A margine dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2011 della Corte d’Appello di Milano.

Risultato di una ricerca di Assoedilizia: nell’ultimo biennio insolvenze e morosità nella locazione terziario-commerciale cresciute del 300%

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Assoedilizia riferisce preliminarmente i dati del comparto economico e immobiliare contenuti nella relazione del presidente del Tribunale  di Milano. 

Procedure di esecuzione forzata mobiliare 12.282 con un incremento del 20 % rispetto all’anno precedente.

Procedure esecutive immobiliari 3821, con un aumento quasi del 25%  rispetto al dato del periodo precedente (1/7/2008- 30/6/2009) 3.067 – livello mai raggiunto negli anni passati – quando le esecuzioni erano state 2.552 nel 2008 e  2.115  nell’anno 2007, già   aumentate nel raffronto con il  2006 di oltre l’ 8% (1962).  

Fallimenti 1202, contro gli 884 del 2010, (con un aumento del 27%) ed i 640 del 2009.

La crisi economica colpisce prevalentemente le piccole e medie imprese.

Questa situazione trova conferma nelle recenti rilevazioni di Assoedilizia secondo cui la morosità e le insolvenze, nel comparto della locazione immobiliare   terziario-commerciale di dimensione medio- piccola, sono cresciute nell’ultimo biennio del 300% a causa della crisi economica, delle difficoltà delle piccolo-medie imprese, dei fallimenti. 

Mentre fino a due anni fa la morosità tendeva ad essere sanata, ora tende a trasformarsi in insolvenza.

Questa tendenza crea una situazione molto critica nel comparto.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici :

“E’ ineludibile sul punto la riforma in tempi brevissimi della tassazione delle persone fisiche per quanto riguarda i redditi non percepiti derivanti da locazione immobiliare ad uso diverso dall’abitativo.

Sussiste infatti un obbligo fiscale a carico del proprietario dell’immobile di pagare l’Irpef sui canoni di locazione commerciale anche se il conduttore è insolvente; senza che sia previsto alcun meccanismo di credito fiscale.

La Corte Costituzionale ha invero lanciato un monito in proposito, ma, né il legislatore, né le interpretazioni ministeriali lo hanno recepito.

Ciò rappresenta una iniquità vera e propria cui non si può non porre rimedio.”

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Assoedilizia riferisce i dati del comparto economico e immobiliare contenuti nella relazione del presidente del Tribunale  di Milano. 

Procedure di esecuzione forzata mobiliare 12.282 con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente.

Procedure esecutive immobiliari 3821, con un aumento quasi del 25%  rispetto al dato del periodo precedente (1/7/2008- 30/6/2009) 3.067 – livello mai raggiunto negli anni passati – quando le esecuzioni erano state 2.552 nel 2008 e  2.115  nell’anno 2007, già  aumentate nel raffronto con il  2006 di oltre l’ 8% ( 1962).  

Fallimenti 1202, contro gli 884 del 2010, (con un aumento del 27%) ed i 640 del 2009.

La crisi economica colpisce prevalentemente le piccole e medie imprese.

Tra i presenti alla Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Giudiziario presso la Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Tarantola, Manlio Minale, Livia Pomodoro, Edmondo Bruti Liberati, Nicola Cerrato, Adriana Garramone, Renato Bricchetti, Giuseppe Grechi, Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D’Ambrosio, Monica Frediani, Ilda Boccassini, Roberto Formigoni, Carmen Manfredda, Letizia Moratti, Guido Podestà, Niccolò Zanon, Achille Colombo Clerici, Giampio Bracchi, Paolo Giuggioli, Nello Barale, Carlo Gualdi, Umberto Cardia, Salvatore Messina, Giovanni Deodato, Michele Saponara, Luigi Pagano, Giampiero Cantoni, Antonio Panzeri, Alfio Noto.

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Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“La riforma del federalismo fiscale municipale si porta dietro il peccato originale dell’ICI. Una esenzione per l’abitazione in proprietà, realizzata un modo sbagliato: mediante abolizione diretta dell’obbligo, invece che attraverso la detraibilità dalle imposte erariali.

Quando venne abolita l’ICI per l’abitazione principale in proprietà, si creò un vuoto nei bilanci comunali di circa 3 miliardi di euro; vuoto che avrebbe dovuto esser colmato dallo Stato mediante trasferimenti compensativi.

Abbiamo visto poi con quale fatica lo Stato abbia provveduto, e come in parte sia venuto meno all’impegno.

Ora, con il federalismo fiscale municipale si va riducendo il ruolo del sistema dei trasferimenti statali ai Comuni, ma si ripropone e si perpetua con l’IMUP (che sostanzia, come imposta immobiliare, l’autonomia impositiva dei comuni stessi) esattamente il sistema di prelievo proprio dell’ICI, con la sua lacuna a proposito dei contribuenti chiamati a concorrere alla formazione del gettito fiscale di competenza comunale (sistema delle esenzioni e delle esclusioni dalle esenzioni).

Ed allora sorge la preoccupazione che, dovendosi far quadrare i conti (e le aliquote di quell’imposta giocheranno un ruolo fondamentale) saranno chiamati a colmare il mancato gettito della prima casa  i contribuenti che  oggi pagano l’ICI (case in affitto, seconde case, uffici, negozi, bar, magazzini, box non pertinenziali, botteghe artigiane, opifici industriali, alberghi, locande, cinema, aree fabbricabili, abitazioni ex rurali) per i quali non ci sarà invarianza del prelievo fiscale .

La seconda anomalia è rappresentata dal fatto che, poiché l’IMUP serve a finanziare i servizi comunali, in Italia ci saranno ben 18 milioni di famiglie su 24 milioni che questi servizi non li pagheranno o li pagheranno in modo molto ridotto.”

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A commento della vicenda affittopoli, con le locazioni abitative a canoni inferiori a quelli di mercato, recentemente riportata alla attualità della cronaca, il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:

“Questa situazione è una diretta eredità della legge dell’equo canone, che rimase in vigore per quindici anni, dal 1978 al 1993 e delle leggi vincolistiche precedenti.

Quelle leggi crearono nella coscienza collettiva degli italiani una mentalità: quella che si potesse avere una casa pagandola meno del dovuto, anche senza essere indigenti.

E molti dei rapporti locativi attualmente assurti agli onori della cronaca risalgono, nella loro origine, proprio a quegli anni.

Quando subentrarono i patti in deroga prima e l’attuale legge sui contratti liberi ed agevolati,nel 1994, i proprietari privati impiegarono anni e fatica per riportare gradatamente i contratti in corso ad un livello economico più prossimo a quello di mercato: ed ancor oggi molti non vi son ancora pienamente riusciti.

Figuriamoci gli enti pubblici e parapubblici.

Sussistono dunque una situazione pregressa  complessiva ed un condizionamento mentale che non possono non proiettare lunghe ombre anche sulle nuove trattative.”

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Convegno della Polizia Penitenziaria

Assoedilizia, invitata nella persona del Presidente Achille Lineo Colombo Clerici, ha partecipato con un suo rappresentante al convegno dal titolo “Professione poliziotto penitenziario: trattamento è sicurezza”, venerdì 21 gennaio presso la Confcommercio di Milano.

Ha aperto i lavori Luigi Pagano Provveditore Regionale della Amministrazione Penitenziaria.

L’evento, organizzato dal Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), prima e più rappresentativa organizzazione del Personale di Polizia Penitenziaria con il 31% di rappresentatività nazionale, è stato un’occasione per comprendere i problemi e le prospettive del mondo carcerario italiano, con i più importanti operatori del settore.

“Inoltre – ha sottolineato il dott. Donato Capece, Segretario Generale del Sappe – è un modo per festeggiare il Sindacato che quest’anno celebra i vent’anni dalla fondazione”.

Proprio il dott. Capece ha sottolineato la criticità della situazione di sovraffollamento da una parte (nelle oltre 200 carceri italiane il 18 gennaio 2011 le persone detenute erano 67.976: 42.997 gli italiani e 24.979 gli stranieri, 28.927 gli imputati e 37.219 i condannati) e dall’altra la cronica mancanza di personale e di fondi per la gestione di questo complesso mondo.

Sempre Capece ha esposto alcune soluzioni per affrontare questa situazione: fondi per le carceri, mantenimento delle promesse di assunzioni, applicazione più amplia possibile delle pene alternative, introduzione del lavoro obbligatorio per il risarcimento delle vittime dei reati, luoghi alternativi al carcere per tossicodipendenti.

Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, è intervento con un videomessaggio sottolineando che il Governo “non sta trascurando nulla del pianeta carceri”, ricordando diversi provvedimenti approvati dall’esecutivo sul tema ed ha riferito che “entro il 2011 il governo conta di completare le 1.800 assunzioni di agenti in programma”. Mentre, per il completamento del nuovo piano di edilizia carceraria, con 19 nuovi Istituti e decine di interventi sugli esistenti, occorrerà aspettare la fine del 2012.

Moderati da Paolo del Debbio sono intervenute numerose autorità fra cui Don Virginio Colmegna, che ha ricordato il valore assoluto della persona anche detenuta, il Sen. Maurizio Gasparri, che ha garantito il rispetto dei patti con il Governo e ha tributato onore al grande contributo del Corpo di polizia, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha ricordato che la Polizia Penitenziaria è il corpo che ha diritto più di altri a tutele e indennità aggiuntive. Il Sottosegretario Caliendo ha sottolineato il motto del Corpo “Redimere Vigilando”, puntando l’attenzione sull’alto compito dei suoi componenti.

Pure presenti l’on. Riccardo De Corato, l’on. Laura Molteni e il sen. Achille Serra e on. Guido Podestà che ha offerto l’appoggio della Provincia di Milano, nel campo del Social Housing in favore del Personale della Polizia Penitenziaria e tramite la formazione professionale erogata dalla Provincia a favore degli ex detenuti.

Numerosi i dirigenti del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, fra cui il Capo dell’amministrazione dott. Franco Ionta; Magistrati di Sorveglianza, Rappresentanti delle Camere Penali e di altri Sindacati di Polizia Penitenziaria.

 

Incontro “Gestire il pluralismo culturale e religioso. Il caso della moschea a Milano” che si terrà venerdì 28 gennaio, alle 14.30 nella sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche, in via Conservatorio 7, a Milano.

Interverranno Daniele Checchi, Maurizio Ambrosini, Paolo Branca, Marzia Barbera e Alessandra Facchi. Modera Marco Maraffi.

Di seguito la locandina.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“La recente vicenda delle affittanze degli immobili comunali e di altri enti pubblici e parapubblici fa riflettere su un aspetto non di scarso rilievo: la modalità con la quale nel nostro paese si pratica il  trattamento agevolativo verso le istituzioni private che pur svolgono, in via di sussidiarietà, attività di interesse collettivo ed a carattere non lucrativo.

Si dice: queste istituzioni vanno sostenute. E la modalità più seguita è quella di disporre provvidenze sotto forma di esenzioni fiscali ed abbuoni diretti di spese, corrispettivi ed oneri dovuti agli enti pubblici.

In questo quadro si inseriscono i contratti di locazione a canoni di favore.

Credo che questa prassi presenti aspetti molto criticabili.
Perché, essendo la”provvidenza” disposta in modo discrezionale dall’ente pubblico ed operando la stessa “in negativo” in quanto elimina, ancor prima che si concretizzi e si visualizzi nella sua entità il beneficio accordato, la possibilità di identificarlo,  non permette alcuna trasparenza amministrativa.

Più corretto sarebbe che gli enti pubblici intrattenessero con le istituzioni stesse rapporti commerciali ordinari, sulla base di criteri di mercato, e poi intervenissero direttamente con contribuzioni “in positivo” che risultassero nei bilanci degli enti pubblici stessi.”

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Il Presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha partecipato alla quarta Lezione Felice Ippolito, organizzata dalla Fondazione Ugo La Malfa e tenutasi nella sala del Mappamondo a Montecitorio in Roma.

 Presenti alcuni familiari del professor Felice Ippolito.

Ha introdotto la conferenza il prof. Paolo Savona presidente della Fondazione, mentre l’On. Giorgio La Malfa, dopo un  interessante dibattito,  ha concluso i lavori .

Ralatore l’Ambasciatore Anatoly Adamishin, di origine ucraina, ambasciatore di Russia in Italia dal 1990 al 1992 ed in Gran Bretagna dal 1994 al 1998, il quale, in perfetto italiano, e con grande verve oratoria ha cercato di dare risposta al quesito: possono Russia ed UE diventare partners strategici?

La Russia, nel suo attuale modello, presenta il passaggio dal socialismo al capitalismo sovietico.

I russi in questi anni hanno conquistato tre fondamentali libertà: quella di guadagnare soldi, quella di pregare Dio e la libertà di andare all’estero.

La Russia può prestare agli europei il modo di pensare in grande.

Nella grande barca dell’economia globale 50 milioni di persone usano internet.

Tuttavia l’economia sovietica, basata prevalentemente sulla produzione di materie prime, è cresciuta molto meno che negli altri paesi del BRIC.

Nel 1998 le economie di Russia, India e Cina si equivalevano.
Nel 2008 l’economia cinese aveva una dimensione di tre volte quella russa e quella indiana di una volta e mezza.

Russia ed Europa dovrebbero muovere politicamente per una alleanza che porti alla modernizzazione; attraverso un maggior coordinamento di UE, Nato e Russia.
Adamishin ha parlato al proposito di obiettivo rappresentato da uno spazio omogeneo di sicurezza.
Né le rispettive culture e religioni dovrebbero essere di ostacolo: tra il cattolicesimo e la religione ortodossa le divergenze non sembrano fatali.

E’ questa la via per realizzare la sinergia utile al reciproco rafforzamento e sviluppo.