Nel presentare il volume Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia:

 “Il tema degli incendi boschivi, naturali o causati dall’azione umana (colposamente o dolosamente) unitamente al tema degli incendi di prossimità, è stato oggetto di un importante convegno tenutosi a Milano su iniziativa di Assoedilizia e di INSTAT, l’Istituto Nazionale di studio e di tutela  dell’ambiente e del territorio, nel giugno del 2008.  

Oggi, per i tipi di Giampiero Casagrande è edito un volume che può considerarsi una pietra miliare sull’argomento, con riferimento all’ambito culturale non solo di lingua italiana, ma anche di lingua tedesca e francese.
Il fuoco nella storia, nella tradizione, negli usi e costumi dei popoli, in altri termini, nella vita dell’uomo.

Un compendio delle tematiche trattate in quel convegno, che continua ad essere un punto di riferimento per ogni attenzione alle problematiche degli incendi boschivi: vero flagello che annualmente devasta ampie parti dei nostri migliori paesaggi del Sud Europa. Un crimine contro l’umanità.”

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“Al fuoco! Usi, rischi e rappresentazioni dell’incendio dal Medioevo al XX secolo”
A cura di Luigi Lorenzetti e Vanessa Giannò.
Editore Giampiero Casagrande – Lugano 

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Da sempre l’uomo ha intessuto col fuoco un rapporto ambiguo e sfaccettato: fonte di calore, di illuminazione e di protezione, fattore indispensabile nella conquista di conoscenze e tecnologie, esso è al contempo un elemento di rischio e di distruzione. Il controllo e la gestione del fuoco rappresentano quindi un momento essenziale nella storia della civiltà, sempre in bilico sul crinale tra utilità e minaccia.

È a partire da questa ambivalenza, ma anche dalle ripetute emergenze provocate negli ultimi anni dai danni ambientali innescati dal fuoco, che si avverte l’esigenza di concentrare l’attenzione su un evento – l’incendio – in cui casualità e intenzionalità, negligenza e criminalità, prevenzione e soccorso si intersecano lungo confini incerti.

La vulnerabilità di fronte alla catastrofe mette in luce le capacità e i meccanismi di ridefinizione di un sistema sociale colpito da uno sconvolgimento che ne interrompe l’ordine. Attorno all’incendio si cristallizza il problema del modo di percepire, affrontare e gestire un avvenimento che mette in discussione il rapporto tra gli uomini e il loro habitat, tra società e natura.

Sulla base di tali premesse, i testi, in italiano, francese e tedesco, qui raccolti – frutto di un convegno internazionale tenutosi presso l’Accademia di architettura di Mendrisio nel novembre 2007 e promosso dal Laboratorio di Storia delle Alpi – analizzano, da varie angolature, il fenomeno dell’incendio e il suo ruolo nella strutturazione del rapporto tra uomo e ambiente.
 La pluralità delle prospettive e degli approcci disciplinari scaturisce dalla natura stessa dell’incendio che, oltre a condensare forti e molteplici valenze simboliche, racchiude svariate implicazioni di natura politica, sociale, economica, ambientale, urbanistica e architettonica.

 Indice generale

Prefazione – Préface – Vorwort * Introduzione – Introduction – Einleitung 

Luigi Lorenzetti, Vanessa Giannò

* Parte Prima Fuoco e incendi: interpretazioni, simboli, memoria – Feu et incendies: interprétations, symboles, mémoire – Feuer und Brandfälle: Interpretationen, Symbolen, Erinnerung
* Portata simbolica della conquista del fuoco Patrik Krebs *Beten oder Löschen? Feuer in den böhmischen Städten der Frühen Neuzeit Josef Hrdlicka
* Punition divine ou hasard? Perception, et interprétation des incendies urbains à l’époque moderne Marie Luisa Allemeyer
* Souvenirs cuisants, ou les Musées de Pompiers en Suisse Christophe Gros
* Bücher im Feuer – Funktionen eines Mythos Mona Körte

 * Parte Seconda Incendi e controllo del territorio: usi politici ed economici – Incendies et contrôle du territoire: usages politiques et économiques – Brandfälle Kontrolle über das Gebiet: politischer und wirtschaftlicher Gebrauch
 * Per distruggere e terrorizzare. Usi del fuoco in guerra e profughi in età medievale Roberto Leggero
* Fuoco! La guerra, l’assedio, l’incendio dal XVI al XIX secolo Marino Viganò
* La pratica del fuoco pastorale nella Svizzera subalpina dal tardo Medioevo ai nostri giorni Marco Conedera, Patrik Kreb
 * Les incendies à la Grande Chartreuse: pratiques, mémoire et instrumentalisation du risque Emilie-Anne Pépy
* L’incendie des puits de pétrole roumains par les Alliés en 1916. Un exemple de politique de «terre brûlée» Jean-Noël Grandhomme

*Parte Terza Prevenzione, soccorso e repressione – Prévention, secours et répression – Brandverhütung, Hilfe und Repression
 * Feuerverhütung – Feuerbekämpfung. Exemplarische Feuerordnungen der Frühen Neuzeit für den Raum Niederösterreich Trude Kowarsch-Wache
 * La «grande fureur de l’embrasement». Essai d’histoire sociale et matérielle de l’incendie Michel Porret
* Prévention et lutte contre les incendies en Franche-Comté du XVIe siècle à la fin du XVIIIe siècle André Ferrer
* Secourir les victimes.
 L’incendie au village dans les Alpes dauphinoises (seconde moitié du XVIIIe siècle) René Favier
 * Stadtbrände und Zukunftsdenken in der Frühen Neuzeit: Wiederaufbauplanung und Feuerversicherung im 18. Jh. Cornel Zwierlein
* Se venger par le feu. Prévention de l’incendie et pratique pénale dans les terres vaudoises sujettes de Berne au XVIIIe siècle Elisabeth Salvi
 * Crime d’incendie, crime rural, crime de voisinage. En Ille-et-Vilaine de 1815 à 1914 Jean-François Tanguy

* Parte Quarta Gli incendi, implicazioni architettoniche e urbanistiche – Les incendies, implications architecturales et urbanistiques – Die Brandfälle, architektonische und urbanistische Implikationen
* Dis-fare la città: Venezia e gli incendi in età moderna (XV-XVIII secolo) Elena Svalduz
* Incendi di palazzi pubblici e case private a Venezia nel rinascimento: dalla distruzione ai processi di ricostruzione Stefano Zaggia
* La lutte contre l’incendie: toitures inflammables et matériaux de substitution en Franche-Comté (XVIIIe-XIXe siècles) François Lassus
* Gli incendi di Fontana e di Airolo: contesto storico e demografico (novembre 1868, settembre 1877) Raffaele Peduzzi
* Brandkanton Graubünden.
Über den Wiederaufbau abgebrannter Dörfer im 19. und 20. Jahrhundert Nott Caviezel
* Apparati – Appareil – Apparat
* Indice dei nomi e dei luoghi – Index des noms et des lieux – Personen- und Ortsregister
* Autori – Auteurs – Autoren
Vanessa Giannò e Luigi Lorenzetti, Università della Svizzera italiana, Laboratorio di Storia delle Alpi LabiSAlp, Mendrisio (Svizzera).

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Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia:

 “Inizia da oggi una collaborazione con il Corriere della Sera. Con una certa periodicità si daranno risposte a domande dei lettori su argomenti di competenza della nostra Organizzazione, attinenti alle materie Casa, Ambiente e Territorio.”

Domanda:
Sono proprietario di un bilocale e di un box a Milano e dovrei tra pochi giorni affittarli.
Mi hanno detto che devo stare attento perché ci sono nuove norme da rispettare.
Di che cosa si tratta? Perché non vorrei avere problemi.

Risposta:
In relazione alle locazioni immobiliari, proprio da domani 1 luglio, si applicano le nuove disposizioni di cui all’art.19 comma 15 del d.l. n.78/2010 (c.d. manovra Tremonti) secondo le quali le richieste di registrazione dei contratti anche verbali di locazione debbono contenere – oltre ai dati fiscali di locatore e conduttore – anche i dati catastali degli immobili locati.

Per inciso va ricordato che la medesima disposizione si applica anche alle cessione, risoluzione o proroga dei contratti di locazione.

Pertanto, al momento della registrazione, che va fatta entro 30 giorni, nel modulo di richiesta il lettore dovrà indicare tutti i dati catastali dell’unità locata (foglio, particella, mappale, zona censuaria, categoria, classe, rendita catastale e consistenza).

L’Agenzia delle Entrate ha provveduto a tal fine alla predisposizione dei nuovi moduli di richiesta di registrazione che il lettore potrà scaricare dal sito www.assoedilizia.com.

Ricordiamo che l’omessa indicazione di tali dati è sanzionata con un importo dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

La nuova disposizione non si riferisce esplicitamente al testo del contratto ma va ricordato che l’art.8 del d.l. n.333/92 già prevedeva la comunicazione al conduttore dei dati catastali dell’unità locata. E’ quindi opportuno che i dati catastali siano inseriti anche in contratto.

Infine, va  ricordato che sempre il decreto Tremonti prevede la regolarizzazione dei dati catastali per cui in caso si riscontrassero mancati aggiornamenti degli stessi si suggerisce di procedere, prima della stipula del nuovo contratto di locazione, alla loro regolarizzazione catastale.

Vi è poi una seconda novità applicabile, sempre da domani dal 1 luglio, limitatamente agli immobili siti in Lombardia: l’obbligo di dotare gli immobili medesimi dell’attestato di certificazione energetica e di consegnarlo al conduttore. Si tratta di un obbligo imposto dalla Regione e pesantemente sanzionato (da 2.500 a 10.000 euro) che riguarda tutte le unità locate ad eccezione dei box.

Nel caso del lettore perciò, l’appartamento andrà dotato, prima della locazione, dell’attestato di certificazione energetica redatto da tecnico abilitato, mentre per il box nulla dovrà esser fatto.

Assoedilizia
Associazione della Proprietà Edilizia – Milano

 

Una pressione fiscale reale elevatissima .

Essa è pari, secondo il dato fornito dal Centro studi Economia e Fisco di Assoedilizia, al 51,5 % .

Per il calcolo, infatti, il PIL va depurato della quota presunta di sommerso.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Al contribuente italiano a regime, non interessa tanto il dato della pressione fiscale ufficiale, che è ricavato in rapporto ad un PIL teorico, comprendente una quota presunta di economia sommersa – per cui siamo al paradosso che,  più alta è l’evasione e minore è il dato ufficiale indicatore della  pressione fiscale.”

Questa conclusione si ricava analizzando i criteri esplicitati dall’ISTAT, in relazione alla determinazione del dato indicante la misura del PIL.

 Al contribuente interessa viceversa il rapporto tra il carico complessivo del prelievo fiscale (imposte dirette ed indirette) e dei contributi sociali da un lato, e dall’altro il PIL reale, depurato della quota presunta di sommerso.

Ricordiamo incidentalmente che il nero in Italia è stimato nell’ordine del 24% del PIL; contro il 16% della Germania, il 14% della Francia, il 12% della Gran Bretagna. Solo il Portogallo ci supera con il 30%. (Dati Banca Mondiale).

www.assoedilizia.com

Achille Colombo Clerici ricorda Teresa Pomodoro:

“Con Teresa ed il suo Teatro avevamo un sogno in comune.

Ci conoscevamo da tantissimi anni.

All’inizio portò i suoi giovani attori a casa mia e li presentammo ai nostri amici.

Non c’era nulla allora che facesse immaginare ciò che venne poi; non il teatro, non la compagnia, non l’attrezzatura, non il mondo che alla fine Teresa si trascinò appresso.

C’era la sua grande passione: e quella si vedeva, eccome.
Una passione che ci sembrava incredibile, perché contagiava tutti coloro che le erano intorno. Il marito, primo fra tutti, la comprendeva, la assecondava,  ne eseguiva gli ordini di scena: era il suo fedele sostenitore ed esecutore.

La tensione spirituale di Teresa era totale e nettamente percepibile: spaziava dalla filantropia alla carità, dalla cultura, all’arte, alla socialità.

Fu questa carica, questa tensione a permettere lo slancio che creò le condizioni per realizzare ciò di cui è stata capace.

Il Teatro, la sua creatura, anzitutto. Ma prima ed insieme tante altre cose: enumerarle ora, per noi che non riuscivamo più a seguirle allora, un compito limitativo.

Fra tutte, ricordo ancora quella recita natalizia,organizzata e diretta nel 2002 da Teresa, della pièce  “Il Sindaco del Rione Sanità”.
Nel carcere di massima sicurezza di Opera, con attori i detenuti ed alla presenza di alcune tra le massime autorità, il Prefetto ed il Questore di Milano, il Procuratore Generale, alcuni Giudici,  e di un piccolissimo gruppo di altri reclusi e di loro parenti.

Ricordo quella atmosfera, prima tesa, poi, sempre più serena, via via che gli attori, uomini che si erano macchiati dei peggiori crimini, si trasfiguravano sulla scena, mostrando tutta la loro passione, ed anche una indubbia bravura nella recitazione, frutto, è da crederlo, di lunga applicazione e preparazione.

Nulla avrebbe potuto, meglio di quel momento, dare l’idea di quanto l’uomo, anche negli abissi più profondi della abiezione,possa trovare conforto e purificazione nella attenzione premurosa di chi si occupa di lui e gli da’ occasione di credere in qualcosa di superiore.

Questo faceva l’amica Teresa; tra tante altre cose.

C’era però un sogno: che  tenevamo gelosamente in serbo.

Se ne era parlato e riparlato.

Il sogno di portare la poesia in un giardino d’estate dinnanzi al mare.

Ma non ci fu il tempo.”

Il 30 luglio 2010 lo Spazio No’hma ricorda Teresa Pomodoro
 dedicato a TERESA da CHARLIE OWENS

 

Nella antica casa di campagna di una famiglia milanese, in un  angolo del salottino, si trova un mobile dalla foggia di uno scrittoio; in una bella radica iscurita dal tempo.

Da sempre tutti gli abitanti della casa e gli ospiti gli passano accanto, senza degnarlo di troppe attenzioni; qualcuno vi posa il bicchiere fra una chiacchiera e l’altra, qualcuno vi si adagia distrattamente, a margine delle affollate riunioni di amici.

E quel mobile sta lì; non si sa bene il perché.

Incuriosito, l’altro giorno ho chiesto a cosa serva.

– Ma è un pianoforte. Sì, ma non suona: l’abbiamo fatto vedere da un esperto che ci ha sconsigliati dal farlo restaurare.

Bene, non ho saputo resistere alla tentazione di aprirlo. Ed allora, guardando attentamente, sono riuscito a leggere, con una certa difficoltà, una sbiadita iscrizione su di una piccola targa in avorio: “Pleyel” Paris 1857.

Ma è nientemeno che un Pleyel… un minuscolo Pleyel da salottino; un antico Pleyel introvabile ai giorni d’oggi.

I miei ospiti erano molto stupiti del mio stupore.

A me venivano in mente immagini di una Milano ottocentesca abituata a sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda della “Ville lumiere”.

Pensavo alla grande ansia di conoscenza, di cultura e di modernizzazione che pervadeva allora i nostri concittadini.

I quali attingevano a piene mani dalla vicina Francia. E da Oltr’Alpe si portavano a casa il Pleyel; il pianoforte prediletto del grande Frederic Chopin.

Come si usava allora, non un gran coda, ma un pianoforte-a mo’di tavolo: senza pretese di pompa, ma pronto all’uso per fare buona musica, se fosse passato per casa un qualche appassionato disposto a suonarlo.

Cosi, nel tempo, quel piano, diventato lombardo, ha svolto il suo compito nella casa, come un mobile utile: allora per suonarvi qualche polacca o qualche mazurca ed allietare le serate, oggi per fare da tappezzeria cui si guarda distrattamente o per appoggiarvisi di tanto in tanto. Un mobile di casa, insomma, senza troppe cerimonie e riguardi. 

Dormi sonni tranquilli, caro Pleyel: perché non sei inutile, anche se non suoni più.

Sei il simbolo vivente della continuità della nostra cultura lombarda.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici:

“Il Governo sbaglia  pensando di istituire una imposta a carico degli immobili e con esclusione della prima casa,  per finanziare i servizi comunali.

Già una volta, quasi vent’anni fa, si partì con l’obiettivo di coinvolgere gli utenti nel finanziamento dei servizi erogati dai comuni e si finì per istituire l’ICI, che peraltro è una patrimoniale vera e propria a carico solo di alcuni immobili.

Una imposta immobiliare unica per i servizi comunali significa semplicemente  dilatare la portata dell’ICI, con il suo meccanismo distorcente: è una impostazione iniqua e pretestuosa.  Sarà l’occasione per aggravare il carico fiscale sugli immobili.  

Il vero problema irrisolto è quello di chiamare “city users” e pendolari a pagare i servizi comunali goduti; servizi che oggi vengono pagati viceversa solo dai residenti e dai proprietari degli immobili siti nel territorio cittadino.”

 *        *        *

 Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ritiene utile rievocare la genesi dell’ICI.

“Questa imposta fu istituita all’inizio degli anni Novanta, dopo che per lungo tempo si era discusso della istituzione di un’imposta a carico degli utenti per il finanziamento dei servizi comunali.

Poi si fece largo l’idea dell’ICI, come imposta comunale sugli immobili; da porre a carico, in caso di locazione, per metà degli inquilini e per metà dei proprietari.

Alle fine la soluzione adottata fu quella ineluttabile, come sappiamo tutti: a carico dei soli proprietari.

L’ICI quindi non era stata concepita come una patrimoniale ordinaria, quale oggi si presenta; ma chiaramente come imposta per il finanziamento dei servizi comunali, e quindi tendenzialmente a carico degli utenti degli stessi.

Ma all’interno della questione generale, c’è da risolvere, una volta per tutte, il problema dei servizi comunali goduti dai “city users” e dai pendolari; servizi che vengono pagati dai residenti e dai proprietari degli immobili siti nel territorio cittadino.

Per città come Milano il problema è veramente cruciale perché qui il pendolarismo (800.000 pendolari quotidiani a fronte di 1.300.000 abitanti) a differenza ad esempio di quanto avviene a Roma, è un pendolarismo  extra moenia, cioè da comuni limitrofi, del tutto autonomi sul piano amministrativo e fiscale: un fenomeno quindi che produce costi non compensati.

Risponde dunque ad equità che i servizi comunali siano pagati da tutti coloro che effettivamente li consumano, indipendentemente dal possesso di un immobile, sia esso prima o seconda casa.

Mentre, legare il finanziamento dei servizi comunali agli immobili, riproponendo il meccanismo distorcente dell’ICI, è del tutto iniquo e pretestuoso.

Per questi motivi Assoedilizia ha sempre ritenuto fosse opportuno pensare ad una imposta comunale di tipo personale, legata all’esercizio dell’attività lavorativa nel comune; imposta detraibile da quelle erariali.”

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Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici:

 “Richiedere la “Cedolare secca” solo per contratti agevolati a canoni concordati, significa portare avanti una operazione di pura  facciata.

 Questa misura, infatti:

 – Non incide significativamente sulla nostra economia e sul PIL, come provvedimento anticiclico di una qualche rilevanza.

 – Non produce effetto di rilievo a livello di calmieramento degli affitti;

 – Non favorisce la trasparenza;

– Non produce un sostanziale recupero di evasione nel settore delle locazioni;

 – Persegue una linea larvata di dirigismo economico che era propria dell’equo canone: dirigismo che già aveva prodotto nefasti risultati sul piano sociale, urbanistico ed economico;

 – Favorisce le sacche di privilegio che si annidano in quel comparto.

 – La cedolare secca, introdotta in questo modo servirebbe solo per poter liquidare una volta per tutte la scomoda questione. Permetterebbe di poter dire: adesso l’abbiamo approvata.

La cedolare secca (ad esempio nella misura del 20% dei corrispettivi imponibili)  serve eccome; ma va applicata a tutte le locazioni indistintamente.

 La norma dovrebbe prevedere che il pagamento del corrispettivo derivante dal contratto di locazione o dal contratto di affitto, stipulati tra soggetti privati, sia eseguito per tramite di un Istituto di credito o di Poste Italiane spa che effettuano, sull’ammontare imponibile del corrispettivo  incassato, una ritenuta a titolo di imposta, pari ad una certa percentuale dello stesso.”

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Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, intervenuto oggi in Federlombarda Edilizia :    

“L’idea di introdurre un emendamento, alla manovra economica in itinere, che introduca la cedolare secca sui canoni da locazione è senz’altro da sostenere.

Vanno quindi decisamente appoggiate le iniziative legislative in materia, che si vanno profilando all’orizzonte in queste ore.

La norma dovrebbe prevedere che il pagamento del corrispettivo derivante dal contratto di locazione o dal contratto di affitto, stipulati tra soggetti privati, sia eseguito per tramite di un Istituto di credito o di Poste Italiane spa che effettuano, sull’ammontare imponibile del corrispettivo  incassato, una ritenuta a titolo di imposta, pari ad una certa percentuale dello stesso. 

Grande potrebbe rivelarsi la portata anticiclica della norma: perché anzitutto l’intermediazione del soggetto sostituto d’imposta comporterebbe l’emersione del sommerso. 

Inoltre, l’aliquota bassa e la tassazione separata del reddito immobiliare promuoverebbero il rilancio della locazione e degli investimenti nel settore.

Va aggiunto che il sistema della ritenuta a titolo di imposta avrebbe come conseguenza una razionalizzazione ed un notevole risparmio per l’erario in termini di gestione degli uffici, perché si stima che potrebbero eliminarsi  centinaia di migliaia di denunce dei redditi.

Sul piano sociale,poi, al superamento del regime del cumulo con i redditi da lavoro conseguirebbe una maggiore equità del sistema.”

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Presentazione della Mostra “Craxi-Punti di vista”

Assoedilizia, invitata nella persona del Presidente Achille Colombo Clerici, ha partecipato con un proprio rappresentante all’inaugurazione della Mostra “Craxi- Punti di vista”.

L’evento si è tenuto presso la sede della mostra, il Museo dei Martinitt e delle Stelline, ed ha visto la partecipazione del Sottosegretario agli Affari Esteri Stefania Craxi che ha tessuto le lodi della mostra stessa, dicendo, a proposito delle opere di Bettino Craxi lì esposte, che “disvelano l’uomo, le sue passioni, i sentimenti che ne hanno guidato la vita, tutto quel complesso di idee, di convinzioni, di emozioni che la personalità  politica spesso nasconde”.

Presenti pure l’Assessore del Comune di Milano Stefano Pillitteri, l’Assessore regionale alla Cultura Massimo Buscemi e l’ex consigliere regionale Luca Guarischi.

La mostra, organizzata dalla Fondazione Craxi con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, raccoglie 43 litografie di Bettino Craxi, per la maggior parte a sfondo politico o incentrate sul paesaggio del suo “esilio” tunisino.

Sempre Stefania Craxi a proposito di queste opere ha detto che “rivelano la sensibilità, la capacità di amare, di indignarsi, di commuoversi che era nella sua natura. Nobiltà d’animo, sincerità di sentimenti, affetto e solidarietà con i più deboli”.

A latere dell’evento il Sottosegretario ha affermato che il sindaco Moratti ha sempre dichiarato  “che la sua intenzione di onorare la figura di mio padre non è mai stata in discussione”.

CRISI DI FIDUCIA DI BANCHE, IMPRESE, CITTADINI.
MA CE LA POSSIAMO FARE

Sintesi del Rapporto di Banca d’Italia sull’economia lombarda 2009 raffrontata all’economia nazionale. Colombo Clerici: “Occorre urgentemente porre in essere misure di incentivazione degli investimenti in Italia  e deterrenti per la delocalizzazione ”.

 Benito Sicchiero 

Preoccupazione.
In una parola, lo stato d’animo della Banca d’Italia espresso dal direttore della sede di Milano Salvatore Messina nel Rapporto “L’economia della Lombardia nell’anno 2009”.

 Anche se gli indicatori più recenti colgono piccoli, incoraggianti segnali di miglioramento, la congiuntura è dominata dalla debolezza della ripresa cui si sommano i rischi di nuovi fattori di crisi.

Esaminati i dati – che concordano perfettamente con quelli elaborati nel settore di competenza – il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, dichiara:
“La combinazione dei due indicatori – le famiglie spendono di meno e nonostante ciò risparmiano di meno – ci dice che abbiamo imboccato la fase due della crisi economica, una sorta di spirale in cui si rincorrono riduzione dei consumi e contrazione della produzione, con correlativa riduzione dei posti di lavoro e perdita della capacità di spesa delle famiglie.

 La delocalizzazione delle attività produttive primarie è un fattore che gioca un ruolo assai importante in questa dinamica.

Occorre urgentemente porre in essere misure di incentivazione per un verso e deterrenti, per altro verso, in grado di contenere il fenomeno in atto sul piano domestico, e di promuovere investimenti di capitale nel nostro paese.

In questa logica l’efficacia della politica dei grandi appalti (pubblici e privati) nel campo dell’edilizia ha una portata limitata.

Il settore immobiliare ha bisogno  di un capillare sistema di incentivi che va dal potenziamento dell’operatività dei mutui, alla cedolare secca sugli  affitti, dall’alleggerimento dell’Iva a carico delle persone fisiche sulle opere edilizie private non agevolate, alla abolizione dell’imposta sulle successioni tra discendenti diretti e tra coniugi e, per realizzare un primo passo effettivo verso il federalismo, all’Ici che va resa detraibile dalle imposte dirette. “

Eccoli, questi dati. Il Pil lombardo è calato del 5,3% (il calo più consistente a memoria di statistica)  più della media nazionale, dopo essere peggiorato di circa un punto l’anno precedente. Le esportazioni lombarde sono scese del 21%, ma nel primo trimestre 2010 la produzione industriale è aumentata del 3,1% con oltre la metà delle imprese che prevedono un’espansione del fatturato. Il ciclo immobiliare si è ulteriormente indebolito: costruzioni -5,3% (Italia -6,7%), compravendite -14,1% (Italia -11,3%). Il tasso di disoccupazione si è portato al 6,9% (elaborazione che comprende anche i cassaintegrati), sopportato quasi totalmente dai giovani dai 15 ai 34 anni. Ad una contrazione dei prestiti del 5,4% al settore produttivo corrisponde un finanziamento alle famiglie di +3,1%. Tradotto, significa che le famiglie, prevalentemente per sostenere i figli disoccupati, si indebitano sempre di più, e cala, di conseguenza, la percentuale di risparmio da parte delle famiglie stesse.

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