Qualità e sviluppo

Giacomo Elias, Tavola Rotonda Comune di Milano 1° dicembre 2010

Quando verso la fine del 2006 la Sindaco Letizia Moratti ha dato l’avvio al Progetto “Milano Semplice”, aveva ben chiaro che occorreva guardare alla Amministrazione Comunale con occhi diversi. A questo fine ha costituito, prima in Italia, l’Assessorato alla “Qualità, Servizi al Cittadino e Semplificazione, Servizi Civici”, all’interno del quale opera il Settore “Qualità e Semplificazione”.

La complessità che caratterizza sempre, ma soprattutto nell’epoca nella quale viviamo, i fenomeni socio-economici richiede che la pubblica amministrazione operi, al fine di garantire l’interesse comune senza costituire un ostacolo alla libera iniziativa di cittadini e imprese, con grande capacità e tempestività di adattamento alla dinamica dei fenomeni sociali.

Se guardiamo alla organizzazione tradizionale della pubblica amministrazione ci appare una struttura rigida, affetta da regole stratificatesi nel tempo e spesso non più giustificate dalle ragioni che hanno indotto a stabilirle, formalmente, ma non sostanzialmente, trasparente, prescrittiva, ma non rispondente alle esigenze di chi amministra.

Come può una simile organizzazione affrontare le sollecitazioni complesse (non “complicate”) che le provengono dalla società civile come, ad esempio, quelle prodotte dal fenomeno della immigrazione?

Non desta meraviglia se il Libro bianco “La Governance Europea[1], pubblicato nell’agosto del 2001 dalla Commissione delle Comunità Europee, inizia con la frase: “I responsabili politici di tutta Europa sono oggi alle prese con un vero paradosso: da un lato, gli Europei chiedono loro di risolvere i grandi problemi della nostra società, dall’altro, questi stessi cittadini nutrono sempre minor fiducia nelle istituzioni e nelle politiche che queste adottano, o finiscono per disinteressarsene”.

Non sono i politici inadeguati (almeno in linea di principio): lo sono gli strumenti che hanno a disposizione a esserlo. Non è questa la sede per trattare la teoria dei Sistemi Complessi Adattivi, ma vale la pena di ricordarne le principali caratteristiche; esse sono:

  • La co-evoluzione, ossia dalla capacità del sistema di cambiare per adattarsi all’ambiente circostante in rapida evoluzione; questo, a sua volta, cambia a seguito dei cambiamenti del sistema;
  • la presenza di situazioni di non equilibrio accompagnate da reazioni positive causate dalle perturbazioni indotte nel sistema;
  • la dinamicità del processo di adattamento che costituisce la forza motrice (driving force) dello sviluppo del sistema;
  • le trasformazioni del sistema, intese non come modifiche parziali, ma come profondi cambiamenti indotti da impulsi anche di modesta entità (butterfly effect); questo concetto è contenuto anche nella così detta seconda legge del Caos:
tutti gli avvenimenti “maggiori” apparentemente inattesi non sono altro che la somma di tanti avvenimenti “minori” passati inosservati”;
  • il comportamento o proprietà emergente, che può comparire quando un numero di entità semplici (agents operano in un ambiente, dando origine a comportamenti più complessi in quanto collettività; la proprietà emergente non è prevedibile, non ha precedenti e rappresenta un nuovo livello di evoluzione del sistema.

Alla luce di quanto precede occorre quindi riconsiderare l’adeguatezza:

  • dei modelli organizzativi
  • dei metodi per la formulazione delle politiche
  • degli strumenti conoscitivi
  • delle tecniche di valutazione dei risultati.

ora a disposizione e utilizzati nell’ambito della governance.

Il Progetto “Milano Semplice” e l’adozione di un Sistema di Gestione Integrato Qualità e Ambiente (ai quali auspico si aggiungano presto le voci Sicurezza e Responsabilità sociale) costituisce la presa di coscienza di questa esigenza e l’attuazione delle azioni correttive conseguenti. In particolare esso ha consentito di organizzare l’Amministrazione per processi e non più per linee di prodotto. Questa scelta elimina le “zone grigie” (quelle nelle quali non è chiaro chi ebbe intervenire) tra le diverse funzioni, favorendone la collaborazione e, quindi, si concreta in una più pronta risposta alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

Milano si accinge così ad affrontare le nuove sfide che la complessa società dei nostri giorni le lancia ogni giorno con flessibilità e incisività, inserendosi a pieno titolo nel processo di sviluppo globale.

Questo risultato si deve non solo alla lungimiranza di coloro che la amministrano, ma anche alla competenza e alla maturità professionale di quanti operano ogni giorno nelle direzioni, nei settori e negli uffici. A tutti costoro deve andare la riconoscenza della Città e di chi opera quotidianamente nel suo ambito. 

 


[1] Bruxelles, 5.8.2001, COM(2001) 428 definitivo/2

Invito:
invito qualita e sviluppo

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Intervenendo ad un Convegno organizzato da Fiaip e Confedilizia, tenutosi in Como a Villa Olmo, il presidente di Assoedilizia e Federlombarda Edilizia, Vice presidente di Confedilizia, Achille Colombo Clerici ha rassegnato un quadro di prospettive del mercato immobiliare aggiornato al dicembre 2010.

LE PROSPETTIVE DEL MERCATO IMMOBILIARE A MEDIO TERMINE

-A) nessun rischio di crack del mercato, a condizione che non intervengano gravi fattori di squilibrio.
Tre possibili fattori di squilibrio:   
1 – contrazione della rimuneratività (redditività al netto di oneri e tasse) con conseguenti dismissioni di investimenti immobiliari;  2 – sovraofferta di nuova produzione edilizia;  3 – riduzione della domanda e parallela dismissione di immobili strumentali inutilizzati a causa della crisi economica.

-B) il rischio di un sostanziale ridimensionamento dei valori ,

-C) rischio di una progressiva finanziarizzazione dell’attività produttiva edilizia con il pericolo di speculazione negli investimenti immobiliari.

Finanziarizzazione in quanto, soprattutto nelle grandi città’, la produzione edilizia risponderà tendenzialmente all’esigenza di collocazione di capitali finanziari di nicchia, più che a comprovate richieste del mercato, in altri termini alla domanda del mercato.

-D) Aumento generalizzato dei costi delle opere edilizie di produzione o di manutenzione; diminuzione dei valori immobiliari di mercato.
Divaricazione progressiva tra costi e valori.

-E) per gli “immobili a reddito”: aumento dei costi di gestione del patrimonio immobiliare (spese amministrative e manutentive ed oneri fiscali e parafiscali) e contrazione della redditività.

 Divaricazione progressiva tra spese ed oneri da un lato e redditività dall’altro.

 www.assoedilizia.com

Confronto-accordo a Milano tra proprietari ed inquilini

CASA: CON LA CONCILIAZIONE ELIMINATE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI CAUSE

Colombo Clerici (Assoedilizia): La lungaggine ed il suvrannumero dei processi civili  ostacolo alla competitività del Paese.

 Benito Sicchiero

Dal prossimo marzo con l’istituto della conciliazione obbligatoria, i cittadini per far valere i propri diritti in alcune materie dovranno, prima di adire il tribunale,  esperire un tentativo di conciliazione, attraverso mediatori privati.
Se la conciliazione va in porto si eviteranno le notevoli spese ed i tempi biblici dei processi.

Sarà sufficiente rivolgersi  ad una delle oltre 150 strutture che si sono finora offerte di svolgere tale ruolo.

Uno dei settori interessati che produce centinaia di migliaia di cause le quali intasano il lavoro dei tribunali riguarda l’immobiliare, in particolare locazione, condominio e compravendita immobiliare, eredità e diritti reali.

Il Sunia, sindacato degli inquilini, ha organizzato sul tema a Milano un convegno interregionale invitando al confronto Assoedilizia. 

Secondo il presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici c’è da sperare che l’istituto della conciliazione possa produrre effetti positivi ai fini della soluzione del problema della giustizia civile.

Il nostro Paese che vede ogni anno iniziare 5.800.000 procedimenti, chiudersene 5.600.000 con una differenza di 200.000 procedimenti che si accumulano agli arretrati degli anni precedenti. Per ogni giudice civile iniziano 480 cause all’anno.
Ciò spiega, in parte, l’abnorme numero di avvocati – 157.000 – quattro volte il numero degli avvocati francesi (solo la Lombardia ha lo stesso numero di avvocati della Francia).
La lentezza della giustizia civile è uno dei principali ostacoli agli investimenti stranieri in Italia, tanto che per competitività il nostro Paese è al penultimo posto in Europa.

Ma sulla conciliazione – sia  pure necessaria –  pesano ombre: infatti, ha concluso Colombo Clerici, resta il dubbio che la parte più abile nel giostrare durante la fase pregiudiziale della mediazione scegliendo accortamente il mediatore, possa pregiudicare a proprio favore la controversia.

Ci sono state altre critiche.  E’ stato lamentato il fatto che nei provvedimenti governativi non sia riconosciuto adeguato ruolo alle associazioni di rappresentanza con il rischio di veder compromessi i diritti e le tutele per i cittadini, per mancanza di efficienza, competenza e professionalità da parte di improvvisate strutture private di conciliazione. 

In tal senso le associazioni degli inquilini intendono svolgere, in ciò concordando con Assoedilizia, a pieno il loro ruolo di rappresentanza e tutela degli utenti del bene casa e di tutti i servizi connessi.

Si devono trovare le giuste forme di partecipazione nelle nuove procedure conciliative che da marzo 2011 prenderanno avvio.

Per questo le organizzazioni di  rappresentanza lanciano una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione di proprietari e inquilini sulle proposte avanzate a Governo e Parlamento su:

 – costi, detrazioni fiscali e gratuito patrocinio per i meno abbienti; 

– procedure di conciliazione nella riforma del condominio;

– ruolo dei Comuni per il monitoraggio nel nuovo sistema; 

– garanzie di competenza ed indipendenza degli organismi di conciliazione; 

– completamento e modifiche dei provvedimenti per rendere più snella, efficiente e semplice la procedura.

Sono intervenuti: Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia Milano; Adriano Papa, coordinatore regionale Sunia Lombardia; Aldo Rossi, segretario Sunia nazionale; Leo Spinelli, segretario generale Sicet Milano; Rinaldo Carnevali, segretario generale Uniat Milano; Silvio Scarsi, presidente provinciale Asspi Milano; Lina Calonghi, responsabile ufficio legale Sunia Milano; Edoardo Rossetti; Franco Bravo, coordinatore regionale Sunia Liguria; Giovanni Minali, segreteria Cgil Milano

www.assoedilizia.com

Presentato a Pavia un vademecum delle Camere di commercio lombarde

COME EVITARE I RISCHI DEL COMPRARE CASA

Colombo Clerici: Ogni acquisto è un unicum che coinvolge numerose categorie professionali

Benito Sicchiero

 

Comprare casa può rivelarsi un percorso irto di difficoltà (e di pericoli): una selva oscura nella quale si aggira smarrito l’acquirente.
Se non bastassero le mille normative e regolette che affliggono questo come tutti gli atti pubblici nel nostro bello e burocratizzato Paese, ci si mettono anche i furbi a tendere tranelli contando sulla inesperienza dell’acquirente.
Infatti chi compra lo fa una o pochissime volte nella vita: chi vende (costruttore o agente) ha una ben maggiore esperienza.

Un fondamentale vademecum per tutelare la parte più debole (l’acquirente appunto) redatto dalle Camere di Commercio lombarde è stato presentato alla Cciaa di Pavia, presieduta da Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, con la partecipazione di esperti ed esponenti del settore immobiliare e dei consumatori.

Molte le critiche: dalla scarsa  chiarezza, anche da un punto di vista grafico, dei contratti di compravendita al pagamento delle commissioni, alla spesso insufficiente tutela, da parte dell’agente di vendita, degli interessi del cliente. 

Secondo il presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici la casa, essendo un prodotto unico e non seriale, come ad esempio le automobili, rappresenta ogni volta un unicum il cui acquisto vede coinvolte numerose figure: il venditore,  innanzitutto, poi il notaio, l’amministratore di condominio, i tecnici per quanto riguarda impiantistica, regolarità amministrativa edilizio-urbanistica e catastale, funzionalità della rete fognaria, certificazione energetica, collaudi acustici.

E ancora il commercialista (situazione fiscale, debiti condominiali, servitù, ipoteche, usucapioni, fideiussione obbligatoria, se la casa è in costruzione). Infine il valore va valutato sulla base della realtà che circonda l’ambiente: verde, servizi, scuole, collegamenti pubblici, traffico e rumore.
Fino all’esistenza nel corpo condominiale di bar ed altri locali pubblici, discoteche, laboratori e quant’altro che possono diminuire in maniera anche consistente il valore dell’abitazione.

Un aspetto particolare – la regolarità dei contratti di compravendita – è stato trattato da Cesare Vaccà, esperto giurista nella Commissione di regolazione del mercato cui spetta, tra l’altro, il compito di individuare ed eliminare le cosiddette “clausole vessatorie” scritte nei contratti di compravendita che sono diversi tra le agenzie di vendita.

Sono intervenuti inoltre il notaio Paolo Tonalini (La compravendita immobiliare. Prassi e norme), l’esperto bancario Enrico Invernizzi (la Compravendita immobiliare. Gli aspetti finanziari), il vicedirettore Isdaci (mediazione dei casi controversi) Paola Thiella (Il progetto Casa senza preoccupazioni), il presidente del Gruppo Ance giovani Alberto Righini, il presidente di Federconsumatori di Pavia Mario  Spadini, il presidente di Uppi di Pavia Maria Luigia Aiani, il  presidente di Anama di Pavia Gian Luca Burratelli, il presidente di Fiaip di Pavia Stefano Abatangelo, il presidente di Fimaa di Pavia Fabio Bianco.

Lo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro

Invita 

5 e 6 dicembre 2010 ore 21.00

LA PRIMA DELLA PRIMA ALLA SCALA
LE VALCHIRIE

È tempo dell’ormai tradizionale appuntamento di NO’HMA con la prima della Scala: quest’anno la nostra rappresentazione musical-letteraria ci svelerà, con lo stile ironico e pungente del sempre più che informato Stefano Jacini, i segreti e i retroscena dell’opera e dei suoi personaggi

conversazione musical-letteraria con:
Stefano Jacini

idea e regia:
Charlie Owens

ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti è consigliabile prenotare tramite telefono o via mail

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro
Via Andrea Orcagna 2, Milano
0245485085/ 0226688369
mail nohma@nohma.it

in allegato la locandina
Noh’ma 5, 6 dicembre 2010

Giovedì 2 dicembre 2010 alle ore 18.00

alla GAM Galleria d’Arte Moderna Villa Reale, Sala da Ballo – Via Palestro, 16 – Milano

si terrà l’incontro dal titolo 

“GIOCHI D’OMBRA”
Parole e immagini intorno a Giacometti e l’Ombra della sera. Dall’ Arte etrusca al Novecento

Intervengono:

Andrea Dall’Asta S.I,
Direttore Galleria d’Arte Moderna “Raccolta Lercaro” di Bologna

 Maria Fratelli,
Conservatore Galleria d’Arte Moderna di Milano

Alessandro Furiesi,
Responsabile Museo Etrusco Guarnacci di Volterra

Chiara Gatti,
Storica e critica d’arte

Michele Tavola,
Storico dell’arte, Assessore alla Cultura del Comune di Lecco

INVITO in allegato
Invito Incontro GAM Milano 2 dicembre

CELEBRAZIONI PER LA “VIRGO FIDELIS” DEI CARABINIERI

I carabinieri di Milano, alla presenza del generale Carlo Gualdi, comandante interregionale “Pastrengo”, e del generale Marco Scursatone, comandante regionale, hanno celebrato oggi la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma, nel sessantesimo nono anniversario della battaglia di Culqualber e della Giornata dell’Orfano.

Alle ore 11 si è celebrata una messa nella Chiesa di Sant’Angelo dei Frati Francescani, nell’omonima piazza.

Ampia la partecipazione della città,  “da sempre stretta – come ricorda il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – attorno ai ‘suoi’ militi ed ai valori di abnegazione, fedeltà al dovere, vicinanza a chi ha bisogno, che essi rappresentano.”

Il titolo “Virgo Fidelis” che esprime il significato della vita di Maria e della Sua missione, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella Chiesa.

Nella liturgia infatti non esiste una speciale festa.
Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è dei carabinieri , che ne invocano la protezione nella loro preghiera.

Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, ordinario militare d’Italia, e di P. Apolloni S.J., cappellano militare capo.
Lo stesso comandante generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, patrona dei carabinieri.
La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma che ha per motto: “Nei secoli fedele”.
L’8 dicembre 1949 Pio XII, accogliendo l’istanza di mons. Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza con la presentazione di Maria Vergine al Tempio e con la ricorrenza della battaglia di Culqualber; battaglia nella quale l’eroismo,fino alla morte, di un manipolo di 210  carabinieri ed indigeni, valse all’Arma  la seconda medaglia d’oro al valor militare.

Questa battaglia, nelle parole del generale Gualdi, è il “simbolo del senso del dovere, della fedeltà fino all’estremo sacrificio: valori ideali che ispirano da sempre l’Arma”.

 

Intervenendo oggi in un dibattito in Federlombarda Edilizia il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha dichiarato:

 

MILANO E ITALIA NELLA SFIDA DELLA GLOBALIZZAZIONE

 

 Milano è il terminale gerarchico, il culmine di un sistema istituzionale, culturale, sociale, economico, urbano, non solo nazionale, ma globale nel quale la nostra città a la responsabilità di guidare l’intero Paese nella sfida della competizione globalizzata.

 

Nel dibattito in corso proprio in questi giorni si è ribadito che uno, se non il principale indicatore della competitività dei territori è rappresentato dall’indice dell’investimento estero.

Ebbene, se consideriamo questo indice troviamo che la nostra città continua ad essere scarsamente attrattiva, nonostante l’enorme sforzo compiuto dalla Amministrazione per vincere questa deriva, perché è scarsamente competitivo il sistema-Italia.

 

L’IDE costituisce un potente volano di sviluppo economico: infatti per ogni euro di IDE investito se ne generano sul territorio mediamente 4,9 di Pil aggiuntivo (ricerca Siemens-Ambrosetti).

 

Da noi la quota degli IDE (investimenti diretti esteri) è ancora molto lontana da quella standard europea.

È pari cioè allo 0,8-0,9 %  del PIL;  un terzo degli investimenti esteri in Francia, Germania e Regno Unito ed un quinto di quelli fatti in Olanda.

 

E dopo il brusco calo del 50 % intervenuto negli ultimi tre anni siamo (secondo il rapporto ICE “Italia Multinazionale 2010”) il fanalino di coda in Europa e nel mondo.

 

Quanto alle aree geografiche locali, la provincia di Torino in questi ultimi tempi si è di molto avvicinata a quella di Milano, grazie soprattutto alla attrattività generata dalle Olimpiadi invernali.

 

Dal che si può ben capire quale importanza possa rivestire per Milano l’evento EXPO 2015.

 

 

LE RAGIONI DELLA SCARSA COMPETITIVITA’ DEL SISTEMA ITALIA

 

Le aree in cui si creano le precondizioni per vincere la sfida della competizione internazionale sono cinque.

Le prime due locali, le altre nazionali: infrastrutture, ambiente ( territorio e cultura), burocrazia  (locale, statale, europea), giustizia e fisco.

 

È necessario operare con determinazione e congiuntamente in tutti questi campi se si vogliono ottenere risultati apprezzabili.”

 

www.assoedilizia.com

Qualità e sviluppo
Giacomo Elias, Tavola Rotonda Comune di Milano 1° dicembre 2010

Quando verso la fine del 2006 la Sindaco Letizia Moratti ha dato l’avvio al Progetto “Milano Semplice”, aveva ben chiaro che occorreva guardare alla Amministrazione Comunale con occhi diversi. A questo fine ha costituito, prima in Italia, l’Assessorato alla “Qualità, Servizi al Cittadino e Semplificazione, Servizi Civici”, all’interno del quale opera il Settore “Qualità e Semplificazione”.

La complessità che caratterizza sempre, ma soprattutto nell’epoca nella quale viviamo, i fenomeni socio-economici richiede che la pubblica amministrazione operi, al fine di garantire l’interesse comune senza costituire un ostacolo alla libera iniziativa di cittadini e imprese, con grande capacità e tempestività di adattamento alla dinamica dei fenomeni sociali.

Se guardiamo alla organizzazione tradizionale della pubblica amministrazione ci appare una struttura rigida, affetta da regole stratificatesi nel tempo e spesso non più giustificate dalle ragioni che hanno indotto a stabilirle, formalmente, ma non sostanzialmente, trasparente, prescrittiva, ma non rispondente alle esigenze di chi amministra.

Come può una simile organizzazione affrontare le sollecitazioni complesse (non “complicate”) che le provengono dalla società civile come, ad esempio, quelle prodotte dal fenomeno della immigrazione?

Non desta meraviglia se il Libro bianco “La Governance Europea[1], pubblicato nell’agosto del 2001 dalla Commissione delle Comunità Europee, inizia con la frase: “I responsabili politici di tutta Europa sono oggi alle prese con un vero paradosso: da un lato, gli Europei chiedono loro di risolvere i grandi problemi della nostra società, dall’altro, questi stessi cittadini nutrono sempre minor fiducia nelle istituzioni e nelle politiche che queste adottano, o finiscono per disinteressarsene”.

Non sono i politici inadeguati (almeno in linea di principio): lo sono gli strumenti che hanno a disposizione a esserlo. Non è questa la sede per trattare la teoria dei Sistemi Complessi Adattivi, ma vale la pena di ricordarne le principali caratteristiche; esse sono:

·      La co-evoluzione, ossia dalla capacità del sistema di cambiare per adattarsi all’ambiente circostante in rapida evoluzione; questo, a sua volta, cambia a seguito dei cambiamenti del sistema;
·      la presenza di situazioni di non equilibrio accompagnate da reazioni positive causate dalle perturbazioni indotte nel sistema;
·      la dinamicità del processo di adattamento che costituisce la forza motrice (driving force) dello sviluppo del sistema;
·      le trasformazioni del sistema, intese non come modifiche parziali, ma come profondi cambiamenti indotti da impulsi anche di modesta entità (butterfly effect); questo concetto è contenuto anche nella così detta seconda legge del Caos:
tutti gli avvenimenti “maggiori” apparentemente inattesi non sono altro che la somma di tanti avvenimenti “minori” passati inosservati”;
·      il comportamento o proprietà emergente, che può comparire quando un numero di entità semplici (agents operano in un ambiente, dando origine a comportamenti più complessi in quanto collettività; la proprietà emergente non è prevedibile, non ha precedenti e rappresenta un nuovo livello di evoluzione del sistema.

Alla luce di quanto precede occorre quindi riconsiderare l’adeguatezza:

  • dei modelli organizzativi
  • dei metodi per la formulazione delle politiche
  • degli strumenti conoscitivi
  • delle tecniche di valutazione dei risultati.

ora a disposizione e utilizzati nell’ambito della governance.

Il Progetto “Milano Semplice” e l’adozione di un Sistema di Gestione Integrato Qualità e Ambiente (ai quali auspico si aggiungano presto le voci Sicurezza e Responsabilità sociale) costituisce la presa di coscienza di questa esigenza e l’attuazione delle azioni correttive conseguenti. In particolare esso ha consentito di organizzare l’Amministrazione per processi e non più per linee di prodotto. Questa scelta elimina le “zone grigie” (quelle nelle quali non è chiaro chi ebbe intervenire) tra le diverse funzioni, favorendone la collaborazione e, quindi, si concreta in una più pronta risposta alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

Milano si accinge così ad affrontare le nuove sfide che la complessa società dei nostri giorni le lancia ogni giorno con flessibilità e incisività, inserendosi a pieno titolo nel processo di sviluppo globale.

Questo risultato si deve non solo alla lungimiranza di coloro che la amministrano, ma anche alla competenza e alla maturità professionale di quanti operano ogni giorno nelle direzioni, nei settori e negli uffici. A tutti costoro deve andare la riconoscenza della Città e di chi opera quotidianamente nel suo ambito. 


[1] Bruxelles, 5.8.2001, COM(2001) 428 definitivo/2

con il contributo di:

Regione Lombardia 

Seminario di formazione

Martedì 23 novembre 2010 ore 9,30
Sala riunioni  Assoedilizia, 1° piano
Via Meravigli, 3 – 20123 Milano

Programma 

ore 9,30   Registrazione partecipanti 

ore 10,00   Presentazione del progetto “Risparmio e Famiglia”, obiettivi e risultati raggiunti 

ore 10,30  Saluto dell’avv. Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e di Federlombarda – vicepresidente di Confedilizia 

ore 11.00  Prima sessione 
Dal diritto al credito all’equilibrio dei bilanci familiari
A cura del dr. Nunzio Buongiovanni, Presidente Adoc Lombardia

 ore 13,00   Buffet 

 ore 14,15   Seconda sessione 
La carta di pagamento a marchio con la raccolta punti: una nuova frontiera per attrarre il consumatore
A cura dell’avv. Marisa Costelli, Presidente Adusbef Lombardia

ore 16,30   Termine lavori   

Per scaricare il programma:
programma seminario23_11-11