Roma, 30 novembre 2011

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Non è pensabile un aggravio del prelievo fiscale sugli immobili in locazione, sia pure nella forma di una patrimoniale leggera.

Analogamente agli immobili delle imprese, per i quali gli imprenditori richiedono l’esenzione da una eventuale patrimoniale, gli immobili in locazione rappresentano un investimento economicamente e socialmente dinamico.

Costituiscono infatti uno strumento indispensabile alla mobilità dell’abitazione in un Paese che voglia realizzare le trasformazioni imposte dalla competizione internazionale; e per gli usi diversi sono un mezzo di finanziamento indiretto dell’attività produttiva.

Le conseguenze di un aggravio dell’imposizione fiscale sugli immobili locati (forma questa di investimento che risponde alla pura logica della competitività economica) sono inimmaginabili e possono provocare effetti a cascata di estrema gravità per la nostra economia.”

 

 
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Celebrato il 25° anniversario della fondazione di ISDACI

LA CONCILIAZIONE DEI DIRITTI DOPO L’UNITA’ D’ITALIA 

Con una giornata di studio sul tema “La conciliazione dei diritti dopo l’Unità d’Italia – Dalla separazione dei codici alle nuove fonti del diritto” ISDACI – Istituto Scientifico per l’Arbitrato, la Mediazione e il Diritto Commerciale ha celebrato a Milano il 25° anniversario della fondazione.

Invitato il Presidente dell’ Istituto Italo Cinese e di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

I lavori sono stati introdotti dal Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro e dal Presidente della Camera di Commercio di Milano Carlo Sangalli mentre i 25 anni di attività dell’Istituto sono stati ricordati dal Presidente Giovanni Deodato (che ha menzionato uno studio degli anni Novanta condotto dall’Isdaci sul tema dell’arbitrato in Cina) e dal Past-President Franzo Grande Stevens, che ha ricordato il predecessore Guido Carli.
Charmain Piero Bassetti, il fondatore dell’Istituto, attuale Presidente della Fondazione Giannino Bassetti.

La relazione “Diritti della persona, responsabilità civile, diritto dei contratti: dal codice del 1865 ad oggi” è stata svolta da Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense; la relazione “Impresa e società dal codice di commercio al diritto europeo, alla globalizzazione” da Paolo Montalenti, Ordinario di Diritto Commerciale all’Università diTorino; la relazione “Le forme di tutela dei diritti dall’unificazione ad oggi” da Ilaria Pagni, Ordinario di Diritto Processuale Civile all’Università diFirenze; la relazione “L’etica del Legislatore dai Codici preunitari alla legislazione attuale” da Remo Danovi, Vice Presidente di ISDACI; la relazione “Le “tecniche” di regolazione legislativa: razionalità o occasionalità?” da Augusta Iannini, Capo Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia.

I lavori sono stati chiusi da Piero Bassetti.

ISDACI è un’associazione legalmente riconosciuta creata da un gruppo di importanti imprese ed istituzioni pubbliche e private.
Finalità preminente dell’Istituto è l’approfondimento della conoscenza delle dinamiche giuridiche relative agli scambi nazionali ed internazionali promuovendo, al contempo, lo studio e l’evoluzione delle relative discipline, con particolare riguardo alle forme contrattuali ed alle procedure arbitrali e conciliative.

L’attività culturale dell’Istituto presenta, inoltre, aspetti di immediata rilevanza per le imprese, i legali ed i professionisti in genere, soggetti maggiormente sensibili ai vantaggi che possono conseguire dalla proficua selezione degli strumenti giuridici.

Per il perseguimento di tali obiettivi ISDACI promuove iniziative articolate su tre principali linee operative: attività formativa – attività editoriale – attività di ricerca.

 

INVITO 
ALLA PRESENTAZIONE DEL VOLUME
M I L A N O  
F U O R I  P O R T A

a cura del 
GRUPPO ARCHEOLOGICO AMBROSIANO

 

venerdì 2 dicembre 2011
ore 18,30
CIRCOLO FILOLOGICO MILANESE
VIA CLERICI 10 MILANO

 

 

 

 

GALA PER IL XX ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE MILANO PER LA SCALA 

Domenica 27 novembre a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano, si  tiene un pranzo di gala organizzato dalla Fondazione Milano per la Scala – presieduta da Giuseppe Faina – che festeggia il XX della istituzione.

Presente il Sovrintendente al Teatro alla Scala Stéphane Lissner; partecipa il presidente dell’Istituto Italo Cinese Achille Colombo Clerici con la consorte.

L’evento, a sostegno delle attività del più grande teatro lirico del mondo, comprende una esibizione  dei Solisti dell’Accademia di Perfezionamento per cantanti lirici dell’ Accademia  della Scala.

La Fondazione Milano per la Scala, istituita nel 1991 da un gruppo di privati cittadini e di aziende lombarde, ha lo scopo esclusivo di promuovere e sostenere il Teatro alla Scala e le sue iniziative.

Il Sovrintendente del Teatro è parte del Consiglio di Amministrazione. Milano per la Scala ha contribuito al sostegno di opere e concerti, collabora alla realizzazione di progetti di particolare interesse per la tutela del patrimonio artistico e culturale del Teatro.
Sostegno all’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo del Teatro  (sorta nel settembre 2002) attraverso borse di studio e masterclass a favore di allievi  e docenti; progetto D.A.M. per l’archiviazione e l’informatizzazione del materiale in deposito, bozzetti di scena, costumi e foto: in particolare il Progetto di salvataggio dell’Archivio Fonico, patrimonio inestimabile, delle registrazioni scaligere dal 1951 ad oggi.

Notevole l’attività pubblicistica per adulti e bambini.
I soci sostenitori di Milano per la Scala partecipano a prove d’insieme e generali d’opere e balletti, a visite alle strutture scaligere, a viaggi musicali-culturali in Italia ed all’estero, ai propri eventi musicali e  al coro amatoriale dei Sostenitori.

Colombo Clerici in Piazza della Scala

Palazzo Mezzanotte – Borsa di Milano

 

Convenuto a Treviglio il vertice dell’agricoltura italiana

L’AGRICOLTURA PARTE ESSENZIALE DEL PAESAGGIO EUROPEO  

Al Convegno “L’agricoltura parte essenziale del paesaggio europeo” Giuseppe Visconti, presidente di Friends of the Countryside-META Movimento Europeo Terra Ambiente  fa gli onori di casa.

Colombo Clerici: “Città e campagna possono integrarsi”

Da anni l’agricoltura non è solo sistema per produrre alimenti e materie prime ma anche – e sempre più – paesaggio.

Poiché gran parte (75%) del territorio italiano è a carattere agricolo e forestale è fondamentale per la conservazione e valorizzazione del paesaggio che le attività del settore primario siano indirizzate verso un modello di sviluppo sostenibile.
La politica agricola comunitaria incide in modo diretto sulle scelte degli agricoltori in termini sia di ordinamenti colturali, sia di tecniche produttive.

A seguito delle varie riforme della PAC (Politica Agricola Comunitaria)  considerando anche altri aspetti quali in particolare la meccanizzazione, la diffusione degli input chimici e lo sviluppo tecnologico in generale, nel corso degli anni è cambiato il modo di fare agricoltura e indirettamente si è assistito ad una evoluzione del paesaggio.

La convenzione europea sul paesaggio di Firenze (2000) ha sancito che la valorizzazione di questa risorsa è una delle sfide più importanti a cui le politiche nazionali e comunitarie devono rispondere; la  PAC ha fatto propria questa esigenza, e con il pieno riconoscimento dell’agricoltura multifunzionale ha individuato la conservazione e la valorizzazione del paesaggio come uno dei principali obiettivi da raggiungere.

E’ stato uno dei temi affrontati durante l’incontro “L’agricoltura parte essenziale del paesaggio europeo” organizzato dall’Associazione Italiana delle Aziende Familiari e da Friends of the Countryside-META alla Same Deutz-Fahr di Treviglio.

Ricca di eventi la giornata: visita alla fabbrica, visita del museo e della mostra fotografica, ospitalità nelle case di Vittorio Carozza a Treviglio e di Luigi Della Beffa di Bergamo.

E ricchi anche interventi e relazioni con la partecipazione di Mario Guidi, presidente di Confagricoltura; Dario Casati, prorettore Università degli Studi di Milano; Marco Vitale, consigliere Gruppo Sarma, presidente Fondo italiano d’investimento; Vittorio Carozza, presidente Same Deutz-Fahr; Federico Grazioli, presidente Gruppo agricolo e agroalimentare dei Cavalieri del Lavoro; Maurizio Sella, presidente Associazione italiana Aziende Familiari; Giuseppe Visconti, presidente Friends of the Contryside-META.

Conclusione dei lavori affidata a Corrado Pirzio-Biroli, presidente di European Landowner’s Organization, moderatore il giornalista Giorgio Lonardi.

Secondo Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia, nonché vice presidente di Confedilizia  “la contrapposizione città-campagna, che ha visto le conurbazioni erodere continuamente  spazi verdi (oggi in Lombardia il 10 per cento del territorio è antropizzato), non deve più permanere,  in una logica di subordinazione delle ragioni agrarie a quelle urbane.

Bisogna evitare, nel processo di edificazione e di urbanizzazione, lo spreco del territorio, razionalizzando la localizzazione e la tipologizzazione degli interventi e recuperando l’esistente; e far sì che la campagna si integri con la città diventando il polmone vitale degli insediamenti urbani, per la qualità del vivere nelle città e conseguentemente per il benessere dei cittadini.

Ecco quindi la necessità, oltre che di valorizzazione di ogni realtà agreste, di politiche che non marginalizzino, ma difendano e promuovano l’attività agricola come autentico presidio del territorio.”

Nella foto: Colombo Clerici con Giuseppe Visconti

 

 

ALLA CERIMONIA ANNUALE DEL CORPO CONSOLARE,  INCONTRO DEL PRESIDENTE CON IL CONSOLE DI CINA SIGNORA LIANG HUI

Milano 23 novembre 2011

Il Presidente dell’Istituto Italo Cinese Achille Colombo Clerici, invitato dal Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia S.E. Emilio Fernandez Castano, nonché dal Vice Decano Signora Patrizia Signorini, ha partecipato alla tradizionale Cerimonia di Premiazione, organizzata dal Corpo Consolare, che quest’anno ha conferito riconoscimenti a Diana Bracco, a Luca Montezemolo ed al presidente dell’ENI Giuseppe Recchi.

Nel corso della manifestazione il Presidente ha avuto un cordiale incontro con il Console Generale della Repubblica Popolare Cinese Signora Liang Hui.

Fra le autorità e le personalità presenti, il Presidente Lombardo RobertoFormigoni, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia Guido Podestà, il senatore Giampiero Cantoni, i generali Carlo Gualdi, Camillo De Milato, Tommaso Ferro, i consoli francese Jean-Michel Despax, U.S.A. Kyle Scott e G.B.  Joyce mcDougall, Giuseppina Bruti Liberati, Claudia Buccellati, Adriano De Maio, Carlo Secchi, Guglielmo Guidobono Cavalchini, Cesare Castelbarco Albani, Marinella Di Capua.

Nella foto: Colombo Clerici con il Console Generale di Cina Signora Liang Hui

 

La indeducibilità dei costi ‘da reato’

Il divieto di dedurre i costi ‘da reato’ è previsto, come noto, dall’art. 14, comma 4, bis della legge 24 dicembre 1993, n. 537, ai sensi del quale “Nella determinazione dei redditi di cui all’articolo 6, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non sono ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato, fatto salvo l’esercizio di diritti costituzionalmente riconosciuti.

Sotto il profilo soggettivo, quindi, la norma si applica a tutti i soggetti (alle imprese come ai lavoratori autonomi) per i quali il reddito di cui all’art. 6 del Testo unico (che sia fondiario, capitale, da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, da impresa, o da redditi diversi) si determina sulla base del rapporto tra componenti positive e componenti negative, e più precisamente deducendo al reddito le spese specificamente inerenti la produzione di quest’ultimo.

Sotto il profilo oggettivo, invece, la questione è meno semplice. La norma sembrerebbe dover trovare applicazione (almeno secondo una parte della dottrina e della giurisprudenza) in tutte le ipotesi in cui si sia in presenza di costi riconducibili, in qualunque modo, ad una attività penalmente rilevante.

Per comprendere a pieno la portata applicativa dell’art. 14, comma 4 bis, è però opportuno richiamare brevemente il contesto normativo entro il quale questa disposizione si inserisce.

La norma è stata aggiunta nell’impianto della legge n. 537 del 1993 dalla Legge finanziaria del 2003 (legge 27 dicembre 2002, n. 289). Va poi precisato che il legislatore ha inserito la norma in una disposizione immediatamente successiva all’art. 14, comma 4, (già presente nella versione originaria della legge n. 537 del 1993), ai sensi del quale “Nelle categorie di reddito di cui all’articolo 6, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, devono intendersi ricompresi, se in esse classificabili, i proventi derivanti da fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo se non già sottoposti a sequestro o confisca penale. I relativi redditi sono determinati secondo le disposizioni riguardanti ciascuna categoria”.

Riassumendo, quindi:

–         l’art. 14, comma 4, sottopone a tassazione i proventi derivanti da fatti, atti o attività qualificabili come illeciti civili, amministrativi e penali;

         l’art. 14, comma 4 bis, stabilisce che nella determinazione dei redditi i costi e le spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili (questa volta solo) come reati non sono ammessi in deduzione.

Sul rapporto tra queste due disposizioni si tornerà nell’ambito di questo seminario di studio, il cui obiettivo è proprio l’approfondimento dei nodi critici della disciplina sulla indeducibilità dei costi da reato.

Sin dalla sua entrata in vigore, infatti, la norma è stata oggetto di un dibattito dottrinale particolarmente intenso, e di incertezze interpretative alimentate da una giurisprudenza affatto univoca.

A ulteriore conferma della problematicità della disciplina, va ricordato sin d’ora che nel 2010 è stata sollevata questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 4 bis, per violazione, in particolare, dell’art. 3 Cost. (principio di uguaglianza), dell’art. 53 Cost. (principio della capacità contributiva), dell’art. 27, comma secondo, Cost. (principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna in sede penale). L’ordinanza emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Terni, tuttavia, non è stata scrutinata nel merito dalla Corte costituzionale, che con l’ordinanza n. 73 del 2011 si è espressa nel senso della manifesta inammissibilità della questione sollevata dal giudice tributario, avendo riscontrato una inadeguata motivazione in punto di rilevanza.

La questione di legittimità costituzionale rimane dunque impregiudicata nel merito, e la Corte è già stata chiamata ad occuparsene nuovamente per effetto di una ordinanza sollevata questa volta dalla Commissione tributaria provinciale di Venezia, che ha prospettato la violazione dell’art. 25 Cost. (principio di determina della pena), in combinato disposto con l’art. 97 (imparzialità della pubblica amministrazione) e 3 Cost., nonché dell’art. 27 (questa volta sotto il profilo della responsabilità personale in materia penale).

In attesa di questo nuovo pronunciamento del Giudice costituzionale, ne discutiamo insieme ai relatori di questo convegno.

Sentiremo, dunque, il parere di Enrico De Mita, Professore emerito di Diritto tributario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La Professoressa D’Amico, ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, si soffermerà, invece, in particolare, sul rapporto tra la norma e i principi affermati dalla Costituzione in materia penale.

La dott.ssa Stefania Leone, dottore di ricerca in Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, approfondirà invece il tema, anche alla luce della giurisprudenza tributaria sino ad ora formatasi in materia, della possibilità di superare talune delle criticità della disposizione attraverso la tecnica della interpretazione conforme a Costituzione.

Il dott. Massimiliano Sironi, membro della Commissione tributaria nazionale per l’Ordine dei commercialisti di Milano, nonché il dott. Mattia Berti, socio dello Studio La Croce, si soffermeranno, invece, sugli aspetti potremmo dire più ‘pratici’ della disciplina sotto il profilo tributario, spiegandoci anche come l’Agenzia delle Entrate sta compiendo gli accertamenti sulla base di questa disposizione, e quali possano essere le ricadute della disposizione sull’attività di impresa.

A moderare il dibattito sarà Antonio Criscione, giornalista del Sole 24 Ore.

 

 

Presentato all’Università Cattolica di Milano il libro di Maurizio Lupi

LA PRIMA POLITICA E’ VIVERE

Ressa indescrivibile all’Università Cattolica di Milano per la presentazione del libro del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi “La prima politica è vivere”; ma anche per la presenza del neo ministro Lorenzo Ornaghi, rettore della Cattolica, che assieme a Enrico Letta, vicepresidente Pd e a Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, hanno detto la loro sulla fatica letteraria. 

Nel parterre le massime autorità e gli esponenti della Milano che conta tra cui il presidente dell’Istituto Italo Cinese e di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

Ornaghi si è rivolto soprattutto ai giovani – molti gli studenti che l’hanno applaudito – invitandoli a impegnarsi nella politica intesa come vocazione e chiamata; Letta ha definito la politica quale funzione che deve partire dalla persona, dall’esperienza, dall’incontro, non dalle infrastrutture che la ingabbiano.

Mentre De Bortoli ha detto che Lupi ha affermato la nobiltà della politica come passione e non come mestiere.

Nel libro Maurizio Lupi ripercorre il suo personale cammino, che si intreccia profondamente con la nostra storia recente, con i temi e le questioni fondamentali della politica e della società italiana. 

L’incontro con don Giussani e Comunione e Liberazione.

Le esperienze manageriali in Lombardia nei primi anni Novanta, a contatto con il tessuto produttivo del Paese. I primi passi in politica come Assessore comunale nella giunta Albertini, laboratorio del centrodestra che sarà.

La battaglia per l’affermazione del principio di sussidiarietà che porterà, anni dopo, alla nascita di un Intergruppo parlamentare bipartisan.

E poi, ancora, la nomina a vicepresidente della Camera, un ruolo che gli farà comprendere appieno il valore delle istituzioni e il senso della Giustizia.

Il risultato è un viaggio nella memoria privata e collettiva, in cui spiccano le storie di politici, religiosi, imprenditori, semplici cittadini, tutti accomunati dalla passione per ciò che fanno e per il Paese in cui vivono.

Nella foto: Ferruccio de Bortoli con Ombretta Fumagalli Carulli e con Achille Colombo Clerici alla consegna del Premio Excellent

Corso di perfezionamento
in Pari opportunità e discriminazioni di genere

Per l’a.a. 2011-2012 la Facoltà di Giurisprudenza organizza un Corso di perfezionamento in Pari opportunità e discriminazioni di genere, coordinato dalla Prof.ssa Maria Elisa D’Amico.

Comitato Scientifico del Corso

Prof.ssa M.E. D’Amico – (professore ordinario Università Studi Milano di Diritto costituzionale), Prof.ssa B. Beccalli – (professore ordinario Università Studi Milano di Sociologia dei Processi economici e del Lavoro), Prof.ssa E. Cantarella – (già professore ordinario Università Studi Milano di Diritto Romano e Diritti dell’Antichità), Prof.ssa F. Zajczyk – (professore ordinario Università Studi Milano-Bicocca di Sociologia dell’ambiente e del territorio), Prof.ssa P. Profeta – (professore associato Università Bocconi – Milano di scienza delle finanze), Prof.ssa A. Casarico – (professore associato Università Bocconi – Milano di scienza delle finanze). Dott.ssa A. Puccio – (Economista, advisor di strategie, organizzazione e corporate governance, con esperienza manageriale).

Obiettivi del Corso

Obiettivo del corso è di fornire una specifica formazione post universitaria in materia di pari opportunità, con particolare riguardo alle discriminazioni di genere.
In particolare, il Corso è finalizzato a preparare i partecipanti sugli aspetti normativi, giurisprudenziali e di prassi che possano essere utili a quanti aspirano a intraprendere o ad orientare la carriera forense nell’ambito delle discriminazioni di genere, a svolgere attività presso gli uffici delle pubbliche amministrazioni che si occupino della promozione delle pari opportunità o operino al fine di contrastare le discriminazioni, specie se di genere, e ad inserirsi in organismi, come i sindacati, che abbiano fra i propri obiettivi istituzionali quelli del contrasto alle discriminazioni.

Destinatari del Corso

Il corso si rivolge ai laureati (anche triennali) che aspirano ad intraprendere o ad orientare la propria attività lavorativa nell’ambito delle discriminazioni di genere. Oltre alle classi di laurea indicate nel bando, sarà valutata l’ammissione di candidati in possesso di altre lauree.
Il Corso è destinato, anche, agli avvocati ed agli altri operatori del diritto che intendano occuparsi delle problematiche relative alle discriminazioni e può rappresentare un utile strumento per l’aggiornamento. Il Corso è destinato, inoltre, agli esperti e agli operatori di organismi istituzionali (ad es. Comuni, Province) ed associazioni di volontariato operanti nel campo della tutela delle donne e, più in generale, delle discriminazioni; ai giornalisti o agli aspiranti giornalisti operanti in tale settore.

Ammissione e modalità di selezione dei candidati

Le domande di ammissione devono essere presentate da metà novembre al 12 dicembre 2011 nei termini e con le modalità indicate nel bando. L’ammissione delle domande è subordinata all’esame del curriculum presentato dai candidati.
La quota di partecipazione è pari a euro 414,62 (comprensivi dell’imposta di bollo prevista dalla legge), da corrispondere solo in caso di ammissione.
Il corso si svolgerà nel periodo gennaio – maggio 2012, il martedì dalle 14.30 alle 18.30 per un totale di 60 ore.

PROGRAMMA DEL CORSO

Il corso è strutturato in sei moduli che tratteranno i seguenti argomenti:

I modulo: Principi;
II modulo: Donne e lavoro;
III modulo: Donne e sfera pubblica (politica);
IV modulo: Donne ed economia;
V modulo: Donne e culture;
VI modulo: Donne violenza e stalking.

L’Ordine degli Avvocati di Milano ha deliberato di attribuire n° 24 crediti formativi per la frequenza del corso.

È stato richiesto, inoltre, il patrocinio alla Commissione pari opportunità del Consiglio comunale di Milano

 

Per informazioni:
Presidenza della Facoltà di Giurisprudenza – Segreteria Didattica
Via Festa del Perdono n. 7, Milano – tel. 02.503.12694/12087 – fax: 02.5031.2475
e-mail: infomaster.giurisprudenza@unimi.it
Sito del corso: www.corsopariopportunita.unimi.it

 

Bando: Bando IV CdP 2011-2012