Competitività Regioni Europee e Ide (Investimenti diretti esteri) – L’Italia e la Lombardia – Intervista TGCom24 a Colombo Clerici in onda il 26 agosto 2013 – Posizione Assoedilizia

agosto 28, 2013

IDE – Investimenti diretti esteri in Italia scesi allo 0,3-0,4 del PIL.
In Lombardia e Piemonte si concentra il 77 % degli Ide nazionali.

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici:

“E’ la perdita di competitività della Lombardia-motore economico e sociale d’Italia ed una delle quattro regioni europee più forti economicamente (insieme al Rhone-Alpes, alla Catalogna ed al Baden Wurttemberg)  a far scalare di posto il nostro Paese nella classifica UE delle Regioni più competitive del Continente.

E la Lombardia perde competitività penalizzata dalla disfunzione del sistema Italia.

Se guardiamo a quelli che ritengo essere i 5 pilastri della competitività a livello internazionale (2 a scala locale, l’ambiente – naturale, culturale e di offerta di servizi – e le infrastrutture, e 3 a scala nazionale, la burocrazia, il fisco, la giustizia) possiamo constatare che la Lombardia ha perso terreno relativamente ai primi due – ricordiamo la scarsa attenzione al collegamento ferroviario svizzero AlpTransit, ma si tratta anche qui di una scelta nazionale – e l’Italia agli altri tre.

Risultato complessivo è che anche in Lombardia (regione leader in Italia sotto tale profilo) abbiamo assistito, negli ultimi anni ad un calo verticale degli IDE (Investimenti Diretti Esteri), indicatore questo assai eloquente della attrattività/competitività del territorio.

Infatti il report della conferenza dell’Onu per il commercio e lo sviluppo-Unctad 2013 ha fotografato la situazione dell’Italia dove il flusso di IDE in entrata è crollato del 70% passando dai 34 miliardi del 2011 a 9,6 miliardi dell’anno scorso.

Ebbene, da noi la quota degli IDE, già prima di tale brusco calo, era ancora molto lontana dallo standard europeo.

Era pari cioè allo 0,8-0,9%  del PIL;  un terzo degli investimenti esteri in Francia, Germania e Regno Unito ed un quinto di quelli fatti in Olanda.

Oggi siamo scesi allo 0,3-0,4 del PIL.

In Lombardia e Piemonte si concentra quasi l’80% degli Ide in Italia.

Sulla base della provenienza geografica, oltre il 90% di tali flussi origina dall’UE27.

Circa i settori, il 42% dei flussi di investimenti diretti esteri è destinato al manifatturiero, il 39% ai servizi, il 5,3% alle costruzioni.

Lo stock degli investimenti detenuti in Italia al 2012 è di circa 276 miliardi di euro.

La ripartizione settoriale vede la forte prevalenza dei servizi (65%). Dal punto di vista geografico, oltre il 90% dello stock in Italia è detenuto da paesi dell’UE27 e, per ovvi motivi, prevalentemente dal Lussemburgo (19%), seguito dalla Francia (18,5%).

I primi paesi non UE sono la Svizzera (4,3%) e gli Stati Uniti (1,2%).

Ricordiamo che da un apposito studio redatto da Siemens-Ambrosetti risulta che per ogni euro di Investimento Diretto Estero investito nel nostro Paese si genera un Pil aggiuntivo di 4,9 euro.”

foto presidente 95

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