Dichiarazione del Presidente Achille Colombo Clerici.

L’improvvida questione della riforma catastale, di cui tanto si parla in questi mesi, è la scusa, anzi l’alibi (che muove dal pretesto di realizzare la perequazione dei valori catastali) per far pagare più tasse sugli immobili a chi già le paga.

Lo capisce anche un bambino.

E la sbandierata invarianza del gettito, che vien proclamata per non allarmare i contribuenti onesti, è la classica foglia di fico:  non riuscirà certo ad impedire l’effetto devastante sul mercato immobiliare derivante dalla prospettiva di vedersi raddoppiata o triplicata la base imponibile ai fini di tutte le imposte gravanti sugli immobili stessi.

Per la ripresa del settore edilizio, trainante tutta la nostra economia, occorre una ripresa di fiducia, che si basa anzitutto sulla certezza del regime fiscale: ma la prospettiva di questa riforma catastale fatta in modo da atterrire investitori ed operatori, sta generando, più che sfiducia, una vera psicosi negativa.

La riforma catastale interesserà i valori immobiliari,non solo ai fini dell’IMU (come avviene con le norme del Decreto Salva Italia, oggi in vigore), bensì anche per le imposte dirette – come base imponibile per i redditi fondiari e per i parametri di congruità dei canoni di locazione – le imposte di registro per tutti i trasferimenti, le imposte ipotecarie e catastali, le imposte di successione e sulle donazioni.

Quanto, poi alla proclamata invarianza del gettito (con correlativa riduzione delle aliquote) che dovrebbe tranquillizzare i contribuenti va anzitutto precisato che agli stessi poco importa dell’invarianza del gettito che risponde alla logica  del pollo trilussiano, interessando piuttosto l’invarianza del prelievo a loro carico (e questo effetto certamente non è comportato dal sistema ). 

Inoltre c’è da dire che, se quell’invarianza è verificata a livello nazionale, essendo alta in alcune aree l’evasione fiscale, si potrà sempre dire che l’incremento che si produrrà nel gettito delle diverse imposte è la conseguenza del recupero dell’ evasione e non di un aggravio fiscale e conseguentemente non ridurre le aliquote.

E, se poi il Catasto continuerà a funzionare o non funzionare, come succede già ora a seconda di fattori contingenti o locali, avverrà quello che è già  avvenuto laddove si è realizzata una revisione generale per microzone.

I valori imponibili sono stati aumentati, ma le aliquote son rimaste inalterate: quelle stabilite cioè per far pagare congruamente gli immobili che presentano valori non congrui.

E così sarà: i valori non congrui inevitabilmente nel nostro Paese continueranno ad esistere e le aliquote fissate a scala nazionale non saranno mai abbassate.

Per avere idea delle sperequazioni derivanti dal Catasto occorre rifarsi al dato relativo al gettito Imu “pro capite”: in alcune regioni del nord è oltre due volte quello che si registra in alcune regioni del sud.

E non è solo questione di differenza di valori di mercato dei singoli immobili o ovvero di redditività degli stessi.

Organi di stampa, inoltre, facendo d’ogni erba un fascio e confondendo evasori con contribuenti regolari, alimentano una prevenzione verso l’investimento immobiliare che è solo foriera di nefasti esiti per l’economia in generale.

Se alcune istituzioni europee, con giudizio sommario, insistono per indurre l’Italia a percorrere la via di questa riforma, bisogna avere la forza di spiegare loro che per la ripresa economica del nostro Paese è ormai vitale una ripresa di fiducia del settore immobiliare, legato alla economia delle famiglie.

La riforma catastale, così come viene concepita e realizzata, è una cappa di piombo che graverà per anni, come una spada di Damocle, su questo disastrato settore, dandogli il colpo di grazia.

Il Catasto attuale, se c’è la volontà di farlo funzionare, permette di intervenire per l’eliminazione delle sperequazioni esistenti e per l’adeguamento dei valori; come e’ avvenuto nel caso delle revisioni all’interno delle microzone.

foto presidente 87

 

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:

“La riforma fiscale per la casa che si sta delineando presenta problemi irrisolti di grande spessore. Nel confronto con le parti sociali rappresentative del settore che aprirà il Governo, sottolineeremo alcuni punti fermi principali e irrinunciabili.

1) La tassazione non può colpire che il reddito riveniente dal bene tassato, pena un’espropriazione surrettizia, come ha già detto la nostra Corte costituzionale (e, poi, anche la Corte costituzionale tedesca). E’ progressiva l’Irpef, non può esserla anche l’IMU, che del resto è un tributo reale. 

2) La service-tax va strettamente collegata al beneficio che proprietari, residenti e non residenti, hanno dalle opere e dai servizi apportati dai Comuni.

3) Per gli immobili di lusso devono essere stabiliti criteri validi per tutta Italia, il riferimento catastale varia da zona censuaria a zona censuaria.

4) Le case tenute a disposizione non vanno confuse con lo sfitto involontario, oggi dilagante. Va invece incentivato l’affitto (come da discorso Presidente Letta alle Camere).

5) Per l’uso diverso necessita un’urgente liberalizzazione, come Mario Monti chiedeva già 15 anni fa: la normativa in vigore è un macigno che impedisce il rinnovamento di imprese e attività commerciali, creando lo sfitto.

Da ultimo, la cartina di tornasole dello spirito liberale e democratico:

6) non si può pensare di costruire il nuovo Catasto algoritmico per i fabbricati (la sorte del Catasto dei terreni non si sa) non riconoscendo ai contribuenti – come si insiste a voler fare da parte dell’Agenzia entrate e del Ministero Finanze – la possibilità di impugnare le rendite catastali nella loro congruità. Lo Stato di diritto è tale perché le sue leggi ed i suoi principii fondanti valgono anche per lo Stato e il suo Fisco”.

 Roma, 29 luglio 2013

 

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha così dichiarato:

“In coincidenza col prossimo varo della delega per la formazione di un Catasto algoritmico reddituale, ed anche patrimoniale, si moltiplicano segni che sono espressione dei gruppi finanziari e con i quali gli uomini dell’alta finanza cercano di condizionare le scelte del Parlamento sulla tassazione immobiliare. Nelle preferenze di investimento degli italiani, i prodotti finanziari hanno ultimamente, per la prima volta, superato gli investimenti nel mattone. Non assicurare ai risparmiatori un Catasto che, già algoritmico, e quindi con un margine di errore del 30 per cento, non preveda neppure rimedi giurisdizionali di congruità a proposito delle rendite, rafforzerebbe la tendenza che s’è già manifestata a favore della finanza, creerebbe ulteriore sfiducia nel mattone, ulteriormente scoraggiando gli investimenti delle famiglie in un settore centrale per la rinascita com’è quello delle case”.

Roma, 26 luglio 2013

 

RESTAURO DEL DUOMO DI MILANO: COLOMBO CLERICI ACCOGLIE E RILANCIA L’APPELLO DI CALOIA PER TROVARE I FONDI CHE MANCANO (13 MILIONI)

Mancano altri 13 milioni di euro per completare, entro Expo 2015, i restauri del Duomo di Milano: 12 cantieri, tra la Guglia Maggiore, i quattro gugliotti, le 129 guglie minori, le falconature e il rifacimento delle campate di copertura del tetto, al lavoro oltre cento tra scultori, tecnici e operai specializzati, diretti dall’ingegnere Benigno Moerlin Visconti Castiglioni.

“I fondi pubblici si sono praticamente azzerati, gli introiti di una serie di attività avviate – tra cui “Adotta una Guglia” (2 milioni e mezzo raccolti finora), i concerti, i cartelloni pubblicitari ed altro ancora – non sono sufficienti” lamenta il presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo (la più antica azienda della città che proprio nel 2013 compie 625 anni) Angelo Caloia:

 ”Occorre il contributo, anche di un solo euro, di ogni milanese”.

Accoglie e rilancia l’appello il presidente di Assoedilizia, dell’Associazione Amici di Milano e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici:
“Il Duomo appartiene storicamente ai milanesi: e’ un figlio adottivo dei milanesi e come ogni figlio comporta l’impegno a sostenerlo per tutta la vita”.
Tale impegno è di dimensioni impressionanti: la semplice manutenzione ordinaria costa 20 milioni l’anno.

Ma è anche vero che il Duomo ripaga i milanesi anche da un punto di vista economico: secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza e di Anholt Brand Index, il brand Milano vale 400 miliardi di euro, il Duomo incide con un valore pari a 82 miliardi.

Durante i sei mesi di Expo sono attese 20 milioni di persone; e diversi milioni di loro visiteranno il monumento-simbolo della città. 

Foto:
– Colombo Clerici con Angelo Caloia
– I lavori in corso, di restauro del Duomo: foto del 16 luglio 2013

Colombo Clerici con Angelo Caloia

Milano lavori Duomo

ASSOEDILIZIA
                 e 
Cescat – Centro Studi Casa Ambiente Territorio Aiaga
                 e
Istituto Europa Asia

COMUNICATO STAMPA

Le previsioni dell’andamento del turismo estivo 2013, anno di possibile fine della crisi.

Dichiarazione del Presidente Cescat e Istituto Europa Asia IEA, Achille Colombo Clerici

PRIMO ESODO, dal 26 al 28 LUGLIO IN VIAGGIO 8-9 MILIONI

In partenza da Roma 600-650.000, da Milano 350-400.000, da Torino 200-250.000, da Genova 120-140.000, da Bologna 110-130.000.

Roma, Milano 25 luglio 2013 –

Il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia e Istituto Europa Asia prevedono che nel prossimo week-end “lungo” del 26-27-28 luglio si metteranno in viaggio per le località turistiche 8-9 milioni di italiani (5-5,5 milioni per uno-due giorni, 3-3,5 milioni per le vacanze vere e proprie).

 Non ci saranno grandi problemi sulle autostrade: l’unico “bollino nero” è previsto il 3 agosto.

In partenza da Roma 600-650.000, da Milano 350-400.000, da Torino 200-250.000, da Genova 120-140.000, da Bologna 110-130.000.

Per la prima volta Cescat e IEA indicano una “forbice” in quanto i dati di fonte propria e di altre fonti sui quali sono state fatte le elaborazioni presentano forti elementi di aleatorietà.
Uno per tutti: l’ondata di caldo, che non era prevedibile al momento delle elaborazioni, inciderà senza dubbio sul numero delle partenze.

Comunque,  per il turismo estivo 2013 valgono due importanti considerazioni: il calo che da cinque anni inanellava consistenti segni negativi rispetto all’anno precedente (nel 2012 – 6% di arrivi e – 7% di presenze rispetto al 2011) sembra arrestarsi; e il turismo straniero è in lieve aumento anche se l’Italia continua a perdere quote di mercato.

Mantiene comunque la quinta posizione nel mondo.

Sono in totale 32-33 milioni (22 milioni in agosto) i turisti estivi italiani 2013, una cifra che non si discosta da quella del 2012.

Alle vacanze si rinuncia solo in casi estremi, si riducono semmai durata, distanze dal luogo di residenza e si tagliano i divertimenti.

Le vacanze dureranno: da 1 a 7 giorni per il 63%; da 8 a 14 per il 34%; da 15 a 21 per il 3%; da 22 ed oltre 1%.

Spenderanno mediamente quasi 600 euro pro-capite.

Le mete. Il 64% sceglierà il mare, il 13% la montagna, l’ 11% i laghi e il 5,5% le città d’arte. Il restante 6,5% si divide tra crociere, fitness, ecc.

La classifica delle mete. La Toscana conquista la testa della classifica (11% delle preferenze) seguita  da Emilia Romagna e Liguria (10%).

Dove si alloggia. Alloggi privati 42%, albergo 36%; case di proprietà 13%; altro (agriturismo, spa/terme/centri benessere, campeggio) 9%.

Stranieri. Le città italiane vengono viste, all’estero, come il miglior connubio al mondo di valori paesistici,di storia, arte e buona cucina.

Il Belpaese viene indicato quale prima meta da parte dei turisti stranieri anche se, per motivi vari, scende al quinto posto dopo Francia, Usa, Spagna e Cina nelle presenze effettive.

La presenza dei turisti stranieri è in lieve aumento: principalmente tedeschi (saldamente al primo posto con oltre il 30% del totale), francesi, britannici, spagnoli.

Anche se, in assoluto, si tratta di piccole cifre, si registra un consistente incremento percentuale di russi, cinesi e indiani.

Potrebbero essere maggiore se venissero concessi più visti, (pare che soltanto la metà della richiesta venga soddisfatta).

Una curiosità. La Cina è diventata, il primo Paese per spesa turistica, oltre 100 mld di dollari (totale del business del turismo mondiale nel 2012, quasi 1.100 mld di dollari).

Ancora un dato: nel 2012 i turisti italiani e stranieri hanno speso direttamente in Italia oltre 72 mld di euro, pari al 4,5% del pil che sale ad oltre il 10% con l’indotto.

Secondo Cescat e IEA, pure il prossimo week-end conferma alcune tendenze  in atto da tempo:

 – la dilatazione del periodo di vacanze estive che va da metà giugno a fine settembre.

Oggi, a fine luglio, 12 milioni hanno effettuato un periodo importante di ferie;
– la suddivisione delle vacanze in più periodi (2 milioni fanno gite frequenti di 2-4 giorni);
– la permanenza nelle grandi città, perché più vivibili, proprio nel mese di agosto;
– l’utilizzo, per scegliere le proprie mete, di internet (circa il 60%);
– la riduzione della durata media della vacanza (da 10 a 8 giorni).

Commenta Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia-Cescat e di IEA: “Quello del turismo è l’unico settore che può progredire anche in tempi di crisi economica, nei quali la produttività stenta a crescere; ciò in quanto il suo sviluppo non è in alcun modo legato ai limiti di capacità di assorbimento da parte del mercato, come avviene per l’acquisto dei beni durevoli, poiché risponde alla insopprimibile naturale tendenza dell’umanità ad un continuo miglioramento ed accrescimento culturale e di benessere.

Sicché il turismo sta dimostrando di rappresentare, in questa congiuntura economica, la via di uscita per controbilanciare la stasi di altri settori.

Purtroppo, nel nostro Paese assistiamo ad un insufficiente utilizzo delle potenzialità di questo comparto economico.

Scontiamo l’incapacità in sede locale e nazionale di ridurre a sistema il ricchissimo asset del patrimonio turistico, nonché gli effetti di una miope politica centrale di promozione nell’ambito internazionale.

Se l’Italia vuole mantenere e migliorare la propria posizione internazionale in campo  turistico, scesa dal primo posto del 1970 all’attuale quinto posto nella classifica mondiale, occorre un deciso cambiamento di strategia, a cominciare da incentivi pubblici, come hanno già fatto i governi di Francia, Spagna, Grecia, Croazia e di altri Paesi.

Seguono l’integrazione della politica per il turismo con quelle dei trasporti, dei beni culturali e dell’ambiente: nonché un coordinamento unico che superi la frammentazione di competenze tra Regioni e la miriade di strutture di promozione locale.”

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IL PERU’ FESTEGGIA IL 192° ANNIVERSARIO DELL’INDIPENDENZA

Tra gli invitati il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

Il  Console Generale del Perù a Milano Josè Ramiro Silva Delgado festeggia domenica 28 luglio 2013  il 192° anniversario della Proclamazione dell’Indipendenza, accogliendo autorità istituzionali, diplomatiche, politiche, militari, imprenditoriali, tra cui il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.  

La cerimonia si svolge al Castello Sforzesco, spazio antistante la fontana, e prevede l’innalzamento della bandiera nazionale del Perù, dell’Italia e del Comune di Milano.

Verranno intonati l’Inno nazionale del Perù e l’Inno di Mameli.

Dopo la benedizione religiosa, avrà luogo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica del Perù Ollanta Humala Tasso; seguiranno il saluto del rappresentante del Comune di Milano e il discorso del Console Silva Delgado.

“Una cerimonia – commenta il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici – che ricorda il più importante evento nella storia del Paese amico, ma che intende inoltre sottolineare l’importante apporto allo sviluppo della città e della regione offerto  dalla consistente e attiva comunità peruviana, nel nostro Paese”.

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L’AMBASCIATORE DI SVIZZERA A ROMA FESTEGGIA L’ANNIVERSARIO DELLA CONFEDERAZIONE

Invitato il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

L’Ambasciatore di Svizzera in Italia, Malta e San Marino  Bernardino Regazzoni ha celebrato l’anniversario della Confederazione, accogliendo numerose autorità istituzionali, diplomatiche, politiche, militari, imprenditoriali.

Attualmente 50.000 Svizzeri e 500.000 Italiani hanno fatto dell’altro Paese il proprio domicilio.

Il partenariato economico tra i due Paesi è anch’esso di primissimo piano: l’Italia è infatti per la Svizzera il secondo partner economico in assoluto, mentre la Svizzera è per l’Italia il quinto. 

Il Presidente della Confederazione Ueli Maurer ha fatto pervenire alla comunità elvetica residente in Italia e negli altri Paesi un messaggio nel quale ricorda i tre valori forti che distinguono i suoi connazionali: l’apertura al mondo, le tradizioni e l’amor di patria.

Mentre Colombo Clerici sottolinea come una parte della Svizzera, Paese esempio nel mondo di civiltà, sia – per tradizione, cultura, lingua, storia – pure una parte d’Italia, in particolare della Lombardia, tanto da formare con essa una unica, grande regione.

Fatto unico nei sempre più labili confini d’Europa.

foto presidente 92

IL CONSOLE DI FRANCIA A MILANO FESTEGGIA IL 14 LUGLIO

Tra gli inviati il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

Il  Console Generale di Francia a Milano Joël Meyer e la Consorte Signora Zoè hanno celebrato il 14 luglio, accogliendo numerose autorità istituzionali, diplomatiche, politiche, militari, imprenditoriali, tra cui il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, accompagnato dalla consorte signora Giovanna.

La festa nazionale francese, tra le più importanti, dedicata alla Presa della Bastiglia nel lontano 1789, dando avvio a quella che è passata alla storia come la Rivoluzione Francese; e insieme alla Festa della Federazione del 1790. 

Il Console Meyer ha sottolineato gli ottimi rapporti tra la numerosa e attiva comunità francese (che conta oltre 10 mila componenti) e la cittadinanza italiana, nonché quelli tra i due Paesi.

Presenti il Vice Sindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris ed il presidente della Provincia Guido Podestà, che hanno recato il saluto delle rispettive Istituzioni.

La Banda di Fanfare “Nino Garavaglia” dei Bersaglieri di Magenta ha eseguito gli inni nazionali (l’Inno di Mameli e la Marsigliese) e si è poi esibita in una selezione di pezzi popolari e tradizionali dalla “Bella Gigogin” a  “O mia Bella Madunina”.

 “La differenza, tra francesi e lombardi – ha aggiunto il Presidente Colombo Clerici – già temperata  dalle profonde affinità culturali che legano i due popoli, si attenua sempre più  ad ogni anno che passa in seno alla più grande Comunità Europea.

E ciò non può che deporre bene per le migliori relazioni fra i nostri due Paesi.”

Presenti, tra gli altri, il Questore di Milano Luigi Savina, Livia Pomodoro Presidente del Tribunale, Francesco Dettori, alti ufficiali di tutte le Armi e Corpi delle Forze Armate, il Decano del Corpo Consolare Emilio Fernandez-Castano ed il vice Decano Patrizia Signorini, Gaetano Galeone presidente del Giardino con la Consorte, Giancarlo Mazzuca e Paolo Galliani Direttore e Capo Cronista de “Il Giorno”, Donato e Marina Sagramoso, Lavinia Caccia Dominioni, Mario Boselli,  Peter Dettmar Console Generale di Germania, Gabriele Albertini, Paolo e Patrizia Marazzi, Bruna Gabardi Vanoli, Paolo Giuggioli, il gen. Antonio Pennino, Salvatore Carrubba, Carlo Giacomini, Alessandro Gerli, Giovanni Bana, Giacomo Vaciago, gli editori Luigi Brioschi e Ulrico Hoepli, il gen. Benito Pochesci presidente della Associazione Nazionale dei Bersaglieri e delle Fanfare d’Italia, Daria Pesce.

 

Foto: 1) da sin. Patrizia Signorini, il Console Meyer con la Consorte, Giancarlo Mazzuca.
          2) Achille Colombo Clerici, il Console Joël Meyer con la Consorte Zoè Meyer, Livia Pomodoro.

Francia Festa Nazionale Console atrizia Signorini, il Console Meyer con la Consorte, Giancarlo Mazzuca

Francia Festa Nazionale Console Achille Colombo Clerici, il Console Joel Meyer con la Consorte Zoe` Meyer, Livia Pomodoro

Francia Festa Nazionale Console sala

Francia Festa Nazionale Console Console Meyer, Gabriele Albertini, Ada Lucia De Cesaris, Guido Podesta

Console Meyer, Gabriele Albertini, Ada Lucia De Cesaris, Guido Podestà

REGOLAMENTO EDILIZIO: C’E’ IL SERPENTE DI MARE?

Se fossimo a gennaio diremmo che è la sorpresa nella calza della Befana, a Pasqua quella nell’uovo, d’estate non ci resta che il serpente di mare: una notizia clamorosa probabilmente (sperabilmente) falsa. Eccolo qui in un’anticipazione sul nuovo testo di Regolamento Edilizio elargita dal Comune: “Tutti i fabbricati, entro 30 anni dalla data di collaudo delle strutture e successivamente ogni 15 anni, dovranno essere sottoposti a una verifica di idoneità statica di ogni loro parte secondo la normativa vigente alla data del collaudo, da allegare al fascicolo del fabbricato. Entro 5 anni, tutti i fabbricati con data di collaudo delle strutture superiore a 30 anni dovranno essere sottoposti a tale verifica e certificazione. Nel caso del mancato rilascio di detta certificazione, viene meno l’agibilità dell’edificio o delle parti di questo non certificate. In caso di compravendita, i notai dovranno allegare tali certificazioni all’atto di vendita”.

In parole povere entro cinque anni tutti gli edifici costruiti prima di 30 anni fa dovranno essere sottoposti a collaudo statico. Per i profani: bisogna controllare che i solai, le altre superfici utili e l’edificio intero sopportino i carichi – persone, cose, macchinari, ma anche neve e vento – ai quali sono sottoposte nell’uso quotidiano, anche se sino a ora non hanno dato palesi segni di vizi o quantomeno sospetti. Si tratta del 90% degli edifici milanesi. Come si fa questa verifica statica? Si può partire dai progetti, se ci sono ancora, conservati in Comune e fare un controllo ex post sul progetto. Per carità di patria lasciamo perdere le ricerche documentali in Comune di Milano.

Si può sperare che l’impresa costruttrice, se esiste ancora, li abbia in archivio ma siccome dopo 10 anni, trascorsa la cosiddetta garanzia decennale, in linea di principio l’impresa non è più responsabile, probabilmente se ne è liberata. Non resta che guardare a quel che c’è. Ma come? Fare carotaggi nelle murature e nei pilastri per vederne la consistenza? Cercare i ferri nel calcestruzzo con analisi non distruttive? Tempi e costi inavvicinabili. Per altro negli anni del boom edilizio più di un’impresa rubava sul ferro e sui calcestruzzi fidando sul calcestruzzo “buon padre di famiglia”. Solo le cosiddette prove di carico darebbero una certezza, caricando i solai con i sacchetti di sabbia o con i contenitori ad acqua, dopo aver tolto parquet, moquettes e tutti i mobili, scaffali e librerie comprese? Mi viene da ridere.

Chi sposta gli inquilini, dove li alloggiamo durante le prove di carico? Ammettiamo che tutti i solai dei vani abitabili risultino a posto ma qualche dubbio rimane sulle scale. Che si fa? Scale esterne come le scale antincendio dei film americani? Veniamo alle dolenti note dei costi: comunque si faccia o è una buffonata all’italiana del genere “pararsi il di dietro” con le carte o le cifre in ballo sono da vertigine. Altro che IMU! Il legislatore comunale ha fatto i conti in casa sua? Quanto gli costerebbe questa norma? Riguarda tutta l’edilizia residenziale pubblica, che già gode di pessima salute economica, tutte le scuole, tutti gli edifici pubblici a cominciare da Palazzo Marino e, perché no, chiese e ospedali e forse persino il Duomo.

Amici, non dimentichiamoci che si ricomincia daccapo dopo quindici anni. Siamo di fronte a una norma tipicamente italiana: perfetta nella sua architettura ma inapplicabile o meglio applicabile a discrezione. Una delle tante, molte, quasi tutte con gli stessi difetti. Ma non solo, così come per il PGT, si sono elaborati documenti che non tengono in nessun conto le tante raccomandazioni sulla semplicità e possibilità di comprensione di leggi e norme e circolari per gli addetti ai lavori. Raccomandazioni formulate da Presidenti della Repubblica, Presidenti delle Camere, commissioni parlamentari e da ultimo anche l’Accademia della Crusca nel 2011. Parole al vento in un Paese dove burocrati e avvocati (troppi in Parlamento e nei Governi locali) hanno stretto una santa alleanza tesa sopratutto a garantire la reciproca sopravvivenza. Beato il Paese che ne ha meno di qualunque altro. Si salverà.

Carneade

http://www.arcipelagomilano.org/archives/26478

Gentile Avvocato,

le segnalo che nel nuovo regolamento edilizio di Milano è previsto l’obbligo di una certificazione della staticità degli edifici dopo 30 anni dalla costruzione (vedi allegato estratto dalla presentazione sul sito del Comune).

http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hAc8OgAE8TIwMDJ2MzAyMPIzdfHw8_Y28jQ_1wkA6zeD9_o1A3E09DQwszV0MDIzMPEyefME8DdxdjiLwBDuBooO_nkZ-bql-QnZ3m6KioCADL1TNQ/dl2/d1/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnB3LzZfQU01UlBJNDIwT1RTMzAySEtMVEs5TTMwMDA!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie+new/urbanistica+edilizia+privata/regolamento_edilizio_nuove_norme

Ritengo questa obbligatorietà una iniqua vessazione dei proprietari di immobili, visto l’elevato costo dei collaudi.
Inoltre dal punto di vista tecnico il collaudo è difficilmente effettuabile nei casi dove manchi la certificazione dei cementi armati o il progetto edilizio, per vetustà della casa.
Infine il collaudo andrebbe fatto togliendo la pavimentazione, per arrivare alla struttura, o con sacchetti di sabbia sui pavimenti, sui balconi, sulle scale. Cosa succederebbe degli edifici vincolati?
Faccio anche notare che il fascicolo del fabbricato non è obbligatorio, mentre la norma sugli obblighi dei notai sembra illegittima e bloccherebbe le compravendite in caso di mancato collaudo.
E’ un regalo alla lobby degli ingegneri collaudatori con grave danno dei proprietari di immobili. Ho anche dei dubbi che vi siano abbastanza ingegneri per effettuare i collaudi della grande maggioranza degli edifici di Milano.
E’ opportuno che Assoedilizia si esprima contro questa previsione durante il periodo di consultazione del pubblico, prima che il regolamento venga approvato dalla giunta comunale.

Cordiali saluti

Lettera firmata

Regolamento edilizio Comune estratto