Appello del Presidente di Assoedilizia ai cittadini partecipanti

CORTEI DEL I° MAGGIO: ISOLATE GLI IMBRATTATORI.

La Crisi economica insegni a tutti ad essere più rispettosi ed a far maggiormente rispettare la propria città, che è un bene comune.

L’ associazione dei proprietari immobiliari chiede inoltre che siano vietate alle manifestazioni le bombolette spray, vernici, e sostanze imbrattanti.

Milano – 30 aprile 2012

La manifestazione e i cortei del l° Maggio non siano l’occasione per lo sfogo di facinorosi e di vandali estranei al loro spirito.

Il presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici invita i cittadini che il l° maggio parteciperanno alle manifestazioni pubbliche per la ricorrenza della Festa del Lavoro a non permettere che, nel corso delle stesse, ci siano persone che, con azioni di inciviltà, offendano la loro città, imbrattandone i muri e gli arredi con notevole danno, sia per il decoro urbano, sia economico per la ripulitura.

“Il giudizio negativo e di riprovazione di coloro che sfilano legittimamente – afferma Colombo Clerici– è fondamentale per isolare i vandali.

Cittadini, fate sentire che disapprovate fortemente l’operato di chi usa  bombolette spray, vernici e altri materiali imbrattanti contro la città.

Fate sentire che vi sta a cuore Milano, patrimonio di tutti e di ciascuno di noi. 
Anche l’ offesa alla sua immagine è un danno per la comunità”.

All’appello Assoedilizia aggiunge la richiesta – ripetuta da anni – che sia vietato detenere, partecipando ai  cortei ed alle manifestazioni, bombolette spray, vernici ed altri materiali imbrattanti, così come avviene per altri strumenti atti ad offendere.

 

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ISTITUTO ITALO CINESE  

Secondo Incontro all’Università Cattolica di Milano organizzato da Ombretta Fumagalli Carulli eda Giorgio Feliciani 

IL DELICATO EQUILIBRIO DEI RAPPORTI TRA STATO E CHIESA 

Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Italo Cinese: “Considerazioni molto utili che possono facilitare ulteriormente i rapporti tra la Santa Sede e Pechino” 

Benito Sicchiero 

“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”.
Questo detta la Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 7  prima parte, quella sostanziale.

Sembra un principio semplice e chiaro: ma nel presente momento, in cui si assiste alla disarticolazione delle fonti normative ed al ripensamento della sovranità statuale, è opportuno chiarirsi le idee su quali debbano essere i reciproci diritti e limiti.

Che, molto semplicemente, possono essere così riassunti: alcuni lamentano l’eccessiva ingerenza della Chiesa sulla politica italiana, vedansi i forti temi etici quali aborto, eutanasia, materia matrimoniale, ma anche realtà più terrene quali finanziamento alle scuole cattoliche e una sorta di primogenitura sulle altre religioni i cui diritti sono parimenti garantiti dalla Costituzione (art. 8).

La Chiesa risponde: ancora oggi, nonostante il principio di “laicità collaborativa” sia stato dichiarato supremo dalla nostra Corte costituzionale sin dal 1989, le tentazioni dello Stato di intervenire anche nell’ordine spirituale continuano.

La pretesa “ingerenza” della Chiesa su temi morali ed etici non è solo un diritto, ma un dovere in obbedienza alla missione datale da Cristo.

Controobiezione: teniamo presente che vaste aree della società non si riconoscono in confessioni religiose.

Tutti d’accordo infine sul fatto che dialogo e confronto Stato-Chiesa siano possibili, se non utili, nell’ambito di una pacifica convivenza. 

Il dibattito, di altissimo livello, ha destato l’interesse di Achille Colombo Clerici, invitato d’eccellenza come  presidente dell’Istituto Italo Cinese: “Da ciò che si è detto emergono elementi molto utili per contribuire a facilitare ulteriormente i rapporti, non sempre facili, tra Chiesa cattolica e Governo cinese”.   

Si è trattato del secondo Incontro Interuniversitario “La Chiesa cattolica: la questione della sovranità”, Incontri promossi congiuntamente da Università Cattolica di Milano, Libera Università Maria SS. Assunta (Lumsa), Università degli Studi diPadova.

Il primo Incontro ha avuto per tema la Sovranità della Chiesa e l’ordine internazionale (relatori il card. Jean-Louis Tauran e l’Avvocato generale della Corte di Lussemburgo Paolo Mengozzi). 

Sono intervenuti due protagonisti della cultura e della vita istituzionale della Chiesa cattolica e dello Stato italiano: il Card. Giovanni Lajolo, Presidente emerito del Governatorato dello Stato Città del Vaticano e già Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede; e il Presidente emerito della Corte Costituzionale Ugo De Siervo.

Ad introdurre e presiedere sono stati Ombretta Fumagalli Carulli e Giorgio Feliciani, ideatori dell’iniziativa e titolari delle cattedre di diritto ecclesiastico e canonico nella facoltà di Giurisprudenza.

Hanno portato il saluto dell’Università il prorettore vicario, Franco Anelli, ed il preside della Facoltà Gabrio Forti.

Sono seguiti interventi sulla materia matrimoniale della quale ha parlato il Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale, Mons. Paolo Bianchi, facendo così da ponte con la serie di Incontri che si sposteranno in altre Università, in particolare aRomaalla LUMSA.

Domande programmate sono state poste da Andrea Tornelli, vaticanista de La Stampa.

La conclusione dell’Incontro è stata affidata a Renato Balduzzi, costituzionalista della Facoltà di Giurisprudenza e attuale Ministro per la salute.

 

 

4 maggio 2012 Il difficile cammino della democrazia paritaria. pdf

 

Allarme di Assoedilizia all’incontro con i cittadini di Sesto San Giovanni 

COLOMBO CLERICI: TASSE SULLA CASA, RIDUZIONE DEL PIL DI 30 MILIARDI  

“Assoedilizia registra con preoccupazione l’atteggiamento che i proprietari immobiliari stanno assumendo in conseguenza alle misure fiscali varate dal Governo a carico degli immobili (Imu, Imu bis-tassa di scopo, addizionali, riduzione della deduzione forfetaria per spese manutentive, riforma del catasto).

E, si badi bene, non a seguito della applicazione delle stesse, essendo questa procrastinata nel tempo; ma sulla base di una reazione psicologica legata al semplice varo di quelle misure.

Se si voleva l’effetto immediato del blocco di tutto il settore immobiliare privato, dalle opere edili alle compravendite, lo si è ottenuto pienamente.

Sospensione immediata di tutti i lavori edilizi di manutenzione e di nuova costruzione non strettamente necessari e blocco delle transazioni riguardanti il comparto delle compravendite: dunque, settore immobiliare e relativo indotto in decisa frenata.

Assoedilizia stima in via prudenziale che solo a causa dell’immediata sospensione delle opere di manutenzione ordinaria, entro la fine dell’anno ci potrà essere una conseguente riduzione del Pil di oltre 30 miliardi.

Riduzione drastica di lavoro per piccole e medie imprese, artigiani e professionisti : problemi economici sul piano dell’attività e minore capacità di spesa sul piano personale.

Muratori, idraulici, carpentieri, imbianchini, marmisti e posatori, elettricisti e impiantisti, stuccatori e decoratori, ferramentisti, vetrai, noleggiatori di macchine e ponteggi,  falegnami e mobilieri, arredatori  disegnatori e restauratori di interni, restauratori di facciate, architetti geometri e progettisti vari, addetti alla pulizia, portieri, giardinieri e vivaisti; insomma tutti gli addetti ai lavori negli immobili, sono a rischio di sofferenza e di posto di lavoro.

Qualche giorno addietro sono circolate valutazioni degli effetti delle nuove misure fiscali a carico degli immobili, basate su una erronea concezione della psicologia dei proprietari immobiliari: i quali, a fronte dell’inasprimento fiscale non corrono, come si e’ detto, per prima cosa a vendere le seconde case, ma riducono viceversa drasticamente le spese manutentive non strettamente necessarie ed i nuovi investimenti; secondariamente attingono ai risparmi in banca se ed in quanto sussistenti, e solo alla fine ricorrono alla vendita degli immobili”.

L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’Associazione dei proprietari immobiliari Assoedilizia Achille Colombo Clerici all’incontro con i cittadini di Sesto San Giovanni, storica città alle porte di Milano, organizzato a Villa Puricelli Guerra.

All’incontro, particolarmente affollato, hanno partecipato il segretario del Pdl Angelino Alfano e un nutrito numero di parlamentari ed  esponenti del partito: il sen. Mario Mantovani, l’ex ministro Gelmini, Liliana Beccalossi, Fabrizio De Pasquale, l’on.le Daniela Santanchè per citare.

Diversi interventi si sono espressi sulla linea di Colombo Clerici.

E’ stato detto: il provvedimento fiscale penalizza oltremisura il risparmio delle famiglie investito in immobili arrivando ai limiti dell’esproprio.

Le amministrazioni comunali devono cambiare ottica: non tassare i cittadini sulla base delle necessità comunali, ma sulla capacità contributiva dei cittadini stessi e secondo le  possibilità degli stessi di fronteggiare le imposte.

Operando quindi sulla base di quanto gli amministrati sono in grado di dare e non continuando nel solito trend di spesa.

 

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Assoedilizia registra con preoccupazione l’atteggiamento che i proprietari immobiliari stanno assumendo in conseguenza alle misure fiscali varate dal Governo a carico degli immobili (Imu, Imu bis-tassa di scopo, addizionali, riduzione della deduzione forfetaria per spese manutentive, riforma del catasto).

E, si badi bene, non a seguito della applicazione delle stesse, essendo questa procrastinata nel tempo; ma sulla base di una reazione psicologica legata al semplice varo di quelle misure.

Se si voleva l’effetto immediato del blocco di tutto il settore immobiliare privato, dalle opere edili alle compravendite, lo si è ottenuto pienamente.

Sospensione immediata di tutti i lavori edilizi di manutenzione e di nuova costruzione non strettamente necessari e blocco delle transazioni riguardanti il comparto delle compravendite: dunque, settore immobiliare e relativo indotto in decisa frenata.

Assoedilizia stima in via prudenziale che solo a causa dell’immediata sospensione delle opere di manutenzione ordinaria, entro la fine dell’anno ci potrà essere una conseguente riduzione del Pil di oltre 30 miliardi.

Riduzione drastica di lavoro per piccole e medie imprese, artigiani e professionisti: problemi economici sul piano dell’attività e minore capacità di spesa sul piano personale.

Muratori, idraulici, carpentieri, imbianchini, marmisti e posatori, elettricisti e impiantisti, stuccatori e decoratori, ferramentisti, vetrai, noleggiatori di macchine e ponteggi,  falegnami e mobilieri, arredatori  disegnatori e restauratori di interni, restauratori di facciate, architetti geometri e progettisti vari, addetti alla pulizia, portieri, giardinieri e vivaisti; insomma tutti gli addetti ai lavori negli immobili, sono a rischio di sofferenza e di posto di lavoro.

Qualche giorno addietro sono circolate valutazioni degli effetti delle nuove misure fiscali a carico degli immobili, basate su una erronea concezione della psicologia dei proprietari immobiliari: i quali, a fronte dell’inasprimento fiscale non corrono, come si e’ detto, per prima cosa a vendere le seconde case, ma riducono viceversa drasticamente le spese manutentive non strettamente necessarie ed i nuovi investimenti; secondariamente attingono ai risparmi in banca se ed in quanto sussistenti, e solo alla fine ricorrono alla vendita degli immobili.”

 

 

Assoedilizia – Associazione Milanese della Proprietà Edilizia nella sua qualità di associazione che ha come scopo statutario la tutela dei diritti e interessi dei proprietari di immobili, si rivolge al Presidente della Regione e all’Assessore all’ambiente richiamando la loro attenzione sulla rilevante problematica che i proprietari immobiliari della Regione sono tenuti ad affrontare in questo periodo: l’applicazione della delibera di Giunta Regionale 30/11/2011 n. IX/2601 che prescrive l’attuazione, entro il termine del 1/8/2012, di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore per gli impianti termici a servizio di più unità immobiliari per gli impianti superiori a 350 kw installati ante il primo agosto 1997.

Per adempiere a tali prescrizioni i proprietari si trovano a dover affrontare notevoli difficoltà sia per quanto riguarda il raggiungimento di una legittima decisione di intervento (siamo infatti nell’ambito della proprietà condominiale) sia per quanto riguarda la spesa occorrente, di rilevante entità, spesa che si andrebbe ad aggiungere al pesante fardello di sacrifici economici imposti dalla manovra governativa ai proprietari immobiliari. Ci riferiamo in particolare alla IMU, che dovrà essere corrisposta proprio in questo periodo, divenuta applicabile anche all’immobile destinato a prima casa.

E, sempre per quanto riguarda la IMU, va rilevata anche l’incertezza addirittura nella determinazione del suo ammontare stante la mancanza di elementi certi e soprattutto definitivi che devono concorrere alla relativa valutazione.

Considerate le ragioni suesposte Assoedilizia fatta salva, in ogni caso, l’impugnativa della delibera di Giunta proposta con ricorso straordinario al Capo dello Stato, a nome dei suoi associati ritiene di sottoporre alla Regione la necessità che i proprietari di immobili soggetti all’obbligo di cui sopra possano avere a disposizione un periodo più lungo di quello dettato dalla norma per riuscire ad organizzare il consenso decisionale sull’intervento e a procurarsi i fondi necessari per la nuova spesa.

 CHIEDE

 pertanto venga prorogato il termine del primo agosto 2012 imposto per l’adeguamento.

Il Presidente

L’ OCCIDENTE E IN PARTICOLARE L’ITALIA POSSONO ESSERE UTILI ALLA CINA

Al convegno presso la Pontificia Università Antonianum di Roma interventi e messaggi di Giulio Andreotti, di Cesare Romiti (Fondazione Italia Cina), del consigliere della Repubblica Popolare Han Qiang, dell’ambasciatore Thomas Han, del professor Giuseppe Buffon, dell’ambasciatore a Pechino Attilio Massimo Iannucci.

Il presidente dell’Istituto Italo Cinese Achille Colombo Clerici: “Possiamo contribuire notevolmente a completare il processo di modernizzazione della Cina”

 Benito Sicchiero 

Conoscersi per comprendersi: questo il messaggio forte che unisce i valori francescani e la cultura laica più illuminata, scevra di reminiscenze colonialistiche, emerso  dal convegno svoltosi presso l’aula “S. Antonio” della Pontificia Università Antonianum diRomasul tema “Cercare amici in Oriente: l’Italia e la Cina”.

Alta la rappresentatività degli intervenuti, italiani e cinesi, e una convinzione comune: ripetere incontri di questo tipo.

Tra i presenti l’Ambasciatore d’Italia pressola Santa Sede Francesco Maria Greco.

I lavori sono stati condotti da Giovanni Cubeddu, Vicedirettore di 30Giorni.

La cronaca.

Nel suo saluto il Magnifico Rettore prof. Priamo Etzi O.F.M. ha ricordato come i francescani, 700 anni fa, abbiano rappresentato il primo ponte culturale e di reciproca conoscenza tra occidente e oriente, allora lontanissimo e misterioso.

Quindi il Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese  Han Qiang, in rappresentanza dell’Ambasciatore a Roma Ding Wei impegnato a Pechino, ha effettuato una analisi realistica e puntuale della Cina di oggi: un Paese che ha fatto enormi passi verso il benessere, ma che ha ancora bisogno di molti prodotti e conoscenze dall’Italia e dagli altri tecnologicamente più avanzati Paesi dell’occidente.

Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Italo Cinese, ha affermato : “Il mondo occidentale ed in particolare il nostro Paese possono contribuire notevolmente a completare il processo di modernizzazione della Cina e di sviluppo di una sua funzione di polo di influenza  nel contesto mondiale, ma debbono muoversi in linea con le posizioni di quella cultura che non è cultura in qualche modo derivata da quella occidentale, ma originaria e compiuta. E’ quindi fondamentale comprenderne l’essenza e coglierne le differenze da quella occidentale. “L’Istituto Italo Cinese, nello svolgimento del suo compito istituzionale, coordina una rete di enti culturali e di organizzazioni rappresentative di categorie economiche, nell’approfondimento di tematiche emergenti dall’attuazione del XII Piano di sviluppo economico, approvato dal Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese l’anno scorso”

Con  una raffica di aneddoti Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia Cina, ha rievocato i primi difficili passi in Cina di una grande industria italiana, la Fiat, che camminava di pari passo con una missione diplomatica “ombra” voluta dall’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti: “Quando ci trovavamo a Pechino – appunta Romiti – c’era sempre una chiesa cattolica aperta per noi”.

L’attività di Andreotti – concretatasi in un messaggio inviato al convegno nel quale, tra l’altro, si ringraziano Colombo Clerici e Romiti  – è stata probabilmente, lo conferma la storia, la più efficace dell’intero mondo occidentale.

Lo stesso Andreotti, Aldo Moro, Vittorino Colombo (che fondò l’Istituto Italo Cinese),  l’allora ministro degli esteri Giacomo Medici,  sono stati, con molti altri italiani, i principali attori di una politica di apertura della Cina al mondo occidentale, indispensabile per lo sviluppo economico globale e per il mantenimento della pace.  

Né è mancato un acuto riferimento alle polemiche sul capitolo dei diritti umani: il socialismo alla cinese, ha detto Andreotti, va visto come la via verso la democrazia del Paese.

Di grande interesse l’intervento di Thomas Han, Ambasciatore della Corea del Sud presso la Santa Sede, e docente di economia, che ha rilevato come i principi fondamentali del confucianesimo vengano applicati nell’economia sociale di mercato.

Mentre il prof. Giuseppe Buffon O.F.M. della Pontificia Università “Antonianum”, ha auspicato la revisione storiografica sui rapporti occidente-Cina finora condizionata da una matrice di origine anglosassone.

Infine, ma non certo ultimo per importanza, il messaggio dell’Ambasciatore Italiano a Pechino Attilio Massimo Iannucci di plauso alle motivazioni del convegno e di assicurazione che anche la diplomazia cinese apprezza ed auspica nuovi, analoghi, momenti di incontro e di dibattito.

Nella foto da sin: Cesare Romiti, Han Qiang, AchilleColombo Clerici, Giovanni Cubeddu, Thomas Han

In una intervista rilasciata ieri a Radio Vaticana il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha fatto la seguente dichiarazione:

“Nella impostazione della riforma catastale, la cui delega è stata esaminata dal Governo ieri l’altro, sono presenti alcune gravi criticità foriere di nefasti esiti.

– Il rischio che la parametrazione ai valori di mercato, dai quali si ricavi una redditività presunta sulla base di percentuali fissate apoditticamente dall’ente impositore (che alla fine è lo Stato al di là di ogni infingimento nominalistico), porti a basi imponibili IMU superiori addirittura ai valori di mercato: con conseguenti effetti espropriativi, incostituzionali e sanzionabili anche dalla giustizia europea.

– il fatto che la promessa invarianza della pressione fiscale, in altri termini del gettito complessivo dell’imposta, non può certamente garantire il contribuente da pesantissimi rincari della tassazione.
E’ la questione della media Trilussiana: al contribuente interessa l’invarianza del prelievo a proprio carico, non l’invarianza del gettito a livello di sistema di imposta.

– il rischio che l’attuazione in pratica della revisione catastale conseguente alla riforma, affidata all’efficienza della collaborazione fra Comuni ed Agenzie del territorio, avvenga a macchia di leopardo, ove meglio ed ove peggio, e quindi la riforma stessa si riduca ad essere, più che un sistema di perequazione, un meccanismo di amplificazione delle sperequazioni esistenti; impedendo di conseguenza la promessa riduzione delle aliquote per i contribuenti regolari.

– gli effetti deleteri dell’aumento dei valori imponibili di tutte le imposte sui trasferimenti che, come primo effetto, avrà quello di far saltare il sistema di franchigia dell’imposta di successione.”

 

 

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: 

“Da notizie di agenzia si apprende che il direttore del Censis avrebbe dichiarato che gli immobili perderanno entro fine anno il 20% del valore, con punte del 50%.
Questa dichiarazione ha creato molto allarme tra i proprietari immobiliari ed i vari operatori del settore.

Una eventualità di questa natura, con effetti generalizzati e diffusi, creerebbe panico e vasti effetti negativi economici e sociali: a cominciare dalle coperture  bancarie delle garanzie per indebitamenti personali ed aziendali, per arrivare agli equilibri dei bilanci e delle economie delle società, dei fondi immobiliari o degli investitori istituzionali, degli enti previdenziali; alle imprese costruttrici per l’invenduto; alle prospettive di patrimonializzazione dei beni familiari, all’inclinazione o meno delle famiglie a mantenere gli immobili per uso diretto.

Anche noi siamo preoccupati per le gravissime conseguenze legate alla introduzione indiscriminata di pesantissimi aggravi fiscali a carico della proprietà immobiliare, ma ci guardiamo bene dall’avanzare ipotesi, quantificate in tale misura, di crolli dei valori di mercato, che non potrebbero avere altro effetto, se non quello di favorirne il trend stesso.”