Il Presidente di  Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato il Console Generale di Svizzera a Milano dott. Massimo Baggi insediato nella sua carica da una ventina di giorni.

Dopo aver porto al Console Generale il benvenuto nella nostra città il presidente ha ricordato le figure dei suoi predecessori nella sede Milanese, quali rappresentanti del Governo Elvetico: Franco Besomi, Marco Cameroni, David Vogelsanger.

Figure delle quali l’attuale Console raccoglie la positiva eredità costruita in tanti anni di proficuo operare nei campi della cultura, dell’impegno sociale, dell’economia, delle relazioni diplomatiche e sociali.

Milano si avvicina ad un passaggio epocale in concomitanza con l’evento internazionale Expo 2015.

Grande potrà essere l’apporto del vicino Paese amico che peraltro sta portando a conclusione il Progetto Alptransit con la caduta dell’ultima barriera della galleria di base del Gottardo, prevista per il 15 ottobre prossimo.

L’augurio di Colombo Clerici:
“Auspico che le relazioni tra i nostri Paesi si rafforzino sempre più, all’insegna di una collaborazione reciproca, improntata ai più nobili valori della nostra comune cultura.
La Svizzera è , nel sentimento degli italiani, un Paese storicamente considerato amico e prezioso per il nostro progresso in campo civile, politico, culturale e scientifico, economico.

Il cammino che abbiamo da compiere è un cammino tracciato dalla storia. 

Lavorare insieme per il progresso comune, l’obiettivo che ci sta davanti.”

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L’Associazione Milanese della Proprietà Edilizia-Assoedilizia, è in Italia la più antica (costituita nel 1894), la più rappresentativa e la più radicata nel territorio fra le organizzazioni dei proprietari di casa.

Nel 1916, con altre associazioni della proprietà edilizia, ha fondato Confedilizia.

Coordina la Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia, FEDERLOMBARDA EDILIZIA, presente in tutti i capoluoghi di provincia e nelle città principali con 26 tra associazioni locali e delegazioni.

Solo a Milano Assoedilizia conta 9.500 associati tra cui 1.200 investitori istituzionali nell’immobile – banche, compagnie di assicurazione, enti, società immobiliari – e 2.700 amministratori di condominio.

Rappresenta oltre 100.000 famiglie.

Nel Direttivo risultano alcuni dei nomi più rappresentativi dell’alta borghesia e del patriziato lombardi.

E’ presieduta dall’avv. Achille Colombo Clerici, che è anche vicepresidente di Confedilizia.

Assiste il piccolo proprietario, come la grande società immobiliare, nei settori legislativo e giurisprudenziale, condominiale, sindacale, fiscale, assicurativo, catastale, tecnico-edilizio, urbanistico, patrimoniale e di diritto societario; offre consulenza sulle norme di sicurezza, sulle misure antinquinamento, sugli impianti elettrici e termici-riscaldamento, di allarme e antiintrusione.

Assoedilizia interviene inoltre sui temi che riguardano  l’attuazione di una efficiente politica della casa; la protezione e la tutela dell’ambiente (attraverso il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio), il decoro della città, lo sviluppo delle infrastrutture, la sicurezza nella casa ed opera in stretto contatto e collaborazione con Governo, Regione, Comuni, Province, enti, organizzazioni, istituzioni private e pubbliche anche attraverso convegni, conferenze-stampa, studi e ricerche, interventi legislativi, comunicati stampa, rubriche radiotelevisive.

Assoedilizia pubblica la rivista trimestrale “LA PROPRIETA’ EDILIZIA” con contenuti di attualità e scientifici nelle materie di competenza.

Assoedilizia ha patrocinato la nascita dell’associazione AMICI DI MILANO che raccoglie una buona rappresentanza del milieu aristocratico-borghese, culturale, professionale e imprenditoriale.

Tra le iniziative di Amici di Milano, il “Premio internazionale-Targa d’argento del Presidente della Repubblica” per i giovani milanesi emergenti, giunto alla sua decima edizione.

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Alcuni spunti di riflessione riguardanti gli aspetti sociali ed economici, prodromici rispetto a quelli giuridici.

 Perché il diritto è lo strumento per dar  forma ad istituti socio-economici.

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Il condominio sul piano sociale è una sorta di “sofisticazione”; introdotto nel nostro ordinamento nemmeno cento anni fa è proprio di una società moderna ed evoluta .

Infatti, come struttura sociale e come istituto giuridico volto ad organizzare  la convivenza urbana, esso nasce in concomitanza dei grandi processi di inurbamento che iniziano a far tempo dal primo decennio del Novecento.

È uno fra i più influenti strumenti di formazione culturale e di organizzazione sociale, soprattutto nelle città: ed è coevo, nel nostro paese, allo svilupparsi delle società di mutuo soccorso, ma soprattutto dell’edilizia residenziale pubblica (la cosiddetta edilizia popolare), e delle cooperative edilizie.

L’istituto del condominio, fondato sui principi della condivisione e della partecipazione, suppone dunque  l’esistenza di una cultura dell’abitare insieme, nella sua massima espressione.

Sono già delicati infatti i rapporti di buon vicinato tra proprietari  esclusivi della abitazione; quando ogni soggetto trova delineati i confini della propria sfera di appartenenza.

Figuriamoci quando nel medesimo tempo ci sono ambiti di appartenenza esclusivi e ambiti di appartenenza comuni con altri soggetti .

Cultura dell’abitare significa rispetto di sé e dell’altro: senso del limite nella propria libertà di agire, che deve incontrare la libertà altrui.

Senso della cosa comune e coscienza delle sue regole: che vanno puntualmente rispettate.

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Ma c’è un aspetto economico sul quale vale la pena di soffermarsi un poco ed è rappresentato dall’incidenza sul mercato immobiliare.

Il mercato immobiliare non è determinato dall’andamento  della quota di investimenti fissi (cioè degli investimenti in immobili destinati all’uso diretto da parte del proprietario); bensì dipende dall’andamento di quella parte di investimenti “a reddito” che sono sensibili al grado di remuneratività, dato dalla redditività generale da un lato e dal carico di oneri ed imposte, dall’altro.

In regime di equilibrio del mercato immobiliare in Italia la quota di “flottante” (derivante dal turn over funzionale – abitativo, terziario e commerciale – e dal turn over economico) si è sempre aggirata, negli ultimi anni, attorno al 2-3%  del valore dello stock immobiliare nazionale. Da poco più di due anni è scesa, a causa della crisi, di circa il 25% . 

Siamo scesi da oltre 800 mila transazioni annue alle attuali 600/630 mila; per un valore di circa 110 MLD contro i precedenti 140.

Il mercato immobiliare, per dare un’idea, presenta quindi un dinamismo di 250 volte inferiore a quello della Borsa Valori.

Una base quindi estremamente ristretta (presidiata, tra l’altro, dall’alto livello di proprietà diffusa di immobili abitativi presente nel nostro Paese: il 71% delle famiglie occupa la propria abitazione a titolo di proprietà) estremamente ristretta, si diceva, ed in quanto tale suscettibile di provocare sensibili oscillazioni al suo minimo variare.

Incidentalmente vorrei dire, come ho recentemente sostenuto, nel corso dell’ultimo workshop Ambrosetti a Cernobbio, che è comunque  grave errore quello di credere che, poiché il 71% delle abitazioni appartiene stabilmente alle famiglie italiane, né sussistono problemi di tenuta del sistema dei mutui-casa, ci si possa ritenere al riparo dal rischio di bruschi cedimenti dei valori immobiliari, quando si adottano politiche fiscali punitive dell’investimento immobiliare privato come sta avvenendo da troppo tempo nel nostro Paese.

Proprio per questo il condominio in Italia rappresenta una realtà economica assai popolare (stimiamo che i condomini siano circa700-800 mila) cui è legato un effetto economico importante nei riflessi del mercato.

Esso infatti, costituendo il tessuto connettivo della proprietà immobiliare diffusa, ha storicamente rappresentato un fattore di radicamento degli abitanti alla casa e quindi di stabilizzazione del rapporto del proprietario con la propria abitazione.

Ma, mentre dunque è presidio della solidità del risparmio investito nel mercato immobiliare abitativo,  esso è, al tempo stesso, fattore di irrigidimento del rapporto abitante-città.  

Il che porta a due conseguenze negative.

A) Anzitutto ad una forma di investimento economico improntato ad una spiccata staticità.

In generale si registra un maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile, senz’altro meno dinamico. Ed il condominio, fra tutti i diversi soggetti appartenenti al fronte dei proprietari, è il soggetto meno reattivo dinnanzi alle esigenze di rinnovamento del patrimonio edilizio.

B) Ma porta anche ad un marcato immobilismo, se non ad una resistenza, sul piano del rinnovamento urbano. 

Quindi minor grado di interventi manutentivi, di adeguamento, di rinnovamento degli immobili; e minore sensibilità o interesse agli interventi di riqualificazione edilizio-urbanistici della città .

Quanto alle norme della green economy applicate al settore immobiliare, esse per ora si limitano a  lambire il condominio ed i condomini.

Ma fra breve si spingeranno dentro queste realtà, perché non è pensabile che una parte cosi cospicua dell’intero stock di abitazioni ne possa rimanere esclusa.

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Sul piano della soggettività giuridica il condominio è un ibrido.
Manca di una personalità giuridica autonoma; ed inoltre l’amministratore non ne è  organo, ma è  mandatario dei condomini.

Non c’è quindi autonomia di azione da parte dell’amministratore, anche se recenti pronunce giurisprudenziali tendano a riconoscergli una sempre maggior capacità di agire .

Mentre sussiste una solidarietà attiva (ad esempio  impugnazione delle sentenze) e passiva (pagamento dei debiti condominiali) per i condomini.

Si tratta di risolvere al fondo questo problema.

Senza certamente arrivare alla formula di tipo anglosassone, che preveda la titolarità della proprietà delle parti comuni in capo al condominio.

Piuttosto, si potrebbe pensare  ad una forma di personalità giuridica (ma è questione sulla quale occorre ancora riflettere) per assicurare l’autonomia all’amministratore, separando la sfera di responsabilità di quest’ultimo da quella dei condomini.

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Ma anche nei rapporti tra proprietari condomini sussistono smagliature normative tra le quali è facile che si possano far strada situazioni di ingiustificato privilegio a favore di taluni, nei confronti di altri.

Uno dei problemi cui ha voluto por mano la Cassazione con una recente sentenza non propriamente perfetta è quello della modificazione e dell’adeguamento delle tabelle millesimali.

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In conclusione i piani in cui l’istituto del condominio mostra i suoi limiti, alla prova del tempo, in questo pressocché secolo di vigenza, sono sostanzialmente tre:

– Quello della sua amministrazione e gestione;

– Quello della sua idoneità a prestarsi a secondare le esigenze di rinnovamento delle città e degli edifici, particolarmente avvertite di questi tempi;

– Quello della sua attitudine a favorire situazioni di equilibrio dei diritti e dei doveri fra i diversi partecipanti; titolari peraltro di diritti soggettivi pieni da coordinarsi con i diritti condominiali.

 Evitare sperequazioni ed asimmetrie il compito della riforma. 

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Convegno a Milano a Palazzo Giureconsulti

IL CONDOMINIO HA QUASI UN SECOLO: COSA E’ CAMBIATO, COSA BISOGNA FARE  

Milano, 20 settembre 2010

– Il condominio ha quasi un secolo di vita: emanazione di una società moderna ed evoluta, volta ad organizzare la convivenza urbana in concomitanza dei grandi processi di inurbamento dei primi decenni del Novecento, si è evoluto con la società di cui è espressione, con importanti novità in questi ultimi anni.  

E’ la premessa della relazione del Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici che ha aperto i lavori del Convegno “La Normativa per il condominio” organizzato da Arel-Osmi svoltosi oggi a Milano (Palazzo dei Giureconsulti) con la partecipazione di esperti e di rappresentanti degli utenti.

I condomini sono diffusi ovunque e interessano decine di milioni di cittadini.

E, oltre a regolamentare delicati rapporti di buon vicinato e di condivisione di un bene comune – le parti condominiali dell’edificio residenziale – rappresentano una realtà economica assai popolare cui è legato un effetto importante nei riflessi dell’intero mercato immobiliare.

“Ma – ha proseguito Colombo Clerici – mentre è presidio della solidità del risparmio investito nel residenziale, esso è al tempo stesso fattore di irrigidimento del rapporto abitante-città. Si tratta di un  investimento economico improntato ad una spiccata staticità cui consegue  marcato immobilismo, se non resistenza sul piano di rinnovamento urbano”

– Basti pensare alle difficoltà per far approvare all’assemblea di condominio, ad esempio, il rifacimento delle facciate.

Se passi sono stati fatti per adeguare la normativa che regolamenta il condominio alle mutate esigenze della società le questioni aperte sul tema del condominio sono, secondo Colombo Clerici:

– quella della sua amministrazione e gestione (occorre riflettere se ad esso ad esso vada riconosciuta una personalità giuridica autonoma);

– quella della sua idoneità a prestarsi a secondare le esigenze di rinnovamento delle città e degli edifici;

– quella di favorire situazioni di equilibrio dei diritti e dei doveri tra i diversi partecipanti, evitando sperequazioni ed asimmetrie.

I lavori sono stati aperti da Barbara Polito, Presidente Arel-Associazione real estate ladies;

moderatore Beatrice Zanolini, Segretario Fimaa Milano.

Relatori avv. Cesare Rosselli, Consigliere Assoedilizia; avv. Marina Figini, Consulente e Docente Fimaa Milano; avv. Lia Campione, Clifford chance; avv. Marco Maria Donzelli, Presidente nazionale Codacons.

Intervento del giornalista del Sole 24-Ore Saverio Fossati.  

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Lo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro presenta a Bologna alla Biblioteca dell’Archiginnasio, sala dello Stabat Mater, il volume “Frammenti”.

Achille Colombo Clerici: “Con il trascorrere del tempo ci si rende conto sempre più di quanto Teresa fosse precorritrice di nuove forme espressive e di pensiero, mai letterarie o studiate e di maniera, ma profondamente radicate nella vita che ci circonda.”

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Il libro “Frammenti” raccoglie alcuni scritti di Teresa Pomodoro, grande protagonista della cultura italiana ed internazionale e dà conto della sua esemplare e straordinaria ricerca umana ed artistica.
Il suo “metateatro”, laboratorio unico di incontro, tra pensiero e sentimento, ha creato in tutte le espressioni artistiche fuse nella rappresentazione, dalla prosa alla musica, dalle immagini alla danza, testimonianza viva di bellezza, eleganza e dignità, ponendo al centro del tutto l’uomo e le sue fragilità.
Il libro proposto dallo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro e dall’editore Arnoldo Mosca Mondadori ha caratteristiche tutt’affatto particolari: i frammenti scritti da Teresa sono accompagnati da un’opera originale, unica per ogni volume, di Kengiro Azuma, da una partitura inedita in tre parti di Giorgio Gaslini a lei dedicata e da una poesia sempre dedicata a Teresa di Charlie Owens, continuatore del profetico messaggio di Teresa nel teatro e nella programmazione attuale, di cui è ideatore e regista.
Il risultato dell’opera “Frammenti” è un affresco attuale e sorprendente che restituisce al lettore il concetto libero e inviolabile di bellezza e umanità attraverso l’armonia corale delle arti in esso rappresentate.

Assoedilizia informa
Ente Case del Genovesato di Levante

COMUNICATO STAMPA

A LERICI SI CELEBRANO I MILLE ANNI DEI GRIMALDI

Colombo Clerici: “Una delle famiglie che hanno maggiormente contribuito allo sviluppo economico e culturale del Vecchio Continente”

Milano-Genova 6 settembre 2010

I “Mille anni dei Grimaldi”, illustre famiglia di mercanti, scienziati e navigatori, vengono celebrati martedì 7 settembre a Villa Marigola di San Terenzo-Lerici con il patrocinio del Principe di Monaco Alberto II, della Regione Liguria, della Soprintendenza regionale, del Fai, dell’Associazione Dimore Storiche della Liguria presieduta da Giovanni Gramatica di Bellagio, del Comune di Lerici e di altri enti culturali ed economici.

Sull’evento il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, co-fondatore dell’Ente Case del Genovesato di Levante dichiara: “I Grimaldi possono a buon titolo essere considerati una delle famiglie che hanno maggiormente contributo allo sviluppo economico e culturale del Vecchio Continente, anticipando di secoli il concetto di unità europea”.

La cerimonia prevede una analisi della storia dei Grimaldi dal Medioevo all’attualità svolta da Gabriella Araldi e da Giuseppe  Benelli, docenti dell’Università di Genova, mentre Paolo Mangiante ne illustrerà la magnificenza di mecenati.

Momento importante la consegna al Principe di Monaco, da parte di Maria Aloe Della Valle, Presidente del Garden Club di La Spezia, del premio “Verdissimo” alla memoria della Principessa Grace di Monaco.

  

A Venezia, muovendo dal Giglio, passeggio lungo San Moisè, attraverso San Marco e mi spingo sino al Danieli.

Mi vengono in mente il letterario promeneur solitaire ed il viandante romantico ottocentesco, e mi chiedo se mai nella musica sia stata evocata la figura del passeggiatore nella città, magari lungo le calli, così come è accaduto del viandante nella natura, nella mirabile composizione della “Wanderer fantasie”.

Lì, a fianco dello storico albergo, sul muro dell’edificio sito all’angolo, campeggia una lapide: “In questo luogo sorgeva la cappella musicale del Conservatorio della Pietà dove il genio di Antonio Vivaldi, allora non pienamente compreso, operò quale maestro di concerti dal 1703 al 1740, donando a Venezia ed al mondo l’incomparabile ricchezza della sua musica di cui ‘Le Quattro stagioni’ sono il fiore ed il suggello. Il suo tempo è venuto.”

Le idee mi si affacciano alla mente.
E sì. Se c’è una musica che richiama l’umanità,le persone, la folla, la calca direi,  questa musica è quella di Vivaldi.

Perché vive dentro la gente, come dentro la gente viveva il suo compositore: sacerdote che amava il teatro musicale nella sua mondanità, nella sua carnalità, possiamo dire; tanto da arrivare ad esercitare per un certo tempo il “mestiere” di impresario teatrale.

Apparentemente una sorta di contraddizione tra l’attenzione alla spiritualità  richiamata dalla vita sacerdotale e le cure quotidiane imposte dall’impegno operativo derivante dalla gestione di una compagnia di teatro.

In una visione superficiale e poco attenta: un conflitto insanabile cui si deve forse quell’incomprensione per il grande maestro, da parte dei suoi contemporanei, alla quale allude la targa sul muro della casa veneziana.

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Grande fu dunque la mia sorpresa.

Un mattino, passando come al solito davanti all’Ambrosiana, mi imbatto nel suo prefetto; un grande pensatore della Chiesa, tra i massimi conoscitori al mondo di Lutero e del protestantesimo.

Dove stai andando? Mi chiede.

– Mah…. – timidamente,non volendo enfatizzare, accenno – sto andando da Ricordi perché cerco lo spartito del Gloria di Vivaldi che vorrei approfondire con il testo alla mano .

– Ah, don Antonio il grande, l’eccelso compositore. Ed il Gloria, uno, se non il sommo, dei suoi capolavori.

Quel “don Antonio” , inusuale appellativo per il musicista veneziano, mi fa intravvedere in nuova luce la figura del maestro e capisco che l’amico monsignore nutre per lui una grandissima ammirazione.

Una copia dell’edizione Ricordi della trascrizione di Francesco Bellezza per pianoforte e canto, curata da Gian Francesco Malipiero,  è per lui: gliene faccio omaggio, scherzosamente accompagnandola con i saluti di don Antonio.

Nel biglietto di ringraziamento che ricevo, è contenuto un giudizio illuminante sulla profondità religiosa e teologica dell’opera: la settima cantata del Gloria “Domine Fili Unigenite Jesu Christe” porta la musica a rappresentare, nel suo senso assoluto,  l’essenza della cristologia. 

Per comprendere Vivaldi come uomo occorre passare attraverso il suo Gloria; su questo ci siamo intesi ed è stata una condivisione di un momento di fede, mediato da don Antonio.

Da allora a qualche amico che va ad incontrare il Prefetto dell’ Ambrosiana affido un messaggio: portagli  i saluti di don Antonio, lui sa.