Milano, Roma 29 luglio 2011

Cescat – Centro Studi Casa Ambiente Territorio
Aiaga – Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi 

COMUNICATO STAMPA

PROSSIMO WEEK END: IN VIAGGIO 11 MILIONI

In partenza da Roma 800.000, da Milano 500.000, da Torino 300.000, da Genova 170.000,da Bologna 165.000.
In arrivo un milione e mezzo di stranieri.

Roma, Milano 29 luglio 2011 –

Il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia e Aiaga-Associazione Italiana Amici Grandi Alberghi prevedono che nel prossimo week-end del 30-31 luglio si metteranno in viaggio per le località turistiche 11 milioni di italiani (6 milioni per uno-due giorni, 5 milioni per le vacanze vere e proprie).

Le vacanze dureranno: da 1 a 7 giorni per il 62%; da 8 a 14 per il 34%; da 15 a 21 per il 3%; da 22 ed oltre 1%.

La spesa per persona, comprensiva di viaggio e alloggio:  fino a 450 euro 33%;  a 800 euro 55%; a 1000 euro 8%;  oltre, 3%.

Le mete.

Il 66% sceglierà il mare, il 12% la montagna, il 10% i laghi (pienone sul Garda anche per il grande afflusso di tedeschi) e il 5% le città d’arte.

Il restante 7% si divide tra crociere (sempre in aumento), fitness ecc.   

La classifica delle mete.

La Romagna è sempre in testa alla classifica, anche grazie a iniziative quali una rete di hotel, pensioni e spiagge per gli animali domestici che accompagnano i turisti (mezzo milione cani e gatti in partenza nel prossimo week-end). 

Flessione consistente per le località sarde e siciliane soprattutto a causa dell’aumento del prezzo dei traghetti (in media del 57%) e del costo della benzina.   

Bene la Toscana, Campania ed anche Veneto, Lombardia, Liguria, Puglia, Lazio.

Dove si alloggia.

Albergo 36%;  B&B/pensioni 16%;  Agriturismo 9%;  Spa/terme/centri benessere 7%; Altro (appartamento, casa propria o di parenti e amici, campeggio) 32%.

Stranieri:  un milione e mezzo, principalmente tedeschi, francesi, britannici, spagnoli.

In termini relativi, maggioranza di Svizzeri, tra i più numerosi proprietari di casa stranieri in Italia.

Turismo dai Paesi dell’area del dollaro non particolarmente brillante, dato il rapporto di cambio coll’ euro sempre forte.

Anche se, in assoluto, si tratta di piccole cifre, consistente incremento percentuale di russi, cinesi e indiani.

Le città italiane vengono viste, all’estero, come il miglior connubio al mondo di arte e di buona cucina.

Secondo Cescat e Aiaga, pure il prossimo week-end conferma alcune tendenze già in atto:  

– la dilatazione del periodo di vacanze estive che va da metà giugno a fine settembre. Oggi, a fine luglio, oltre il 25%, ha completato il periodo principale di ferie;

– la suddivisione delle vacanze in più periodi (2  milioni fanno gite frequenti di 2-4 giorni);

– la presenza nelle grandi città, perché più vivibili, proprio nel mese di agosto;

– l’utilizzo,  per scegliere le proprie mete, di internet (circa il 60%);

– la  riduzione della durata media della vacanza (da 12 a 10 giorni).

Commenta Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia-Cescat e dell’Associazione italiana amici dei grandi alberghi: “Ormai le vacanze, soprattutto estive, sono intese come una prima  necessità, al pari dell’automobile o del televisore. Ma se l’Italia  vuole mantenere e migliorare la propria posizione internazionale scesa  dal 1970 ad oggi dal primo al quinto posto nella classifica mondiale (dopo Francia,Usa, Spagna, Cina) occorre un deciso cambiamento di strategia, a cominciare da incentivi  pubblici, come hanno già fatto i governi di Francia, Spagna, Grecia, Croazia e di altri Paesi.
Seguono l’integrazione della politica per il turismo con quelle dei trasporti, dei beni culturali e dell’ambiente:  nonché un coordinamento unico che superi la frammentazione di  competenze tra Regioni e la miriade di strutture di promozione locale”. 

Comunicazione Assoedilizia
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Al tradizionale appuntamento autunnale con l’Alta Moda Sposi, giunto alla sua 3^edizione, quest’anno l’Evento si arricchisce di nuovi settori merceologici, in particolare dell’Artigianato, dell’Enogastronomia, del Turismo e dei Servizi che fondendosi hanno creato Mediterraneo Expo. Dal 15 al 23 ottobre 2011, i Padiglioni dell’accogliente e sontuoso Centro Polifunzionale Polo della Qualità, ospiteranno la manifestazione che mantiene inalterata la sua funzione di polo di attrazione per l’incontro tra domanda e offerta nel territorio della Campania. Oltre al tradizionale appuntamento con gli espositori della filiera del Matrimonio, divenuto ormai di rito, l’evento si rinnova offrendo una proposta ricca di nuovi stimoli e opportunità per l’Artigianato, perla Filiera Agro – Alimentare, Turistica e dei Servizi. Fedele al suo ruolo di strumento d’impulso economico, Mediterraneo Expo si prefigge di valorizzare le realtà produttive e sostenere le piccole e medie imprese, allo scopo di offrire nuove opportunità di sviluppo economico e commerciale grazie anche all’incontro e allo scambio culturale e commerciale con realtà territoriali diverse. Mediterraneo Expo pur essendo un evento destinato agli operatori e alle imprese, guarda con grande attenzione al consumatore finale. La profonda metamorfosi che ha subito e conosciuto il mercato negli ultimi anni, ha spinto sempre più le imprese a muoversi in un’ottica sempre più strategica fino a determinare la consapevolezza che, essere presente in Fiera rappresenti uno dei fattori del successo aziendale. I mercati di sbocco sempre più ampi e lontani, la globalizzazione del mercato del lavoro e l’impulso dato dalla tecnologia, sono solo alcuni dei fattori che costantemente imprimono all’Expo, e quindi a tutti quelli che in esso operano, continue sollecitazioni a creare, inventare e implementare risposte adeguate agli obiettivi strategici d’impresa. L’evento sin dall’inizio si è contraddistinto come valido strumento di promozione per le piccole e medie imprese e quindi, di fornire delle chiare linee guida, ma anche di porsi come interprete del cambiamento e come punto di riferimento annuale per tutti gli operatori.

 La posizione strategica cui è ubicato l’Expo, incuneata nei gangli vitali dell’economia campana, italiana e internazionale: Interporto Sud Europa, Centro Orafo il Tarì, Centro Commerciale Campania, Oromare e  Outlet La Reggia  rappresenta, la necessità avvertita dalle aziende di esporre  i loro prodotti e i loro servizi in un contesto al passo coi tempi e nei luoghi dettati dal mercato. La partecipazione al “Mediterraneo Expo”, come espositore o come sponsor, è un’occasione unica sia per consolidare la propria attività, sia per cogliere nuove opportunità di affari. L’ampia area espositiva disposta sia nei padiglioni interni della Struttura, sia nei suoi spazi esterni è munita di tutti i comfort. Gli espositori oltre a un articolato programma di Seminari, Laboratori, Sfilate di Moda e Concorsi, saranno allietati da un ricco programma di spettacoli per trascorrere divertenti serate. L’appuntamento fieristico nella provincia Casertana rappresenta inoltre, un’eccellente occasione per visitare l’inestimabile patrimonio artistico, archeologico e turistico cui la provincia casertana e la Campania possiedono in quantità inesauribile. Gli standisti durante il soggiorno fieristico potranno usufruire di una serie di servizi dedicati e saranno continuamente assistiti da parte dello staff organizzativo per ogni esigenza. Nel ringraziarvi per l’attenzione e auspicando un Vostro favorevole coinvolgimento nella Manifestazione, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Caserta 25/luglio/2011                                         Star Media S.r.l.                                                                

Referente: Dott. Raffaele Balletta, Telefono, 0823/170 03 40 – fax 0823/176 13 35
Mobile 329/7443393 – 339/5938642

 

La Repubblica 26 luglio 2011 – Milano

Il futuro della città è anche nei palazzi

LUCA BELTRAMI GADOLA 

Colpisce la cronaca milanese della scorsa settimana: tra scandali emergenti e manovre di bilancio con le relative dichiarazioni a raffica di sepolcri imbiancati, non mancano dalla scena, come sempre, l`urbanistica e il settore immobiliare.

Questa volta la palma della lucidità va al presidente di Assoedilizia, l`associazione dei proprietari di case, Achille Colombo Clerici.

E non è la prima volta.

In coda al dibattito sul PGT si è aperta la questione del cosiddetto “rinnovo” della città e riemerge il problema di chi debba da un lato introdurre regole e paletti e chi invece lo voglia libero da ogni vincolo.

Colombo Clerici invoca giustamente prudenza e cautela nel consentire demolizioni totali e ricostruzioni ex novo, oggi possibili dopo la conversione in legge, il 9 luglio scorso, del decreto Sviluppo: un nuovo schiaffo a un minimo di tutela del territorio.

Tra l`altro modifica i termini del silenzio assenso per le dichiarazioni d`inizio attività portandoli da 60 a 30 giorni e introduce il silenzio assenso per il permesso di costruire: un silenzio di devoti al massacro territoriale.

Nel sollecitare questa prudenza Colombo Clerici introduce un argomento nuovo ma essenziale: il  rispetto e l`attenzione per chi queste nuove costruzioni se le trovi attorno.

Sembra voglia dargli manforte l`architetto Giuseppe Marinoni, membro della commissione Paesaggio presieduta da Pierluigi Nicolin, dichiarando in contemporanea  che i progetti di qualità che passano attraverso il vaglio di questa commissione sono solo il 2%.

Nella vicina Svizzera i regolamenti comunali nel caso di trasformazioni urbane – dal cambiamento del colore di una facciata alla nuova costruzione – prevedono che siano avvertiti i confinanti e i frontisti dando loro la facoltà di opporsi, suffragando la loro opposizione anche con argomenti puramente estetici.

Certo introdurre una norma simile da noi, paese di opportunisti litigiosi, sarebbe follia ma la commissione Paesaggio, se non vuol venir meno al suo mandato, avrà in futuro il suo bel daffare.

Quello che stupisce, come sempre, sono gli immobiliaristi plaudenti al decreto, ai quali dovrebbe essere richiesto un esame in sociologia urbana come ingrediente del loro mestiere per riuscire a capire meglio il mercato e dunque risparmiare alla città edifici vuoti inutilizzati ma ingombranti.

Alberto Contri, presidente di Lombardia Film Commission – una fondazione creata per promuovere il territorio lombardo come set cinematografico – in una recente chiacchierata mi raccontava dell`interesse di registi e scenografi per Milano e per siti come l`Isola.

La vita non è un set cinemato grafico alla Truman show, eppure la conservazione dei luoghi urbani frutto di stratificazioni sociali ma anche edilizie, se pure di scarso valore architettonico in senso stretto, sono un patrimonio che fa anche mercato: il mercato come figlio del genius loci.

Speriamo che se ne accorgano gli operatori, ma se non è così e le proposte d`intervento sono come quello che normalmente abbiamo visto, sarà arduo ma inevitabile compito della commissione Paesaggio porre dei limiti.

Resta aperto il problema degli orientamenti della commissione Paesaggio: argomento spinoso perla nuova Giunta, certo non il più urgente ma indispensabile.

Il futuro di Milano passa anche di lì.

 

Da Genova il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici dichiara :

“La combinazione del federalismo fiscale municipale della primavera scorsa con la manovra economica dell’estate comporta un fuoco concentrico sulla casa in locazione.

 – Con il federalismo si prospetta la possibilità di un aumento del prelievo ICI/IMU del 16%.

Inoltre le tasse di scopo, nella nuova formulazione, potranno ammontare nientemeno che al 20% dell’ICI e graveranno sempre e solo sui  contribuenti soggetti a questa imposta, ivi compresi i locatori.

– Quanto alla manovra estiva ed ai tagli ipotizzati per il 2013 e 2014, le deduzioni forfetarie sui canoni locativi (un tempo fissate nella misura del 25%, poi diminuite al 15%) potrebbero esser ulteriormente  ridotte al 12%: questa previsione in particolare appare assolutamente iniqua perché attiene non ad una agevolazione, ma al riconoscimento di un costo di produzione del reddito.

– Riduzione prevista anche per la ulteriore deduzione del 30% del canone in caso di contratto agevolato.

– La aliquota della cedolare secca potrebbe salire a più del 25%.

Questa imposta, date le difficoltà ed i rischi interpretativi ed applicativi, potrebbe  rimanere lettera morta, con uno sballo della previsione di gettito diretto verso i comuni, che si aspettano  il 21,7% dell’introito.

– Parallelamente verrebbero ridotte le detrazioni del 36% per spese di riqualificazione edilizia e del 55% per le riqualificazioni energetiche; rispettivamente a 28,8 e 44% .

Emerge dunque un quadro complessivo di gravi prospettive di penalizzazione della locazione abitativa, proprio in un momento storico in cui tale istituto potrebbe giocare un ruolo determinante nel portare a soluzione il problema casa nel nostro Paese.”

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“In relazione alle notizie apparse sulla stampa in merito alle misure fiscali che il Comune di Milano potrebbe adottare per far fronte alle necessità di bilancio, debbo dire che da tempo paventavamo che andasse a finire così.

Il sistema normativo della fiscalità comunale contiene delle gravi distorsioni per le quali finiscono a pagare i soliti noti.

Non è accettabile che a finanziare in modo prevalente i bilanci comunali sia solo una parte di una categoria di cittadini: i contribuenti ICI, cioè meno di un quarto della cittadinanza.

Non è accettabile che molti di coloro che consumano abitualmente i servizi in un comune li paghino in un altro comune.

Non è accettabile che per sottrarre al regime di esenzione dall’ ICI il maggior numero di immobili (per racimolare qualche introito maggiore) li si debba classificare catastalmente come signorili o di lusso, anche se non lo sono.

E’ dunque lecito chiedersi perché mai  non si ponga mano in modo serio ad una riforma legislativa al proposito.

E’ perciò auspicabile che il Comune di Milano si faccia promotore di una decisa azione politica per approdare, una volta per tutte, ad una riforma nazionale della fiscalità comunale che, recependo queste istanze, elimini le anomalie esistenti nel sistema ed introduca quell’equità cui i cittadini aspirano.”  

 

Dichiarazioni di Achille Colombo Clerici in sede di intervista rilasciata a Repubblica, pubblicata in data 20 luglio 2011.

 “In questi decenni abbiamo assistito in Italia, e la Lombardia è stata antesignana,  ad una profonda trasformazione culturale in campo urbanistico-edilizio.

Siamo passati dalla cultura della conservazione edilizia rigida, alla cultura della liberalizzazione semplificatoria: dal dirigismo vincolistico al liberismo di sistema.

Liberalizzazione sul piano urbanistico in quanto si sono estremamente allentate le griglie normative degli strumenti pianificatori e regolamentari, e sono state legislativamente ammesse opere edilizie anche di sostituzione di edifici, con incrementi volumetrici, in deroga ai piani urbanistici (vedasi piano casa).

D’altra parte sono state semplificate le procedure amministrative di approvazione dei diversi interventi, fino all’introduzione del principio del silenzio assenso, anche per opere di nuova costruzione.

Il passaggio culturale e sociale è sostanziale: prima era il privato costruttore a rincorrere il comune per le pratiche amministrative volte ad ottenere i regolari permessi, ora è il comune a dover rincorrere i privati per controllare la regolarità delle opere che questi vanno progettando ed eseguendo.

Insomma, nel nostro Paese si passa da un estremo all’altro.

Ma, siccome non ci sono in ballo solo le ragioni di chi costruisce, ma anche gli interessi di coloro le cui costruzioni preesistono alle nuove e quelle degli abitanti della città,  occorre mediare fra  conservazione rigida e liberalizzazione semplificatoria; perché i nuovi interventi non abbiano ad incidere negativamente sulle posizioni preesistenti e precostituite.

Oltre tutto, con le norme sulla semplificazione varate  nel Decreto Sviluppo, si è introdotto un farraginoso sistema di controlli e di silenzi-assenso provvedimentali o omissivi per inadempimento della amministrazione, che potrebbe generare profonda incertezza nei diritti dei cittadini; non solo dei terzi rispetto ai costruttori, ma anche di questi stessi.”

 

Romano Prodi: “Nessun Paese ha interesse a far saltare l’Euro attaccando l’Italia”.

Lo ha affermato ieri a Milano il professor Romano Prodi  durante un incontro del Gruppo Cultura Etica e Finanza, presieduto da Angelo Caloia, nel corso di una conversazione sul tema dell’ Economia Italiana nel contesto mondiale.

Presente un folto e qualificato uditorio di esponenti dei mondi, bancario, economico finanziario, accademico e culturale, italiani: fra i partecipanti il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

Relazione di notevole interesse e spessore culturale.

L’intervista Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia ,
«Muri sporchi, siamo stati sconfitti»

«La città ha raggiunto un grado di lordura e degrado mai visto prima».

Milano non è mai stata granché pulita, ricorda, anche il premier Berlusconi parlò di «città africana»…
«Guardi, ci sono intere zone infestate da sgorbi, ghettizzate, delimitate da muri deliberatamente sfregiati, anche nelle nuove costruzioni, come all`ex Sieroterapico, imbrattate dall`inizio alla fine».

Achille Colombo Clerici è il presidente di Assoedilizia, l`associazione dei proprietari immobiliari, 10 mila iscritti e una sfera d`influenza che abbraccia centomila famiglie: «Mi auguro cheil nuovo corsopolitico possa parlare ai giovani, svolgere un cruciale compito culturale. Deve far capire che l`aggressione alla città è un danno per tutti».
Significa che la stagione della repressione e della linea dura s`è rivelata fallimentare e va archiviata?
«No, significa che dobbiamo iniziare a percorrere anche la via del convincimento e della ragionevolezza. La nuova giunta può esprimere nuovi modi di approccio ai problemi».

Sono vandalismi, graffiti, attacchi ai palazzi storici e ai monumenti. Se ne parla da anni, senza soluzione…
«Le abbiamo provate tutte, è vero, siamo stati sconfitti, è un fenomeno che non si riesce a debellare. A questo punto occorre una riflessione».

Iniziamo pure a pensarci.
«Noi siamo disponibili a incontrare la giunta Pisapia per studiare nuove forme di coinvolgimento dei privati negli interventi di pulizia delle facciate».

Che tipo di coinvolgimento?
«La strada maestra è quella di affidare ai cittadini un compito di supplenza, con agevolazioni economiche per le operazioni di ripulitura dei muri e un concorso concreto nelle spese. Del resto, il fai-da-te comporta una netta riduzione di costi pubblici e ci sono già molti proprietari, amministratori di condominio e cittadini impegnati nella conservazione e nella tutela del decoro urbano. Il livello di sensibilità è alto».

Concedere ai writer spazi regolari non è una strada percorribile?
«C`è un malessere sociale, un disagio – a mio giudizio – dentro i graffiti,  che esula dall`espressione artistica.  Nella maggior parte si tratta di atti aggressivi. Quando si graffiano le vetrine, quando si imbratta un edificio storico, questo gesto non risponde a logiche di nessun genere, se non vandaliche».

A. St.

 

Venerdì scorso 15 luglio si è tenuta l’Assemblea annuale dei Soci di Assoedilizia.

Molti i temi  affrontati dalla relazione del Consiglio Direttivo di Assoedilizia illustrata dal Presidente AchilleColombo  Clericiai Soci, all’annuale assemblea generale che, nel rinnovare le cariche sociali per il prossimo triennio, ha tra l’altro nominato due nuovi consiglieri nelle persone del dott. Giuseppe Luce e dell’ing. Camillo Paveri Fontana.

Al centro dell’attenzione i problemi del mercato immobiliare, della urbanistica e della fiscalità comunale.
Su questo punto:

“La notizia che il bilancio del Comune di Milano presenta un disavanzo di ben 186 milioni preoccupa grandemente i cittadini milanesi ed in particolare i proprietari di immobili assoggettati ad ICI.

Questa imposta, che verrà sostituita dall’equivalente IMU a decorrere dal 2014, rappresenta il pilastro sul quale poggia e poggerà la fiscalità comunale.

L’esclusione dall’ICI dell’abitazione principale in proprietà, realizzata nella forma della esenzione diretta e non viceversa attraverso la detrazione dalle imposte erariali, ha provocato un serio calo degli introiti diretti per il bilancio comunale, che lo stato si è impegnato a ripianare, mediante trasferimenti compensativi.

Nella previsione di una progressiva contrazione dei trasferimenti in generale, il legislatore del federalismo fiscale municipale, peraltro, ha già introdotto in questo sistema un robusto incremento delle odierne aliquote ICI; portandole, con decorrenza sempre dal 2014, dall’attuale base del 5 per mille a quella del 7,6  elevabile fino al 10,6 per mille.

Non solo, ma ha altresì previsto altri canali di finanziamento, istituendo ex novo o dilatando  una serie di imposte cui i comuni potrebbero ricorrere da subito in caso di bisogno.

Se, come pare di capire dalle dichiarazioni dell’assessore competente on. Tabacci, le entrate ordinarie non permettono di coprire le spese correnti, non poche preoccupazioni sorgono, in particolare per coloro che son tenuti a pagare l’ICI; i quali sono i veri finanziatori del bilancio comunale rappresentando però meno di un quarto dei cittadini di Milano.

Si pone anzitutto l’esigenza di una drastica riduzione delle spese del Comune, a cominciare da quelle straordinarie.

Ma sorge dunque anche l’ esigenza impellente di chiamare al finanziamento del bilancio una più vasta platea di utilizzatori della generalità dei servizi comunali.

A cominciare da coloro che, con l’attuale meccanismo fiscale, i servizi li consumano stabilmente a Milano, ma li pagano ai comuni ove risiedono: alludiamo a pendolari e city users.

Il vero principio cardine sul quale basare il federalismo fiscale municipale dovrebbe esser dunque quello per cui il gettito tributario va devoluto agli enti comunali che forniscono i servizi.

Il Comune, in questa materia, ha le mani legate e può muoversi solo nel quadro delle normative statali esistenti: gira attorno alla questione del contributo dei pendolari, ora con la pollution, ora con la congestion charge; si arrabatta con le contravvenzioni stradali; ricorre abbondantemente al gettito dei contributi ed oneri urbanizzativi.

E’ dunque lecito chiedersi perché mai  non si ponga mano in modo serio ad una riforma legislativa al proposito.

Infatti, proprio di legislazione statale si tratta: visto che in materia tributaria vige la riserva di legge, né ancora si è data attuazione  alla riforma del titolo V della Costituzione  nella sua previsione di una potestà regionale di istituire tributi propri.”

www.assoedilizia.com
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La Fondazione Michel del Montaigne ha il piacere di presentarvi la sua prossima iniziativa internazionale:

International Conference Art, literature, the press, and exile: Relationships between the United Kingdom and the Italian Risorgimento
Arte, letteratura, stampa ed esilio: Rapporti fra il Regno Unito ed il Risorgimento Italiano

Venerdì 9 – Sabato 10 – Domenica 11 Settembre 2011
presso la Biblioteca Comunale “A. Betti” (Chiesa Inglese) e Circolo dei Forestieri, Sala Rosa Bagni di Lucca – Villa (Lu)

Al Convegno interverranno numerosi ed importanti relatori, studiosi italiani e stranieri.