pagare il conto della situazione di squilibrio creatasi.

 Si ha l’impressione che il Paese si trovi in una situazione, non solo di stallo, ma addirittura di avvitamento su se stesso: l’aumento della pressione fiscale ha effetti depressivi sulla crescita economica, condizione indefettibile per uscire dalla crisi, il che a sua volta sarebbe condizione imprescindibile per diminuire il carico fiscale.

Le nostre coscienze sono sgomente e si ribellano a tale malandare generale.

Per questo l’azione che dobbiamo condurre dev’esser sempre più decisa e ferma: ed abbiamo bisogno, con le nostre Organizzazioni, del sostegno convinto e partecipe di tutti i proprietari di casa, iscritti o meno alla nostra Associazione.

A tale fine Assoedilizia sta programmando una serie di incontri della Dirigenza con i proprietari immobiliari, per la verifica in tempo reale dell’andamento della situazione politica, economica e sociale italiana e per concertare opportune azioni volte a tutelare e difendere in tutte le sedi, da quella politica a quella amministrativa ed a quella giurisdizionale nazionale e internazionale, i legittimi interessi della categoria.

foto presidente 87

Sintesi delle dichiarazioni del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in sede di intervista pubblicata dal Giornale in data 26 ottobre 2013:

Il concetto di “morosità incolpevole” che, introdotto nell’ordinamento giuridico permetterebbe di comprimere, limitare ed annullare diritti soggettivi derivanti da un libero rapporto contrattuale (contratto di locazione), oltre che configurarsi come una espropriazione, in forma larvata, senza indennizzo, può avere esiti dirompenti sul piano degli effetti psicologici  inducendo molti a non pagare i canoni, confidando nel riconoscimento futuro di tale condizione.

In questo momento di seria crisi economica, i proprietari soffrono già di una riduzione della domanda in locazione e conseguente della mancanza di redditività dell’immobile; di una grave insolvenza per coloro che non pagano più; di un carico fiscale che è cresciuto in modo intollerabile; di oneri gestionali e manutentivi obbligatori aumentati in modo esponenziale: ci manca proprio che non possano nemmeno liberare l’immobile a fronte dell’insolvenza dell’inquilino.

Oltre tutto la norma approvata prevede la graduazione degli sfratti ad opera delle prefetture senza indicare alcun limite e criterio nell’esercizio di tale potere introducendo nell’ordinamento due gravissime conseguenze: da un lato la sottoposizione delle decisioni della magistratura all’autorità amministrativa, un evidente ed ulteriore vulnus alla separazione dei poteri,  e dall’altro la totale mancanza di trasparenza dell’azione amministrativa.

L’azione delle prefetture è strettamente collegata al Fondo, istituito dalla legge stessa, per l’erogazione di contributi a favore degli inquilini morosi incolpevoli.

Un meccanismo che con molta probabilità non riuscirà a dispiegare effetti positivi, come d’altronde è già avvenuto in passato per le esperienze dei fondi integrativi che non han mai funzionato per mancanza di finanziamenti.

foto presidente 102

Domanda
 – Siamo un gruppo di condomini e vorremmo cambiare l’amministratore. Gli abbiamo chiesto più volte di indire l’assemblea ma lui dice che aspetterà alla fine della gestione. Può farlo?

Risposta
– Assolutamente no, perché l’amministratore è tenuto a convocare entro 10 giorni l’assemblea ponendo all’ordine del giorno la sua revoca e la nomina di un nuovo amministratore, quando gliene viene fatta richiesta da almeno due condomini o più, che rappresentino almeno un sesto del valore dell’edificio.
Oltretutto la reiterata omissione della convocazione per la sua sostituzione è valutata come “grave irregolarità” dallo stesso art. 1129 n.1 c.c. ai fini della revoca da parte dell’autorità giudiziaria.
Perciò se l’amministratore non provvede, da un lato gli stessi richiedenti possono provvedere alla convocazione dell’assemblea, indicando il relativo ordine del giorno; o, dall’altro lato, possono rivolgersi all’autorità giudiziaria per la revoca d’ufficio.

foto presidente 96

Organizzato a Genova il 30 ottobre dal Gruppo ligure della Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro e dall’Associazione Italiana Linea Ferroviaria-Alta Capacità

DA ROTTARDAM A GENOVA ATTRAVERSO IL GOTTARDO

Il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici:
“Un’occasione per riaffermare la strategicità, ai fini del progresso europeo, del progetto “Corridoio 24″ per il collegamento Rotterdam-Genova: con la realizzazione in Svizzera del ramo Gottardo del Progetto AlpTransit ed in Italia del Terzo Valico e con il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso.”

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La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro – Gruppo Ligure e l’Associazione Italiana Linea Ferroviaria – Alta Capacità Gottardo organizzano, mercoledì 30 ottobre presso la sala Vespucci al IV° piano del Galata Museo del Mare di Genova, il Convegno dal titolo:

INFRASTRUTTURE e CRESCITA SOSTENIBILE – Corridoio dei due mari ed il Mediterraneo.

Probabile intervento dell’On.le Maurizio Lupi, Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, e a seguire Tavola Rotonda: On.le Claudio Burlando, On.le Roberto Cota, On.le Roberto Maroni, On.le Giuseppe Zamberletti. Invitato il Presidente di Assoedilizia e dell’istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Il Convegno ha lo scopo di dimostrare, con proposte e progetti fattibili e allo stesso tempo sostenibili, come l’intelligenza umana potrebbe contribuire attivamente a sciogliere i nodi che impediscono la ripresa e la crescita socio-economica del Mondo Occidentale. Il titolo stesso: “Infrastrutture e Crescita Sostenibile” indica il tema-guida dell’evento che prospetta appunto uno sviluppo che sia anche rispettoso del Territorio nelle sue varie componenti. Nel corso della giornata saranno quindi presentati interventi considerati prioritari per il rilancio dell’economia europea dove l’Italia, con la sua centralità geografica, deve nuovamente tornare ad essere la piattaforma logistica dei collegamenti via mare e via terra del Mediterraneo.

Colombo Clerici con Maurizio Lupi 2

 

Il testo del DdL Stabilità 2014 inviato per la bollinatura, cioè quasi definitivo, contiene la reintroduzione della tassabilità ai fini Irpef del reddito degli immobili ad uso abitativo non locati; ma solo per quelli “situati nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale, assoggettati all’imposta municipale propria… Tale reddito concorre alla formazione della base imponibile dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del  cinquanta per cento.”
Con un gettito fiscale (tra imposta principale ed addizionali comunale e regionale) stimato nella relazione allegata al Ddl dell’ordine di 298 milioni circa.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in sede di intervista pubblicata da Il Sole 24 Ore del 22 ottobre 2013  :

“Siamo perplessi di fronte ad una norma che è un controsenso,  non trovando logica alcuna, né sul piano sociale, né sul piano della equità fiscale; e che non ha alcun effetto pratico tranne quello di testimoniare della insensibilità e della prevenzione dei nostri Governanti verso i problemi della locazione abitativa in Italia.

In un momento di grave crisi economica generale e del settore della locazione in particolare, con vasti fenomeni di insolvenze e di sfitti per mancanza di domanda, si penalizza chi si trova in queste condizioni possedendo immobili nel comune di residenza: cioè dove nel corso degli anni ha collocato prevalentemente i propri risparmi per avere un reddito.

Se viceversa i risparmi li ha collocati in case al mare o ai monti, o semplicemente in altra città, siano esse una o mille, abitate o meno, locate o meno, poco importa: la legge lo esenta dall’obbligo fiscale di cui alla norma in questione.

Una discriminazione assurda ed iniqua per chi con la locazione abitativa ha ritenuto di assolvere ad una funzione sociale di interesse generale.

Ed una prescrizione normativa che, per un effetto tecnico, finisce per premiare quanti, milanesi, romani, napoletani, possedendo casa a Milano, Roma, Napoli e via dicendo  trasferiranno la residenza a San Remo, a Santa Marinella, a Sorrento e preferiranno pagare l’Imu sulla ex prima casa piuttosto che l’Irpef su quelle non locate possedute nella propria città.

Sotto altro profilo, la norma in questione è ispirata ad una logica profondamente distorsiva dei principi del federalismo fiscale competitivo.

Si dice: i contribuenti potranno collocare o trasferire i propri investimenti nei comuni nei quali le condizioni fiscali saranno più favorevoli.

Alla luce della norma statale in questione dove andranno mai i contribuenti ad investire in case da affittare? Certamente non nel comune di residenza.”

foto presidente 87

Domanda 

– Il nostro amministratore è un condomino e quando pone in votazione il rendiconto vota anche lui per i suoi millesimi. Può farlo?

Risposta

– Come condomino l’amministratore ha pieno diritto di voto su ogni materia all’interno del condominio, salvo i casi e le decisioni per le quali si trova in “conflitto di interesse”, e cioè quando egli si trova a tutelare un proprio interesse che potrebbe essere in contrasto con quello del condominio, come certamente avviene per l’ approvazione del proprio rendiconto delle spese sostenute, come ha ritenuto ripetutamente la Corte di Cassazione

foto presidente Chiavari