NUMERO DELLE DELEGHE

D) Ho letto che con la riforma il numero delle deleghe sarà limitato; se qualcuno si presenta con un numero maggiore del consentito cosa succede?

R) La legge di Riforma del condominio ha introdotto, all’articolo 67 delle disposizioni di attuazione al codice civile, un limite alle deleghe, che prima, per legge non esisteva, anche se molti regolamenti ne limitavano il numero.
Il massimo delle deleghe consentite per ciascun partecipante all’assemblea, nei condominii con più di 20 condomini, non può superare 1/5 dei condomini e 1/5 dei millesimi (quindi non più di 200 millesimi, e se i condomini fossero 50, non più di 10).
Nel caso in cui taluni si presenti in assemblea con un numero maggiore di deleghe, innanzitutto il presidente dovrebbe contestare la situazione ed invitare il rappresentare a scartare le deleghe in eccedenza; e se questi non lo fa, si può ritenere che egli stesso possa procedere a non ritenere valide le ultime rilasciate. In mancanza di datazione si potrebbe anche pensare ad un sorteggio per escludere quelle in eccedenza.
Ed ove si sia egualmente deliberato si deve ritenere che le decisioni siano impugnabili ed annullabili, nel limite dei 30 giorni, da parte degli assenti e dissenzienti.

D) Siamo una comunione di tre fratelli in cui io possiedo oltre il 70% mentre gli altri miei fratelli possiedono il 20 ed il 10%.
Normalmente alle assemblee va solo mio fratello che ha il 10%; può partecipare a nome di tutti?
E se vado anch’io chi ha diritto a votare?

R) Nella comunione ogni comproprietario ha la facoltà di amministrare i beni comuni direttamente, salvo accordi con gli altri comproprietari, e quindi ne ha anche la rappresentanza autonoma; quindi può partecipare alle assemblee di condominio senza alcuna delega degli altri comproprietari.
Ma se in assemblea si presenta più di un comproprietario, l’articolo 67 delle disposizioni di attuazione al codice civile, dispone che la comunione ha diritto ad un solo rappresentante, che è designato dalla maggioranza delle quote di comproprietà, ai sensi dell’art.1106 c.c.
Perciò se Lei interviene con la sua quota del 70% certamente prevarrà la sua presenza a fronte del solo 10% di suo fratello; e quindi il diritto di voto Le spetterà in via esclusiva.

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Anteprima con la presentazione del libro “La condizione umana” su testi di Sant’Agostino e di Pascal

LA SALA DELLE COLONNE DEL MUSEO DEL DUOMO AGORA’ DI SAPIENZA EUROPEA

Colombo Clerici: “Con questa iniziativa si rafforza il ruolo culturale di Milano, anche in vista di Expo 2015”

Mancano pochi mesi al 4 novembre 2013, giorno che vedrà l’inaugurazione del nuovo grande Museo del Duomo di Milano e il riallestimento del preziosissimo archivio della Veneranda Fabbrica: un grande racconto attraverso cui milanesi e visitatori riscopriranno l’identità della città e la storia di una grande scuola di saperi. 

Tutto informatizzato: biblioteche capitolari, la stessa Fabbrica, le opere del Museo e del monumento (statue, vetrate eccetera), l’archivio musicale che copre sei secoli di storia della Cappella del Duomo.

L’intera storia della Fabbrica, infatti, dal 1387 ai nostri giorni, è una realtà che si plasma nella quotidianità, fatta di marmo e di carne: scuola di vita e scuola per il territorio, che attraversa il  marmo e le vetrate del Duomo, visitato ogni anno da 5 milioni di fedeli e turisti, è agorà di sapienza europea.

La Sala delle Colonne del Museo, ricavata dalle scuderie dell’Arcivescovado,  sarà il luogo privilegiato per gli incontri culturali del nuovo polo museale ed è stata mostrata in anteprima al pubblico in occasione del primo appuntamento della Scuola della Cattedrale, un percorso tra letteratura e teologia, su testi di Sant’Agostino e Blaise Pascal, con la presentazione del libro “La  condizione umana” a cura di Claudia Mattel, promossa dal Capitolo metropolitano del Duomo e dalla Fabbrica, in collaborazione con l’Associazione Mendrisio Mario Luzi Poesia nel mondo.

Curatore dell’iniziativa Mons. Gianantonio Borgonovo, arciprete del duomo.

L’evento ha visto la partecipazione del prof. Angelo Caloia, presidente della Fabbrica, del prof. Giovanni Reale, direttore delle collane filosofiche Bompiani, di Carlo Carena della casa editrice Einaudi, di Paolo A. Mettel, presidente dell’Associazione Mendrisio Mario Luzi, moderatore il dott. Armando Torno, editorialista del Corriere della Sera.

Il primo passo di un programma denso, annuncia Borgonovo, per offrire un’alta divulgazione, con opere quali la traduzione della Bibbia dei Settanta o l’enciclopedia che la Treccani sta editando su Costantino. 

Una iniziativa culturale in un momento in cui, quando si parla di cultura, lo si fa prevalentemente per annunciare tagli.

Apprezza Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: “Con questa iniziativa si rafforza il ruolo  culturale di Milano che, in previsione di Expo 2015, deve presentare il suo volto migliore non solo in termini di modernità e di efficienza”.

Foto: da sin. Achille Colombo Clerici, Armando Torno, mons. Gianantonio Borgonovo

Achille Colombo Clerici, Armando Torno, mons. Gianantonio Borgonovo

D) Nel nostro condominio si fa fatica a raggiungere i numeri minimi delle presenze, anche in prima convocazione; se un condomino dopo un certo tempo se ne va e si scende sotto il minimo l’assemblea può continuare?

R) L’art.1136 del codice civile stabilisce dei numeri minimi di presenze per poter iniziare validamente le riunioni assembleari; e precisamente almeno la metà dei condomini tutti e 2/3 del valore dell’edificio, in prima convocazione, ed 1/3 dei condomini e dei millesimi, in seconda convocazione.

La Riforma ha infatti abbassato il numero delle presenze per agevolare lo svolgimento delle riunioni.

Tuttavia questi numeri debbono essere riscontrati solo all’inizio della riunione e differiscono da quelli necessari per l’approvazione dei vari argomenti (in linea di principio maggioranza dei condomini presenti ed almeno metà del valore in prima convocazione, ed un terzo in seconda). Quindi anche se un condomino si assenta e si scende sotto il numero minimo richiesto per la “costituzione dell’assemblea”, questa può anche continuare e deliberare se si raggiungono i più bassi numeri previsti per le approvazioni.

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Salvatore Carrubba alla conclusione del ciclo Periferia InConTra

SULLE PERIFERIE UNA INFORMAZIONE DA SVECCHIARE

Benito Sicchiero

Lo ammetto, vivo la città da un gran numero di anni e ancora scopro realtà di grande interesse.

Consulta Periferie Milano è tra queste.

Ha un notiziario (senza periodicità) che si chiama Periferie Informa (www.periferiemilano.it), un elenco lunghissimo di iniziative teatrali, musicali, sportive, per bambini, gite turistiche, sagre eccetera, quasi 150 eventi nel solo mese di maggio, oltre 50 concerti (anche di musicisti del Teatro alla Scala), frutto dell’attività di oltre 600 enti/associazioni: Consigli di Zona, associazioni culturali, cori, biblioteche, associazioni volontariato sociale, associazioni commercianti, comitati di quartiere, cascine;  e ancora 100 teatri, compreso l’Arcimboldi,  un centinaio di scuole per immigrati, oltre 50 etnie, decine di giornali, di radio/web di quartiere: è questa la periferia degradata?

Così invece spesso appare: “I giornali si accorgono delle periferie quando scoppia una rissa, esplodono manifestazioni di intolleranza, si insediano i rom, avviene un fattaccio di cronaca” lamenta Walter Cherubini presentando “Giornalisti e periferie”, ultimo appuntamento del ciclo Periferia InConTra.

Al centro dell’attenzione il libro di Salvatore Carrubba “Il  cuore in mano. Viaggio in una Milano che cambia (ma non lo sa)” che l’autore, noto giornalista e scrittore ma anche ex assessore comunale alla cultura, ha illustrato; e una  collaborazione tra OmniMilano – seguita agenzia di informazione metropolitana – e i periodici di quartiere presentata da Matteo Chiari.

Cui si aggiunge la proposta avanzata da Giorgio Bacchiega, docente dell’Università Cattolica,  di uno stage presso i giornali di quartiere degli allievi della scuola di giornalismo dell’Ateneo.

Che ci sia bisogno di svecchiare l’informazione lo conferma un’indagine condotta da CPMdati: il 53% degli intervistati ritiene che l’informazione cittadina di quotidiani, tv e radio sulle periferie sia “insufficiente”, mentre per un ulteriore 15% è “pessima”.

Per contro, il 21% ritiene che l’informazione sia “sufficiente” mentre un altro 2% la ritiene “buona”.

Una buona informazione è fondamentale per presentare la città con il suo volto reale.

Se di essa si offre un’immagine deformata, due almeno sono le conseguenze pesantemente negative: all’esterno, all’estero, perde attrattività e quindi frena chi a Milano intende venirci per fare affari, per  studiare, per viverci; e i decisori della città non sono in grado di adottare le soluzioni migliori per il suo sviluppo.

A onor del vero bisogna dire che l’attuale amministrazione mostra grande interesse nei confronti della periferia di cui potenzia e coordina le attività, come assicura Paolo Limonta, Ufficio relazioni con la città del Comune.

PS – Dibattito appassionato a conclusione dell’incontro, come sempre  avviene quando si parla di informazione e di giornalisti.
Su tutte, la domanda, ovvia quanto giustificata: perché i mezzi di comunicazione amplificano le notizie negative e riducono le notizie positive?
Per due motivi: il primo, il meno nobile, è che la  “cronaca nera” attira e vende di più (la regola delle quattro esse, sangue, sesso, soldi, sanità anche se non necessariamente nell’ordine); il secondo, per fortuna che è così. Il giornale (tv, radio, web), oltre a quello di informare, ha soprattutto il compito di denunciare l’anomalia: così non “fa notizia” che una ragazza attraversi piazza Duomo senza inconvenienti, fa notizia se viene assalita da un malintenzionato. 
Immaginarsi in che mondo vivremmo se si pubblicasse a quattro colonne: “La signorina Orfea Brambilla, anni 24, ieri alle 12,30 ha raggiunto  incolume Palazzo Reale partendo da Galleria Vittorio Emanuele. 
L’avventura a lieto fine è stata da lei descritta …”.

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A Roma giornata di studi in occasione del V° centenario della Volta Sistina

MICHELANGELO E LA SISTINA, L’ARTE E L’ESEGESI BIBLICA

Una Giornata di Studio dal titolo “Michelangelo e la Sistina, l’arte e l’esegesi biblica”  che ricade all’interno delle “Settimane della Cultura” (nello specifico, la “Settimana delle Arti”) si terrà lunedì prossimo nell’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) organizzata dall’Ufficio per la Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma a cura di Costanza Barbieri e Lucina Vattuone.

Alla Giornata è stato invitato, dal Rettore dell’Università Mons. Paolo Scarafoni, il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Cinquecento anni fa, il 31 ottobre 1512, la Volta Sistina veniva scoperta dopo quattro anni di lavoro ed inaugurata con vespri solenni celebrati dal Pontefice Giulio II. L’evento segnava una svolta epocale nell’arte dei secoli a venire, decretando la grandezza di Michelangelo e forgiando nell’immaginario collettivo l’esegesi figurativa del libro della Genesi.

Il motivo conduttore della Giornata di Studio è celebrare la grandezza di Michelangelo, non solo in quanto artefice del ciclo della Genesi più famoso del Rinascimento, ma anche come esegeta di una cultura per immagini che attinge a un vastissimo patrimonio teologico.

Gli studi iconologici, più che quelli stilistici, hanno contribuito a illuminare il messaggio profondo che Michelangelo ha affidato ai suoi affreschi, il cui valore ancora oggi è universalmente recepito.

Cosa sappiamo della cultura religiosa da cui sono scaturite le scelte iconografiche di Michelangelo?

Un quesito su cui la critica orientata a indagare i fenomeni storico-artistici   non solo come “belle forme”, ma come espressioni di un contenuto, continua interrogarsi.

E’ il metodo sicuramente meno frequentato dalla storiografia tradizionale e raramente divulgato dai media, che spesso polarizzano l’attenzione del pubblico solo su grandi mostre o scoperte sensazionali.

Tramite gli interventi di illustri specialisti della materia, la Giornata di Studi dedicata al V Centenario della Volta Sistina organizzata dall’Università Europea di Roma si propone di esaminare questa problematica sotto i suoi molteplici aspetti ed i diversi modi in cui ancora oggi è recepita.

L’obiettivo finale è quello di fare il punto sulla complessità simbolica che si cela dietro le immagini della volta michelangiolesca: nella convinzione che le sublimi invenzioni del Buonarroti non siano solo splendide forme ma scaturiscano da una inesauribile pienezza di significato, il cui intimo sacro ed umano messaggio affascina gli uomini di tutti i tempi.

Il programma prevede quattro sessioni di lavori presiedute dal Prof. Roberto De Mattei, Coordinatore Ambito di Storia, Università Europea di Roma; dal Prof. Umberto Roberto, Vice-Coordinatore Ambito di Storia, Università Europea di Roma; dal Prof. Arnold Nesselrath, Delegato per i Dipartimenti scientifici ed i Laboratori dei Musei Vaticani; dal Prof. Massimiliano Valente, Università Europea di Roma.

Tra i relatori: Maurizio Calvesi, Gianluigi Colalucci, Silvia Danesi Squarzina, Antonio Paolucci, Heinrich Pfeiffer, Timothy Verdon.

foto presidente 74

La personale dell’artista curata da Vittorio Sgarbi
“METAFISICA DELLA FORMA” DI JOSINE DUPONT PARETO SPINOLA

Josine Dupont espone a Milano in Via della Spiga 7 con una personale a cura di Vittorio Sgarbi, all’interno della quale è stata presentata una selezione di lavori che comprende il suo percorso artistico fino ai più recenti sviluppi della sua produzione.

All’inaugurazione numerosi esponenti della Milano dell’arte, della cultura e dell’imprenditoria: tra questi il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici e diversi esponenti delle “Case del Genovesato del Levante”.

In mostra oltre cinquanta opere di diverse dimensioni: disegni, acrilici, oli e tecniche miste.

Una prima sezione espositiva dedicata ad alcuni disegni e opere su carta: in essi sono ancora presenti tracce e componenti figurative che già preannunciano il successivo passaggio all’informale.

Nel corso della sua ricerca artistica Josine Dupont è infatti passata da un primo periodo figurativo a una fase in cui ha indagato la figura umana rivisitando nell’astrazione il linguaggio barocco, per approdare quindi all’informale gestuale, rappresentato nella mostra da diversi lavori che completano il percorso espositivo.

L’artista utilizza una personale tecnica pittorica sviluppata attraverso varie sperimentazioni e perfezionata nel corso del tempo.

Josine Dupont, nata a Milano da famiglia di origine belga, ha studiato presso la Scuola Superiore degli artefici di Brera e si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Genova.

Ha partecipato a diverse personali e collettive in Italia e all’estero, in spazi pubblici e privati.

Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, ha tenuto una presentazione critica dell’artista.

E’ seguita la pubblicazione di una brochure con un testo critico sempre da parte di Sgarbi.

Esposte in una apposita sala le mirabili sculture di Raffaele Pareto Spinola.

Nella foto: Josine Dupont tra Vittorio Sgarbi e Achille Colombo Clerici
Josine Dupont tra Vittorio Sgarbi e Achille Colombo Clerici

Josine Dupont tra Vittorio Sgarbi e Achille Colombo Clerici 2

 

La costituzione del “Fondo” per l’esecuzione dei lavori.

 D) Abbiamo intenzione di far eseguire il rifacimento della facciata del condominio, con una spesa molto elevata che vorremmo dilazionare; mi hanno riferito che col prossimo mese di giugno bisogna necessariamente costituire un fondo. E’ vero?
E i lavori si possono iniziare anche se non sono stati raccolti tutti i soldi?

R) In effetti la legge di Riforma del condominio, che entrerà in vigore il prossimo 18 giugno, prevede (art.1135 n.4) che quando si delibera l’esecuzione di lavori straordinari, si debba anche “costituire” obbligatoriamente un fondo pari all’entità dei lavori da eseguire.
Una deliberazione che non lo prevedesse, sarebbe quindi viziata e potrebbe essere impugnata da un condomino dissenziente, assente o astenuto.
Tuttavia si ritiene che il vizio sia di semplice “annullabilità”, e quindi debba essere fatto valere entro i trenta giorni, decorrenti dalla delibera per i presenti, e dalla comunicazione per gli assenti. Non essendovi altra sanzione espressa, la mancata impugnazione non dovrebbe creare altri problemi.
Ci si chiede poi se sia sufficiente la deliberazione di un fondo, magari con versamenti dilazionati all’andamento dei lavori, che potrebbero anche essere avviati, oppure si debba necessariamente precostituire un accantonamento integrale, prima di iniziare le opere.
Questa seconda soluzione pare eccessivamente paralizzante, perché rimanderebbe inevitabilmente l’esecuzione di interventi, magari subito necessari. Quindi per l’avvio dei lavori si ritiene sufficiente che la delibera costituisca il fondo e ne determini le modalità del versamento.

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LA CROCE OTTAGONA – MILLE ANNI DI STORIA DELL’ ORDINE DI MALTA

di Marcello Maria Marrocco Trischitta

Edizioni Mattioli 1885

Novecento anni, un compleanno importante, una ricorrenza da festeggiare – quest’anno – per i cavalieri di Malta.

Era infatti il 13 febbraio 1013 quando il papa Pasquale II riconobbe ufficialmente la comunità monastica degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme, destinata a diventare un potente Ordine militare al servizio della Cristianità, che regnerà sovrano per due secoli su Rodi, e poi su Malta, fino all’arrivo di Napoleone.

E questo 2013, per volontà di papa Benedetto XVI, è anche l’Anno della Fede, la cui difesa – la Tuitio Fidei appunto – è il principio ispiratore dei cavalieri di Malta, insieme con l’Obsequium Pauperum, l’assistenza e il conforto morale e religioso ai poveri e agli infermi.

Una felice coincidenza quindi, la pubblicazione in quest’anno così significativo del saggio “La Croce Ottagona”, un’opera purtroppo postuma di Marcello Maria Marrocco Trischitta, che costituisce un grande ed avvincente affresco della millenaria attività dei cavalieri Ospedalieri, mai prima esposta nella sua compiutezza.

Un libro rigoroso dal punto di vista storico, ma che ha la fortuna d’esser scritto con un linguaggio piano, accessibile, non destinato, pertanto, solo al lettore accademico.

Marcello Maria Marrocco Trischitta era nato da un’antica e nobile famiglia siciliana ed era cavaliere d’Onore e Devozione dell’Ordine.

Professionalmente apparteneva alla classe di giornalisti del Corriere della Sera che avevano avuto Giovanni Spadolini come direttore e Indro Montanelli come stella polare.

Da Spadolini aveva ereditato il rigore storiografico, da Montanelli aveva appreso la grande lezione di scrivere per il lettore, soprattutto quando l’obiettivo era quello di far sì che la conoscenza della Storia non rimanesse un privilegio di pochi.

Dell’Ordine di Malta si conoscono le gesta militari durante le crociate in Terrasanta, gli scontri epici contro le armate di Solimano lanciate alla conquista dell’Europa, il carattere aristocratico, assunto da quando i monaci dell’Ospedale di Gerusalemme dovettero diventare cavalieri per difendere in armi i luoghi santi della passione di Cristo e i pellegrini che vi si recavano.

Ma la grandezza degli Ospedalieri e i motivi della longevità del loro Ordine vanno ricercati soprattutto in quello che i cavalieri seppero fare in tempo di pace, quando poterono ritrovare pienamente la loro ispirazione religiosa e ospedaliera, dando rinnovato impulso alle loro opere.

Non molti sanno che i monaci di San Giovanni avevano fondato il loro Ospedale a Gerusalemme almeno cinquant’anni prima dell’arrivo dei cavalieri della prima crociata nel 1099, e che ancora oggi, come allora, sono presenti in Terrasanta, dove gestiscono l’Ospedale della Sacra Famiglia di Betlemme, che fornisce assistenza pressoché gratuita di Ginecologia, Ostetricia e Neonatologia a tutta la popolazione senza distinzioni di razza o religione.

Pochi ricordano che a Rodi, nel 1319, l’Ordine divise i propri membri in ”Lingue” secondo la nazione di appartenenza, creando un comunità europea antelitteram basata sulle radici cristiane del Vecchio Continente, radici ancora oggi oggetto di vivace dibattito nelle aule del parlamento di Strasburgo.

E fu l’Ordine a considerare i cavalieri italiani come appartenenti ad una sola nazione, dando loro un vessillo nero con la scritta in oro Italia, che sarà la prima bandiera di un paese che sarebbe rimasto per i successivi 450 anni solo “un’espressione geografica”.

A Malta, i cavalieri fondarono la Sacra Infermeria, un centro sanitario di eccellenza rinomato in Europea e in Asia Minore, il primo lazzaretto del Mediterraneo centrale, un’università, una cattedra di anatomia e una scuola di medicina, che abiliterà la prima donna alla professione di chirurgo.

E durante i conflitti del XIX secolo – in tempi in cui il concetto di soccorso indipendente dalle parti in combattimento era ancora agli albori – e le due guerre mondiali, gli Ospedalieri prestarono la loro opera sui luoghi di battaglia per fornire aiuti e curare i feriti in ospedali da campo appositamente allestiti.

Ed infine oggi, negli anni della crisi d’identità dei cattolici di tutto il mondo, i cavalieri di Malta rimangono fedeli ai propri ideali, presenza attiva ovunque vi sia povertà umana e spirituale, dimostrando con le proprie opere come l’amore per il prossimo sia la massima espressione dell’amore per Dio.

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Foto da destra: Guglielmo Guidobono Cavalchini (SMOM Delegato Granpriorale di Lombardia), Achille Colombo Clerici (Pres. Assoedilizia e Istituto Europa Asia) e mons. Franco Buzzi (Prefetto della Biblioteca Ambrosiana)

 

Nella sede di Assoedilizia e di Federlombarda Bergamo, Brescia, Como e di altre 23 associazioni sparse in sessanta città italiane

FORUM SULLA RIFORMA DEL CONDOMINIO IN STREAMING CON IL SOLE 24 ORE

Colombo Clerici: “Lieti di contribuire, con analisi critiche e proposte, al miglioramento della fondamentale normativa”

Benito Sicchiero

Il 18 giugno entrerà in vigore la riforma del condominio e da quel giorno le nuove regole su amministratori, assemblea, spese, parti comuni e molto altro.

Un provvedimento più che necessario (l’ultima riforma organica risale al 1942) che riguarda 30 milioni di italiani, un giro economico di oltre 10 miliardi di euro, un contenzioso civile di circa 800.000 procedimenti, il coinvolgimento di centinaia di migliaia tra amministratori, avvocati, esperti immobiliari, tecnici, artigiani.
Una piccola-grande rivoluzione che, come tutte le rivoluzioni, avrà bisogno di anni per entrare a regime.

Perché già oggi, nonostante (o proprio grazie a) gli interventi di giuristi e di tecnici del settore saltano in evidenza carenze della riforma e necessità di suoi aggiustamenti, pur confermando senza se e senza ma l’opportunità della riforma stessa.

Per tutto questo Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Assoedilizia e altre associazioni della proprietà, degli amministratori condominiali e degli ordini professionali, ha organizzato un convegno a Roma, coordinato da Saverio Fossati, giornalista del quotidiano economico e deus ex machina dell’iniziativa, trasmesso in streaming nella sede di Assoedilizia – perfetta  l’organizzazione – e di ventitré altre associazioni sparse in circa sessanta  città italiane, dedicato a un’analisi completa delle regole condominiali.

Al convegno è stato presentato anche il risultato del lavoro di collaborazione tra associazioni e Sole 24 Ore per passare sotto la lente le norme che, per ragioni tecniche presentavano oggettive difficoltà di attuazione.

Le modifiche discusse con Assoedilizia e con altre associazioni diventeranno un disegno di legge per la cui presentazione alcuni parlamentari si sono già detti disponibili.

Il senatore Salvatore Torrisi, relatore del provvedimento, si è detto disponibile a fare proprie molte delle proposte del disegno di legge.

Le nuove mansioni degli amministratori di condominio che, accentuandone la professionalità, porteranno progressivamente alla scomparsa degli amministratori-fai-da-te; le procedure da attivare nei confronti dei condomini morosi (anche nella nuova riforma i condomini “in regola” sarebbero chiamati a sostenere le spese di chi non paga); le difficoltà legate all’obbligo di accantonamento in vista  di lavori straordinari, pari al 100% dell’importo (meglio una polizza assicurativa sulla responsabilità civile dell’amministratore); l’innalzamento del quorum per abbattere le barriere architettoniche, installare i contabilizza tori di calori e staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato: questi i principali punti controversi  della riforma.

Il Forum, cui è intervenuto il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano, ha visto la partecipazione di esperti e consulenti Assoedilizia-Confedilizia: Marilisa D’Amico, Marco Marchiani, Cesare Rosselli e Luca Stendardi. Dalla critica decisa “non è una vera riforma” al suggerimento  di “monitorare la riforma con una commissione governativa”.

Di particolare interesse anche gli interventi di Roberto Triola, Presidente della seconda sezione della  Cassazione “spetta all’amministratore il compito di irrogare sanzioni per le violazioni al regolamento condominiale”; di Edoardo Riccio, esperto del Sole 24 Ore, sulla novità del supercondominio; Giuseppe Spoto, aggregato di diritto privato all’Università Roma 3

“Siamo lieti – afferma il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – di contribuire con analisi critiche e proposte al miglioramento della riforma.

In sostanza, spetterà ai proprietari condomini e agli amministratori creare le migliori condizioni perché la legge dispieghi appieno la sua portata sociale ”.

forum streaming Sole

foto presidente 84

 

D) Nel corso dell’ultima assemblea del mio condominio un argomento posto in discussione ha ottenuto il voto favorevole di 8 condomini su 20 in totale, con 7 contrari. I favorevoli possedevano 335 millesimi ed i contrari 398. Il presidente ha detto che la delibera era valida perché c’era la maggioranza dei condomini presenti e più di un terzo dei millesimi.  E’ vero?

R) La legge di Riforma del condominio non ha in realtà modificato i meccanismi di approvazione delle deliberazioni assembleari e si è limitata a ridurre solamente  il numero minimo dei condomini presenti, abbassandolo da 2/3 alla metà, per la prima convocazione, e ad 1/3 per la seconda; ma le quote millesimali richieste sono rimaste, in via ordinaria, le stesse: metà del valore in prima convocazione, ed un terzo in seconda. Ma di queste  quote deve essere portatrice la maggioranza dei condomini presenti. Quindi in ogni caso i voti favorevoli debbono risultare essere la maggioranza delle presenze in assemblea, sia per “teste” che per millesimi.
Perciò nel suo caso, se la delibera ha anche raggiunto i valori minimi richiesti (maggioranza delle teste: 8 contro 7; ed dei millesimi = 334), questa quota non rappresenta in realtà la maggioranza del valore millesimale presente in assemblea (698 = 335+ 398 – maggioranza 349).
Quindi la deliberazione non è valida.

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